collaridi VALERIA ROSSI – 1) A che età posso mettere collare e guinzaglio al cucciolo?
Subito, a due-tre mesi. Prima prende confidenza con questi strumenti, e meglio è. Se si gratta le prime volte che indossa il collare, ignoratelo: si abituerà in fretta.

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2) Il mio cucciolo si impunta, salta e fa il matto quando gli metto il guinzaglio. Cosa devo fare?
Le prime volte è così per tutti: l’importante è far sì che quella del guinzaglio non diventi un’esperienza negativa, perché in questo caso si impiegherebbe molto più tempo a convincere il cucciolo a seguirci.
Se fa il matto, per le prime volte, è bene non tirarlo nè forzarlo, ma seguirlo e andare dove vuole lui. Quando avrà preso confidenza con lo strumento sarà felice di indossarlo (sa che si esce) e non avrà più problemi a seguire noi. Il primo impatto è sgradevole perché il cucciolo si sente “intrappolato”: basta non dargli questa impressione e le cose si risolvono.
Se invece di saltare e tirare il cucciolo si pianta e rifiuta di proseguire, è bene allettarlo con un giochino o con qualche bocconcino.
Se non funziona neanche questo, la cosa migliore è accordarsi con un amico che abbia un cane educato al guinzaglio e amichevole con i cuccioli: quando i due avranno fatto amicizia e giocato un po’ si metterà il guinzaglio a entrambi, col cane adulto davanti a “fare strada”. Pur di seguirlo il cucciolo accetterà il guinzaglio senza problemi.

pettorine3) Mi hanno consigliato la pettorina anziché il guinzaglio. Faccio bene a sceglierla?
Dipende dal cane… e soprattutto dalla pettorina!
Quelle più “dozzinali”, che passano dietro ai gomiti, possono sfregare sulle ghiandole ascellari causando problemi di salute anche seri. Inoltre  inducono  il cane a camminare “sgomitando”, rovinandogli il movimento.
Le pettorine di nuova generazione, che non sfregano sui gomiti, non fano invece alcun danno, ma non si deve pensare che siano “strumenti” di educazione/addestramento migliori del collare: l’educazione alla condotta non dipende dal “vestito”, ma dall’abilità del conduttore.
Alcuni cani, indossando la pettorina, si sentono invogliati a tirare come cani da slitta: altri, specie quelli che patiscono in modo particolare anche la minima pressione sul collo, con la pettorina si sentono più “liberi” e quindi tirano meno. Ma la condotta è un esercizio che si deve insegnare e non delegare allo strumento X o Y.

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4) A che età posso mettere il collare a semistrangolo e quello a strangolo, su un cane di grossa taglia?
La risposta più corretta sarebbe “MAI”: infatti un cane educato correttamente alla condotta non ha alcun bisogno di essere  “strangolato” (e neanche “semistrangolato”) in alcun caso e a nessuna età.
In realtà, però, questi collari dal nome antipatico e sadico, se usati in modo corretto (ovvero, senza strangolare nessuno) sono molto sicuri perché impediscono al cane di fuggire via sfilandosi il collare (o strappandolo).
La risposta giusta a questa domanda è la seguente: il semistrangolo si può usare a partire dai 5-6 mesi (dipende anche dalla consistenza del collo del cane: un dobermann è più delicato di un rottweiler), lo strangolo a partire dai 10-12 mesi… purché non si pensi MAI che il cane eviterà di tirare perché sente qualcosa che lo stringe alla gola.
Anzi! Se sente una sensazione di soffocamento, il cane TIRA DI PIU’ per cercare di sfuggire, senza rendersi conto che così peggiora la situazione.
Questi collari vanno usati con cognizione di causa, senza mai “strangolare” effettivamente il cane (azione non solo dannosa, ma anche controproducente) e senza strattonarlo: sono collari sicuri, ma in pratica vanno usati solo con cani che NON tirano, perché è già stata insegnata loro una condotta corretta.
Se il vostro cane tira, lasciategli il collarino di cuoio e andate su un buon campo di educazione/addestramento.

guinzaglio5) Qual è il miglior guinzaglio da addestramento?
Quello PIU’ SEMPLICE POSSIBILE! Nessun addestratore “vero” usa i guinzagli doppi e pluriborchiati che normalmente vengono rifilati al neofita dai pet shop.
Quelli servono solo a restare impigliati e a farsi male (senza contare che se per caso si strappano e ti rimbalzano in testa, come è successo alla sottoscritta, rimedi un bernoccolo che ti ricordi per il resto della vita).
Il guinzaglio ideale è di cuoio molto morbido, cucito e non incollato, con un buon moschettone sicuro. La lunghezza è un po’ questione di gusti: io mi trovo bene con un metro, altri preferiscono il metro e venti-metro e trenta.
Non sono male anche in guinzagli di nylon, molto robusti: non vengono solitamente usati sui campi di addestramento perché con cani di taglia medio-grande, a lungo andare, fanno bruciare le mani. Invece vanno benissimo con cani di piccola taglia…e ovviamente con i cani già addestrati, che non tirano!

guinzaglio retriever6) Mi hanno consigliato un guinzaglio “da retriever” per il mio cucciolo di labrador: ma si tratta pur sempre di un collare a strangolo, anche se non è di metallo. Potrebbe fargli male?
Certamente sì, se non viene usato correttamente.
Il “pezzo unico” (di corda o nylon) per retrievers deve cingere il petto, e non il collo del cane, quando questi lavora. Per andare a spasso è molto meglio usare un normale collarino di cuoio (specie per un cucciolo).
L’uso corretto del guinzaglio per retrievers viene insegnato nelle scuole specializzate, che suggeriamo caldamente di frequentare a tutti i possessori di labrador e golden.

7) I collari a punte servono a non far tirare il cane?
I collari a punte sono una cosa da EVITARE ASSOLUTAMENTE. E basta.
Sono uno strumento di addestramento iper-avanzato che solo nelle mani più esperte può avere un’effettiva funzione senza danneggiare il cane: ma anche in questi casi il loro uso è sempre discutibile. Il neofita dovrebbe proprio dimenticare che esistano.

martingala8 ) Qual è il miglior corredo collare-guinzaglio da esposizione?
Quello che permette al giudice di valutare meglio il cane. Quindi no ai collaroni alti per cani dal collo corto e tozzo (mentre vanno benissimo per i levrieri); niente pettorine, anche perché sono proprio vietate; niente di tutto ciò che copre il cane, neanche se si trattasse di un collare tempestato di diamanti e attaccato a una catena d’oro zecchino.
Le esposizioni sono concorsi di bellezza canina, non di guinzaglieria: il giudice ha bisogno di vedere il cane e non il suo “vestito”.
Per questo motivo, anche per i cani di taglia medio grande, si usano solitamente collari e guinzagli finissimi.
Eccezione: quando si espone un cucciolo o un cane ancora molto giovane e non abituato agli show è meglio un collare leggero ma un po’ più alto, perché il cane si sentirà più sicuro e quindi farà un’impressione migliore. Il giudice capirà sicuramente il motivo della scelta.

9) E’ vero che il guinzaglio corto, a maniglia, impedisce al cane di tirare?
E’ vero l’esatto contrario.
Non esiste alcuna possibilità di insegnare al cane a non tirare attraverso la trazione (e tantomeno attraverso lo “strangolamento”, come abbiamo già detto). Il cane deve capire attraverso un ordine ben preciso (“piede”, “piano”, “fuss”, quello che si preferisce) che desideriamo che stia al nostro fianco e che non si scapicolli come un dannato.
Se nessuno gli ha spiegato questo concetto, più noi tiriamo e più lui penserà di dover tirare, in una sorta di “gioco a chi tira di più”: far sentire la trazione al cane…è il concetto con cui si insegna il traino ai cani da slitta!
Ecco perché il guinzaglio dev’essere sempre lasciato morbido, cosa che non può avvenire con le micidiali “maniglie”.

cane che morde guinzaglio10) Il mio cane morde il guinzaglio. Mi hanno consigliato di usare quello a catena per fargli perdere questo vizio. E’ corretto?
No!  E’ rischioso per il cane (che può rompersi un dente) e per il padrone, che finirà sicuramente per farsi male alle mani con questo tipo di guinzaglio.
I guinzagli vanno tutti bene, in teoria, quando il cane ha già imparato a non tirare: ma non esistono collari e guinzagli “educativi”. Meno che mai i guinzagli a cavezza (compreso il cosidetto “gentle leader”, che di “gentile” ha ben poco e che se viene usato in modo scorretto può causare lesioni al collo), strumenti che servono solo per la terapia comportamentale e devono essere usati solo da professionisti.
Se il cane morde il guinzaglio i casi sono due: o lo vede come un giocattolo, perché il padrone gli ha permesso appunto di giocarci, oppure lo vede come una costrizione a cui ribellarsi. In entrambi i casi non bisogna cambiare guinzaglio, ma tipo di rapporto tra cane e padrone… nel senso che il padrone ha commesso degli errori.

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51 Commenti

  1. COMMENTO AL PUNTO 8 (qual è il miglior corredo collare guinzaglio da expo): giustissimo tutto però OCCHIO quando si espone un cucciolo o un cane ancora molto giovane e non abituato agli show. In questo caso è meglio un collare leggero ma un po’ più alto perché il cane si sentirà più sicuro e quindi farà un’impressione migliore. Il giudice, essendo un esperto, certo capirà il motivo della scelta. Ad esempio io per i cocker americani, adulti o no, uso collari in corpo unico col guinzaglio, piatti, per i cuccioli di un centimetro di ‘larghezza’, per gli adulti di circa la metà.

    • Molto giusto, Mariachiara. Tanto giusto che inserisco il tuo commento nell’articolo (visto che non tutti leggono i commenti e che si tratta di un punto importante che avevo dimenticato). Tanto volevo aggiungere anche una nota sul gentle leader…

  2. Salve volevo una informazione. Ho 2 meticci a casa. Il primo di 2 anni che si chiama kira e di taglia media, il secondo di 1 annetto di taglie medio/grande si chiama Gaia. Volevo un consiglio, come faccio a non far tirare Gaia quando usciamo di casa? Spiego la mia situazione.
    In pratica Gaia è cresciuta insieme a Kira e quando ad esempio li porto anche in montagna o fuori a passeggiare in campagna lei segue sempre Kira e non segue me. Quando la chiamo viene ma se ad esempio Kira va in un posto lei la segue senza esitare. Questo ha fatto si che non ho potuto assolutamente addestrarla infatti se dovessi portare gaia in un posto tranquillo senza che nessuno ci disturbi lei si dimena e non vuole starci fino a quando non vede di nuovo Kira..( questo perchè l’unico posto tranquillo è in campagna ma fuori dal recinto ci sono gli altri cani ( compresa Kira ) che scorazzano liberamente.
    Comunque il sunto è che non riesco a portarla in giro senza farmi trascinare, sopratutto perchè sono 2 e anche se Kira non tira gaia fa come una pazza. Ho provato con la pettorina ( le julius k9 ) ho provato con quelle normali ad x ho provato con il collare, con diversi tipi di guinzagli ma niente non c’è verso.. qualche consiglio ? 😀

    • Mi pare che di problemi tu ne abbia due: uno è che il “cane alpha” di Gaia è Kira, mentre dovresti essere tu (succede spesso, quando i cani sono più di uno). Il secondo è che Gaia tira al guinzaglio: cosa che non mi sembra dipendente dall’altra, visto che tira anche quando Kira non lo fa.
      Al di là dei mezzi “meccanici” più o meno efficaci (che esistono), io ti consiglierei però di conquistarti un posto nel cuore di Kira e di farla diventare “il tuo cane” e non il cane di Gaia: cosa che si potrà ottenere, però, solo dividendole per un po’ di ore al giorno. Ed appoggiandosi a un campo in cui ci siano altri cani (cosa importante, perché Kira deve “svezzarsi” da Gaia anche in senso “canino”) e ci sia qualcuno che può indirizzare te, spiegandoti come diventare una guida e un punto di riferimento per lei.
      Una volta ottenuto questo, potrai insegnarle anche a camminare decentemente al guinzaglio. Prima, però, ti consiglio caldamente di risolvere il problema numero uno. E purtroppo non è una cosa che possa aiutarti a fare via Internet 🙂

  3. un consiglio su qualche acquisto ?
    avevo pensato ad un guinzaglio allungabile così da lasciarla più libero.. oppure venedono quelli di addestramento che si attaccato intorno alla vita..

  4. Sandro, io non sono una esperta .. ANZI… ma a me hanno sconsigliato TUTTI il guinzaglio allungabile. Il cane non capisce quale sia “il suo spazio” ovvero lo spazio entro il quale il guinzaglio non tira perchè è sempre in trazione… mi hanno spiegato che un cane che tira, con l’allungabile non capirà mai la lunghezza entro la quale può muoversi liberamente senza tirare..

    Poi aspettiamo Valeria per capire se è vero o meno.

    Altra cosa, a me era stato insegnato (da una persona super) a non far tirare il cane senza sfiorarlo…in pettorina e gluinzaglio di 3 metri…semplicemente camminando e facendomi i cavolini miei… dopo diverse sessioni di tentativi, la cagna, non capendo perchè io camminassi sempre allo stesso modo e vedendo che la strada la decidevo io, mi stava accanto e mi guardava come per dirmi “bene, ora dove vogliamo andare?”
    Da quel momento, sempre guinzaglio di un metro e mezzo o un metro e venti e basta ripetere la camminata se la cagna se lo scorda… e ti giuro… non le abbiamo fatto NULLA se non insinuarle il dubbio “ma dobbiamo andare da qualche parte che stiamo camminando avanti ed indietro? Facciamo che ti seguo e mi fai capire dove stiamo andando” =)

    • Posso dire la mia esperienza col tanto criticato flexi: è uno strumento come gli altri e va usato con intelligenza, ovvio che non andrai mai col flexi allungato in un marciapiede affollato. Io lo uso al parco abbinato alla pettorina, quando voglio dare al cane una maggiore libertà ma magari non riesco a scioglierlo del tutto perchè non sono in un’area cani.
      Quando le rimetto il collare e il guinzaglio tradizionale in cane si rimette automaticamente in condotta e non tira; per cui non è vero che è diseducativo, almeno per quanto riguarda pa mia personale esperienza. Però se al campo dico che lo uso mi guardano stortissimo, fa parte delle solite idee preconcette che hanno molti istruttori

      • Concordo: il flexi ha i suoi spazi e i suoi modi. Personalmente lo odio con tutto il cuore soprattutto perché ti costringe a tenere in mano un ammenicolo scomodissimo e ingombrante e rigido (io normalmente tengo il cappio del guinzaglio in tasca, in bocca, appeso all’ombrello… e provateci col coso del flexi!) …ma chi ci si trova bene, sempre che lo usi con i dovuti modi (e non, appunto, su marciapiedi affollati e simili), fa bene ad usarlo!

        • Mia madre (praticità di mamma) aveva creato una “cappio aggiuntivo” attaccato al flexi. Esso aveva due funzioni: noi bambini ce lo mettavamo al polso per maggior sicurezza nel caso il manubrio del flexi ci fosse scappato, gli adulti potevano bloccare il flexi e mettersi il cappio fra i denti mentre cercavano di recuperare noi invece che il cane ^^

  5. Io ho il Dobermann che mordicchiava il guinzaglio, ma questi cani non impazziscono a sette anni…pazzi ci nascono proprio! Non ce n’è niente che non provi a mordere! 😀 Cmq un qualche no secco e farlo giocare con dell’altro ha funzionato.
    Invece sono un po’ perplessa per il collare. Intendo, io ho SEMPRE usato lo strangolo, perché mi hanno sempre insegnato così, e mi sono sempre trovata meglio rispetto che alle pettorine. Però tendo a precisare due cose: la prima è che è vero, ogni tanto ho corretto i miei cani, ma mai e poi mai mi sono lasciata andare a manifestazioni di violenza gratuita, cosa che odio a morte, e poi va da sé che appunto lo scopo mio è quello che il cane non tiri, e se non tira non ho bisogno di “strangolarlo”.
    Secondo, mi viene da mettere appunto in discussione il metodo usato da una persona che lavora (anche se per me è un macellaio) al campo dove lavora la mia figura di riferimento, e a iniziato a tirare con violenza il mio piccolo Dobermann di 54 giorni all’epoca che urlava come un maiale al macello, e la settimana scorsa ha fatto lo stesso con Attilone che tirava con lo strozzo perché c’erano molti cani ed era agitato, e l’ha frustato con lo strangolo come se fosse un cocchiere dell’800 con i cavalli. A parte il fatto che se osa toccare ancora uno dei miei cani, gli salto in testa, io vorrei capire cosa cavolo possono aver capito i miei cani! Secondo lui, bisogna inibire tutto! Io voglio un cane, anzi due, che mi riconoscano come capo branco eccetera… ma non vorrei mai un cane schiacciatissimo, che mi segue e mi obbedisce perché altrimenti sa che le prende di santa ragione (e i miei cani, qualche volta, le prendono! Si, ma una sberla o una patacca se proprio mi sembra che se la meritino, nulla di più!).
    Morale della favola, finché non vedo certe scene, io personalmente non ho mai avuto problemi con lo strangolo.

  6. il mio cane l’ho trovato per strada abbandonato, gli ho fatto il vaccino e messo il chip, e adesso anche il collare, il veterinario ha detto che avra piu o meno 9 mesi. il fatto è che con il collare non salta piu, non gioca, non corre piu come prima, il collare è fino di cuoio e il cane di taglia piccola se puo servire, mi date una mano per aiutarmi con buddy?

    • Dagli tempo di abituarsi! Se non ha mai portato il collare, è normale che inizialmente si senta imbarazzato dalla sua presenza. Tempo un paio di giorni, non dovrebbe più farci caso.

      • ma sono 4 giorni che lo porta ormai, ma da quando gliel’ho messo è sempre triste, depresso, calmo e non ascolta piu nessuno, il naso da nero è diventato rosa-nero, ora gliel’ho tolto, ho fatto bene??

          • perche mai dovrei scherzare? Io al mio cagnolino ci tengo e ho pensato di chiederlo a voi perche il veterinario piu vicino è all’Aquila e ci vuole tanto ad andarci

  7. Buongiorno, resto sempre molto perplesso quando leggo su siti di cinofilia di collare a strangolo o semistrangolo senza una immediata condanna senza ‘se’ e senza ‘ma’. Documentazione clinica sugli effetti fisici e’ reperibile in rete. Stesso dicasi per i risvolti psicologici. Purtroppo sono mezzi coercitivi unanimemente sdoganati sotto la dicitura colpevolmente fuorviante di ‘correttivi’. Anche se, ad un padrone di cane realmente sensibile e responsabile del benessere del proprio compagno a quattro zampe, mai verrebbe in mente di usarne uno. Trovo che sia un peccato che siti di divulgazione anche ben fatti non si adoperino per dimostrare l’inutilità e la crudeltà di questi mezzi, contribuendo, magari involontariamente, ad alimentare la vulgata secondo cui sono mezzi eticamente ed etologicamente accettabili.

    • No, Francesco, in rete non c’è affatto una “documentazione clinica sugli effetti fisici” del collare a strangolo: in rete c’è la documentazione degli effetti fisici dell’impiccagione.
      E siccome questo è appunto un sito di cinofilia, e non di talebanesimo, è ridicolo fare “condanne senza se e senza ma” a uno strumento che, se usato in modo corretto, non ha assolutamente NESSUN effetto negativo, visto che NON si usa per impiccare il cane.
      Il collare a strangolo non è né inutile né crudele: è uno strumento tra i mille strumenti disponibili, che – proprio come tutti gli altri – bisogna saper usare in modo corretto, che può essere prezioso in alcuni casi, che non serve assolutamente a niente in altri e che può fare danni se usato in modo scriteriato. Dovere di un cinofilo è informarsi sull’uso corretto ed evitarne quello scorretto: dovere di un educatore-addestratore-istruttore è insegnarne l’uso corretto e condannarne l’uso scorretto… non fare ridicole guerre di religione contro lo strumento in se stesso, che come tutti gli strumenti non è né “buono” né “cattivo”: dipende solo da chi lo usa e da come lo usa.

      • Ciao, sempre senza fare ‘guerre di religione’, mi sapresti chiaramente indicare la differenza tra l'”impiccagione” da te citata e lo “strappo correttivo” (immagino sia questo il modo “non scriteriato” di usare il collare a strozzo al quale fate riferimento…). Leggerei con curiosità quale sia la differenza. E sarei anche curioso di sapere quando e perché (quale profilo di cane?) un percorso di coercizione sarebbe preferibile ad un serio lavoro di educazione gentile. Dimostrando chiaramente, se possibile, che tutto non si riduce semplicemente a proporre (solo per lucro) soluzioni rapide ma violente (metodi coercitivi) a proprietari di cani senza la necessaria pazienza per seguire un percorso educativo serio, etico e rispettoso del proprio cane. Grazie.

        • E’ ovvio che se non sia capaci di usare uno strumento nel modo adeguato, non si deve usare e basta. Evidentemente tu non hai la minima idea della differenza tra l’impiccagione e un leggero strappo correttivo, il che se viene usato quando serve nel modo corretto, causa molto meno danni che non un collare qualsiasi, con il quale tantissimi cani con tendenza a tirare vengono asfissiate ininterrottamente durante le passeggiate.
          Infatti conosco diversi con problemi più meno gravi della trachea per questo motivo. Guarda caso però nessuno di loro usa ne un collare strozzo ne semi strozzo.

        • Francesco, il cosiddetto “strappo correttivo” – peraltro ormai superato quasi universalmente – non è mai stata un’impiccagione, ma un colpetto dato verso il basso (cosa fondamentale, perché in questo modo agisce sulla parte dorsale del collo e non sulla trachea) utilizzato per richiamare l’attenzione del cane. Oggi se ne fa più ben poco uso (macellai esclusi, ma quelli NON sono “gli addestratori”: sono, appunto, i macellai, con cui non voglio aver nulla da spartire) perché si preferisce comunque lavorare sull’attenzione (o sulla centripetazione, se preferisci): io stessa, che ho fatto uso per anni dello “strappo correttivo”, già vent’anni fa lavoravo prima sulla condotta senza guinzaglio e poi su quella al guinzaglio, rendendo così superfluo qualsiasi tipo di strappo. Il metodo gentile non ha inventato assolutamente niente che già non esistesse: ha fatto solo un’immensa operazione di marketing che gli addestratori non avevano avuto alcun bisogno di fare, perché non avevano “nemici” contro cui imbastire, appunto, guerre di religione. Questa è la triste realtà che i nuovi cinofili non possono conoscere, perché sentono solo i racconti raccapriccianti di chi ha buon gioco a confondere loro le idee proponendosi come il Messia.
          Perché io faccio ancora uso del collare a strangolo l’ho già detto mille volte, ma lo ripeto: perché è l’unico collare sicuro al cento per cento.
          Perché qualsiasi cane al mondo, anche il più perfettamente addestrato (o educato, se preferisci) può avere il momento di panico (e di sicuro succederà nei prossimi giorni con i botti…) in cui fa un salto indietro e si libera di qualsiasi collare o pettorina. Io non voglio che il mio cane, in un caso come questo, finisca in mezzo alla strada e sotto una macchina: tutto qua. In ogni altra occasione la mia cagna (come tutti i miei cani prima di lei) non verrà mai impiccata e/o strattonata, per il semplice motivo che al guinzaglio non tira.

        • Francesco, neanche lo “strappo correttivo” è il modo adeguato di usare il collare a strozzo. È come se tu dicessi “appurato che bastonare ripetutamente un cane non è il modo corretto di usare un bastone, qual’è la differenza tra bastonarlo ripetutamente e dargli una singola bastonata sul culo, che presumo sia il modo corretto di usare un bastone?” peccato che nessuno dei due sia un “modo corretto”, il modo corretto di usare un bastone col cane è lanciarlo per giocare al riporto.

          Il modo adeguato di usare lo strozzo è quello di metterlo a un cane adulto, che non tira/si agita/si spaventa/salta addosso durante la passeggiata, ma che cammina tranquillamente a fianco del proprietario. In questo caso minimizzo i rischi, e ho il massimo dei benefici ( il collare non si può sfilare se capita qualcosa per cui il cane si spaventa e cerca di tirare indietro e allo stesso tempo sta morbido dul collo ); mentre se lo mettessi, per es., a un cane pauroso, che spaventandosi continuamente cercherebbe continuamente di tirare indietro, certamente avrei il beneficio che non può scappare ( e rischiare di farsi male ) ma si farebbe anche male tirando in continuazione

  8. Fonte ASETRA (Ass. di Studi Etologici e Tutela della Relazione con gli Animali): http://www.asetra.it/?Asetra_informa:Comunicati_Asetra:Archivio
    Trovate in fondo un comunicato stampa (“I danni del collare a strangolo”), con elenco principali danni fisici e bibliografia di riferimento. Se mi indicate anche le vostre fonti (tra le quali sarebbe interessante trovare anche qualche veterinario), leggo volentieri per curiosità. Se rimettete anche in chiaro il mio primo intervento, magari il confronto sul tema rimane anche più equilibrato… Grazie. Ciao.

    • ASETRA… l’associazione “per la tutela della relazione con gli animali” i cui membri non esitano a riempirli di psicofarmaci per mettere pezze (tra l’altro ben poco risolutive) su presunti problemi caratteriali.
      Mi dispiace, ma della “tutela” degli animali abbiamo un’opinione moooolto diversa 🙁

    • Dimenticavo: i commenti vengono nascosti quando ricevono più di tre voti negativi. Non è una cosa che facciamo noi, la fa il programma e non è possibile “rimettere in chiaro” i commenti. Se ti può consolare, ne è stato nascosto anche qualcuno dei miei e non ho la minima idea di come si faccia a rimetterlo in vista :-). (Comunque i commenti “oscurati” si leggono quando si vuole: basta cliccarci sopra).

  9. Ciao, grazie per la risposta.
    Mi sai indicare su quali basi definisci ASETRA ” l’associazione “per la tutela della relazione con gli animali” i cui membri non esitano a riempirli di psicofarmaci”?
    Sminuire o contestare le fonti di chi sostiene una tesi opposta alla propria é abbastanza scontato; però, per avere credibilità occorre anche dichiarare su quale base si contesta la fonte altrui e proporne delle proprie. Sto ancora attendendo le vostre fonti (attendibili ed autorevoli, se possibile) che dimostrino come l’utilizzo del collare a strangolo sia non solo ammesso, ma in alcuni casi (quali?, come già chiesto) auspicabile. Come già richiesto, sarebbe interessante leggere l’opinione di qualche veterinario ed educatore (non ammaestratore da circo come quello del quale leggevo sopra e che prendeva a frustate un dobermann… Noto che quel commento non ha ricevuto voti negativi…Mah…) che ne ritenga l’uso non lesivo per il cane (soprattutto dal punto di vista psicologico, visto che anche ben prima di creare danni fisici al cane impiccandolo, anche solo portarlo in giro con la costante sensazione oppressiva del cappio, già produce danni – es. stress, avete presente?).
    Così, chi legge, si fa un’idea più articolata e seria dei pro (che dovete dimostrare voi) e dei contro (che, in qualunque caso, io ho già documentato). Tra l’altro, basta fare una ricerca veloce con Google per trovare articoli, siti e richiami a studi seri sull’argomento. C’é anche un sito monotematico che non avevo mai visto (www.noallostrangolo.it). Chi sostiene la causa dello strangolo, la verità é che generalmente si richiama solo alla consuetudine, all'”esperienza” ed a quello che qualcun altro gli ha “insegnato”; per smentire una posizione del genere, basterebbe anche solo il buon senso e voler bene al proprio cane anziché pretendere di dominarlo con la prepotenza (magari perché si voleva il cane da 50 kg e poi non si riesce nemmeno a portarlo fuori di casa senza farsi trascinare…).
    Resto comunque in attesa delle fonti a sostegno della vostra posizione. Io ritengo di aver per il momento sufficientemente documentato la mia.
    Grazie.

    • Francesco, ci sono già state abbastanza polemiche in merito…ma mi limito a linkarti questo articolo: http://www.tipresentoilcane.com/2012/08/23/milo-sotto-psicofarmaci-dalleta-di-tre-mesi-cambia-quasi-completamente-vita-in-tre-giorni/
      Leggiti la storia: la veterinaria che ha prescritto gli psicofarmaci, come certamente saprai, è la Presidente dell’ASETRA. E questo mi pare risponda alla tua prima domanda.
      La seconda domanda è un nonsense: che l’utilizzo (corretto) del collare a strangolo non causi alcun danno ai cani è dimostrato dalle decine di migliaia di cani che lo indossano da centinaia di anni senza manifestare il minimo problema. Quindi è come se mi chiedessi di dimostrarti con “fonti autorevoli e attendibili” che il cielo è blu. Basta alzare gli occhi e guardare.
      Certo, se poi mi parli di “portarlo in giro con la costante sensazione oppressiva del cappio”… allora stiamo proprio su due pianeti diversi.
      E’ ovvio che ci si richiama alla consuetudine e all’esperienza: sono quarant’anni che utilizzo il collare a strangolo e i miei cani non sono mai stati né strangolati, né impiccati, né hanno provato alcuna “sensazione oppressiva”, visto che il collare non stringe (se non nei casi di emergenza che ti ho descritto in altro commento: nel qual caso, sì, il cane si sente “oppresso” per due o tre secondi. Ma meglio oppresso che morto).
      C’è un altro caso in cui l’uso del collare a strangolo è indispensabile: quello dei cani aggressivi e mordaci con i quali devi lavorare, possibilmente senza farti staccare un braccio. Lo strangolo ti permette di bloccare eventuali attacchi alla tua persona, qualsiasi altro strumento no. Certo, se con questi cani NON ci lavori, e preferisci riempirli di Prozac anziché costruire un rapporto con loro…allora no, lo strangolo non serve.

      P.S.: io non “sostengo la causa dello strangolo”: non c’è alcuna causa da sostenere, c’è solo uno strumento che – come tutti gli altri – può essere usato bene o male. Se è usato bene è utile, se è usato male è dannoso: esattamente come il collare fisso, la pettorina e qualsiasi altro strumento. Fare campagne contro lo strumento, anzichè contro l’utilizzo sbagliato, è come pensare di fermare gli incidenti stradali aprendo siti “noallemacchine”, anziché insegnando alla gente a guidare come dio comanda. Semplicemente ridicolo.

      • Cani mordaci? Non bastava la museruola?
        Ok ti ringrazio per la pazienza. Se sono 40 anni che usi lo strangolo, non ti convincerò certo a cambiare, nemmeno col semplice buon senso. Che i tuoi cani non abbiano mai sofferto… Vabbé, visto che non parlano…. a posto così.
        Di veterinari che in coscienza appoggino quanto scrivi, non ne troverai mai per il semplice fatto che il collare a strozzo é un metodo coercitivo con possibili danni fisici e quasi certamente psicologici. Chi deve ricorrere a tali mezzi é solo mancante di altri mezzi, padroni come “addestratori”. Ho visto personalmente e più volte lavorare sul campo gente laureata a Southampton come MSc Companion Animal Behaviour Counselling e… bhé, quella di cui mi parli tu é cinofilia del secolo scorso, perdonami.
        Su una cosa hai ragione: sulla tutela dei cani abbiamo opinioni mooolto diverse.
        Io mi attengo semplicemente a quanto dispone la Legge 189 del 2004: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro”.
        Sfortuna vuole che in Italia le leggi siano a) ambigue (“comportamenti”… Per me anche usare lo strangolo, per te no…e solo un giudice potrebbe stabilire chi ha ragione…) e b) le leggi ci sono, ma manca chi le debba applicare.
        Ti saluto.

        • E il premio per il commento contenente le più grandi minchiate dell’anno va, quasi sul filo di lana, a Francesco! Congratulazioni! La perla sui “cani che non parlano” soprattutto è da Nobel!
          Poi magari già che ci sei, Francè, nel tuo pistolotto com’è che PUTA CASO ti sei “leggermente” scordato dell’ASETRA e degli psicofarmaci ? Metteva male portarli ancora a difesa della tua tesi come nel precedente commento e quindi meglio sorvolare? Ops 🙂

          • ehi ehi, ti sei dimenticato del tuo omonimo che commenta assiduamente Il vero standard del pastore del caucaso 😀

        • Francesco scusami, ma tu nella tua vita, hai mai visto un cane davvero mordace? Ci hai mai lavorato? Perchè se la risposta fosse sì, dovresti sapere che la museruola in ogni caso, ad un certo punto devi togliergli 😉

    • ma quale senso di oppressione? se il cane non tira il collare a strangolo resta lasso. Ricordo ancora il cane del mio fidanzato (poi marito) incrocio tra pastore tedesco e pastore belga, quando voleva uscire il collare aveva imparato a metterselo da solo lavorando di muso e di zampe anteriori 🙂

  10. Ragazzi, vi dirò: una costante delle persone povere di argomenti, limitate e (da non escludere) in malafede, é buttarla in rissa e diventare arroganti ed offensivi (verso chi, poi, ci tengo a sottolineare, é stato ben attento a non offendere nessuno), una volta messi di fronte all’evidente opinabilità della loro condotta.
    Mi aspettavo un epilogo del genere.
    Compatisco i vostri cani. Ma non solo loro.

    Saluti.

    • Il mio cane sta benissimo e non ha bisogno di essere compatito, non preoccuparti…I tuoi invece visto che se oltre a portarla come esempio positivo segui anche ciò che fa l’ASETRA probabilmente saranno imbottiti di pillole e quindi non capiranno nemmeno di essere compatiti, ma vedo che continui casualmente a evitare di tirarli in ballo dopo averli portati come riferimento in appoggio delle tue tesi che ti è stato rapidamente smontato…detto ciò, posso averla buttata in rissa io dicendo che hai vinto il commento per la minchiata dell’anno (capirai che mega-offesa…), ma gli altri no, com’è che generalizzi dando a tutti dei poveri di argomenti, limitati e in malafede e non rispondi a Redazione, nico & agli altri ? Com’è che continui a far finta di nulla riguardo al discorso degli psicofarmaci? Dobbiamo dedurre che preferisci un cane imbottito di pillole a uno con addosso il collare a strozzo ?

    • Caro Francesco, mi pare di aver risposto sempre con la massima civiltà alle tue argomentazioni, anche quando erano di livello tecnicamente pari a zero: oltre a citare i danni da impiccagione che l’ASETRA vorrebbe contrabbandare per danni “normalmente” imputabili al collare a strangolo, non hai saputo dire altro che “poveri cani”, “i cani non parlano”, “siete indietro di cent’anni” eccetera eccetera. Ovvero, stringi stringi, un bel nulla basato su cose che hai letto e a cui hai creduto ciecamente, probabilmente senza aver mai visto lavorare un professionista serio e magari senza neppure sapere che i presunti danni citati nel volantino allarmistico riesci a procurarli solo se il collare a strangolo lo metti al contrario.
      Ma tu sai che esiste un “dritto” e un “rovescio”? Forse no, perché dubito che tu abbia mai visto un collare di questo tipo: ti hanno detto che era brutto e cattivo e quindi ne sei stato alla larghissima, fine.
      Un po’ la stessa cosa che viene insegnata ai bambini talebani a proposito dei non musulmani. Io posso anche rispettare le tue convinzioni e le tue scelte, ma sono anche perfettamente conscia del fatto che parli per sentito dire: la persona sprovvista di argomenti, mi dispiace dirtelo, sei tu. Riferisci parole di altri, a cui credi perché hai visto baluginare il titolo di “dott.” davanti al loro nome.
      Io parlo di esperienza diretta, di cose vissute e sperimentate sulla mia pelle e su quella dei miei cani… che amo profondamente e ai quali non avrei MAI fatto nulla che potesse danneggiarli anche solo minimamente. Per questo posso permettermi di ridere in faccia a un volantino che posso definire soltanto talebano, oltre che profondamente disinformativo. Ripeto: l’ASETRA farebbe meglio a preoccuparsi dei danni da psicofarmaci (diffusissimi), anziché dei danni da impiccagione – perché, ripeto, di QUESTO si tratta – attribuibili ad uno sparuto numero di cretini… che, per carità, esistono: ma che non possono certo essere equiparabili a tutti coloro che fanno uso di un determinato strumento.
      Non esiste il “collare del demonio”: esistono i demoni umani che non sanno come approcciare un cane e che non hanno alcun rispetto per lui. Ma a quelli, se togli il collare a strangolo, resteranno sempre i calci, le sberle, i lanci contro il muro e così via. Certo, prendersela con uno strumento è più comodo e fa più “scena”: insegnare alla gente a rispettare il cane è molto più difficile…e soprattutto, bisognerebbe prima conoscere i cani.

  11. ciao relativamente al punto 10, il mio cane morde il guinzaglio quando torniamo a casa perchè non vorrebbe tornare e restare fuori a passeggiare, solo che specialmente l’ultima passeggiatina prima di andare a letto la notte il cane non sempre può farla lunga (durante il giorno lo porto fuori anche per ore) come posso evitare questa situazione? il mio è un rottweiler di 4 mesi è molto tranquilla, metto tranquillamente la mano nella ciotola, posso togliergli l’osso senza nessun problema e mi ascolta già abbastanza per essere una cuccioletta, quindi non penso sia un modo per sfidare la mia autorità ma semplicemente un voler dire, voglio stare ancora fuori.

    P.S. forse giova precisare che la mia cucciola gira spesso al parco senza guinzaglio, mi segue sempre ed è bravissima con tutte le persone e con gli altri cani.

    suggerimenti per evitare che morda il guinzaglio? ciao Grazie!

  12. sei sicuro che morda il guinzaglio perché vuole restare fuori? Mi pare strano, se davvero la porti fuori per ore, poi il rott di solito non necessita di tutto questo movimento e spesso se ne starebbe tranquillamente a ronfare sul divano; ne conoscevo uno che dovevi letteralmente spingerlo a uscire.
    Magari se metti il guinzaglio a fine passeggiata lo associa a qualcosa di negativo, prova a metterglielo quando siete ancora al parco e dopo fate una lunga passeggiata (non prima), o può essere utile per qualche tempo, dare un premietto nel momento in cui la leghi. E’ ancora cucciola ha tutto il tempo di imparare, ma fossi in te chiederei consoglio ad un bravo educatore. 😉

    • ciao, infatti credo che lo faccia anche per giocare perchè se la sua attenzione si canalizza su qualsiasi altra cosa molla subito il guinzaglio (tipo una foglia spostata dal vento etc etc..)
      probabilmente visto che adora giocare al tira e molla in casa con la “sua” corda, vorrebbe farlo anche con il guinzaglio quando non ha altri stimoli…. mmmm vediamo intanto dico no e mi fermo e lei vedendo che non lo tiro lo molla
      altre idee?
      altre idee

  13. altre idee, direi di darle altri stimoli, tipo portarsi dietro un giochino oppure un bocconcino, nasconderlo e invitarla a cercare. Il tiro alla fune non è indicato per il tuo cane perché ha ancora i denti da latte e in generale è meglio evitare di stimolare la potenza di morso, in cani di razza come la tua. 🙂

  14. per insegnare al cane a stare al piede con un collare a strangolo bisogna dare delle correzioni e non metterlo al cane e basta.. correzione e poi allentare
    o no??

  15. Ho acquistato per il mio terrier di quattro mesi la pettorina ergocomfort della ferplast. È veramente bella, ma ho la sensazione che gli attacchi posteriori siano troppo a ridosso delle ascelle.
    Chi conosce queste pettorine?

  16. Ah, bene. Son contenta di una cosa. Tutti gli educatori che ho sentito mi hanno consigliato di usare un semistrangolo o uno strangolo. L’ultimo non l’ho mai usato, ma il primo, il semi-strangolo, era di quelli regolabili. A me il mio cane faceva una pena incredibile, allora gli allentavo sempre la lunghezza del semistrangolo (era di quelli regolabili)! Adesso uno un collare di cuoio di quelli larghi tipo “levriero”… è troppo bello ed elegante così…

  17. Ah, dimenticavo, una volta che si è abituato che esite il “momento guinzaglio” e il momento “corsa libera” non tira più (se non quando vede i piccioni… ;D)

  18. La mia cucciola “le ha tutte”..Ho postato non so quanti commenti ai vari bellissimi articoli di Valeria. Ho un educatore cinofilo che mi segue bene, ma ci sono momenti in cui mi sento ko. Insomma, da un mese la Grappa è con noi, un pastore. Il guinzaglio lo ha tollerato abbastanza bene e anche la passeggiata; pure al campo la condotta è ok..Fino a che da una settimana ha cominciato a vivere la cosa in modo stressante: si impunta, io aspetto, tengo morbido, decido che non mi arrendo. A quel punto prende il guinzaglio in bocca e comincia a strattonarlo verso di se e vuole tornare indietro alla porta di casa. Le levo il guinzaglio di bocca (fatica immane), non vuole nient’altro in sostituzione, (salamotto etcc) e quindi comincia ad andare su di giri e aggancia i miei polpacci, fa salti verso le maniche della giacca, cerca di afferrarmi con una bella foga, soprattutto però le gambe..oggi mi ha fatto due buchi! Tenerla lontana dai miei polpacci senza creare tensione al guinzaglio è impossibile. Il no in quei momenti le fa un baffo. La blocco fisicamente,senza opprimerla, nulla. In qualche modo concludo la passeggiata e a casa lei scarica di nuovo lanciandosi su tutto..senza controllo. Anche al campo, dopo un piccolo percorso, va in stress e quando scende dalla pedana, mia aggancia le gambe.. UN INCUBO. Se porto l’altro cane, sfoga su di lui agganciando il suo guinzaglio e strattonandolo o morsicandogli il collo..che poveretto non vorrebbe più uscire. Possibile? Io tengo duro ma la gioia si sta trasformando in un disagio enorme..Migliorano certe cose, peggiorano altre..Questa sta diventando pesante..

  19. Ciao io ho acquistato da poco unacucciola di dobermann di 2 mesi volevo qualche consiglio, la mia cagnolina accetta benissimo il collare lo porterebbe anche tutto il giorno senza problemi che nascono quando gli metto il guinzaglio, lo morde si impunta e non vuole camminare ma se gli tolgo il guinzaglio mi sta al passo senza problemi e non si muove dal mio fianco a parte per i bisogni . Come posso fagli prendere confidenza con il guinzaglio? grazie

  20. ciao, un probblema che all’inizio non c’era con il nostro basenji di 7 mesi, ora quando si deve uscire e vede il collare lui si butta letteralmente a terra , poi quando si decide finalmente a muoversi fa delle impuntate che letteralmente lo si deve trasinare poi tutto finisce e nessuno lo ferma più. dove stiamo sbagliando?
    grazie mille.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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