sabato , 18 novembre 2017
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Dieci domande su… collari e guinzagli

di VALERIA ROSSI – 1) A che età posso mettere collare e guinzaglio al cucciolo?
Subito, a due-tre mesi. Prima prende confidenza con questi strumenti, e meglio è. Se si gratta le prime volte che indossa il collare, ignoratelo: si abituerà in fretta.

2) Il mio cucciolo si impunta, salta e fa il matto quando gli metto il guinzaglio. Cosa devo fare?
Le prime volte è così per tutti: l’importante è far sì che quella del guinzaglio non diventi un’esperienza negativa, perché in questo caso si impiegherebbe molto più tempo a convincere il cucciolo a seguirci.
Se fa il matto, per le prime volte, è bene non tirarlo nè forzarlo, ma seguirlo e andare dove vuole lui. Quando avrà preso confidenza con lo strumento sarà felice di indossarlo (sa che si esce) e non avrà più problemi a seguire noi. Il primo impatto è sgradevole perché il cucciolo si sente “intrappolato”: basta non dargli questa impressione e le cose si risolvono.
Se invece di saltare e tirare il cucciolo si pianta e rifiuta di proseguire, è bene allettarlo con un giochino o con qualche bocconcino.
Se non funziona neanche questo, la cosa migliore è accordarsi con un amico che abbia un cane educato al guinzaglio e amichevole con i cuccioli: quando i due avranno fatto amicizia e giocato un po’ si metterà il guinzaglio a entrambi, col cane adulto davanti a “fare strada”. Pur di seguirlo il cucciolo accetterà il guinzaglio senza problemi.

3) Mi hanno consigliato la pettorina anziché il guinzaglio. Faccio bene a sceglierla?
Dipende dal cane… e soprattutto dalla pettorina!
Quelle più “dozzinali”, che passano dietro ai gomiti, possono sfregare sulle ghiandole ascellari causando problemi di salute anche seri. Inoltre  inducono  il cane a camminare “sgomitando”, rovinandogli il movimento.
Le pettorine di nuova generazione, che non sfregano sui gomiti, non fano invece alcun danno, ma non si deve pensare che siano “strumenti” di educazione/addestramento migliori del collare: l’educazione alla condotta non dipende dal “vestito”, ma dall’abilità del conduttore.
Alcuni cani, indossando la pettorina, si sentono invogliati a tirare come cani da slitta: altri, specie quelli che patiscono in modo particolare anche la minima pressione sul collo, con la pettorina si sentono più “liberi” e quindi tirano meno. Ma la condotta è un esercizio che si deve insegnare e non delegare allo strumento X o Y.

4) A che età posso mettere il collare a semistrangolo e quello a strangolo, su un cane di grossa taglia?
La risposta più corretta sarebbe “MAI”: infatti un cane educato correttamente alla condotta non ha alcun bisogno di essere  “strangolato” (e neanche “semistrangolato”) in alcun caso e a nessuna età.
In realtà, però, questi collari dal nome antipatico e sadico, se usati in modo corretto (ovvero, senza strangolare nessuno) sono molto sicuri perché impediscono al cane di fuggire via sfilandosi il collare (o strappandolo).
La risposta giusta a questa domanda è la seguente: il semistrangolo si può usare a partire dai 5-6 mesi (dipende anche dalla consistenza del collo del cane: un dobermann è più delicato di un rottweiler), lo strangolo a partire dai 10-12 mesi… purché non si pensi MAI che il cane eviterà di tirare perché sente qualcosa che lo stringe alla gola.
Anzi! Se sente una sensazione di soffocamento, il cane TIRA DI PIU’ per cercare di sfuggire, senza rendersi conto che così peggiora la situazione.
Questi collari vanno usati con cognizione di causa, senza mai “strangolare” effettivamente il cane (azione non solo dannosa, ma anche controproducente) e senza strattonarlo: sono collari sicuri, ma in pratica vanno usati solo con cani che NON tirano, perché è già stata insegnata loro una condotta corretta.
Se il vostro cane tira, lasciategli il collarino di cuoio e andate su un buon campo di educazione/addestramento.

5) Qual è il miglior guinzaglio da addestramento?
Quello PIU’ SEMPLICE POSSIBILE! Nessun addestratore “vero” usa i guinzagli doppi e pluriborchiati che normalmente vengono rifilati al neofita dai pet shop.
Quelli servono solo a restare impigliati e a farsi male (senza contare che se per caso si strappano e ti rimbalzano in testa, come è successo alla sottoscritta, rimedi un bernoccolo che ti ricordi per il resto della vita).
Il guinzaglio ideale è di cuoio molto morbido, cucito e non incollato, con un buon moschettone sicuro. La lunghezza è un po’ questione di gusti: io mi trovo bene con un metro, altri preferiscono il metro e venti-metro e trenta.
Non sono male anche in guinzagli di nylon, molto robusti: non vengono solitamente usati sui campi di addestramento perché con cani di taglia medio-grande, a lungo andare, fanno bruciare le mani. Invece vanno benissimo con cani di piccola taglia…e ovviamente con i cani già addestrati, che non tirano!

6) Mi hanno consigliato un guinzaglio “da retriever” per il mio cucciolo di labrador: ma si tratta pur sempre di un collare a strangolo, anche se non è di metallo. Potrebbe fargli male?
Certamente sì, se non viene usato correttamente.
Il “pezzo unico” (di corda o nylon) per retrievers deve cingere il petto, e non il collo del cane, quando questi lavora. Per andare a spasso è molto meglio usare un normale collarino di cuoio (specie per un cucciolo).
L’uso corretto del guinzaglio per retrievers viene insegnato nelle scuole specializzate, che suggeriamo caldamente di frequentare a tutti i possessori di labrador e golden.

7) I collari a punte servono a non far tirare il cane?
I collari a punte sono una cosa da EVITARE ASSOLUTAMENTE. E basta.
Sono uno strumento di addestramento iper-avanzato che solo nelle mani più esperte può avere un’effettiva funzione senza danneggiare il cane: ma anche in questi casi il loro uso è sempre discutibile. Il neofita dovrebbe proprio dimenticare che esistano.

collare_levriero8 ) Qual è il miglior corredo collare-guinzaglio da esposizione?
Quello che permette al giudice di valutare meglio il cane. Quindi no ai collaroni alti per cani dal collo corto e tozzo (mentre vanno benissimo per i levrieri); niente pettorine, anche perché sono proprio vietate; niente di tutto ciò che copre il cane, neanche se si trattasse di un collare tempestato di diamanti e attaccato a una catena d’oro zecchino.
Le esposizioni sono concorsi di bellezza canina, non di guinzaglieria: il giudice ha bisogno di vedere il cane e non il suo “vestito”.
Per questo motivo, anche per i cani di taglia medio grande, si usano solitamente collari e guinzagli finissimi.
Eccezione: quando si espone un cucciolo o un cane ancora molto giovane e non abituato agli show è meglio un collare leggero ma un po’ più alto, perché il cane si sentirà più sicuro e quindi farà un’impressione migliore. Il giudice capirà sicuramente il motivo della scelta.

9) E’ vero che il guinzaglio corto, a maniglia, impedisce al cane di tirare?
E’ vero l’esatto contrario.
Non esiste alcuna possibilità di insegnare al cane a non tirare attraverso la trazione (e tantomeno attraverso lo “strangolamento”, come abbiamo già detto). Il cane deve capire attraverso un ordine ben preciso (“piede”, “piano”, “fuss”, quello che si preferisce) che desideriamo che stia al nostro fianco e che non si scapicolli come un dannato.
Se nessuno gli ha spiegato questo concetto, più noi tiriamo e più lui penserà di dover tirare, in una sorta di “gioco a chi tira di più”: far sentire la trazione al cane…è il concetto con cui si insegna il traino ai cani da slitta!
Ecco perché il guinzaglio dev’essere sempre lasciato morbido, cosa che non può avvenire con le micidiali “maniglie”.

morde_guinzaglio10) Il mio cane morde il guinzaglio. Mi hanno consigliato di usare quello a catena per fargli perdere questo vizio. E’ corretto?
No!  E’ rischioso per il cane (che può rompersi un dente) e per il padrone, che finirà sicuramente per farsi male alle mani con questo tipo di guinzaglio.
I guinzagli vanno tutti bene, in teoria, quando il cane ha già imparato a non tirare: ma non esistono collari e guinzagli “educativi”. Meno che mai i guinzagli a cavezza (compreso il cosidetto “gentle leader”, che di “gentile” ha ben poco e che se viene usato in modo scorretto può causare lesioni al collo), strumenti che servono solo per la terapia comportamentale e devono essere usati solo da professionisti.
Se il cane morde il guinzaglio i casi sono due: o lo vede come un giocattolo, perché il padrone gli ha permesso appunto di giocarci, oppure lo vede come una costrizione a cui ribellarsi. In entrambi i casi non bisogna cambiare guinzaglio, ma tipo di rapporto tra cane e padrone… nel senso che il padrone ha commesso degli errori.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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