lunedì , 20 novembre 2017
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Dieci domande su… fare una cucciolata oppure no?

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di VALERIA ROSSI – Abbiamo una femmina…che voglia di farle fare una cucciolata!
Oppure abbiamo un ben maschietto: perché non trovargli moglie?
In realtà, come quella di scegliere un cucciolo, la scelta di accoppiare il proprio cane dovrebbe essere meditata e responsabile.
Vediamo insieme quali sono le domande più frequenti che si possono porre i proprietari di maschi e femmine, e cerchiamo una risposta corretta.

1) E’ vero che il maschio monta le gambe degli esseri umani perché ha bisogno di accoppiarsi?
R: Assolutamente NO. Il gesto della monta eseguito su oggetti (o persone, o animali) diversi da un partner di sesso opposto è un segno di dominanza e non ha alcuna componente sessuale. Non per niente lo eseguono anche i cuccioli ben prima della maturazione sessuale.

2) Se il maschio non si accoppia mai, non subirà uno stress psicologico?
R: No. Il cane non è condizionato dalla cultura e dalla società in cui vive. Un cane che non si accoppia non si sente “meno virile” e sicuramente non soffre per questa mancanza. In natura, in un branco di lupi, si accoppiano solo il maschio e la femmina più alti di grado, i cosiddetti “soggetti alfa”: tutti gli altri stanno a guardare, eppure vivono felicemente e senza complessi.
Pensare che il cane “sappia cosa si perde” è un’antropomorfizzazione. Il cane non lo sa. Se ci prova, la cosa gli piace (e allora sì che si stressa, se non può continuare a “praticare”!).
Se non ci prova, vive sereno e tranquillo.

3) E’ vero che le femmina, se non ha almeno una cucciolata nella vita, andrà soggetta a problemi di salute come cisti ovariche o tumori dell’utero?
R: Assolutamente NO. Questo tipo di problemi si elimina solo eliminando gli estrogeni, e cioè sterilizzando la cagna con l’asportazione delle ovaie. Farle fare una singola cucciolata non la protegge in alcun modo.
Uno studio americano ha determinato che “diverse” gravidanze (e NON una sola) hanno una funzione protettiva nei confronti dei tumori uterini, ma tra “una” o “nessuna” gravidanza non cambia assolutamente nulla. In compenso far fare troppe cucciolate a una cagna la stressa fisicamente e la predispone a un’altra lunga serie di malattie.

4) Una cagna che non fa mai i cuccioli, non perderà l’istinto materno?
R: L’istinto materno non nasce con la cagna, ma con i cuccioli. E finisce nel preciso momento in cui i cuccioli crescono e vanno per la loro strada. Quindi: a) è evidente che se una cagna non partorisce, l’istinto materno non le serve a nulla ed è inutile che ce l’abbia (e infatti non ce l’ha!); b) non bisogna pensare che l’istinto materno “addolcisca” il carattere della cagna verso le persone o altri animali, perché le due cose non sono in alcun modo correlate.

5) Ho una cagna molto aggressiva. La gravidanza potrebbe renderla più dolce?
R: No. Una femmina dal carattere dolce sarà tale anche senza cuccioli; una cagna diffidente, paurosa e/o aggressiva resterà tale anche se farà duemila cuccioli…e purtroppo è anche molto probabile che produca cuccioli diffidenti, paurosi e/o aggressivi.
Se sulla morfologia di una cucciolata i geni materni e paterni influiscono ognuno per il 50%, nella formazione del carattere la femmina è molto più influente.
I geni, ovviamente, sono sempre metà suoi e metà del padre: ma la cagna, oltre alla genetica, ci mette il primissimo imprinting e la primissima educazione dei figli. E’ la loro prima maestra, la prima guida, il primo esempio da imitare.
I figli di una cagna che teme l’uomo e scappa a nascondersi in un angolo ogni volta che ne vede uno saranno cuccioli estremamente diffidenti, perché hanno imparato dalla mamma che l’uomo è pericoloso e che bisogna nascondersi quando arriva.
I figli di una cagna che corre incontro all’uomo scodinzolando felice impareranno da lei che l’uomo è un amico, e saranno cuccioli molto socievoli.
Ovviamente poi le esperienze personali di ogni cane gli faranno assumere atteggiamenti diversi a seconda delle situazioni: ma si parte da una base ben diversa a seconda degli atteggiamenti tenuti dalla madre nelle prima settimane di vita dei cuccioli.
Per questo (anche se sono sconsigliabili entrambi, ovviamente) l’uso in riproduzione di femmine dal carattere poco equilibrato è assai più deleterio dell’uso di maschi con lo stesso problema.

6) E’ vero che il maschio, dopo essersi accoppiato, può cambiare carattere?
R: In alcuni casi, sì.
Succede specialmente nei cani più “lupini”, ma può succedere anche ad altri.
Il cane che monta si sente investito di un ruolo dominante nei confronti degli altri cani, e questo può rendere rissoso un cane che prima era amichevole con tutti. In alcuni casi questa dominanza può estendersi anche i membri della famiglia, e il cane può mostrarsi meno disposto ad obbedire al “capo” umano, che da questo momento viene messo in discussione.
Poiché il cane ritiene che apparteniamo tutti alla stessa specie, e poiché in natura l’unico ad accoppiarsi è il capobranco…il cane, dopo aver montato, può pensare di essere salito al massimo grado della scala gerarchica, e quindi entrare in conflitto col padrone.

7) La mia cagnina è meticcia, ma vorrei ugualmente farle avere una cucciolata. So che molti meticci finiscono nei canili, ma io mi preoccuperei con molto anticipo di trovare nuovi padroni affettuosi per i piccoli. Quindi perché dovrei privare la mia cagnina della gioia della maternità e me stessa della gioia di allevare una cucciolata, che credo sia un’esperienza indimenticabile?
R: Per rispondere in modo esaustivo a questa domanda occorrerebbe un libro intero.
Ma proviamo a esaminare almeno i punti salienti:
a) la “gioia della maternità” è un concetto umano e non canino. La cagna non sa assolutamente cosa significhino concetti come “figli”, “cuccioli” e “istinto materno”…finché non li prova. Ma se non li prova li ignora, un po’ come abbiamo visto che il maschio vergine ignora le gioie del sesso e non può provare alcuno stress da privazione.
b) è indubbiamente vero: allevare una cucciolata è un’esperienza indimenticabile. Però bisogna sapere esattamente cosa ci aspetta, altrimenti può diventare un incubo.
Innanzitutto il parto è sempre un evento complesso e passibile di complicazioni: non è detto che fili sempre tutto liscio, e le conseguenze possono anche essere molto gravi.
Poi, con i cuccioli…per quindici-venti giorni, in realtà, è tutto fantastico. Dal momento della nascita alle prime poppate, dai primi timidi barcollamenti al momento in cui aprono gli occhi, sembra di vivere in un documentario di Walt Disney e non si riesce a staccare lo sguardo dalla sala parto, perché si è letteralmente affascinati. Poi, però, i cuccioli ESCONO dalla sala parto…e se si ha un allevamento resta tutto bellissimo, perché basta prenderli e portarli al sole nel recintino A, poi metterli a sporcare nel recintino B, poi ricoverarli per la notte nel box C. Ma se i cuccioli sono nati in casa, comincia un periodo allucinante con tre, cinque o dieci piccole pesti che vanno dappertutto, rosicchiano tutto e…la fanno dappertutto! Inoltre bisogna pesarli, controllarli, sverminarli, vaccinarli, intervenire al volo se qualcuno sta poco bene…eccetera eccetera eccetera. E’ un mese di impegno a tempo superpieno. Quindi attenzione a parlare di “esperienza indimenticabile”…perché lo sarà di sicuro. Ma bisogna vedere in che senso!
c) mettere al mondo meticci in un mondo che non è pronto ad accettarli (tant’è vero che i rifugi straripano) è una responsabilità ENORME.
Sembra facilissimo trovare nuovi padroni…sulla carta: ma la stragrande maggioranza delle persone che “vorrebbero tanto un cucciolo della Lilli”…se la Lilli partorisse davvero, farebbero  marcia indietro accampando le scuse più disparate (oh, che sfortuna! Ho scoperto che mio figlio è allergico al pelo. Oh, che jella! Ci trasferiamo in una casa in cui non accettano cani…e così via)
Anche quelli che il cucciolo lo prendono davvero, però…che garanzie ci danno?
Come possiamo essere DAVVERO sicuri che non prendano il cane “giusto per provare”…e poi, scoprendo che i cucciolo sporcano abbaiano rosicchiano e perdano pelo…non decidano di disfarsene?
Gli animalisti spesso accusano gli allevatori di speculare sui cani, vendendo i cuccioli anziché regalarli. In realtà – oltre agli effettivi “costi di produzione” di una cucciolata di qualità, c’è da considerare il fatto che una persona che paga  per avere il cucciolo è decisamente più restia all’idea di buttarlo in mezzo a una strada quando magari si accorge che l’impegno è superiore alle previsioni.
Non è che il cucciolo meticcio sia considerato “di serie B” perché è meticcio: spesso è considerato (o meglio “trattato”) come un oggetto di serie B solo perché è GRATIS.
Molte persone, a questo punto, obietteranno: “Ma io sono sicurissimo delle persone a cui affiderei i cuccioli! Si tratta di mio cugino, di mia sorella, di mio zio…”
A queste persone rispondo solo di andare a dare un’occhiata al canile municipale: TUTTI quei cani avevano dei padroni, un tempo…e tutti quei padroni sono stati sicuramente cugini, fratelli, zii di qualcuno.

8 ) Ma allora solo i campioni di bellezza, secondo voi cinofili, avrebbero il diritto di accoppiarsi?
NO!
Ma dovrebbero avere il diritto di nascere solo i cani sani e “desiderati”, ovvero i cani che hanno ottime possibilità di trovare una famiglia che li ami.
La scelta di accoppiare solo esemplari di buon livello cinofilo è dettata soprattutto dalla consapevolezza che putroppo l’uomo non è ancora pronto a dare amore a chiunque lo meriti: lo dà a chi è esteticamente gradevole e a chi non gli pone troppi problemi.
Sbagliato o no,  purtroppo, questo è un dato di fatto.
Poiché i canili sono pieni di cani “non belli e non sani” che nessuno desidera, è altamente irresponsabile metterne al mondo altri.
La scelta di allevare cani di razza, inoltre, permette di tenere sotto controllo il carattere (perché solo accoppiando oculatamente si evita di produrre cani squilibrati) e la salute, testando e controllando le principali malattie genetiche.

9) Se la cagna non partorisce, non andrà soggetta a gravidanze isteriche?
Non sembra che il parto influisca sulla manifestazione di gravidanze isteriche.
Alcune cagne cominciano addirittura ad averle “dopo” aver avuto i cuccioli, mentre prima non le avevano mai manifestate. In realtà la gravidanza isterica non è legata a un presunto “desiderio” di maternità, anche se la cagna può manifestare attaccamento morboso a un giocattolo, mettersi a produrre latte e comportarsi come se morisse dalla voglia di avere cuccioli.
.Il vero motivo atavico della gravidanza isterica va ricercato nel mondo dei lupi, in cui:
a) solo il maschio e la femmina alfa si accoppiano, e quindi nasce una sola cucciolata all’anno;
b) le madri, dopo aver partorito, non hanno mai la sopravvivenza assicurata.
Allora Madre Natura ha pensato a una soluzione perfetta: un’altra femmina del branco (solitamente una sorella della madre) si prepara anch’essa alla lattazione.
In questo modo, se la madre naturale dovesse morire, lei allatterebbe i cuccioli orfani garantendo la sopravvivenza della specie.
Questo comportamento non ha più molta ragione di essere nei cani domestici, ed è probabile che vada lentamente estinguendosi: ma per ora si manifesta ancora con una certa frequenza…e non è controllabile nè gestibile attraverso accoppiamenti e cucciolate.

10) Decidendo di NON avere cuccioli, è meglio tenere sotto controllo i cani oppure optare per la sterilizzazione?
La sterilizzazione, specie per la femmina (ma anche per il maschio) non è soltanto un metodo di controllo delle nascite, ma un’importante prevenzione contro una lunga serie di patologie legate agli ormoni sessuali. Per questo è sempre consigliabile, se eseguita in età giovanile.
Se il soggetto è già  maturo, la prevenzione sanitaria è meno efficace e quindi la scelta diventa più libera.
In una cagna già anziana i benefici sanitari della sterilizzazione diventano quasi ininfluenti, quindi il rischio (per quanto minimo) legato all’intervento chirurgico non è più giustificabile. In questo caso il gioco non vale più la candela.

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