giovedì , 18 dicembre 2014
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Al guinzaglio: condotta o passeggiata?

La condotta al guinzaglio è il primo esercizio che si insegna su qualsiasi campo di addestramento…e questo potrebbe far pensare che sia anche  il più semplice.
Non è così!
In realtà è uno dei più difficili, tant’è vero che spesso è proprio in condotta che anche i migliori conduttori perdono punticini preziosi in gara.
Si comincia da questo esercizio non perché sia facile, ma perché è propedeutico a tutti gli altri.
Chiariamo ora un punto fondamentale: la “condotta al guinzaglio” è un esercizio, un lavoro. La “passeggiata” al guinzaglio è tutta un’altra cosa.
Se si vuole un cane che non tiri quando lo portiamo a spasso non dobbiamo insegnargli una condotta sportiva: dobbiamo insegnargli a non tirare.
Le differenze sono molto forti, perché in condotta il cane è sotto pressione psicologica (sta a noi far sì che questa pressione sia gioiosa e positiva, ma sempre pressione è!): durante la passeggiata, invece, il cane deve rilassarsi e divertirsi… possibilmente senza trainarci in giro per la città come curiosi sciatori nautici che hanno dimenticato gli sci a casa.

Come si fa ad ottenere buoni risultati in entrambi i campi?
I possibili metodi sono due: il più diffuso è quello di insegnare la “condotta da passeggiata” al cucciolo e la “condotta da gara” al cane già grandicello, facendogli che capire che lo stesso ordine ha due significati diversi a seconda delle situazioni.
In alternativa si può partire con lo stesso cane (cucciolo o adulto che sia, ma meglio cucciolo) e iniziare contemporaneamente le lezioni di “passeggiata” per strada (con un ordine) e quelle di “condotta” al campo (con un altro ordine).
Alcuni addestratori sono contrari a questo sistema perché sostengono che ingeneri confusione nel cane, e non lo adottano perché lui impiega più tempo ad afferrare il concetto (specie se è cucciolo).
E’ vero.
Ma il fatto che ci voglia più tempo non significa che il tipo di insegnamento sia sbagliato: questa è una conclusione dettata solo da tempi cinofili in cui si rincorre il risultato veloce ad ogni costo.
In realtà, trattandosi di un cucciolo, abbiamo tutto il tempo che vogliamo: non siamo costretti a raggiungere livelli agonistici in quindici giorni perché c’è il brevetto in agguato.
Siccome un cucciolo di due mesi è in grado di imparare a distinguere perfettamente una cinquantina di ordini diversi, non stiamo chiedendogli l’impossibile.
Lui farà un po’ come i figli di genitori di nazionalità diverse, che imparano sempre a parlare più tardi degli altri…ma alla fine parlano alla perfezione due lingue.
Vediamo quindi entrambi i metodi, facendo però precedere il tutto dal metodo per abituare il cucciolo al guinzaglio, ovvero dal “giorno zero”.

ABITUDINE DEL CUCCIOLO AL GUINZAGLIO
Facciamo indossare al cucciolo un collarino di cuoio (NO ai collari a strangolo, semistrangolo e affini su un cane che abbia meno di sei mesi: mai in assoluto per i cani di piccola taglia) e attacchiamoci  il guinzaglio da addestramento, che NON è il guinzaglione “doppio” e pieno di borchie e moschettoni che tenteranno di rifilarvi in quasi tutti i pet shop, ma un guinzaglio di cuoio morbido, semplicissimo, lungo da un metro a un metro e venti.
Prima di mettere il guinzaglio dovremo dare tempo al cucciolo di abituarsi al collare: ma basta disinteressarsi completamente delle sue eventuali reazioni (grattatine, qualche sgroppata e qualche “numero” per i primi cinque minuti) e mettere il guinzaglio solo dopo un paio di giorni.
Niente di trascendentale.
MOLTO più trascendentale potrebbe essere la reazione al guinzaglio: nessun cucciolo accetta con troppo entusiasmo questo strano “coso” che gli impedisce di andare dove gli pare.
A seconda della razza e del temperamento potremo avere cani che si “piantano” (la resistenza passiva è tipica dei molossoidi), che sgroppano (tipico dei cani da pastore), che saltano per aria tentando di liberarsi o che mordono il guinzaglio tentando di eliminare l’intoppo (tipicissimo dei terrier). Poi ci sono cuccioli che fanno tutte e tre le cose insieme: o che passano dall’una all’altra.
Quelli che tentano di mordere il guinzaglio sono cuccioli che mostrano di saper “ragionare sul problema” e di cercare la soluzione giusta (strappo ‘sto coso e me ne vado dove mi pare).
A volte sono davvero indisponenti, ma ricordate che hanno già dato una bella dimostrazione di intelligenza: da questi cani mi aspetto sempre ottimi risultati. Da quelli che seguono passivamente fin dal primo approccio col guinzaglio…un po’ meno: perché possono essere cani molto docili o molto legati al loro umano (ottimo!), ma anche troppo sottomessi (sgradito).

Qualsiasi cosa faccia il cucciolo nei primi minuti, lasciatela fare senza intervenire.
Ditegli “NO” (ordine che deve già conoscere) se tenta di “uccidere” il guinzaglio: ma per il resto non fate nulla. Se fa qualche passo, seguitelo: lasciar “guidare lui” per i primi minuti significa risparmiarsi una lunga serie di salti, sgroppate e impuntature, specie con i cani di maggior carattere.
Appena  il cucciolo si sarà dato una calmata, mostriamogli qualcosa di invitante (pallina, salsicciotto, bocconcino) all’altezza del suo naso, e diamogli l’ordine “PIEDE”, o “AL PIEDE!” o “FUSS” (in tedesco, se preferiamo questa lingua).
Se cerca di prenderlo facciamo qualche passo, sempre tenendogli l’oggetto davanti stile “carota legata al bastone”.
Se il cucciolo cammina, complimentiamoci con lui e diamogli il premio. Fine della prima lezione.
Sganciamolo e lasciamolo libero.
Dopo qualche ora si può tenere la seconda lezione (identica alla prima, ma un filino più lunga: parliamo di 3-4-5 minuti, non oltre).
Prima di sera, con 3-4 lezioni, il cucciolo dovrebbe aver capito che venire legato al guinzaglio è preludio di qualcosa di piacevole.
E il primo passo è fatto.

LA POSIZIONE DI PARTENZA ( o “posizione di base”)
Una volta che il cucciolo si è abituato all’idea di “indossare” collare e guinzaglio, per proseguire nell’insegnamento dovremo insegnargli a mettersi seduto al nostro fianco: questa, infatti è la posizione di base per iniziare qualsiasi lavoro.
L’insegnamento è facile e divertente perché il cane, quando viene chiamato da noi, tende già da solo a girarci intorno: con opportuni movimenti della mano, che potrà reggere il solito bocconcino o giochino, noi potremo facilmente invogliarlo a mettersi vicino alla nostra gamba sinistra, con la spalla all’altezza della gamba stessa. Basta premiarlo nel momento in cui ci si trova spontaneamente, dando  nello stesso tempo l’ordine:  “PIEDE”.
Quando il cucciolo avrà abbinato l’ordine alla posizione, sarà sufficiente sollevare un po’ più in alto il premio: per seguirne il movimento lui alzerà la testa e di conseguenza si siederà.
Attenzione, questo NON è l’esercizio del “seduto” e non va dato l’ordine “seduto”: il comando è sempre e solo “PIEDE”.
Quando il cucciolo ha cominciato a capire il significato dell’ordine, potremo perfezionare e velocizzare l’esecuzione con l’uso del guinzaglio

METODO NUMERO UNO: STESSO ORDINE, SITUAZIONI DIVERSE

Passeggiata e condotta si differenziano soprattutto in un punto: in condotta il cane dovrà tenere costantemente la sua attenzione su di noi. In passeggiata dovrà essere libero di distrarsi, di annusare, di guardarsi intorno (altrimenti che passeggiata è? Diventerebbe lavoro!) e l’unica cosa che vogliamo è che il guinzaglio non vada mai in tensione, ovvero che il cane non tiri.

Quindi, per la passeggiata
:
Iniziando con il cane in posizione di base, diamo l’ordine “PIEDE” (o altro corrispondente) e iniziamo a camminare normalmente per strada, con le tasche ben fornite di bocconcini – se il cucciolo è goloso – o di pallina o salsicciotto, se il cucciolo ama più il gioco del cibo.
Possiamo lavorare subito in città.
Personalmente sono contraria ad andare troppo per gradi nell’inserimento degli stimoli distraenti, perché questo induce un doppio lavoro: prima insegnare la condotta e poi…ricominciare praticamente tutto daccapo, portando il cane in mezzo agli stimoli.
Io preferisco cominciare direttamente in mezzo ad automobili, altri cani, persone eccetera.
Anche in questo caso potrà volerci un pochino di più, ma i risultati a mio avviso sono superiori. E soprattutto, il lavoro si fa una volta sola!
L’ambiente ideale è una piazza, in cui ci si possa muovere agevolmente in qualsiasi direzione senza essere limitati da muri, marciapiedi o simili.
Camminiamo dunque col cane al guinzaglio: non dovremo aspettare molto prima che il cane inizi a tirare: ATTENZIONE, perché tre secondi dopo (ci potete regolare l’orologio e pure il cronometro!) il cucciolo butterà il naso a terra.
Noi dovremo intervenire esattamente in quei tre secondi, tra la tensione del guinzaglio e l’abbassamento della testa del cucciolo, dando l’ordine “PIEDE!” e facendo qualcosa che sconcerti il cucciolo.
Può essere  un angolo retto o un brusco dietro front: va bene praticamente tutto ciò che induce il cucciolo a pensare “ma che fa, questo?” e a guardarci in faccia per capire che intenzioni abbiamo.
Appena ci guarda, ricambiamo il suo sguardo (è importante) e premiamolo immediatamente.
Questo è un metodo “passivo” per ottenere un tipo di attenzione che io chiamo “di secondo grado”: ovvero, non pretendo che il cane mi tenga gli occhi puntati in faccia (come sarà invece per la condotta), ma abituo il cucciolo a pensare “spontaneamente” che se mi tiene d’occhio sarà premiato.
Questo lo indurrà a non tenere l’attenzione fissa su di me, godendosi quindi la sua passeggiata…ma a non andarsene neanche troppo per gli affari suoi, perché se il cucciolo si allontana in avanti non ha modo di tenere d’occhio il conduttore…e quindi non arriva mai alcun bocconcino!
Con l’abbinata “dietro-front-+attenzione di secondo grado” si insegna a camminare decentemente al guinzaglio a qualsiasi cane di qualsiasi età.
Qualcuno a questo punto penserà: ma quante complicazioni! Il cucciolo non può mica fare più forza di me: quindi non è sufficiente tirare dalla parte opposta alla sua, per insegnargli a stare al passo?
Assolutamente NO!
Il cucciolo (ma anche l’adulto) non è in grado di capire che tirando sul guinzaglio vogliamo indurlo a rallentare: crede invece che lo stiamo invitando a trainarci, e si impegna tanto che a volte finisce per “strozzarsi” letteralmente, fino al punto di mettersi a tossire.
Quindi è assolutamente VIETATO mettersi a fare gare di forza…perché in questo modo si insegna al cane a tirare più forte che può.

Per la condotta:
Aspettiamo che il cane abbia almeno 8-9 mesi e poi cominciamo a cercare da lui un’attenzione “di primo grado”, ovvero un’attenzione “costante” sul conduttore.
Come ho già detto, questo lavoro si può impostare anche prima della condotta, facendo in modo che il cane (da fermo, e libero dal guinzaglio) ci guardi, e rinforzando (ovvero premiando) sempre e comunque l’incrocio del suo sguardo col nostro.
In seguito si dovrà ottenere che il cane ci guardi per tempi sempre più lunghi.
A cane fermo possiamo attirare la sua attenzione con un gesto della mano, con una parola o con altri mezzi: l’importante è che il cane venga rinforzato IMMEDIATAMENTE appena ci guarda in faccia.
Ottenuta l’associazione di idee “sguardo verso il conduttore=premio” si allungheranno gradualmente i tempi rinforzando il cane quando ci guarda per dieci, poi venti, poi quaranta secondi e così via.
E’ fondamentale, in questo periodo, non spegnere mai l’appetenza del cane, ovvero il desiderio di ottenere il premio: questa è la parte più difficile, in cui spetta a noi variare il tipo di premio, non dilungarci troppo e capire quali sono i tempi giusti per quel singolo cane.
Quando siamo arrivati a un buon grado di attenzione potremo partire in condotta: c’è chi inizia addirittura senza guinzaglio (io, per esempio) e mette il guinzaglio solo in un secondo tempo.
L’importante, infatti, è che il cane impari a mantenere l’attenzione sul conduttore anche quando questi è in movimento.
Ci si arriva sempre per gradi, partendo da un unico passo (un passo in attenzione-premio), e passando poi a premiare dopo due, cinque, dieci passi.

Si può anche cercare l’attenzione direttamente in condotta: e la si ottiene molto rapidamente con i famosi “strappetti” sul collare, che risultano molto più efficaci se eseguiti con il collare a strangolo.
Questo per un motivo molto semplice: ci vuole metà della forza!
I sostenitori più “estremisti” del metodo gentile condannano questo strumento (spesso solo perché non lo conoscono) abbinandolo al concetto di “strangolare”, appunto, il cane: ma questa è una cosa che fanno solo gli addestratori “macellai”!
L’uso corretto prevede che il collare, scorrendo, “tocchi” il cane sul collo, un po’ come noi toccheremmo un amico su una spalla per dirgli “ehi, ti devo parlare”.
Partiamo dunque a passo ritmato (ma non marziale, per l’amor del cielo! Certi “passi dell’oca” sono soltanto ridicoli e non hanno alcuna utilità pratica) e cerchiamo l’attenzione del cane con questi colpetti ritmici “di richiamo”.
Se il cane ci guarda, rinforziamo immediatamente (il tipo di rinforzo varierà da cane a cane: per quello più goloso vanno bene i bocconcini, per quello che ama il gioco la pallina, e così via).

Ovviamente le cose non filano sempre così lisce, e il cane in realtà può comportarsi in quattro modi diversi:

a) restare all’altezza della nostra gamba e guardare verso di noi (risposta corretta);
b) cercare di sopravanzarci
c) restare indietro
d) tagliarci la strada e/o saltarci addosso.

Se otteniamo la risposta a), tutto va bene. Per le prime lezioni premieremo immediatamente, e in quelle successive allungheremo gradualmente i tempi fino ad ottenere un’attenzione costante a qualsiasi andatura e per periodi di tempo sempre più lunghi.
Se la reazione è la b), possiamo usare il famoso (famigerato per i “gentilisti”) “strappo correttivo”, che NON consiste nell’impiccagione sul campo del cane, ma in un colpo appena più deciso dei colpetti ritmati di prima.
Sempre facendo esempi umani, mettiamo di aver picchiettato sulla spalla dell’amico per dirgli “ehi, guardami!”. Se lui non ci presta attenzione, gli daremo un colpetto più forte o gli stringeremo gentilmente la spalla: non è che gliela dobbiamo staccare.
Non si deve neanche far stringere il collare intorno al collo del cane: quella che lui deve sentire è una leggera pressione.
Lo “strappo correttivo”, dunque, deve significare “EHI! Dove vai? Guarda me!”: cosa che quasi sempre induce il cane, appunto, a guardarci…e a far scattare immediatamente il rinforzo.
In alternativa si possono usare tutti i metodi visti con il cucciolo: il dietro front, la svolta brusca e così via. Va bene anche immobilizzarsi.
L’importante è che il premio arrivi nel preciso momento in cui il cane ci guarda in faccia.

Se il cane si fa tirare, si ferma o si siede, c’è qualcosa che non funziona.
O non sta bene (e allora è meglio sospendere subito la lezione), o è un cane di scarso carattere o eccessivamente sottomesso.
In questo caso anche piccolissimi strappi sul guinzaglio potrebbero rappresentare un problema, perché un cane di scarso carattere quasi sempre è carente anche nella tempra, e cioè la capacità di sopportare stimoli negativi.
La valutazione della tempra è fondamentale per l’addestramento, perché ciò che rappresenta uno stimolo gioioso per un cane può diventare una sofferenza per un altro.
Facciamo ancora una volta un esempio umano (anche se l’antropomorfismo è la cosa peggiore che si può fare in cinofilia, per fare esempi a volte è l’unico mezzo comprensibile): ci sono ragazzini di dodici-tredici anni che adorano giocare a rugby. Prendere e dare spintoni, accalcarsi in “mucchi selvaggi” e così via per loro rappresenta il massimo del divertimento.
Se in quella stessa squadra infilassimo un ragazzino esile, timidino, che ama leggere e giocare a scacchi e che detesta ogni tipo di attività fisica…al primo spintone, probabilmente, si metterebbe a piangere e odierebbe quello sport per il resto della sua vita.
Tornando ai cani, quello di tempra molto forte può trovare eccitante e stimolante perfino l’azione del collare a punte (strumento che deve essere usato e-sclu-si-va-men-te da professionisti di altissimo livello, quindi voi scordatevi pure che esista), mentre quello di tempra molle potrebbe andare in sottomissione e fare addirittura “cain” per uno strattone un po’ più secco sul collare di cuoio.
Quindi, non è tanto lo strumento né l’azione in se stessa che conta…ma il CANE, a cui dovremo sempre adeguare il tipo di insegnamento.
Al cane che si ferma, si siede, si fa tirare eccetera non bisogna MAI mettersi a parlare (anche se viene terribilmente spontaneo dire cose come “Be’? che c’è? Che ti prende?” eccetera) : questo per lui significa “ricevere attenzioni”…e potrebbe prenderci gusto.
Se ogni volta che resta indietro o si siede gli facciamo un lungo discorso, lui ripeterà apposta l’errore per invogliarci a parlare con lui.
Non siamo noi a dover dare attenzione al cane, ma è il cane che deve dare attenzione a noi. Ricordiamolo sempre, o faticheremo il doppio per raggiungere un risultato.
Un buon sistema per far rialzare ( o far muovere più rapidamente) un cane che fa “resistenza passiva” è quello di lanciare in avanti, a qualche centimetro dal suo muso, un bocconcino o una pallina.

Se il cane ci taglia la strada, possiamo andargli letteralmente addosso. L’inevitabile colpo o pestata di zampa (che non dovremo dargli apposta, ma che può succedere) gli faranno capire che quella di tagliare la strada non è stata un’idea molto brillante.
Non “scusiamoci” mai col cane, neppure se gli abbiamo fatto male: è stato lui a sbagliare. Continuiamo la condotta come se niente fosse.
Un cane di tempra molto dura potrebbe infischiarsene se gli finiamo addosso, o trovarlo un gioco molto divertente: in questo caso cambiamo metodo, perché finiremmo nei guai! Usiamo nuovamente il boccone o il gioco per rimetterlo “in carreggiata”.
Con i cani di tempra media o molle, il metodo funziona quasi immancabilmente: e solitamente, subito dopo l’impatto,  loro ci guardano anche con aria colpevole. Quindi noi, zacchete, premiamo.
I cani di tempra molle imparano la condotta molto più facilmente degli altri: peccato che i lati positivi finiscano qui, perché solitamente sono inadatti a qualsiasi lavoro sportivo.

Quando il cane ha capito che tenere l’attenzione su di noi è fonte di gratificazioni, e sbagliare è fonte di guai, metà del lavoro è fatto.
Ora si tratterà semplicemente di calibrare bene i rinforzi, ottenendo alla fine che il cane resti fissato su di noi per tutta la durata dell’esercizio.

ATTENZIONE: lo sforzo di concentrazione che chiediamo al cane in questo esercizio è notevole. Quindi dev’essere sempre calibrato sull’individuo, sulle sue doti caratteriali e soprattutto sulla sua età.
Due minuti di condotta per un cucciolone sono un tempo lunghissimo: per un adulto (oltre i due anni) dieci minuti sono un tempo quasi limite. Non possiamo pretendere di avere un robot programmabile: ricordiamo che abbiamo a che fare con un essere vivente.

METODO NUMERO DUE: ORDINI DIVERSI PER SITUAZIONI DIVERSE

Dovremo portare il cucciolo in ambienti diversi (uno quello cittadino, con stimoli; l’altro il campo, senza particolari stimoli) e iniziare contemporaneamente i due insegnamenti, quello per la passeggiata e quello per la condotta, dividendo i due ordini.
Si può dare il PIEDE in città e il FUSS in campo, o viceversa…o scegliere altre parole di nostro gradimento.
L’importante, in questo caso, è che il cane abbini una parola all’attenzione di primo grado, e l’altra all’attenzione di secondo grado.
Le tecniche per la passeggiata sono le stesse viste sopra.
Per l’attenzione di primo grado, trattandosi di un cucciolo, non potremo usare il collare a strangolo né gli strappetti, ma cercare di attirare l’attenzione in modo gestuale, con l’aiuto dei premi.
Ovviamente i tempi dovranno essere limitatissimi: un minuto di condotta in attenzione costante, per il cucciolo, è già un tempo limite.
In effetti, con questo sistema, l’insegnamento richiede tempi più lunghi: ma i fattori positivi sono due.
Uno è che il cane, a otto-nove mesi, sa già eseguire una buona condotta sportiva, e ci è arrivato per gradi godendosi gratificazioni più che subendo coercizioni.
L’altro è che questo sistema, a mio avviso, è l’ideale per il privato che ancora NON SA se gli va davvero di fare sport cinofilo a livello agonistico, o se preferisce accontentarsi di un cane “educato”.

Moltissima gente (il novanta per cento di quella che arriva per la prima volta su un campo di addestramento) non sa bene cosa vuol fare del suo cane: il suo scopo primario è quello di aver un cane “civile” (che prima di tutto non tiri al guinzaglio!), ma non esclude di poter fare anche qualche gara.
Così comincia l’addestramento senza sapere bene dove finirà.
Naturalmente nove persone su dieci mollano ogni velleità sportiva quando scoprono di cosa si tratta in realtà.
Perché un conto era il corsettino di obbedienza al sabato mattina…ma ben altro paio di maniche è alzarsi alle cinque del mattino e scarpinare per chilometri in cerca del terreno giusto per la pista…o cenare alle undici di sera perché è estate e gli attacchi si possono iniziare solo alle nove, che prima i cani si spiaccicano dal caldo.
Non c’è niente di male nel fatto che pochi siano disposti ad accettare questi sacrifici (perché QUALSIASI sport è sacrificio): si può amare e rispettare il proprio cane senza necessariamente farne un atleta a livello internazionale.
Però il cane deve essere sotto controllo e perfettamente gestibile in ogni situazione: altrimenti non è più un amico prezioso, ma una seccatura infinita.
Il problema è che, dopo il primo corso di obbedienza “propedeutico all’agonismo”, chi decide di non andare avanti spesso si ritrova con un cane che non è né carne pesce.
Non è un cane “addestrato”, perché si sono fermati a metà strada: ma non è neppure un cane educato a livello cittadino, perché ha sempre lavorato in campo, senza distrazioni e in condizioni del tutto diverse da quelle che trova in città.
Questo fa ritenere a moltissime persone di aver buttato via i loro soldi.
Ecco perché ritengo molto utile abbinare i primi esercizi “sportivi” alla loro versione semplicemente “pratica”.
Perché, in questo modo, il signor Rossi che decide di non andare in agonismo avrà ugualmente un cane capace di sedersi, di camminare al guinzaglio in modo decente, di aspettarlo fuori da un negozio e di fare tutte quelle piccole cose che rendono il cane un piacere, e non una seccatura.
Se invece decide di andare in agonismo non avrà compromesso la preparazione sportiva del cane, anzi l’avrà “portata avanti” e ora potrà dedicare più tempo al perfezionamento degli esercizi.


Informazioni Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani da utilità per 16. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di 85 libri cinofili e della serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" , nonché conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto e tiene diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI). Da settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) è tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).


89 commenti

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  1. Mi hai aperto un mondo xD ne ho lette di informazioni sulla condotta al guinzaglio, tutte completamente diverse. Molte mi sembravano stupide, senza senso, altre un po’ più efficaci, ma qui hai dato anche il ‘perchè’ fare quella certa cosa e mi sembra un metodo più che valido, di sicuro più valido di altri che ho trovato… Grazie!

  2. non so se potrebbe funzionare il metodo di fermarsi.
    Se il cane tira ,gli dico che questa cosa non mi piace con un segnale verbale :ah ah ! e mi fermo .Quando non c’è piu tensione ,riparto.Questo è il metodo che sto provando.
    Vedo che il mio cane quando scende le scale,che siano di casa o non ,tira molto.Per questo sto provando un altro metodo,correggimi se sbaglio : gli sbarro la strada e vado all’indietro dicendogli “piano”

  3. ciao! dato che nell’articolo dici che se il cane tira ,bisogna dare uno strappetto e quando il cane ci da la sua attenzione guardandoci ,dobbiamo premiarlo.Scusa,cosi non puo essere scambiato come una ricompensa nel tirare?
    Ricapitolando=cane tira–>strappetto–>attenzione–>premio

    • Ma no :-)
      Il cane collega solo l’ultima azione che ha compiuto con la reazione: non è in grado di fare tutto il collegamento che hai fatto tu. E’ lo stesso motivo per cui, se lo picchi quando non ha risposto al richiamo, lui non è in grado di pensare “mi mena perché PRIMA sono scappato”, ma pensa “mi mena perché IN QUESTO MOMENTO sono tornato”: e non torna mai più.

      • io ero convinto che nell’esempio del richiamo che hai fatto,entrava in gioco il tempo di reazione che è diverso dallo strappetto,attenzione–>premio che avviene in pochi secondi .Però se dici che il cane non è in grado di pensare alla punizione che avvenuta per prima e allora cosa serve lo strappetto??

        • Lo strappetto NON è una punizione! Uffi, ancora a questo punto stiamo? :-)
          Il concetto di “strattone” come correzione è superato, morto, sepolto: lo strappetto (che non a caso dev’essere “etto“) non è una punizione, ma un richiamo dell’attenzione.
          In ogni caso, anche quando si usava lo “strappo correttivo” (anche molto deciso), il concetto non cambiava, perché il condizionamento, nella mente del cane avveniva in tappe successive e separate: tiro=prendo lo strattone. Vado piano=vengo premiato.
          Sono due “gruppi” diversi di azioni e reazioni, che il cane separa proprio perché non è in grado di collegare tutta la catena degli eventi: se così fosse, sarebbe moooolto più difficile condizionarlo anche con i metodi più dolci.
          Pensa solo al clicker training… quando il cane sente fare “click”, se andasse come pensi tu, comincerebbe a pensare: “Dunque: qualcosa ho azzeccato, perché ho sentito il click-clack che mi dice “ok, hai fatto bene”. Ma avrò fatto bene l’ultimo movimento, quello di mettermi a terra, o magari sarà stato giusto tirar fuori la lingua e ansimare (cosa che ho fatto pochi secondi prima?). Oppure mi si vuol dire che ho fatto bene a grattarmi le orecchie, cosa che ho fatto un minuto fa?”
          Per nostra fortuna, il cane abbina il click-clack di conferma a ciò che è avvenuto non oltre un secondo prima (mezzo secondo secondo Dodman e Lawrence, addirittura un decimo di secondo secondo Wilkes: per questo è fondamentale la rapidità di esecuzione per chi utilizza il clicker training, e per questo tanti educatori che non hanno afferrato bene questo concetto, o che hanno difficoltà nell’applicarlo, con questo metodo non riescono ad ottenere buoni risultati).

          • ok..grazie . mi chiedo un’altra cosa.ma dato che il cane munito di collare mentre sta passeggiando, nell’attimo che tira,già c’è una certa tensione sul collo e lo strappetto non è piu …etto o sbaglio?
            scusa e grazie ancora

          • No, dev’essere “etto” e tu devi darlo nel preciso istante in cui il cane comincia a tirare…anzi, ancora prima che sia arrivato a fare trazione sul collare. Se non riesci a capire il momento preciso, allora devi fare un passo più lungo (o un balzo, a seconda del cane!) per far sì che il guinzaglio non sia teso: altrimenti non dai uno strappetto, ma fai un tira-molla che non serve a niente. Il timing quando si lavora col cane è fondamentale: se aspetti troppo (o troppo poco: c’è pure chi anticipa le azioni del cane, cosicché lui non ci capisce più nulla!) risolvi poco.

  4. ciao! proseguendo con il metodo da te citato,da due settimane.Premetto che sto facendo la condotta sempre quando porto il cane nella sua zona gioco,e per arrivarci ci vogliono 15 minuti . In questo momento mi dal’impressione come fosse diventato un automatismo la condotta.Ti spiego come procedo:quando il cane sta per tirare do lo strappetto,cercandolo di dare lateralmente,mi fermo,lui mi guarda ed io batto le mani sulla mia gamba e lo richiamo al mio fianco;lui è cosi veloce a girarsi e posizionare al fianco,ma ecco che riparte e tirad i nuovo dopo un pò e ritorna l’automarismo del posizionarsi veloce al mio fianco.A volte utilizzo lo strapetto,a volte faccio dietro front,facendogli fare un giro su me stesso

    • Ma lo premi quando si mette in posizione corretta? E’ importante rinforzarlo, con qualsiasi premio (bocconcino, voce, carezza, gioco…) quando fa bene, altrimenti lui non capirà quello che vuoi esattamente da lui!

      • commetto l’errore di non premiarlo sempre(dire bravo),proverò anche a portare con me qualcosa di appetiso e alternerò i premi. Mi preoccupa il fatto dell’ automatismo…nel senso che il cane pensa che durante la passeggiata rientra quel meccanismo di strappetto,mettersi al fianco e via a camminare.Perchè come ho detto lo fa cosi veloce,per dire :ora ti accontento un attimo,mi giro ,mi rimetto sul tuo fianco e via si riparte di nuovo spediti

        • Appunto, il problema è che non ha capito cosa vuoi veramente. Se non glielo spieghi lui penserà sempre che lo richiami al piede per quel secondo lì, e non che vuoi che “cammini” vicino a te senza tirare!

  5. voglio capire se sto proseguendo bene :il cane tira,strappetto ,lui mi guarda viene da me si riposiziona al mio fianco e a questo dovrei premiarlo.Quando l’ho premiato.lui furbamente capendo che avevo qualcosa di buono nella tasca,mi continuava a guardare e camminava al mio fianco…ad un certo punto,per pochi secondo era diventato quasi obedience :)
    Oppure gli do il comando “cammina” e se il cane non tira lo premio??

    • Noooo!!! Non devi premiarlo quando si posiziona: devi premiarlo dopo che ha fatto qualche passo senza tirare! Attenzione a non premiare l’azione sbagliata, perché altrimenti crei il condizionamento sbagliato. Il comando “cammina” (che mi fa ridere, perché io lo dò quando voglio che il cane smetta di starmi appiccicato addosso: “dai, dai…cammina!”: ma se tu usi questo, va benissimo) lo devi dare prima dello strappetto. La sequenza giusta è: comando – un secondo di attesa (perché il cane potrebbe obbedire anche da solo e non servirebbe lo strappetto – strappetto (se lui non ha obbedito) – qualche passo senza tirare, mostrandogli il premio se serve – premio. Ripetere tutta la sequenza. Quando il cane ha capito cosa vuoi, il premio arriva sempre più tardi (prima dopo 4-5 passi, poi dopo 6-7 , fino ad arrivare dopo una trentina di passi). Quando il cane ha imparato, usi la sequenza solo qualora cominci a tirare: ma il comando (sempre, all’inizio del cammino) e il rinforzo (un po’ sì e un po’ no, una volta il bocconcino e una volta la carezza, una volta tanti bocconcini ecc. ecc.) devi usarli SEMPRE!

      • grazie! avevo provato anche il metodo corretto ,poche ore fà.Quindi il cane camminava correttamente al mio fianco tenendo la sua testa normalmente in avanti e cosi gli ho detto “bravo” ,subito si acceso il cervellino e mi guardava.Spero solo il fatto che lui cammina e mi guarda,a volte per pochi passi ,aspettando l’attesa del bocconcino,quando ritardo la ricompensa di pochi secondi… che questa sia l’esecuzione corretta.Comunque fare una buona condotta e come vincere un trofeo,spero di arrivarci :)

        • Giò, non è difficile fare una buona condotta “da passeggiata” (quella da gara sì, che è difficile!): però è un bel po’ complicato darti consigli da lontano, senza vedere né te né il cane, e online!
          Non hai un centro cinofilo a portata di mano, a cui rivolgerti per qualche lezione “vera”? secondo me ti sarebbe molto più utile… fermo restando che, per quel che posso, sono sempre disponibile a darti una mano anche da qui. Però così rischiamo di far danni! :-)

          • invece io ero convinto che la condotta da obedience era piu facile ,dato che ha un riferimento,dallo sguardo a il fatto di starti incollato alla gamba .Infatti è la prima cosa che ho insegnato facilmente

  6. interessantissimo articolo grazie al quale ho finalmente capito a quale elevatissimo livello di stress sottopongo Mimì (yorkina di quasi 3 mesi)da un paio di giorni:ieri pomeriggio siamo uscite a piedi,sinceramente non pensavo di arrivare tanto lontano,eppure alla fine abbiamo fatto un paio di km andata e altri 2 al ritorno O.o chiaramente l’ho presa in braccio svariate volte rendendomi conto che le sue zampine e la sua tenera età non fossero adeguate a questa lunga passeggiata!Tornate a casa era tramortita…stamattina l’ho portata con me,passeggiata piu’ breve ma lunga in termini di tempo.Nuovi odori,tante persone,rumori insoliti…quindi oltre ai nuovi stimoli,tra ieri e oggi anche tanta strada…ma la cosa di cui mi mangio le mani,è che oltre a tutto questo,durante il tragitto le ho dato delle “piccole” indicazioni:tendevo il guinzaglio a sinistra quando cercava di tagliarmi la strada e “No” e “lascia” perchè è una mangiatrice di foglie e fazzoletti..ma qui leggo di non fare sessioni che superino i 4 minuti!!!! …E sono un po giù anche perchè non è che mi sia presa questa responsabilità così superficialmente:oltre a leggere e rileggere siti e articoli che ho stampato scrupolosamente,ho anche comprato un paio di libri di cui uno sull’educazione del cucciolo,infatti sono arrivata qui perchè in realtà cercavo qualche info che tenesse conto dell’età del cucciolo piuttosto che di dare indicazioni “generiche”.Mimì è una cucciola molto attiva ed esuberante separata prematuramente dalla mamma,l’ho da quando aveva 45 giorni e queste sono le sue prime passeggiate (a questo punto direi “terapia d’urto”)e dopo queste 2 uscite chiaramente tutta la sua energia si è convertita in attività onirica:dorme che è una meraviglia e non piange piu’ quando chiudiamo la porta per andare a letto,ma mi sa che ho un po esagerato…
    Che mi consigli?Brevi passeggiate,comandi base tipo “piede”,”no” e “lascia” durante brevi sessioni??

    • Be’, 4 km di passeggiata per un cucciolo di tre mesi sono tanti anche quando si tratta di un cane grande: per uno yorkie sono davvero troppi. Comunque il problema non è la lunghezza della passeggiata, quanto il darle “tante piccole indicazioni” durante la passeggiata stessa. Cioè, “problema” si fa per dire… non muore nessuno, eh!
      Però la situazione ideale è quella in cui il cane riesce a concentrarsi su quello che gli dici e che vuoi da lui: per questo io consiglio un luogo tranquillo e privo di distrazioni, in cui cominciare a farle capire i primi ordini (piede, seduto ecc.) in una situazione nella quale il maggiore centro di attenzione sia tu e non il resto del variegatissimo e interessantissimo mondo.
      Prima di “fare” le cose, il cucciolo deve “capirle”. E per insegnargliele occorrono calma e – appunto – concentrazione, che richiedono per forza anche tempi brevi, perché la soglia di attenzione di un cucciolo non è solo che “cali”: scende proprio a picco dopo 4-5 minuti di lavoro.
      Quindi, dividiamo: quando le “insegni” delle cose, posto tranquillo e tempi brevi, ma interamente dedicati al lavoro. Quando la cucciola avrà imparato le nozioni basi (non tirare e non mangiare porcherie) attraverso le sessioni di “insegnamento”, potrai passare alla fase “andare a spasso”, in cui avrà molta più libertà e potrà andare anche in luoghi affollati e ricchi di stimoli (d’altronde deve imparare a “conoscere” il mondo!), nei quali metterai anche alla prova le abilità acquisite (tenendo presente che all’inizio sbaglierà qualcosa), ma senza chiederle di “lavorare” nel senso di stare concentrata: le cose che servono dovrà averle già imparate e le verranno naturali.
      Ci sono, insomma, tempi successivi e modalità diverse per le due cose.
      Pensa al cucciolo come a qualcuno che sta imparando a guidare: finché va a scuola guida sei tutto preso da quello che fai, ragioni su ogni movimento, non hai altro in testa che ricordarti gli insegnamenti ricevuti. Per questo, di solito, la scuola guida si fa in un piazzale, o su strade pochissimo trafficate.
      Solo quando il ragionamento passa in secondo piano e cominciano ad arrivare gli automatismi sarai in grado di guidare su strade diverse, con più traffico e situazioni più complesse…eppure guidare non è più uno stress, ma una cosa facile e divertente. E cominci anche a goderti il panorama, a sentire la radio e così via senza andare ogni volta a sbattere!

      • ciao Valeria,cercavo un articolo che parlasse del portar a guinzaglio due cani (non trovato purtroppo) ma in compenso ho letto questo splendido articolo. Volevo però un chiarimento su quest ultimo commento: 4km son troppi. Io ho una meticcia di 10 kg vivace e col nasino sempre all opera. Mi piace camminare molto, anche diverse volte al gg. Obiettivo minimo 8km al giorno. Tu intendi che son troppi come passeggiata strutturata?

        • Si parlava di uno yorkshire di tre mesi… per lui sono troppi. Per un cane adulto di taglia media vanno benissimo anche otto!

  7. ah,dimenticavo…capisco che attualmente sia alla scoperta del mondo,ma a che età posso cominciare a farle capire che è bene che non “sventoli” da una parte all’altra come una bandierina?

    • Subito!!! Uhm… forse mi sono spiegata male, ma… l’educazione a una condotta corretta deve iniziare SUBITO, dal primissimo giorno. Solo, gradualmente e nei modi (gradualità, tranquillità, concentrazione) che ti ho descritto nel commento precedente. DOPO che ha imparato a camminare come un cane civile e non come un cavallo, cominci a portarla “a passeggio” nel vero senso della parola. E lei già saprà che non deve “sbandierare” a destra e a manca, che non deve tirare, che non deve mangiare tutte le schifezze che trova: ovvio che qualche volta lo farà lo stesso, ma in quel caso la richiamerai con ordini che lei già conosce perfettamente (“piede”, “no”, “sputa” …e quant’altro le avrai insegnato), per cui capirà quello che le stai dicendo…e si spera che lo faccia, controllando l’esuberanza e imparando a godersi la passeggiata senza fare il cavallo da tiro o l’aspirapolvere.
      A non sventolare, così come a non tirare, si insegna “al campo” (o comunque in condizioni controllate): ma guarda che non ci vogliono secoli prima di andare “in passeggiata”. Se fai tre-quattro lezioni di 4-5 minuti al giorno, in una settimana la cucciola andrà al guinzaglio in modo correttissimo!

  8. ooopppsss…ho scritto il secondo commento ma non avevo visto che eri stata tanto veloce da inviare già il primo…no,anzi sei stata chiarissima e ti ringrazio tantissimo delle utili indicazioni che mi hai dato.
    Si hai ragione,l’ho visto col “seduta” e “terra”:ambiente povero di stimoli per l’insegnamento e ora,una volta acquisite queste competenze,le esegue anche in presenza di stimoli (se per esempio passa una macchina e col “seduta” tento di contenerla un po) Sicuramente ora ci eserciteremo in casa per la condotta,sono certa che andrà bene perchè lei è molto recettiva e ansiosa di imparare.
    Altra info che non riesco a trovare è come fare ad insegnarle ad aspettare che qualcuno apra la porta senza catapultarsi per strada…”terra-aspetta” lo vediamo ancora da lontano,è il comando giusto?

    • Anche senza “terra” :-)
      Basta il comando “aspetta”, rinforzato (in senso letterale, non cinofilo!) dalla mano stesa davanti al muso e seguito dal comando liberatorio (“okay”, “vai”… quello che ti pare). Lo si può insegnare anche al cane in piedi: anzi, a mio avviso è più comprensibile ancora, perché se il cane è già costretto a contenersi e controllarsi (per esempio nella posizione di seduto o di terra), lo stimolo “porta che si apre” le dà già quell’idea di “liberi tutti” che invece deve abbinare al tuo ordine. Insomma, meglio UNA sola costrizione (l’attesa) piuttosto che due (la posizione + l’attesa).

      • Aggiungo due cose. La prima è quella di insistere parecchio con tutto quello che significa autocontrollo come ti ha spiegato Valeria, così con le uscite dalla porta, dalla macchina, per cominciare a mangiare dalla ciotola, prendere giocattoli e così via.
        La seconda è che, dal momento che l’hai separata dalla sua famiglia molto presto com’è successo con il mio, cerca di farla socializzare il più possibile per recuperare il gap che sicuramente ha, magari in qualche campo che offre puppy class nella tua zona.

      • Pensa che invece Balrog esegue perfettamente il “resta” sia da sdraiato che da seduto (anche per 3 minuti che e’ il tempo sul quale lavoriamo al campo) mentre non ne vuole assolutamente sapere di fare il “resta” in piedi (sul quale non va oltre i 15 secondi).

  9. ancora mi sa che per l'”aspetta” dobbiamo farne di strada…intanto ho messo una barriera tra la cucina e la porta d’ingresso così evitiamo spiacevoli sorprese (anche perchè abito a piano terra) per il momento oltre a piccole sessioni,ogni volta che le chiudo una porta in faccia le dico “aspetta”con movimento della mano (che alle volte cambia per il comando “terra”,anche perchè essendo bassa,darle indicazioni con le mani è un po un casino),lei piagnucola e io riapro la porta solo quando smette,anche solo per un secondo…CE LA FAREMO!!!
    Jolly,si,sto già provvedendo a farla incontrare con altri cani in una villa molto frequentata da cani e padroni,stanno liberi e così hanno modo di interagire…lei per ora la faccio interagire con pettorina e gluinzaglio lungo circa 3 mt.
    E’ stata separata presto perchè la tizia aveva urgenza di darla e già gli altri 2 fratelli erano stati dati qualche giorno prima,quindi sebbene sapessi che non era l’età giusta,non sono riuscita a convincere la ragazza che me l’ha ceduta e che mi ha risposto “se non la prendi tu,di pomeriggio probabilmente la prenderà una famiglia a cui ho dato l’appuntamento”…ho pensat che data la mia forte motivazione,forse era meglio prenderla…

  10. il mio cane non mi guarda neanche in faccia, se cambio strada tirado da una pare tiene il muso per terra o al massimo davanti a se, se c’è il bocconcino guarda quello :(

  11. vorrei capire la posizione di fianco corretta che deve tenere il mio cane:
    è corretto se è al mio fianco per metà?
    oppure deve tenere la testa al mio fianco e quindi non leggermente avanzata come nel primo caso .Oppure non fa differenza?

  12. Da facebook ho visto che è stato tirato nuovamente fuori questo articolo! Lo avevo già letto naturalmente, ma rivederlo mi fa cadere nello sconforto perché mi riporta inevitabilmente in mente l’orrenda condotta da passeggiata del mio cane (samoiedo di 9 mesi circa). Tira e quasi si strozza da solo (ma credo non senta nulla) pur di stare davanti a me, e se nota un altro cane diventa un trattore perché vuole raggiungerlo (si inclina talmente tanto che le zampe a volte finiscono calpestate proprio da me, che proseguo dritta). E’ un cane molto intelligente ed obbediente finché si tratta di stare nei confini di casa, ma quando usciamo entra in uno stato mentale impenetrabile, NON c’è neanche UN metodo di distrazione che possa riportare la sua attenzione su di me (o chiunque altro) mentre è al guinzaglio. Davvero non so cosa fare, vorrei solo che ogni volta non restasse col fiato corto e la lingua a penzoloni perché ha tirato fino al punto di stancarsi! :(

    • Oddio.. Così mi fai preoccupare!
      Io ho un samoiedo di quasi tre mesi, e fa cose molto simili alle tue!
      Mi sbarra la strada, cerca di mordermi (io credo per finta, perchè nonostante tutto non ha mai affondato le zampe in nessuna occasione).. Ed una volta è arrivato a mettersi di fronte a me e mi ha abbaiato!

      Non fraintendete.. E’ davvero un cane bravo.. Abbaia pochissime volte, a casa è un angelo (proprio come il tuo, Moh) ma quando usciamo diventa un pazzo..

      Alcune volte ho solo due modi per riportarlo a casa:
      1. Prenderlo in braccio;
      2. Lasciare il guinzaglio (e quindi lasciarlo libero) ed andare verso casa.. Lui appena esco dalla visuale, mi ricorre.

      Ora proverò, da oggi, con questo metodo.. Speriamo che funzioni!

      • Hmm non so, date le sue reazioni, mi sembra un problema diverso. Loki non mi sbarra la strada, semplicemente vorrebbe andare avanti ad una velocità molto maggiore rispetto alla mia in passeggiata, e non ha mai simulato un morso (o morso davvero). Se lo lasciassi libero probabilmente continuerebbe indisturbato il giretto, preso da tutte le cose interessanti da annusare sul suo cammino.
        A parte l’andare “al passo” il problema principale è quando incontriamo altri cani: cerca in tutti i modi di avvicinarglisi e fare conoscenza, a prescindere dalla disponibilità di questi (che scodinzolino o che gli ringhino contro, lui vorrebbe precipitarglisi davanti). Purtroppo ancora non ho capito il perché di questa smania; poco prima dei 5 mesi (quando l’ho portato a casa) quasi non calcolava gli altri animali… Ora si strozzerebbe pur di raggiungerli!

        Strano che il tuo a meno di 3 mesi si dimostri quasi aggressivo se lo tenti di superare in passeggiata… Mi sembra molto giovane per questo tipo di atteggiamento! O_o

        • Anche il mio quando vede altri animali o persone cerca di avvicinarsi.. ma fortunatamente se vede che non mi muovo, se ne resta fermo limitandosi a guardarli!
          Comunque ho letto in giro che potrebbe essere per il desiderio di essere il capobranco, ossia vuole condurre lui l’intera passeggiata.. :\

  13. Dopo aver letto la prima volta questo articolo, io e Anakin ci siamo impegnati e le cose sono davvero migliorate. ‘Peccato’ però che vivo in un paese dove nelle rotonde delle strade abitano intere famiglie di lepri… una vera tentazione!

  14. Volevo chiedere se cambia qualcosa se invece del collare si usa la pettorina ad h. Inoltre il mio cocker in passeggiata nn si interessa minimamente di bocconcini o giochi, il suo unico scopo è annusare e correre (anche se attaccato al guinzaglio)
    Grazie per gli eventuali consigli

  15. uhm..help..
    Argomento: riabilitazione del cane adulto (Brutus, 8 anni) all’incorcio con altri cani al guinzaglio in passeggiata!
    Da quando ci siamo trasferiti fuori città, e Brutus ha cominciato ad andare a lavorare (in officina col mio compagno, facendo i suoi orari estremi), sono calate le occasioni di passeggiate cittadine..Ci facciamo corsette serali nel parchetto sotto casa, fra bambini e cani amici, in genere liberi, oppure passeggiate fra i campi..Nelle rare occasioni in cui si incontrino altri cani ho notato che Brutus, al guinzaglio, non riesce proprio più ad evitare di scattare ed abbaiare, impiccandosi come un forsennato. Basta un “no, seduto!” e mettersi in mezzo per riprendere il controllo, ma questo non funziona a livello preventivo..Quindi immaginate come sia preoccupata al pensiero di portarlo magari di nuovo per una passeggiata in centro..non oso più! Al primo abbaio (forse l’unico) si aprirebbero le acque del Mar Rosso, dato che Brutus è per le sciuremarie un pizbull gigante di 43 kg, mentre qualche cugino ha detto che sicurmanete ha del rotwailer dentro!!!
    La cosa curiosa, a livello etologico, è che Brutus è capace di socializzare con nuovi cani, di accoglierli nel suo giardino (anche maschi), e voi direte..ma certo “è il guinzaglio!! il contatto col padrone ecc..”, ma la cosa buffa è che lui si scaglia solo se l’altro cane è al guinzaglio, mentre se l’altro cane è libero, fa finta di nulla..da bravo codardo! Passeggia ignorandolo, anche se il “rivale” gli ringhia e lo minaccia oppure ci segue (nel qual caso ogni tanto si gira indietro preoccupato e poi mi guarda come dire “ci pensi tu, vero?”)
    Che posso fare per migliorare la cosa? Immagino il primo consiglio sia frequentare un campo..ma per motivi contingenti, la cosa non è possibile in questo momento..
    Io non credo si tratti di un problema di aggressività o gerarchico..mi piacerebbe anche capire le cause di questo comportamento..che ne dite?

  16. Sabato arriverà nella nostra famiglia una cucciola di due mesi e penso che rileggerò mille volte le tue indicazioni per insegnarle la passeggiata! Io vivo in campagna, ma porto spesso i miei cani in città e mi seguono nel tempo libero, così vorrei abituarla da subito alla passeggiata. Per me è un’esperienza nuova perché gli altri due cani sono arrivati a casa già adulti e quindi non so quanto mi potrà aiutare l’esperienza che ho avuto con loro.
    Intanto grazie!

  17. Ciao! Ho letto l’articolo e non posso fare a meno di pensare di avere davvero tanto lavoro da fare! Ho da sole due settimane un cucciolo di Setter Inglese di 3 mesi, ho già tentato più volte di insegnargli una condotta al guinzaglio, ma proprio non riesco a farlo rigare dritto! Appena usciamo dalla porta inizia a tirare come un pazzo e non serve a nulla lo “strattone correttivo” o il cambio di rotta…
    Mi piacerebbe molto insegnare al mio Oscar a camminare decentemente al guinzaglio ma ora ho paura di avergli già fatto capire il “modo sbagliato” per passeggiare.
    Inoltre vorrei chiedere se il metodo proposto nell’articolo segua la psicologia canina e dunque il rapporto capobranco-gregario. Se è giusto imporsi come capobranco con il proprio cane, come farlo anche nella passeggiata?

  18. Il mio cucciolo di boxer di due mesi e mezzo (Ippo), ha accettato subito il guinzaglio. A parte qualche leggittima curiosità, cammina alla sinistra guardandomi spesso stando al passo in maniera impeccabile. A volte però si siede di scatto. Non sembra per resistenza, perchè subito dopo, se diciamo “Vieni Ippo!” ricomincia a camminare baldanzoso.
    Dato che gli abbiamo insegnato il seduto, a volte capita che si sieda per far vedere quanto sia bravo anche senza comando (rimanendoci un po’ male per la nostra mancanza di attenzione). Può essere lo stesso motivo? Se non diciamo “vieni Ippo” ma lo tiriamo ha la stessa reazione baldanzosa perchè comunque non inchioda.
    Qual’è il modo più corretto di reagire? Guardarlo e richiamarlo o ignorarlo e tirarlo delicatamente? Perchè con la prima soluzione sembra quasi che si fermi apposta per essere richiamato ^^ (p.s. Usiamo raramente il rinforzo positivo dei croccantini, di solito son solo feste)

  19. GRAZIE VALERIA !!!DOPO VARI TENTATIVI SEMPRE MISERANTE FALLITI O CON RISULTATI APPROSSIMATIVI ABBIAMO COMINCIATO TUTTO DA CAPO CON IL TUO METODO E FUNZIONA! OGGI CAMMINAVA AL PIEDE ANCHE UN POCHINO DIETRO E CI TENGO A DIRLO COL CODINO BELLO DRITTO E PASSETTO REGOLARE,AVEVO LE LACRIME DALLA GIOIA :-) PERO’ HO UN DUBBIO ADESSO QUANDO CAMMINA BENE LE DICO BRAVAAAA E LE ALLUNGO UN BOCCONCINO E OGNI TANTO DURANTE LA PASSEGGIATA LO RIFACCIO MA DEVO SEMPRE RINFORZARE ? NEL SENSO DEVO ANDARE SEMPRE IN GIRO MODI DISTRIBUTORE DI CROCCHETTE O COL TEMPO BASTA DIRLE BRAVA? COSA PENSI DEL CLIKER POTREBBE AIUTARE? L’HO COMPERATO MA NON VORREI SBAGLIARE E NON OSO USARLO.

    • Il rinforzo più funzionale è quello variabile, quindi dato ogni tanto. Anziché andare in giro stile dispenser puoi andare in giro solo con “qualche” bocconcino :-). Il “bravaaa!” può anche bastare (e sarebbe molto bello che bastasse!) solo se il cane lo vive davvero come un premio: se per lei il rinforzo sociale è più gratificante del cibo…allora hai fatto uno splendido lavoro!
      Il clicker serve a far capire al cane il significato di un ordine: se lei l’ha già capito, diventa superfluo.

    • In riferimento all’uso del Cliker: ti sconsiglio caldamente l’uso “fai da te”.
      Rivolgiti ad un serio professionista che ti spieghi per filo e per segno come funziona dal punto di vista teorico e come va usato.
      In giro mi è capitato di vedere cose oscene e relative oscene affermazioni tipo “questo cane è troppo testone, con lui il cliker non funziona” (LOL!).

  20. … il mio problema è che durante la condotta non mi guarda! E in obedience è richiesto proprio che durante la prova il cane sia sempre in attenzione su di noi!
    Io non so più cosa inventarmi! Le ho provate tutte!
    Noi partiamo dalla posizione di base e lei mi guarda. Facciamo qualche passo avanti danto il comando piede ma lei guarda sempre dritto avanti a sè (sempre stando al passo) e dopo circa 5-6-7-8 passi alza la testa verso di me!
    Non riesco in alcun modo a farle alzare la testa prima!
    Qualche consiglio?
    Con lo strappettino non funziona molto in quanto capisce che deve fermarsi invece che guardarmi! E dopo mi va in confusione!
    Ho provato anche a cliccare mentre mi guarda in posizione base, non premiarla subito, fare un passo sperando che con l’attesa del premio mantenesse lo sguardo su di me ma… NISBA!!!!

    • A mali estremi, estremi rimedi…quindi, anche se non mi entusiasma (più)… luring? Bocconcino o pallina sotto l’ascella? Condizionamento al puro e semplice ordine “guardami”?
      Già provato tutto?

  21. Luring? What?!
    Per condizionamento se intendete mettere al piede il cane e poi in attenzione e premiare… si.
    Pallina o premio sotto l’ascella mi mancava ad essere sincera!
    Farò un tentativo…
    Credo che tenterò con una pallina! Ma poi come funziona? Se è stata brava la lascio giocare con la pallina e sospendo i lavori? O devo solo dargliela in bocca e chiederle di stare ferma?
    Io penso di aver provato tutto! Anche l’istruttore non sa veramente cosa propormi! E se non lo sa lui figuriamoci io!!!
    Secondo voi: se io metto il cane al piede, chiedo attenzione, partiamo, dopo 10 passi mi guarda quindi clicco e premio… ho qualche speranza con il tempo di ottenere il suo sguardo non dopo 10 passi ma dopo 9-8-7 e così via?

    • Uhm… se non sei abituata ad usare questi metodi, è un po’ complicato descriverteli da zero in un commento :-(… però ci provo.
      Allora, funziona così: prima si condiziona il cane a un gioco (pallina, salamotto, quello che già in partenza gli piace di più): condizionarlo significa che il gioco dev’essere il tramite principale del vostro rapporto, che in tutto quello che fate insieme appare ‘sto giochino, che il cane deve desiderare moltissimo perché sa che è il trait d’union fra voi due. Una volta che lo desidera con tutto se stesso, si cammina con il giochino tenuto in alto (sotto il mento, in mano all’altezza degli occhi, insomma nelle vicinanze della propria faccia) cosicché il cane lo guardi con somma aspettativa. Poi, gradualmente, lo si fa “sparire” (tenuto sotto l’ascella, in una tasca, insomma dove il cane non lo veda… ma sappia che c’è e che prima o poi arriverà).
      Si fanno prima due o tre passi, poi cinque, poi venti… bisogna essere bravi a concedere il giochino un attimo “prima” che il cane distolga l’attenzione (e qui il tuo cane devi conoscerlo tu, non posso dirti qual è il momento buono!). Il gioco dev’essere sempre interattivo, cioè tenuto da te e dal cane (la pallina, se di pallina si tratta, deve essere una di quelle con la corda attaccata): si gioca per qualche secondo, poi si ricomincia… e così via fino a che il cane tiene l’attenzione fissa su di te perché spera di veder apparire il gioco.
      Attenzione a non rendere la cosa troppo schematica: il premio funziona meglio quanto è variabile e non quando è certo. Quindi una volta premierai dopo pochi passi, una volta dopo molti e così via, in modo sempre diverso. E per ottenere questo risultato, metti da parte il clicker: non serve a nulla per questo esercizio.

      P.S.: “luring”, letteralmente, significa “adescamento”. Si parla di luring quando si usa un'”esca”, appunto, per ottenere il risultato voluto.

      • E’ tutto molto chiaro! Grazie! Credo che il mio istruttore non sarà molto d’accordo ma, come diceva prima… a mali estremi estremi rimedi!
        Proverò sicuramente con questo metodo sperando in un risultato migliore!
        Gentilissima! Grazie ancora!

        • Oh, se il tuo istruttore è contrario al luring… in linea di massima sono d’accordo con lui. Ma se non riesce a trovare altre soluzioni, si prova pure questa!

  22. Si sono d’accordo! Non ho molta alternativa credo!
    Ho provato anche a mettere il cane al piede, chiedere attenzione, cliccare e non premiare e partire subito con comando sperando che nell’attesa del premio mi guardasse ma… mi guarda dopo 10 passi!
    Anche in questo caso il mio istruttore non era d’accordo ma ho fatto il tentativo lo stesso!
    Ora provo con il sistema da voi suggerito e vediamo! Diversamente… forse saremo costretti ad abbandonare l’obedience!

  23. Molto interessante leggere delle vostre esperienze e dei consigli della redazione.Spesso per lavoro mi trovo a gestire cani molto testoni in passeggiata che tirano come autobus dai 40 kg in su.La mia strategia in questi casi e’ il cambio improvviso di direzione per fare in modo che il nostro amico peloso si trovi dietro di me e che io non diventi solo l’estremita’ del suo guinzaglio.La cosa più difficile e’ l’attenzione in questi casi anche con i bocconcini perche’ per certi cani che mi portano i clienti la gioia più grande è poter tirare quindi continuo a variare direzione finchè il nostro amico si accorge che ci sono anche io ,finchè non ho la sua attenzione e’ tutto molto difficile .Poi logicamente consiglio al cliente il sistema “guinzaglio teso non si va” e qualcuno sta cominciando a notare risultati.

    Un saluto

    Mauro

  24. Molto, molto interessante. Premessa ripetitiva, ma necessaria.
    Evito di fare nomi, ma mi sono trovato in una situazione imbarazzante.
    Il mio cucciolo di cinque mesi ha frequentato una Puppy Class, dovrei scrivere sta frequentando ma penso che interromperò.
    L’educatore mi ha mostrato il comando seduto chiamando il cane a me e poi guidandolo con la mano sinistra, munita di bocconcin, in modo che si posizioni al mi fianco sinistro e poi alzare leggermente il pugno e farlo sedere.
    Ho domandato come facesse a distinguere seduto di fronte a me e seduto accanto a me e mi ha risposto che l’unico seduto è quello accanto.
    Oa il mio cucciolo è andato un po’ in confusione perchè lo avevo già abituato con il seduto frontale, utilizzando il clicker e il risultato è stato molto buono perchè ormai risponde al seduto anche se non lo premio più per giorni.
    Che cosa ne pensate?

  25. Ciao,
    ho con me da circa un mese e mezzo una meticcia di 5 mesi; il problema in passeggiata non è che tira, ma che si fa tirare. E’ un’abitudine che ha preso recentemente e sicuramente è dovuta a qualche errore che ho fatto, perché all’inizio mi seguiva tranquilla e anche con una certa attenzione. Esegue bene il seduto, sta imparando il terra e il richiamo, per il quale la rinforzo con dei bocconcini perché fuori casa i giochi la interessano molto poco. Devo aver fatto qualcosa di sbagliato perché da un paio di settimane in passeggiata si “pianta” come un asinello. Non mostra paura, sta lì, seduta o in piedi, coda alta, con piglio tipo “ok, tira fuori un biscotto e allora se ne può parlare…” :-). Solo che se innesca il loop, di biscotti, per arrivare a casa, ce ne vogliono decine! Non ho ancora fatto veri e propri esercizi di condotta al piede, volevo prima capire se visto il “misunderstanding” posso procedere normalmente e sperare di correggere il comportamento o devo adottare cautele particolari. Tra un mese comincerò a frequentare delle lezioni ma prima di arrivare alla condotta forse ci vorrà un po’ e non vorrei peggiorare le cose. Grazie!!

  26. sembra facile il mio rott di 4 mesi prende in bocca la corda del guinzaglio e porta lui a spasso me

  27. Buongiorno!
    Ho letto l’articolo e i vari commenti. Il mio problema è con un cane già “grandicello”. Ha 10/11 mesi (non si sa con esattezza) è un lupoide di media taglia preso al canile. Purtroppo fino a 9 mesi è stato chiuso con altri cuccioli in gabbia con pochissimi contatti con le persone; poi è stato portato dalla Sicilia nel canile ,dove l’abbiamo preso, per un mese. Li veniva portato fuori una volta al giorno con la pettorina. è un cane molto socievole con persone ed altri cani ma purtroppo in questo primo mese non ha fatto altro che tirarci. So che è ancora presto e ci vorrà molto tempo ma è molto stressante per lui e per noi. In casa è molto tranquillo e coccolone ma quando esce è un altro cane! Viviamo vicino ad un bosco e le sue uscite (due volte la mattina, due volte il pomeriggio e una alla sera tutti i giorni) le fa principalmente lungo un sentiero. Lì non ha quasi più paura, anzi vorrebbe giocare, ma quando abbiamo tentato di portarlo in una zona verde (molto tranquilla,con passaggio inesistente di macchine) era terrorizzato!Ha paura di tutto ciò che non è “bosco”, ma anche nel bosco una tronco per terra lo fa scappare.Purtroppo quando è così agitato i bocconcini non funzionano e a volte anche in casa il metodo non è efficace. Noi vorremmo che non tirasse e che non avesse paura, così da poterlo portare in “ogni” posto. Il top sarebbe lasciarlo libero, ma purtroppo per ora la sua indole e la sua ricerca di libertà non ce lo consente. Ci sono quindi dei metodi magari diversi per cani che purtroppo da cuccioli non hanno avuto una educazione e che hanno timore del mondo che c’è fuori dalla cuccia? Grazie!!!

  28. Buonasera Valeria. Abbiamo uno splendido lagotto di un anno e mezzo. Intelligente e simpaticissimo. Diventando grande risponde sempre di più ai comandi, é ubbidiente ormai, soprattutto a mio marito, che ė il suo idolo…….da piccolo l’incubo era che scappava dal cancello ogni volta che si apriva, Ci Dev’essere Un Angelo Custode Per I Cuccioli, Perché é Un Miracolo Che Non Sia Finito Male. Comunque ora tutto bene….tranne la passeggiata!!!! Non é che corra poco il mio cane, abbiamo un giardino grande e inoltre lo portiamo a correre Libero Anche In Giro Appena Si Può, Eppure Appena Usciamo A Piedi Comincia A Tirare come un dannato, diventa faticosissimo……e lui si strangola, ha una forza pazzesca!! Pensi che siamo ancora in tempo per provare questo metodo?? Grazie, Francesca

  29. Buongiorno
    sulla passaggiata mi sfuggono due cose.
    – La tecnica utilizzata per il cucciolo può essere utilizzata anche per il cane adulto senza varianti?
    – Se sono in passeggiata, e distraggo il cane appena mostra interesse ad abbassare al testa per annusare, citandoti mi verrebbe da dire “ma che passegiata è?” Anche se non ho continuamente il contatto visivo, il cane non sta facendo quello che vuole senza tirare, sta “solo” camminando al mio fianco.
    Ho frainteso io il significato di passeggiata?
    Grazie e complimenti a tutti
    Andrea

    • Più o meno, sì: la tecnica è uguale per cuccioli e adulti. Variano i tempi di risposta, anche perché i cani già abituati ad avere certi atteggiamenti (per esempio: tirare) saranno più restii a cambiare modo di passeggiare.
      Per quanto riguarda la seconda domanda… per “insegnare” al cane a camminare al tuo fianco non gli si può permettere di annusare, distrarsi eccetera: deve stare concentrato su quello che gli stai insegnando, altrimenti non capirà mai quello che vuoi da lui. Una volta che ha imparato a camminare senza scapicollarsi, allora sarai tu a decidere quando si deve, appunto, camminare e basta e quando invece è libero di farsi gli affari suoi, annusare, guardarsi in giro , puntare le lucertole eccetera :-)
      L’importante è SEMPRE spiegare in modo chiaro al cane cosa vogliamo da lui: c’è una parola per camminare vicino (“Piede”, “Passo”, quello che vuoi) e c’è una parola che deve dirgli “ora fai pure quello che ti pare” (per esempio, “libero”).
      Dopodiché la passeggiata sarà “passeggiata” in versione libera, mentre quando ti servirà di camminare in fretta (perché stai attraversando una strada trafficata, per esempio) potrai usare l’ordine “passo” o “piede” e il cane saprà che in quel momento non deve fermarsi a sniffare in giro. I cani capiscono un SACCO di cose, se noi sappiamo spiegarci in modo chiaro.

  30. grazie come sempre! ho un dubbio da sempre: quando esco a passeggio con buddy (akita americano tre anni) per la prima parte della passeggiata ( dai 20 ai 40 minuti totale tre volte al giorno) lo lascio abbastanza libero di annusare, marcare, fissare malamente i gatti, fare gli agguati alle galline (no dai scherzo) ecc…. nella seconda parte faccio degli esercizi con lui (piede, seduto, aspetta, no guinzaglio, fermo, ecc) . Non è che siamo proprio bravi bravi, ma dai, tre volte su cinque ci vengon benino. Dovrei invece iniziare da subito con gli esercizietti? faccio cosi perchè mi pare che appena usciamo lui abbia molta energia da spendere e lo lascio sfogare. sbaglio?

  31. Ho un dubbio di carattere strettamente pratico. Dovendo portare il cane (un cucciolo di quattro mesi) a fare un po’ di moto, e non potendo farlo per lo piu’ diversamente che al guinzaglio (tranne qualche sgambata in area cani), sono costretto a farlo procedere liberamente, quindi consentendo che tiri gironzoli e annusi, se voglio farlo camminare un po’. Infatti, il metodo descritto – che cerco di applicare per brevi sessioni nell’arco della giornata – non consente di allontanarmi per piu’ di 30 metri dal cancello di casa a forza di inversioni, svolte, soste. Insomma al momento del tutto impraticabile anche solo per raggiungere l’aiuola piu’ vicina.
    In buona sostanza, se per circa 20-30 minuti nell’arco della giornata riesco a far esercitare il cane sulla passeggiata al guinzaglio, per 2-3 ore nel complesso sono costretto a farlo procedere liberamente, con la sensazione che invece di rinforzare il comportamento corretto, lo cancelli ogni volta.
    Sbaglio qualcosa? Dovrei piuttosto limitare drasticamente il percorso, ma insistere sul comportamento corretto finche’ il cane non se ne sia pienamente appropriato? E non si rischia che il cane si innervosisca per non riuscire ad andare da nessuna parte?

    • Buongiorno Valeria,

      Complimenti, ho letto moltissimi tuoi ariticoli e ti faccio i miei vivi complimenti. Io ho sempre avuto cani e più o meno sono sempre riuscito ad “addestrarli” per fare una vita assieme piacevole.

      Tra qualche giorno vado a prendere un cucciolo di Siberian Husky ed lo porterò a casa dove gia vive un Pastore australiano femmina. La mia domanda è quale è il metodo migliore per farli conoscere ?

      Poiu tutti mi hanno parlato che il Siberian è un cane molto difficile da fare andare al guinzaglio. Mi consigli il metodo da te sopraspiegato o mi consigli di fare degli accorgimenti ?

      Daq quando lo porto a casa quato deve passare prima ti poterlo abituare al collare e poi al guinzaglio ?

      grazie mille

      • Tempo zero! Dagli ovviamente il tempo di capire dov’è finito, chi siete, che fate eccetera… ma subito dopo (ergo, dopo due giorni al massimo) comincia ad educarlo. Io ci ho messo qualche annetto a capire una cosa fon-da-men-ta-le: un husky, se lo educhi/addestri entro i primi sei mesi, ti diventa quasi (“quasi”, eh… :-) ) un pastore tedesco: docile, obbediente, collaborativo. Se aspetti solo qualche settimana in più, comincia a prenderti a pernacchie!
        Per l’incontro con l’Aussie, incontro in campo neutro: e appena avranno fatto amicizia, a casa insieme.

        • Grazie mille per la celere risposta…

          Approfitto della Tua gentilezza per farti qualche altra domanda….

          Per il guinzaglio ho capito praticamente fin da subito utilizzo il metodo spiegato! Se dovessi avere dei problemi particolare Vi scrivo…

          Quindi ho capito che fin da subito appena lo porto a casa devio insegnarli velocemente il Suo nome e il comando NO ! Per isegnarli il comando NO hai dei suggerimenti ? ed successivamente portarlo fuori ed passare all’uso del guinzaglio…

          Invece mi puoi dare un consiglio su come educare il cucciolo a non sporcare in casa ma a fare i Suoi bisogni fuori ?

          Consigli generali su come educare un Siberian ?

          Preciso che io non vorro farli fare nessuna competizione sportiva o altro. Desidero solo aver un cane da compagnia ben educato con la possibilità di portarlo con me a passeggio al ristornate al bar ecc ed avere un cane educato e che non dia troppi problemi!

          Grazie davvero per l’aiuto!

          • Troppe domande :-). Come faccio a risponderti in un commento? Dovrei scrivere un libro!
            Prova a cercare nel motore di ricerca di questo sito: “C’è chi dice NO” (articolo sul NO, appunto) e “Cuccioli e pipì”: dovresti già trovare qualcosa di utile!

  32. Scusa se mi permetto ma perchè hai scelto questa razza se desideravi un tortellino da portare al ristorante, al bar, che dia pochi problemi?

  33. Cara Valeria,
    ti seguo da tempo, ho letto i tuoi articoli su questo argomento e non solo…ho letto libri, altri articoli e chi più ne ha più ne metta! Mi spiace chiederti consigli perché immagino tu sia oberata dalle richieste ma non so davvero più che fare, soffro di cervicale e ormai non riesco più a portare fuori il mio cane perché dopo sono dolori tremendi. Premessa: si tratta di un bouledogue francese di 15 kg, molto forte, adottato all’età di 4 anni (ora ne ha sette) senza essere socializzato né abituato al guinzaglio. Rispetto ai primi tempi, dopo un breve corso di addestramento le cose sono migliorate (almeno adesso cammina: all’inizio si piantava a terra e non si muoveva!) ma non riesco a farlo smettere di strattonarmi e fermarsi ad ogni passo per annusare (spesso tagliandomi la strada e facendomi inciampare!). Il bocconcino, quando è fuori casa, non gli interessa minimamente (al contrario in casa è fissato con il cibo…anche questo moooolto meno che all’inizio!).
    Sono convinta che io e/oi mio marito sbagliamo qualcosa nella condotta. Lui tiene il guinzaglio corto (dice che così non tira, ma mi sembra ovvio dato che è costantemente in trazione), io cerco di tenerlo un po’ più allentato perché non voglio tenerlo “tirato” (“tirato” per me significa “fermo” o “seduto” a seconda della direzione e del comando, e risponde abbastanza bene). Mi piacerebbe addestrarlo al richiamo senza guinzaglio, che come tu dici è importante, ma temo una zuffa con gli altri cani nelle aree di sgambamento: è un cane piuttosto prepotente anche se quando gli dice bene gli piace giocare, in più siamo a Bologna in centro, abbondano cani aggressivi con padroni idioti. Mi viene sempre tristezza quando vedo gli altri padroni che fanno giocare i loro cani liberamente, vorrei che anche lui potesse farlo! Sono convinta anch’io che abbia bisogno di correre e sfogarsi e che questo migliorerebbe la condotta oltre che il nostro rapporto, ma non mi sento per niente al sicuro. Non riesco a raggiungere ogni giorno aree in cui non ci siano altri cani.
    Scusami per il papiro..spero che tu abbia un consiglio per me!
    Grazie di cuore!

    Paola

    • L’unica cosa che posso dirti “a distanza” è che il guinzaglio corto insegna al cane a tirare. Per il resto, temo di non poterti essere utile con un commentino online: forse hai bisogno di fare ancora qualche lezione da un bravo educatore.

      • Grazie Valeria, non dovrei avere problemi a trovare educatori in zona, se ti venisse in mente qualche nominativo sarebbe ben accetto!
        Ciao!
        Paola

  34. “Si può dare il PIEDE in città e il FUSS in campo”: in questo e in altri casi, some per esempio il SEDUTO o TERRA, ha senso pensare che il cane sia in grado di collegare i diversi comandi alla correttezza formale dell’esecuzione, per esempio PIEDE = cammino al fianco, FUSS = condotta da gara, oppure TERRA = basta che sono giu’, PLATZ = “sfinge” perfetta?

  35. Buon Giorno Valeria,

    All’inizio del mese di Aprile ho preso un cucciolo di Siberian nato il 1 febbraio 2014 Quindi molto piccolo. Gli ho messo il collare e nessun problema poi con i metodi da te desritti fatto capire che del guinzaglio non doveva certo aver paura ma che voleva dire andiamo in giro.

    Le prime volte si fermava spesso ed per farlo venire dovevo chiamarlo e mostrarli crocchettina ecc… ora inizio ad avere il problema contrario il cane inizia a stare davanti e tirare quando inizia a fare cosi io mi fermo e cerco di richiamare il cane al mio fianco poi riparto ma immediatamente lui tira subito mi rifermo e cosi via :( poi se sente un cane abbaiare lui vuole correre via velocissimo e li se mi fermo e quindi il guinzaglio si tende lui cerca di liberarsi per correrre via…

    Volevo sapere se hai qualche cosiglio per aiutarmi nel non sbagliare e per ottenere risultati decenti…

    Grazie mille !

  36. la mia cagnetta in casa o all’interno di un recinto è il cane modello, mi segue, fa quello che le dico ecc… appena usciamo fuori e inizia vedere e sentire distrazioni è la fine, non c’è verso di attirare la sua attenzione, allora mi fermo, e lei si ferma, poi come accenno un passo eccola di nuovo che tira… 100 metri in mezz’ora…
    bruschi dietro front, biscottini, cibo…non le interessa niente…il vet dice che devo aspettare che maturi ma nel frattempo cercare di farle capire le cose

  37. Salve Valeria,
    sono una ragazza che ha concluso il corso di addestratore cinofilo ENCI lo scorso anno. Il mio insegnate mi ha fatto sempre lavorare con il guinzaglio (che veniva tolto successivamente all’insegnamento della condotta) perché il timore è che il cane possa scappare e non restare al fianco del conduttore. Ho letto nell’articolo che lei inizia a lavorare senza guinzaglio e lo aggiunge solo in seguito. Posso chiederle come gestisce un cane che non ha mai fatto lezioni di addestramento a non scappare e restare al fianco del conduttore? Oppure come fare per correggere il cane (leggasi strattonatina) se non si ha il guinzaglio?
    La ringrazio per la risposta

    • Momento… io lavoro senza guinzaglio “in campo”, non certo per strada! Se sono in ambienti non recintati e non sicuri, il guinzaglio ovviamente lo metto (e lo metto sempre, anche dopo che il cane è addestrato, perché non esiste MAI la certezza assoluta che non parta per qualche motivo).
      Le correzioni “a strattonatina” non le uso più da secoli.

      • La ringrazio per la risposta, avevo capito male, pensavo lavorasse senza guinzaglio anche fuori dal campo di addestramento.
        Mi permetto di farle un’altra domanda, per capire meglio: se il cane si allontana (nel campo di addestramento) e non ha ancora imparato il richiamo, come riesce a gestire la situazione senza guinzaglio? Le chiedo questo perché durante una delle prove pre-esame ad un mio compagno di corso è accaduto questo: il guinzaglio è scivolato dalla mano della conduttrice ed il cane è scappato, continuava a correre avanti e dietro per tutto il campo (recintato), ci sono voluti 10 minuti per riuscire a fermarlo. Questo magari è un caso limite, però potrebbe accadere, quindi le chiedo cosa avrei dovuto fare se fosse capitato a me? Consideri che durante il corso ho imparato a togliere il guinzaglio solamente nel momento in cui il cane imparava le condotte seguendo soltanto il movimento delle gambe del conduttore, spesso (se il caso lo richiedeva) dopo aver fatto una prova con guinzaglione.
        La ringrazio per la risposta

        • Se un cane scappa come un pazzo solo perché la conduttrice ha mollato il guinzaglio, vuol dire che non ha alcun rapporto con la sua umana: siccome noi lavoriamo prima di tutto sull’ingaggio, è difficile che possa succedere. Ma nel caso succeda… che corra pure, tanto il campo è recintato! Prima o poi si ferma :-)

          • In effetti il rapporto tra i due era inesistente, le ho fatto quella domanda perchè al corso ho imparato a lavorare il rapporto cane-padrone di pari passo con l’addestramento, per questo non riuscivo a capire. Ovviamente ora che so che lei lavora prima il rapporto con il padrone, mi è tutto più chiaro. La ringrazio

          • Troverei decisamente folle il contrario! Senza rapporto non può esistere alcuna educazione né alcun addestramento.

      • Ciao, vorrei delucidazioni sul perchè trovi scorretta la strattonatina. Per favore. Perchè è una delle cose che è risultata utile, imparata da un addestratore che stimo. E ora sono confusa.

        • Non è che la trovi “scorretta”: i colpetti sul collare – se di “colpetti” si tratta, e non di stirazzoni violenti – funzionano e non fanno alcun male al cane: oggi io preferisco altre soluzioni perché uso in generale un metodo diverso che mi soddisfa di più (e non te lo posso spiegare qui, perché è proprio “tutto” un metodo, non è fatto solo di “modalità con cui usare il guinzaglio”) e che non comprende strattonatine.

  38. Salve e complimeti per il suo lavoro, seguo da due mesi il suo sito, in pratica da quando ho preso il mio cucciolo di labrador. Il mio problema e’ perche’ in all’improvviso rallenta? Io lo tiro lui riprende a camminare e poi capita in un’altra strada rallenta e si ferma……. Ha paura di qualcosa? Sente un odore che lo spaventa,? Non so tra consigli di sculacciate( assurdo) e collari a strangolo( ha solo 5 mesi fatti oggi) non so io uso coccole e crocchette sbaglio?
    AIUTO!

    • Vanno benissimo le crocchette (per invitarlo, ovviamente, e non per “premiarlo”). Le sculacciate le darei a chi te le ha consigliate, il collare a strangolo non serve a niente se il cucciolo si impunta. Lo fanno tutti i cani giovani e ancora insicuri: un po’ perché magari interessati (e non necessariamente spaventati) da un odore, un po’ perché magari qualcosa veramente li inquieta. Un cane di cinque mesi deve semplicemente convincersi che stare al tuo fianco: a) è sicuro, b) è bello. Quindi usa i bocconcini per invitarlo a seguirti, ma usali anche per premiarlo quando cammina in modo corretto: e dagli il tempo di imparare!

  39. io invece ho il problema inverso…non vuole camminare!!!

    non tira ne nulla mi sta sempre dietro perché lentissimo :\ è pigro da morire e non cammina

    però se becchiamo altri cani cammina e gioca :\

    che consigli mi date ? ormai ha 9 mesi ma il problema è rimasto…

    grazie

  40. franco burigotto

    Salve, possiedo un labrador femmina di 3 anni ,dolcissima e attaccatissima ma decisamente vivace. Il guinzaglio lo sopporta molto bene (da sempre), ma passeggiare è un incubo.. Quotidianamente la porto a scorrazzare nel bosco(libera) e non mi perde mai di vista, ma è impossibile condurla al passo: tira come una forsennata e non ci sono bocconcini, strappetti o cambi di direzione che la facciano desistere. Quando era cucciola ho frequentato un corso di comportamento con un istruttore (10 lezioni) dove non abbiamo -io e il cane-imparato nulla, se non la pura teoria già letta su decine di manuali. Sono un pò demoralizzato , anche perchè ho già posseduto una labrador per 11 anni e con lei il rapporto è stato meno problematico. Dove sbaglio e soprattutto posso sperare di farla cambiare? Grazie, Franco

    • Buongiorno
      possiedo una piccolissima e bellissima maltesina di nome Amy.
      Amy ha poco più di 6 mesi ed è molto vivace e socievole sia con gli umani che con i suoi simili.
      Da circa un paio di settimane non apprezza più molto la passeggiata quotidiana: soprattutto al mattino e alla sera dopo pochi passi si siede e non vuole più proseguire. Provo ad attirare la sua attenzione sia con giochini che con premi in cibo ma molto spesso non serve a nulla, rimane ferma e spesso si distende a terra.
      Dopo alcuni minuti (a volte anche 5) riesco a convincerla a ripartire e prosegue la passeggiata tranquillamente ma alle volte invece non c’è verso.
      Se vede una persona che conosco o che le è “simpatica” oppure un altro peloso riprende a camminare e si dirige verso la nuova presenza però a volte poi si ferma di nuovo.
      Quando esco con la mia ragazza la cosa è più semplice perché uno dei due si allontana e la piccola riprende a camminare.

      Come posso fare per risolvere il problema?

      Grazie dell’aiuto.

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