Ho uno yorkshire toy” è sempre stata una della frasi-simbolo della “cuggineria” popolare in tema cinofilo.
Infatti solo i più sprovveduti credono ancora che lo yorkshire abbia taglie diverse: in realtà esiste un unico standard che prevede un peso massimo di 3,178 kg.
I cani più piccoli sono yorkshire piccoli (e non nani o toy), mentre quelli più grossi non sono “yorkshire giganti”, ma cani fuori taglia e fuori standard. Punto e basta.

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A sinistra: un cane venduto come “yorkshire toy”.
A destra, un vero Yorkshire Terrier: la Ch.Int. e GPE Millelune della Magica Luna. Ogni commento sul confronto sembra superfluo!

Purtroppo ciò che sembra semplicissimo sulla carta non lo è nella realtà dei fatti. Provate infatti a cercare “yorkshire toy” su un qualsiasi motore di ricerca…e verrete letteralmente “sotterrati” da annunci come questo:
“Allevo e dispongo cucciolate di: SPITZ piccolo bianchi e rossi; YORKSHIRE toy e nani, nero focati e acciaio. Cuccioli di circa 50/60/70 gg, maschi e femmine, sverminati e vaccinati, microcippati, con e senza pedigrèe”.

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Ale’! Con pedigree, senza pedigree, toy e nani, neri focati…e che altro? Sembrava che la fantasia dei cagnari non potesse esprimersi più di così. E invece, purtroppo, c’è riuscita.

Prima di andare oltre vorrei premettere che c’è una SOLA razza da compagnia in cui si trovano effettivamente diverse taglie: ed è il barbone.  Il suo Standard infatti distingue: grande mole (il cosiddetto “barbone gigante”), medio, nano e toy (o miniature).
Tutti gli altri cani da compagnia (yorkshire, maltesi, bolognesi, shih-tzu eccetera) hanno una sola taglia.
Purtroppo cagnari e negozianti si guardano bene dal fare riferimento allo Standard, visto che solitamente dispongono solo di cani atipici e fuori taglia: quindi rifilano impunemente ai clienti yorkshire toy, maltesi nani e shih-tzu giganti, facendoli passare per razze pregiatissime e ovviamente costosissime.
Il fatto è che ormai, per la fantasia popolare, cominciava a mancare una dote assai ricercata: la rarità!
Perché non ci vuole più nulla ad avere uno “yorkshire toy” o un “maltese nano”! Caspiterina…basta aprire una qualsiasi rivista o navigare in internet per sfogliare centinaia di annunci che non propongono praticamente altro!
Così la fantasia malata dei cagnari ha fatto il “salto di qualità”.

Un altro “vero” yorkie, in standard

E pochi giorni fa, nella sala d’attesa del mio veterinario, ho avuto l’onore di incontrare una signora che teneva in braccio qualcosa che a prima vista mi è sembrato un grosso topo a pelo lungo: focalizzando meglio lo sguardo ho deciso che no, non era un topo, ma un cane…insomma, “quasi” un cane.  Un piccolissimo meticcio con seri problemi di nanismo e di rachitismo. Non poteva pesare più di un chilo, presentava drammatici occhi a palla (irritati e arrossati) e aveva le zampe clamorosamente storte, per tacere della cifosi che lo faceva apparire ingobbito anche da sdraiato.
Se mai mi fosse nato un povero cucciolo malformato come quello, credo proprio che l’avrei soppresso alla nascita.
Ma prima che avessi il tempo di fare una gaffe clamorosa, perché era mia intenzione chiedere alla padrona se il tentativo di tenerlo in vita fosse un atto di pietoso coraggio, la signora aveva già notato il mio interesse per il top…pardon, cane. Ed era già partita in tromba con il pistolotto.
Visto che meraviglia?
Visto che piccolo? (embe’…sì…)
E poi la domanda da cento milioni di dollari: “Scommetto che non sa cos’è!”
Ora, trent’anni di esperienza cinofila non mi avranno insegnato moltissimo…ma una cosa l’ho imparata di certo: ho imparato a non rispondere MAI a una domanda come questa.
Perché se ti azzardi a rispondere quello che pensi davvero (e cioè: “certo che lo so: è un meticcio, o nelle migliori delle ipotesi uno yorkie dell’Est, malriuscito e affetto da grave nanismo”) ti sei fatto un nemico per la vita.
Anche in questo caso, quindi, non ho trovato di meglio che inalberare il classico sorriso ebete da “no, non lo so, non mi intendo AFFATTO di cani e aspetto solo che lei mi spieghi tutto” e tenere il becco chiuso (oltretutto ero lì con la mia gatta, e nulla poteva lasciare intendere che capissi qualcosa di cani).
Ho scoperto così che il top…pardon, cane aveva dieci mesi, pesava 950 grammi e apparteneva a una razza rarissima, di recente creazione. La signora l’aveva comprato in un negozio (ma va’? chi l’avrebbe mai detto) pagandolo millecinquecento euro (e qui ho avuto un momentaneo mancamento).
Ho scoperto che sì, era un po’ caro… ma ne valeva la pena, perché era un soggetto rarissimo (e due) e preziosissimo.
La suspence cresceva, ma con noi in sala d’aspetto c’era una terza persona: un signore che – a differenza di me – conosceva benissimo i cani, e che a quel punto intervenne: “Ma è uno yorkshire toy, no? Ce l’ha anche mia figlia!”
E finalmente l’orgogliosa proprietaria poté giocare la sua carta vincente: NOOOOO, non era un semplice yorkshire toy!
Scherziamo? Quelli ormai ce li hanno tutti! (con occhiatina di palese commiserazione al signore, e per estensione anche alla figlia).
Il SUO cane da millecinquecento euro era (rullo di tamburi) un teacup yorkshire!
Il cane che sta dentro una tazza da tè!
A quel punto stavo ormai facendo sforzi inumani per tenere la bocca chiusa e non esplodere… ma per fortuna in quel momento si aprì la porta dello studio e la signora entrò dal medico, lasciandomi a rimuginare da sola su questa nuova moda del cane miniaturizzato.
Quando arrivò il mio turno, prima ancora di tirar fuori la mia gatta dal trasportino domandai al veterinario cosa pensasse del cane che era appena uscito.
“Cosa vuoi che ne pensi? – mi rispose – E’ uno scherzo della natura!”
“Ma gliel’hai detto, alla padrona?”
Lui mi guardò con un sorrisetto ironico: “Io con questo lavoro ci campo. – rispose – Quanti clienti credi che avrei ancora, se dicessi a ognuno di loro cosa penso dei loro yorkshire nani, dei dobermann giganti e di tutto il resto? Tira fuori la gatta, va’”.
Tirai fuori la gatta.
Capisco anch’io quando è il momento di stare zitta.

Solo che…se la gente che sa qualcosa di cani, per quieto vivere, tace; se i veterinari tacciono per non perdere i clienti; e se il resto del mondo è composto da gente che “non” sa nulla di cani, quindi non ha idea dei problemi che si nascondono dietro a tutti questi cani pocket, teacup e affini… chi caspita glielo spiega, agli aspiranti acquirenti di cuccioli, che dove “piccolo” va bene, talora “piccolissimo” può significare guai?
Potrebbe dirglielo un Giudice, se mai approdassero al ring di un’esposizione: ma il 99% dei proprietari di cani, in expo, non ci andrà mai.
Quindi…che succede?
Succede che la signora di cui sopra se ne va felicemente in giro per il mondo presentando a tutti il suo teacup yorkshire come cane rarissimo e pregiatissimo…e invogliando altri neofiti disinformati ad imitarla nell’acquisto di topi malriusciti.
E infatti, un paio di mesi dopo l’incontro che vi ho raccontato, navigando in rete mi sono imbattuta in questo accorato appello:

TEACUP YORKSHIRE!?! Il GRIDO di tutti gli Allevatori, che amano e selezionano seriamente questa stupenda razza, e’ ormai un appello non ascoltato da troppa gente!
Chi per convenienza affaristica…chi per egocentrismo, chi perché desidera a fianco a sé non un cane, ma un giocattolo…avvalla sempre più questa distorta immagine di uno Yorkshire Terrier che addirittura ormai si vuole mettere dentro ad una TAZZA da THE!
Che fare per fermare tutto ciò?
Vi preghiamo di non fomentare ciò che distrugge una razza, portandola ad avere oltretutto gravi problemi di salute!
Vi prego ascoltateci, lo Yorkie è un cane bello solo se ben equilibrato nelle sue misure!
E poi 3Kg di cane…ma che cosa sono…non è forse già minuscolo?
Scommetto che pesa di più la borsa della vostra spesa, non e’ vero?
AIUTATECI, GRAZIE!

Chi ha scritto queste parole?
Un gruppo di allevatori.
E già immagino la reazione di chi penserà:“Ma certo! Gli allevatori fanno la guerra a questi splendidi cagnolini…perché devono vendere i loro!”
Ma non è questa la realtà.
Infatti, se i cani pocket, teacup e quant’altro fossero cani NORMALI e SANI… i Club di razza non avrebbero alcun problema a riconoscerli e ad inserirli nello Standard.
Che fastidio gli darebbe? Gli allevatori avrebbero una possibilità di vendita in più… e questo normalmente non dà proprio fastidio a nessuno.
Se i microcani NON sono riconosciuti, un motivo c’è: anzi, ce n’è una lunga serie, consistente in tutti i problemi di salute legati al nanismo.

Eccone un elenco:

– dentature deboli e incomplete (non c’è abbastanza spazio in bocca) e conseguenti problemi di alimentazione;
– occhi globosi, sporgenti, facilissimi ad infiammazioni e irritazioni e – per alcune razze – predisposti al distacco della retina;
– fontanella del cranio aperta anche nell’adulto, con conseguente estrema delicatezza del cranio stesso (in pratica il cane può morire cadendo da venti centimetri di altezza);
– schiene ingobbite (cifosi);
– zampe corte e storte
– rachitismo
– lussazione della rotula
– patologie cardiache
– shunt epatici
– epilessia
– difficoltà di monta per i maschi
– difficoltà di parto per le femmine, che richiedono quasi immancabilmente il cesareo: solo che anche operare un cane di queste dimensioni diventa un’impresa improba.

Perfino il carattere ne risente: forse proprio perché si sentono costantemente in pericolo, i cani troppo piccoli sono spesso nevrastenici, abbaioni e anche mordaci.

Serve altro?
Eppure tutto questo “sfacelo” non basta a tenere a bada un pubblico che sembra letteralmente “affamato di miniaturizzazione”: diversi allevatori mi hanno detto che se per caso provano a spiegare a un cliente in cerca di “teacup dogs” che in realtà va cercando guai, questo quasi si offende (oppure pensa che gli stai raccontando frottole solo perché NON HAI il cane che lui vorrebbe, e speri di rifilargli un “immane mostro” come un yorkie da tre chili).
Ma attenzione, non stiamo parlando solo di yorkshire: anzi!
La gente comincia a cercare anche i “beagle Elisabeth” (una sorta di “beagle nano” in voga ai tempi di Elisabetta I, il cui allevamento è stato abbandonato proprio perché portava problemi di salute).
E un’altra razza in cui impazza la “micromania” è (secondo rullo di tamburi…) lo stesso barbone!
Proprio la razza in cui la taglia “toy” esiste già, ed è già piccolissima: tanto che c’è stata una certa battaglia tra i cinofili per il suo riconoscimento, proprio perché si avevano seri dubbi sui possibili problemi di salute.
Oggi i toy, se ben allevati, sono cani esenti da problemi di nanismo… ma da qualche anno sono arrivati gli americani, decisi a fare di più e di meglio. Essi hanno suddiviso le taglie del barbone in:

toy – peso da 2,250 kg – 3,600 kg – alto dai 23 cm ai 28
tiny toy – da 1,800 kg a 2,250 kg alto fino a 23 cm
pocket – da 1,575 a 1,800 kg – alto 18- 22 cm
teacup – da 0,900 a 1,575 kg 16 18 cm.

Non contenti, gli americani hanno fatto anche una gran miscellanea di colori: rosso, cioccolato, crema, blu… ma anche barboni bicolori come il plantom (focato), il taxedo (con macchia bianca al petto), il parti-color (praticamente un barbone pezzato, tipo mucca).
Ma finché giocano con i colori, pazienza (a questo si è adeguata anche la Germania, riconoscendo il plantom che oggi si può vedere anche sui ring delle esposizioni tedesche): che invece si giochi con la salute… be’, mi preoccupa molto di più.
E i cani troppo piccoli hanno quasi immancabilmente i problemi di salute sopra elencati… a meno che non vengano allevati con estrema serietà ed esclusivamente a scopo selettivo, per non “perdere” la taglia dei toy.
E’ il caso di Stefania Bramani, da molti anni allevatrice di barboni nani e toy, che da qualche anno ha cominciato ad allevare anche i “sottotaglia”, che lei chiama “baby toy”.
E poiché è giusto dare subito la parola agli… accusati, riporto qui la nostra intervista:

Un “tiny” americano con segni di nanismo

D: Perché ha deciso di dedicarsi all’allevamento di cani così piccoli, visti i problemi di salute legati al nanismo?
R: Perché io in realtà non allevo nani patologici: lavoro su cani piccolissimi, sì, ma anche armonici e senza traccia di nanismo.
E’ molto difficile trovare soggetti con queste caratteristiche, e l’ho sperimentato sulla mia pelle: i primi “pocket” che ho acquistato in America non erano cani sani ed ho immediatamente abbandonato l’impresa.
Poi, però, ho trovato le linee di sangue giuste, e adesso vado orgogliosa dei miei “baby toy”.

Un bellissimo toy di Stefania Bramani

D: Ma che bisogno c’è di rimpicciolire ancora il barbone toy, che è “già” piccolissimo?
R: In realtà non ce ne sarebbe alcun bisogno: ma il fatto è che non è facile trovare toy che restino “davvero” toy!
In passato ho acquistato diversi cani, dai migliori allevatori (italiani e non): una volta finito lo sviluppo i presunti “toy” raggiungevano i 30 cm! Succede una volta, e passi: ma quando comincia a succedere due o tre volte, ci si scoraggia. Anche perché io non me la sento di farmi sostituire un cane dopo che ci ho vissuto insieme magari per sei o sette mesi: io ai miei cani voglio bene, non posso considerarli come paia di scarpe che se non vanno bene si cambiano.
D’altro canto…io sono piccola e amo le cose piccole: i toy mi piacciono molto più dei nani e ho sempre desiderato allevare questa taglia.
Ma non potevo neppure riempirmi la casa di cani troppo grandi!
Così ho cominciato a interessarmi alle linee americane di tiny-toy e pocket, e una volta identificati i cani di cui avevo bisogno ho cominciato ad usarli in un programma di allevamento molto mirato. Non li accoppio tra loro e non vendo femmine inferiori ai 23 cm. per la riproduzione, ma solo per compagnia. Scelgo accuratamente i clienti per essere sicura al cento per cento che nessuno “pasticci” con i miei cani. Insomma, faccio selezione nel vero senso della parola. Sui cani…e sui clienti.
E sono molto soddisfatta dei risultati che sto ottenendo, anche se so di essere molto contestata.

D: Lei, quindi, è una vera cinofila e non una “produttrice commerciale” di cuccioli. Ma non pensa di dare, in qualche modo, un “cattivo esempio”? Lei sa che i suoi cuccioli sono tipicissimi, sanissimi, controllatissimi.Se però, anche grazie ai suoi cani, si diffonde la moda del barbone “micro” e lei non è in grado di coprire tutte le richieste, visto che produce pochi cuccioli all’anno…dove pensa che andrà, la gente, a cercare i minicani?
R: Sì, è probabile che vada in negozio…o dovunque trovi cuccioli molto piccoli, senza badare alla qualità.
Ma è anche vero che io non posso e non voglio sentirmi responsabile dell’impreparazione cinofila di queste persone.
I mezzi per tutelarsi ci sono tutti: ci sono mille modi per informarsi prima di acquistare un cane, e soprattutto c’è il modo per tutelarsi dalle truffe dei negozianti. Basterebbe chiedere lo scontrino fiscale!
Invece i negozi te lo fanno se acquisti una ciotolina di plastica, ma MAI per un cucciolo. Perché la gente deve essere così cieca da non accorgersi che c’è sotto qualcosa?
Come allevatrice io rispondo dei miei cuccioli al cento per cento: se sbaglio, sono io a correre ai ripari. E lo ritengo un mio preciso dovere.
Perché, lavorando seriamente, dovrei sentirmi in colpa se qualcuno si lascia infinocchiare da persone che invece serie non sono?

Molto diversa la posizione di Pasquale D’Angelo, allevatore di barboni toy e yorkshire, che si dice “molto preoccupato” da questa tendenza alla miniaturizzazione: “Finirà sicuramente per nuocere alla razza”, esordisce infatti.

D: Perché ne è così convinto?
R: Perché il barbone toy esiste solo da una ventina d’anni: prima di allora anche questa taglia era osteggiata, visto che spesso presentava fenomeni di nanismo. Ora, questo potrebbe far pensare che come si è riusciti a stabilizzare il toy rendendolo sano, corretto e armonioso, allora si potrebbe riuscire a ottenere lo stesso risultato con i mini-toy, i supermini toy e così via.
Invece io non lo credo affatto, perché ci sono dei limiti e la scienza non è ancora così avanzata da poter forzare la natura oltre questi limiti. Quella che bisognerebbe avere è l’umiltà di riconoscerli, invece di essere tanto presuntuosi che ritenere che tutto ci sia possibile con la selezione.
La verità è che in questi vent’anni ancora non abbiamo “davvero” stabilizzato neppure il toy, tant’è vero che i cani ideali, da 24-25 cm., non nascono ad ogni cucciolata. A volte salta fuori quello da 30 cm., altre volte quello da venti.
Ci stiamo ancora muovendo su un terreno molto delicato, e prima di pensare ad andare oltre credo che almeno dovremmo arrivare “davvero” allo scopo di fissare la taglia toy.

D: Un’allevatrice mi ha detto però che il suo scopo, utilizzando i tiny-toy, è proprio quello di fissare la taglia dei toy “normali”: infatti, al momento, capita troppo spesso che i presunti toy poi si rivelino nani. Cosa ne pensa?
R: Non credo che sia la strada giusta, per due motivi: uno cinotecnico e uno, diciamo così, commerciale.
Dal punto di vista cinotecnico è ormai più che assodato che accoppiando due estremi non si ottiene una media: metà dei soggetti tenderanno a un estremo e l’altra metà all’altro. Quindi se accoppio una femmina di 30 cm e un maschio di 20 non avrò tutti cuccioli alti 25 cm.: metà saranno piccoli come il padre e metà grandi come la madre.
Questo in teoria.
In realtà, così come può anche capitare che nasca il cucciolo di 25 cm, è assai probabile (anzi, è più probabile) che ne nasca qualcuno di 32…e qualcuno di 18. Solo che il cane alto 32 cm. non sarà un toy, bensì un nano: e la cosa finisce qui. Invece sappiamo tutti benissimo che il cane alto 18 cm è già di per sé a rischio di nanismo: ma ammettiamo che invece sia perfetto morfologicamente. Questo inviterebbe senz’altro a usarlo in riproduzione, e i suoi figli tenderebbe ancora verso il basso…fino a manifestare i problemi legati al nanismo.

D: Quindi lei non userebbe mai un cane sotto i 25 cm?
R: Non lo userei… e non lo uso! Per la femmina è impensabile, visto che i problemi di parto sono quasi garantiti: ma non uso neanche il maschio, perché non voglio mettere al mondo soggetti che rischiano di… piacere, e di attrarre il pubblico su una strada sbagliata.
Questo mi porta al discorso commerciale a cui ho accennato prima: un allevatore, secondo me, non ha solo il compito di produrre cani in Standard, capaci di vincere le esposizioni. Questo è solo un lato della cinofilia, che però interessa un numero limitatissimo di persone.
Io credo che su mille possessori di barboni (o di yorkie), in esposizione ce ne vada UNO.
E con gli altri, che facciamo? Li ignoriamo, chiudendoci nella nostra torre d’avorio di “più bravi di tutti”?
Non credo proprio che in questo modo si faccia il bene della “razza” nel suo insieme. La razza è fatta anche dai cani dei privati, che magari passano tutta la vita sul divano di casa senza mai vedere un’esposizione. Però questi cani, molto spesso, fanno cuccioli!
Ecco perché io credo che il compito degli allevatori (e dei Club) sia anche quello di avvicinare alle razze il grande pubblico, mostrandogli la strada giusta da percorrere, spiegandogli quali sono i cani “giusti” ed evitando così che dilaghino mode deleterie per le razze.
Perché pensate che lo yorkshire, negli ultimi anni, abbia subito un calo di iscrizioni così vistoso?
Proprio perché, intanto che gli allevatori portavano in esposizione cani bellissimi e correttissimi, i privati prendevano tutt’altra strada.
Si diffondeva la convinzione che esistessero diverse taglie, diversi colori e così via: il cane era “di moda” e si vendeva bene tutto ciò che si poteva anche solo vagamente assimilare alla parola “yorkshire”.
Ma quando la gente comincia a comprare cani malati, cani atipici e soprattutto cani con un carattere completamente diverso da quello previsto dallo Standard…finisce per esserci anche una disaffezione verso la razza.
Lo Yorkshire è un terrier: un cane coraggioso e pieno di temperamento, ma anche equilibrato e dai nervi saldissimi.
Non è certo isterico, abbaione, “skizzato” come la stragrande maggioranza di quelli che si vedono in mano ai privati.
E se è vero che il proprietario medio può non accorgersi mai di aver comprato un cane atipico…se ha comprato un cane nevrotico se ne accorge eccome! E non farà certo una buona pubblicità alla razza.

D: Secondo lei cosa si può fare per arginare il fenomeno dei “cani di moda”?
R: Io credo che dovrebbe intervenire innanzitutto il Club: ma non limitandosi a rivolgersi alla ristretta “elite” dei Soci, perché quelli sono già, nella stragrande maggioranza dei casi, cinofili informati.
Quello a cui bisogna arrivare è il grande pubblico: quello a cui magari non importa nulla della cinotecnia…ma che – ci piaccia o meno – mette anche al mondo decine di migliaia di cani.
Allevatori e Club dovrebbero lavorare insieme e fare prima di tutto una vera opera di informazione. Piace il cane minuscolo, la gente cerca il cane minuscolo? Non chiudiamoci nella torre d’avorio tra “spiriti eletti” che continuano a fare cani in Standard, ma scendiamo tra la gente comune e spieghiamole perché il cane troppo piccolo è a rischio di patologie. Non mi illudo che questo possa risolvere completamente il problema delle produzioni incontrollate…ma sono sicuro che un pubblico informato sarebbe una preda assai meno facile per cagnari, importatori dall’Est e tutto ciò che gira intorno al fenomeno delle “mode” cinofile, mettendo a rischio le razze che amiamo.

ALCUNE DELLE RAZZE CHE NON ESISTONO, MA CHE IN TANTI VENDONO:

Yorkshire nano, toy, pocket, teacup
Maltese nano
Chihuahua nano (!!!), chihuahua toy
Shih-tzu nano
Barbone pocket, barbone teacup (esistono invece come taglie riconosciute il barbone nano e il barbone toy)
Pinscher toy  (esiste invece, come razza riconosciuta, il pinscher nano)

 

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36 Commenti

  1. dopo aver letto questo sono ancora piu favorevole al fatto che i negozi non debbano vendere animali vivi! di nessun genere!inoltre questa mania dei toy sta praticamnte distruggioendo tutte le razze, sopratutto in italia dove sono fissatissimi con i toy… basta vedere lo scempio fatto dagli allevatori italiani di cani shetland e metterli al confronto con vari cani shettland americani o tedeschi, per non parlare del fatto che ora la gente si sta muovendo pure con gli asutralian sheppard (che spesso nascono sotto taglia) a farli passare per varianti toy… disgustato davvero…

  2. E vogliamo parlare dei Jack Russell Terrier Toy? Ne ho sentiti un’infinità. Che poi non sono altro che meticci Jack-Chihuahua A dir poco grotteschi se non addirittura mostruosi poveri

    • @Elena: vero! I Jack Russell “toy” stanno dilagando insieme ai maltesi toy, ai bolognesi toy e financo ai chihuahua toy, che son proprio il massimo della deficienza umana! Io chiedevo sempre se il chihuahua toy volessero attaccarlo al portachiavi… ora non lo chiedo più, perché i giapponesi hanno inventato davvero i portachiavi con le bestioline vive dentro (vive, ovviamente, per poco…): non sono cani, ma pesciolini, lucertoline o tartarughine… ma la cosa fa rabbrividire ugualmente: e al cane, se andiamo avanti così, temo che ci arriveremo 🙁

  3. quello che non è chiaro è perchè la gente si indigni al pagare 1500euro da un buon allevatore per un buon cane, sano e tipico e invece ne spenda magari il doppio in un negozio per comprare un meticcio malato! deve essere la Regina delle Truffe, questa

  4. Mamma mia sono sconcertata! Io ho due Cavalier King Charles Spaniel acquistati in un allevamento a Ventimiglia,non faccio il nome ma sicuramente chi conosce questa razza avrà già intuito quale sia.L’altro giorno ero con loro dal veterinario per fare il richiamo anti rabbia ed è entrata una tizia con un “coso”che a mio parere sembrava una lumaca senza guscio.Guarda malissimo i miei cani e mi dice: “Ma sono Cavalier King?” Io le rispondo che si,sono Cavalier.Lei leva la copertina da quel lombrico e mi kmostra il suo.Ho soffocato un grido a stento. Era brutto,strabico,con chiazze di pelo mancanti e palesemente rachitico. La befana guarda con schifo i miei cani dicendo: “Io ho scelto il Cavalier Toy.L’ho comprato in negozio e ora lo faccio visitare perchè non sta bene!Ma quelli sono troppo grossi,dove me li metterei??Ho speso quasi 2.000 euro ma guarda che capolavoro.Mica quei mostri lì” (N.B. Il maschio pesa 7 kg e la femmina 4.8) Io scuoto la testa con un sorriso amaro e la tizia entra.Quando esce la trovo in lacrime.Il suo cane ha il cimurro…..Non aggiungo più nulla…..

  5. tra qualche giorno ci nasce la nostra Zoe, cucciola di rottweiler, ma se lo sapevo aspettavo il Rottweiler toy per prenderla così non dovevo cambiare macchina!!! 🙂

  6. Valeria, l’ultima che ho sentito e, ahimé, visto è il kanichen toy. Io li avevo scambiati per cuccioli di kanichen bruttini ma mi è stato risposto che erano invece due esemplari adulti (di due e tre anni). Erano davvero impressionanti: cortissimi sugli arti, con il torace che sfiorava il terreno, con le zampe talmente storte che facevano fatica a camminare… guarda io amo moltissimo i bassotti (già il nano per me è minuscolo!) e vederli ridotti in quello stato mi faceva male al cuore. Chloe a confronto di quei due cagnolini sembrava un rottweiler e infatti la signora mi ha fatto notare gentilmente che avevo un bassotto fuori standard perché troppo alta e grossa e probabilmente mi avevano fregato vendendomi un incrocio (e qui se non fosse stato per mio marito le avrei tatuato lo standard del bassotto in fronte e subito sotto il pedigree di Chloe). Purtroppo in giro si vedono sempre più bassotti massacrati: zampe cortissime con toraci che sfiorano il terreno, ingobbiti, con le orecchie piccole (il bassotto ha due palette morbidissime ai lati della testa che vanno a sfiorare il collo, fate conto che quando corre sembra Dumbo in fase di rullaggio)e il muso corto…
    Io credo che i cani siano belli così come sono. Se si vuole il cane che ti sta in tasca ci si compra un peluche.
    Ah, l’ultima che ho sentito in giro, ma l’ho captata in una discussione tra sciuremarie al parchetto sotto casa, è che stanno cominciando a girare le minitaglie anche per i gatti. Mi auguro che sia solo una leggenda metropolitana che le sciure si tramandano.

  7. Ma io mi chiedo,ma tutti quelli che ancora vanno a comprare cani nei negozi di animali ma dove vivono?Ma non sentono le notizie al telegiornale o non leggono o si informano su internet che la maggior parte di questi cani non sono sani e tantomeno di razza.Ma andate a comprare un cucciolo in allevamento o altrimenti al canile che è pieno di cani abbandonati che hanno bisogno di affetto e si trovano anche cuccioli,le vie di mezzo non esistono o allevamento o canile.

  8. ma siamo sempre alle solite, pagare fior di quattrini in negozi che non garantiscono nulla (genitori, provenienza, etc) va bene, gli allevamenti (ma quelli seri) no perché “c vogliono guadagnare”. E c’è troppa disinformazione su cosa è veramente toy e cosa no. Gli strumenti per informarsi ci sono tutti, è la voglia che manca. Un cani miniaturizzato fa sicuro più moda di un cane normale. Non me la prendo con i cagnetti, che per carità, poveri loro, ma su chi vuole lucrare e allo stesso tempo disinformare.

  9. Valentina, come hai fatto a non rispondere a quell’ignorante che ha offeso i cuccioli dei signori Condò? ma stiamo scherzando? anche a me è successo di aver ricevuto offese sulla mia cavalier ritenuta grassa e brutta a confronto del fantomatico e pregiatissimo cavalier varietà toy!!! a me viene il sangue marcio, e inevitabilmente passo per super maleducata cafona che offende i cuccioli perché in realtà è il suo cane brutto..anche adesso a ripensarci ho un travaso di bile..giusto ieri per strada una ragazzetta truzza indica la mia (galateo: le scimmie indicano, non le persone) dicendo: come la mia!, ma la mia è la metà (allora è rachitica di sicuro), quella è grassa(facciamo agility e non ha un filo di grasso), la mia è più bella!!! ma devo andare in giro a mollare ceffoni??????

    • Ecco,vedo che ci intendiamo alla perfezione!!! Io sono stata zitta per non creare polemiche,che già in quattro anni che possiedo il maschietto ne ho avute a centinaia.Soprattutto quando mi facevano notare che la femmina ha “le orecchie corte” ed è “troppo piccola,sembra una rachitica”,quando in giro si vedono degli obbrobri che non sto qui ad elencare.Una volta ne ho vista una completamente spelacchiata e sfatta che perdeva muco verde dagli occhi e la padrona mi ha detto che era in calore…. Io sapevo che il calore era diverso….Ma chi sono io per giudicare? -.-‘

  10. ma volete cani più piccoli dei york o di chihuahua? ma esistono già..si chiamano criceti..anche lì nella varietà grande: criceto dorato, media: criceto russo, mini: criceto roborowsky(non mi ricordo come si scrive, forse ho sbagliato). e nell’ultimo caso arrivate a pochi grammi..poi ancora schifati potete prendere dei bei bagarozzi e infiocchettarli e profumarli tutti applicando loro un bel collarino tempestato di diamanti che fa tanto la sua porca figura come addosso al vostro cane-larva-mostro.

  11. la mia Margot ha mamma pincher e papà chihuahua…entrambe sui 3kg più o meno…un giorno incontro una ragazza con un chihuahua…e mi chiede il peso di Margot che non aveva ancora 3 mesi e già pesava 1.4 kg….mi ha guardata quasi con compassione e anche un pò schifata…io avrò pure un cane fuori standard…ma lei un topo peloso in una borsetta leopardata!! i toy i mini toy sono cani malati…nanismo e rachitismo…spendere 1000 e passa euro per un cane malato…mah!!! lo preferisco fuori standard!!

  12. Mi sono sempre chiesta…ma su tutte le razze che ci sono , per tutti i gusti, di tutte le taglie e colori….come mai le ” signore” scelgono sempre questi cagnolini senza “peso”….perché le “VERE” donne non vanno MAI a comprare un bel levriero afgano( un vero cane da urlo), un bel alano( ma quello ” vero”) dico anche un BEL setter inglese( ma sempre quello vero…quello che non piace ai cacciatori, ma che piace alle donne di tutto il mondo)….mah….

  13. invece per i pitbull + passano gli anni + grossi diventano gli esemplari (si intende quelli visti a passeggio x strada, cioè 99% non VERI American Pitbull Terrier con pedigree ADBA o UKC anche se il VERO pitbullo è ADBA e sarebbe pure un po’ + piccolo dello standard odierno in media), e spesso diventano pure sempre + tozzi con teste sempre + larghe tanto da sembrare a volte degli staffy sovradimensionati di 45kg (idem se non ancora peggio a guardare le foto degli allevatori autoreferenziati made uin USA che sembra che ogni allevatore abbia uno standard tutto suo a parte i VERI allevatori che allevano veri pitbulli)…chissà se prima o poi dopo il bull terrier miniature qualcuno creerà pure il pitbullo miniaturuzzato (ma credo di no perchè chi alleva pitbulli a caso o x soldi vuole soddisfare i tamarri che vogliono il kanekattivo e quindi grosso e tozzo anche se con il torace a botte e le zampe storte non è che sia molto funzionale a fare qualcosa se non incutere paura x via degli articoli di giornale…peccato che in realtà i pitbulli non siano cani da difesa ne da tantomeno guardia)..

  14. anche nel settore degli acquari dilaga la mania delle vasche bonsai, perché le case sono sempre più piccole e non tutti ci possono piazzare dentro una vasca di un metro di lunghezza.
    Però poi si vanno a ricercare sempre i soliti pesci che in vasche da 20 cm proprio non ci possono stare, se arrivano all’età adulta, primi fra tutti i poveri bistrattati scalari (pterophyllum scalare) che possono vivere anche dieci anni.
    I pesci che si vedono nei negozi sono tutti poco più che avannotti, ma ciclicamente si presenta ancora gente che giura che il suo è uno scalare nano, di quelli che non crescono.

  15. beh..io ho una toelettatura…a volte taccio, altre no e a volte qlc cliente guarda il proprio gioiello poi me e dice mestamente “ho preso una fregatura vero?”; ma solitamente non succede mai nei casi ecclatanti…come qll della “Signora col Cane Scimmia”, così soprannominato x lo sguardo umano e profondo ( leggi incrocio tra Yorky, Barbone nano, Bolognese ed erba cipollina)

  16. Il punto è che c’è un sacco di gente che vede toy da qualsiasi parte, la trovo inquietante come cosa. L’altro giorno ero al parco con la mia cucciola di Jack di 5 mesi, passa una signora e, con una faccia tutta contenta da “Oh ma i cani toy esistono anche di questa razza” mi chiede: “Ma è un Jack Russel nano?” … No! è un cucciolo, cavolo, un cucciolo! ._.

  17. L’anno scorso in vacanza in Toscana, siamo seduti al tavolo di una pizzeria all’aperto; ad un certo punto passa un ragazzino con in mano (…sì, lo teneva in un palmo…)un…cosino marrone spelacchiato, lingua penzoloni da un lato. Peso specifico, boh, mezzo chilo? Mio marito ci fa la sua solita figura: “Oh, poverino…vabbe’, dai, adesso ha le zampine storte, gli occhi fuori, la gobba…ma vedrai che quando cresce diventa bellissimo!!” Il ragazzino, offesissimo ” Il mio cane ha due anni…”
    o___O

  18. Io con la mia cucciola di papillon di 5 mesi per 2,4 kg vengo continuamente fermata da persone che mi chiedono se cresce ancora molto!
    Sono tutti preoccupati che il cane rimanga il più piccolo possibile!

  19. Ma poi… perché non prendersi un furetto se hai la fissa per l animale piccolo ma interattivo?te lo puoi pure portare in giro con la pettorina… è fa pipi nella lettiera…. beh quello quasi sempre ☺

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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