di VALERIA ROSSI – “I cani non si comprano“! Perché sono esseri viventi e non oggetti, perché non si dovrebbe neppure pensare ad acquistare un cane “con tutti quelli che muoiono nei canili“, perché “chi ama gli animali sul serio se ne frega della razza e adotta quelli che ne hanno più bisogno“.
Ha senso, questo discorso?
E ha senso che animalisti e allevatori litighino, si scannino e si prendano quotidianamente per il collo (almeno metaforicamente, su Facebook e dintorni), insultandosi reciprocamente?
Proviamo a fare un po’ di chiarezza e cominciamo col dire che scannarsi sul modo giusto di amare gli animali in generale, e i cani in particolare, fa solo il gioco di chi sugli animali ci specula.
E a  speculare, purtroppo, sono in tanti:  partendo dagli pseudoallevatori che in realtà sono cagnari o “canivendoli”, ed arrivando agli altrettanto “pseudo” animalisti che si arricchiscono chiedendo la carità per i poveri cagnolini abbandonati (o gestendo canili lager) e che poi si fanno le ville, mentre i cani vivono a pane e acqua (quando va bene).
Perché si fa il loro gioco?
E’ molto semplice: prendiamo una qualsiasi Sciuramaria che ha visto “il cane della pubblicità del telefono” e se ne è innamorata. Così, a prima vista, senza sapere neanche che cane è.
Cosa farà?
Partirà alla ricerca di quel cane lì, e solo di quel cane lì: e girerà tanto finché non ne troverà uno che, almeno ai suoi occhi, sia proprio uguale a quello.
Ora, mettiamo che la Sciuramaria legga l’appello di un animalista che decreta che  “i cani non si comprano”.
A quel punto, come pensate che reagisca?
Credete, per caso, che si chieda anche solo per un secondo che tipo di cane è quello della pubblicità?  Che si domandi anche solo vagamente se sarà mai in grado di gestire un cane con quelle caratteristiche?
Pensate forse che dica a se stessa:  “E’ vero, sono proprio una deficiente, non ho alcun bisogno di un cane come quello”?  Che arrivi a capire che a lei, dopotutto, serve solo un amico, un compagno… e che le doti di un cane di razza con lei sarebbero probabilmente sprecate, mentre ciò di cui ha bisogno può trovarlo benissimo in qualsiasi canile?
Bene: scordatevelo!
Se vi siete illusi che la Sciuramaria ragioni così, significa che non avete capito un accidenti della razza umana. Magari conoscerete i cani, ma gli umani proprio no!
La Sciuramaria penserà qualcosa di questo tipo:  “Uhhhh… ma hanno proprio ragione, gli animalisti! Ho telefonato a un allevatore che alleva i cani del telefono e mi ha chiesto millecinquecento euro! E’ proprio vero, gli allevatori sono dei disgraziati! Sono tutti dei ladri! Meno male che la settimana prossima c’è la Fiera del cucciolo al mio paese, almeno il cane lo compro lì! Che la sorella della cugina della zia del mio parrucchiere, che di cani se ne capisce, ne ha preso uno lì l’anno scorso e l’ha pagato solo trecento euro!”.
E andrà a comprarsi un cane che a lei sembra di razza, ma non lo è: che magari ha qualche bella tara ereditaria. Che non ha mai visto una vaccinazione e che potrebbe ammalarsi e morire a pochi giorni dall’acquisto.

Ma non è finita qui. Perché  una volta che si sarà comprata il suo cane dell’Est alla fiera del cucciolo, sempre che il cucciolo riesca a crescere senza ammalarsi e/o morire prima, la Sciuramaria scoprirà improvvisamente che il cane fa la pipì, che va portato fuori anche quando piove, che non si raccoglie da solo le cacche (lei ci sperava), che se gli viene mal di pancia vomita sul tappeto e non corre nel bagno a sentirsi male in privato e dignitosamente.
Magari, se si è comprata proprio “il cane del telefono”,  scopre anche che è un border collie e che ha un bisogno sfrenato di correre, di lavorare e di giocare, mentre lei sperava di tenerselo tutto il giorno sul divano.
Se invece “il telefono” era un altro, potrebbe scoprire che un Dogue de Bordeaux mangia cinque euro buoni di cibo al giorno, dissipandole la pensione.
A quel punto la Sciuramaria penserà: “Porca miseria, ma che fregatura che è ‘sto cane (non lei, sia chiaro: il CANE. I proprietari inadeguati, ignoranti e imbecilli danno SEMPRE e SOLO la colpa al cane, quando non riescono a gestirlo). Meno male che ci sono quegli animalisti tanto bravi che se lo prendono di sicuro e lo danno a qualcun altro”.
Dopodiché telefona al rifugio, chiede se  può portargli il cane: e regolarmente si sente rispondere che non c’è posto, che ne hanno già millemila, che lei in fondo ha da piazzarne UNO, mentre loro devono sistemarne una marea. Quindi, perché non si sforza di trovare LEI un nuovo padrone al suo ex beniamino?
Il ragionamento non fa una grinza, ovviamente. Ma le grinze, la Sciuramaria, ce l’ha nella testa.
Dal momento in cui ha deciso che “il cane della pubblicità” (che oltretutto è proprio una bidonata, perché non risponde neanche al telefono!) è diventato un peso e non più un piacere, DEVE assolutamente levarselo dai piedi in un massimo di dodici ore.
Quindi fa un paio di telefonate agli amici (che cortesemente declinano l’offerta di beccarsi un cane adulto, di dubbie origini e probabilmente anche maleducato), decide che “non c’è altro da fare” e, a seconda del suo grado di stronzaggine, può decidere di:
a) legarlo fuori dal rifugio che l’ha rifiutato (“tanto, dove si mangia in millemila si mangia in millemila e uno”);
b) mollarlo per strada (“tanto è bello, è simpatico, qualcuno se lo piglierà di sicuro”);
c) portarlo dal veterinario chiedendogli direttamente di sopprimerlo (scelta purtroppo rara – anche se non COSI’ rara – non perché la Sciuramaria si senta una merda all’idea di uccidere un cane sano e un amico che la adora, ma solo perché il veterinario va pagato).

Ora chiediamoci: quante Sciuremarie di questo genere ci sono, al mondo?
Per quello che mi dice un’esperienza cinofila ormai quarantennale, ahimé, un buon 70% della popolazione italiana è costituita da personaggi di questo tipo (e temo che siamo più vicini all’ottanta per cento… ma voglio essere ottimista).
Che non sempre sono persone  veramente cattive (esclusi quelli che veramente pensano di ammazzare il cane): sono semplicemente ignoranti.
Ma proprio di un’ignoranza totale, globale, che parte dall’inconsapevolezza di che cos’è realmente un cane (per molti è ancora “solo una bestia”: ma non stupiamoci troppo, visto che per altrettante persone gli immigrati “sono solo negri”…) e arriva alla beata ingenuità di credere davvero che un cane abbandonato “troverà sicuramente una nuova famiglia”.
E a quel punto lì, le cifre da incubo sciorinate dalle associazioni  (che a volte vengono leggermente gonfiate, è vero:  ma neanche poi tanto), che parlano di tutti i cani che fanno fini atroci invetiti dalle auto, torturati da esseri sub-umani che parlano e camminano su due zampe, catturati per essere ceduti a vivisettori e affini… guarda caso, non la convincono più.
Gli animalisti “avevano proprio ragione” quando parlavano male degli allevatori: ma adesso che le dicono che il suo cane ha 90 probabilità su cento di finire malissimo, “sono tutti un po’ fanatici”.

Allevamento serio: così vengono tenuti i cuccioli

E attenzione: questo scenario da incubo va moltiplicato per dieci se la sciura NON ha comprato il suo cane (neanche pagandolo poco), ma l’ha ricevuto in regalo.
C’è perfino un detto che recita: “Cane regalato, presto abbandonato”… e purtroppo la saggezza popolare, in questo caso, non sbaglia.
Tant’è vero che nei canili la percentuale di cani di razza (o presunti tali) è infinitesimale rispetto a quella dei meticci, frutto di “libero amore” spesso propagandato – e messo in pratica sui propri cani – dagli stessi animalisti, secondo cui il “rispetto per gli esseri viventi” consiste anche nel lasciarli riprodurre a spron battuto. Dopodiché i cuccioli si regalano a destra e a manca con grandi sorrisi, in attesa di vederli approdare ai vari canili (perché il 70% dei cani regalati “a tradimento” finisce esattamente lì).

Dunque, serve a qualcosa sputtanare chi alleva cani di razza? Fa davvero il bene dei “poveri cagnolini che languono nei canili”?
La risposta, a tutte lettere, maiuscolo e grassetto, è NO.
Sputtanare gli allevatori, e soprattutto metterli sullo stesso piano dei canivendoli, serve solo ad ingrassare questi ultimi, che non spendendo un centesimo per allevare possono praticare prezzi leggermente più bassi di chi invece si danna per produrre solo cuccioli belli e soprattutto sani, ben tenuti, socializzati, pronti ad entrare in una nuova famiglia portando tanta gioia e pochissimi problemi.

Ma ora veniamo alla domanda-chiave, al punto base di questa discussione: è giusto vendere un essere vivente?
La risposta è di nuovo un NO a tutte lettere, maiuscolo e grassetto, se per “vendere” si intende “speculare sulla pelle di questi esseri viventi, allo scopo di arricchirsi”.
Ma  NON E’ QUESTO che fa un allevatore serio.
Un allevatore serio si prodiga per rendere la sua razza del cuore sempre più diffusa ed amata: e per questo si sforza di produrre cuccioli BELLI, SANI e DI BUON CARATTERE: ovvero quel tipo di cane che non viene praticamente MAI abbandonato.

Canificio

Peccato che i cani belli, sani e di buon carattere non nascano dalle uova di Pasqua.
Sono il frutto di un lavoro duro, costosissimo e maledettamente appassionante che si chiama selezione: e che consiste, tanto per cominciare, nel passare le notti a studiare gli accoppiamenti migliori, ad imparare la genetica canina, a farsi mille chilometri di viaggio per trovare lo stallone giusto per la cagnetta giusta. POI consiste nel sottoporre i riproduttori a tutti i possibili test sanitari (costosissimi) che servono ad identificare la presenza di eventuali malattie genetiche. POI consiste nel far valutare i propri soggetti da giudici esperti (nel campo della bellezza e in quello del lavoro, per le razze selezionate a questo scopo), per capire se davvero ci si sta avvicinando al traguardo cinotecnico che tutti sognano, ovvero il cane “assolutamente” bello, bravo e sano. E pure qui, son soldi che volano via: tutto questo PRIMA che la cucciolata sia nata, perché dopo ci sono altre mille cose da fare (e altri euro da spendere): non vi faccio tutta la lista, ma vi invito a leggere questo articolo in cui viene descritto il lavoro di un buon allevatore per produrre una cucciolata DOC.
A questo punto gradirei prevenire un’altra accusa classica degli animalisti: quella secondo cui gli allevatori sarebbero delle specie di NAZISTI che vogliono la “razza pura” esattamente come Hitler voleva la razza ariana.
Purtroppo devo smentirvi e spernacchiarvi, amici miei: perché Hitler, per ottenere la “sua” razza pura, ha pensato bene di far fuori qualche milione di persone che non rientravano nei suoi canoni.
Un allevatore serio non fa fuori proprio nessuno (i cagnari a volte sì: e quelli vi autorizzo a pieno titolo a chiamarli nazisti… ma non è che loro vogliano il cane perfetto. Vogliono solo cani che garantiscano un guadagno. Quindi sono pure nazisti di serie B).
Un allevatore serio fa tutte le indagini e gli esami del caso per  prevenire la nascita di cuccioli  malati, che potrebbero vivere una vita infelice.
Se succede lo stesso (e purtroppo succede, perché la genetica non è una scienza esatta), l’allevatore serio regala il cucciolo che mostra un piccolo problema, mentre si tiene e si prende cura personalmente  (spendendoci altri soldi) di quelli che i problemi li hanno più gravi.
Se questi allevatori sono nazisti, allora sono nazisti anche tutti i medici che si sbattono da decenni per debellare malattie come la sindrome di Down o tutte le altre patologie genetiche umane che portano a vite difficili, bloccate su sedie a rotelle, impossibilitate a relazionarsi con gli altri e così via.

Allevamento serio

Se poi pensate che non si dovrebbe cercare alcuna cura, che chi nasce così dev’essere accettato con grande gioia (e magari fare pure lui stesso i salti di gioia per essere nato così, sempre ammesso che abbia gambe su cui saltare), allora stavolta sono IO a  considerarvi  “pazzi fanatici”.
Ma mi auguro che siate tutti d’accordo con me sul fatto che cercare di prevenire malformazioni, dolore, vite “da cani” nel vero senso della parola non soltanto sia un’opera buona, ma che dovrebbe essere un preciso DOVERE di chi alleva (sia cani che  umani).
Bene, questo è quanto fa un allevatore serio.
E siccome per farlo deve sostenere costi elevati, mi sembra anche corretto che ottenga un rimborso di questi costi quando cede un cucciolo.
E se poi a questo lavoro di selezione e di cura decide di dedicare la propria vita, vi sembra così “immorale” che ricarichi sul prodotto di questo lavoro anche una piccola quota che, moltiplicata per il numero di cuccioli che metterà al mondo, gli permetta di vivere decorosamente?
Non so a voi, ma a me sembra molto più immorale che gli alti papaveri di associazioni protezionistiche (alcuni dei quali beccati e condannati, altri purtroppo no…) si siano messi in tasca i lasciti delle vecchiette che pensavano di “lasciare tutto agli animali abbandonati”, o che si siano intestati le case che le stesse vecchiette lasciavano in eredità a quelle associazioni.
Attenzione, NON sto parlando dei volontari: i volontari sono, nella quasi totalità dei casi, persone dall’immenso cuore, spesso a loro volta sfruttati biecamente (e immoralmente) dai soliti alti papaveri che fingono di “non avere soldi”, perché intanto i bilanci non può vederli nessuno, e che li usano per mantenere in vita canili e rifugi in cui gli animali vivono malissimo, mentre loro si arricchiscono.
E non è successo una volta, né due, né tre.
Succede continuamente, in ogni parte d’Italia, in modo più o meno eclatante. Ma succede.
E spesso gli stessi ingenui volontari che vanno a scopare merda gratis per gente che si fa lo yacht sulla loro pelle sono gli stessi che poi accusano gli allevatori di essere “ladri” o “speculatori”.
SVEGLIA, signori miei.
Le cose non stanno esattamente così.

Canificio

Certo, i cagnari esistono. Ce ne sono mari, anzi oceani.
Gente che fa finta di allevare, che inalbera il cartellone “Allevamento di Pincopallo”, quando in realtà importa cuccioli dell’Est e li rivende dopo aver buttato nella spazzatura i (molti) cadaveri che arrivano con il camion della settimana.
Gente che alleva “in batteria”, con i cani tenuti in kennel stipati uno sopra l’altro; gente che fa coprire le cagne ad ogni calore; gente che non fa neanche una vaccinazione ai cuccioli, altro che esami per le patologie ereditarie. Gente che vende “cuccioli di tutte le razze, sempre disponibili, spedizioni in tutta Italia isole comprese”, come Aiazzone (che non è finito troppo bene neanche lui, stando alle cronache).
Ma c’è un piccolo, piccolissimo particolare: questi NON SONO ALLEVATORI.
Sono, appunto, cagnari. Canivendoli. Commercianti di carne canina. Chiamateli come volete, purché non li confondiate con chi alleva con passione, serietà, competenza e amore.
Perché chi alleva con e per amore non favorisce MAI il randagismo: anzi, è il peggiore nemico dell’abbandono e del randagismo.
Perché i cani che vengono abbandonati sono, nel 99% dei casi, cani problematici.
Cani malati. Cani che mordono. Cani che scappano.
E anche, ahimé,  cani che non sono stati capaci di svolgere il loro lavoro: questa è una quasi-esclusiva dei cacciatori, che trovano normalissimo buttare in autostrada il cane che ha paura della fucilata (sempre che la fucilata non la tirino direttamente a lui).
Se togliessimo dai canili di tutta Italia tutti i cani da caccia, il problema del sovraffollamento svanirebbe in un attimo.
Ma per quanto io detesti  caldamente la caccia e tutti i cacciatori, una considerazione devo anche farla: i cani da caccia bravi non li abbandona mai nessuno.
Parecchi cacciatori (non tutti, fortunatamente: ma parecchi sì) non sono cinofili nel senso di “amanti dei cani”: utilizzano il cane come strumento, che lo considerano alla stessa stregua del fucile. Se funzioni, bene. Se non funzioni, ti caccio via.
Ma anche in questo caso, guarda un po’, è difficilissimo trovare soggetti di alta genealogia nei canili. E perché? Perché chi seleziona con cura i cani da caccia, esattamente come chi seleziona cani da difesa, da compagnia e o da pastore, mette al mondo cani sani e con le doti caratteriali giuste per il lavoro che devono svolgere.

Allevamento serio

I cani da difesa bene allevati (e qui intendo anche “ben gestiti nelle prime settimane di vita”) non scappano davanti a un tizio che minaccia il loro umano: i cani da caccia bene allevati non scappano se sentono un colpo di fucile. E questi cani NON vengono quasi mai  abbandonati.
Forse non sono amati nel modo giusto, sicuramente non nel senso che intendiamo noi che diciamo al nostro cane “vieni dalla mamma” o “vai a vedere se arriva papà”: ma almeno sono rispettati. Anzi, a volte sono portata a credere che siano quasi “più” rispettati dei nostri, che a volte li umanizziamo oltre il lecito.
Di sicuro, comunque,  non vengono “gettati via”.
I cani che riempiono i canili sono  i meticci frutto del “libero amore” (e poi dell’impossibilità di piazzare i  cuccioli), o di accoppiamenti sciaguratamente VOLUTI perché gli umani credono a leggende metropolitane tipo quella che “la cagna deve partorire almeno una volta nella vita” (balla stratosferica, leggete questo articolo se per caso ne siete convinti anche voi); sono i cani da caccia che non sanno cacciare; sono i cani “più o meno di razza” comprati in negozio, o alle fiere del cucciolo, o dall’amico del cugino del cognato che ha un maschio e una femmina in casa e spara fuori una cucciolata ogni sei mesi, che vende su subito.it; sono i cani prodotti – e in questo caso il termine è più che mai appropriato – da tutti i livelli di cagnari e canivendoli di cui l’Italia è fin troppo ricca, alcuni dei quali possono pure fregiarsi di un affisso ENCI (il che è il fondo dei fondi, davvero il massimo della vergogna).

Canificio

I CANI NON SI VENDONO?
Per lucro, no. Eticamente, sarebbe molto bello poter dire di no. In pratica, se la loro nascita è stata programmata e seguita come avviene in un allevamento davvero serio, i cani si DEVONO vendere per forza. Non per specularci sopra, ma per rifarsi delle spese necessarie per mettere al mondo cani con alte speranze di un futuro felice, sano e lontano dai canili  (e/o, se vogliamo, per vedere onestamente retribuito un onesto lavoro svolto con impegno, passione e competenza).
I CANI NON SI COMPRANO?
Be’… dipende. Se si vuole semplicemente “un cane” da amare, coccolare, accudire (e dal quale ricevere il quattromila per cento circa di quello che gli daremo) NO, non si devono comprare: anzi, è un dovere civile e morale quello di svuotare i canili che tanti sciagurati hanno contribuito a riempire.
Ma di questo parlerò tra pochissimo.
Prima, invece, vorrei gridare ai quattro venti qualcosa di cui sono profondamente convinta: I  CANI NON SI REGALANO!
Non si regalano con lo scopo di levarseli dal groppone, ma non si regala neppure il cane (né meticcio, né “griffato”, né microscopico né gigante) a qualcuno che non è profondamente e responsabilmente preparato a riceverlo.
La scelta di un cane dovrebbe essere ponderata quasi quanto quella di un figlio: ci vogliono i presupposti giusti, la “testa” giusta, le condizioni economiche giuste, l’amore giusto.
E ci vorrebbe anche un po’ di  competenza, un po’ di consapevolezza di quello che si sta facendo: ma questa, tutto sommato, la si trova più facilmente tra gli aspiranti proprietari di cani che tra gli aspiranti genitori. Purtroppo non è diffusa quanto dovrebbe, ma lo è più che nel campo umano, dove tutti fanno figli random.

E’ sbagliato fare figli?  Sto finendo di nuovo sul terreno “nazista”?
No, non direi proprio! Non mi sento nazista se mi auguro che la gente cominci a capire che avere un figlio, dopotutto,  non è obbligatorio, e che si cerchi di mettere al mondo solo bambini che possano almeno sperare in un futuro decente (senza parlare del fatto che anche negli “umanili” ci sono anche tanti cuccioli a due zampe in attesa di una famiglia… ma quello delle adozioni è un discorso talmente complesso che non è certo possibile liquidarlo in due righe, tantomeno in un articolo sui cani).
Sta di fatto che sull’argomento “fare figli” ci sono un sacco di condizionamenti: spirituali, religiosi, culturali e chi più ne ha più ne metta.
Sull'”avere un cane”, grazie al cielo, tutti questi problemi non esistono.
Non c’è nessuna religione che ti obblighi ad averne uno; non ci sono donne che vanno in depressione perché non riescono ad esaudire il proprio desiderio di “caninità”; nessun Dio ha mai detto  “crescete, moltiplicatevi e prendetevi un labrador”.
Per scendere più terra-terra… non ce lo ordina neanche il dottore, di avere un cane.
Quindi è possibile, STRApossibile compiere scelte responsabili, oculate, intelligenti, ragionate.

Allevamento serio

E’ possibile ed è assolutamente lecito, a mio parere,  avere passione per l’agility e volere un cane che abbia buone probabilità di saper saltare un ostacolo senza rompersi una zampa; o essere anziani, o disabili, o semplicemente pigri, e volere un cane che possa starsene otto ore al giorno su un divano senza che gli venga la smania irrefrenabile di distruggere la casa.
A questo servono i cani di razza pura, i cani selezionati: non a fare gli “status symbol”, ma a poter svolgere un compito, o anche solo un “ruolo”, come quello del cane da compagnia,  nel modo più soddisfacente possibile, sia per loro che per gli umani che li circordano.
E’ assolutamente lecito, a mio parere, volere un cane che arrivi in buona salute a un’età più longeva possibile.
Ed è lecito anche volere un “bel” cane, anche se questa  dovrebbe essere l’ultima delle priorità se la bellezza viene intesa solo in senso “estetico”; mentre diventa importante quando – come dovrebbe SEMPRE avvenire in cinofilia – la “bellezza” si intende in senso funzionale. Ovvero, un cane da slitta costruito in modo da poter tirare una slitta con la minor fatica possibile. Un cane da caccia costruito in modo da poter galoppare per ora senza schiattare d’infarto.  Un cane da compagnia che non pesi 120 chili. E così via.

Ovvio che quando si vuole un “cane-e-basta”, ovvero un amico, un simpatico compagno di vita, un membro della famiglia e niente più (che poi è un “niente più” assai relativo, perché un “cane-e-basta” ti dà già moltissimo)…allora il cane di razza non serve letteralmente a niente.
E in questo caso gli animalisti hanno non ragione… DI PIU’!
Perché la sciura Maria del mio esempio è un’emerita pirla: perché, sempre in quell’esempio, si mette in casa un cane che ha un bisogno VITALE di sfogare le sue immense energie, quando a lei sarebbe servito un cane tranquillo, pacioso, magari anziano, senza particolari esigenze di moto.
La sciura Maria sarebbe stata la “cliente” ideale del più vicino rifugio: avrebbe risparmiato i soldi (che le sono serviti a comprare una pallida imitazione del cane che cercava, per quanto lei sia convinta di aver “risparmiato” e di essere stata molto furba) e avrebbe potuto scegliere un cane davvero vicino alle sue esigenze, salvandolo da una vita di prigionia in canile.

Ma adesso chiediamoci: PERCHE’ ci sono così tante Sciuremarie, al mondo?
Una delle risposte (non certo l’unica, purtroppo) è sicuramente questa: perché gli animalisti, tutti presi dal sacro fuoco dell’amore ma spesso sprovvisti delle conoscenze base, proprio dell’ABC del mondo cinofilo, spendono il loro tempo e le loro energie a contrastare l'”allevamento di cani” in generale, anziché darsi da fare per combattere i cagnari.
Se scegliessero questa seconda strada, avrebbero gli allevatori seri al loro fianco, e non certo come avversari: perché anche agli allevatori seri piange il cuore nel vedere certi loro “sedicenti” colleghi che allevano cani come polli  (ammesso e per nulla concesso che sia giusto allevare in batteria anche i polli), che sfruttano le cagne, che non selezionano un accidenti e che, per questo, vendono “un po’ a meno”  cuccioli il cui reale valore è ZERO, perché ZERO è stato speso per la loro nascita e per il loro allevamento: eppure passano da “venditori onesti”, e gli allevatori seri sono “quelli cari” agli occhi della gente comune.
Ma non è tutto qui: gli allevatori seri, che come tali sono anche CINOFILI nel vero senso della parola (e infatti hanno molto spesso una bella compilation di cani adottati, insieme ai propri campioni!), sono i primi a spedire  verso il rifugio i clienti che appaiono spinti da motivazioni inesistenti: personalmente ne ho spediti via a decine, e non perché sia una santa, ma perché non volevo che uno dei miei cuccioli finisse in mano a qualcuno che non poteva essere più lontano dal padrone ideale di un siberian husky. A queste persone ho sempre detto “andate al canile: a voi serve un “cane”, non questo cane”.
Molti ci sono andati e hanno trovato il loro compagno ideale: specie dopo che, magari, avevo passato un intero pomeriggio a sfatare leggende metropolitane sul fatto che “i cani adulti non si affezionano più”, “i cani adulti sono pericolosi per i bambini” e così via.
Invece di gettar fango su chi alleva, gli animalisti potrebbero, per esempio, fare campagne informative sull’adozione dei cani adulti: mentre spesso sono loro stessi ad accogliere i visitatori dicendo “cuccioli non ne abbiamo”, come invitandoli a tornarsene pure a casa.
Altra faccia della medaglia, anche l’ENCI e i Club di razza avrebbero il sacrosanto DOVERE di combattere i cagnari, sponsorizzare gli allevatori seri e dirigere verso canili e rifugi coloro che cercano un “cane-e-basta”: ma purtroppo l’ENCI (i Club dipende…non sono tutti uguali) è uno di quegli istituti che pensano più a guadagnare sui cani che a fare il loro bene.
Mi fa male al cuore doverlo dire  (specie visto che l’ENCI ha in mano tutto il mondo “ufficiale” del cane di razza), ma è così e sarebbe stupido rifiutarsi di ammetterlo.
“ENCI” non è sinonimo di “buon allevamento”: quel ruolo se l’è giocato da tempo.
L’ENCI rilascia i pedigree: tutto qua. E’ un ufficio burocratico e va preso soltanto come tale.
Tutto quello che lui non fa, però, possiamo farlo noi… ma per farlo nel modo giusto (e cioè, innanzitutto, diffondendo una vera cultura del cane e di tutto il mondo che gli ruota intorno) non serve fare guerre tra poveri. Serve confrontarsi, informarsi reciprocamente: e serve anche denunciare tutto ciò che di sbagliato c’è dall’una e dell’altra parte, perché di sbagliato c’è moltissimo. Però, se un animalista dice “l’allevatore X cede i cuccioli a 40 giorni senza vaccinazioni”, gli allevatori seri dovrebbero essere al suo fianco a firmare la stessa denuncia.
E se un allevatore dice “il canile Y vende il mangime che gli viene regalato” (perché succede anche questo, ahinoi), gli altri animalisti dovrebbero correre a controllare e fare un mazzo così al gestore di canile truffaldino.
E naturalmente si dovrebbero portare avanti, tutti insieme, le campagne fondamentali sulla responsabilizzazione di chi vuole un cane, sulla sterilizzazione, sulla NON produzione di cuccioli casuali e indesiderati.
Invece, spesso, ci si chiude nel comporativismo e si vedono gli altri come nemici, quando dovremmo essere i primi alleati.
Così i rifugi restano pieni, i cagnari continuano ad arricchirsi… e i cani, come al solito, sono quelli che ci rimettono di più.



Articolo precedenteIl Boxer
Articolo successivoGenetica: l’eredità intermedia

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

45 Commenti

  1. Bell’articolo che porta alla luce molti aspetti a cui pensare, forse un po’ troppo “dalla parte degli allevatori”…. di quegli allevatori che non esistono quasi piu’ e stanno scomparendo per lasciare il posto a qualche cosa di sempre peggio.

    Proverò a essere sintetico… 🙂

  2. Io credo che a livello “puramente teorico” abbiano ragione gli allevatori. Nel mio mondo ideale non ci sarebbe spazio per accoppiamenti casuali, accidentali, non voluti, sottovalutati. Tutti i cani dovrebbero essere accoppiati con coscienza di ciò che si sta facendo, individuando i riproduttori piu’ ideonei, testati per morfologia e carattere, verificandone la salute con i mezzi che oggi la scienza ci mette a disposizione, valutando la possibilità di collocamento in dei cuccioli in una famiglia idonea che cerca “proprio loro” ed è adatta ad accoglierli. I cuccioli dovrebbero essere alimentati correttamente, vaccinati, cresciuti con competenza, in spazi idonei, nel pieno rispetto delle esigenze fisiche e dell’etologia dei riproduttori. (che, detto tra noi, per me questo significa anche non tenerli in un capannone tipo allevamento di maiali, come vogliono le attuali norme “a tutela” (sic) degli animali che si occupano solo di metri quadri e di allacciamenti idrici), ma piuttosto in un normalissimo appartamento o giardino o cortile senza scarico a norma perché magari il cane viene portato a sporcare altrove).
    Vorrei che fosse naturale cosi’, cosi’ come oggi chi vuole fare un figlio *normalmente* pensa di farlo nascere in famiglia, di appoggiarsi a un’ostetrica e un pediatra, e non ha l’opzione né di decine e decine di orfanatrofi in ogni comune, né ha la possibilità di rivolgersi a un’azienda regolare che paga le tasse e quindi in piena regole può contare su di decine e decine di uteri in affitto. Tante belle donne testate, belle e sane che partoriscono un figlio all’anno per vent’anni. Per i cani invece questa è la norma.

    Comunque… io vorrei che di fronte a questa sola e univocamente accettata modalità di reperire un cucciolo, vi fosse un’altrettanto utopistica consapevolezza da parte di chi prende il cane, del valore effettivo del cane…. che sebbene è vero che la vita non ha prezzo…. le bollette l’allevatore le paga lo stesso.
    Nelle vesti di adottante io troverei per lo meno doveroso anche pensare “io mi trovo il cucciolo che voglio, bello, ben seguito, ben cresciuto, ben selezionato, con carattere equilibrato, senza traumi, tatuato vaccinato ecc… anche perché c’è stato qualcuno che ha lavorato e speso. Ha rinunciato alle ferie, è stato a casa nei weekend quando aveva la cucciolata che non poteva abbandonare per piu’ di mezza giornata, si è sobbarcato le spese per alimentare e curare i cuccioli nei primi tre mesi. Ha affrontato viaggi alla ricerca del maschio migliore, per far valutare i riproduttori, per partecipare a incontri con altri appassionati, convegni sugli argomenti importanti per la razza, letto, studiato lavorato…. Certo sono cose che si fanno per passione e non devono essere considerate solamente “lavoro”…. però intanto se nessuno facesse questo, tu aspirante proprietario non saresti potresti avere un cane cosi’. Così felice. Anche se non te ne frega niente della razza e dell’aspetto. Lo vogliamo dire “grazie, perché hai trattato cosi’ bene il mio cane nei suoi primi mesi di vita e non gli hai fatto mancare niente?”

    Detto ciò…. fine del sogno. Questa infatti purtroppo è la teoria. L’ideale irraggiungibile.
    Nella realtà gli allevatori cosi’ non esistono. Ne esistono pochissimi. Un numero veramente irrilevante rispetto alle centinaia e centinaia di persone che lavorano diversamente. Non voglio fare il drastico e dire che sono tutti cagnari, assassini, insensibili…. però…

    • il tuo commento va bene ma gli allevatori veri esistono, basta cercarli. Piuttosto diciamo che l’enci non distingue tra allevatori veri e ,tanto per fare un esempio ma se ne potrebbero fare altri, allevatori che dichiarano di allevare 20 o 30 razze. Semplicemente a questi dovrebbero almeno rifiutare l’affisso.
      Mi viene in mente una bellissima risposta che mi ha dato una persona che cercava un cucciolo di un colore particolare che io non avevo; gli ho dato il nome di un allevatore che l’aveva e lui mi ha risposto disgustato che “io non vado a comprare un cucciolo in una fabbrica”.
      Purtroppo se esistono pochi allevatori veri esistono altrettanti pochi futuri proprietari “veri”

  3. Ma il fatto è che tra i due estremi rappresentati nelle foto di questo articolo (da una parte i cani impilati in una piccionaia e dall’altra l’allevatore riccone con la villa il giardino e il maggiordomo, la struttura a norma “maiali” e i dieci boxer che stanno in casa alla faccia dell’asl ;)… tra questi due estremi c’è tutta una serie infinita di allevatorucoli, cagnaretti, mezzi privati, finti selezionatori, doppie facce, figure strane, chi ci campa, chi non ci si arricchisce ma ci specula un po’, chi ci perde ma fa danni lo stesso cosi’… per hobby.

    Il tanto criticato ENCI, criticato sia dagli animalisti che da tanti allevatori che non si sentono rappresentati e si tesserano solo perché c’è il monopolio, beh, almeno sulla carta qualche cosa di buono lo farebbe. Per esempio il codice etico degli allevatori. (c’è il link)
    Che condivido e sottoscrivo in pieno, anzi in certi punti trovo fin troppo permissivo. Peccato che sia completamente disatteso. Non solo dagli allevatori senza affisso, non solo dai cagnari… è disattesa persino dagli stessi iscritti al “registro allevatori” (che dovrebbe racchiudere la “crème” dell’allevamento di qualità con allevatori che si autodiscipliano e si danno delle regole.. che però poi nessuno controlla).
    Provate a spulciare il registro genealogico on-line e guardate quanto “rari” sono i casi di femmine accoppiate a un anno di età od oltre gli otto anni, o che fanno piu’ di cinque cucciolate nella vita o immediatamente il calore successivo… e che dire dei test della displasia che… in molti casi non si fanno… e anche quando si fanno, tanto poi si accoppiano anche i D. La partecipazione ad almeno un’expo è chiedere troppo. E questi sono solamente i dati verificabili “nell’immediato”. Carta canta.
    Che non sono nemmeno le cose piu’ rilevanti… perché della gestione, di come vengono tenuti, accuditi, alimentati, trattati, ceduti, scambiati, spediti all’estero, fatti sparire non sappiamo niente… fino a quando non scoppia il caso eclatante, come il piu’ rinomato allevamento di pointer elogiato per anni su tutte le riviste di settore a cui vengono sequestrati i cani denutriti in un mare di “fango” o quell’altra che andava a fare i cazziatoni sui forum a chi teneva il cane in giardino che faceva morire di fame i suoi negli appartamenti. Estremi, d’accordo… come sono estreme le foto delle puppy farm…. ma anche senza giungere a questi estremi, forse alla sciura Maria no, ma alla professoressa Annavittoria può anche sorgere la domanda spontanea: “ma venite a fare la morale a me che il cane deve stare in famiglia, che non bisogna sbatterlo in giardino, che ha bisogno di contatto umano, che deve fare movimento, passeggiare almeno tre volte al giorno, che la cassettina sul terrazzo lo snatura perché il cane non sporca nel posto dove vive… e tutti quei box che vedo nel sottofondo dell’allevamento? Non hanno bisogno della vicinanza del padrone?
    Epper’he il bolognese… sa signora, l’è un ‘ane selezionato per la ‘ompagnia, fin ancor prima del seicento… e habbisogno di fare ‘ompgania, l’è un ‘agnino ‘osi’ sensibile….. E quelle venti bolognesi che c’hai nel basso servizio a chi fanno compagnia?
    Perché il pastore tedesco è quello di tutti i cani è quello che c’ha il legame secondo me piu’ forte con l’uomo essendo la razza allevata da piu’ lungo tempo… nel migliore dei modi..
    (avevo messo un link divertentissimo… si trova su youtube digitando pastore tedesco) E proprio per questo infatti mi sono trasferito a vivere in questa comoda cuccia. Ce ne sono due perché in una ci dorme l’uomo e nell’altra il cane cosi’ sono piu’ sinergici.
    Poi se ci sono i danni…. è colpa “dei privati”. Il privato che fa cinque cuccioli di cui uno riesce a venderlo, due li dà a suo cugino e due a sua zia. Non la sua cagna che fa cento cuccioli. Non il suo stallone che ne fa mille e magari si scopre che ha pure una patologia ereditaria.

    Gli allevatori del tipo “ideale” ci sono, ma rappresentano una percentuale infinitesimale rispetto al totale. E sono limitati a poche razze. E sono in via di estinzione. Perché non reggono…. Io ne ho visti diversi che.. o si “cagnarizzano”… (cioè iniziano bene, con buoni propositi poi pian piano finiscono per fare come gli altri perché… boh… o iniziano a vedere “normale” ciò che a noi ipersensibili sembra un modo troppo distaccato di vedere il cane… o per continuare si adeguano). Se non si cagnarizzano, smettono… perché in fondo nessuno di noi lavora per la Gloria. Lavorare bene è duro, non ripaga… la gente non capisce e.. chi ce lo fa fare.

    Di fronte a questo scenario, lasciando anche perdere la sciura Maria (che è vero… la realtà è questa) … ma pure un’ipotetica professoressa Annavittoria si trova a dover scegliere se pagare millecinquecento euro cani che non sempre danno tutte queste garanzie di salute, bellezza ed equilibrio, ad allevatori che non sempre danno garanzie di etica professionale. Io stesso non saprei dove sbattere la testa. Al contrario di chi commentando un’altro articolo diceva “io miei cani saprei dove sceglierli”. Io no. Io dovrei farlo un po’ turandomi il naso. Si’… questa qui, vabbe un’accoppiamento dopo sei mesi… una volta sola. Tutte le altre cagne no…. Questa vabbeh, tutte le femmine hanno cinque cucciolate… Questo maschio per me l’ha usato troppo ed è a rischio, ma in fondo… Questo li tiene in box, Questo per me ha troppi cani, d’altronde… questo….mah…i suoi cani li tiene bene. Però non gli è venuto il dubbio quando ha concesso la monta del suo stallone sto tipo che ha fatto coprire una femmina di nove mesi che lui stesso gli ha venduto? Vai a scavare e sala fuori del marcio dappertutto. Io non mi fido piu’ di nessuno. Questo parlando solo di etica eh. Se poi ci mettiamo la qualità il cerchio si restringe. Magari finalmente trovi quello che è bravissimo che però ha dei cani che… con un po’ di fortuna trovi anche al canile. Proprio perché lui i brutti non li elimina da piccoli, proprio perché fa poche cucciolate, perché non fa il “campione” scegliendo a otto mesi il migliore tra dodici cucciolate ma “crede” nell’unica che fa…
    E allora la signora Annavittoria deve scegliere: è giusto nel nome di un principio pagare quanto dovuto a questo allevatore? In fondo… io cerco solo un animale da compagnia e nei tanti canili ci sono centinaia e centinaia e centinaia e centinaia di cani che ….. tutto sommato per me che non ho esigenze di concorsi, di sport estremi o di lavori specifici… vuoi che non trovi un cane della stessa taglia e con lo stesso tipo di pelo con un carattere “normale”?
    Ammettiamo che la signora Annavittoria decida, si’… è giusto. Al diavolo 1500 euro. Diamo a Cesare ciò che è di Cesare. Ammettiamo che faccia lo stesso anche la signora Mariastella. E pure la signora Carlotta e il signor Vivaldo. Basta. A questo punto i cani degli Allevatori con la A maiuscola sono finiti. Per gli altri 15.550.789 io tifo per il rifugio.

    • @Denis: lo sai cosa mi sembri, Den? Un innamorato a cui la fidanzata ha messo le corna e allora decide che le donne “sono tutte puttane”. Siccome so come TU hai allevato i tuoi cani, siccome so come tanti nostri amici (anche comuni) allevano i loro…io resto convintissima che gli Allevatori con la A maiuscola ci siano e non siano neppure pochi. Poi è vero, abbiamo anche amici (di nuovo, anche comuni) che hanno tradito le nostre aspettative. Succede, come succede che il marito o la moglie ti facciano le corna (esclusi i presenti, eh: la sorella scommetterei di no, l’orko spero nemmeno!): ed è vero che ce ne sono un sacco, di mogli e mariti stronzi. Ma non lo sono tutti. E non è neanche detto che le brave persone si contino sulle dita di una mano: è che non fanno scena, non se ne parla, magari non stravincono e non fanno le decine di campioni (anche perché fanno pochi cani, di solito: seguire bene, con passione e con amore una cucciolata all’anno è già un impegno della madonna). Però ci sono.
      Il fatto è che in cinofilia esiste un Ente che, oltre ai cani, dovrebbe tutelare queste persone. Dovrebbe portarle in palmo di mano. Dovrebbe coprirle di onori e gloria. Invece se ne fotte: anzi, li considera allevatori “di serie B”, perché gli interessano solo quelli da trecento iscrizioni all’anno, che portan soldi.
      L’Ente Nazionale Coniugi Fedeli non esiste, quindi in quel campo lì non ci si può aspettare niente che arrivi dall’alto: ti devi arrangiare tu.
      Ma l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana esiste, e ai cagnari dovrebbe fare un mazzo così. Oppure, come ho già detto più volte, cambi nome: si chiami Ente Nazionale Cagnari Italiani. Che la cinofilia è un’altra cosa. La cinofilia non è incassare soldi a palate, scrivere un bel codice etico e poi non cagarsi di striscio quelli che lo disattendono.
      Cinofilia sarebbe fare controlli non solo “di cucciolata” (e non fanno manco quelli), ma di “gestione dell’allevamento”. I tuoi cani stanno nella cacca? Fanno la fame? Vivono impilati nei kennel? L’affisso te lo faccio a coriandolini.
      Hai fatto accoppiare una cagna al primo calore? Sei sospeso per un anno (che può essere stato un incidente). Ci rifai? Puoi dire ciao ciao all’affisso.
      Vendi i cuccioli a 40 giorni? Quei cuccioli lì il pedigree non lo vedono più.
      E così via.
      Così si dovrebbe gestire un ente “cinofilo”. E volendo si potrebbe, eccome se si potrebbe.
      Se invece l’ENCI è un ente politico, o di pura speculazione, allora possono continuare a fare quello che fanno: però lo dicano chiaro e tondo.
      Così magari il Ministero si trova qualcun altro a cui affidare la gestione della cinofilia: quella vera, però.

  4. denis, tutto quello che dici che dovrebbe fare l’allevatore io lo faccio.quelli che ho ora sono cani che altri venderebbero a 1300-1500 e all’estero si pagano 1500, ma chiedo 1000 perchè comunque ci sto dentro con la cucciolata e rientro di un po’ (un po’ eh…) di spese extra (per le cose che hai detto lastre esami expo monta all’esteroc on cane da 1500 euro scelto spuclaindo 2 anni pedigree su pedigree ecc ecc) e perchè mi rendo conto che oggi 1000 euro sono tanti per come siamo messi con l’economia. ma è dura perchè qualcuno li vende a 800 euro (o anche meno) e magari ha accoppiato padre con figlia perchè non gli danno il maschio che vuole o chi cel’ha gli sta su e non glie lo chiede e fanno fatica a predere la macchinina e andare all’estero se proprio proprio in italia non trovano di meglio… (e ce ne sono tanti ahime), o accoppiano anche le D quando per me non sarebbero da accoppaire nemmeno le C specie se figli di cani che con tanti partner diversi hanno dato tante C e D…
    ti chiedono solo quanto costa, fai fatica a far capire alla gente che devono cheidere altro che devono guardare anche altro, che non è l’ipod che lo trovi in offerta alla coop sottocosto uguale identico a quello che costa di più in negozio…
    io lo stesso discorso l’ho fatto anche con la cucciolata senza pedigree che ben sai, su cui c’è tutto un discorso che ben sai, e c’era gente, tantissima gente, che li cercava proprio così perchè la razza “originale” ormai è così demolita che non si fidano pià a prenderli (e fanno bene li neanche io saprei dove sbattere la testa e non mi fido a priori)hanno trovato tutti casa da gente che aveva un cane simile, ne voleva un altro uguale, sapeva a cosa andava incontro e a distanza di un anno sono contenti e soddisfatti,del resto è giusto che anche loro abbiano il cane che cercano senza il rischio di non sapere di chi è figlio se i genitori sono sani e se è stato allevato bene se lo prendono in canile…ma ho chiesto solo un rimborso spese di 200 euro, crescendoli in casa, socializzati a persone altri cani e gatti, cresciuti a cibo di qualità, abituati alla calma, ai rumori, manipolati e curati come si deve, sverminati 3 volte,chippati e vaccinati e ho regalato un libro sull’educazione a tutti dandoli via rigorosamente dopo i 2 mesi anche se qualcuno li voleva prima, proprio come dovrebbe essere se uno alleva, pedigree o meno, anche secondo la legge che nessuno, gli allevatori per primi, segue.
    purtroppo se ti rivolgi al canile non hai sicurezza del passato del cane, (e neanche delle attitudini se è molto mix) anche se ha solo 2-3 mesi perchè sono proprio i mesi più critici e se sono stati trovati non sai come l’hanno passato, se nascono in canile non sono seguiti come in casa, se poi sono cresciuti senza vedere l’uomo e li hanno recuperati dopo, TU non li recuperi più al 100%… e anche gli adulti, o i cuccioloni spesso hanno problemi dovuti alla storia pregressa che il proprietario medio che spesso è capace di rovinarti anche il tuo certosino lavoro in cucciolata, non è buono di risolvere…(ovviamente non apposta ma per ignoranza, per tutto l’amore che possono metterci)
    io che faccio l’educatore so che spesso ti chiamano per i problemi dei cani che hanno preso in canile…
    è un mondo difficile essi… ma io ci credo e non mi metto a far porcherie solo perchè gli altri lo fanno.quando chiedi a sti farabutti che fanno cose da non fare come mai ti dicono ma anche quello lo fa, e allora? se qualcuno va a far rapine dobbiamo sentirci in diritto di farle tutti?
    per me la soddisfazione è vedere la gente felice con il cane che gli hai dato quando ci si reincontra, e sapere che sta bene e loro sono soddisfatti… non rinuncerei a questo dando sofferenza e problemi a cani e persone, solo per qualche soldo in più… non sarò mai ricca, faccio più fatica…ma preferisco così!
    e comunque, non vorrei mai un cane che non so cos’è, so bene cosa voglio da un cane e quindi voglio un determinato tipo di cane, le razze servono per questo, non per vantarsi, ma per sapere cosa ci si posta in casa, cosa aspettarsi e se sono cani adatti a noi e/o all’attività che ci faremo e questo un “mix” non ben identificato, non te lo può dare se non per “culo”. se invece uno vuole “un cane” allora va bene il bastardino, ma il fatto è che spesso tanta gente pensa che sia normale che il cane da problemi, quando non lo è, e questo solo perchè
    A) non sanno fare ad educarlo e dicono “ho avuto sfortuna”
    B) hanno preso il cane non adatto a loto magari guardando solo la carrozzeria o csa va di moda senza chiedersi se avrebbe le caratteristiche giuste per passare la vita con loro
    come lungaggine, ti ho battuto? lo saic he nemmeno io parlo poco eh… però come si fa con un argomento così, a liquidare il discorso in 2 righe… se ne potrebbe parlare ore.
    il prezzo… beh, certo, con tutte le spese che hai, ma perchè mai dovresti regalarli? perchè mai fare beneficenza? non è che si paga una vita, ma si paga il lavoro, sia economico che di impegno e tempo speso, per aver allevato un buon cane, partendo dal presupposto che si allevi per passione e per amore della propria razza, e non per lucro ovviamente.

  5. @redattrice: forse hai ragione… in un certo senso è cosi’ ma il discorso non cambia… io ti ho portato dati “oggettivi”. Poi ognuno faccia si guardi in giro e faccia i suoi calcoli. Quelli che allevano nell’ottica che io reputo giusta per me sono pochi, ma soprattutto sono pochissimi in termini di rapporto numerico cani/allevatori. Se fai un controllo su cento cani di razza a caso e vedere quanti sono allevati e trattati secondo canoni “etici”… trovo che novantotto sono fuori del *mio* codice etico e novantadue anche da quello dell’enci. Ma sostanzialmete perché… appunto, il cagnaro fa venti cucciolate, il semicagnaro ne fa dieci, il collezionista di titoli ne fa cinque e l’allevatore scrupoloso ne fa una.
    Ammetto che se il rapporto cani allevati bene e cani allevai male è 90 a 10. quello tra le persone fisiche magari è a favore dei “bravi”… Ma siccome si parla di cani…. alla fine il discorso riconduce alla considerazione che ho fatto io: i cani allevati in modo competente ed etico non bastano a soddisfare la richiesta di tutti…. e quindi, finiti quei quattro o cinque. Per tutti gli altri, tifo per il canile… che magari quando finiscono di venderli, si ridimensionano un po’.

  6. @Lupipp: guarda, io perderci per perderci, sarei anche disposto a regalare per passione a chi è disposto ad adottare per amore. Però se non fossi l’unico pirla… anche perché se allevi bene o male devi integrarti in un sistema… che ti sostiene se accetti le sue regole. Anche per me la soddisfazione sarebbe vedere la gente felice e i cani sistemati… cosa che talvolta avviene talvolta no. Ci sono cani che ho dato ad amici “pratiamente regalati”… un prezzo veramente ridicolo per cani che altri allevatori avrebbero venduto al quadruplo. Poi mi sono visto arrivare dagli stessi un regalo di nozze che costava il doppio di quello che mi hanno preso i parenti piu’ stretti…. e io ho capito il motivo. Ho capito che avevano capito… ma non tutti capiscono. Anche dall’altra parte.. sporadicamente c’è chi capisce..per cui, guarda, per fortuna il problema non mi si pine piu’, ma paradossalemente preferirei regalare. Ci sono razze antiche tra le piu’ nobili che anticamente non potevano essere vendute, ma solo essere scambio di doni tra nobili, sovrani, pochi eletti. E non per questo non erano considerati di valore… solo che era gente che “capiva”.
    Ma non vorrei fare troppo lo snob…. vai in Armenia, nei villaggi dove non c’è ancora la luce elettrica, tra i pastori e vedi se riesci a farti vendere un cane…
    Ci potrebbero essere culture diverse…. è una questione di cultura. Prova a “comprare” uno smoushondje olandese. E’ piu’ facile adottare un bambino. Perché c’è un’associazione che bada veramente alla tutela e alla costruzione della razza prima che al tornaconto delgli allevatori associati. Pensa che anche razze come il cane corso…. quando non era riconosciuto, quando tutti dicevano che “non era una razza”, che non potevi esporlo quindi ecc ecc…. era dato in “affido”. Da un’associazione che non chiedeva soldi ma ti faceva firmare un impegno ad allevarlo e ad accoppiarlo come e quando diceva l’associazione. Poi è arrivato il riconoscimento e casualmente si sono iniziati a vendere… c’est la vie.

  7. La sintesi, ragazzi, capisco che è un dono, ma sforzatevi 🙂

    Denis, concordo, se la statistica la fai sui cani e non su chi li alleva, la situazione è tragica: oramai anche io dico … al canile vai più sul sicuro

    • ma siamo sempre e solo noi, della vecchia famiglia, a parlare di ste cose? piccolo il mondo eh…
      la sintesi? su ste cose? abbiamo anche parlato poco…

  8. diciamo, fare le cose per bene e piazzare bene è più difficile ma alla fine quello che capisce a cui affidare il tuo cucciolo lo trovi, anche perchè “i cretini” li scarti mentre i cagnari (di qualsiasi tipo siano, negozi, cucciolatori, cuggini, sedicenti bravi allevoatri con affisso e via dicendo) spesso (non tutti ovviamente) vendono a meno e a tutti, consegna a domicilio isole comprese se vuoi, e non per riprendere quanto detto da altri ma perchè è così e lo so ahime.
    ma quando vengono a vedere,al telefono rognano perchè 1000 sono tanti ma poi si ricredono e ti prendono il cane perchè capiscono la differenza, perchè ti dicono “si vede dalla faccia che i tuoi cani stanno bene” o “volevo chiederti lo sconto ma quadno ho visto i tuoi cani come li tieni e ho parlato con te non me la sono sentita… te li meriti tutti” o “sono andato anceh da quello e quell’altro e li teneva in una porcilaia e quando li toccavi ti sporcavi le mani” o cose simili, invece si vede che tu li tieni bene e li curi come si deve, alla fine le tue piccole soddisfazioni le hai lostesso. il nervoso ti viene quando tu ti fai il mazzo per il bene dei cani dei prorpietari e della razza e gli altri fanno solo numero e cassa facendo danni…e dicono di amarla… ma sto cercando di convincermi che io ragiono per me ma non posso cambiare il mondo ne la testa o le idee di tutti, quindi cerco di non mangiarmi lo stomaco e di andare per la mia strada e chi mi ama mi segua!

  9. @Lupi: concordo e straconcordo… tranne che sull’ultimo punto. Non mangiamoci lo stomaco in privato, parliamo con gli altri. La cultura non si diffonde stando zitti: e se è vero che parlando ci si fa qualche nemico, è anche vero che a volte qualcosina “passa”!

    • non ci siamo capiti, intendevo proprio queto,io continuo a parlare e spiegare…ma cerco di non mangiarmi lo stomaco se la gente alla fine non ti ascolta.quando ancora a striscia non se ne parlava, se dal vet mentre aspettavi il tuo turno nella sala d’aspetto, spiegavi ai presenti perchè non si devono prendere cani dai negozi, mentre la sciura maria di turno teneva in braccio il suo simil shitzu salvato per i peli da una gastroenterite, ovviamente preso in negozio, per “soli” 600 euro perchè 300 in più per il pedigree (che noi sappiamo essere rigorosamente falso) non glieli aveva voluti dare, negozio ovviamente chiuso più e più volte per tale motivo, ti guardavano straniti, ora invece che lo dicono a striscia sono loro che ti dicono “ma lo sai che…”
      sai com’è “la gente”… soddecoccio… quindi io ci provo, parlo e combatto sempre, ma se non funziona cerco di evitarmi l’ulcera…e alla fine gli unici che ti ascoltano e condividono sono quelli più “sgamati” che le cose le sanno giù purtroppo.ma nonostante tutto pian piano almeno dalle mie parti, la cultura cinofila si è notevolmente elevata negli ultimi anni!

  10. abbiamo ragione ovviamente gli animalisti!! BASTA CON IL COMMERCIO DEGLI ANIMALI!!! quelli che comperano -i pochi sopravvissuti poi gli abbandonano e finiscono nei canili o per strada!

  11. Come rispondiamo a quei animalisti che ti dicono il cane di razza lo trovi anche nel canile?
    anche un cane per fare agility si trova nel canile??
    in che probabilità???

    • @Giò: gli animalisti hanno ragione, i canili sono pieni di cani di razza.
      Quasi tutti da caccia, però: ovviamente senza documenti (non possono mica abbandonare il cane col pedigree attaccato: si risalirebbe al proprietario), senza i quali non puoi fare expo, né prove di lavoro, né cucciolate iscritte. Cmq i cani di razza ci sono: sono più o meno l’1% del totale, ma ci sono.
      Quanto al cane per fare agility… certo che lo trovi in canile! In agility sono ammessi anche i meticci, quindi basta cercare un cane che abbia le qualità atletiche giuste (ovvero un fisico adeguato), che non sia troppo anziano e che abbia un bel carattere allegro e docile. E l’agility la puoi fare, anche con ottimi risultati.

      • gli rispondi che è verissimo, ma tu cerchi un cane senza un passato traumatico, come di solito è di un cane di canile.. Inoltre, un cane è definibile DI RAZZA solo quando ha un pedigree attaccato; senza, per quanto bellissimo possa apparire, resta di simil-razza..

      • sto pensando che un border collie con le caratteristiche che hai citato,quindi con un buon carattere ,non ci arriva proprio al canile.
        Nel senso che ultimamente girava un annuncio che a causa di problemi di salute ,il proprietario del border non lo poteva piu tenere.Son passati pochi giorni e il cane ha trovato subito casa.NOn succederebbe con un meticcio.
        Quest’ultimi se rimangono troppo a lungo chiusi dentro ad un canile ,si rovinano a livello comportamentale e poi altro che agility.

        • @Giò: se parliamo di un border collie, è quasi certo che in canile schizzi. Se parliamo di meticci, non è così scontato. Non tutti i cani abbandonati hanno storie di maltrattamento alle spalle, non tutti i cani abbandonati hanno problemi di carattere e non tutti i cani abbandonati sono traumatizzati. Qualcuno sì, per carità: già l’abbandono in se stesso è un trauma. Ma molti lo superano alla grande e possono diventare ottimi cani da agility. Certo, se vuoi trovare in canile un border, di razza pura, equilibrato, magari già pure un po’ addestrato.. mi vien da chiederti il classico “e vuoi anche una fettina di c… con un po’ di limone?” 🙂

          • una cosa fondamentale è come hanno trascorso i primi mesi di vita. Gli allevatori (inteso come chi alleva il cane anche meticcio, non chi lo fa di mestiere) che crescono i cuccioli correttamente, gli fanno conoscere persone e animali, stimoli e ambienti diversi, li cedono all’età giusta, li proteggono dalle paure, fanno ai cani il piu’ bel regalo che si possa fare. Perché in seguito saranno in grado di superare tutto, anche le esperienze piu’ traumatiche. In canile anni fa abbiamo avuto un cane che era stato accoltelato… sventrato per fare dispetto al padrone, che poi ha pensato bene di darlo al canile “per la sua sicurezza”… e perchè intanto il canilesi accollava le spese dell’intervento di ricucitura. Comunque… salvato per il rotto della cuffia, a parte l’orribile cicatrice che rimase visibile, riconquistò fiducia totale nel genere umano… anzi sembrava riconoscente, quasi capisse (anzi sicuramente capiva) chi l’aveva salvato. Divenne un cane affettuosissimo, molto recettivo che sarebbe stato sicuramente un cane addestrabile anche in agility. Tanto agli agilisti non interessa se il cane abbaia mentre salta eh. Quello non taceva mai. Neanche un secondo… sicuramente il motivo del diverbio tra l’accoltellatore e il padrone aveva a che fare con questo.
            Un altra cagnolina che sarebbe stata ottima in agility era una fox terrier di razza pura. Completamente schizzata con carattere terrier ipertipico…. forse anche quella recuperabile ma nessuno se l’è sentita. Se l’avessi avuta in gestione io avrei provato ad attaccarla a una bici e farla correre correre correre finché non stava piu’ in piedi… prima o poi si stancherà e si calmerà. O no? In canile non si stancava e perciò sfogava il suo esubero di energia correndo tutto il giorno e abbaiando in continuazione. Avava la fissazione delle scope che voleva mordere e distruggere come fossero prede, con grande disappunto di chi faceva le pulizie. Non c’era verso di distoglierla, era ossessionata. Per avere la scopa avrebbe fatto di tutto. E penso che questa avrebbe potuto essere la chiave del successo in agility. Facendole rincorrere la scopa penso che l’avrei potuta guidare ovunque. Anche su un muro da Ud. Con un predatorio cosi’ qualcosa si tira fuori… peccato che poi avrei dovuto sopportarla a casa. Comunque a parte, questi eccessi, in canile ci sono anche cani equilibrati che potrebbero essere adatti a varie attività sportive, se fatte a livello amatoriale. Se vuoi andare ai mondiali invece non basta nemmeno prendere un “semplice” border. Oltre la razza bisogna vedere le linee di sangue, è irrinunciabile che sia allevato in un certo modo, ed educato in un certo modo.

    • Il cagnolino di mia madre è un meticcio (preso in canile) eppure fa agility senza problemi. Certo, ha iniziato da poco e non ho risultati da proporti come prova, ma impara davvero in fretta ed è un vero secchioncello perfezionista! 🙂

  12. La sicura Maria secondo me avrebbe bisogno di prendere un bel patentino, che le faccia capire prima cosa sta facendo, che ne dite?

  13. Gli animalisti non attaccano solo gli allevatori, ora sono passati ai Rescue, si sono evoluti!!!!
    Perchè? Perchè diciamo queste cose qui sopra, TUTTE.
    Perchè NON ci facciamo soldi coi cani come i canili (i nostri cani sono in case private, sono nutriti dai volontari senza sovvenzioni – traduzione: il cibro ognuno lo compra x i propri cani e lo dà anche all’ospite x’ a nessuno viene in mente che abbiamo bisogno anche solo di questo – e le loro spese veterinarie – spesso ingenti, visto che abbiamo noi come Rescue Australian sempre a carico cani piuttosto “sfigati”: sordi, ciechi, epilettici … – sono coperte dalle donazioni che riceviamo, spesso nemmeno da quelle…), ma a loro pare che non siamo degni perchè non abbiamo mille mila cani rinchiusi in box, quindi non siamo all’altezza degli altri volontari che sgobbano tra le gabbie (1/2 ore, noi i cani li abbiamo a casa h24 sinchè non li adottano e talvolta ci rimangono pure … ma vabbeh …).
    Perchè NON osteggiamo gli Allevatori (quelli seri), ma anzi … se non vogliono un “cane incognita” da noi o vogliono solo consigli su come meglio scegliere il cane adatto alla loro situazione, consigliamo di prenderlo da un Allevatore serio e indichiamo quali sono i paletti x riconoscerne uno.
    Perchè combattiamo in tutti i modi possibili i cangnari che riproducono ciò che non dovrebbero (informiamo se sono ignoranti e deprechiamo pubblicamente se invece “lo fanno apposta x specularci”).
    Perchè, sostanzialmente, diciamo quello che c’è scritto in questo articolo … tutto ….
    Solo che praticamente invece di avere degli alleati, siamo pieni di persone che ci odiano x’ diciamo cose scomode, talvolta SCOMODISSIME.
    Ma il mondo della cinofilia è questo?
    Eppure, la prima cosa non dovrebbero essere i cani? 🙁

    • Io dico!!! ma come si può pretendere di avere un cane di razza, di ottima salute “GRATIS”, io ora capisco che ciò porta al traffico illegale etc etc. ma ragazzi, sapete che lavoro duro c’è dietro un serio allevamento??, e per non parlare delle spese oblicatorie che devi affrontare riguardo hai cuccioli.
      Quindi, per come la penso io, certi “animalisti” farebbero bene a tenere la bocca chiusa quando non sanno le cose, io posso capire i “bastardini” (che io amo da morire) ma quello è tutt’altro discorso, ma arrivare a dire che i cani non si debbano pagare, è proprio l’ennesima cazzata di chi si fa chiamare animalista.
      PS: io sono un animalista in difesa della fauna selvatica di Pistoia, ed allevatore (non commerciale) di cani

    • Oriana concordo pienamente con te. Gli animalisti per me hanno torto a prescindere da tutto, anche se ogni tanto dicono qualche cosa giusta. Alla fine si fanno guerra anche tra di loro , non vedono l’ora di puntare il dito contro qualcuno e tutto facendo finta di combattere una guerra a favore degli animali. Si come no. Io ho due cani di razza , e due meticci .. ho a che fare sia con il mondo degli allevamenti che con quello degli animalisti e sinceramente preferisco il primo , poche persone che ti giudicano , tanti veri amici e tanto amore verso i cani qualunque essi siano, di razza o no.

  14. Ciao Valeria!

    Articolo come sempre molto interessante, documentato e molto ben scritto. Bel dibattito che segue! anzi no, non è proprio un dibattito …. Non ce l’ho fatta a leggere proprio tutti i commenti, ma a grandi linee chi risponde è più meno “sulla stassa barca” e la barca è quella dell’allevatore (o proallevatore – e nEanche menziono i cagnari … parlo dell’unica “razza” di allevatore che dovrebbe esistere: serio, affidabile e amante degli animali).

    Anche l’articolo in sé è molto orientato verso gli allevatori.

    Io, quindi mi sento un po’ in mezzo: amo gli animali, i gatti e i cani che ho (e che ho avuto) li ho sempre e solo trovati (neanche cercati, proprio trovati) e, personalmente, non ho mai, ma proprio mai capito chi cerca un cane “fatto così, col carattere cosà, di quella razza lì ecc ecc”. Anzi, mai no. Posso comprendere alcune esigenze (“ho un bambino piccolo … magari cerco un tipo di cane che non lo travolga per giocare o che non sia particolarmente nervoso”, “Ho 70 anni … prendere un cane da 40 e passa chili magari non è opportuno”) ma, escluse le esigenze legate ad una “sana convivenza” veramente fatico a capire…

    Ho amici che “il cane, solo corso, ma amo tutti gli animali” e via deicendo con varie razze nobili e nobilissime. Ma forse un cane è un po’ di più, oppure no?

    Che dire del carattere? In altri tuoi articoli si parla di come la propensione alla scelta di una razza particolare sia dettata anche dalla tipologia del carattere che quella razza esprime: ma, sottolinei tu, è sempre un’ipotesi! Grazie al cielo i cani non sono dei robot che, scelto il modello, rispetterà tutto quello che prevede il gran librone delle razze. Sono unici, con carattere proprio, ed alcune caratteristiche, ma solo caratteristiche.

    Potrei fose capire chi lavora col cane, per cui sceglie una razza ben specifica (“potrei” perché non è che mi vengano in mente così tanti lavori col cane … il cane poliziotto, forse … ma altri??? Evito, altrimenti mi troverei con l’insano dubbio di: ma è necessario? oppure è “sfruttamento”? e leggo da molti commenti del che parlare di “sfruttamento” porta dritto ad un ginepraio).

    Ma sinceramente nella maggior parte dei casi credo che la scelta che scelta della razza X o Y sia un vero e proprio capriccio. E non parlo degli allevatori!!! parlo di tutti coloro che desiderano un cane, che, in piccolissima parte hanno ambizioni di agility, o di mostre o di lavoro in acqua o di UD, ma che nella stragrande maggioranza cercano “solo un cane” (come se un cane con il pedigree fosse qualcosa in più …. ).

    Tutte sciuremarie? O forse il mondo non è fatto solo di esperti ma anche di persone che amano avere un “coso peloso” con loro e di altre che per mera ignoranza e ricerca di affermazione, hanno bisogno dello status symbol? Come se un pedigree potesse dare qualcosa di più …. Quanti realmente ne hanno necessità?

    E non parlo di allevatori, sto parlando dal mio punto di vista, quello della persona che con un cane non lavora, che si sta cercando il corso per vivere al meglio il rapporto con il cane, che ha un nuovo compagno peloso e che alto basso moro fulvo bello brutto, non me ne può fregare di meno, che sta imparando a conoscere e a farsi conoscere, ecc ecc ecc)

    E la mia domanda provocatoria è: ma a che servono poi tutte ste razze? L’ho sempre chiesto, a chi vive di cani di razza…. Le risposte collezionate? diverse, ma ricorrenti:

    dalla più (per me ) stupida: “Voglio che il mio cane rispetti questi canoni” (modo eleganto per dire “lo voglio molosso, grosso, “bello”, insomma, me deve piacé!) Che ci sta, figurarsi! ma ho qualche difficoltà ad applicare un concetto valido per una macchina, un cellulare o un pc, ad un essere vivente (già, ho un concetto di cane che, prima che “di razza” è “compagno di vita”, antropomorfizzato? grazie al cielo sì! Vivo in città, non guido greggi, faccio la spesa al supermercato invece di cacciare e ho l’antifurto in casa …quindi il cane mi è “salito” di livello!)

    a quella più filosofica: “Questa razza non deve scomparire, è importante, è storica, ecc ecc ecc ecc”.
    Uhmmmmm … quindi, per associazione (estremizzata) di pensiero mi verrebbe da dire: cacchio! che schifo st’evoluzione! per colpa sua non ci sono più i cercopitechi ma sti homini sapiens sapiens (effettivamente ….).
    Sempre ragionando per estremi (e senza parlare di nazismo!, nel senso di sterminio della razza….) un po’ fascio ‘sto ragionamento lo trovo: la razza bianca con quella bianca e quella nera con quella nera: se generi prole mulattina, rischiamo di far estinguere la razza bianca! E da qua: ma magari! Se siamo di “larghe vedute” (ancora con difficoltà, ma l’evoluzione arriverà primo o poi anche sull’apertura mentale) circa la bellezza di una razza umana mista (e l’arricchimento del patrimonio genetico che questo comporta), ma perché dobbiamo intestardirci a salvaguardare le razze di cani? per cosa? per quale motivo, se non edonistico (visto che tanto oggi, così come il cane non è più quello di 2000 anni fa, manco l’uomo lo è! E, almeno in alcuni paesi, quelli che hanno le mostre canine o gli standard delle razze, direi che la “trasformazione” del cane è avvenuta proprio per “colpa” degli umani!)

    Piccolo inciso sul mondo del volontariato/associazionismo/volontarismo/animalismo ecc ecc ecc (in realtà sono tutti mondi ben diveersi!)
    Per fortuna che ci sono i volontari (anche se spesso li strozzerei con le mie mani, lavorando nel non profit) e per fortuna che ci sono le associzioni che riescono a fari si che i volonatari possano esprimersi al meglio.
    Così come tutti voi reputate essenziale non confondere il mondo dei “cagnari” con quello degli “allevatori” vi invito a fare lo stesso con il mondo dell’associazionismo: le ssociazioni che “arricchiscono i presidenti, sfruttano gli animali, ecc ecc ecc) non sono sono immorali, ma sono ILLEGALI! Poi purtroppo esistono, ma a questo punto sta a noi (che diamo il nostro tempo o i nostri soldi) accertarci che non ci stiano prendenso per il naso! E, qualora scoprissimo del losco, sta sempre a noi DENUNCIARE!

    Animalista? cacchio! sì! per quello che per me vuol dire! (le distorsioni le lascio fuori)

    Cara Valeria, a questo punto ti chiedo un altro articolo, che semplicemente rovesci l’ottica di questo: lasciamo perdere gli allevatori e parliamo di chi sceglie un’adozione consapevole! A quanti realmente genuinamente e puramente consiglieresti di rivolgersi all’allevatore X o Y e a quanti consiglieresti il canile? fatti 100 i “pretendenti al cane” come li distribuiresti? Che forse è decisamente politicamente scorretto, ma realmente tu pensi che ci sia proprio necessità di tutti ‘sti pedigree (a fronte delle tipologie dei “pretendenti al cane”, dico)?

    grazie e …. cavolo, non avevo visto di essere andata così lunga!

  15. Proprio stamattina ho incontrato al parchetto una ragazza con un cucciolo. Mi si avvicina con un grande sorrisone e tanta euforia ( sia sua che del suo cucciolo). Lei ha un westyno, io due e la terza e’ a casa. Parliamo un po’.
    Signora al suo primo cane, glielo hanno regalato. Poco male, li ama e ne voleva uno.
    L’ ha comprato da una famiglia. Bene.
    Non ha il pedigree. Ah!
    Se lo volevo dovevo pagare di piu’. Ah! Ah!
    Ho messo io il microchip quando me lo hanno dato a 60 giorni. Povero, ha sofferto. E te credo se glielo mettevano prima che non era meglio?
    Ma tanto aveva gia’ messo i denti, quindi era inutile tenerlo con la mamma. ?…. Eh, si perche’ il gioco, la socializzazione e tutto il resto e’ solo una [email protected]@ta.
    Ho tanti dubbi, sai, sono al primo cane. Bene. Se hai domande fai pure. Ma scusa la famiglia a cui hai comprato questo cane non ti ha detto nulla? …. Ah gia’ se non ti ha dato il pedigree ne’ ha messo il chip figurati se ha speso 5 minuti per dirti il resto….

    Questo e’ stato il nostro botta e risp. Sicuramente la signora fara’ degli sbagli ma almeno e’ animata da buone intenzioni…
    Pero’ mi chiedo ma perche’ non ci si informa un po’ prima? Ora se ne parla tanto di sti canivendoli. Non ci sono piu’ scuse!

    …. Per la socializzazione, non preoccupatevi. La mia dolcissima mammina gli ha subito fatto capire come ci si avvicina a un adulto…. Non certamente mettendo le sue zampotte sulla testa dell’ altro….

    Ora, magari questa signora faceva bene ad andare a prendere un cane non di razza piuttosto che dare dei soldi a gente cosi’ ( tanto poi e’ quello che ha fatto visto che non ha il pedigree) Pero’ se aveste visto come quel cucciolotto di 5 mesi la guardava….

  16. Sarò breve: GRAZIE.
    A nome di tutti quelli che amano una razza e vogliono allevarla al meglio;
    quelli che, se avevano un maggiordomo, lo hanno dovuto licenziare per mancanza di fondi;
    quelli che fanno pochissime cucciolate (magari andandosi a cercare lo stallone a mille chilometri di distanza),eseguono e pretendono tutti gli esami per garantire ai cuccioli il futuro migliore possibile;
    quelli che dicono più “no” che “si” a chi non si rende conto della razza a cui si sono approcciati, solo perchè “è bella”;
    quelli che preferiscono “affidare” un cucciolo a chi con certezza lo vuole per la vita e gli può garantire tutto il meglio, piuttosto che “venderlo”;
    quelli che, alla prima difficoltà, il loro ex cucciolo se lo vanno a riprendere perchè una casa, loro, l’hanno sempre:la nostra;
    quelli che, come me, hanno un marito che chiede: ” ma non potevi avere la passione per il gioco, sarebbe stato meno costoso!”

  17. I cani sono animali come gli uomini. Qualcuno pensa forse di selezionare la razza umana? No? Bene, non si fa neanche con un cane. Gli allevatori mirano al guadagno, smettiamola di dire bufale. Fanno esattamente ció che non serve fare, anzi non si deve fare. Chi ama i bimbi ne adotta uno senza sceglierlo biondo con icchi azzurri e carattere da favola, per i cani è la stessa cosa. I bastardini sono magnifici, più forti e meno stupidi di quei ridicolo cani che allevate.

    • Ora, senza voler scomodare i millenni di selezione sull’uomo che ha adottato madre natura, che sarebbe pure troppo facile, stiamo pure terra terra…è noto che gli esseri umani per avere un figlio si accoppiano con il primo/prima che trovano per strada e non fanno minimamente “selezione”, vero ?
      Anche quando qualcuno “adotta un bimbo”, adotta il primo che gli appioppano, non va a fare una selezione, vero?
      La sfiga dei “bastardini” e dei cani in canile è che spesso a “difenderli” ci sia gente che se ne esce con commenti come il tuo.

      • Già, quando entri nelle liste di adozione dei bimbi, non puoi scegliere! Né l’età, ne il colore degli occhi i dei capelli, pena il decadimento dalle liste (io ci metterei pure una terapia obbligatoria …. Ma, grazie al cielo, non succede mai).

        La “sfiga” dei cani di canile (e di alcuni cani di allevamento, aggiungo) e’ di non essere considerati nella loro complessità. Affidare un cane (per soldi o per ammmmore) a chiunque, senza controlli pre e post (adozione o vendita) e’ indice di poca serietà anche da parte di chi il cane lo affida.

  18. Secondo me il punto e’ che in canile finiscono i cani dei cagnari, mica degli allevamenti seri!
    Per prima cosa se spendi delle belle cifre ci pensi su un attimo prima di abbandonarlo, poi per comprare il cane dall’allevatore serio dovrai aspettare e parlarci e via dicendo, la possibilita’ che un cane cosi’ scelto e pensato con ampio anticipo, magari aspettando la cucciolata giusta, vada a finire in canile per me sono pochissime. Molto piu’ probabile per il cane visto in negozio, preso d’impulso e pagato poco o niente… Perfino in canile fanno firmare moduli affidi e ti controllano se vivi in un luogo adatto!
    Il mondo non e’ bianco o nero, gli animalisti e gli allevatori seri se smettessero di farsi lotta a vicenda per far guerra ai cagnari sarebbero tutti piu’ contenti. Grazie a queste bagarre vivono i cagnari, mica si dice tra i due litiganti il terzo gode?!
    Da un lato gli animalisti dovrebbero smettere di dire che il cane non si compra, invece no, compratelo ma dall’allevatore giusto con il prezzo che vale, gli allevatori invece dovrebbero smettere di dire che cane da canile=cane traumatizzato a vita, semplicemente perche’ non e’ vero! Quello che si dovrebbe chiedere e’ di trovare il canile serio e l’allevatore serio e soprattutto il binomio giusto! il giusto cane alla giusta persona difficilmente verra’ abbandonato. Ma questo sarebbe chiedere troppo buon senso!

  19. cara Valeria Rossi, faccio una semplice domanda: secondo te è giusto creare attraverso varie selezioni, cani che soddisfano curiose simpatie estetiche dell’uomo ma che poi hanno problemi respiratori e di movimento???Un cane selezionato geneticamente dalla natura non avrà mai gli occhi sporgenti, non respirerà mai a fatica, non avrà le zampe storte (se tutto nella sua vita e crescita andrà bene ovviamente). Ci stiamo forse sostituendo a “Dio”??? I cani non si selezionano a proprio piacimento, come fanno gli allevatori, quindi gli allevamenti di cani di razza non dovrebbero esistere…parlare di cani di razza concettualmente è come parlare di razza ariana!

    • In un certo senso devo darti ragione: certe razze sono state estremizzate dall’uomo e non ha senso che siano arrivate a respirare male, a non sapere più partorire da sole e così via. Per questo vorrei che l’allevamento di queste (poche) razze facesse un sostanzioso passo indietro.
      TUTTE le altre razze, però, sono frutto della selezione naturale (perfino chihuahua e bassotti, entrambi esistenti da millenni): il compito dell’uomo è sempre stato (e dovrebbe essere ancora) quello di scegliere per gli accoppiamenti i cani più sani, controllando le patologie genetiche ed escludendo chi potrebbe mettere al mondo cuccioli malati.
      No, non lo paragono alla “razza ariana”: lo paragono, piuttosto, alla scienza moderna che mette i genitori in condizione di sapere in anticipo se i loro figli saranno a rischio di patologie invalidanti.

  20. Non entro nel merito della conversazione perche non ho le conoscenze necessarie, ma vorrei fare una piccola correzione: gli animalisti, quelli veri, quelli che hanno a cuore solo il benessere del cane, non fanno accoppiare i cani, non cantano al libero amore, ma spiegano e promuovono la sterilizzazione. Ormai tutti i canili, da nord a sud, affidano cani sterilizzati o con obbligo di sterilizzazione ai 6 mesi di età. Quelli che fanno accoppiare i cani sono i proprierati stupidi, o i contadini, che non sterilizzano i cani e poi se non riescono a regalare i cuccioli li ammazzano. Ma tutti i veri animalisti lottano per far capire l’importanza della sterilizzazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.