martedì 11 Agosto 2020

Dieci domande su… leishmaniosi e filariosi

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1) Che cosa sono, esattamente, leishmaniosi e filariosi?
La leishmaniosi canina è una malattia infettiva causata da protozoi del genere Leishmania, veicolati da un insetto chiamato “flebotomo” (o “pappatacio”, vedi foto a sin.), molto piccolo (è lungo circa 2-3 mm) e di colore giallo (per saperne di più vedere questo articolo e il sito www.leishmania.it).
La filariosi cardio-polmonare è una malattia causata da un parassita (Dirofilaria immitis), trasmesso mediante la puntura della comune zanzara (foto a dx).

2) Sono malattie gravi?
Purtroppo sì: quindi assolutamente da NON sottovalutare.

3) Come fa il cane ad ammalarsi?
FILARIOSI: quando una zanzara punge un cane malato di filariosi, le larve vengono aspirate dall’insetto e si sviluppano all’interno delle sue ghiandole salivari. Quando la zanzara punge un altro animale, lo infesta. Le larve introdotte nei tessuti passano al sistema circolatorio – dove vivono – e cominciano a migrare verso il cuore. Questa migrazione dura 6-7 mesi: una volta raggiunto il cuore le filarie, diventate adulte, producono nuove larve e il ciclo ricomincia daccapo. I parassiti adulti, lunghi una ventina di centimetri, vivono all’interno del cuore e delle arterie polmonari.
LEISHMANIOSI: i flebotomi inoculano nella cute dei corpuscoli detti promastigoti. Questi, appena entrati nell’organismo, vengono attaccati dai macrofagi (le cellule deputate a inglobare e quindi distruggere gli agenti infettanti): a questo punto si trasformano in “amastigoti” che si riproducono per scissione fino a riempire il macrofago e a distruggerne le pareti.

4) Quali danni causano?
FILARIOSI: il cuore infestato da filarie, per la presenza dei parassiti, subisce danni progressivi e tanto più gravi quanto più è tardiva la diagnosi, fino alla morte del cane.
LEISHMANIOSI: la leishmaniosi induce uno squilibrio immunologico che lascia il cane indifeso contro gli attacchi di qualsiasi agente patogeno. Anche questa malattia, purtroppo, ha talora un esito infausto.

Cuore colpito da filariosi

5) Quali sono i sintomi?
FILARIOSI: è difficile individuare precocemente la malattia basandosi sui sintomi, che compaiono di solito quando il cuore è già pesantemente compromesso. I più frequenti sono: debolezza, problemi respiratori, tosse, perdita di peso e di appetito.
LEISHMANIOSI: purtroppo c’è una sintomatologia talmente vasta che raramente si riesce a individuare al primo colpo la malattia.
Il tempo di incubazione è lunghissimo (fino a un anno) e gli unici indizi davvero probanti sono alcune manifestazioni cutanee particolari (per esempio la rarefazione del pelo intorno agli occhi, detta “segno degli occhiali”) e la crescita abnorme delle unghie (onicogrifosi), che però non sempre si manifestano.
Molti altri sintomi, cutanei (dermatite, forfora, prurito, ingrigimento del pelo) e non (congiuntivite, dimagramento, inappetenza o eccessiva voracità) sono comuni a un numero così elevato di patologie che il veterinario non ha un compito facile nell’individuarli.
Clinicamente sono poi abbastanza frequenti (ma non sempre presenti) l’ingrossamento dei linfonodi e della milza.
La febbre, citata da quasi tutti i testi che parlano di leishmaniosi, in realtà non sempre si manifesta, se non nelle rarissime forme acute, mentre nelle fasi avanzate della malattia è frequente l’ipotermia.
Per una diagnosi certa, sia di filariosi che di leishmaniosi, è indispensabile l’analisi del sangue, che si consiglia di richiedere sempre al proprio veterinario in presenza di sintomi poco chiari.
A destra, lesioni cutanee in un soggetto affetto da leishmaniosi  (foto gentilmente concessa dal sito www.leishmania.it)

6) Queste malattie sono contagiose? Possono essere trasmesse anche all’uomo?
Sì, ci può essere contagio sia tra animali che da animale all’uomo. Non è però possibile il contagio diretto; occorre che un flebotomo (nel caso della leishmaniosi) o una zanzara (nel caso della filariosi) pungano prima un animale infetto e poi la seconda “vittima” (animale o uomo che sia). La leishmaniosi è una malattia grave anche nell’uomo, mentre la filariosi nell’uomo ha un andamento subclinico e nella stragrande maggioranza dei pazienti è addirittura asintomatica.

7) Esiste un vaccino?
Al momento non esiste alcun vaccino contro la filariosi, mentre sta per essere messo sul mercato un vaccino contro la leishmania (però non è ancora disponibile in Italia).
Quello che molti chiamano “vaccino” contro la filaria è in realtà l’iniezione preventiva annuale (vedi sotto).

8 ) Quali sono le terapie?
Le terapie per la filariosi sono due diverse: una per le forme adulte e una per le microfilarie. Queste ultime vengono eliminate abbastanza agevolmente con l’ivermectina, mentre sulle forme adulte si deve agire con derivati arsenicali che però, nei casi più gravi, possono fare più male della malattia stessa. L’intervento precoce è fondamentale per arrivare alla completa guarigione.
Di leishmaniosi, purtroppo, non si guarisce: le terapia più utilizzate sono a base di antimoniato di n-metilglucamina (Glucantim®) ed allopurinolo (Zyloric®).
La terapia non ottiene lo stesso effetto su tutti i cani: alcuni reagiscono egregiamente, ma su altri non c’è un effetto apprezzabile e la malattia prosegue il suo tragico corso come se non ci fosse stata alcuna cura.

9) Esiste una prevenzione valida?
Assolutamente sì nel caso della filariosi: si possono infatti somministrare prodotti specifici che uccidono le larve prima che inizino la loro migrazione verso il cuore.
Questi prodotti devono essere somministrati una volta al mese per tutto il periodo in cui sono presenti le zanzare (solitamente da maggio a ottobre, ma anche da aprile a novembre nelle zone più calde).
Prima di iniziare la terapia è indispensabile l’analisi del sangue per accertare che il cane non abbia già parassiti adulti nel cuore.
L’effetto del prodotto è retroattivo, il che significa che ogni somministrazione serve ad uccidere le larve inoculate dalla zanzara nei 30 giorni precedenti.
I prodotti disponibili esistono:
a) in compresse, a base di ivermectina (Cardotek-30®) o di milbemicina ossima (Interceptor®);
b) in gocce, a base di selamectin (Stronghold®);
c) per via parenterale, sotto forma di iniezione sottocutanea da effettuare una sola volta all’anno. Il principio attivo di questo prodotto (Guardian SR®) è il moxidectin.

Per la leishmaniosi non esiste alcun prodotto capace di bloccare l’azione dei parassiti una volta che siano penetrati nell’organismo: quindi la prevenzione deve avvenire a monte, facendo in modo che il cane non venga punto dai flebotomi.
I due prodotti antiparassitari specifici contro questi insetti sono l’Expot® (in forma di “spot-on”, ovvero di “pipetta” contenente un liquido da spremere sulla cute – tra le scapole – dove verrà gradualmente assorbito) e lo Scalibor®, che è invece un collarino.
In aggiunta a questi prodotti si possono usare repellenti come il “Fly away”®, da spruzzare sul pelo: il suo odore risulta sgradevole agli insetti.

10) Esistono zone italiane maggiormente a rischio, e zone in cui invece si può stare tranquilli?
Esistono zone tradizionalmente più a rischio di altre  (per esempio Liguria, Toscana, Sicilia per la leish, pianura padana per la filaria), ma ormai non si può più considerare esente da rischi nessuna zona d’Italia, escluse forse quelle di alta montagna in cui non c’è mai una temperatura sufficientemente alta per consentire la vita di zanzare e flebotomi.
Purtroppo gli insetti ormai viaggiano in auto, pullman, nave…esattamente come noi (anzi, “con” noi), e si spostano da una parte all’altra d’Italia con la massima disinvoltura.
La prevenzione è consigliabile ovunque.

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11 Commenti

  1. Ciao a tutti… il mio pastore sta male il veterinario le ha diagnosticato sua la lesnagnosi che la filiaria.. purtoppo viviamo in aperta campagna… le pipette funzionano poco. Ora sta male… il vet dice che non può fare entrambe le cure perche le verrebbe un infarto. . Allora sta curando la lesnagnosi e sta prendendo la pastiglia per il cuore e un altra. . Sono straziata. Non mangia ed è affaticata. Cosa mi consigliate?

  2. Cristina quella sensazione di paranoia l’ho provata anche io ……. in seguito sostituita da disperazione …….. Siamo ancora e più di prima assieme fortunatamente ma l’allerta non viene mai meno.

  3. Il mio cane, adottato al Nord a cinque mesi in una zona fino a poco tempo fa esente da leishmaniosi, ma proveniente dal Sud Italia, ha avuto purtroppo una recente diagnosi di leishmaniosi, a poco più di due anni (quindi molto precocemente). Potrebbe addirittura essere nato già con la malattia, che si può trasmettere durante la gravidanza o il parto se la madre è malata. Anche nel mio caso (fondiamo un club???) il sintomo decisivo è stato il sanguinamento dal naso, manifestatosi come una pioggia di goccioline di sangue trovata sul pavimento, probabilmente prodotta da uno starnuto! Quasi contemporaneamente ho notato le tipiche lesioni della pelle e solo a quel punto si è accesa la lampadina nel cervello del mio veterinario. Fino a quel momento, mi ero sentita una proprietaria di cani paranoica! Lo avevo consultato per la zoppìa occasionale, per gli occhi rossi, per l’inappetenza, per un occasionale disagio alle articolazioni delle zampe posteriori (che simulava l’artrosi che avevo già visto in cani anziani): tutti sintomi che, presi uno per uno e in tempi diversi, possono far pensare a tante cose o a niente… Ora il mio cane ha già un’insufficienza renale e non sappiamo se reggerà la terapia. Ormai nessuna zona d’Italia è esente: fate regolarmente i controlli specifici sul sangue, lo dico ai veterinari ma anche ai proprietari, se i veterinari non ci pensano! La malattia individuata precocemente (prima che ci siano danni renali) può essere tenuta sotto controllo, facendo dei cicli di terapie; se i reni sono già danneggiati (come nel nostro caso), purtroppo la cura diventa molto difficile da sopportare.

  4. Negli ultimi anni si è maggiormente diffusa la piaga della Leishmaniosi, tanto se ne è parlato e molto si è scritto anche da provenienti fonti autorevoli. Altrettanto del vaccino attualmente in commercio se pur con opinioni contrastanti ma altrettanto autorevoli.

    Ma non è l’aspetto della patologia in senso clinico che vorrei commentare (non ne ho titoli) quanto del poco ancora uso dell’informazione inerente la gestione quotidiana di tale patologia e quali e quante incombenze comporta sia a livello pratico che economico.

    Tutti gli animali cani, gatti, pesci, bradipi, armadilli, etc. potrebbero contrarre malattie o comunque svilupparne nella fase dell’invecchiamento. A tale premessa ritengo che ogni proprietario abbia il dovere di assistere e proteggere incondizionatamente il proprio animale soprattutto se in condizioni fisiche precarie. Per quei cani in particolare, recuperati da situazioni di disagio, maltrattamento, denutrizione, abbandoni, incuria, disinteresse, sfruttamento, etc, sia di razza che meticci, e di qualsiasi provenienza, continente, stato, zona, paese, località, latitudine, l’incidenza che possano essere venuti a contatto con il protozoo della Leishmania è purtroppo maggiore. Sarebbe quindi corretto che coloro che si occupano di adozioni (ammirevole categoria che ritengo non sia scevra di notizie-esperienze) oltre che elargire suggerimenti e consigli generici seppur utilissimi, vogliano anche informare i potenziali adottanti, prima che decidano, che il soggetto potrebbe essere stato precedentemente contagiato, non manifestare mai la patologia, non manifestarla nell’immediato, manifestarla in un secondo tempo e con quali sintomi sospetti. In tal caso gli oneri, le necessità e gli impegni da sostenere sia economicamente che emotivamente per visite mediche, esami clinici, terapie, somministrazione e acquisto farmaci, eventuali reazioni negative agli stessi, tempi di stabilizzazione, ricadute, controlli periodici costanti per tutta la vita del cane, ecc.

    Chi sarà a conoscenza anticipatamente di queste “eventualità” potrà poi decidere consapevolmente se affrontare o meno un futuro con eventuali complicazioni poiché già preparati.

  5. Ciao, ho ritardato di 8 giorni rispetto al mese precedente di dare la pastiglia per la filaria al mio cane, adesso Vedo che non sta bene, ho Paula che ha preso la malattia, qualcuno mi sa dire se in caso di ritardo il cane rischia di ammalarsi , sn preoccupatissima

  6. Ragazzi per caso sapete dirmi se per casq queste malattie sono diffuse anche in Inghilterra??
    Io sono qua da 6 mesi col mio cane, sapete mica se per caso devo stare attenta a qualche altra malattia??
    Grazie

    • da quello ke ho capito dal veterinario “queste” malattie sono difuse nelle aree mediterrane (Sud Europa).
      Per esempio in polonia non si parla neanche di queste malatie

  7. Ciao a tutti!anche il mio cane di 5 anni ormai da 4 anni è in cura per tenere sotto controllo la leishmania ma avrei una domanda da farvi..Qualcuno di voi sa in che paesi d’europa non lo posso portare a parte l’inghilterra?vorrei trasferirmi a fuerteventura e non so se si puo’.Grazie!

  8. Vorrei aggiungere una cosa tra i sintomi della Lishmaniosi:
    Tra quelli iniziali c’è anche la perdita di sangue dal naso.
    Nel caso del mio cane, che stava benissimo, è stato solo un caso isolato di poche gocce fuoriuscite dal naso ad allarmare il veterinario che prontamente ci fece fare l’esame per la leishmania, che purtroppo risultò positivo.

    Fortunatamente ora il mio pastorone sta bene, ha preso medicine per un anno, che hanno avuto una grande efficacia, tanto che ora sono mesi che non ha più bisogno prenderne. Lo teniamo però sotto controllo con analisi del sangue ogni sei mesi.

    • Confermo. Anche noi ci siamo accorti della malattia per la perdita di sangue dal naso (occhio a quando si leccano insistentemente il naso). Poi con il glucantim la cana è stata bene

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