mercoledì , 24 maggio 2017
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Dieci domande su… leishmaniosi e filariosi

1) Che cosa sono, esattamente, leishmaniosi e filariosi?
La leishmaniosi canina è una malattia infettiva causata da protozoi del genere Leishmania, veicolati da un insetto chiamato “flebotomo” (o “pappatacio”, vedi foto a sin.), molto piccolo (è lungo circa 2-3 mm) e di colore giallo (per saperne di più vedere questo articolo e il sito www.leishmania.it).
La filariosi cardio-polmonare è una malattia causata da un parassita (Dirofilaria immitis), trasmesso mediante la puntura della comune zanzara (foto a dx).

2) Sono malattie gravi?
Purtroppo sì: quindi assolutamente da NON sottovalutare.

3) Come fa il cane ad ammalarsi?
FILARIOSI: quando una zanzara punge un cane malato di filariosi, le larve vengono aspirate dall’insetto e si sviluppano all’interno delle sue ghiandole salivari. Quando la zanzara punge un altro animale, lo infesta. Le larve introdotte nei tessuti passano al sistema circolatorio – dove vivono – e cominciano a migrare verso il cuore. Questa migrazione dura 6-7 mesi: una volta raggiunto il cuore le filarie, diventate adulte, producono nuove larve e il ciclo ricomincia daccapo. I parassiti adulti, lunghi una ventina di centimetri, vivono all’interno del cuore e delle arterie polmonari.
LEISHMANIOSI: i flebotomi inoculano nella cute dei corpuscoli detti promastigoti. Questi, appena entrati nell’organismo, vengono attaccati dai macrofagi (le cellule deputate a inglobare e quindi distruggere gli agenti infettanti): a questo punto si trasformano in “amastigoti” che si riproducono per scissione fino a riempire il macrofago e a distruggerne le pareti.

4) Quali danni causano?
FILARIOSI: il cuore infestato da filarie, per la presenza dei parassiti, subisce danni progressivi e tanto più gravi quanto più è tardiva la diagnosi, fino alla morte del cane.
LEISHMANIOSI: la leishmaniosi induce uno squilibrio immunologico che lascia il cane indifeso contro gli attacchi di qualsiasi agente patogeno. Anche questa malattia, purtroppo, ha talora un esito infausto.

Cuore colpito da filariosi

5) Quali sono i sintomi?
FILARIOSI: è difficile individuare precocemente la malattia basandosi sui sintomi, che compaiono di solito quando il cuore è già pesantemente compromesso. I più frequenti sono: debolezza, problemi respiratori, tosse, perdita di peso e di appetito.
LEISHMANIOSI: purtroppo c’è una sintomatologia talmente vasta che raramente si riesce a individuare al primo colpo la malattia.
Il tempo di incubazione è lunghissimo (fino a un anno) e gli unici indizi davvero probanti sono alcune manifestazioni cutanee particolari (per esempio la rarefazione del pelo intorno agli occhi, detta “segno degli occhiali”) e la crescita abnorme delle unghie (onicogrifosi), che però non sempre si manifestano.
Molti altri sintomi, cutanei (dermatite, forfora, prurito, ingrigimento del pelo) e non (congiuntivite, dimagramento, inappetenza o eccessiva voracità) sono comuni a un numero così elevato di patologie che il veterinario non ha un compito facile nell’individuarli.
Clinicamente sono poi abbastanza frequenti (ma non sempre presenti) l’ingrossamento dei linfonodi e della milza.
La febbre, citata da quasi tutti i testi che parlano di leishmaniosi, in realtà non sempre si manifesta, se non nelle rarissime forme acute, mentre nelle fasi avanzate della malattia è frequente l’ipotermia.
Per una diagnosi certa, sia di filariosi che di leishmaniosi, è indispensabile l’analisi del sangue, che si consiglia di richiedere sempre al proprio veterinario in presenza di sintomi poco chiari.
A destra, lesioni cutanee in un soggetto affetto da leishmaniosi  (foto gentilmente concessa dal sito www.leishmania.it)

6) Queste malattie sono contagiose? Possono essere trasmesse anche all’uomo?
Sì, ci può essere contagio sia tra animali che da animale all’uomo. Non è però possibile il contagio diretto; occorre che un flebotomo (nel caso della leishmaniosi) o una zanzara (nel caso della filariosi) pungano prima un animale infetto e poi la seconda “vittima” (animale o uomo che sia). La leishmaniosi è una malattia grave anche nell’uomo, mentre la filariosi nell’uomo ha un andamento subclinico e nella stragrande maggioranza dei pazienti è addirittura asintomatica.

7) Esiste un vaccino?
Al momento non esiste alcun vaccino contro la filariosi, mentre sta per essere messo sul mercato un vaccino contro la leishmania (però non è ancora disponibile in Italia).
Quello che molti chiamano “vaccino” contro la filaria è in realtà l’iniezione preventiva annuale (vedi sotto).

8 ) Quali sono le terapie?
Le terapie per la filariosi sono due diverse: una per le forme adulte e una per le microfilarie. Queste ultime vengono eliminate abbastanza agevolmente con l’ivermectina, mentre sulle forme adulte si deve agire con derivati arsenicali che però, nei casi più gravi, possono fare più male della malattia stessa. L’intervento precoce è fondamentale per arrivare alla completa guarigione.
Di leishmaniosi, purtroppo, non si guarisce: le terapia più utilizzate sono a base di antimoniato di n-metilglucamina (Glucantim®) ed allopurinolo (Zyloric®).
La terapia non ottiene lo stesso effetto su tutti i cani: alcuni reagiscono egregiamente, ma su altri non c’è un effetto apprezzabile e la malattia prosegue il suo tragico corso come se non ci fosse stata alcuna cura.

9) Esiste una prevenzione valida?
Assolutamente sì nel caso della filariosi: si possono infatti somministrare prodotti specifici che uccidono le larve prima che inizino la loro migrazione verso il cuore.
Questi prodotti devono essere somministrati una volta al mese per tutto il periodo in cui sono presenti le zanzare (solitamente da maggio a ottobre, ma anche da aprile a novembre nelle zone più calde).
Prima di iniziare la terapia è indispensabile l’analisi del sangue per accertare che il cane non abbia già parassiti adulti nel cuore.
L’effetto del prodotto è retroattivo, il che significa che ogni somministrazione serve ad uccidere le larve inoculate dalla zanzara nei 30 giorni precedenti.
I prodotti disponibili esistono:
a) in compresse, a base di ivermectina (Cardotek-30®) o di milbemicina ossima (Interceptor®);
b) in gocce, a base di selamectin (Stronghold®);
c) per via parenterale, sotto forma di iniezione sottocutanea da effettuare una sola volta all’anno. Il principio attivo di questo prodotto (Guardian SR®) è il moxidectin.

Per la leishmaniosi non esiste alcun prodotto capace di bloccare l’azione dei parassiti una volta che siano penetrati nell’organismo: quindi la prevenzione deve avvenire a monte, facendo in modo che il cane non venga punto dai flebotomi.
I due prodotti antiparassitari specifici contro questi insetti sono l’Expot® (in forma di “spot-on”, ovvero di “pipetta” contenente un liquido da spremere sulla cute – tra le scapole – dove verrà gradualmente assorbito) e lo Scalibor®, che è invece un collarino.
In aggiunta a questi prodotti si possono usare repellenti come il “Fly away”®, da spruzzare sul pelo: il suo odore risulta sgradevole agli insetti.

10) Esistono zone italiane maggiormente a rischio, e zone in cui invece si può stare tranquilli?
Esistono zone tradizionalmente più a rischio di altre  (per esempio Liguria, Toscana, Sicilia per la leish, pianura padana per la filaria), ma ormai non si può più considerare esente da rischi nessuna zona d’Italia, escluse forse quelle di alta montagna in cui non c’è mai una temperatura sufficientemente alta per consentire la vita di zanzare e flebotomi.
Purtroppo gli insetti ormai viaggiano in auto, pullman, nave…esattamente come noi (anzi, “con” noi), e si spostano da una parte all’altra d’Italia con la massima disinvoltura.
La prevenzione è consigliabile ovunque.

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