Si avvicina l’estate…e si sa già che aumenteranno  (non “inizieranno”, purtroppo, perché il fenomeno interessa tutto l’arco dell’anno) anche gli abbandoni. Ma che senso avrebbe, parlarne su “Ti presento il cane”? I nostri lettori non abbandonano certamente i loro amici!
Quindi – un po’ come avviene per le campagne promozionali contro l’abbandono, che colpiscono solo laddove la sensibilità c‘è già – parlare di tutto il dolore a cui vanno incontro i cani costretti al randagismo (spesso solo per poche ore, perché poi li aspetta una morte che a volte coinvolge umani incolpevoli, come quando i cani diventano protagonisti di gravi incidenti stradali) servirebbe soltanto a rattristare cuori che già tremano ogni volta che incontrano un cane lasciato a se stesso, e soffrono all’idea di non poterseli portare a casa tutti.
Ma l’abbandono e il randagismo, purtroppo, sono solo “una” delle conseguenze della stupidità e delle leggerezza umane: ci sono anche altri problemi “estivi”, perché ogni anno avviene una vera e propria strage degli innocenti.  Innocenti non “abbandonati”, ma  lasciati soffrire, e a volte morire, in modo terribile…solo perché il padrone non si è  ricordato di lasciare la macchina all’ombra.
Oppure si era ricordato, ma poi “il sole è girato” (ma tu guarda! Chi l’avrebbe mai detto che poteva succedere una cosa simile?) e l’auto si è  trasformata in una fornace mortale.

Idiozia, stupidità, degrado cerebrale…quando leggo notizie di questo genere mi vengono in mente tutti gli insulti possibili: ma anche in questo caso non pensavo che fosse il caso di parlarne ai “miei” lettori, che non ritengo neppure così deficienti da non sapere che la terra gira intorno al sole. .
Sono tutte cose che i cinofili veri sanno perfettamente: e i non-cinofili, quelli che considerano il loro cane alla stessa stregua di un oggetto…non leggeranno mai “Ti presento il cane”: quindi a che servirebbe inviare messaggi senza destinatario?
Nonostante questo, forse è il caso di parlare di cani lasciati morire al sole… perché mi è tornata tra le mani una e-mail ricevuta qualche tempo fa, che raccontava questo episodio:

Stavo tornando a lavoro verso le due e mezza quando ho visto quattro o cinque persone attorno ad una macchina in pieno centro, strada di passaggio. Dentro la macchina, completamente sotto il sole, con un dito di finestrino abbassato, un cane che guaiva.
Tutti, sconvolti, guardavano, esprimevano il loro orrore e andavano.
Io e mio marito, che siamo istintivi ed esagerati (lo ammetto), abbiamo cominciato a cercare nei negozi della via. Nel negozio del barbiere abbiamo trovato l’idiota e gli abbiamo spiegato il problema.
La sua risposta? “Fatevi i c. vostri, il cane è mio e sono c. miei”.
Noi abbiamo insistito e lui: “Va bene stronzi, portatelo a fare un bel giretto, se volete”.
Siamo usciti e mio marito l’ha preso sulla parola; ha abbassato con le mani il finestrino il più possibile e una ragazza che si è unita a noi è riuscita e infilare il braccio per sbloccare la sicura.
Abbiamo fatto uscire il cane: era a pezzi. Siamo stati all’ombra almeno 20 minuti prima che il tizio uscisse.
Quando è uscito ha cominciato a prenderci a parolacce, a dirci che ci ammazzava, ha cominciato a prendere a spintoni mio marito.
Ha ripreso il cane urlando il suo nome e cognome, dicendo di denunciarlo pure e che ci sarebbe venuto a cercare e ci avrebbe “tagliato la gola”.
La cosa più triste è stato il barbiere che è uscito urlando che quello era un suo cliente e noi non ci dovevamo permettere di importunarlo. Anzi, forse più triste ancora è stato il carabiniere da cui siamo andati e che ci ha trattati come se avessimo tempo da perdere, ridendoci in faccia come se stessimo parlando di cavolate. Ci ha detto che non è reato tenere un cane in un macchina infuocata a disperarsi”.
Certi problemi non c’erano quando si andava in carrozza…ma il progresso non è una buona scusa per diventare insensibili e superficiali”.

Roba da far  ribollire il sangue: tanto che non so proprio cosa avrei fatto se fossi stata io la protagonista di un simile episodio.
Sono pacifista, giuro, e di solito non sono neppure una persona rissosa: se possibile, prima di litigare, cerco sempre di affrontare qualsiasi problema con una discussione civile.
Però, dopo aver letto questa e-mail,  ho provato l’impulso irrefrenabile di andare a cercare padrone del cane, barbiere e pure carabiniere…e di prenderli a schiaffoni tutti e tre.
Ma porcaccia la miseria!
COME SI PERMETTE, certa gente, di insultare e minacciare chi ha semplicemente cercato di salvare la vita di un cane?
E soprattutto…come si è permesso, un Carabiniere, di ridere in faccia a chi gli espone gli estremi di un REATO?
Perché, sappiatelo, di REATO si tratta. Punibile con l’arresto.
Lo dice il codice penale:

Art. 544-bis. – (Uccisione di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Art. 544-ter. – (Maltrattamento di animali). – Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.

Commette un reato, e deve andare in galera, chiunque cagiona la morte o la sofferenza di un animale SENZA NECESSITA’.  Non solo “con crudeltà”.
Quindi, anche quando “oh, cavoli, non volevo…avevo abbassato il finestrino!”.
Anche quando “oh, porca miseria, ma perché nessuno mi ha detto che il sole “gira”?”
Quindi  nessun rappresentante delle Forze dell’Ordine si può permettere di “ridere in faccia” a chi denuncia un reato: quel carabiniere (minuscolo) deve rendersi conto di essere, oltre che un pessimo essere umano, anche una vera vergogna  per l’istituzione che rappresenta.
Se ha un minimo di rispetto per l’Arma, si congedi. Che di carabinieri come lui facciamo volentieri a meno.
Per il padrone del cane – e per il barbiere – non trovo parole sufficientemente dure: forse non ne esistono di adeguate.
Quei due vorrei solo chiuderli insieme in macchina, al sole, senz’aria, per un’oretta, a raccontarsi l’un l’altro come si stia bene e quanto siano odiosi i passanti che vengono a disquisire su come si tiene il proprio cane. In un’ora non crepano, eh: ma magari cominciano a capire (forse: se il mononeurone di cui sono dotati glielo consente).
Purtroppo questo non si può fare: però ci si può muovere,  come ha fatto  la ragazza che ha scritto l’e-mail, anziché fare come gli altri mille passanti che “inorridivano e andavano”.
“Andare” non si può, non si deve.
Ma non è neppure indispensabile correre a cercare il padrone del cane, rischiando reazioni brutali come quella descritta sopra.
Quello che si deve fare, invece, all’istante, è chiamare le Forze dell’Ordine: Polizia, Carabinieri (maiuscoli), Vigili urbani o Vigili del fuoco…chiamiamoli pure tutti, che male non fa: ma consiglio soprattutto i Vigili del Fuoco, che di solito sono i più veloci ad intervenire.
Sono tutti tenuti ad accorrere: e lo faranno tutti, perché il protagonista di questo episodio NON è un degno rappresentante dell’Arma, ma un coglione in divisa (tutti i Carabinieri che ho avuto modo di conoscere finora – e non solo loro, ma anche molti altri rappresentanti delle Forze dell’ordine – si sono rivelati sensibilissimi verso gli animali, pronti a rischiare addirittura la propria incolumità per salvarne uno).
Se doveste incontrare un personaggio inumano come quello dell’aneddoto, denunciatelo subito ai suoi superiorei: ma non dovrebbe succedere mai. Non pensate, vi prego, che quello della e-mail sia un esempio “normale” di reazione a una denuncia di maltrattamento – perché di maltrattamento, e quindi di REATO, si tratta, e non mi stanco di ripeterlo: abbiate fiducia in chi deve tutelare la nostra sicurezza e quella dei nostri amici, anche di quelli pelosi.
Chiamate SUBITO, perché il colpo di calore è mortale e non c’è tempo da perdere.
Chiamate, che un cellulare in tasca l’avete di sicuro: ma se nessuno arrivasse in tempo e vi rendeste conto che il cane sta morendo, rompete il finestrino e tiratelo fuori.
Spaccate tutto, perché una vita  vale più del finestrino di una macchina.

Però, prima, ricordate che:

a) un cane in macchina può guaire e disperarsi anche solo perché è stato lasciato lì: non sta necessariamente morendo!
Così come mi sono venuti i capelli dritti leggendo la mail di cui sopra, mi sono anche spetasciata dal ridere quando un amico mi ha raccontato di essere andato al ristorante col cane, di essere uscito, di averlo fatto salire in macchina e di essersi reso conto che aveva lasciato il telefono sul tavolo. E’ rientrato di corsa, è uscito (tempo massimo che può aver impiegato: trenta secondi) e ha trovato una signora che l’ha coperto di insulti perchè “stava lasciando morire il suo cane di caldo” e che era già pronta a rompere il finestrino della macchina per “salvare” il cane.
Motivo? Il cane, vedendo il suo umano che tornava indietro di corsa e lo lasciava lì senza portarlo con lui (come fa sempre, comunque e ovunque), aveva messo le zampe sul vetro e aveva abbaiato: secondo la signora, il poverino stava “soffrendo orribilmente” e il mio amico ha impiegato un’ora a spiegarle la situazione e a tranquillizzarla.
Prima di smuovere mezzo mondo o di spaccare tutto, dunque, cerchiamo di capire se siamo veramente di fronte a un caso di emergenza.
Purtroppo, dall’esterno dell’auto, non è facilissimo distinguere i sintomi: perché il più indicativo è l’innalzamento della temperature corporea, che non si può valutare “ad occhio”, mentre un altro dei sintomi classici, e cioè il respiro rapido ed affannoso, possono manifestarsi anche in un cane che è semplicemente agitato perché è rimasto solo, ma non sta correndo alcun rischio.
Che fare, dunque?
Innanzitutto, controllare  le condizioni dell’AUTO: per esempio, se tutti i finestrini sono chiusi, il cane è a rischio anche se la vettura si trova all’ombra.  Se il finestrino è socchiuso, ma l’auto è al sole e la temperatura della lamiera è molto alta: se il cane ansima con visibile sofferenza, se strabuzza gli occhi, se dà l’impressione di barcollare, è allarme rosso e conviene fare subito una telefonata.
Se il cane ha addirittura le convulsioni o sta collassando, l’emergenza è totale e  se non arrivano i soccorsi in pochissimi minuti si può anche spaccare il finestrino.

b) se doveste essere voi i primi a compiere le operazioni di soccorso, in attesa dele veterinario che avrete chiamato, bagnate il cane con acqua fresca (NON gelata: un raffreddamento troppo rapido può indurre ad una coagulazione intravasale disseminata) e poi avvolgetelo in un telo fresco e bagnato. In aggiunta si possono applicare degli impacchi freddi sulla testa, fra le ascelle, nell’inguine e sull’addome
Intanto fate il possibile per procurarvi un termometro: quando la temperatura arriva a 39,5-40°C si può smettere di raffreddare l’animale.

SE SIETE VOI A DOVER LASCIARE IL CANE IN MACCHINA:

– ricordate di utilizzare sempre le tendine parasole per i finestrini;
– parcheggiate sempre all’ombra, ma tenete anche presente che “il sole gira”. L’ombra di un albero, per esempio, potrebbe spostarsi nel giro di pochi minuti lasciando la vettura esposta al sole;
– se fa molto caldo, ricordate che abbassare leggermente il finestrino non basta;
– abbassate sempre almeno un paio di finestrini e non uno solo, per garantire un minimo di riciclo dell’aria;
– ricordate che bastano pochi minuti perché un cane cominci a dare segni di sofferenza, specie se è un cane a muso corto, se è sovrappeso e/o  se è in età avanzata;
– attenzione a non trovare un rimedio peggiore del male: per esempio, lasciando tutto il finestrino aperto cosicché il cane rischi di saltare fuori e magari finire in mezzo al traffico. Se siete proprio costretti a lasciare la macchina al sole, potrete  aprire completamente il finestrino solo se la vostra macchina è attrezzata con le cinture di sicurezza per cani (ovviamente questo comporta  il rischio che vi rubino macchina e cane…ma se siete poco lontano e potete tenere la situazione sotto controllo, allora si può fare!).



ATTENZIONE! NON SI MUORE SOLTANTO IN MACCHINA!

ALTRE PRECAUZIONI CONTRO IL COLPO DI CALORE:

– Evitare sempre di far fare esercizio fisico al cane se la temperatura esterna è superiore a 25°C
– Non lasciare MAI il cane da solo dentro caldi garage, stanze, autovetture, recinti non adeguatamente ombreggiati e forniti di acqua potabile fresca;
– Se doveste lasciare il cane da solo in un ambiente che temete possa surriscadlarsi, lasciagli a disposizione una tinozza d’acqua in cui possa eventualmente entrare per rinfrescarsi;
– in qualsiasi situazione, anche per strada (specialmente i cani a muso molto corto possono cadere vittime di colpi di calore per una semplice passeggiata), se il cane comincia a dare segni di sofferenza bagnategli subito la testa e, se è il caso, anche tutto il mantello.
I proprietari di cani particolarmente a rischio (carlini, bulldog ecc.) d’estate dovrebbero tenere sempre a disposizione una borsa frigo con le classiche “mattonelle” da applicare per impacchi freddi in caso di necessità;
–  ricordate che gli animali dal mantello bianco o comunque molto chiaro hanno le stesse caratteristiche delle persone con la carnagione pallida: sono più sensibili all’esposizione dei raggi ultravioletti. I cani neri, in compenso, “assorbono” di più il calore;
– d’estate gli animali devono avere SEMPRE acqua fresca a disposizione. Cambiate l’acqua nelle ciotole ogni volta che si riscalda.

 

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5 Commenti

  1. x quanto ne so l’alcool denaturato (quello da supermercato) evapora + rapidamente dell’acqua raffreddando + velocemente, quindi può essere usato x bagnare il cane surriscaldato (NON il muso, solo il corpo x ovvi motivi) e raffreddarlo rapidamente senza esporlo ai rischi che si avrebbero immergendolo in acqua troppo fredda (si usava anche come “rimedio della nonna” x abbassare la febbre ai bambini mettendo con una benda o lo scontch batuffoli di cotone imbevuti di alcool denaturato ai polsi alla dola alle caviglie e all’inguine vicino alle arterie femorali ad es..ma x un cane + + rapido bagnargli pancia e ascelle con l’alcool denaturato o tutto il cane tranne muso e genitali, facendo attenzione che l’alcool entri in un pelo magari idrorepellente; idem x l’acqua, se si bagna il cane meglio sul dorso bagnare alzando il pelo x far andare l’acqua sulla pelle e non scivolare su un pelo idrorepellente come ad es quello del labrador).

    Non so se la dritta dell’alcool sia o no valida anche x i cani (a naso credo di si se si sta attenti a non bagnare muso e genitali e a non far leccare via l’alcool dal cane: quindi meglio risciacquarlo abbondantemente quando si è raffreddato e sorvegliarlo mentre si raffredda): se è una cugginata fatemelo sapere (la mia non soffre surriscaldamenti, anzi resiste molto bene al caldo, ma il cane di mia mamma una volta è collassato x il calore nel giardino di mia zia all’ombra di un pino…quindi ne soffre..)..

    Ho visto che la HURRTA fa anche cappottini raffreddanti x cani: sono cappotti di spugna da bagnare e mettere al cane che lo mantengono fresco: x cani che soffrono molto il caldo mi sembrano una buona idea visto che raffreddano + a lungo che bagnando semplicemente il cane e non gocciolano ovunque.

  2. Avevo letto da qualche parte che sarebbe meglio bagnare, anziché la testa, l’inguine dei cani: questo perchè sarebbe più irrorato e, quindi, l’animale proverebbe sollievo prima. È vero???

  3. Chiedo scusa a nome dell’Arma per la risposta scorretta fornita dal militare alle due brave persone che hanno salvato il povero cane chiuso in macchina. L’insensibilità dei miei colleghi di fronte a questioni di questo tipo dipende, purtroppo, spesso dal contesto ambientale in cui sono cresciuti, più che dall’addestramento e dalla preparazione ricevuti. Ciò non toglie che il carabiniere (che,comunque, ha dimostrato anche impreparazione professionale) avrebbe dovuto ricevere la denuncia dei due signori (anche vista la rarità con cui la gente decide di esporsi in prima persona in denunce firmate) e procedere nei confronti del padrone del cane. Approfitto per invitare coloro che leggeranno questo mio commento a segnalare ai superiori gerarchici comportamenti ed atteggiamenti scorretti da parte di militari dell’Arma: c’è sempre un superiore deputato al controllo a cui fa piacere ricevere gli opportuni stimoli da parte dei cittadini per far sì che l’Organizzazione migliori.

  4. si fate grandissima attenzione perche` l`anno scorso in estate il mio mix hokkaido tutto bianco di circa 13 anni Yukitastava per lasciarci le penne….era a fare il pisolino in giardino all`ombra come al solito ma fuori c`erano eccezionalmente 30 gradi…quando l`ho chiamato e l`ho visto barcola^lare mi sono fiondata dal vet e solo la tempestivita` lo ha salvato…dopo una settimana di flebo e quasi un mese di difficolta` a camminare…ce l`ha fatta ma mai piu` oltre i 25 gradi..nel caso si sta in casa col condiionatore acceso!

  5. Abitando in zona isolata, spesso mi capita di portare i cani in auto fino alla ZAC più vicina e al ritorno approfitto per fare una commissione o prendere qualcosa al volo al supermercato, nel paese dove mi fermo per queste incombenze conosco già tutti i parcheggi disponibili con le zone ombreggiate, al posto del disco orario uso il “disco solare”, so quali e per quanto tempo stanno all’ombra sia al mattino che al pomeriggio e così mi regolo di conseguenza, a volte parcheggio anche lontanissimo da dove devo andare, ma non mi importa, perché so che li troverò bene al mio ritorno. Anzi, benissimo, spesso li trovo a dormire beatamente. L’unica cosa a darmi pensiero è se capitasse uno di quelli che fraintendendo la situazione si mettesse a sfasciarmi l’auto per salvare i due cani “moribondi”.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.