ASPETTO GENERALE: è un cane dall’aspetto variabile a seconda di chi si incontra per strada. Per esempio, cane grigio: “Bello, cos’è? Un lupo siberiano?”. Cane rosso o copper: “Bello, è un volpino?”. Cane bianco e nero: se ha gli occhi azzurri no problem, capiscono tutti che è un siberian husky.
Se ha gli occhi marroni: “Bello…ah, peccato che non sia di razza: ha gli occhi scuri!”
“Veramente è campione italiano e internazionale di bellezza…”
“Ah. (pausa). Be’, però è un incrocio, no?”
TESTA: indiscutibilmente “di cazzo” (scusate il francesismo) per il 90% dei proprietari.
Per esempio: quelli che pensano che un husky possa obbedire “perché sì”, stile cane da pastore che una volta inquadrato l’umano come capobranco si butta nel fuoco per lui, di solito finiscono per darsi fuoco loro.
Quelli che pensano di essere più intelligenti e/o più furbi di lui vengono presi per i fondelli un centinaio di volte al giorno (e il cane, dopo, gli ride pure in faccia). Quelli che pensano di poterlo sottomettere a forza di urlacci o sberloni finiscono per convincersi di avere un cane sordo e/o insensibile al dolore e alla fine si arrendono, così li sottomette lui (ridendogli in faccia).
Per il restante 10% degli umani, quelli che rispettano un’intelligenza superiore e gli offrono la propria collaborazione, il siberian husky è un cane meraviglioso, dolcissimo, che può svolgere praticamente qualsiasi sport o lavoro. Ogni tanto ti ride lo stesso in faccia, però amichevolmente.
OCCHI: possono essere marroni, azzurri, ambra, ma anche diversi l’uno dall’altro o con colori diversi nello stesso occhio. Però sono sempre attentissimi, allegri, dall’espressione amichevole: tanto amichevole che a volte il gatto del vicino ci casca e si avvicina. Indispensabile, a quel punto, un rapido intervento umano. In caso contrario: “Eppure aveva un’aria così simpatica e innocua!” è solitamente l’ultimo pensiero del felino su questa terra.
ORECCHIE: erette, triangolari, ben fornite di pelo anche all’interno. Sono in grado di captare la parola “pappa” a ventidue chilometri di distanza, un “miao” a trentacinque, un “vieni subito qui” a cinque centimetri (a volte neanche quelli).
TARTUFO: può essere nero nei cani grigi, marroni scurissimo o neri, fegato nei cani copper (rosso, rame fulvo e marrone): di qualsiasi colore sia, è in grado di sentire profumo di bistecca-dimenticata-sul-tavolo a quattro chilometri di distanza.
DENTI: chiudono a forbice (preferibilmente su galline, gatti, pecore, capre o bistecche-dimenticate-sul-tavolo).
ARTI: velocissimi. Non fai in tempo a girarti che già l’hanno trasportato (l’impressione è più quella del “teletrasportato”) a chilometri di distanza. I piedi, di forma ovale, contengono un GPS in grado di guidare il cane, con matematica certezza e senza mai fargli fare neanche un’inversione a U, verso il più vicino pollaio (o verso la bistecca-dimenticata-sul tavolo).
CODA: a “coda di volpe”, ben coperta di pelo, viene portata bassa quando il cane è in stazione (nel senso di “quando sta fermo”, non di “quando aspetta il treno”), mentre viene portata elegantemente alta sul dorso, formando una graziosa falce, quando il cane è in movimento. Quando il cane corre e gioca tra l’erba alta è molto utile per capire dove cavolo sta. Se tra l’erba alta appare anche una gallina o un tacchino, la coda scompare di colpo e tu non hai più notizie del cane fino a quando non lo vedi tornare con una piuma che spunta sinistramente dalle fauci, di sbieco, l’aria innocentissima e il fumetto sulla testa con scritto: “Chi, io?”.
MANTELLO: doppio, di media lunghezza, simile ad una folta pelliccia. E’ anallergico e autopulente: anche se il cane gioca per mezza giornata nel fango, dieci minuti dopo che è rientrato in casa lo vedi perfettamente asciutto e perfettamente pulito. Non si può dire altrettanto del divano bianco su cui si è svaccato in attesa di autopulirsi.
Tutti i colori sono ammessi, dal nero al bianco puro: è comune riscontrare diverse maschere sulla testa, compresi molti disegni tipici che non si trovano in altre razze (l’unica maschera che lo Standard dovrebbe ammettere in realtà è quella da ladro: e qualcuno ce l’ha davvero).
Per le reazioni della gente ai colori del mantello, vedi “aspetto generale”. Aggiunta: è ammesso anche il mantello piebald (pezzato), comunemente chiamato “pinto”, al quale si reagisce con: “Bello, è incrociato con un pony?” (mi hanno riferito anche un “Bello: è un cane-mucca?”, ma rifiuto di crederci).
Ancora a proposito del mantello: il siberian husky di un mio amico, al guinzaglio, ha suscitato la reazione scomposta di una vecchietta che per poco, pur di evitare che il cane la sfiorasse, non si scaraventa in mezzo alla strada finendo sotto qualche macchina. L’amico, preoccupato, si è premurato di rassicurare la donna: “Signora, non abbia paura, è buonissimo!”.
Risposta: “No, no…io non mi fido! Lo sanno tutti che i pit bull a pelo lungo sono i più pericolosi!”
(E questa giuro che è vera).
ATTITUDINI: rincorrere i gatti, fare strage di polli, far morire d’infarto pecore e capre (se non riesce a mangiarsele prima che possano capire che c’è qualcosa di cui aver paura), esplorare il suo territorio (inteso come tre quarti circa del globo terracqueo), occupare tutto il divano, rubare qualsiasi tipo di cibo (e non), prendere per il culo gli umani e ridergli in faccia.
Ah, sì, anche tirare le slitte, se capita.
Però, in mancanza di slitta, va bene tutto: agility, disc dog, protezione civile. Basta fare qualcosa. Ehm…no, lo sheep dog decisamente no. Non è il caso.
NOTE PARTICOLARI: quando fa caldo NON va tenuto in frigo come qualcuno pensa: provvede da solo a spogliarsi di tuuuuutto il sottopelo, che vi troverete per tuuuuuuuuuuuutta la casa. In teoria due volte all’anno: in pratica sempre, ma con quantità diverse che vanno dal “tanto” (ogni santo giorno) all’ “incommensurabile e indescrivibile” (quando è in muta).
Quando fa freddo, se c’è da tirare una slitta, bene: si diverte come un pazzo. Se non c’è da tirare una slitta, non cercatelo in giardino in mezzo alla neve: lui è in casa, spiaccicato contro il termosifone.
