venerdì , 18 aprile 2014
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Mi presento il cane! (piccola guida per il neofita che intende debuttare in expo)

Le esposizioni canine di bellezza si dividono in diverse categorie.
In ordine di importanza abbiamo le esposizioni internazionali, le nazionali, le regionali e le locali.
Solo nelle esposizioni internazionali e nazionali sono in palio i certificati di attitudine (CACIB e CAC) che consentono al cane di divenire campione.
Le esposizioni locali non hanno alcun valore riconosciuto dalla cinofilia ufficiale.
Solitamente non ci sono giudici ufficialmente riconosciuti, e le delegazioni che le organizzano mettono a disposizione il personale più qualificato, scelto generalmente tra i propri soci allevatori o cinofili impegnati.
I premi che si rilasciano sono però più consistenti e soprattutto più invitanti per i semplici proprietari.

Alle “locali” – o “rassegne cinofile” – spesso possono partecipare anche le razze non riconosciute ENCI. Nella foto un momento della rassegna organizzata da “Ti presento il cane” nel 2003 a Borgio Verezzi (SV), in cui era prevista una “speciale american pit bull terrier”.

Al posto delle coppette o medagliette che (non sempre) rilasciano le esposizioni più importanti, qui si vincono viaggi, televisori, biciclette, prosciutti, sacchi di mangime e ogni altra cosa possa essere messa a disposizione dagli sponsor.
Questo è ovviamente possibile proprio perché si taglia sulle spese di organizzazione e non si debbono pagare giudici e commissari di ring.
Pur rimanendo innanzitutto una semplice occasione di ritrovo e di divertimento, queste esposizioni non sono comunque totalmente prive di significato cinotecnico.
Sono, per prima cosa, una buona palestra per abituare il cane al ring, per prendere confidenza con il sistema, perché il padrone possa capire come ci si deve comportare.
Se da una parte si corre il rischio di incontrare un giudice non troppo competente sulla razza che gli hanno affidato, dall’altra si hanno buone probabilità di incontrare un maestro che vi dirà come condurre il cane, come presentarlo al meglio, come abituarlo al controllo dei denti e tante altre cose che nelle esposizioni nazionali e internazionali si danno per scontate, salvo poi penalizzare il giudizio.
A chi è totalmente digiuno di cinofilia consiglio perciò di iniziare proprio con una locale.
Sarà un’occasione per passare una giornata in mezzo ad altri appassionati, raccontarsi le proprie esperienze e imparare per gioco.
Nelle esposizioni più importanti subentra una maggior competizione ed è anche più difficile ricevere consigli e informazioni utili dagli “avversari”. In ogni caso però, expo nazionali e internazionali (e raduni) devono essere l’obiettivo a cui arrivare, se pensa di esporre seriamente il cane e/o se si vuole allevare.

IL CATALOGO

Le esposizioni più grandi hanno un catalogo dove sono registrati tutti i cani iscritti, indicando il giudice che li giudicherà e il ring in cui si svolgerà il giudizio.
Per dar tempo agli organizzatori di predisporre il catalogo, è necessario che le iscrizioni avvengano con congruo anticipo.
I termini ultimi entro i quali si deve iscrivere il cane sono resi noti dagli organi della cinofilia ufficiale.
Generalmente è prevista una deroga di qualche giorno sul termine ultimo dietro pagamento di una maggiorazione sulla quota d’iscrizione.
Nelle esposizioni locali le iscrizioni avvengono il giorno stesso, previa presentazione del libretto delle vaccinazioni (che va sempre portato, in tutte le expo!).

Elis del Biagio (all.to del Biagio) vince la classe Campioni a Parigi

Al momento dell’iscrizione vi sarà assegnato un numero, che dovrete esibire a mo’ di cartellino di riconoscimento, applicandolo al braccio o al petto con una spilla, un elastico o un apposito portanumero.
Vi verrà comunicato il numero del ring in cui sarete giudicati e il nome del vostro giudice.
La prima cosa che dovrete fare quindi è quella di raggiungere il vostro ring e attendere il giudizio, che avverrà seguendo l’ordine di catalogo (se c’è) o in ogni caso quello esposto all’entrata del ring.
I cani sono giudicati per razza, cioè, prima di passare a giudicare una seconda razza, si completano tutti i giudizi della razza che nell’elenco sta al primo posto.
Se ci sono molte razze davanti a voi, potete permettervi di fare un giretto per l’expo, andare a mangiare qualcosa, visitare gli stand, guardare i giudizi negli altri ring o finire di toelettare il cane.
Tenetevi nei paraggi e preparatevi quando vedete che si giudica la razza immediatamente precedente alla vostra.
Attenzione però, non sempre tutti i cani sono presenti. Se un cane non si presenta a giudizio, si passa subito al successivo.
I cani della stessa razza sono divisi tra maschi e femmine, per categorie di età e per titoli conseguiti.
La classe campioni (nelle expo nazionali e internazionali) è riservata a quei cani che hanno già conseguito il titolo di campione di bellezza.
In classe lavoro troviamo i cani che hanno conseguito un brevetto o un certificato d’attitudine nelle razze sottoposte a prove di lavoro.
Gli espositori esordienti possono iscriversi in classe libera (se il cane ha compiuto i quindici mesi d’età), in classe giovani (se il cane ha tra i nove e i diciotto mesi) o  in classe intermedia (se ha tra i quindici e i  ventiquattro mesi): l’istituzione di quest’ultima è facoltativa per gli organizzatori, quindi non è presente a tutte le expo.
Come si può vedere, per alcune fasce di età c’è la possibilità di scelta tra classi diverse: il proprietario deciderà la classe più conveniente in base al livello di sviluppo del proprio cane, che non è uguale per tutti i cani di pari età: alcuni crescono in fretta, altri maturano più lentamente.

IL GIUDIZIO

In ring entrerete quando il giudice (o il commissario di ring) chiamerà i cani della vostra razza e della vostra classe di iscrizione (esempio, razza pastore tedesco, classe libera femmine).
Se vi chiedono se siete una femmina libera, non fate come una mia conoscente che ha risposto “sì” solo perché il commissario di ring era carino.
Ci si deve disporre in ring in ordine di numero.
Il cane deve trovarsi a sinistra rispetto al conduttore e i candidati al giudizio dovranno compiere giri di ring in senso antiorario, in modo che il giudice, trovandosi al centro del ring, possa vedere i cani e non i conduttori.
Dopo un primo giro che consentirà al giudice di farsi un’idea generale dei cani che dovrà giudicare, si passerà al giudizio individuale.
I cani saranno presentati uno alla volta al giudice che valuterà nel dettaglio ogni componente morfologica.
I cani piccoli saranno messi su un tavolo.

Una cosa imprescindibile per il giudizio è il controllo della dentatura. Se il cane non è abituato a mostrare i denti, può essere un’impresa ardua.
Con i cani di taglia medio-grande il modo migliore di procedere è quello di far sedere il cane e, tenendo il guinzaglio corto, mettersi dietro al cane per impedirgli di indietreggiare.
A questo punto si lascerà il guinzaglio e accarezzando il cane sulla testa, si prederà il muso.
Con una mano si tiene il muso e con l’altra si sollevano le labbra.
Il giudice generalmente deve controllare due cose: la prima è il tipo di chiusura, quindi è necessario che il cane abbia la bocca chiusa e mostri gli incisivi; il secondo controllo riguarda la presenza di tutti i denti, con particolare attenzione ai premolari; dovremo quindi girare il muso di lato e sollevare le labbra ai lati del muso.
E’ importante che il cane sia socievole, che non abbia paura e si lasci toccare.
Molti giudici vogliono tastare con le mani per sentire la consistenza muscolare fare una valutazione corretta delle razze a pelo lungo, dove il pelo può nascondere la struttura. E anche per valutare la stessa consistenza del pelo.
Nei maschi, frequentemente, si controlla la presenza di entrambi i testicoli. Alcuni cani si mostrano piuttosto intolleranti a questi controlli.
In sede di giudizio è un handicap, anche se un buon giudice dovrebbe tener conto della compatibilità di comportamento oltremodo socievole con l’impiego utilitaristico della razza giudicata.
In questa prima fase il giudice valuta soprattutto la corrispondenza allo standard del vostro cane.
Se lo standard, per esempio, prevede che il muso sia della stessa lunghezza del cranio, che gli occhi siano scuri e a mandorla o che la coda sia portata ad anello, il giudice dovrà verificare che queste prescrizioni siano attese.
Alla fine della valutazione morfologica, il giudice vorrà guardare il movimento.
Vi si può chiedere di fare due passaggi procedendo in linea retta (avanti e indietro), di fare un giro di ring o di compiere un percorso a triangolo, dipende dal giudice.

Giudizio in movimento al campionato sociale SIS

In ogni caso il cane dovrebbe avere un movimento fluido e procedere al trotto.
Con i cani piccoli è sufficiente camminare. Se il vostro cane è più grosso può essere necessario fare una piccola corsa, tarando la velocità al livello giusto perché il cane non rompa l’andatura galoppando.
Anche in questo caso è molto importante l’abitudine: il cane deve seguirvi naturalmente ignorando tutti gli altri stimoli. I cani che escono poco da casa, generalmente, sono troppo interessati ai propri simili, in alcuni casi per giocare, in altri casi per aggredirli.
Anche questo può compromettere il giudizio.
L’intera valutazione sarà messa per iscritto, riportandola su una scheda che vi sarà consegnata al termine dei giudizi.
Vi sarà una parte descrittiva in cui si metteranno in evidenza pregi e difetti del cane e una qualifica riassuntiva: eccellente, molto buono, buono o sufficiente, in ordine di apprezzamento decrescente.

Nelle classi “puppy” o “baby”, presenti solo ai raduni, le qualifiche sono invece: molto promettente, promettente o sufficiente, quasi a sottolineare che non sempre le “promesse” siano mantenute.
Tutti conosciamo la favola del brutto anatroccolo…
Nelle esposizione regionali il giudizio non viene scritto per esteso, ma vengono barrate le caselle di una scheda predeterminata.
Ai raduni di razza esistono anche classi diverse da quelle tradizionali, come la classe “Veterani” per cani di oltre sette anni, come la siberian husky che vediamo nella foto (all.to Winalmik’s Siberians).

TIPICITA’, CONDIZIONE E PRESENTAZIONE

Il fattore determinante del giudizio è rappresentato dalla morfologia.
Il giudice valuta in primo luogo la tipicità: è questa che può passare ai discendenti.
Se si vuole che le expo divengano soprattutto uno strumento di miglioramento genetico dalla razza, non bisogna dimenticare questo dettaglio.
Condizioni e presentazione hanno comunque un ruolo non trascurabile.
Il cane deve essere presentato al meglio, in modo da metterlo in condizione di evidenziare il più possibile i suoi pregi.
Deve essere pulito, toelettato secondo le disposizioni dello standard, dovrà avere una dentatura impeccabile e priva di tartaro e, per quanto possibile, non dovrà presentare ferite da traumi.
E vero che la buona manutenzione non si trasmette alla progenie, ma tra due cani che presentano caratteristiche morfologiche di pari qualità, si preferirà, ovviamente, il cane in condizioni migliori; e quest’eventualità non è poi così rara, considerato il notevole livello d’omogeneità raggiunto in molte razze.
Saranno in ogni caso penalizzate quelle tare che, pur di evidente origine traumatica, non permettono una valutazione oggettiva.
Se un cane zoppica perché si è infortunato, possiamo essere certi che in assenza dell’incidente il cane avrebbe camminato correttamente? Possiamo essere certi del colore di un tratto del mantello dove il pelo manca? E della tessitura del pelo tosato? E del portamento di un orecchio o di una coda amputati? (attenzione agli aggiornamenti degli standard!)
Le stesse osservazioni restano valide per quanto riguarda il comportamento. Il cane, innanzitutto, deve avere un minimo d’educazione e abitudine al ring, tali da rendere possibile il giudizio.
Un appuntamento ormai ricorrente in moltissime expo, anche prestigiosissime: lo “junior handling”. Bambini fino a 12 età di età mostrano la loro abilità nel presentare il cane. Nella foto, un lagotto e un cane da orso della Carelia alla rassegna cinofila di Borgio V.

Non deve mostrare segni d’aggressività nei confronti degli altri cani e, men che meno, degli uomini.
Deve permettere il controllo dei denti (possono essere scoperti dal proprietario, e non necessariamente dal giudice).
Deve mostrarsi disciplinato, ovvero, sapersi muovere al piccolo trotto alla sinistra del proprietario, senza saltare, senza galoppare, senza tirare il guinzaglio come un invasato o, al contrario, farsi trascinare.
Deve riuscire a stare fermo in piedi durante il giudizio senza sdraiarsi, né agitarsi per giocare o per importunare altri cani.

UN’ABITUDINE SPESSO DELETERIA: CHIAMARE IL CANE

Alcuni espositori, sono soliti far chiamare il cane da un familiare che rimane all’esterno del ring, allo scopo di ottenerne l’attenzione.
Questa prassi, per altro vietata dal regolamento, seppur tollerata quasi ovunque (in Italia!), non ha, in fondo una grande utilità pratica e non trova spiegazione se non nel folklore e nelle tradizioni degli espositori.
Infatti questo costume ha una diffusione diversa a seconda delle razze. In alcune è una prassi sconosciuta, in altre è un’abitudine.
In pratica, si chiama il cane perché tutti lo fanno e perché tutti sono convinti che lo si debba fare.
Effettivamente il cane piazzato, quando è in attenzione, ha un aspetto fiero ed è molto più accattivante che nella stazione di riposo.
Se, per esempio, volessimo scattare una foto, questo stratagemma sarebbe più che giustificato.

Per ottenere una posa statuaria come quella che esibisce questo Mastino dei Pirenei, una persona amata dal cane lo chiama dall’esterno del ring. Questa pratica, pur tollerata, sarebbe proibita

Il cane mostrerebbe il meglio di sé e la foto sarebbe più bella. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che il giudizio non è una foto: il giudice valuterà i cani, innanzitutto, in base alla loro aderenza allo standard, indipendentemente dalla posa…o dal sorriso.
Il cane che vince è solitamente quello che ha la testa più bella, o il mantello più corretto o l’espressione più tipica. In altre parole, quello più in standard. Come possiamo pensare di “fregare” un giudice, posizionando il cane come una bella statuina? Se il giudice non fosse in grado di valutare la vera costruzione del cane e si facesse impressionare da questi fattori, ci sarebbe molto da ridire sulle sue effettive capacità e il suo giudizio varrebbe ben poco anche per noi che desideriamo una valutazione oggettiva del nostro cane.
A parità di standard si considera la condizione, della quale abbiamo già parlato, e infine anche la presentazione.
Al limite, solo in presenza di cani di pari livello sia come standard che come condizioni, un cane ben piazzato può distinguersi e vincere.
Quindi, in sostanza, un’ottima presentazione con cane in posa statuaria può essere determinante se anche il resto della presentazione è ottimo.
Inutile mettersi a chiamare il cane quando questi non ha comunque ricevuto un’educazione necessaria a un corretto comportamento in ring.
A volte si vedono persone che chiamano cani che, a più riprese si scagliano contro i rivali, che si muovono sgraziatamente e maldestramente e sono a malapena controllabili dal proprietario a suon di strattoni.
In questo caso è decisamente irrilevante ottenere che il cane stia fermo in attenzione per qualche secondo. Il giudice non è cieco e vede perfettamente la poca eleganza e la scarsa coordinazione di movimento di un cane non degno di rappresentare la propria razza su un ring d’onore.
Quindi, almeno, prima si pensi a presentare il cane in modo decente e in seguito, eventualmente, si potrà pensare alla posa da foto, se proprio ci teniamo.
Come se tutto questo non bastasse, si aggiunga anche che l’intento di ottenere la silhouette da modello chiamando il cane, non sempre riesce, ma al contrario, non di rado si finisce per peggiorare le cose.
La parte finale del giudizio spesso finisce per rivelarsi solo un’accozzaglia di persone vocianti che corrono da una parte all’altra del ring agitando palline e sonaglietti e chiamando i rispettivi cani.
La tensione sale, molti cani si sovreccitano e anziché restare in attenzione si mettono ad abbaiare, si agitano e danno strattoni al guinzaglio per raggiungere i propri padroni.
I più aggressivi, disturbati dagli abbai altrui, s’innervosiscono e aggiungono sfuriate di minaccia agli avversari. In sostanza, non sono pochi i cani che finiscono per dare una pessima immagine di sé, decisamente peggiore di quella che darebbero se li lasciasse tranquilli.

LA PREMIAZIONE

Quando i concorrenti sono molti è abbastanza frequente che il giudice faccia una prima selezione e inviti degli altri ad allontanarsi dal ring.
Se siete tra gli esclusi, stringete la mano al giudice e abbandonate il ring senza discutere.
Fa parte del gioco e, dal momento che avete accettato di affidarvi al giudizio di quel giudice, dovete accettarne il verdetto.
Alla fine del giudizio, solitamente, il giudice dispone i concorrenti in ordine di piazzamento, per poi passare a stringere la mano al primo, al secondo, e così via fino al quarto.

Il terrier nero russo ha vinto il suo raggruppamento: ora potrà accedere al Best in Show, momento topico dell’expo…ma in realtà i giudizi tecnici si sono esauriti con l’assegnazione del Migliore di Razza. Da lì in poi l’expo diventa soprattutto spettacolo.

E’ buona norma congratularsi col vincitore. Il primo, si congratuli con gli altri.
A seconda del tipo di expo a cui si partecipa, e della classe di iscrizione, il vincitore e il secondo debbono tenersi pronti a rientrare in ring per eventuali spareggi e, ancora, in caso di ulteriori vittorie, per far parte dei raggruppamenti e sul ring d’onore.
I migliori di ogni razza vengono infatti dapprima messi a confronto con i migliori delle razze analoghe, ovvero, appartenenti allo stesso gruppo. In seguito si sceglierà il migliore tra i vincitori di ogni gruppo (best in show).
Quest’ultima parte dell’expo ha un valore più che altro coreografico: la funzione principale è quella di far conoscere le razze al pubblico.
I giudizi ovviamente sono più veloci (e meno noiosi per chi osserva da fuori) perché i cani sono già stati valutati nel dettaglio.
Più si procede con l’escalation verso il best in show, più la presentazione, in questo caso, diventa importante.
Solitamente, infatti, vince il soggetto che si muove meglio, che ha un mantello più curato e che mostra una maggior dimestichezza col ring, dal momento che accedono al ring d’onore solo soggetti pressoché perfettamente in standard.


About Denis Ferretti

2 commenti

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  1. tutto assolutamente perfetto come ogni vostro articolo d’altronde.
    complimenti!


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  2. Martedi ho partecipato alla mia prima expo ma e’ stato un disastro. Mi ero iscritto alla Exopcan, la manifestazione piu importante del Messico (e probabilmente di tutto il centramerica), ed essendo la prima volta avevo deciso di partecipare alla nazionale. Ebbene in federazione hanno fatto confusione e Balrog e’ stato inserito nel catalogo della internazionale. Ebbene la nazionale era prevista per il pomeriggio mentre l’ internazionale per la mattina, quindi io che sono arrivato alle 11 non ho potuto partecipare.
    Ed era il solo mastino spagnolo presente nel catalogo della internazionale… Forse e’ meglio cosi perche non essendo io sicuro delle sue origini (e’ iscritto al RSR e non ha il pedigree) non sarebbe stato giusto che avesse vinto una internazionale (per di piu cosi prestigiosa).


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