Nell’antichità le razze venivano designate semplicemente specificandone la funzione (per esempio “pastore”, “segugio” o “mastino”) e la nazione o regione di provenienza.
Moltissime razze, a volte molto antiche, hanno registrato il proprio nome formato secondo questa semplice regola.
Tra queste: il Pastore Tedesco, quelli belgi (Groenendael, Malin, Tervueren e Laeken sono città belghe), il Grande Bovaro Svizzero… e i suoi parenti, che prendono il nome dalle rispettive regioni svizzere Entlebuch, Appenzell e dalla città di Berna.
Ancora abbiamo il Mastino Napoletano, il Dogo Argentino, il Bracco Italiano, quello Francese, lo Spaniel Tibetano, il Labrador Retriever e un lunghissimo elenco di segugi: dei Balcani, Svizzero, del Bernese, del Giura, Istriano, Italiano, Jugoslavo, Slovacco, Polacco e altri ancora.
In alcuni casi il nome resta nella lingua originale.
Quasi tutti i terrier, per esempio, prendono il nome dalla città o dalla contea di origine: Airedale, Bedlington, Cairn, Welsh, Lakeland, Scottish, Irish, Sealyham, Yorkshire, Norwich, Norfolk, Manchester, West Highland.
Terrier, a sua volta, è un termine inglese che deriva dal francese “terre” (terra), per indicare l’attitudine di questi cani a lavorare in tana, quindi sotto terra.
Il Bolognese, il Rottweiler il Pechinese e il Chihuahua prendono il nome dalle rispettive città di origine. Il Terranova, dall’omonima isola.
In altri casi il nome è quello della tribù o del gruppo etnico che per primo li ha allevati: Samoiedo, Alaskan Malamute, Alano, Magyar Ágar.
Ma veniamo ora ai nomi più “fantasiosi”.
In alcuni casi è una caratteristica fisica a dare il nome alla razza.
Possiamo citare come esempio il Bassotto… ma solo in Italia! Nel paese di orgine si chiama Teckel che altro non è che un nome proprio, assegnato dagli antichi egizi a un cane di tipo bassottoide raffigurato sulle tombe egizie.
Anche il Bassetthound, il Basset Artésien Normand e il Basset Griffon Vendéan richiamano col loro nome il nanismo tipico della loro struttura.
Invece Schnauzer (in tedesco “baffone”), Spinone, e Barbone richiamano la tessitura del pelo.
Tra i retriever, il Flat Coated (pelo liscio), Curly Coated (pelo riccio) e Golden (dorato) devono il loro nome al loro mantello.
Drahthaar, Kurzhaar, Langhaar e Stichelhaar significano semplicemente pelo duro, pelo corto, pelo duro e pelo ruvido.
Spitz (in tedesco “a punta”) richiama le sue forme appuntite di … volpino!
Bobtail significa “coda mozza”.
Ridgeback vuol dire schiena con la cresta, dalla caratteristica striscia di pelo inserito al contrario che distingue i grossi segugi rodesiani e che la leggenda vuole provocata dalla zampata di un leone in un battuta di caccia. Erano infatti i cani utilizzati comunemente nella caccia a questo grosso felino.
Molte altre razze da caccia portano invece, nel proprio nome, quello della preda su cui sono utilizzate: Fox Terrier, Fox Hound, Deerhound, Irish Wolf Hound, Cocker Spaniel, Harrier.
Basta un semplice dizionario di lingua inglese per capire il motivo del loro nome.
E se mai trovassimo un vocabolario multilingue, scopriremmo che “grä” in svedese significa grigio ed “elk” in norvegese significa alce, mentre “hund” significa cane (Elkhund e Grähund).
L’impiego nei combattimenti contro il toro (in inglese “bull”) ha dato il nome al Bulldog e di conseguenza al Bullmastif e ai Bullterrier, nati da incroci del bulldog con mastini e terrier.
Qualche razza ha preso il nome direttamente del proprio “inventore”: Dobermann, Korthals, King Charles Spaniel, Jack Russel.
Il Dandy Dinmont prende invece il nome da un personaggio che ha ispirato un libro Walter Scott.
Quest’uomo (che in realtà si chiamava Davidson) era accompagnato dai suoi due inseparabili terrier chiamati Pepper e Mustard (pepe e senape, nonché i tradizionali colori del Dandy Dinmont).
Il Carlino prende il nome da una maschera tradizionale francese con la quale condivide la fisionomia.
Pointer e Setter prendono il nome dai verbi inglesi “to point” e “to set”, sinonimi, che in gergo venatorio signifiacano “fermare” la selvaggina.
Collie è la razza della pecora condotta dai pastori scozzesi….. o al confine (border!) con la scozia.
Prende il nome da “coal” (= carbone), per la caratteristica colorazione nera carbonata del muso e delle zampe.
Boxer significa “combattente”: questi cani hanno anche una forte mimica espressiva che li porta a utilizzare le zampe anteriori con movimenti che ricordano quelli dei pugili.
“Còrso” si pronuncia con la ò aperta. Non ha quindi niente a che vedere con la corsica, ma in molti dialetti meridionali è sinonimo di “massiccio”, “nerboruto”.
Shi-tzu, in cinese, significa “cane leone”. Ovviamente non indica l’impiego venatorio del cane ma l’aspetto leonino.
Il nome Kuvasz deriva dal turco “kavasz” che significa custode della sicurezza.
Komondor deriva da “komor” (tenebroso) per i lunghi peli che non permettono di vedere lo sguardo.
Hovawart proviene invece dal tedesco antico. Significa “guardiano dei cortili” (Wächter des Hofes).
E shar-pei? Significa “cane del mantello color sabbia e con le rughe che ricordano le dune del deserto nei tramonti invernali”
Sto scherzando! Significa solamente “cane dal mantello color sabbia”.
Giuro.
Misteri della linguistica.
Ma a noi poco importa. Molto più interessante notare che, evidentemente, in origine era solo di questo colore.

Articolo precedenteIl cane in aereo
Articolo successivoIl VERO Standard dell’…Akita

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here