“Se avessi il giardino, il cane lo prenderei”.
Quante volte abbiamo sentito questa frase pronunciata da qualche amico o conoscente!
Sono tante le persone convinte che i cani in appartamento soffrano: ma chi la pensa in questo modo spesso non sa che…quando arriva il cane, può dire addio al giardino!
Quasi tutti i giardini a cui ha accesso un cane sono ridotti piuttosto male: buche, fiori calpestati, piante rosicchiate, chiazze d’erba ingiallita che muore a poco a poco nei punti in cui il cane fa pipì; strisce di terra battuta calpestata mille volte dai cani che corrono lungo la recinzione; pratini all’inglese che si riempiono di pozzanghere e diventano dei veri e propri “laghi” nei giorni di pioggia.
Purtroppo, questo è il quadro tipico del binomio cane-giardino, tant’è che molti giardinieri sono ormai convinti della loro incompatibilità.

In effetti, è verissimo che un cane lasciato a se stesso, senza alcun insegnamento, tende a devastare il giardino.
Le persone spesso finiscono per dividersi in due gruppi a seconda delle loro preferenze e priorità: chi tiene di più al giardino e chi tiene di più al cane.
I primi finiscono per confinare il cane in un recinto, impedendogli l’accesso al giardino; i secondi rinunciano al giardino ben tenuto, lasciandolo a completa disposizione del cane.
Per molte persone, effettivamente, il giardino ha la sola funzione pratica di evitare le 3-4 uscite igieniche a cui è costretto chi tiene il cane in appartamento.
Ma se pensiamo al giardino come a un “gabinetto” per il cane, non dobbiamo poi lamentarci se questo diventa un autentico “cesso”.
Lo stato di degrado in cui riversano molti giardini non dipende solo dalle malefatte del cane, ma anche da una buona dose di incuria da parte dei proprietari.
E’ chiaro che un giardino già compromesso dai disastri di un cane non invoglia a una manutenzione accurata.
Vi sono però proprietari che addirittura raccolgono gli escrementi una volta alla settimana o più raramente. L’erba non viene tagliata, le buche non vengono sistemate.
Non serve molto tempo a trasformare un giardino in un campo minato o in una palude di fanghiglia impregnata di escrementi. Un merdaio, diciamolo.
Malgrado queste situazioni estreme, purtroppo molto frequenti, cane felice e giardino ben tenuto non sono invece due cose incompatibili. Si tratta solamente di organizzarsi e mettere in atto qualche piccola astuzia.
Possiamo intervenire in due direzioni:

– l’educazione del cane: dobbiamo fargli capire ciò che può fare e ciò che non può fare. Occorre insegnargli come si deve comportare, ma allo stesso tempo dobbiamo capire il perché di certi suoi comportamenti, che non sono certo capricci o dispetti, ma scaturiscono sempre da un determinato istinto o da un’esigenza ben precisa.

– l’intervento sull’ambiente: dobbiamo progettare un giardino a misura di cane. Si tratta in questo caso di agevolare il più possibile un comportamento corretto.
Non mettere fiori dove più facilmente vengono pestati, scegliere le piante e il tipo d’erba più resistente, evitare le tentazioni, assecondare le preferenze del cane per quanto riguarda i luoghi in cui dormire, correre o sporcare.

Le buche

Al primo posto tra le lamentele e tra i contrasti in famiglia che portano spesso alla decisione di allontanare il cane dal giardino, vi è sicuramente il fatto che molti cani, particolarmente se lasciati da soli, scavano.
I cani possono scavare per diversi motivi, quindi per correggere o ancor meglio prevenire questo problema, la prima cosa da fare è capire il motivo scatenante.
Tra le motivazioni più frequenti vi è lo stress da solitudine.
Scavare, così come rosicchiare oggetti o abbaiare, può essere un attività con cui il cane manifesta un malessere psicologico e cerca di scaricare la sua aggressività.
In questi casi punire il cane è sicuramente controproducente, persino se il cane viene colto sul fatto.
La punizione contribuisce ad aumentare la paura del cane di sentirsi escluso da branco. Aumenta l’ansia e quindi l’attività indesiderata.
Il vero rimedio invece sarebbe quello di costruire un rapporto corretto con il cane.
Utili gli esercizi di obbedienza che rinsaldano la gerarchia e danno certezze al cane sull’esistenza di un branco.
Utile il comando “resta” che abitua il cane gradualmente all’idea che se il padrone sparisce, poi ritorna sempre.
La cosa più saggia è però quella di prevenire e capire (ancor prima di portarsi a casa il cane) se siamo in grado di offrigli un ambiente adatto.
Il cane è un animale sociale: possiamo cercare di abituarlo ai nostri ritmi di vita, ma entro certi limiti.
Ogni minuto che il cane trascorre in solitudine è come una piccola punizione che gli infliggiamo, che egli sopporta suo malgrado solo per amor nostro.
La presenza di un secondo cane (o di un altro animale) può essere un rimedio efficace, ma a patto che si decida da subito di prendere una coppia. L’arrivo del secondo cane generalmente non basta a risolvere i problemi che si sono già creati sul cane singolo. Può essere un beneficio nel lungo periodo.
Il bisogno di socialità non basta per far accettare all’istante un conspecifico sconosciuto come membro del branco. L’inserimento è graduale.
All’inizio, il cane sente comunque la mancanza di quello che pensa essere il suo branco (il padrone e la sua famiglia) e la compagnia di un altro cane non serve ad ovviare alla mancanza dell’essere umano di riferimento.

Pur senza manifestare problemi di ansia da separazione, vi sono anche cani che scavano semplicemente per scaricare la propria energia.
Può capitare soprattutto con razze molto dinamiche, selezionate per un lavoro che richiede molta attività fisica.
La monotonia e la noia che caratterizzano la vita in giardino vanno un po’ strette a questi cani, che non trovano di meglio da fare che passare il tempo scavando, rosicchiando e distruggendo.
In questi casi la terapia consisterebbe nel trovare attività alternative che possano “stancare” il cane.
L’ideale sarebbe impiegare il cane nella disciplina sportiva o utilitaristica per la quale è stato selezionato o in quella per cui si sente più portato.
Lunghe passeggiate o, ancor meglio, corse in piena libertà possono essere un vero toccasana. Se si sorprende il cane a scavare, in questo caso, la sgridata può essere efficace.
Non bisogna comunque dimenticare di offrire un’attività alternativa che possa essere incoraggiata e premiata.
Come ultima causa di questo comportamento sgradito può esservi la possibile presenza di roditori (talpe, topi o altri animali).
In questo caso il rimedio è ovvio: allontanare gli intrusi.

Rosicchiare piante

Un’altra attività che può risultare particolarmente sgradita è il rosicchiamento di piante e arredi del giardino.
So di cani che, addirittura, hanno messo fuori uso l’impianto di irrigazione automatica. Altri hanno staccato i fili del cancello elettrico provocando ingenti danni.
Purtroppo questi episodi molto spesso conducono a decisioni drastiche, quali l’allontanamento definitivo del cane dalla famiglia.
Basta una persona in famiglia che già dall’inizio non fosse troppo convinta. Un paio di danni da qualche centinaio di euro sono spesso un motivo inappellabile per cercare al cane un’altra sistemazione.
Come per il problema delle buche in giardino, molto spesso all’origine dei problemi di rosicchiamento c’è ancora una volta l’ansia da separazione.
Vi è una sorta di tripartizione del modo di manifestare il malessere d’abbandono.
Alcuni cani sono più orientati allo scavo, altri prendono il vizio di mordicchiare oggetti o addirittura parti di sé stessi (autolesionismo), altri si sfogano con ululati e guaiti. Dipende dalla loro maggiore o minore introverisone. In ogni caso si tratta di attività quasi inconsce. E’ un modo di reagire al dolore e per questo la soluzione è proprio quella di far venir meno il dolore.
Sgridare un cane perché rosicchia è come sgridare un bambino perché piange.
La maggioranza delle casistiche di rosicchiamento si riconducono a problemi di questo tipo.
Tuttavia vi sono anche casi in cui non è l’ansia l’elemento scatenante.
I cuccioli, per esempio, possono mordere oggetti per problemi di dentizione.
O semplicemente per giocare. L’educazione nei primi mesi di vita è fondamentale per risparmiarsi problemi in futuro. E’ ovvio che un cucciolo lasciato a sé stesso in un ambiente pieno di tentazioni non può discernere quali siano i giochi inopportuni e quelli benaccetti. Per evitare ogni rischio occorrerebbe vietare al cucciolo da subito di scavare e mordere oggetti per gioco. Se lo fa, lo si dovrebbe bloccare, indirizzandolo sui suoi giocattoli o su attività alternative permesse.

Calpestare fiori

I danni al giardino elencati fino ad ora provengono da attività, a volte inconsce, ma “volontarie” del cane.
Il cane che scava non lo fa certo per far danno, ma in ogni caso è consapevole di scavare e in un certo senso “decide” di dedicarsi a quest’attività.
Lo stesso dicasi per il cane che rosicchia.
Oltre a questi danni, ve ne sono altri che il cane può causare del tutto involontariamente, solo con la sua presenza.
I fiori calpestati, la piante travolte dal cane in corsa, l’erba che non cresce più nei punti in cui il cane passa ripetutamente mille volte al giorno fanno parte di questa categoria.
Il cane non è in grado di capire che può passare sull’erba ma non sui fiori.
Non è in grado di valutare la differenza tra un albero robusto e una delicata pianta grassa.
Se il giardino è sufficientemente grande possiamo cercare di predisporre zone vietate al cane e zone a libero accesso, purché siano facilmente riconoscibili. Non possiamo pretendere che il cane riconosca le zone da evitare in una specie di labirinto incomprensibile, che giri per il giardino ma non si intrufoli tra le siepi, che non calpesti fiori e aiuole e che stia attento a non colpire piante con la coda.
Una soluzione può quindi essere quella di prevedere una zona del giardino off limits dove concentrare le piante più delicate.
Questa zona deve essere vietata al cane SEMPRE.
Se l’educazione inizia da subito, non dovrebbero esserci problemi. Molto più difficile vietare l’accesso a una zona a un cane già abituato a frequentarla. L’errore più frequente in cui si incorre è quello di lasciare da subito la massima libertà al cane, per poi correre ai ripari quando la situazione è ormai insostenibile.
Per salvaguardare l’erba dal continuo calpestio, sarebbe utile studiare un sistema di vialetti, utilizzati anche dagli umani, che corrispondano il più possibile ai percorsi istintivi del cane.
Si tenga presente che quasi tutti i cani, nei momenti di riposo, amano stare in prossimità della porta d’ingresso.
Altri luoghi molto frequentati sono i cancelli da cui possono entrare persone.
I cani con istinto alla guardia, a ogni rumore, corrono davanti al cancello.
Ogni casa ha diversi luoghi “strategici” dai quali il cane riesce a osservare zone particolari di suo interesse. E’ utile individuarle e predisporre passaggi che permettano al cane di andare da una zona all’altra utilizzando appositi marciapiedi o vialetti.
Caccia ai nocivi in giardino…no, non spaventatevi! Attila e Orchidea sono grandi amici, e il trasporto del gattino è uno dei giochi preferiti da entrambi!

Il recinto

La costruzione, all’interno del giardino, di un piccolo recinto che possa ospitare il cane è sicuramente di grande aiuto ai fini della salvaguardia del giardino stesso.
Ovviamente la soluzione non è certo quella di rinchiudere il cane nel recinto vita natural durante. Anche se a volte capita.
Generalmente sono proprio i cani che da cuccioli vengono lasciati in giardino incustoditi a fare ciò che vogliono che finiscono la loro vecchiaia chiusi in un recinto, dopo che i padroni hanno visto fallire ogni tentativo di insegnare loro a non fare danni.
Viceversa, spesso i cuccioli abituati da subito al recinto finiscono per vivere sempre liberi una volta adulti.
Il recinto ovviamente deve avere alcune caratteristiche importanti.
Dovrebbe essere riparato, collocato vicino all’ingresso della casa e comunque in un luogo molto frequentato, dove il cane non si senta escluso.
Non è necessario che il recinto sia molto grande. Infatti questo non dovrebbe costituire la dimora abituale del cane, ma un rifugio dove riposare, mangiare, giocare e fare cose piacevoli.
E’ importante che si riesca a presentarlo in modo positivo. Inizialmente il cane (cucciolo o comunque appena arrivato) trascorrerà nel recinto gran parte della giornata.
Lo si libererà quando lo si potrà sorvegliare e conseguentemente gli si potranno dare indicazioni sul comportamento corretto da tenere. Se il cane prenderà buone abitudini da subito, sarà molto difficile che poi abbia compor-tamenti sgraditi.

Il problema pipì

Un non trascurabile danno all’estetica del giardino è dovuto al fatto che il cane lo utilizza per le sue funzioni fisiologiche.
Molti giardini si riducono ben presto in pessimo stato semplicemente perché i proprietari non raccolgono sistematicamente gli escrementi del cane.
Tuttavia, anche nel caso in cui il proprietario sia una persona molto precisa e metodica e raccolga sistematicamente le cacche, il giardino non potrà dirsi completamente esente da pregiudizi.
Le cacche del cane di per sé non arrecano un gran danno al manto erboso. L’unico problema è l’eventuale imbarazzo di fronte ad ospiti che capitino per casa prima che le si sia raccolte. Considerando che i cani sporcano poco dopo i pasti, potremmo risolvere la cosa imparando a conoscere gli orari biologici dei nostri cani.
Il vero problema estetico è causato però dalle pipì, soprattutto se il cane è femmina.
Mentre per la vita d’appartamento la femmina risulta più gestibile, in giardino è sicuramente meglio il maschio. Questi infatti, è solito orinare in più punti e contro oggetti verticali. Una volta abituato a non imbrattare muri, oggetti di valore e cose a cui teniamo, il cane in giardino non crea problemi particolari. Generalmente urina contro alberi, o contro la recinzione, scegliendo di preferenza gli angoli di confine.
Durante il giorno, le pipì sono tante. Poche gocce distribuite in più punti finiscono per non lasciare traccia. Potremmo trovare tuttalpiù qualche foglia ingiallita in qualche siepe o in qualche pianta.
La femmina invece lascia tracce ben più visibili. Le pipì più abbondanti fatte direttamente sul prato si traducono ben presto in numerose antiestetiche chiazze di erba giallastra che, soprattutto nella stagione calda, arriva pian piano a sparire.
Dalla terra che, giorno dopo giorno, si impregna sempre più di pipì, potrebbero anche arrivare cattivi odori.

Per i veri appassionati del giardino sarà quindi utile cercare di porre rimedio anche a questi inconvenienti.
Il rimedio più ovvio è quello di portare il cane, per quanto possibile a sporcare fuori casa. E’ un metodo molto semplice da applicare. Il comportamento naturale del cane è quello di sporcare molto lontano dalla cuccia. Se il giardino avesse il cancello perennemente aperto, quasi tutti i cani andrebbero certamente a sporcare fuori.
Quasi tutti i cani che hanno l’abitudine della passeggiata quotidiana approfittano di questo momento per liberarsi l’intestino. Anche quelli che vivono in giardino.
Il proprietario, in questo caso, si deve comportare come i colleghi che tengono il cane in appartamento e trovarsi un campo, uno spiazzo erboso o un percorso “canabile” dove poter portare il cane quotidianamente a sporcare, raccogliendo i bisognini appena deposti.
Ovvio che questo richiede un certo impegno e una certa disponibilità di tempo. Capita spesso invece che chi decide di tenere il cane in giardino lo faccia anche per sottrarsi a questi obblighi.
Non dico che non si debba portare il cane fuori (è comunque una sua esigenza), ma è comprensibile che non dispiaccia essere esentati da farlo quotidianamente, con qualsiasi condizione metereologica, senza mai sgarrare.
Una soluzione alternativa può essere quella di insegnare al cane a sporcare in una zona del giardino ben precisa, magari nascosta da una siepe, da adibire a WC personale del cane.
Si tenga sempre presente la predisposizione del cane a sporcare lontano il più possibile dal posto in cui mangia e dorme.
Dovremmo creare questa zona possibilmente ai confini del giardino.
Se abbiamo a disposizione il recinto, un metodo per dare questa abitudine potrebbe essere quello di tenere il cane in recinto qualche ora prima del pasto, far consumare il pasto nel recinto stesso e poi farlo uscire a guinzaglio tenendolo in prossimità della zona WC finché non ha sporcato nel luogo giusto. Si tratta solo di far prendere l’abitudine corretta. In seguito lo farà regolarmente.

Se non si ha il recinto a disposizione o non si riesce ad organizzare un addestramento di questo tipo, un altro metodo consiste nel restringere lo spazio del giardino a disposizione del cane con reti provvisorie.
Inizialmente si lascerà l’accesso alla zona cuccia (vicino all’ingresso), e alla zona WC, lasciando solo un lungo corridoio stretto tra queste due zone che si trovano ai lati opposti del giardino.
Bisogna quindi recintare tutte le zone del giardino in cui il cane non deve sporcare.
In questo modo il cane è quasi obbligato a sporcare nel posto giusto. Se si comporta correttamente, giorno dopo giorno potremmo spostare la rete lasciando ogni volta un po’ di spazio in più a disposizione del cane, fino ad arrivare a rimuovere la rete completamente.
In commercio ci sono anche prodotti dissuasivi da spargere nel giardino, come ce ne sono altri “attrattivi” da mettere nella zona WC.
Il loro utilizzo è comunque sempre da abbinare a un preciso piano di educazione.
Non basta spargere questi prodotti perché il cane capisca automaticamente come deve comportarsi.

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11 Commenti

  1. eheheh
    articolo veritiero al massimo; mi considero però fortunato perchè i miei 2 cani (un labrador ed un AST) non hanno mai rovinato nemmeno un filo d’erba ad eccezione del “fisiologico” sentiero lungo la cancellata stradale. E’ proprio vero che avere 2 cani risolve moltissimi problemi che potrebbero sorgere con 1 cane solo.
    E poi 2 cani doppia felicità ;O)))

  2. mah, a me 2 cani mi hanno fatto danno doppio… dipende.
    quando leo da piccolo andava in stress da abbandono, che ci fossa anche una compagna non glie ne fregava nulla…e aveva sto problema anche perchè mel’hanno dato a 45 giorni
    se invece il cane è ben allevato e poi ben educato/gestito molti inconvenienti si evitano.

  3. Il mio “ex” giardino , enorme e spazioso appartiene ai miei cani. Ho fatto togliere tutte le piante e piantine piccole perchè ho pensato che potessero essere velenose per i cani. Ho lasciato soltanto gli alberi sotto le quali, Rex il mio pastore tedesco( trovato abbandonato circa 3 anni orsono), scava le fosse 1 mt x 1 mt . Ogni due mesi viene il giardiniere, chiudo i cani nella dependance e lui pulisce tutto ….

  4. Scusate, ho già fatto altre domande, ma questa cosa mi ha messo in allarme: scavare è sempre sinonimo di disagio? Ho un azawakh di 17 mesi, vive in casa, ma ogni giornocirca lo portiamo in giardino a correre (è l’unico posto dove vuole correre…) e a giocare. Se mia madre lo porta con sé per fare giardinaggio però lui fa buche (dove non c’è l’erba), mia madre gli fa un urlaccio, si avvicina minacciosa, il cane smette, aspetta, eventualmente ricomincia. Così al mare(fa crateri! Ci si sdraia e mi resta il dubbio che mangiucchi la sabbia). Non è un gioco? Scusate se ho sempre troppe domande, ma questo sito è una miniera, averlo scoperto prima…p.s. pur essendo maschio fa ancora pipì “da femmina”è strano…

    • No, non è sempre sinonimo di disagio!
      Così come nessuna espressione canina (ma neanche umana, se è per questo) è sempre e solo sinonimo di qualcosa di fisso ed immutabile.
      Per esempio: sbadigliare è un segno di stress? Sì. E di noia? Anche. E di sonno? Pure (anche se meno che negli umani).
      Ma come? Non era un segnale di pacificazione? Sì, certo: è anche quello!
      Dipende dal momento, dal modo, dalla situazione.
      Un cane stressato che non può fare altro nella vita sua, e si mette a scavare in giardino, sfoga uno stress? Molto probabilmente, sì.
      Un cane che potrebbe fare mille cose diverse, che può scegliere se correre, giocare, prendere coccole o scavare…e decide di scavare, è stressato? Molto probabilmente no: si diverte.
      Ricomincia a scavare dopo essere stato sgridato? Magari sfida la nonna: “vediamo se sei coerente e se mi dici ancora che non lo devo fare. Perché se ti stufi prima tu e mi lasci fare, vuol dire che sono più tenace di te e vinco due punti nella classifica del capobranco di questa famiglia”.
      Al mare, poi, i crateri solitamente vengono fatti per cercare sabbia più fresca nella quale sdraiarsi: infatti, dopo aver scavato, ci si spetasciano dentro :-). A volte anche in giardino lo scopo è solo quello di trovare un po’ di fresco.
      Insomma…dipende!

    • Assolutamente si diverte..credimi…i miei sloughis passano ore a scavare per trovare un po’ di fresco nelle torride giornate africane ma anche per divertirsi tra di loro (chi scava più a lungo!!) Ho risolto il problema del giardino (1 ettaro)….ho fatto portare un camion di sabbia e ho creato un grande duna dove passano le ore a giocarci….

  5. Di solito scava preso dall’eccitazione fra una corsa e l’altra…o mi sorge il dubbio che faccia come la gatta da piccola che si faceva le unghie sulla poltrona per il gusto di farsi correre dietro…quanto alle buche balneari…sono buche organizzate, la cui realizzazione dura anche tre sedute diverse, tipo trincea!

  6. Parlando del punto “Altri hanno staccato i fili del cancello elettrico provocando ingenti danni”; Balrog li ha strappati un paio di settimane fa ma con un po di nastro isolante e mezzora di lavoro ho risistemato tutto io e il cancello ha ripreso a funzionare (e continua a funzionare).

  7. Sono una cinquantenne con 6 cani e 13 gatti, con un giardino di 2000 metri, dir bello è poco, tutti mi chiedono come faccia con tutti questi cani. l’unico problema è sul prato dove fanno la pipi, sto sempre a riseminare, il segreto?. Mi alzo alle 6 de mattino li porto a CORRERE (non camminare) minimo due ore, quando arrivano a casa sono stanchi, quando fa tanto caldo fanno delle buche sotto le felci. ho migliaia di fiori di tutti i tipi a terra, nessun problema. le feci li raccolgo due volte al giorno. Tutti pensano che si un cane ha un giardino non deva uscire, per molto grande che sia il giardino, è sempre un prigioniero, portate i vostri cani a un parco con una pallina, un frisbee…. e fatteli giocare non faranno danni nel Vs. giardino. PROVATE PER UNA SETTIMANA.

  8. Da qualche mese a questa parte ho un cucciolastro di Akita Americano. Io e questo signorino siamo inseparabili, viviamo assieme ogni ora del giorno uniti, e (studio permettendo) passiamo del tempo assieme in maniera costruttiva. I tempi di uno studente non vanno affatto stretti ad un pigrone come questo che comunque passa MINIMO un paio d’ore fuori di casa con me, a giocare e socializzare. Adesso, non ho un vero e proprio giardino ma ogni giorno visitiamo una terra, un parco privato dove il cane (Kuma) gioca con me o con altri cani. La bestiola, però, ogni tanto scava, forse in maniera anche un po’ nevrotica, però il cuccioletto (5 mesi) ha una vita tutt’altro che monótona, si sfoga, corre, e già un paio di addestratori vorrebbero portarlo verso l’agility, perché a dispetto della sua stessa razza, è preda facile di qualsiasi attività gli sia proposta. Ma divago, ne parlerei per ore. La domanda è, se possiamo escludere una paura di un abbandono, la monotonia e la preda, perché un cane che sfoga le proprie energie scava? Che possa aver avvertito qualche odore particolare?
    [In foto: Kuma con ciotola piena in attesa del permesso]

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