È uscito fresco di stampa, per i tipi di Impronte di Luce, Shock al sistema!, l’ultimo libro di Catherine O’Driscoll: una straordinaria guida che, partendo dalla dolente questione della necessità o meno di somministrare vaccini agli animali, si addentra nel sistema industriale, economico, medico e governativo che sta alla base dell’attuale modello di prevenzione e gestione della salute per cani, gatti e cavalli. L’autrice, esperta animalista, ha purtroppo sperimentato da vicino le conseguenze nefaste dell’ipervaccinazione sulla pelle dei suoi amici a quattro zampe.
La vaccinazione è prassi normale per i nostri animali domestici, si fa e basta, spesso senza tenere conto delle situazioni e della storia patologica del singolo paziente.

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Ma i vaccini contro le malattie più comuni (cimurro, epatite, parvovirus, parainfluenza, leptospirosi) sono veramente così efficaci e innocui?
L’opinione scientifica convenzionale ritiene che i vaccini abbiano eradicato le epidemie e vinto malattia e morte. Ma la loro sicurezza non è stata ancora dimostrata, e sconosciute sono le conseguenze a lungo termine, soprattutto nel caso degli animali da compagnia, per i quali è invalso l’uso del “richiamo annuale”, decretato superfluo e dannoso da numerosi studi in quanto, come per l’uomo, i vaccini veterinari di norma garantiscono l’immunità per tutta la vita. Da alcuni anni le associazioni veterinarie statunitensi stanno promuovendo nuovi protocolli vaccinali che non prevedono più i richiami annuali, ma le nuove informazioni stentano a tradursi in una nuova pratica.Questo libro, fondato su precise analisi e inchieste internazionali, spiega come l’ipervaccinazione, unita all’alimentazione industriale
di scarsa qualità e ai prodotti chimici (antiparassitari ecc.), esponga gli animali al rischio di gravi patologie fra cui disordini autoimmuni,
cancro e perfino morte. Ma altrettanto deleteri sono lo stress e l’assimilazione di emozioni negative proprie dell’uomo, tanto è vero che l’autrice dedica alcuni capitoli alla gestione dell’emotività e a come individuarne le cause profonde in noi stessi.
«Io credo che sia possibile vivere nel mondo in modo tale che il nostro sistema immunitario combatta le sfide poste dalle malattie», afferma l’autrice «Possiamo farlo con la conoscenza dei nutrienti e modificando il modo in cui guardiamo il mondo.»
Di fronte a una scelta difficile come quella se vaccinare o meno il proprio animale e con quali tempi e modi, Shock al sistema! ha il merito di spiegare un tema critico in modo semplice ma approfondito, lasciando a ciascuno la libertà di fare delle scelte ragionate e opportune.

Catherine O’Driscoll, autrice britannica, ha fondato l’associazione Canine Health Concern (CHC) nel 1994 dopo che due dei suoi giovani cani erano morti a causa di reazioni avverse ai vaccini. CHC lotta per porre fine all’ipervaccinazione e promuove la scelta di approcci medici complementari e di una nutrizione basata su cibi freschi. Vive in Scozia col suo partner e tre Golden Retriever, e tiene corsi e seminari sulla salute dei cani in tutto il mondo.

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9 Commenti

  1. credo che il breve articolo di commento e presentazione del libro possa creare confusione nei proprietari di animali cosiddetti da compagnia.
    Intanto, breve considerazione sul titolo del libro: Shock al sistema! con tanto di saetta. Che nel mondo farmaceutico, parte del sistema, ci siano grandi interessi finanziari ed economici è cosa nota; ma del “sistema” fanno parte anche i veterinari, che potrebbero lucrare tanti soldi sulla salute degli animali NON somministrando i vaccini (curare una malattia costa molti più soldi rispetto alla semplice somministrazione di un vaccino). Passando oltre, il rif. al fatto che “i vaccini veterinari di norma garantiscono l’immunità per tutta la vita” lo trovo quantomeno fuorviante.
    Un conto è dire: si potrebbero fare degli esami sierologici per verificare il livello di anticorpi e, all’occorrenza, fare il richiamo; un altro è affermare tout court che l’immunità dura di norma (?) per tutta la vita dell’animale.
    Non si fa alcun cenno all’immunogenicità di un antigene rispetto ad un altro, per cui un proprietario potrebbe pure pensare che ad es. il vaccino per la leptospirosi possa durare tutta la vita e non sia importante ripeterlo ogni anno o addirittura ogni sei mesi se il cane vive in zone a rischio. E’ vero, di leptospire non ci sono solo quelle usate per preparare i vaccini, ma almeno per quelle il cane risulta coperto, se non al 100% ad un livello adeguato.
    Quest’altra affermazione dell’autrice del libro, «Io credo che sia possibile vivere nel mondo in modo tale che il nostro sistema immunitario combatta le sfide poste dalle malattie», è oltremodo ottimistica, se non ingenua. Credere che i “nutrienti” possano trasformare il sistema immunitario in un super sistema capace, da solo, di debellare i microorganismi che attaccano uomini e animali, è semplicemente fantascientifico! Ci sono tante persone, cani e gatti che si ammalano pur avendo un sistema immunitario non debilitato. Pensare, che ne so!, che il vaiolo sia stato debellato con la migliorata alimentazione e non con il vaccino, è un’enormità.
    Insomma, se parliamo di protocolli vaccinali aggiornati, figli del progresso e delle nuove metodiche di preparazione dei vaccini, che prevedano scadenze non più annuali per i richiami (magari non per tutti i richiami) è una cosa. Se invece parliamo di correlazioni certe e assolute fra vaccini e malattie autoimmuni; di immunità che sicuramente durano tutta la vita; di sistemi immunitari che combattono da soli tutti i microorganismi (basta cambiare “il modo in cui guardiamo il mondo”!)…beh! qui ci spingiamo un po’ troppo nell’irrazionale, facendo leva su una forma di terrorismo psicologico che prevede riferimenti a cancro, morte, malattie autoimmuni. Con una strizzatina d’occhio alla new-age.

    • @Gianni: una presentazione (dichiaratamente della casa editrice…) è una presentazione, e come tale hai dei seri limiti. L’editore però è disponibile ad inviare il libro per poterlo recensire, cosa che si può fare solo dopo averlo letto 🙂 … critiche comprese!
      Mi riservo di recensire il libro quando lo riceverò e di aprire, magari, un’interessante discussione sul tema delle vaccinazioni, perché è indubbio che le critiche al sistema sono motivate, così come hai perfettamente ragione tu a dire che non si può generalizzare troppo, né sottovalutare l’importanza dei vaccini. Però, ripeto: da una presentazione non credo si possano capire tutti i contenuti!

    • “Non vaccinare” in assoluto è una stronzata megagalattica: però fare duemila richiami dove ne basterebbero due o tre è altrettanto stupido. Continuo a di’ che voglio leggere il libro prima di parlarne, però che i vaccini siano un business (spesso pericoloso) è un dato di fatto, purtroppo.
      P.S.: sto aspettando un aggiornamento del druido al suo articolo sui vaccini: quando e se trova il tempo…se non deve visitare, pescare, cockereggiare ecc. ecc… forse me lo fa! 🙂

  2. io non ho il coraggio di non vaccinare. Né figli, né cani. Mi dico, “in fondo le fanno tutti… le possibilità di complicazioni sono remote…. fossimo gente supersalutista con mille precauzioni, ma visto che non lo siamo, non farà certo piu’ male delle frittelle o del grasso di prosciutto, dei conservanti delle merendine o dei croccantini, del gas di scarico delle auto in città e tutte le diavolerie chimiche ormai fanno parte della nosra vita.
    Però ho il forte sospetto che chi sostiene che ci sia dietro la solia “mafia” e che ci siano case farmaceutiche che speculino sul non necessario o addirittura sul leggermente dannoso, abbia ragione.
    Non ho prove certe né competenze per dimostrare niente… ma qualcosa mi dice che tutti questi vaccini prevengano da una parte e compromettano dall’altra…. sicuramente non rischierei mai a non vaccinare e il cane e “finita li'”, facendogli fare la vita che fanno i meticci maleaccuditi delle mie montagne (in pianura no perché con la filaria muoiono prima) che tra una grattata e l’altra arrivano a quindici sedici anni mangiando gli avanzi nel cortile. Piuttosto che una vita cosi’, prefersico qualche anno in meno, ma almeno senza parassiti. Però se ci fosse la possibilita’ di un controllo periodico (cioè anziché vaccinare il cane, periodicamente gli si fanno gli esami e si controlla il livello di protezione immunitaria) perferirei fare cosi’. A parità di spese. Non per un discorso spilorcio di risparmio sui vaccini. E so che c’è chi riesce a farlo…. facendo fare gli esami lontano da casa, forse all’estero. Per me è troppo complicato… il problema è difficile appoggiarsi a un veterinario che lavora in questo modo, perché sono tutti condizionati dal loro sistema…. e perché “gli hanno insegnato cosi”. E’ un po’ come il discorso dell’alimentazione industriale. Secondo me c’è un giro d’affari tale che c’è una “mafia” che controlla “a monte”. All’interno dell’università. I veterinari (e i medici umani! e i pediatri!) sono formati per consigliare ciò che è conveniente per il tornaconto di grandi imprese che vendono prodotti. Che siano vaccini, latte artificale, mangimi industriali, pannolini, medicinali… il discorso è sempre lo stesso.

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