ASPETTO GENERALE: ha l’aspetto di un Leonberger. Che no, non è un San Bernardo. E neanche un Terranova marrone. Non è un mastino napoletano a pelo lungo, non è un Golden retriever  (sì, in sovrappeso di 40 chili) e tantomeno un “pastore paupasico” (presumo si intendesse un pastore del Caucaso).
Insomma, è un Leonberger!
Come in questo aneddoto qua, nel quale una mia amica allevatrice, a passeggio con il suo Benny, viene fermata dal classico “cinofilo stradale”:
“Bello…bellissimo…và che roba!!! E’ di razza???”
“Si, è un  Leonberger”.
“Ah ! Bellissimo! Ma lo sa che anche mio cognato ne aveva uno uguale preciso tanti anni fa? Era proprio uguale, solo che era un poco più piccolo (e indica con la mano una altezza tipo setter, circa),  aveva la coda arricciata sulla schiena e le orecchie dritte, ma pelosissimo come il suo, e  poi lo  stesso colore… identico ! (beh… almeno quello!) . Era figlio della  cagna di mio cognato, una lupa, che era in calore, e il cocker del vicino di casa ha saltato la siepe (sua) e il recinto (della lupa). Non sono venuti cuccioli  così grossi come il suo, ma quello che si è tenuto era veramente u-gua-le!”
Lei: “Si, immagino… ”
E lui: “Si si…ma le dirò, tutti i cani son belli: anche questi incroci strani come il suo sono veramente bellissimi e poi sono dolci, affettuosi… beh, arrivederci e complimenti! Ciao bel cagnone!”
Insomma, diciamo che l’aspetto generale va un po’ a stima, eh. Dipende da chi incontri.
Se per caso incontri lo Standard di razza, scopri che l’aspetto generale è quello di un cane molto grande, forte e muscoloso, robusto e potente e tuttavia elegante.

NOMI PIU’ DIFFUSI: Leonbelga, Leonbester, Leonberder, Leonbegher (quello che attacca sempre lite con tutti), Leonbengher, Leonberghen, Leonbreghen, Leonlegher (cane di Bossi). Per  gli amici (anche cinofili): Leo.
VARIANTI PIU’ CREATIVE: Leonfaster (quello che fa agility), Lengher, Berger. Così, tout court: “bello, è un Berger, vero?”. Verrebbe da rispondere: “No, è uno Schumacher”  (per i non-appassionati di F1 che non l’hanno capita, Gerhard Berger è stato un campione degli anni ’90).

PROPORZIONI IMPORTANTI: dev’essere iscritto nel rettangolo: L’altezza al garrese in proporzione alla lunghezza è di 9:10.
Altro aneddoto: in expo, giudizio: “Bello, molto tipico, peccato che il tronco sia rettangolare…”.
Espositrice: “Ma come, peccato? Lo standard dice che…”
L’ Esperto Giudice la ferma con la manina: “No, no, io non parlo di standard. Parlo di miei gusti personali“.
E sticazzi, ce lo vogliamo aggiungere?

COMPORTAMENTO E CARATTERE: è un compagno gradevole che si adatta con facilità alle nostre abitudini di casa e di vita, senza difficoltà può essere portato ovunque e si distingue per la sua particolare gentilezza nei confronti dei bambini.
Mai timido e mai aggressivo, il Leonberger è un cane obbediente e senza paure. Coscienzioso della propria forza, ha fermezza nel carattere ed è dotato di una calma sovrana. Ha un buon temperamento (anche voglia di giocare), disponibile alla sottomissione.
Il Leonberger ha una buona capacità d’apprendimento e di memoria.

Commento allo Standard: è assolutamente vero che il carattere è 100% patatoso.
E’ un cane da coccole (a parte il fatto che per coccolarlo tutto ci vuole mezz’ora); va d’accordo con tutti, compresi altri cani e altri animali; gli piace tanto dare i bacini (vabbe’… “ini” si fa per dire, viste le dimensioni della lingua); è davvero buono con i bambini, che gli piacciono proprio (si dice di tutti i cani, è vero di pochissimi); è vero che – se ben allevato e socializzato, ovviamente – non è mai aggressivo.
Timido, a volte, lo sembra: ma sembra, appunto. Se si gira dall’altra parte quando ti ci avventi sopra a suon di pacconi sulla testa, in realtà sta solo pensando: “E questo chi sarebbe? Cacchio vuole? Du’ palle”. Perché il Leo è bravo e dolce con tutti, ma ama solo i suoi umani. Gli altri li sopporta.
E vi va bene che è un Leo, perché se fate la stessa cosa con il “pastore papuasico” di cui sopra, la manina ve la trancia.
NOTA: i cani NON vanno presi a pattoni sulla testa! E’ un gesto di dominanza, che li scoccia moltissimo se arriva da qualcuno che non conoscono. Il cani si accarezzano sul petto, sul collo, ma non sulla testa e neanche sulla schiena: neppure quando sono lì a portata di mano.
Di essere aggressivo, il Leo non ha alcun bisogno: gli basta sbadigliare, mettendo in mostra quella doppia fila di stalattiti e stalagmiti, e l’eventuale malintenzionato di turno va subito a farsi un giro. Sì, certo, l’ha letto anche lui che è un bravo cagnone tranquillo: ma sarà poi vero?  Che sperimenti qualcun altro, grazie.

E fin qui lo Standard ci azzecca: ma quando dice che “può essere portato ovunque senza difficoltà”, dimentica di specificare:
a) che per portarlo ovunque ci vuole ALMENO una monovolume. Un furgone è meglio. Se hai più di un cane, puoi passare tranquillamente al TIR;
b) che nessuno lo lascia entrare da nessuna parte, perché è groooooooossso e i cani grooooossiiiii fanno paura a prescindere (ecco, lì però conviene dire che è un San Bernardo, perché i San Bernardo sono noti come “cani buoni”. Ne ho conosciuto almeno tre mordaci e pericolosissimi, ma è il marketing che conta. Neanche Cujo è mai riuscito a scalfire l’immagine del “gigante buono”… definizione che, peraltro, si usa anche per il Leonberger. In Germania, però: perché in Italia nessuno sa cosa sia);
c) che per “portarlo ovunque senza difficoltà” bisogna, tanto per cominciare, che in quell'”ovunque” lui ci entri/passi.
Alcuni esempi di “ovunque” impossibili: una Smart; una qualsiasi entrata con i tornelli, tipo metropolitana; una cuccia per cani normali; un collare per cani normali; la porta di casa (cioè, lui ci passa. Però, se si ferma a metà strada, non passi più tu).
NOTA: per il Leo non sono consigliabili i monolocali. Però non è che ci voglia per forza il giardino, tanto i molossi non vogliono stare in giardino: vogliono stare con i loro umani. E provate un po’ ad impedirglielo.
Meglio munirsi di casa grande, con gabinetto spazioso (credetemi, è importante…) e soprattutto di immani divani e di letti a tre piazze.

Poi: “calma sovrana”. .. vabbe’.
Certo, non è un terrier o un border collie. Però i signori che hanno redatto lo Standard, i Leonberger, li hanno visti dalla finestra. Se scendevano in giardino e i cani gli volavano addosso per fargli le feste, volevo proprio vedere se parlavano di “calma sovrana”.
NOTA: Il Leonberger smette solitamente di spiattellarti al suolo per farti le feste intorno all’anno e mezzo di età, quando matura un po’ psicologicamente e si accorge di essere un cane grosso. Prima non lo sa. E prima che lui arrivi a un anno e mezzo, tu hai dato mediatamente 2718718 culate per terra.
La storia della calma sovrana, della consapevolezza della sua forza eccetera eccetera potrebbe anche far pensare a un cane molto serio, che non fa mai lo scemo, che è perfino un po’ noioso nella sua nobiltà e nella “fermezza del carattere”.
Be’…diciamo che agli Standard piace descrivere dei cani-monumento nazionale. Per fortuna i cani veri sono un’altra cosa.


Infine: “disponibile alla sottomissione“… sì, vabbe’, siamo lieti di saperlo.
Ma cosa vuoi sottomettere? Un cane di 80 cm di altezza e pesante 65 chili non lo “sottometti”: gli chiedi  sempre “per piacere”.
Di solito, siccome è dolce e docile, lui fa quello che gli hai chiesto. Sempre che ne abbia voglia. In caso contrario, siccome non è mai aggressivo, fa resistenza passiva. Si svacca e ti guarda con gli occhioni buoni.  E se non hai un carro attrezzi in giardino, col cavolo che lo sposti. Se invece ne ha voglia, se hai un buon rapporto con lui, se ti stima e ti rispetta, allora fa qualsiasi cosa. Anche agility.

CURIOSITA’: lo standard del Leonberger è l’unico di cui io sia a conoscenza che fa riferimento alla “buona capacità di memoria”.
Di solito gli standard dei cani non ne parlano, e l’animale a cui si abbina normalmente la buona memoria è l’elefant… ah, ecco. Ho capito.

TESTAtanta. Tanta testa e soprattutto tanta bocca, con la capacità di far scomparire in un singolo GLOB un pranzo per dodici persone da una tavola apparecchiata. Piedi sul tavolo, dite? Macché piedi: ci arriva direttamente con la testa, senza neanche allungare il collo. E quando fa GLOB possono sparire anche piatti, bicchieri e tovaglia.
Consiglio spassionato: NON lasciare mai entrare un Leo in cucina/sala da pranzo se non gli avete insegnato che le cose sul tavolo non si mangiano.
Si mangerebbero, invece, quella nella ciotola: ma quelle, di solito, gli fanno un po’ schifo. Lo annoiano. Le guarda con una faccia da “uff, sempre ‘sta sbobba qua?”.
Se lo ignorate, si mangerà la sbobba (magari con calma, sbuffando ogni tanto e alzando gli occhioni dolci come per dire “Devo proprio mangiare ‘sta roba, sì?”) e bon .
Se cominciate a pensare: “Oddio, non gli piace, devo cambiargli alimentazione, altrimenti mi deperisce”… tempo un mese e dovrete presentarvi col tovagliolo sul braccio e il menu in mano: e che sia bello ricco di portate, please. Altrimenti, al massimo, si mangia il menu: mentre continuerà a schifare qualsiasi altra cosa teoricamente commestibile.
NOTA: il Leonberger schifa immancabilmente tutti i mangimi specifici per molossoidi con tante belle vitamine e integratori e cosine buone che fanno tanto bene ai cagnoni grossi. Se però gli presentate una qualsiasi schifezza da supermercato, tipo scatoletta da tanto al mucchio che gli fa venire un pelo di merda e/o il cagotto ferox, la troverà deliziosa.
NOTA 2: un Leonberger con il cagotto ferox non lo auguro neppure al mio peggiore nemico: ERGO, non cedete e obbligatelo a mangiare quello che gli fa davvero bene e  non le porcherie che piacciono a lui.

OCCHI: irresistibili. Ti guarda una volta e sei finito.
Ha proprio lo sguardo dolce e buono, ma anche fiero e intelligente quando è in attenzione.
Peccato che poi sappia fare anche gli occhi da “poveroleo”, che ti fanno venire il magone e ti obbligano moralmente a scattare ai suoi ordini. Ce l’ha già da cucciolo, quell’espressione lì, quindi di solito si comincia a scattare ai suoi ordini intorno ai due mesi di età. E non si smette più.

ORECCHIE: pendenti, di dimensioni medio-grandi, aderenti e carnose.
A cucù.
Nel senso che tu praticamente non le vedi, perché sono sprofondate nel resto dell’immane capoccione. Se poi le tira un po’ indietro, sembra del tutto sprovvisto di orecchie.
Però tu prova a dire: “Pappa!” e… cucu’! Appaiono due padelloni pelosi (poi la pappa gli farà sicuramente schifo, ma la parola gli piace sempre e le porge sempre grande attenzione).

TARTUFO: sempre nero. Immancabilmente definito dai leo-fans  “il più bel nasone del mondo” (però, come dargli torto?).

COLLO: troppo. Non esiste collare al mondo capace di contenerlo.

TRONCO: taaaaaaaaaaaaaanto. Il cane comincia qui e non si sa dove finisca. Ci vuole un quarto d’ora per accarezzarlo dalla testa alla coda, anche perché è rettangolare (alla faccia dei gusti personali del Giudice di cui sopra).

GROPPA: lo Standard dice che è larga (verissimo), piuttosto lunga e leggermente arrotondata. Poi aggiunge: in nessun caso la groppa appare più alta del garrese.
Commento allo Standard: un par di palle! Cioè, va benissimo ed è verissimo nei cani adulti (d’altronde è a quelli che si riferisce lo Standard): ma  i cuccioloni dai  quattro ai sei mesi circa, oltre ad essere magri, spelacchiati, somiglianti – man mano che crescono – a un adorabile peluche di razza indefinita, poi a un pastore belga con le orecchie basse, poi a un setter, poi a un otter (=setter più grosso), poi a un simpatico bastardone di dubbie origini… hanno SEMPRE il culo più alto della linea dorsale (a volte pure della testa).
Quindi i proprietari sono pregati di non dare capocciate nel muro perché hanno letto lo Standard e pensano di aver comprato un Leonmonster.
Calmaaaaa!!! E’ tutto normale: lasciatelo crescere, e vedrete che andrà a posto (e comincerà perfino a sembrare un Leonberger).

CODA: molto pelosa, pendente sia in stazione che in movimento, anche se in movimento viene portata leggermente più alta: però non deve superare la linea dorsale.
Non dovrebbe nemmeno
abbattere gambe umane, mobili e suppellettili: però lo fa, almeno finché il cane è giovane. Quando cresce si accorge anche di avere una coda delle dimensioni (e con gli effetti) del boma di un windsurf: allora impara a tenerla controllata, perché è un cane dolcissimo che non vorrebbe (notare il condizionale) mai abbattere niente e nessuno.
Non è che gli riesca proprio sempre, però è indubbio che ci prova. Da cucciolo/cucciolone, invece… vabbe’, meglio lasciare il tutto alla vostra immaginazione (tanto non ci arriverete MAI).

ARTI: molto robusti. Oh, YEAH. Specialmente quando te li appoggia delicatamente in spalla perché ti vuole baciare in bocca perché ti ama, e tu ti senti un po’ come deve sentirsi un paletto piantato nel terreno da una robusta mazzetta.
NOTA: se non vi trovate sull’asfalto, ma su un terreno morbido, è possibile che non sia solo un’impressione. Ti pianta davvero. Però con tanto, tanto amore.

MOVIMENTO: ampio, che prende spazio (vorrei vedere il contrario…), coordinato e continuo in tutte le andature, con lungo passo in avanti e buona spinta; nel passo e nel trotto, visti sia dal davanti che dal retro, gli arti si presentano diritti.
Commento allo Standard: stando a quel che dice lo Standard, il movimento di un Leo sembrerebbe più o meno uguale a quello di un setter o di un husky. Infatti: u-gua-le.
Io vi propongo un’immagine più vicina alla realtà: avete presente un grizzly che caracolla allegramente per la foresta? Ecco: più o meno è così.
NOTA: anche quando si alza in piedi per farvi le feste, l’impressione è più o meno la stessa. Però il Leonberger è decisamente più amabile del grizzly.

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26 Commenti

  1. Muahahahahahaha…sembra proprio tu sia stata a casa nostra!!!! Precisi!!! E comunque ai veri intenditori, quelli che in strada ti chiedono “Che incrocio è?” io rispondo che è evidente che non sia un incrocio: E’ UNA PIAZZA!!!

    Quelli che invece più gentili ti chiedono: “Che razza è?” Leonberger. “AAAhhh, certo….Leon Belga…” Vabbè…

    Poi, di routine: “chissà quanto mangia…”, “chissà che giardino”, ma la più bella, sempre è: “A cosa serve?”

    A cosa serve un cane? A dare e ricevere tanto amore. E nel caso del leonberge…beh, è davvero tanto tanto!!!

    Grazie, Valeria!! Descrizione impagabile! Quando parli delle carezze si capisce quanto tu li abbia “ascoltati” con grande attenzione…

    • @Donatella…mannaggia, il Leonbelga me l’ero dimenticato! E dire che è il più diffuso di tutti! Aggiungo subito 🙂

      • …e la versione bergamasca? Il Leon Berghem (si, de hura…o de hota? Probabile de hura, vista l’altezza..). Oppure quelli che ti chiedono se è un Terranova scolorito… Che poi io non dovrei ridere affatto: pensa che una volta, dovendo medicare il musotto di un cucciolo l’ho disinfettato con l’acqua ossigenata. Sarò stordita, eh! Eppure io l’acqua ossigenata la uso ogni mese sui capelli per schiarirli…morale che avevo Oscar con una chiazza scolorita sulla sua bella maschera… Da allora si disinfetta solo con BETADINE! Che tra l’altro “s’intona”, come colore…

  2. Che dire, avete già detto tutto e corrisponde alla lettera. Il merito è sicuramente di tutti gli allevatori di Leon che hanno riflettuto e portato esclusivamente avanti dinastie di elevatissima qualità e naturalmente anche gli “allevatori saltuari”. La mia Malè ha 6 anni e ricalca alla perfezione le caratteristiche.
    Saludos dall’unico, unica Leonberger che vive in terra Sarda

  3. Vale, ti correggo su una cosina-ina: anche lo standard del Nizinny parla di “dotato di buona memoria”! 😉 (ed è perfino vero! 😀 )
    Per quanto riguarda tutto quanto: articolo stupendo, come sempre!!
    E quel Benny lì di cui si parla all’inizio, credo proprio di averlo conosciuto! 🙂

    • @Cristiana: mannaggia! Lo standard del Nizinny nun lo so 🙁 … mi farò perdonare facendoci un articolo, però, visto che se ne parla troppo poco e che so’ così carucci, ‘sti cani, che bisognerebbe farli conoscere meglio. E…uhm…non è che mi dai una mano, per caso?

  4. Eccomi qui, sono l’allevatrice nonchè proprietaria di quel famoso “Benny” dell’articolo di Valeria.
    Leggendo questo articolo mi sono fatta delle belle risate, perchè è proprio così, non c’è nulla da fare.
    Confesso che mi è anche scappata una lacrimuccia perchè quel Benny, il MIO Benny ormai non c’è più, purtroppo, così come non ci sono più Bimba, Wendy e Nutella, ma io sono contentissima di dare ancora oggi dopo 19 anni di Leon, molte culate per terra grazie a Duki, Bell, Thor, e alla mia immancabile meravigliosa Kalì, la vecchiona del gruppo, otto anni e due mesi, che però smentisce Valeria e il suo articolo in modo inconfutabile, dato che nonostante la sua venerandissima età, Kalì non ha ancora raggiunto l’età della “calma serafica” e non ha per ora percepito in pieno la sua mole, così ti gira attorno tipo danza indiana con la leggiadria di un carro armato in manovra, poi ti arriva da dietro e ti stronca le ginocchia.
    Ma come farei senza di loro……..
    Konrad Lorenz diceva “Einmal Eurasier, immer Eurasier”, che tradotto significa circa : una volta che hai avuto un Eurasier, sceglierai per sempre un Eurasier…
    Io rispondo facendo il verso a Lorenz….
    Einmal Leonberger, immer Leonberger !!!!!!

    • @ Vale : i Labrador sempre presenti, ma vedo che manca lo standard scherzoso di questo folle devastatore sotto forme canine…..
      Immagina una catastrofe naturale, mettici zampe e coda, ecco il Labrador!

      • @Lucia: temo che il vero standard del Labrador sia già stato scritto: si chiama “Io e Marley” 🙂
        No, scherzo: quel libro è divertentissimo, ma dal punto di vista cinofilo c’è da mettersi le mani nei capelli… è il manuale del CUGGINO fatto e finito! Il “vero standard” del labrador è in avvicinamento: arriva, arriva… !

        • Ho letto quel libro e ammetto che mi è piaciuto molto dal punto di vista “affettivo” perchè io stimo e amo immensamente di più i cani che certi esseri cosiddetti “umani”.
          Però hai ragione, dal punto di vista cinofilo c’è di che mettersi davvero le mani nei capelli.
          Ma allora come mai io ho dovuto arrendermi nel tempo alla furia distruttiva di questi adorabili devastatori ?
          I miei cani giocano corrono mangiano dormono tutti assolutamente insieme, Leonberger e Labrador, adulti vecchi cuccioloni, sempre insieme.
          Solo che i Leonberger posso lasciarli in giardino senza angosciarmi troppo, mentre i Labrador devono tornare nei loro box anche se la mia assenza è di una mezzora appena.
          In casa io ho 4 Leonberger ma non mi sognerei MAI di portarmi dentro casa più di un Labrador (al massimo!!) alla volta, perchè vanno guardati a vista.
          Questo perchè dopo ripetute prove, oltre a devastare il giardino ( ma veramente!!) con buche di ogni dimensione e profondità, nel corso del tempo ho trovato disastri anche di grossa entità, tipo :
          1- tutti i cavi di due lampioncini del vialetto dissotterrati e rosicchiati, San Labrador ha messo una mano sulla fronte ai miei vandali affinchè non fossero fulminati.
          2- ormai non conto più felpe jeans calzini ecc, strappati dallo stendibiancheria e letteralmente DILANIATI giusto per giocare : io ora stendo la biancheria soltanto quando stanno dentro al loro box
          3- porta del garage aperta, incursione in sala mangimi (cioè seconda porta aperta) sbriciiolatura di un sacco di mangime e relativo abbuffamento, risultato: 3 lavande gastriche su 5 cani. Da allora tutto si chiude a doppio giro di chiave, peggio che Alcatraz.
          4- qualsiasi cosa lasciata in giro, dalle scarpe al ciocco di legna per il camino, viene letteralmente disintegrata: esempio….4 rosai meravigliosi, uno bianco, uno rosso, uno arancio e uno giallo, uniche piante in ottomila metri di giardino che io NON HO volutamente recintato in quanto dotati di spine lunghe almeno un centimetro.
          Grave errore, in pochissimo tempo quei 4 rosai sono stati letteralmente RASI AL SUOLO, manco più l’etichetta ho trovato, per terra sono rimasti 4 mozziconi di rami che in qualche modo sono ricresciuti col tempo, ma ora ho recintato anche quelli.
          Senza contare lo spavento di trovarmeli con la bocca sanguinante e ferita.
          Macchè !! Quelli mangerebbero anche trucioli di ferro caldi e niente gli fa !
          La cosa che mi fa immensamente rabbia è che uno potrebbe pensare “Ah ma allora tu li trascuri e li lasci soli in giardino tutto il giorno!!!”
          Manco per niente, io sono con loro in giardino, giochiamo e stiamo insieme molto tempo durante il giorno, o al massimo della distanza sono di sopra in casa, ma i Labrador hanno una capacità distruttiva che va veramente al di là di ogni più fervida immaginazione.
          Tu non puoi lasciare in giro NIENTE, perchè non lo trovi più, oppure trovi “pezzi di” quel che era.
          I Leonberger?
          Ahh loro si che si sta tranquilli, posso lasciare la spesa sul tavolo, il sacco di mangime aperto in mezzo alla stanza e non corro il rischio di lavande gastriche. Esconno di casa al mattino ( dormono in casa), due corse con i “vandali”, due giochi insieme, e poi i miei 4 Leoni decidono che è tempo di fare la guardia, per cui si dividono il compito, due fuori e ronf ronf sotto al faggio, e due tornano dentro, uno per divano e ronf ronf pure loro.
          Anche secondo me, chi ha scritto libri sul labrador, sicuramente NON ha visto di cosa sono capaci.
          Per carità, bei cani, buoni allegri socievoli versatili e bla bla bla……ma è impossibile rilassarsi se sono nei paraggi.
          Attendo lo standard dei devastatori con gli occhi d’angelo 🙂

          • @Lucia, giocare è bello, stare in giardino è bellissimo, vivere felici tutti insieme è fantastico… ma il Labrador è un cane da LAVORO!
            E se non lo fai lavorare, diventa davvero un “Marley”. Fatti un bel corso per retrievers e vedrai se non si danno una calmata pure i tuoi!

  5. A causa tua soffro sempre di più per non poter prendere questi meravigliosi ma giganteschi cani, perchè non fai uno standard di un cane più “tascabile” 😛 almeno potrei innamorarmi di una razza alla mia portata! hahaha scherzo, i tuoi VERI standard sono sempre strepitosi 🙂

  6. a proposit o di nomi fantasiosi sabato penso di aver sentito il massimo. Mi presento ad una esposizione organizzata in un paese vicino,iscrivo il mio leo e aspetto l’inizio dei gudizi;quando il ritardo inizia a farsi robusto mi avvicino ai due giudici (che conosco da tempo) per chiedere lumi e uno dei due guardando un po’ me e il cane un po’ le schede di iscrizione mi chiede “scusa Iacopo,ma l’hai iscritto come cane russo o come lumberjack?” Giuro che non so come ho fatto a non dirgli che era un timberland.
    Saluti Iacopo

  7. Io ho una cucciola di 9 mesi e quest’estate una signora con l’amica si sono fermate ad ammirarla. Ovviamente hannno voluto sapere di che razza fosse e quando ho risposto “Leonberger” una delle due ha detto:”NOOOO, un incrocio tra un leone e cosa????”

  8. altro che vero standard, questo è VERISSIMO! hihihihi…
    e a proposito di libere interpretazioni del nome della razza, aggiungo anch’io una delle mie esperienze.
    a una gara canina due passanti, dopo avermi chiesto lumi, commentano. “Cos’ha detto che è…?” “Ha detto che è un leonBERRY”.
    eh, certo, ho un leo – fragola. hahahahahahaha!!!!

  9. So che questo post è vecchio e magari nessuno lo legge più ma qualcuno può consigliarmi un allevamento SERIO dove comprare un cucciolo di Leonberger, possibilmente in piemonte o lombardia?

    • Per leggere leggiamo :-)… ma la redazione di questo sito, per diversi motivi, ha deciso di non fare nomi di allevamenti. Se qualcuno dei lettori vuole farlo, invece, è ovviamente liberissimo.

  10. Se vai sul sito del club leonberger.it trovi il link allevatori consigliati; ce ne sono anche nelle zone di tuo interesse poi è da vedere se ci sono cucciolate in arrivo, comunque troverai sicuramente indicazioni.

  11. Leggo questo articolo solo ora, anno dopo la sua pubblicazione ma devo dire che è fantastico.
    Ho un leonberger (il secondo…. Einmal Leonberger, immer Leonberger) ed è un cane fantastico capace di dare cosi tanto amore. Anche se abbiamo un bel giardino lui vuole quasi sempre stare in casa con noi è se non gli apro subito la porta si mette a bussare (trema tutta la casa praticamente). La parte che mi ha fatto più sorridere è stata quella sul cibo… Il mio giorno dopo giorno (da ormai sei anni) mi guarda con quello sguardo “ma dinuovo queste crocchette noiose?!?” Poi le mangia ma ogni giorno guarda la ciotola, poi guarda noi, poi va a guardare la ciotola del nostro labrador (come se li ci fosse qualcosa di più buono) e infine mangia ma facendo varie pause perchè non si sa mai che gli umani cambiano idea e aggiungano qualcosa di più sfizioso. 🙂 lui mangia qualsiasi cosa (ovviamente noi non lo permettiamo) unica cosa che non gli piace è l’insalata 🙂
    Io comunque consiglio il leonberger a che vuole un cane bravo e buono, che va d’accordo con tutti e che ama davvero i bambini. Un leonberger è felice se ha una famiglia che lo ama, gli fa tante coccole e se può mangiare e dormire 🙂

  12. Bellissimo articolo, grazie…ma mi permetterei di aggiungere, oltre al sederone più alto delle spalle,
    la sindrome di Raffaella Carrà: ovvero una forma perniciosa e resistente di PARRUCCAGGINE biondo platino, folta, che fa contrasto con il muso nero, e che spara sulla testa del cucciolone dai 4/5 mesi in poi e che resiste ad ogni tentativo di appiattimento…poi passa, ma fino a quel momento, più che un Leonberger lo fa sembrare un Macaco.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.