Nella prima e nella seconda “puntata” di questa serie sulla dominanza abbiamo parlato del fatto che a MIO avviso –  che (ribadisco) non è la Verità Infusa, ma solo il risultato di un’esperienza cinofilia piuttosto lunga (leggi: vecchiaia) – i cani SONO gerarchici; che i rapporti gerarchici si instaurano anche con l’uomo; che l’uomo deve diventare il “capo” del cane, inteso come “guida”.
Infine ho cercato di spiegare i motivi per cui “capobranco” e “soggetto dominante” non sono affatto sinonimi.
Adesso bisognerebbe arrivare al “sodo”, ovvero spiegare COME si diventa guide sicure, fari nella notte, divinità assolute dei propri cani.
Ma la prima cosa che bisogna chiarire è che “il cane” in senso assoluto, oggi, non esiste più.
La selezione umana non ha modificato soltanto l’aspetto fisico dei nostri amici pelosi – che un tempo erano pressoché divisi in due sole categorie (cani grandi – cani piccoli)  mentre oggi abbiamo circa 340 razze riconosciute dalla FCI e diverse altre riconosciute da Enti cinofili di Stati non europei – ma ha influito molto anche sul carattere.
Molte razze, anche se non si somigliano fisicamente, sono piuttosto affini dal punto di vista caratteriale: quando ho visitato per la prima volta un allevamento di cani lupi ceslovacchi li ho trovati caratterialmente molto più vicini ai miei husky di quanto non lo siano, per esempio, gli alaskan malamute, che pure ne sono “parenti” assai più stretti.
In compenso, quando ho incontrato i miei primi terrier di tipo bull, ho pensato: “Ma questi son mica cani!”; anche perché, quando vedevano un loro simile, la prima cosa a cui pensavano era il modo migliore di mangiarselo arrosto con le patatine.

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Specifichiamo, quindi, che tutte le situazioni descritte nei primi due articoli valgono per i cani più vicini al “cane naturale”: insomma quelli che hanno ancora validi motivi per ritenersi un po’ “lupi inside” perché la selezione umana non li ha maneggiati più di tanto.
Quindi valgono per i cani primitivi, per molti cani da pastore (intesi come conduttori del gregge: per i guardiani un po’ meno), per quasi tutti i cani da caccia, per molti cani nordici e per quasi tutti quelli da compagnia.
Le cose però cambiano decisamente quando si parla di terrier (che sono stati selezionati per essere particolarmente aggressivi con le proprie prede) e per diverse razze da guardia e/o difesa, a loro volta selezionate per mostrare alta aggressività, stavolta verso i malintenzionati umani.
Il fatto è che, quando vuoi riprodurre una dote delicata come l’aggressività, diventa difficilissimo selezionarla “a settori”. Ovviamente tutti gli umani hanno sempre badato moltissimo a far sì che i cani non mostrassero ostilità verso gli altri umani (inoffensivi), specie con quelli del proprio branco-famiglia: però se ne sono allegramente infischiati di selezionare cani che non entrassero in ipercompetitività con i loro simili…anche perché quelli eran tempi in cui il cane difficilmente usciva dal proprio territorio e sicuramente non frequentava parchetti, “aree cani” e affini.

Nel caso dei terrier di tipo bull, addirittura, si è selezionata apposta l’aggressività intraspecifica, visto che lo scopo primario era proprio quello di usarli nei combattimenti (e chiedo scusa per la foto a sinistra…ma se volete vedere dei combattimenti veri, sui motori di ricerca c’è ampia scelta. Io preferisco evitare di mostrare qualcosa che mi fa rabbrividire).
Lo stesso discorso vale per l’Akita e per lo Shar Pei, oggi considerati graziosi cagnolotti da compagnia, ma con un comune passato da lottatori.
In generale, più l’uomo seleziona, più la razza si allontana dal tipo primitivo, sia fisicamente che psicologicamente.
Quindi tutte le esperienze personali che ho riportato nelle prime due parti di questa mini-serie si possono prendere per buone qualora si abbiano cani primitivi, nordici, da pastore o da caccia (o meticci derivati).
Se invece si hanno boxer, rottweiler, pit bull o amstaff  (o meticci derivati)… non è che le cose dette proprio  non valgano, perché nei cuccioli, per esempio, si osserveranno precisamente gli stessi comportamenti che ho descritto nei miei husky.
Solo che nei cani, una volta diventati adulti (con più evidenza nei maschi, ma non sempre e non solo) la selezione umana finisce per prevalere sul DNA “primitivo”.

In parole povere: se mollate insieme un pastore tedesco e un cane lupo cecoslovacco, adulti e maschi, che decidono di confrontarsi gerarchicamente, vedrete uno scontro ritualizzato (sempre che si tratti di cani equilibrati); se mollate insieme un boxer e un rottweiler è assai probabile che di “ritualizzato” vediate ben poco e che assistiate a qualcosa di molto più simile a un combattimento all’ultimo sangue. Se poi mollate assieme due pit bull, la cosa non è più solo “probabile”, ma è quasi certa.
In generale, tanto più il cane si avvicina al tipo lupino, tanto più varranno le regole gerarchiche “naturali”: e viceversa.
Un’interessante teoria che suddivide le razze canine in diversi “stadi” basati proprio sulla vicinanza/lontananza dal prototipo lupino è quella della neotenia, che considera la distanza dal tipo primitivo in funzione dell’età: i cani più lontani dal lupo sarebbero in realtà cani le cui caratteristiche sono state fissate ad uno stadio più  giovanile, mentre i cani più lupini sarebbero quelli che sviluppano fino in fondo le caratteristiche dell’adulto  (se ne parla diffusamente, se vi interessa, in questo articolo).

Ma laddove la selezione umana ha creato razze che se non ritualizzano più, che non rispettano le regole gerarchiche, in cui tutti vogliono dominare su tutti…non c’è più niente da fare?
No: in realtà, volendo, si può intervenire.
Per esempio si può cercare di far prevalere gli influssi ambientali su quelli genetici, almeno nei limiti del possibile.
Un cucciolo correttamente imprintato, socializzato, educato ecc. (sempre che continui ad avere rapporti con altri cani, perché altrimenti la sua capacità di socializzazione regredirà) può arrivare a convivere pacificamente con i suoi simili anche se appartiene a una razza geneticamente intollerante.

Ho conosciuto personalmente il pit bull che vedete nella foto –  di purissima linea di sangue americana da combattimento! – che non solo faceva agility ma che, non appena vedeva un altro cane, gli correva incontro per invitarlo a giocare con lui: ma questo è il risultato di una socializzazione e di un’educazione assolutamente impeccabili, che solo un cinofilo competentissimo, solitamente, riesce a dare al proprio cane.
Invece la semplice “convivenza non belligerante” con gli altri cani la può ottenere quasi chiunque, ammesso che lo voglia: purtroppo il mondo è anche pieno di deficienti per i quali vedere il proprio cane che ne sbrana un altro è una goduria da orgasmo.

Detto questo, appare anche chiaro che diventare capo-guida-leader (scegliete voi quello che preferite) di un rottweiler NON è la stessa cosa che diventarlo di un barbone o di un golden.

Ciononostante, c’è qualcosa che accomuna tutte le razze, e cioè le cose da NON FARE per diventare “dominanti” sul nostro cane.
Sicuramente non  lo si diventa MAI sottomettendolo “a calci in culo”, o con altri mezzi/strumenti violenti.
Abbiamo visto che nei cani più “lupini” gli scontri fisici sono ritualizzati, mimati, una specie di  gara “a chi le spara più grosse”, mentre in quelli meno “lupini” sono reali e violenti: ma attenzione, perché quelli NON SONO propriamente scontri “gerarchici”.
Ovvero, non sono mirati solo alla sottomissione dell’altro cane, ma al suo allontamento dal branco: che si può ottenere mettendo in fuga l’avversario, oppure facendolo proprio  fuori.
In natura non succede?
Di solito no, ma in alcuni casi sì.
L’uomo, per quanto abbia pasticciato con la genetica canina, non è ancora capace di  “inventare” geni che già non facciano parte del genoma del cane.
Quello che ha potuto fare è stato mettere in evidenza quelli che gli interessavano, accoppiando di volta in volta cani che manifestavano le caratteristiche a lui gradite: e tra queste ha trovato anche la “volontà” , se così vogliamo definirla, di far fuori un avversario… perché succedere, succede. Anche in natura.
Anche nel più pacifico branco di lupi può scattare una motivazione tale da far sì che si decida di “levare di torno” un membro del branco, che quindi viene attaccato seriamente e non più in modo ritualizzato. Dopodiché, o fugge e viene emarginato, oppure viene ucciso (e di solito, se può, lui sceglie l’opzione A).

Questo non è un cane sottomesso: è un cane terrorizzato

Questo significa che nella mente di QUALSIASI cane, dal più primitivo al più selezionato dall’uomo, l’opzione “venire picchiato sul serio, da qualcuno che mostra di essere furioso con me” significa “mi vogliono escludere dal branco, oppure uccidere“.
Il fatto è che il cane moderno non può scegliere l’opzione “fuga”: perché non saprebbe dove andare.
Se il branco di lupi vive in un territorio naturale, che dà ad ogni soggetto la possibilità di sopravvivere, cacciare e – al limite  – rifarsi una famiglia e costruirsi un branco suo, per il cane domestico questa possibilità non c’è.
Se fuggisse dalla sua famiglia si ritroverebbe in un mondo che non conosce e non capisce, nel quale non saprebbe come sopravvivere da solo. E il cane, essendo capace di ragionamento, questo  lo sa benissimo.
I cani inselvatichiti (non per scelta, ma perché sono stati abbandonati) sono dei paria che vivono quasi sempre ai margini della società umana, che cercano di rubacchiare rifiuti perché non trovano “terreni di caccia”, che si nascondono dove capita perché non hanno la possibilità di scavarsi una vera “tana” nel cemento o nel’asfalto, e così via.
Non sono più cani domestici, ma non sono neppure in grado di ridiventare selvatici: questo non li rende affatto cani “più naturali” del cane domestico, ma li rende dei poveri disadattati, dei borderline che vivono al confine tra un mondo che li ha rifiutati e un altro che forse sognerebbero, ma che in realtà non esiste.
Nessun cane sceglie volontariamente di infilarsi in una situazione simile: quindi il cane domestico, qualora venga trattato con violenza, pur pensando che il suo branco voglia scacciarlo o ucciderlo, non sa dove scappare.
E poiché di solito non viene neanche ucciso, ma solo maltrattato, cerca di adeguarsi sottomettendosi ad una situazione che non capisce, perché questa sì che è fuori da tutti i suoi schemi genetici, ma dalla quale non sa come fuggire.
Cosa succede, a un cane trattato in questo modo? Succede che prima o poi (i tempi dipendono dalla sua tempra e dal suo temperamento), va fuori di testa. Sclera. Schizza.
Vi siete mai chiesti perché in quasi tutte le discipline sportive si vedono cani che stravincono per un’intera stagione, e l’anno dopo spariscono?
Vi siete mai chiesti come mai ci siano personaggi (umani) che si possono abbinare ad un gran numero di queste “misteriose sparizioni”?
Certo, le spiegazioni ufficiali saranno sempre apparentemente logiche: il cane si è infortunato, la cagna ha fatto una cucciolata, è arrivato un altro cane migliore e quindi ho messo “a riposo” quello di prima… ma la realtà è che molti cani, ogni anno, vanno fuori di testa perché sono stati addestrati da macellai che hanno fatto ricorso a tutte le brutalità possibili per ottenere risultati veloci e sicuri …e MAI duraturi: ma a molte di queste persone non frega un accidenti della durata, specie quando il cane non è il loro, ma deve solo “vincere subito” e poi passare in riproduzione. Dunque un anno di risultati, massimo due.
E…sì, lo so che stessa cosa succede alle squadre allenate da Mourinho, che durano tutte due anni al massimo: ma non credo che lui usi il collare elettrico sui giocatori. Probabilmente, nel suo caso, lo sfruttamento è solo fisico (anche se qualche domanda, dopotutto, io me la farei anche su di lui e su molti altri allenatori di umani, in diversi sport).

Comunque, tornando ai cani,   gli addestratori “macellai” non sono soltanto pessimi umani. Sono anche pessimi cani.
Sono persone che, a loro volta, non hanno capito un accidenti delle creature viventi che hanno intorno: ma a loro frega poco, perché in quell’anno-massimo-due di risultati il cane “si fa il nome”: dopodiché comincia a sfornare cuccioli, se è femmina, o a trombare come un riccio (e a caro prezzo, con grandi benefici per le tasche del proprietario) se è maschio. E se nel frattempo dà i numeri, se è un povero infelice stressato, se si morde le zampe o ulula ai fantasmi, amen: tanto nessuno vede.
Ma per gli addestratori-macellai, almeno, c’è la motivazione  del ritorno economico. Non che sia un’attenuante nè una scusa valida, ma è indubbio che sia una motivazione.
Purtroppo, però, non ci sono solo loro (magari!  perché sarebbero quattro gatti, dopotutto). Purtroppo la storia del cane “che va sottomesso con la forza”   la crede fermamente anche una percentuale altissima di privati, che tortura ogni giorno il proprio cane di casa pensando, così, di diventarne il “capobranco”.
Invece, nella mente del cane, diventa solo “quel pezzo di merda da cui dipendo e da cui non posso fuggire“.
E non si facciano confondere, questi signori, dal fatto che il loro cane poi gli lecchi le mani o gli faccia le feste quando arriva: quelli sono segnali di sottomissione, MA NON DI AMORE!
I cani non amano affatto chi li tormenta, alla faccia della retorica canina.
I cani subiscono una situazione di questo tipo solo perché, essendo animali sociali, non trovano il coraggio di abbandonare l’unica società che gli è disgraziatamente toccata, e cioè la famiglia dello stronzo.

Chiarito questo punto, vediamo invece cosa si deve fare.
Innanzitutto, qualora sia possibile, la leadership (termine corretto, che però mi fa venire le bolle da quando viene utilizzato dal noto “sussurratore” televisivo, che se non è un macellaio completo ci picchia vicino e che vi prego di NON imitare mai!) va stabilita con il cucciolo: e per sottomettere un cucciolo (non “fisicamente”, ma psicologicamente; e non nel senso di “schiavizzarlo”, ma in quello di “fargli pensare che noi siamo il faro che illumina il suo cammino) ci vuole veramente poco.
Basta spiegargli che se si comporta come diciamo noi, otterrà sempre e solo dei vantaggi (quindi, giù di rinforzi positivi alla grande: premi, bocconcini, coccole, entusiasmo).
NON c’è alcun bisogno di “punirlo” se invece non fa quello che diciamo noi, anche perché la punizione positiva, per essere davvero efficace, dev’essere tempestiva (nel giro di mezzo secondo) e almeno leggermente traumatica (e chi vuole traumatizzare un cucciolo? Per l’amor del cielo).
Ma allora, come si può fare ad impedirgli di fare il comodo suo? Semplicissimo: gli si insegna il comando NO.
Che non comporta punizioni alcun tipo, ma solo il condizionamento del cucciolo ad interrompere l’azione e a venire vicino a noi.
Se per caso qualcuno non sapesse come si fa…spiegazione iper-rapida: si distrae il cane!
a) si aspetta che inizi una qualsiasi azione a noi sgradita (una qualsiasi: per esempio rosicchiare qualcosa, o annusare insistentemente qualcos’altro). ATTENZIONE:  lo si deve beccare proprio all'”inizio”, altrimenti ci si potrebbe concentrare troppo sopra e chiudere i sensi a qualsiasi altra distrazione (un po’ come quando io sto scrivendo, il marito mi fa un discorso,  io gli dico “sì, sì certo” e in realtà non sento una parola. Poi, due giorni dopo, casco dal pero quando lui urlacchia: “Ma come, non ne sai niente? Te l’ho detto l’altroieri!”);
b) si dice “NO!” e contemporaneamente si produce un rumore (io consiglio una lattina piena di monetine, ma va bene qualsiasi altra cosa simile) che richiama l’attenzione del cucciolo;
c) appena il cucciolo guarda nella direzione del rumore (cioè, la nostra) lo si chiama e appena arriva lo si premia.
FINE.

Ovviamente bisogna variare tempi, modi e distrazioni, ma il concetto è sempre questo: il cucciolo deve abbinare il NO! al concetto di “smetti di fare quello che stai facendo e corri da me”.
E’ facilissimo, non coercitivo e soprattutto funziona.
Fatto questo, il cane ha imparato le due cose fondamentali della vita: che sa fa quello che gli chiediamo ottiene dei vantaggi e che smette di fare quello che noi non vogliamo viene fermato (non “punito”).
E se ignora il NO? Allora sì, viene “punito”: con un’alzata di voce e una parola chiave.  Io uso “Cattivo!”, che etologicamente è una cazzata (il cane non è mai “cattivo” perché non ha un senso morale), ma dal punto di vista umano suona “giusto” e quindi ti dà il tono e la faccia giusta. Però puoi dirgli anche “aspirina!” o “fragole col gelato!”. L’importante è che la parola chiave sia abbinata a un linguaggio del corpo e a una mimica facciale che esprimono disapprovazione.
Man mano che il rapporto col cane si stringe e si perfeziona, si arriverà al punto in cui, se solo fate “la faccia” disapprovante, il cane si sentirà “punito” (vedi foto).
Nel senso che la punizione, per lui, DEVE essere la disapprovazione del leader-capo-figuraguida-faronellanotte.
Se così non è, significa che non avete creato nessun rapporto:  ricominciate daccapo.

Già, ma ricominciate a far cosa?
A educare il cucciolo, ovviamente! Cosa pensate che fosse il “chiedergli di fare cose per poi premiarlo”?
Man mano che il cane cresce, queste “cose” diventeranno più numerose e più difficili: si potrà anche arrivare all’addestramento sportivo, o utilitaristico, ma ci si potrà anche limitare a dargli compiti precisi in famiglia: fai la guardia, difendi il bambino, porta le ciabatte. Va bene tutto,  l’importante è che il cane pensi di “servire a qualcosa” all’interno del suo branco .Io ho avuto, tra gli altri millemila cani, una maltese: chiederle di essere “utile” era un po’ complesso, viste dimensioni e peso. Però l’avevo “addestrata” a passarmi alcuni giochini del figlio – i più leggeri – quando lo mettevo nel box (il figlio, non il cane: ai tempi di Tatiana il figlio non aveva ancora un anno) e lei era orgogliosissima di questo suo compito. Si sentiva realizzata.
A proposito di bambini: è quasi impossibile che un cane riconosca un bambino come suo superiore gerarchico (almeno finché non arriva almeno a 10-11 anni). Sconsiglio quindi vivamente di far lavorare i cani con bambini molto piccoli, anche quando si tratta di razze particolarmente dolci e docili. I bambini sono splendidi compagni di giochi, ma l’educazione è un’altra cosa e deve essere affidata a un adulto.

Il nostro scopo primario è esattamente questo: far sì che il cane si senta realizzato. E che si senta così grazie a noi, a questi esseri che sanno sempre qual è la cosa giusta da fare, che gestiscono tutte le risorse disponibili (giochini, pappa, acqua, lavoro: tutto), che sono, guarda un po’… suoi superiori gerarchici.
Perché QUESTO significa “dominare” il cane: fargli pensare che siamo davvero (e non solo per convenzione) “esseri superiori” e che, obbedendoci, ne otterrà sempre dei vantaggi.
Se ci riusciamo, il cucciolo occuperà serenamente la sua posizione di “sottomesso”, che ci dimostrerà nel suo linguaggio: e qui entrano nuovamente in gioco le caratteristiche di razza, in particolare la tempra, che è la capacità di resistenza agli stimoli esterni che lo colpiscono, sia fisicamente che psicologicamente.
Un cucciolo di tempra molto morbida  sarà dunque più sensibile di uno di tempra dura: e le manifestazioni di sottomissione saranno conseguenti.

Un cane di tempra molle esibirà spesso atteggiamenti di sottomissione passiva, assai rari nei cani di tempra dura

La dominanza manifestata attraverso i nostri atteggiamenti è uno stimolo che colpisce psicologicamente il cane, anche quando siamo sommamente gentili con lui: se per esempio ci pieghiamo su di lui (posizione fortemente dominante), un cucciolo di rottweiler potrà scodinzolare allegramente e saltar su a darci un colpetto all’angolo della bocca (gesto di sottomissione attiva che proviene dal gesto che fanno in natura i cuccioli al momento dello svezzamento, quando toccano le labbra della mamma per farsi rigurgitare il cibo pre-digerito).
Un cucciolo di border collie, invece, potrebbe “spanciare” e farsi la pipì addosso: sottomissione passiva.
Emettere qualche goccia di urina non significa “essere spaventati”.
Per il cucciolo significa solo lanciare un segnale odoroso molto chiaro: “Ehi, annusa qua: lo senti che sono piccolo? Quindi devi proteggermi e non farmi del male!”.
Purtroppo molti proprietari puniscono, sgridandolo o addirittura picchiandolo,  il cucciolo che è andato in sottomissione passiva: in questo modo trasformano la loro dominanza in “oppressione” e il cane comincia ad aver paura di loro, anziché rispettarli e stimarli.

Il ruolo di “dominante” è meno semplice di quanto possa sembrare: per iscritto è tutto facile e lineare, “dal vivo” molto meno.
Le cose si complicano ancora, specie con i cani molto forti, quando il cucciolone di 6-7 mesi mette alla prova il “capo”, provando a sfidarlo: in alcune razze non succederà mai, in altre succede SEMPRE.
Se il “capo” scappa via spaventato, il cane “si gasa” e pensa di poter prendere il suo posto (poi in realtà è difficile che si senta davvero all’altezza, quindi rischia di stressarsi e di diventare un vero problema).   Se il “capo”  sclera e magari pensa di risistemare le cose dandogli una fraccata di botte, il cucciolone perde la stima in lui (e sarà ancora più invogliato ad arrampicarsi gerarchicamente).
Se il “capo” reagisce con calma serafica, gli dice un chiaro e secco “NO!” e poi lo premia col gioco, il cane pensa “wow, non ha fatto una piega davanti alla mia sfida: si sente tanto superiore che proprio non mi fila! Uhm, forse è meglio che lasci comandare lui”.
Non è sempre così facile restare calmi e serafici davanti a un rottweiler di otto mesi (leggi: quaranta chili buoni) che ti spiana i denti in faccia: in realtà spesso non è facile neanche col “cazzettino” da 5-6 chili, i cui denti non sono MAI paragonabili alla stazza ma sembrano sempre “rubati” a un cane molto più grosso. Se si sa  “leggere”il cane, però, si può capire abbastanza agevolmente quando fa sul serio e quando invece  il suo è solo un tentativo adolescenziale di sfidare l’autorità, senza nessun vero desiderio di prenderne il posto.

Attenzione: non tutti i cani sfidano così platealmente il loro “capo”, mettendola sul piano fisico. Un golden o un husky, che l’aggressività verso l’uomo non dovrebbero neppure sapere cosa sia, probabilmente giocheranno più di astuzia che di forza.
Per esempio, si infileranno per primi quando aprite la porta. O prenderanno possesso del vostro letto, magari facendovi pure gli occhioni dolci. O  magari faranno il gesto della monta sulla vostra gamba (pensiero immancabile dell’umano: “Ohhhh, poverino! E’ maturato sessualmente e ha assoluto bisogno di accoppiarsi!”. Segue annuncio sul giornale: “Cercasi DISPERATAMENTE femmina di golden…” ecc. ecc. I proprietari di maschi che gli trombano le gambe son sempre “disperati” perché il loro cane DEVE accoppiarsi nel giro di una settimana al massimo. In realtà dovrebbero essere preoccupati perché il loro cane vuole sottometterli gerarchicamente).
Ecco, nei casi appena elencati (ma SOLO in quelli) valgono le regolette su “come diventare capobranco” che troverete su moltissimi libri, articoli ecc. : ovvero i famosi “passate per primi dalle porte, non lasciate salire il cane sul letto, mangiate prima di lui” e compagnia bella.
Queste, in realtà, sono regole valide da utilizzare quando il cane sta cercando di scavalcarvi gerarchicamente.
Non ha senso, invece, utilizzarle “a priori”.
Finché il cucciolo (ma anche l’adulto) si dimostra rispettoso,  fiducioso e gerarchicamente sottomesso, può anche mangiarvi nel piatto e dormire con la testa sul vostro cuscino (sempre che a voi faccia piacere).
Le regolette sono valide anche nel caso adottiate un cane adulto, perché questi non sarà disponibile ad accettarvi su due piedi come “capi”. Però, una volta instaurato (o re-instaurato) un rapporto corretto, non c’è alcun bisogno di “far filare sempre il cane  come un soldatino: perché, così come “dominante” non è sinonimo di “capobranco”, non è neppure sinonimo di “padre padrone”.

Che altro ci sarebbe da dire su dominanza, sottomissione, gerarchie eccetera?
Moltissimo, ovviamente. Ma tre articoli mi pare siano sufficienti, almeno per ora!
Purtroppo l’argomento (che poi ne coinvolge molti altri) è talmente ampio che forse si potrebbe scrivere intero libro solo su di esso: stavolta, però, ci fermiamo qui, perché almeno le cose fondamentali credo che siano state dette: superiori gerarchici sì, dominanti sì, padroni-schiavisti no, maltrattatori MAI.
Aggiungo solo un’ultima cosa, perché un lettore mi ha fatto una domanda interessante dopo il primo articolo. Mi ha chiesto: ma se i cani ci vedono come loro conspecifici, per quale motivo, camminando per strada, il mio cane ignora tutte le persone che incontra, mentre è attirato dai cani?
La risposta comprende più fattori: intanto, come abbiamo spiegato nella prima parte, il cane ci vede solo come “parziali” conspecifici: diciamo come elementi integranti della sua società, ma non esattamente come suoi genitori o fratelli.
Poi bisogna rilevare che i cani cittadini incontrano, proporzionalmente, un numero di cani piuttosto basso, ma un numero sproporzionatamente alto di umani…e a questi ultimi finiscono per assuefarsi, considerandoli “parte del paesaggio”, mentre i cani suscitano maggiormente il loro interesse. L’assuefazione, però, è soltanto una spiegazione parziale per l’indifferenza canina: la verità è che i cuccioli, di solito, approcciano cani e umani con lo stesso entusiasmo! Quindi il motivo dell’indifferenza, che subentra con l’età adulta, è soprattutto un altro: è che i cani, dagli umani, non ricevono quasi mai segnali comprensibili, né risposte sensate a quelli che loro stessi inviano. Infine, spesso vengono approcciati in modo totalmente contrario al galateo canino: avvicinamenti frontali anziché laterali, manate sulla testa, abbracci (specialmente dai bambini), posture dominanti e così via.
Insomma… credo che loro, tutto sommato, ritengano gli estranei umana una sorta di razza canina particolarmente maleducata.
E purtroppo, nella maggior parte dei casi, hanno ragione.

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29 Commenti

  1. A proposito degli umani maleducati. Molti adulti e bambini, diciamo proprio tutti hanno il brutto vizio di mettere la mano sulla testa dei miei cani quando a passeggio. Noto in modo particolare che una degli husky s’infastidisce moltissimo (abbassa la testa, schiva la mano e appare persino spaventata). Ho provato più volte a chiedere con gentilezza di portare la mano sotto e farsi annusare, piuttosto che accarezzarla subito. Purtroppo a tale richiesta ricevo sorrisi tirati e la fuga, il che è meglio che traumatizzare i miei cani. Ma vorrei anche far capire a questa husky in particolare che la gente non deve farle paura (la manifesta con tutti gli sconociuti) come devo fare? C’è modo di accarezzarla in modo educato e rispettoso nei suoi confronti? E qualora ci fosse come farlo capire agli umani che non morde? (almeno che ci ci sia una lucertola sulle spalle :P)

    • Certo che c’è un modo per rassicurare la husky: proteggerla dagli umani maleducati!! Secondo me fai benissimo a dirgli chiaro (agli umani) che la tua husky non gradisce… è la tua parte di “leader” che ti stai giocando molto bene, proteggendola da quelle persone importune!
      Il modo di accarezzarla “bene” te lo sei già detto: mettere la mano sotto e farle una grattatina sulla guancia o sul collo, dopo che ha annusato.
      Io ho una husky e un malamute che tutti per strada “ammirano” un sacco… e via che le mani si allungano sopra la testa! Ormai ho imparato e la prima cosa che dico alla gente che incontro per strada è “Se volete accarezzarli mettete la mano sotto e poi grattategli le guance…” è un po’ stressante per me ma risparmio un sacco di fastidio a loro.

      • Grazie mille, insisterò con la gente che vuole accarezzarla, almeno per far capire a lei che va tutto bene. Forse l’espressione “grattate le guancie” farà meno paura alla gente 😀

      • mmm…il mio Husky, invece, non gradisce le carezze vicino al muso o alle guance…è un cane un po problematico, la madre all’epoca, stava uccidendo la cucciolata in un impeto di aggressività, di conseguenza, lo accolsi molto piccolo: un mese e mezzo. E fu un errore…io avevo solo 14 anni ed era, tra l’altro, il mio primo cane. A distanza di 12 anni, lui, riesce a ragionare discretamente con me e nutre affetto per tutti i membri della famiglia, in particolare per mia madre e per la meticcia di casa. Tollera alcuni estranei ma non per molto tempo. Con gli anni, ho capito che dovevo avere molta pazienza e molto amore, non avendo a disposizione nessuno che mi aiutasse (abito in un piccolo paesino della Sicilia…e non ci sono figure professionali adeguate). Non mi sono imposta con la forza, mai, ma con decisione e autorità. Non è un cane perfetto, so con quale verso prenderlo ma è la mia fonte di felicità e lo amo tanto…<3

  2. Ho letto tutti e tre gli articoli e li ho trovati veramente interessanti, grazie!!!! Da piccola allevatrice che condivide le giornate (e le nottate) con i cani, un aspetto della dominanza che mi sembra molto misterioso è il rapporto tra i sessi. Assito spesso a ‘lotte rituali’ tra maschi o tra femmine, soprattutto quando si avvicina la grande epoca del calore (le mie femmine tendono a ‘contagiarsi’, se inizia una le altre la seguono). Certe volte una femmina dominante ‘aggredisce’ un maschio quando lui si interessa a una femmina più sottomessa, e questo mi sembra comprensibile, penso che sia un po’ come quando tra i lupi la femmina alfa si preoccupa di allontanare altre femmine durante il calore per assicurare spazio alla propria cucciolata. Ho avuto grandi problemi quando mi è capitato di voler far coprire una femmina dominate da un maschio sottomesso, però sono riuscita a risolverli in tempo utile (prima della fine del periodo fertile, intendo) facendo valere la mia autorità di ‘capobranco’. I miei cani sono da caccia (cocker americani) e non si sono mai procurati ferite rilevanti, anche se nella nostra casa convivono dodici adulti (di cui sette femmine). Una sola volta mi è capitato di assistere all’offensiva di un maschio ai danni di una femmina (nella fattispecie non era una sola… erano tre o quattro). È un episodio che francamente non ho proprio capito, anche se mi ha affascinata. Quindi ve lo racconto, e se qualcuno ha suggerimenti per interpretarlo… ringrazio in anticipo! Dunque, un paio di settimane prima di questo episodio una femmina nera molto sottomessa si era accoppiata con un giovane maschio rosso di posizione abbastanza dominante. La nera s’era trovata ad uscire per penultima da una stanza che dà sul giardino. Nella stanza restava solo il rosso. Fuori dalla porta alcune femmine più in alto nella scala gerarchica l’hanno ‘attaccata’. Il rosso si è irrigidito tutto, ha scoperto i denti emettendo un sibilo parecchio inquietante. Non s’è mosso ma sembrava pronto a piombare con un balzo sulle femmine che stavano ‘aggredendo’ la nera. Le femmine si sono dileguate. Ora, il rosso in questione è un maschio di stazza particolarmente ridotta, non arriva ai nove chili, però è stato forse l’unico caso in cui per un momento ho avuto PAURA di uno dei miei cani. Perché quella volta non si trattava di lotta rituale, l’ho capito perfino io. Da quel momento sembra che la nera abbia cambiato il suo posto nella gerarchia, perché sono ormai passati diversi mesi e nessuno ha più cercato di sottometterla. Però questo potrebbe essere un dato non collegato con l’episodio (nel frattempo la nera ha avuto la sua prima cucciolata). Dire che il rosso (al suo primo servizio) ha difeso la sua femmina può avere senso? Perché le altre femmine gli hanno obbedito in maniera così puntuale? Il rosso come maschio adulto è il più giovane di casa, direi che nella gerarchia è a metà, dopo due maschi più vecchi (ma prima di altri due, entrambi maggiori di lui). Cosa ne pensate voi?

  3. il mio border ha un anno e ha ancora gli atteggiamemti da sottomissione passiva.Con le persone ,assume una posizione a terra e poi incomincia a strusciare e molte volte si mette a pancia in aria è urina.Mentre con i cani si comporta molto simile.Appena vede un cane anche da lontano,assume la posizione di terra col muso poggiato a terra .Incredibile come la gente rimane meravigliata di questo atteggiamento.Non gli ho mai dato peso,soltanto quando incontra le persone gli dico”alzati”.Faccio bene?

    • @Giò: fai bene, ma non basta: l’urinazione da sottomissione in un cane adulto (o quasi) è sintomo di un problema. Ti consiglierei di consultare un comportamentista.

      • il problema è solo l’urinazione o anche la posizione che assume?
        Ultimamente ha incontrato una persona che l’ha riempita di coccole e lei ha urinato…nel senso che stiamo di fronte un atteggiamento del cane di forte emozione ma non di paura

      • ma anche eccessiva sottomissione senza urinare, che poi lo noti già quando sono cuccioli, lo accentuano molto già da piccoli.
        Al mio Buck non piace chi si sottomette un esagerazione, ed ho letto che se un cane ad esempio entra in un area cani, si sottomette eccessivamente e poi prende a correre in lungo e in largo, è maleducato, interpreto questo come se il cane dicesse: vedete, sono innocuo, così poi fa quello che gli pare. Ma questo forse è un altro discorso

    • credo che in queste cose la ‘normalità’ dipenda dalla razza e dalla linea di sangue. Io ho un maschio di cocker americano che fino ai diciotto mesi ha avuto atteggiamenti del genere… in pratica fino a quando non l’ho provato come riproduttore si comportava da cucciolone; ora ha quattro anni ed è un cane assolutamente equilibrato.

  4. Concordo, molto con quanto descritto sopra per la ritualizzazione del cane lupino o nella fattispecie del clc, essendo allevatore della razza non che educatore cinofilo, posso dire con tranquillità che le razze lupine sono le più comunicative in assoluto.. prima di arrivare ad uno scontro mettono in atto una serie di comportamenti, ritualizzati, che portano e aprono la comunicazione. (certo resta inteso che parliamo di cani che sono stati seguiti con attenzione durante la loro crescita, e non di cani lasciati a se stessi nell’apprendimento o isolati dal mondo).
    Io lavoro soprattutto sulla socializzazione e ho visto e toccato con mano, che se un qualsiasi cucciolo di una qualsiasi razza se percorre un certe iter formativo, si ottiene un cane con un apertura mentale diversa da quelli che vengono trattenuti dai proprietari per varie ragioni, e limitati in questo passaggio assai fondamentale per la crescita dello stesso.
    Inoltre se posso aggiungere, più specie si faranno incontrare al nostro cucciolo, più dialetti corporei impareranno… e la dominanza sarà vissuta in modo diverso… a volte si confonde la dominanza per paura.. ovvero un cane che non capisce un altro cane per la sua forma, potrebbe approcciarlo in modo esuberante o deciso.. semplicemente “quello che io non conosco o lo temo o lo attacco”.
    Secondo me tutto dipende da come il padrone educa e forma il suo cane.. più un cane è abituato, a relazionare con forme diverse, più sarà un cane che saprà cavarsela in ogni situazione.

    Colgo l’occasione per ringraziare la Sig Valeria Rossi per aver scelto una mia fotografia dei due clc in alto ve li presento Eragon e Arwen.

  5. Molto interessanti queste tre parti, per il bene di tutti legatele, questa era staccata, e dovreste riuscire a mettere più in evidenza se non tutto, almeno articoli del genere. Dalla home c’è grande risalto alle novità, ma tante perle sono imboscate 🙂

  6. Salve
    devo dire che gli articoli son molto belli e spiegano in linea di massima il concetto di sottomissione.
    se è possibile e non troppo tardi avrei una domanda
    Ho preso un cucciolone incrocio tra boxer-setter ha 8 mesi,il cane appena venuto da me ha mostrato i primi segni di dominanza saltandomi sulla schiena e cercando di marcarmi come sua proprietà cercando di urinarmi nelle gambe.ho cercato di risolvere il problema che ora sembra passato.
    Spesso però mi salta addosso con le zampe cercando di raggioungere la mia bocca con il muso,non voglio che il cane mi salti addosso e quindi gli di co no e lofaccio scendere.
    ora però dopo che ho fatto questo il cane inizia ad abbaiare standomi ad una certa distanza(2-3 metri)coda che scodinzola e guardandomi spesso con la coda dell’occhio.cosa vul comunicarmi?potete aiutarmi?
    ps.
    altro fatto che accade spesso,il cane si struscia sulle mie gambe e mi da le spalle.
    scusate l’ignoranza in materia ma vorrei imparare qualche cosa ed essere meno ambiguo con lui,così da non confonderlo.
    grazie.

    • Bella compilation! 🙂
      Allora: il cane saltandosi addosso per toccarti la bocca col muso manifesta il comportamento del cucciolo che chiede alla mamma di rigurgitargli il cibo. Nei cuccioloni e negli adulti può essere una richiesta di attenzioni, di cibo, di coccole, ma anche un segno di pacificazione. Sarebbe meglio “accontentarlo” abbassandosi in modo che lui possa darti le sue musatine senza saltati addosso.
      Lo “strusciamento” è un altro segnale di calma – pacificazione: dare la spalle è un segno di non belligeranza.

  7. devo rileggere bene la parte 2 e quest’ultima,ma mi è saltata in mente le regole che hai citato nell’argomento e che dici vengono scritti in molti libri,ma che io non mai considerate per buone:
    mangiare dopo il proprietario…oppure uscire dopo il proprietario etc etc
    Tutto questo influenzerà la percezione generale del cane sulla relazione???

    • Le famose “regolette” non devono essere applicate per forza: se si ha un buon rapporto col cane, se il cane mostra di rispettare il nostro ruolo di superiori gerarchici, non ce n’è bisogno. Per dire, io i cani nel letto li ho sempre lasciati salire e non ho mai avuto problemi. SE, però, in casa i ruoli non sono ben chiari, se si ha l’impressione che il cane tenda a voler “dirigere l’orchestra”…allora queste regolette possono aiutare (non che bastino da sole: però aiutano) a ristabilire le gerarchie senza impegnarsi in conflitti e prove di forza.

  8. Ciao, è la prima volta che capito qui…molte regole mi saranno molto utile perchè ho preso da poco un cucciolo che però sta già diventando troppo grande e quindi se non c’è un’educazione sarebbe ingestibile da grande! Però vorrei chiederti una cosa…il cane è con noi da 5 mesi, lo porto spesso a spasso e quindi incontra molta gente, ma ultimamente da circa un mese e mezzo abbaia solo contro gli uomini, in pratica non possono fare un passo entro i tre metri da me e se lo porto al parco a correre non si sposta da me, mentre se ci andiamo con mio marito si diverte come un pazzo! Come mai si comporta così?
    PS: sono incinta di 5 mesi…può influire sul suo comportamento?

    Grazie mille!

    • Non so se c’entri il fatto che sei incinta, ma di sicuro il tuo cane è entrato in iperprotettività nei tuoi confronti. Ti suggerirei: a) di assumere un atteggiamento più rilassato possibile (se tu entri in tensione temendo che il cane abbai, lui sente la tua tensione e pensa che ci sia un pericolo), b) di NON confermare mai il suo atteggiamento (l’errore classico che si fa è quello di accarezzare il cane dicendogli “ma non fare così, stai buono”…solo che il cane pensa che tu lo stia complimentando perché fa casino, e la volta dopo ne fa il doppio); c)di convincere il cane che gli uomini te li puoi gestire pure da sola :-), per esempio utilizzando la routine del buon umore di Campbell (ridere a crepapelle, giocare col cane, avere un atteggiamento allegro e felice ogni volta che si avvicina un uomo, PRIMA che il cane cominci ad abbaiare). Se non funziona questo miniaccorgimento, ti conviene sentire un educatore-addestratore (BRAVO) che ti dia consigli più mirati (da qua, non conoscendo il cane, posso dirti solo cosette generiche, che male non fanno, ma sono sicuramente incomplete).
      Di sicuro il problema VA affrontato subito, prima che il cane cresca e che questo suo atteggiamento si consolidi troppo.

      • grazie mille…cercherò di attuare i tuoi consigli nel migliore dei modi! Nel caso non dovessi avere dei risulati mi rivolgerò ad un educatore-addestratore! Grazie mille ancora…

  9. Salve valeria nella classificazione tra razze piu vicine o meno al cane primitivo lo schnauzer dove sta? E poi,a me il cane fa tutto quello che hai descritto verso la fine,entra per primo in casa e se provo a impedirli mi si.infila tra le gambe e mi spintona ,l unico modo è metterlo sul seduto resta e dopo 20 tentativi riesco a entrare tranquilo in casa è giusto wuesto metodo o no?

  10. Ho un cucciolo di Bull Terrier di 7 mesi e mezzo.Sono innamorata del mio “mulo”. Avrei voglia di tenerlo tra le mie braccia continuamente. Sono molto disponibile nei suoi confronti. Gli concedo sempre qualche biscottino o premietto di troppo. Mi occupo dei suoi pasti. Lo porto a passeggio. Fino a qualche settimana fa lo portavo anche all’area cani, ma ad oggi è impossibile. Comincia ad avere una bella stazza e non rispondendo assolutamente ai miei richiami, è abbastanza complesso gestirlo. Da circa 3 mesi Boris (il cane) ha cominciato un percorso di addestramento con il mio compagno presso un centro cinofilo. La mia figura non è coinvolta nelle lezioni di obbedienza, nè nella attività di agility. Ti scrivo principalmente per due motivi. Il primo è avere un parere da te sulla scelta degli addestratori di escludermi dalle lezioni di obbedienza. Il cane vive con il mio compagno ma anche con me. Nella stessa casa. Dovrebbe obbedire ad entrambi, no? Secondo punto molto interessante è che da qualche giorno il mio “cucciolotto” prova a montarmi. E avendo a che fare con un bull terrier non credo sia desiderio sessuale….ma più…. ti voglio dominare. Ho letto i tuoi articoli sulla dominanza. Ed ho già cominciato con la pratica del NO fermo e deciso. Ma mi puoi indicare degli accorgimenti specifici trattandosi di una razza un po’particolare? Aspetto speranzosa una tua risposta. Ti ringrazio in anticipo. Francesca.

    • Sono assolutamente contraria all’addestramento “fatto da uno solo”. Il cane può benissimo avere diversi superiori gerarchici (per lui è naturalissimo), quindi non capisco la motivazione di questa scelta. A dire il vero non capisco molto neppure l’agility con un bull terrier :-)… mentre l’obbedienza ovviamente ci vuole, anzi è indispensabile con certi “personaggi” che non hanno certo la docilità come dote principale!
      Però, attenzione… fate pure tutta l’obbedienza che volete, ma con persone che conoscano bene la razza: altrimenti potrebbero esserci brutte sorprese. I terrier di tipo bull non sono border collie!
      P.S.: spupazzalo meno e lui ti monterà di meno.

  11. Abbiamo un boxer di 1anno e 2mesi. Quando lo abbiamo preso aveva 7mesi e viveva con la madre e un beagle più vecchio che purtroppo si è dimostrato aggressivo nei suoi confronti. Fino ai 7 mesi non è stato a contatto con molti altri cani a parte loro. Quando lo abbiamo preso abbiamo cominciato a portarlo nelle aree cani e fino ai 10 mesi circa è andato tutto bene…giocava con tutti (anzi ogni tanto le prendeva e non reagiva minimamente)….ora invece cominciamo ad avere dei problemi 🙁 praticamente lui va dagli altri cani per giocare ma se gli altri cani non sono dell’idea e gli abbaiano e/o ringhiano lui parte e li sottomette…purtroppo anche se non è mai successo niente di grave (nessuno ha riportato ferite) la scena non è bellissima e mette un bel po’ di paura e ansia! le liti sono sempre state soprattutto con maschi…ma ultimamente c’è stato qualche episodio con qualche femmina. Lui vuole montarle e se loro non sono d’accordo le sottomette (2 volte è capitato quando la femmina stava x uscire dall’area cani). Ho notato che con le femmine della sua stessa età o più piccole invece, anche se loro non vogliono essere montate lui non le aggredisce. Come possiamo gestire questa cosa? si può migliorare o può peggiorare? dobbiamo rinunciare a vederlo giocare con altri cani? C’è un cane maschio +giovane di lui con il quale ci vediamo spessissimo da quando lo abbiamo con noi e con il quale va d’accordissimo…c’è il rischio che anche questo rapporto si rovini?

  12. complimenti per il tuo articolo. li ho letto tutti e tre sono pienamente d accordo in tutto con te. Ho un malamute di 6 anni e so e capisco benissimo cio che dici e le differenze di comportamenti tra cani di tipo primitivo e altri. Questo non è un problema naturalmente, il problema lo abbiamo noi (come umani) che non sappiamo gestire ne gli uni ne gli altri. 🙂
    tante cose che hai dette le so di istinto, e i comportamenti dei cani li capisco al volo. ma sono le reazioni delle persone le piu sconcertanti tante volte. 🙂

  13. Salve 🙂
    Ho trovato molto interessanti tutti e tre gli articoli.
    Ho avuto il mio primo cane esattamente 1 anno fa trovato in campagna cucciolo.
    L’ho allattato e tutto ma, leggendo questi articoli, penso che non essere riuscita a stabilire un rapporto di fiducia o non so tra me e il mio cane e questa cosa mi fa stare molto male, tanto da farmi sentire un incompetente.
    Non ho mai usato la violenza, perché non porta da nessuna parte e poi non lo reputo un metodo di insegnamento o educativo.
    Cosa dovrei fare per farmi ascoltare?
    Lo portavo ad un centro di addestramento ma poi non è stato più possibile farlo perché il paese era ad 1h di distanza dal mio e Thiago ha iniziato ad aver paura dei treni :/ non avendo un auto e qualcuno disponibile ad accompagnarmi, sono stata impossibilitata dal continuare ad addestrarlo a livello “educazione base”.
    Ho provato a cercare addestratori bravi nella mia città ma tendo a diffidare molto e alcuni metodi sono molto discutibili.
    A volte siamo per strada e lui inizia ad abbaiare contro le persone; mi accorgo che quando siamo a passeggio diventa nervoso e tende a tirare (ho provato a fermarmi o a tornare indietro o a cambiare percorso ma nulla… forse sbaglio io qualcosa).
    Quando provo a mettergli le mani sul dorso o a fare i segni di dominanza, lui si ribella in tutti i sensi !!! Fa di tutto pur di sottrarsi e appena ci riesce, viene e mi tira i “morsi” sul braccio (ovviamente non facendomi assolutamente nulla dal punto di vista fisico).
    Solo con il mio fidanzato ha un rapporto basato sul rispetto reciproco, infatti quando sono con lui, sono tranquillissima perché Thiago lo ascolta e non ha nessuno di quegli atteggiamenti e quando il mio ragazzo gli dice “NO” lui si gira a pancia all’aria o gli strofina il muso sui pantaloni, a differenza di quando lo faccio io che sembra dirmi “CHI TI CREDI DI ESSERE?! moscerino!” xD
    accetto consigli 🙂

    NB. purtroppo non sono riuscita mai a risalire alle razze del mio cane meticcio quindi non so che incrocio possa essere.

    Angela.

  14. Io sono un padrone del tipo descritto in fondo all’articolo o perlomeno lo sono stato per il periodo dai 3 ai 4 mesi della mia cucciola che ora ne ha 7. Appena ha iniziato ad obbedire ho subito diminuito il regime da lagher. Per me infatti non conta come si sente il cane ma solo che obbedisce,per me obbedire è il lavoro del cane. Un cane che non obbedisce non serve: lo so è da nazista ma in fondo così è. Ogni addestratore(ringraziando dio io non lo sono penserete voi) in fondo poggia la sua credibilità su quanto e quanto velocemente fa eseguire al cane quello che dice, le persone vogliono vedere il risultato. Problema: era di temperamento talmente molle che ha cominciato a obbedire per sublimazione,per eccesso di stress. Perché l’ho messa in condizioni tali da o obbedisci o non farai nient’altro finchè non obbedisci né ci sarà sollievo o potrai liberarti di me finchè non lo fai…alla fine lo ha fatto e ho avuto dei motivi per premiarla,ma …alla fine. Sennò coi modi gentili che ho provato per primi…col cavolo faceva qualsiasi cosa. I suoi genitori sono una pinscher e un bassotto a pelo duro di cui ho letto recensioni qui. Io le voglio bene ma per me un cane che non obbedisce è un cane inutile,oggi per paura ma obbedisce però non impara niente di nuovo perché non collabora, lei collabora solo coi metaforici “calci in culo”. Ora la domanda è: ho letto millemila articoli su come si ammorbidisce il cane tosto dominante ed aggressivo e avesse voluto il cielo mi fosse capitata una cagna così invece di sta morta della mia… Ma mai trovato un articolo e lo cerco disperatamente, su come far uscire gli attributi e cacciare le unghie e i denti a un cane smidollato. Ho cominciato col fare l’opposto di quando l’ho sottomessa fino ai massimi livelli fino al livello burattino praticamente,che si fa fare tutto ed è migliorata, ma solo dal punto di vista che non sta più sempre depressa e tremante. Nel senso che è diventata solo meno da far pena, ma non è diventata certo qualcosa di buono,di cui andar fiero. E’ possibile ottenere un cane sicuro di sé e tosto da un cane senza temperamento o un cane senza temperamento è condannato a essere l’ultima ruota del carro e solo una pezza da piedi per chiunque altro cane tutto il resto della vita? Un cane insomma buono a nulla se non a scroccare cibo perché alla prima difficoltà cerca la fuga e qualche sciuramaria che la coccoli per quello che NON fa(per cui quindi NON si merita coccole) invece di aggredire il problema e risolverlo o almeno provarci? E per tanto non sarà mai decentemente addestrabile a qualcosa da un padrone tosto? Sto pensando di usare il clicker che è impersonale così almeno non sente che ogni volta che si ritira dal provarci ad eseguire la disprezzo. Dicono tutti che devono cambiare i padroni io sono cambiato per lei e mi è pesato perchè io agli insubordinati sono più tendente a sopprimerli…ma lei scarsa era e scarsa è rimasta. Dicono che prendono il carattere dei padroni ma io sono tipo cujo il cane dell’inferno,se fisso un pitbull negli occhi lo pietrifico,nessun cane si sogna di aggredirmi perché sa che con me sarà dura fin dal primo sguardo…perché allora lei non è sicura di sé e non mi imita nonostante io sia un tipo imperativo che non indietreggia mai e non si sbatte di niente manco se si trova un maremmano addosso? (e me lo sono trovato davvero il maremmano addosso,incidente all’angolo di due strade… ma l’ho quasi strangolato e abbiam fatto amicizia subito dopo: come dire è una cosa tra animali e tra bestioni ci si capisce). Visto il mio carattere da animale mi sono trovato sempre meglio con gli animali che con gli umani ma con lei non mi trovo…lei è una cagna che,secondo me,in natura avrebbe vissuto poco. Mi chiedo insomma se il cane debole può diventare forte o è come in natura…in natura il debole “sta sotto” rispetto a chiunque e in genere muore prima degli altri…e sono anche d’accordo con questa cosa.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.