giovedì , 23 novembre 2017
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Aiuto! Il mio letto!

“Dottoressa, il mio cane fa la pipì sul letto di mia figlia…”
“Ci aiuti, Birbo non lascia avvicinare il mio fidanzato al nostro letto…”
“Non ho più un letto…me lo ha distrutto il cane…”

Ecco alcuni problemi che frequentemente mi capita di trattare. Vediamoli uno ad uno.

Il mio cane fa la pipì sul letto di mia figlia…
Westy è un West Higland White Terrier maschio di 8 anni.
Vive con una famiglia composta da madre, padre e dalla figlia di 6 anni e mezzo.
Il problema che li ha portati da me è che Westy fa la pipì sul letto della figlia, anche quando i proprietari sono in casa.
Quando è arrivata la bambina, riferiscono, il cane era un po’ geloso di lei, ma non ha mai dato segni di aggressività.
La bambina gioca molto con il cane, si rincorrono o fanno il “tira e molla”.
I proprietari ci dicono: “E’ un po’ testardo, spesso ringhia, soprattutto se nostra figlia Laura cerca di spingerlo giù dal divano o se gli toglie l’osso o i giocattoli dalla bocca. Però è tutta scena, non la morderebbe mai, neanche se gli tirasse la coda!”.
A questo punto chiedo se, in passato, Westy avesse avuto questi atteggiamenti anche con loro.
In effetti confermano che ci sono stati episodi simili e che quando aveva circa un anno il cane aveva anche cercato di mordere la proprietaria che voleva togliergli dalla bocca un cuscino che aveva rubato.
La signora lo aveva allora sgridato con un secco “No!” e mandato nella sua cuccia in punizione. Da allora non si erano più verificati incidenti simili.
Da circa un anno, però, Westy ha iniziato a fare la pipì sul letto della bimba. Questo comportamento è andato peggiorando, ed oggi il cane lo ripropone almeno due volte a settimana, creando un forte disagio nella famiglia.
Il cane ha sempre dormito in camera con la bambina e di notte, senza che lei se ne accorga, sale sul letto.
In questo caso il comportamento di Westy mi ha fatto subito pensare ad una eliminazione per marcatura.
Effettivamente  è risultato essere un problema di status: Westy non aveva ben chiara la posizione della piccola Laura all’interno della gerarchia.
Per lui era ormai appurato che la madre ed il padre erano i leader all’interno del suo branco, infatti mangiavano sempre prima di lui, si occupavano di preparare la sua pappa, lo avevano portato a fare un corso di educazione e da allora sapevano che dovevano passare per primi da porte e cancelli e concedergli attenzioni solo quando erano loro a deciderlo.
Questi sono tutti segnali che indicano al cane che sono loro i capi e che lui ha una posizione più subordinata.
Ma Laura mangiava sempre ad orari differenti da loro, a causa della scuola, talvolta prima del cane, talvolta dopo di lui.
Non si occupava di preparare la pappa di Westy e tantomeno di chi passasse per primo dalle porte.
Quando il cane le portava un giocattolo lei era quasi sempre pronta a giocare con lui, tranne quando era stanca o doveva occuparsi dei compiti: allora lo cacciava dalla stanza. Quando giocavano al tira e molla, inoltre, era quasi sempre il cane a vincere.
In questo modo Westy non poteva aver chiara la gerarchia: se mamma e papà erano sopra di lui, che posizione aveva Laura?
Questo conflitto gerarchico lo ha portato, un anno fa, a marcare il letto dove Laura dorme.
Quello che sembrava un dispetto era, invece, un segnale con cui Westy voleva rendere chiaro che quel letto era suo e che voleva essere gerarchicamente superiore alla bimba.
In questo caso abbiamo reimpostato la gerarchia: la bambina doveva mangiare sempre prima del cane, passare prima di lui da porte, cancelli e strettoie e doveva occuparsi, insieme ai genitori, della pappa del suo cane.
Le abbiamo spiegato che il gioco del “tira e molla” non era un gioco corretto e le abbiamo insegnato altri giochi da fare insieme.
Li abbiamo fatti giocare con due palline, in modo che il cane le lasciasse una palla per prendere l’altra (lo scambio), le abbiamo fatto vedere come poteva giocare a nascondino con il cane e abbiamo insegnato a Laura a fare qualche semplice gioco di pista e di ricerca.
La bambina si è divertita molto ed i genitori ci hanno aiutato in questo percorso.
Le abbiamo spiegato perché ci deve essere una “scatola dei giochi” e perché deve essere lei a decidere quando giocare e quando no.
Quando finivano di divertirsi, Laura aveva il compito di rimettere i giocattoli di Westy nella sua “scatola dei giochi”.
Abbiamo poi impostato un gioco particolare: ogni volta che Laura voleva fare qualche cosa con il cane o dargli un premio, doveva prima farlo sedere.
Le abbiamo spiegato che, proprio come lei, Westy doveva imparare a chiederle “Per favore” quando desiderava qualche cosa, e che il suo per favore sarebbe stato obbedire al suo ordine di “Seduto!”.
Lo abbiamo chiamato “Il gioco del per favore”.
Laura era entusiasta di questo gioco, generalmente ai bambini piace molto vedere che il cane obbedisce al loro comando di sedersi.
Nel frattempo il cane non avrebbe potuto più accedere alla stanza della bambina. E’ stata messa una cuccia fuori dalla porta.
Dopo un mese e mezzo la camera è stata riaperta: Westy non ha più eliminato sul letto della bambina e i proprietari mi riferiscono che oggi è sempre più raro sentirlo ringhiare, anche se qualche volta continua a farlo, seppur in modo meno deciso.

Birbo non lascia avvicinare il mio fidanzato al nostro letto…
Birbo è un meticcio di 2 anni che vive con una coppia di trentenni.
E’ molto affezionato a Monica, la proprietaria, con cui condivide la maggior parte del tempo essendo lei casalinga. Andrea, invece, lavora a turni, e non sempre è presente in casa.
Da circa due mesi Birbo ha iniziato ad avere uno strano comportamento: quando Andrea non c’è e Monica riposa, il cane sale nel letto con lei e dorme sonni tranquilli.
Ma quando Andrea torna e apre la porta della stanza, Birbo si sveglia ed inizia a ringhiare. Se lui si avvicina il cane ringhia sempre più forte, alzandosi sulle zampe ed iniziando ad abbaiare. Se Andrea cerca di sedersi sul letto Birbo tenta di morderlo. Fino ad oggi non ha mai ferito Andrea, ma sembra che i sui “attacchi” siano sempre più feroci. Solo se Monica si sveglia e fa scendere Birbo dal letto e lo manda fuori dalla stanza Andrea può coricarsi.
Anche in questo caso siamo di fronte ad un problema di status, piuttosto frequente: il cane ha raggiunto la maturità sociale (che si situa tra i 12 ed i 24 mesi di età) ed è quindi interessato alla sua posizione gerarchica.
A causa della quantità e qualità del tempo che trascorre con lei, Birbo ha individuato in Monica la “sua compagna”. Nel branco, infatti, non c’è un singolo soggetto, bensì una “coppia alfa” costituita da maschio e femmina dominanti.
In questo caso, per il cane, la “coppia alfa” è costituita da lui e Monica. Essendo Andrea, ai suoi occhi, un subordinato, non ha il diritto di avvicinarsi al luogo di riposo della coppia dominante. In natura, la coppia alfa decide se lasciare o meno accedere al loro luogo di riposo gli altri membri del branco.
Ancora una volta abbiamo ripristinato la corretta gerarchia e, fino a quando questa non fosse ben chiara, è stato impedito l’accesso alla stanza da letto.
Dopo un mese è stato permesso a Birbo di salire sul letto solo su richiesta dei proprietari e purché scendesse se gli veniva chiesto.
I proprietari, infatti, ci tenevano a dormire con il cane. Questo è possibile solo alle condizioni sopra elencate.
Se Birbo si fosse rifiutato di scendere anche una sola volta, allora non gli sarebbe più stato concesso di salire.
A distanza di tre mesi dal nostro primo incontro i proprietari mi chiamarono per dirmi che il problema si era risolto.

Non ho più un letto…me lo ha distrutto il cane…
Frida è una dolce cucciolotta di Labrador di 8 mesi.
Vive in un appartamento insieme ad una giovane coppia. Fin da quando è stata adottata ha fatto qualche “dispetto” quando la lasciavano sola, ma mai una cosa tanto esagerata: la settimana passata i suoi proprietari, rientrando, hanno trovato il loro letto completamente distrutto. Frida aveva rotto il rivestimento, tirato fuori pezzi di materasso e perfino le molle erano sparse per tutta la casa.
A questo punto i proprietari, seriamente preoccupati, si erano rivolti a noi.
Ho chiesto loro di fare un filmato quando lasciavano il cane da solo. Analizzando la videocassetta abbiamo scoperto che quando Frida rimaneva da sola iniziava a piangere e mugolare, andava avanti e indietro per tutta la casa, respirando in modo affannoso, ricercava gli oggetti con l’odore dei suoi proprietari e se li portava nella cuccia.
Ho quindi diagnosticato un problema di “ansia da separazione”: Frida soffriva, come molti altri suoi simili, a rimanere separata dai suoi proprietari ed entrava in uno stato di ansia e di stress molto forti.
Questa patologia del comportamento l’aveva portata un giorno ad un vero e proprio attacco di nervi. Per sfogare la sua ansia, la piccola aveva allora distrutto il loro letto.
E’ stata allora impostata la rieducazione comportamentale per i problemi di ansia da separazione ed è stato loro chiesto di fare altri filmati a distanza di 2 settimane e di un mese dal consulto.
Dopo tre mesi i proprietari ci riferirono che Frida era ormai sulla via della guarigione: piagnucolava i primi 5-10 minuti, ma poi, generalmente, si metteva a dormire tranquilla nella sua cuccia.
I proprietari si sono potuti così comprare un materasso nuovo senza più timore di vederselo nuovamente distrutto!

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