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Preparazione atletica e condizionamento: conosciamo il nostro cane – parte II, l’alimentazione

Posted By Cesare Gilardi On 30 giugno 2011 @ 11:21 In Alimentazione,Cinotecnica,Salute | 11 Comments

Questo è il secondo di una serie di articoli rivolti a tutte quelle persone, proprietarie e non di un cane, sinceramente interessate a saperne un po’ di più ed a dare una risposta a tanti “perché” e a tante problematiche spesso sconosciute, che riguardano il nostro amico. Stavolta  parleremo in modo più dettagliato del cibo.

Il cibo è il complesso dei principi nutritivi  che danno origine  al carburante metabolico  che  mette in funzione il  metabolismo energetico.
Un buon carburante  deve essere composto  da principi nutritivi  (carne, pesce, cereali, verdure ecc) di primissima qualità e  non dovrebbe mai contenere  materie “estranee” come antiossidativi, conservanti e aromatizzanti: queste caratteristiche devono essere  presenti  sia nel cibo  fresco che in quello confezionato.
Gli alimenti sono costituiti da tre tipi di molecole: i glucidi, i protidi e i lipidi.
La digestione di ciascuno di essi mette in gioco meccanismi ed enzimi diversi già presenti nel tubo digerente.
È interessante notare, a questo livello, le differenze esistenti in rapporto alle dimensioni del cane: se il tubo digerente di un cane di piccola taglia rappresenta il 7% del suo peso corporeo, questa percentuale scende circa al 3 % per un cane di taglia grande, rendendo quest’ultimo generalmente più “fragile” a livello digestivo.

L’ALIMENTAZIONE  SECCA
La tanto discussa, amata o odiata “crocchetta”  non è altro  che la  lavorazione e la concretizzazione  di un buon pasto  naturale  completo ed equilibrato. Per essere  molto digeribile e facilmente  assimilabile , come un buon pasto  naturale,  deve avere un giusto equilibrio ( in funzione  dell’attività e  dell’età del cane) tra carboidrati ,grassi , proteine e altro: non  deve contenere  farine  di origine animale, coloranti, antiossidanti.
- L’importante è che ceda la giusta energia  in funzione dell’età e del tipo di attività: assumendo una quantità di energia (Kc) superiore al fabbisogno, l’eccesso si accumula sotto forma di grasso, determinando un aumento di peso.
Al contrario, se si assume meno energia di quella richiesta dall’organismo, quest’ultimo utilizza le sue riserve energetiche attraverso il  tessuto adiposo , determinando così una diminuzione del peso corporeo
I grassi sono la sostanza utile a fornire energia al corpo rispettando gli altri vincoli nutrizionali.  In questo contesto, nella dieta, la percentuale (15/18% ) di lipidi  deve essere considerata come una conseguenza degli altri vincoli e non un vincolo da rispettare: un  loro eccesso può causare una cattiva assimilazione del cibo, portando l’organismo ad uno squilibrio metabolico  che a sua volta può portare ad un dimagrimento o ad un eccesso di peso.
L’aggiunta di acidi grassi insaturi  (omega 3 e 6) è molto importante  in quanto la loro funzione è di costituenti delle membrane cellulari  e sono in grado di regolare il tono delle pareti dei vasi sanguigni, limitando l’aggregazione  piastrinica e i gravi danni che può ingenerare, tengono sotto controllo il colesterolo,  sono indispensabili nella regolazione delle funzioni celebrali e nervose  e, infine, espletano un ruolo importante antiossidante  nei confronti dei radicali liberi.
•    I carboidrati rappresentano il “combustibile” primario della macchina canina.  Hanno come compito principale la produzione di energia, indispensabile per i processi vitali dell’organismo. I glucidi contribuiscono anche alla metabolizzazione delle proteine ed alla eliminazione delle scorie azotate derivanti dalla loro utilizzazione. Inoltre  hanno un ruolo fondamentale nella demolizione dei grassi .
•    Gli aminoacidi sono i composti chimici che costituiscono “ i mattoni “ delle proteine.
L’organismo li assimila a partire dalle proteine introdotte con il cibo. Non sono però coinvolti solo nei processi di tipo plastico, cioè di costruzione e ricostruzione, ma anche in quelli di produzione energetica, come le sintesi di zuccheri e grassi. L’ organismo è in grado, partendo da aminoacidi diversi, di sintetizzarli.  Solo alcuni di essi, detti aminoacidi essenziali, devono essere introdotti già precostruiti con il cibo. La funzione plastica delle proteine può essere esercitata appieno soltanto con la presenza nella dieta quotidiana di tutti gli aminoacidi essenziali nelle quantità appropriate.
•    Le proteine, dal greco proteos (primo elemento) , sono elementi essenziali x la crescita , riparazione, funzionamento e struttura di tutte le cellule viventi . Le proteine si trovano in tutti i principi nutritivi , possono essere di origine animale  e vegetale. L’esubero e la carenza posso creare seri danni nella prima fase di crescita.
•    Le kilocalorie (Kc), per esprimere il concetto in modo molto semplice, sono l’energia ceduta dagli elementi nutritivi dell’alimento, in rapporto alla quantità che è consumata quotidianamente.

L’ALIMENTAZIONE NATURALE
L’alimentare il proprio cane con avanzi di cucina o pastoni era, sino alla metà degli anni ottanta,  una prassi normale: con l’avvento del cibo confezionato ( secco e umido) questo uso si è andato a ridurre. Le controindicazioni della dieta preparata con alimenti freschi sono il costo, l’impegno giornaliero nel cucinare le derrate e , non ultimo, il pericolo di non utilizzare in modo equilibrato i principi nutritivi andando incontro ad  una razione non adatta per la crescita ed il mantenimento del proprio cane.
Quindi, se proprio necessario, è molto importante farsi seguire da un nutrizionista che prescriva un menù adatto e variato per ogni tipo di esigenza (età, lavoro. ecc.), in modo particolare nelle  diete  necessarie per tutti i soggetti affetti da diabete, stress e disordine alimentare.
E’ molto utile, a tal proposito conoscere i principi naturali più importanti che costituiscono una dieta naturale :
la carne: non contiene quantità adeguate di calcio, sodio, rame, iodio e vitamine H, D ed E. Alla carne, quindi, devo essere aggiunte queste sostanze,  in proporzioni corrette.
•  il pesce: come la carne, rappresenta una buona fonte di proteine e come questa presenta le stesse mancanze, fatta eccezione per il calcio e fosforo che si trova, per la maggior parte, nella lisca e testa.
Grassi e oli: sono energia pura e possono essere impiegati in quantità maggiore rispetto al dovuto, ogni qualvolta il cane ha delle necessità particolari.
Uova: vanno date solo cotte perché l’albume fresco contiene una sostanza (avidina) che distrugge la biotina (Vit. H). Contegono un’altissima concentrazione di proteine ( 33% di grassi e 4% d’acido linoleico ).
Latte: contiene una grande quantità di proteine, calcio, fosforo e vitamine. In alcuni soggetti, se non ben tollerato, può determinare diarrea.
Formaggio: molto appetibile dalla maggior parte dei cani, contiene un’alta percentuale di proteine, calcio, fosforo e vitamine. Va però dato in piccole quantità, perché, essendo ricco di fosforo (rapp. calcio-fosforo) può creare qualche problema nella crescita scheletrica.
Le frattaglie: generalmente vanno benissimo perché contengono, specie la trippa, proteine, sali minerali, vitamine, calcio e fosforo eccezione fatta per il fegato, che ha un rapporto calcio fosforo di 1: 35.
Le verdure: devono essere utilizzate solo come complemento del pasto quotidiano e non come razione unica.
•  Gli zuccheri: hanno un posto preminente nella dieta del cane, infatti, l’organismo del cane li utilizza a scopo prevalentemente energetico e sono presenti sotto forma vegetale nei cereali, legumi, frutta ecc. e in forma animale nel latte, nella carne e nel pesce.
La lecitina è un emulsionante naturale dei grassi che mantiene in sospensione il colesterolo presente nel sangue, impedendo che si depositi sulle arterie. Combatte l’eccesso di colesterolo, prevenendo arteriosclerosi, infarto, ictus cerebrale, calcoli biliari. Contribuisce alla depurazione del fegato e reni. Riduce le lipoproteine a bassa densità (LDL) nocive, ed aumenta quelle ad alta densità (HDL) benefiche. Entra a far parte della struttura delle pareti cellulari e rafforza l’azione antiossidante delle vitamine A ed E. Favorisce la digestione dei grassi. Contribuisce alla depurazione di fegato e reni. E’ inoltre un notevole alimento per le cellule cerebrali, in quanto le arricchisce di fosfatidilcolina , inositolo, ferro, fosforo, iodina, calcio, grassi polinsaturi. Sono presenti anche vit.E, F e zolfo. In natura si trova nella soia.

IL METABOLISMO ALIMENTARE
“Alimentazione” significa “assunzione da parte di un organismo vivente delle sostanze indispensabili per il suo metabolismo e le sue funzioni vitali quotidiane”.
Le sostanze nutritive vengono prelevate dall’ambiente esterno  a seconda della loro natura chimica.
Se il cibo è il complesso dei principi nutritivi  che da origine  al carburante metabolico  che  mette in funzione il  metabolismo  alimentare, il
metabolismo alimentare è il complesso delle reazioni chimiche e fisiche che avvengono in un organismo o in una sua parte.
Queste trasformazioni della materia sono legate alla variazione della condizione energetica e determinano la sopravivenza del cane.

Il metabolismo ha quattro funzioni principali e specifiche:
1) ricavare energia chimica dalla degradazione delle sostanze nutritive , dall’ambiente ( ossigeno) e dal sole.  Convertire le molecole nutritive nei precursori di base delle macromolecole cellulari;
2) utilizzare questi precursori di base per formare proteine, acidi nucleici , lipidi, carboidrati e altre sostanze;
3) formare e degradare biomolecole (macromolecole)  utili a funzioni necessarie per le cellule ;

La risultante di queste funzioni è un mantenimento del corretto equilibrio omeostatico (delle funzioni interne).
E’ bene approfondire questo argomento in quanto il metabolismo alimentare, in funzione dello stato in cui si trova l’organismo, avrà un meccanismo funzionale diverso:  infatti è chiamato basale se il dispendio energetico in condizioni di “base”, appunto, è in stato di riposo fisico, psichico e in condizione termica neutrale. E’ energetico se il dispendio,  sotto sforzo, richiede la trasformazione dell’energia chimica contenuta negli alimenti in termica, dinamica (di movimento) ed  elettrica,  necessarie  al cane per fare  attività  straordinaria (sport e lavoro).

FISIOLOGIA DELLA DIGESTIONE E ASSIMILAZIONE

La digestione
Grazie alla digestione il cane può trasformare i principi nutritivi (carne, mais, verdura  ecc..) in elementi nutritivi ( proteine, zuccheri, grassi, oligo elementi ecc.). L’apparato digerente del cane è, quindi, totalmente rivolto alla demolizione degli alimenti e all’assorbimento degli elementi nutritivi e  può essere suddiviso in tre sezioni anatomiche:
- la prima, ingestiva, comprende la lingua, i denti, le ghiandole salivari, la faringe e l’esofago;
- la seconda, digestiva, comprende lo stomaco, l’intestino tenue, l’intestino crasso e le ghiandole annesse (fegato e pancreas);
- la terza, escretiva, comprende l’estremità dell’intestino crasso e il canale anale.

L’INGESTIONE degli alimenti
Il cane ingerisce il suo cibo prendendolo con le fauci (1). Come in tutti i carnivori/onivori, i denti del cane sono costruiti e collocati, all’interno della bocca,  in rapporto al loro ruolo nella masticazione.
Al giorno d’oggi, tuttavia, sia quando i suoi alimenti sono preparati in casa sia quando sono di tipo industriale, il cane domestico non fa altro che triturare ed  ingoiare il cibo; praticamente non gli applica una predigestione meccanica.
Le ghiandole salivari, in numero pari, immettono nella cavità boccale la saliva, che, grazie ai suoi componenti acquosi e mucosi, permette di umidificare gli alimenti e di facilitare il loro transito nell’esofago. Al momento della deglutizione, la lingua (2) spinge gli alimenti nell’orofaringe (3), l’epiglottide si chiude (impedendo così che gli alimenti entrino nella trachea) e il cibo si dirige verso l’esofago (4), che per mezzo delle sue contrazioni muscolari  sospinge gli alimenti attraverso il torace e il diaframma (5) fino allo stomaco (7), attraverso una parte chiamata cardias.

La DIGESTIONE  degli alimenti.
Gli alimenti sono costituiti da tre tipi di molecole: i glucidi, le proteine e i lipidi.
La digestione di ciascuno di essi mette in gioco meccanismi ed enzimi diversi in parti distinte nell’apparato digerente. È interessante notare, a questo livello, le differenze esistenti in rapporto alle dimensioni del cane: se il tubo digerente di un cane di piccola taglia rappresenta il 7% del suo peso corporeo, questa percentuale scende circa al 3 % per un cane di taglia grande, rendendo quest’ultimo generalmente più “fragile” a livello digestivo.
Lo stomaco (7) è situato a sinistra della cavità addominale, dietro il costato, e sporge leggermente dallo sterno.
È voluminoso, in proporzione all’intestino. Il volume aumenta dopo il pasto: quando è completamente disteso, può occupare metà della cavità addominale.
Nello stomaco gli alimenti subiscono una digestione che è contemporaneamente meccanica e chimica: le contrazioni delle tuniche muscolari provocano il mescolamento degli alimenti con i succhi gastrici e da questo rimescolamento esce una poltiglia chiamata chimo.
Il cibo, in fase di digestione viene spinto – attraverso il piloro – nel duodeno, che è la prima parte dell’intestino tenue.
L’insieme del chimo transita quindi nell’intestino tenue (9), dove subisce il seguito della digestione chimica ad opera delle secrezioni pancreatiche ed epatiche, che si riversano nel duodeno attraverso dotti secretori.
Il pancreas è una voluminosa ghiandola annessa all’apparato digerente.
Esso è formato da una parte esocrina e una endocrina. La sua principale funzione è quella di produrre succo pancreatico (prodotto dalla parte esocrina), insulina e glucagone (entrambi prodotti dalla parte endocrina).
Il succo pancreatico ha la funzione di digerire alcune sostanze nell’intestino tenue, mentre l’insulina ed il glucagone hanno la funzione di controllare la concentrazione di glucosio nel sangue.

Il fegato (6 – v. anche immagine a sin.) è una ghiandola a secrezione endocrina ed esocrina, localizzata al di sotto del diaframma, tra questo e il colon trasverso e lo stomaco. È l’organo più voluminoso del corpo canino dopo la cute.
Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo e svolge una serie di processi tra cui l’immagazzinamento del glicogeno (fonte energetica ), la sintesi delle proteine del plasma (componente del sangue dove sono contenuti i nutrienti del sangue) e la purificazione del sangue. Produce la bile, importante nei processi della digestione.
L’intestino è la sede di svolgimento della maggior parte della digestione e dell’assorbimento dei principi nutrivi. E’ sei volte la lunghezza del cane e forma anse che si distribuiscono nella cavità addominale.
L’interno dell’intestino tenue è costituito da pieghe della parete, che ne aumentano così la superficie di assorbimento.
Le cellule che formano i microvilli (le ultime pieghe della parete a livello cellulare) non svolgono tutte la stessa funzione: quelle della parte inferiore secernono soprattutto muco, mentre quelle della parte superiore assorbono i nutrienti digeriti.
A seconda della natura degli alimenti digeriti, l’assorbimento si svolge in maniera diversa.
Le successive sezioni intestinali sono le diverse parti dell’intestino crasso: il cieco, il colon, il retto (10) e il canale anale, hanno il compito di far evacuare le feci. Nel cane hanno una lunghezza di circa 70 cm.
Il cieco, molto corto, svolge la stessa funzione del colon, che si trova dal lato dorsale, sotto i lombi.
La loro funzione è l’assorbimento dei nutrienti che non sono ancora stati assorbiti dall’intestino tenue, soprattutto l’acqua. Il resto viene parzialmente digerito grazie alla flora microbica intestinale, ma questa azione è accessoria nel cane; i nutrienti che ne derivano vengono assorbiti come nell’intestino tenue.
Hanno un ruolo anche nella formazione, l’immagazzinamento e l’evacuazione dei materiali fecali o feci.

Il retto – il canale anale – la defecazione.
Si trovano nella cavità pelvica. La loro funzione è l’immagazzinamento dei materiali fecali  e la loro evacuazione.
La defecazione è l’eliminazione dei materiali fecali e avviene in tre fasi: la prima, essenzialmente comportamentale, corrisponde alla ricerca del luogo adatto: i cani tendono ad allontanarsi dal luogo in cui vivono.
C’è poi una fase di preparazione meccanica: la contrazione di diversi muscoli fa assumere al cane questa posizione particolare. L’ultima fase, quella dell’evacuazione vera e propria, è resa possibile da una potente contrazione dell’intestino crasso.

FUNZIONAMENTO BIOLOGICO
DELL’APPARATO GASTRO – INTESTINALE

AMICO E NEMICO
Questa semplice ma allo stesso tempo fondamentale differenziazione domina la  vita sociale del nostro cane e  allo stesso modo influisce sui meccanismi vitali del suo organismo.
“Amico” è tutto ciò che il suo organismo riconosce come tale, che lo nutre, non lo pone in difficoltà anzi lo mette nella condizione di vivere bene e in salute.
“Nemico”, al contrario, è tutto ciò che organismo non riconosce e considera dannoso: perciò tutto il suo scopo sarà quello di eliminare o allontanare il potenziale sconosciuto.
Una rete di meccanismi preposti alla vigilanza  si attiva ogni volta che viene a contatto con un agente esterno:   il seguito sarà un permesso di accesso se amico, un diniego o distruzione se sconosciuto o nemico.
I meccanismi di vigilanza, che nella maggioranza fanno parte del sistema immunitario e degli organi emuntori (pelle – ghiandole – reni e vie urinarie – fegato e vie biliari – intestino – polmoni e mucose respiratorie) hanno tra di loro un efficace sistema di collegamento per le trasmissioni dei dati indispensabile per il riconoscimento, la distruzione e lo smaltimento degli elementi nocivi.
Il sistema immunitario può essere paragonato ad una grande e fitta rete a protezione da tutto ciò che riesce a penetrare nell’organismo. Attraverso i linfociti, cellule preposte all’individuazione delle sostanze nocive e alla loro comunicazione ai sistemi addetti alla distruzione e allo smaltimento dei residui, chiamati “tossine”.
Gli organi emuntori, oltre al loro compito, hanno quello di buttar fuori dall’organismo i residui della distruzione, appunto le tossine.
Tra questi pelle, intestino e polmoni, oltre ad essere organi di pulizia, sono vere e proprie barriere protettive da ciò che cerca di entrare.
Questo meccanismo, estremamente funzionale e risolutore per le sue funzioni vitali, in determinate condizioni può venir meno.
E’ chiaro per tutti che, per esempio,  una lesione cutanea può aprire una breccia agli agenti patogeni che attraverso questa porta possono infettare l’organismo e creare seri danni: ciò succede perché attraverso questa alterazione è venuto meno il filtro selettivo della pelle, così come danni alle mucose respiratorie e genito-urinarie danno luogo a infezioni e infiammazioni.
Anche le mucose gastrointestinali, anche se molto più protette, possono subire alterazioni e in quel caso i danni sono veramente importanti: infatti, come si sa,  i principi nutritivi che vengono ingurgitati vengono demoliti dallo stomaco e trasformati in sostanze nutritive  e passate nell’intestino tenue che è il luogo deputato al loro assorbimento e quindi in grado di discriminare“ l’amico o il nemico”  del nostro organismo.
Questa semplice operazione non sempre è così semplice e funzionale: infatti molti fattori portano,  nel tempo, alla perdita della capacità selettiva delle sostanze, esponendo l’organismo ad un numero enorme di sostanze nocive e quindi non idonee alle  corrette funzioni fisiologiche, dando l’opportunità di insorgere alle cosiddette  intolleranze alimentari.

RIASSUMENDO:
Il cibo entra nella bocca dove viene triturato e diluito dalla saliva, scende nello stomaco attraverso l’esofago, dove  avviene, attraverso un’attività meccanica e chimica, la trasformazione in poltiglia (chimo): questo viene spinto attraverso il piloro nel duodeno, dove avviene la prima fase assimilativa, e infine nell’intestino tenue, dove  avviene la totale dissociazione dei principi nutritivi in energia e scorie. Queste ultime, proseguendo il percorso intestinale, attraversano  il colon (intestino crasso) dove avvengono le ultime assimilazioni (sali minerali e acqua), mentre i residui vengono eliminati con la defecazione.
I vari nutrienti carichi d’energia vanno ad arricchire il sangue intestinale che, attraverso una grossa vena (porta ) viene pompato nel fegato e da qui, per mezzo di un’altra grande vena (cava) viene distribuito in tutto l’organismo.


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