di VALERIA ROSSI – Ci sono novità importanti in IPO. Per quanto riguarda esercizi e punteggi, in realtà, cambia pochissimo: ma dovrebbe cambiare molto il modo di giudicare, perché i Giudici saranno chiamati a riconoscere – e a penalizzare duramente –  i cani che lavorano sotto stress-pressione, e addirittura a squalificare i conduttori sospettati di aver usato strumenti coercitivi come “collari a punte o altro”.
Un bel passo avanti verso uno sport più rispettoso del cane: ma ne manca sempre un pezzo.
Perché si continua a non fare alcuna distinzione tra le diverse razze e a pretendere, quindi, che un boxer, un rottweiler o un cane corso abbiano gli stessi tempi di reazione, la stessa velocità eccetera di un pastore tedesco o un malinois. Tutto questo è ridicolo, perché in pratica taglia fuori una buona dozzina di razze dalla speranza di raggiungere un podio in UD: e così finisce che i non-pastori tedeschi/belgi abbandonano questa disciplina (in cui possono vincere solo le gare di Club) e vengono destinati ad altri scopi, assai diversi da quelli per cui sono stati selezionati.
Il che mi ha fatto venire in mente di scrivere questo articolo, che con l’IPO c’entra solo relativamente (dei nuovi regolamenti parleremo più a fondo un’altra volta: per adesso, se vi interessa approfondire, cliccate qui).
Infatti, nonostante io sia convinta che un cane sia “cane” a 360°, e che quindi possa divertirsi e rendersi utile in molti modi diversi, mi viene anche un po’ da piangere al pensiero di un boxer che fa soccorso nautico, o di un rottweiler che fa agility.
Non perché non mi piacciano il soccorso nautico o l’agility, ma perché un po’ mi chiedo se i cani si divertano davvero, e un po’  sono perplessa sulla fine che può fare, in questo modo, la selezione zootecnica.
Chi sceglieremo di accoppiare, per migliorare la razza boxer?
Quello che va più forte in agility? Quello che salta più elegantemente per prendere il frisbee?
Eddai.

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Sarà anche vero che la cinofilia è cambiata: sarà anche vero che i cani da guardia, difesa e affini hanno vissuto un brutto momento quando sono stati al centro delle polemiche sui “cani killer”, e che adesso bisogna “rifargli una verginità” facendo capire al mondo quanto siano buoni, quanto siano gentili e quanto NON siano pericolosi… ma che questo si faccia rendendoli delle ridicoli imitazioni di se stessi, anziché diffondendo una seria cultura cinofila, mi sembra una mezza tragedia.
Non vorrei sembrare retrograda, ma io nutro un profondo rispetto per tutte le persone che, nel corso dei secoli, si sono smazzate per creare razze che servissero a un certo scopo.
E se mi compro un dobermann per fargli fare agility o dog dance, a me sembra di prendere per il culo il signor Dobermann.
Ho scritto di recente il “vero standard” (scherzoso) del Dogo argentino, in cui una cosa seria l’ho detta: e cioè che il dottor Nores Martinez ha impiegato 40 anni, e incrociato tra loro dieci razze diverse, per ottenere un cane da caccia grossa che fosse una sorta di “macchina da guerra” nel suo lavoro.
Se vedesse quanti Dogo sono diventati perfette “macchine da divano”, secondo me si rotolerebbe nella tomba.

Mi si dirà: ognuno del cane suo fa quello che gli pare.
Ed è sicuramente meglio un cane da divano di uno che finisca in mano al macellaio di turno e venga addestrato a suon di scosse elettriche.
Nessun dubbio sulla seconda parte, per carità: ma molti dubbi sulla prima.
Perché è verissimo che ognuno del cane suo fa quello che gli pare: ma se “gli pare” di snaturarlo, di rincoglionirlo, di renderlo un cane completamente diverso da quello che dovrebbe essere, io qualcosa gli dico.
Ovviamente non posso impedirgli nulla né obbligarlo a far nulla, ma un’opinione spero di poterla esprimere.
E la mia opinione è che prendere un cane X per fargli fare il lavoro del cane Y sia tendenzialmente una cavolata: non solo zootecnica (perché così diventa impossibile selezionare le doti richieste nella razza), ma proprio cinofila.
Certo, il cane può divertirsi lo stesso, può esprimere ugualmente qualche dote: ma sempre in modo parziale, incompleto, che a mio avviso non potrà mai gratificarlo del tutto.
Ho detto che sono d’accordo – e lo confermo – sul fatto che finire in mano a un macellaio sia molto peggio che finire a fare il salvataggio nautico, quando sei nato come cane da difesa: ma appare anche evidente, anzi evidentissimo a chiunque sappia leggere minimamente un cane, che il cane da difesa (PERFINO quello addestrato dal macellaio!) è mille volte più felice, soddisfatto e autogratificato quando va su una manica che quando deve riportare a riva un canotto.
Non raccontiamoci le favole, per favore, perché basta guardarlo in faccia. Basta guardare la sua mimica corporea.
E proprio coloro che vanno giù pesantissimi di gentilezza, rispetto, “lettura” corretta del  linguaggio canino e così via… poi non possono far finta di non vedere la differenza!

Un boxer è perfettamente realizzato quando fa UD;  un retriever è perfettamente realizzato quando riporta; un terranova è perfettamente realizzato quando può salvare qualcuno. E su questo non ci piove proprio (con rare eccezioni, nelle quali però mi pongo qualche dubbio sulla validità della selezione).
Che poi possa fare “anche” altre cose, è un dato di fatto: ma anch’io posso fare due conti con la calcolatrice, e infatti quand’ero ragazzina ho lavorato un’estate come contabile, senza sbagliare (quasi) mai e portandomi a casa qualche meritato soldino. Però mi sono annoiata a morte!
Certo, quando mi pagavano ero contenta: se avessi avuto una coda, avrei scodinzolato. Ma per il resto del tempo, du’ palle!
Io sono nata per scrivere, AMO scrivere, ce l’ho nel DNA: se mi fate fare qualcosa di diverso posso pure farlo, e magari mi riesce anche benino. Ma la soddisfazione è un’altra cosa. La gioia di fare il proprio lavoro è un’altra cosa.
Ed io non sono stata neppure selezionata per questo! Non ho alle spalle generazioni e generazioni di persone accoppiate sempre e solo in base alla loro passione per la scrittura.
I cani, invece, sì.
Tanto che quasi non riesco a immaginare come possano sentirsi quando tutti i loro geni gli urlano “tu devi fare questo, sei nato per fare questo”… e il loro umano li porta a fare tutt’altro (o niente del tutto). Ovvio che anche loro, quando vengono “pagati” a bocconcini, gioco e coccole, scodinzolino: ma essere contenti dello stipendio non è la stessa cosa che godere del lavoro stesso.

Per questo  io mi domando: ma perché non possiamo prendere direttamente il cane più adatto allo scopo che abbiamo in mente?
Se vogliamo fare soccorso nautico, c’è lì il Terranova che non aspetta altro: per quale misterioso motivo dovremmo prenderci un dobermann e buttarlo in acqua, quando non ha manco il sottopelo e gli viene pure freddo?
Se vogliamo fare disc dog, perché non salviamo un bel bastardino agile e snello dal canile, e non gli facciamo passare una vita felicissima zompando dietro ai frisbeee? Perché usano quasi tutti il Border collie, che è un cane da pastore?
Perché è agile pure lui, ed è docile, ed è facile da addestrare? Ho capito, ma lui è stato selezionato per guidare le pecore, non per acchiappare i frisbee (e manco per saltare ostacoli).
Non mi pare giusto infischiarsene.
Perché è più bello del bastardino da canile? Sì, d’accordo (anche se la bellezza è sempre soggettiva: ci sono meticci che io trovo irresistibili): ma scegliere un cane per il suo aspetto fisico è un po’ come scegliere una moglie perché ha delle belle tette. Lì per lì ti darà pure qualche soddisfazione, ma se poi si rivela un’insopportabile stronza non è che basti guardarle le tette per farsi passare il nervoso.

Sia ben chiaro: a me piace un sacco l’idea che nascano continuamente nuove discipline sportive.
Ma sarei molto più felice se ad ognuna di esse venisse abbinato il cane giusto.
Anzi, diciamo meglio: vorrei che tutti i cani che hanno una selezione alle spalle facessero SEMPRE il lavoro per cui sono stati selezionati, e poi – se il loro umano si diverte di più in altre discipline – ne facessero anche un secondo.
Ma “in più”, non “al posto di”.
Dal punto di vista zootecnico io voglio sapere innanzitutto se un boxer ha tempra, temperamento, combattività, vigilanza: così mi regolo quando devo pensare di utilizzarlo, per esempio, come stallone per la mia cagna.
Se il suo umano vuole sapere se è anche bravo a fare un percorso netto in agility… si accomodi. Se vuole utilizzarlo in obedience, si stra-accomodi: anzi, a me piacerebbe che un po’ di obedience la facessero proprio tutti i cani, perché quella è una disciplina basata sul rapporto e il rapporto ci vuole SEMPRE, con qualsiasi cane.
“Dopo”, però.
“Oltre” ad avergli fatto fare  il suo vero mestiere, quello per cui è nato.
Se poi FCI, ENCI e compagnia bella ci facessero pure il piacere di darci una mano, evitando di giudicare quel boxer come se fosse un malinois, gliene saremmo molto grati: anche perché così, magari, l’umano si divertirebbe a sua volta, vincerebbe le sue coppette e magari non penserebbe più all’agility (forse con grande gioia del cane).

Concludendo… il VERO rispetto per il cane, per me, consiste:

a) nel fargli fare il SUO mestiere, rendendo felice il cane e migliorando le razze dal punto di vista zootecnico. Altre discipline aggiuntive non fanno alcun male, ma prima deve venire quella più adatta a lui. Per questo sono perfino disposta ad ammettere che i cani da caccia debbano andare a caccia, anche se mi fa male al cuore la sola idea che esista la caccia (ma siccome mi fa male al cuore, non mi prenderò mai un cane da caccia. Non è che mi compri un drahthaar per poi portarlo a fare agility);

b) nell’evitare come la peste qualsiasi tipo di  educatore/addestratore/istruttore che usi coercizione e violenza, ma NON girando al largo dall’intera disciplina per la quale il cane è stato selezionato. Il che vale soprattutto per l’UD, dipinta dai vari gentilisti come “la disciplina in cui si maltrattano i cani”.
Ho sempre detto che mi fanno ridere quelli che raccontano (e lo raccontano sempre, tutti, immancabilmente) di avere un oscuro passato da maltrattatori di cani, perché erano capitati su un campo “tradizionale” in cui si usavano metodi crudeli. Poi hanno scoperto il metodo gentile… e WOW,  illuminati sulla via di Damasco.
Ma che bravi.
Però io ho sempre domandato ad ognuno di loro: “Ma cosa ci siete rimasti a fare, sul campo macellaio?”…e nessuno mi ha mai saputo rispondere, se non con un generico “Boh… si faceva così dappertutto”.
Be’, sono BALLE!
Anch’io, quando ho cominciato ad addestrare, sono capitata sul campo di uno che usava metodi troppo forti per i miei gusti: ma ci sono andata due volte, e alla terza l’ho salutato per sempre.
E invece, ‘sti gentilisti tanto buoni d’animo, perché non sono scappati?
Perché “lo facevano tutti”? Ma che risposta è?
Primo, non è vero e non è MAI stato vero, perché gli addestratori “gentili” (anche se non “gentilisti”) e rispettosi dei cani ci sono sempre stati. Anche ai “miei tempi”, che son proprio tempi lontani.
Secondo, se io capito in una compagnia in cui tutti si drogano e si ubriacano come bestie, non  è che mi metta subito anch’io a farmi delle pere e a sbronzarmi: mi cerco altri amici.
Ed è quello che consiglio vivamente di fare a chiunque avesse dubbi sui metodi che vengono usati sul campo che hanno scelto.
Se non convincono, si va altrove. E se sono palesemente violenti e brutali, si denuncia.
Oggi, poi, è possibile fare UD anche con il vero e proprio “metodo” gentile, neanche solo “con il metodo tedesco applicato in modo gentile”: quindi non ci sono proprio scuse valide per dire “naaaahhh l’UD è brutta e cattiva, io faccio disc dog col rottweiler!”
Anche perché il rottweiler, a fare disc dog, rischia di farsi male. Ogni razza ha le sue caratteristiche, e se è vero che ogni cane è cane a 360° nella testa (perché può adattarsi a fare qualsiasi cosa), è anche vero che non può esserlo nel fisico.
Quando io vedo un bassotto fare agility, anche se “mini”, mi viene il magone. E il proprietario immancabilmente si incazza: “Ma sta benissimo! E’ felice, si diverte come un pazzo e non ha mai avuto il minimo problema di salute!”.
Se poi a sette-otto anni resta paralizzato perché gli è venuta l’ernia del disco, è “sfortuna”. Tanto ha smesso da un pezzo di fare agility, quindi nessuno collega più le due cose;

c) nel ricordarsi che la differenza tra un boxer e un border collie non sta solo nell’aspetto fisico, ma anche nelle doti caratteriali: e che dare una pacchetta sul culo a un border collie, mediatamente, è MOLTO più violento e coercitivo del dare due bastonate sul tronco di un boxer durante un attacco. Perché il border pacchettato sul culo se la prende, si umilia, ci resta malissimo: menter il boxer che riceve i due colpi di bastone imbottito NON LI SENTE NEPPURE. E non solo perché ha l’adrenalina a mille, in quanto sta facendo la cosa che ama di più al mondo: ma anche perché ha una tempra ben diversa e una soglia del dolore ben diversa da quella di un border.
Quando io lavoravo la mia boxer Rhumba, che non era neanche una cagnona, la facevo veramente felice solo se mi congratulavo con lei dandole dei pattoni tremendi, che mi facevano bruciare le mani: e non per punirla, eh? Per PREMIARLA!
Una carezza “normale” lei la apprezzava solo in fase di “coccole sul divano”: ma quando si lavorava, se solo le davo una pacchetta leggera, mi guardava perplessa: “Ho fatto qualcosa di sbagliato?”.
Se invece le davo i pattonazzi a bruciamano, saltava felice  (d’altronde basta guardare con quale “delicatezza” i boxer giocano tra di loro per farsi un’idea del loro concetto di divertimento).
Se però avessi dato lo stesso tipo di “carezza premio” alla mia ultima cana (meticciona semibobtail), anche se era grossa quanto un boxer e mezzo, lei si sarebbe sicuramente capottata a pancia all’aria gridando CAINNNNN!
Insomma, ogni razza (ma anche ogni soggetto) ha la sua tempra… e non solo ha una sua personale soglia del dolore, ma anche una sua “soglia di apprezzamento” per diversi tipi di approccio: quindi quello che per un cane è “dolore” o anche solo “maniera forte e sgradita”, per un altro è “premio graditissimo”.
Sta all’umano capire la differenza, imparare a leggere il suo cane e a rapportarsi con lui di conseguenza.
Così come starebbe all’umano decidere di dedicarsi allo sport o all’attività cinofila che più si addice al suo cane, e non a se stesso: oppure scegliere il cane che più si addice all’attività che tanto ama, anziché pretendere che  sia un cane diverso ad adattarvisi.

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45 Commenti

  1. refuso (spero almeno) : “Chi sceglieremo di accoppare, per migliorare la razza boxer?”
    credo tu volessi dire accoppIare e non accoppAre 😀

    • OPS!!! Corretto, grazie … anche se forse, più che refuso, era un lapsus freudiano: perché sai quanta gente c’è che accopperei proprio volentieri, per migliorare le razze canine? 🙂

    • @Annamaria: azz… se me lo dicevi prima copincollavo, invece di scrivere per du’ ore! 🙂
      (Sempre detto che noi abbiamo un po’ di feeling, eh…)

  2. Giustissimo, purtroppo per l’ENCI, leggi l’articolo del suo presidente su INC, le prove di lavoro sono solo prove sportive e non piu’ cinotecniche. Condivido con te che questo non è giusto come non lo è il non rispetto delle caratteristiche per cui il cane è stato selezionato.

  3. però…….. agli ex combattenti che gli facciam fare? … 🙁 che sono bravissimi divanari, agilitari, discdoggari, petterapyari lo sappiamo già.. e pure cacciatori di topi e affini.. rimane però che non sappiamo come fare per selezionare il carattere.. c’è una proposta di CAL ma alla fine che indicazione ne avremmo? ..

    • @Dani: agli ex combattenti, ora come ora, in effetti si fanno fare troppe cose (e va già bene che riescono in tutte). Però, se partiamo al contrario, ovvero guardando le doti di un ex combattente e “virandole” a scopi meno incivili, vediamo che, per esempio, pit bull e (un pochino meno) amstaff hanno una tempra esagerata e quindi vanno da dio sia in pet therapy (dove la dolcezza è un optional, mentre la tempra è fon-da-men-ta-leeeee!) che in protezione civile, dove possono cercare per il doppio del tempo che regge un labrador.
      Però a fa’ il soccorso nautico, con quel pelo lì, non ce li vedo neanche un po’. E neanche mi sembrano i cani ideali per l’UD, perché predatorio ne hanno tanto, ma aggressitivà pochissima.
      Così come non vedo gli staffyni in UD (anche se la sanno fare), perché son troppo piccoletti e a saltar giù dalle palizzate rischiano di spetasciarsi. Invece, essendo eccellenti divanari, patatosissimi e e con tempra fortissima, per me son cani da pet therapy al cento per cento.
      Forse per queste razze – al di là del ruolo di “cane da compagnia” che va bene per tutti, ma non rende davvero soddisfatto nessuno, bisognerebbe selezionare linee “da questo” o “da quello”, rifacendo in pratica le razze daccapo cercando di mantenere le doti esistenti, ma di abbassare l’aggressività intraspecifica (che rompe solo i coglioni) e di specializzare le diverse linee a seconda dello scopo a cui vorremmo adibirle. Fare si potrebbe fare, e neanche con troppa fatica, visto l’eccellente materiale a disposizione: peccato che ai cosiddetti cinofili interessi più di ogni altra la specializzazione di “cane da show” e che selezionino solo su quello, stracatafottendosene del carattere 🙁

  4. Da boxerisat non posso che applaudirti!
    Curiosa come una …boxer mi son letta le modifiche all’IPO, ebbene, mi sà che pure per i malignetti sarà dura, hai visto quante volte ricorre la parola CALMO/A ????? e come la colleghi ai malin da gara?????????????? IPO solo per i tuoi amati pastori tedeschi dunque! E cercare di riunire le altre razze da UD e fare tutti il VPG crucco no eh???? La rivoluzione dei cosidetti(GRRRR) serie B! hihihihihihi

  5. Allora continuiamo a parlarne.
    Ancora non ci è dato leggere ciò che si raccomanda la giudice per la nuova versione del regolamento ma in quello che oggi in vigore nella parte generale c’è scritto:
    ” Le prove e i concorsi devono avere due obiettivi. Il primo obiettivo è di determinare l’attitudine del
    cane ad un determinato impiego, mediante il conseguimento di un titolo. L’altro obiettivo è di aiutare a
    mantenere o accrescere, di generazione in generazione, la salute e l’attitudine al lavoro delle razze
    da utilità, nell’ambito del programma di allevamento. Prove e concorsi aiutano anche a mantenere i
    cani in salute e ad accrescerne la forma fisica. Il titolo di lavoro è considerato anche una verifica
    dell’allevamento sulle qualità attitudinali di razza di un cane. ”
    Da ciò si desume che almeno fino ad oggi per l’FCI:
    1) Le prove IPO sono prove atte a verificare le ” qualità attitudinali di razza di un cane.”
    2) conseguenzialmente il giudice deve tener presente (e rispettare) le caratteristiche della razza del cane che sta svolgendo la prova.
    Allora come la mettiamo con la calma e velocità richiesta dal regolamento?
    Credo che sia da interpretare sempre rispetto alla razza.
    Intanto la velocità credo che sia da tradurre in “prontezza” nell’eseguire e la calma sempre tenendo presente la media della razza.
    Ad esempio nel tentativo di fuga, la velocità non è inteso come il cane corre veloce per raggiungere il figurante (altrimenti meglio un levriero 😉 ) ma la velocità di reazione alla fuga del figurante!
    Per la calma credo che non si voglia cane stressato.
    Quello che a me sconvolge ancor di piu’ non sono i problemi che hai quando vai in una prova ENCI, dove non sempre sei fortunata a trovare giudice che sappia fare gli opportuni distinguo su tutte le razze presenti, ma che ci siano club che nelle proprie prove dimentichino le caratteristiche della propria razza chiedendo prestazioni ad essa consone, proponendo così un modello di cane che non potrebbe essere poi selezionato secondo lo standard.
    Il regolamento che verrà è molto impegnativo per tutti, giudice preparatore e conduttore, a mio avviso ci sono incongruenze in pista, ma secondo me questa versione non è quella definitiva altrimenti sarebbe stata già pubblicata.

    • @Marisa: d’accordo su tutto, ma anche la velocità di reazione non sarà mai la stessa tra un boxer e un malinois!
      Quanto alla calma, sono d’accordo (in teoria)sul fatto che si intenda “cane non stressato”. Quello che mi lascia mooooolto perplessa è la capacità di un giudice di riconoscerne uno quando lo vede: anche perché è stressato (in senso positivo) anche il cane che pensa “dai che adesso si morde, chebello chebello chebello!”. E mica lo vorremo penalizzare, spero!
      Insomma, è sicuramente facile riconoscere un cane schiacciato, in eccessiva sottomissione ecc… ma questo lo si vede più in obbedienza. Sugli attacchi continuo a nutrire seri dubbi sulla possibilità di discernere tra un cane eccitato perché adora mordere e un cane eccitato perché è stato lavorato col tele (o peggio).

      • @Redazione, ovvio che la reazione tra un malinois e un boxer è diversa, ma si ragiona già su un piano diverso, se parliamo di velocità un boxer è certamente piu’ lento di un malinois ad esempio a portarti un riporto, ma la prontezza di eseguire il comando può essere uguale, ovvero l’attenzione verso il conduttore.
        La prontezza con l’addestramento si può ottenere ma nulla si può invece, per fortuna, per le caratteristiche fisiche.
        Per il resto concorso con te bisogna sperare in una classe giudicante molto ma molto preparata

  6. ma perchè invece ai cani nn lasciamo fare i cani?????????……senza pretendere sempre qualcosa x forza!!!!!amiamoli e basta come è giusto che sia!!!!!!forse nn lo sapete ma un cane è capacissimo di decidere come relazionarsi con noi umani!!!…..però mi sa che siamo lontani anni luce purtroppo………

    • @Enza: perché i cani “da amare e basta” non sono i cani di razza selezionati per uno scopo: quelli, dopo secoli e secoli di selezione, li “ami” davvero solo se gli fai fare quello che amano fare, perché il loro DNA praticamente glielo “impone”. Prova ad “amare e basta” un border collie, senza fargli fare nulla: diventerà un nevrotico stressato. Se questo è amore, preferisco l’odio feroce!
      Poi, in generale, c’è tutto il discorso sul fatto che i cani, in quanto animali sociali, abbiano esigenze – e stavolta naturali, non imposte dall’uomo – quali quella di sentirsi utili al loro branco, di essere guidati, di avere un ruolo gerarchico preciso e così via. Ma questo è un discorso molto più complesso.
      Io posso dirti una cosa sola: in trent’anni che ho passato con i cani non ho MAI visto un cane felice di essere “lasciato fare il cane”, cosa che normalmente non si traduce nell’essere mollato in un bosco a fare l’animale selvatico (spero tu sia d’accordo su questo), ma nel fare il cane da divano, senza alcuno scopo nella vita se non quello di mangiare dormire e – quando e se l’umano ne ha voglia – correr dietro a una pallina.
      Ho visto invece cani che impazzivano di gioia se potevano tirare una slitta (i miei: a cui capitava raramente e che per tutto il resto del tempo erano “liberi di fare i cani” in ampissimi recinti, insieme ai loro simili e a noi umani, giocavano, mangiavano, dormivano e si accoppiavano pure. Non erano certamente dei “poveri reclusi” che nello sleddog trovavano l’unico momento di svago), o mordere una manica, o anche fare un percorso di agility. A loro importa fare qualcosa che li gratifichi e attraverso cui si rendano conto di aver reso felice il loro umano.
      E’ questo “fare il cane”, non altro.

    • E cosa fanno i cani?
      Io lo so: dormirebbero, mangerebbero rifiuti, caccerebbero lucertole e topolini, scaverebbero buche, proverebbero ad accoppiarsi, si scontrerebbero per ragioni sessuali o di territorio.
      Inseriti pienamente nella nostra società, inseguirebbero i gatti, ringhierebbero al postino, abbaierebbero alle moto, difenderebbero la ciotola e/o il telecomando sul divano.

      Tutte attività lecite, per l’amor di dio, ma che non sono così ben viste dalla nostra società.

      Per non fargliele fare basta occuparki un po’: c’è a chi piace tirare una pallina e chi il direttivo con riporto … L’importante e’ che il cane si diverta.

      Ps: io l’IPO lo vedo più come uno sport un ‘in più’ a qualcosa di simile ad uno ZTP, che dovrebbe essere basilare.
      Pps: oppure i teatri valutazione caratteriale tipo svezia

    • @enza per me amare significa anche rispettare le qualità/caratteristiche di chi si ama.
      Il cane è un animale sociale e quindi istintivamente sa che deve avere un ruolo nel branco in cui vive.
      Se poi parliamo di cani di razza, essi sono stati selezionati per una particolare attitudine, tenerli inattivi li si snatura, sono cani tristi.
      Ho un boxer e un malinois, quando indosso le scarpe da campo loro s’illuminano corrono vicino alla porta, e ti assicuro che il loro sguardo è diverso da quello di una semplice passeggiata.
      Il gioco con la pallina, la corsa o altra attività per loro non è equivalente a ciò che fanno in campo. Sai perchè? Perchè svolgono un’attività molto vicina a quello per cui sono stati selezionati.

  7. però,se la mettiamo su questo piano,nessuno dovrebbe più prendere cani da lavoro. Io per esempio ho un huskyna adottata e un incrocio husky malamute,ma sto in sicilia,quindi capirai che ovviamente non ho granchè da fargli trainare sulla neve…(nemmeno sull’erba per la verità…avevo pensato di attaccare il cane all’aratro, ma non mi sembrava molto salutare come cosa…[ovviamente è una battuta!])…oppure ad esempio il dogo…cane da caccia grossa selvaggina in branco…come hai detto tu nello standard appunto qui in italia è un cane che non ha impiego…quindi a volte noi proprietari di cani,pur di fargli fare qualcosa oltre la passeggiatina,e la ginnastica da divano, non avendo impianti disponibili,al cane facciamo fare la qualunque cosa…e la cosa + diffusa qual’è? a parte il campo di addestramento base,è l’agility.
    Cerchiamo di impiegarli come possiamo.
    Purtroppo in Italia (e soprattutto qui nelle isole),siamo molto indietro…se ci fossero le giuste strutture credo che ognuno di noi cercherebbe di “sfruttare” il cane al meglio per il lavoro che dovrebbe fare…ma non le abbiamo.
    Allora potrai dirmi,”che te lo sei preso a fare un husky?” beh, è una razza che amo. Ne amo il carattere,la fierezza,la “capa tosta” tutto. Se avessi dovuto prenderlo solo per trainare una slitta,adesso non ci sarebbero + allevamenti in Italia.
    Tu stessa allevavi husky…non credo che li vendevi solo a umani “slittamuniti” o no? E allora,Husky,dogo argentino,e che ne so collies (la mia amica ha un collie,e dubito fortemente abbia mai visto una pecora) o comunque altri cani da lavoro…se non lavorano,se non li usiamo per il loro scopo,meritano dunque di non essere diffusi e conosciuti,adottati e amati? Il cane è sempre cane,miglior amico dell’uomo da millenni a questa parte…
    Non avremo forse slitte da trainare o grosse prede e ampi spazi per cacciare, o tempo e pecore da radunare…ma amiamo i nostri cani. Credo che questo sia quello che conta.

    • @Cri, io allevavo husky e per questo tutti i miei cani trainavano almeno una volta la settimana: se non la slitta (anche perché a casa mia nevicava pochissimo), almeno il carrello. E se non c’era il carrello, trainavano la mountain bike (e questo giuro che si può fare anche in Sicilia!).
      Non è che trainassero per far contenta me: ero io che mi rompevo le palle a imbragarli, tirar fuori il carrello ecc. per far contenti loro!
      Ti confido un segreto: a me lo sleddog non piace! Però mi piacciono gli husky e quindi, nei limiti del possibile, me so’ adattata. Ma non solo: se un mio cane non impazziva di gioia vedendo l’imbragatura, non faceva cuccioli. Non è che lo amassi di meno: però riproduzione nisba.
      Perché l’husky è un cane da traino, e se non gli piace trainare c’è qualcosa che non va.
      No, certo che non ho venduto cani solo a chi aveva una slitta in casa: ma se non li facevano almeno correre con la bici, gli spaccavo i maroni. Poi, per carità: non ho niente in contrario al fatto che un husky faccia agility. Se gli piace e si diverte, ben venga, visto che la sua “vera” attività, per molte persone, è fuori portata.
      Mi dispiace di più che faccia agility un border collie che magari abita a due metri da un campo di sheepdog.
      Cioè: i palliativi mi stanno benissimo quando non c’è la possibilità di far fare al cane il suo vero lavoro (vale anche per il Dogo, che però è stato selezionato “anche” come cane da guardia, oltre che da caccia: quindi almeno quella può farla): ma quando la possibilità c’è, mi sembra scorretto nei confronti del cane e della razza non fargli fare il proprio lavoro.
      P.S.: l’amore io lo do per scontato: chi non ama il suo cane, con me, non ci deve neppure parlare.
      Ma l’amore da solo non basta… o meglio, non è un amore “completo”.

  8. Concordo in linea di principio, con l’aggiunta che occorre sempre e comunque guardare all’individuo e se uno ha una relazione vera (amore empatia e comunicazione!) col proprio cane, può capire se il proprio cane per quanto “nato” per una cosa, poi si diverte sul serio anche a fare qualcosa d’altro.
    Esempio personale: husky (forse non pura, non si sa perché viene dal canile, anche se l’aspetto è molto “puro husky”) che adora correre ma detesta qualunque costrizione fisica (motivo per cui NON la obbligo a tirare slitte!) con la quale ho provato diverse cose (con un approccio di tipo educativo-ludico, cioè non per fare le gare ma per farle fare diverse esperienze e vedere che cosa la gratifica maggiormente) e ad oggi, per quanto assurdo sembri, la cosa che in assoluto adora di più é… lo sheepdog (!!)
    NON sbrana le pecore (come pensavano tutti!), in compenso ha capito benissimo il gioco e ben prima di me (che imbranata ero lì che mi sbracciavo con una mimica e una prossemica da far pietà) ha capito come tenerle insieme, come andarmele a prendere e portarmele, come recuperarle se finivano in qualche posto poco agevole, come farle passare nei “corridoi” e come infilarle nel recinto… e mi ha fatto morir dal ridere (solo perché sono abbastanza autoironica, altrimenti avrei potuto vergognarmi da matti) perché per diverse sessioni di lavoro lei voleva lavorare col pastore e non con me, penso perché come partner nella squadra io ero un disastro, mentre il pastore sapeva quello che faceva… la mia piccola personale vittoria é arrivata quando finalmente ha deciso che stavo iniziando a cavarmela e abbiamo iniziato a portare in giro il nostro mini-gregge insieme (e anche lì, spesso le SUE soluzioni funzionavano meglio delle mie… cosa che mi ha dato una grande lezione in tema di capacità di ragionamento dei cani – non che prima pensassi che fossero stupidi, ma vedere le mie idee e quelle del mio cane esattamente sullo stesso piano, e vedere che le sue sono molto meglio delle mie, oltre a riempirmi d’orgoglio – stile “ho la terza media ma la mia bambina s’è laureata” – è un’altra cosa!)
    Tutto ciò per dire che senza voler snaturare al 100% un cane, che magari non é fatto per un certo lavoro anche per motivi puramente fisici, e si rischia di fargli malissimo (vedi rott col discdog!), a volte bisogna essere flessibili e lasciar “parlare” il cane. 🙂

    • @Elena: d’accordissimo anche con te. Però… una husky che fa sheepdog… credimi, NON è tutta husky! :-))))
      Poi vale quanto ho appena scritto per il pastore tedesco: qualsiasi cane può imparare a fare qualsiasi cosa. Io ho conosciuto un tizio che con gli husky ci andava a TARTUFI! (giuro).
      Però, se non le piace tirare e le piacciono le pecore…ho proprio idea che la tua husky abbia un po’ di sanguediqualcos’altro nelle vene!

      • L’husky da tartufi effettivamente è notevole! 😀
        E’ anche vero che nelle razze relativamente moderne (cosa che l’husky non dovrebbe essere, quindi dico le altre…la mia si vede che maschera – molto bene – qualche cosa d’altro) potrebbe sempre venir fuori qualche “gene anomalo” che per quanto l’esemplare sia ufficialmente puro, gli mette in testa qualcosa di “strano” quato ad attitudini, no? ^_^

  9. Ciao Valeria, condivido pienamente il pensiero dietro a questo articolo, che tra l’altro lasci trasparire in maniera sottile anche dietro all’altro articolo “quelli che fanno sheepdog”. Solo una cosa: perchè sei così sicura che non vada bene per un pastore tedesco fare sheepdog? Lo chiedo in maniera interessata, dato che ho un cucciolo di 5 mesi, con carattere parecchio marcato e l’idea dello sheepdog, almeno da totale inesperto quale sono, mi affascina molto!

    • @Davide: ma non è verooooo! Uffi… questi articoli sono una presa in giro, NON vanno assolutamente presi sul serio! Siccome molti pt che vengono portati sulle pecore già adulti, dopo aver fatto magari tutt’altro sport (o nessuno sport), le pecore tendono a magnarsele, ho scherzato su quello. Ma ci sono dei pt bravissimi sulle pecore, dai! 🙂

      • il pastore tedesco è stucchevolmente servil… ehm volevo dire è molto duttile e obbediente e impara praticamente qualsiasi cosa (basta che ci sia qualcuno che gli spieghi che cosa deve fare). Perè che non siano nati per quello è verissimo, malgrado la scherzosità dell’articolo. Von Stephanitz non aveva certo in mente un cane per condurre bestiame, anche se è un tipo di cane i cui progenitori avevano fatto “anche quello”. Ma a livello di istinto è rimasto ben poco. Nei belgi è rimasto qualcosina di piu’… anche se pure loro, messi di fronte a una pecora per la prima volta da adulti è molto facile che se la mangino a colazione.

      • Azz Valeria scusami, non avevo letto un commento precedente praticamente uguale al mio. Mi ero permesso di porti la domanda perchè ho un PT di 5 mesi e l’idea di avvicinarlo allo sheepdog mi ispira parecchio, più che all’UD, che, pur essendo affascinate, sapendo quel po’ di marcio che la rovina, mi rende perplesso. Poi, prima cosa, vedrò anche al mio Buck cosa piace fare!!!
        Grazie e complimenti!!!

  10. i complimenti all’autrice vanno fatti per forza, si vede che ti piace scrivere e lo fai anche bene!
    venendo all’articolo, io ho un pitbull, come faccio a utilizzarlo per la sua funzione originaria??scherzo naturalmente, condivido in pieno il tuo pensiero anche se devo puntualizzare che alcune discipline come l’agility, se fatto a livello NON professionistico è molto utile per instaurare un bel rapporto con il cane, indipendentemente dalla razza…certo se un giorno qualcuno volesse per forza fare agility con un bulldog dovrà sicuramente tenere in considerazione che non potrà fare gli stessi slalom di un border ed anzi, potrebbe rischiare di fare del male al bulldog che comunque non si divertirà mai come potrebbe divertirsi un altro cane a fare agility; mi allaccio al tuo discorso dicendo: se avete in mente di fare una qualche attività con il vostro cane scegliete quello più adatto!
    un saluto a tutti

  11. Ci sto pensando su (su questo articolo) e mi si sta corroborando sempre più una teoria, o meglio un modo di vedere la cosa… più precisamente, il modo di vederla che ottengo se mi metto dalla parte del cane.
    Come mai un cane dovrebbe essere felice di svolgere un compito? Certamente dal punto di vista etologico non é che la felicità arrivi in modo *diretto* dal semplice fatto che noi abbiamo deciso che quello doveva essere il suo lavoro e l’abbiamo selezionato in un certo modo.
    Prendendo un singolo individuo (qualsiasi individuo, anche umano) di solito questo si rente felice e realizzato quando quello che sta facendo gli viene proprio bene: in questo si sommano due cose, ossia (secondo me) la soddisfazione di avere raggiunto degli obiettivi *propri dell’individuo* e la soddisfazione di aver realizzato qualche cosa di buono per il gruppo familiare (o branco, o come lo si vuol chiamare)… dove a volte il gruppo familiare é un singolo umano, ma questo non rende il cane meno felice di aver fatto quello che il suo amato umano desiderava che facesse!
    Quindi: parte 1, l’autogratificazione – Quando un cane ha “capito le regole del gioco”… o per lo meno ha capito quali sono le SUE regole del gioco, la SUA interpretazione, in genere é molto gratificato quando completa l’obiettivo che si era posto, che può essere qualunque cosa, dal fare la guardia al bimbo e impedire che qualcuno gli faccia del male, a correre a prendere una pallina che viene lanciata, a radunare il gregge per conto del pastore, eccetera eccetera. Nota: è evidente che in moltissimi casi l’obiettivo che si pone il cane coincide con quello che desidera l’umano, e questo si deve all’enorme spirito di collaborazione dei cani, E al fatto che l’umano abbia chiesto al cane qualche cosa che si rifà alle sue attitudini innate (quelle che peraltro vengono selezionate dall’uomo nelle varie razze di cani).
    Parte 2: il cane è felice di farci felici (per lo meno se c’é una bella relazione e il gruppo familiare è coeso e armonioso!)
    Tutto ciò per dire che immedesimandomi nel cane, penso che il nodo della questione (se mettimao al centro appunto il benessere del cane) non sia “far fare al cane il mestiere per cui l’uomo lo ha creato” ma più sottilmente “far fare al cane una o più attività che gli riescono bene e che quindi lo gratificano moltissimo”… questo nella gran parte dei casi ovviamente coincide con la prima frase, ma la differenza (che poi non è COSI’ sottile) é che il cane (come l’uomo e un sacco di altri animali sociali, del resto) non é felice di fare qualcosa perché questo è stato deciso per lui, ma é felice di fare qualcosa di utile che gli viene alla grande, e il resto è solo una conseguenza. 🙂

    • @Elena: io penso invece che la differenza sia davvero sottile… nel senso che dopo secoli di selezione, l’autogratificazione al cane arriva “di più e meglio” se fa il lavoro per cui è stato creato.
      (che poi ci voglia prima di tutto il rapporto, lo dò per scontato). Ora, però, mi sorge un altro tragico dubbio: visto il tipo di selezione che si sta facendo sui cani da qualche annetto a questa parte, non è che rischieremmo, tra una ventina d’anni, di avere TUTTI cani felici solo quando saltano su un tavolo da toelettatura e si preparano per andare in expo? 🙁
      Dio, che incubo….

      • Confido nel fatto che anche se l’uomo gioca a fare dio, non gli riesce poi così bene e i geni dei cani continueranno ogni tanto a tirare fuori delle variabili così come è naturale che sia… sono ottimista! 😉

      • Buongiorno signora Valeria,
        Vorrei porle una questione…
        Ho una cucciolotta di amstaff di appena 6mesi… presa senza pensare a cosa farle fare da grande xk ho sempre pensato “vediamo xosa le piace” più avanti vorrei farle fare agility poiché adora correre e saltare o almeno mi da quest’impressione…
        Leggendo questo articolo ho pensato all’UD…
        ma poi ho pensato i pitman hanno passato anni e anni a selezionare (anche in modo brutale) cani che non si avventassero mai sull uomo pena la soppressione… quindi fare ud mi sembra di distruggere tutto il lavoro fatto in anni e anni…
        Sbaglio? Qual’è la disciplina più adatta a questi cani? Dato che x fortuna quello x cui sono nati non si fa più…
        Cosa ne pensa del weight pulling e scalata verticale?

  12. Racconto questa: sono un’educatrice e comportamentalista ed un bel giorno mi chiama una coppia di sorelle perchè disperate del comportamento del proprio Pointer. Faccio una breve anamnesi, anche se già avevo capito su cosa si disperavano due ragazze universitarie con un Pointer di 10 mesi in appartamento. Chiedo il motivo della scelta del Pointer e loro mi risposero che gliel’avevano regalato come “regalo di laurea”. Oddio…no. Per me un cane non deve MAI essere regalato, specie se ha attitudini forti come quelli da caccia. Ma torniamo al problema e al succo dell’anamnesi: il cucciolone, Tabù, Pointer bianco nero con lo sguardo da Bambi abbandonato, era uno tsunami in casa, sbrindellava tutto e aveva fatto già si e no un bel migliaio di euro di danni in casa. Lo portavano fuori la mattina, la sera e conscie del “non basta” avevano iniziato a portarlo pure il pomeriggio. Ma Tabù al parco iniziava a correre e prima di quell’ora/oraemezza non accennava a tornare. E sembrava non gli bastasse mai galoppare come un mustang selvaggio. Tra l’altro senza meta.
    Volete sapere cosa ho proposto?
    Di portare il cucciolone in una ZAC (Zona Addestramento Cani dove viene posizionata selvaggina, anche senza sparo o con scacciacani) almeno una volta a settimana e “affidarlo” ad un Dresseur competente e non scazzacani che gli riconoscesse la sua vocazione. Ovviamente tutto in loro presenza.
    Morale della favola: Tabù si “trasformò” in un cane tranquillo e appagato, non ha più “sclerato” in casa e la relazione con le ragazze migliorò enormemente.

    • Sai quale e’ secondo me la cosa piu triste nella storia che hai raccontato? Il fatto che si trattasse di due studentesse universitarie; e a quanto pare anche prossime alla laurea o ga laureate vista la provenienza del cane (regalo di laurea). Insomma capirei un pensionato con la seconda media pera gia adulto e che un computer non lo sa nemmeno accendere, ma due universitarie… Se uno sa usare un computer (e si spera che un universitario ne sia in grado) in mezzora/ora trova lo standard del Pointer e le sue caratteristiche caratteriali. E in un pomeriggio avrebbero potuto scoprire benissimo che si trattava di un cane da caccia, ecc…
      Provo una profonda tristezza al vedere tanta ignoranza da parte di quella che dovrebbe essere la nostra classe intellettuale (attuale o futura)

  13. Mi permetto: la mia prima Rott, che ho preso dopo aver letto tutta la letteratura sul mercato nel lontano 1991 (lei è nata nel ’92), ha fatto un corso di obbedienza a 6 mesi perché era tosta per me. Poi, quando aveva 1 anno e mezzo o 2, sono andata a vedere l’unico campo di addestramento che avevo vicino casa per farle fare un brevetto. Ho dato un’occhiata, il tipo ha fatto qualche prova di predatorio con la mia pelosa e altri che erano lì per vedere come me e ha detto qualche stupidaggine, tipo che bisognava lavorarci, per mungermi soldi immagino. Io, che ero fierissima della mia compagna, l’ho guardato dall’alto in basso, ci siamo guardate negli occhi (io e lei) e ce ne siamo andate per non tornare. Giocavamo in cucina con jeans ai quali restava attaccata finché non la rimettevano giù (il mio ragazzo, perché io, i suoi 39 kg, non li reggevo!) e le davo le finte bastonate con il mestolo.
    Quel cane era il mio cane da difesa. Avrebbe dato la vita per me. Facevamo tutto insieme (a parte la spesa). Se qualcuno alzava la voce, anche se era della famiglia, lei arrivava, si sedeva accanto a me, e fissava l’alterato in questione che, immancabilmente, indietreggiava e abbassava il tono.
    Aveva un predatorio altissimo e altrettanta, ma controllata, aggressività.
    Tanto che a 5 anni, dopo ben un paio di settimane di preparazione, ha fatto lo ZTP. Miglior attacco tra i cani di quella occasione (mai tantissimi, per carità, ma comunque..)
    Era un cane che mi riportava il bastone giusto in un bosco, mi leggeva nel pensiero e dormiva sogni felici senza essere stata massacrata in un campo di addestramento. Non sono contraria ai campi di addestramento, ma gli addestratori che cercano di capire il cane che hanno davanti invece di imporre il proprio e unico sistema sono davvero rari e uno non è che può fare 500 km, 3 volte in settimana almeno, per un anno o due, per far prendere un brevetto al proprio cane. Tantomeno affidarlo a un addestratore per 5-6 mesi se il suo scopo è quello di difendere il SUO umano. Un rapporto di intesa e di fiducia è la cosa più importante. E è difficile instaurarlo se quello che gli si chiede è solo di prendere a bocca piena un attrezzo sbavato da altre centinaia di cani.

  14. Io non ho preso il mio PT con l’idea precisa di fargli fare per es. disc dog,ma se glielo volessi fare,e insieme ci divertissimo,che problema c’è ??? Non mi sentirei di prenderla in giro,solo perchè non è stata selezionata per questo. Uno sport per divertirsi non sostituisce per forza ciò per cui è nato il cane. Se il cane si diverte,perchè quello sport sfrutta alcune sue determinate pulsioni comportamentali(es. predatorietà)che sia dobermann boxer o altro,non capisco che problema c’è,non penso proprio che loro si sentano presi in giro. Sempre meglio che stare svaccati sul divano(per entrambi) !!!

    • Anche perchè quando parliamo di sport come agility,disc dog e via discorrendo bisognerebbe ricordarsi che non sono sport che servono per la selezione di alcuna razza,compresi i border che tanto vanno forte…perciò in teoria anche il border dovrebbe sentirsi preso in giro,ma a lui non gliene frega nulla,perchè si diverte come un matto e ha la possibilità di mettere fuori tutta la sua energia…
      Se poi parliamo di far fare al rottweiler lo sheepdog ok,capisco,questo ha poco senso(inoltre non penso che ci riuscirebbe),ma se si tratta di fare uno sport per divertirsi,se anche il cane gradisce,non vedo il problema…Non si snatura nessuno..

  15. mi pento e mi dolgo…..la mia PT fa salvataggio in mare ma 1) io sono troppo anarchico /sciammanato per l’IPO ( non mi guardi propio sempre in condotta e più che ‘platz’ ti svacchi …va bè l’importante è che lo fai) 2) la mia gentile compagna già spontaneamente si mangerebbe volentieri la mia vicina di casa ( e NON voglio; troppo acida e le farebbe sicuramente male) quindi meglio non lavorare troppo sul morso etc..3) a terra io ho l’agilità di un bradipo e detesto la montagna quindi nix ricerca superficie/rovine etc.Ma quando torna esausta dopo una giornata in mare mi pare dorma serena …sbaglio? In realta l’atto di amore maggiore per il Cane forse è non costringerlo propio a vivere nella attuale società umana ma che tristezza…..

  16. bè, forse qualcuno la già detto ma… la domanda sorge spontanea: ma allora, che cane può andare bene pe rl’ agility (o il disc dog, eccetera eccetera)? i cani da compagnia. ok, ok, non saranno mai agili e veloci come un border collie, forse. ma la maggior parte sono piccoli, agili e intelligenti. in uno sport farebbe molte delle cose che gli piacciono di più: sta con ilsuo padrone, fa esercizio, mangia bocconcini, viene addestrato… praticamente ciò per cui è nato. so di un pomerania che eguagliava i suoi compagni border collie in flyball. poi ovviamente non tutti i cani da compagnia van bene… i barboni, non sono cani da acqua e da riporto? e i carlini, non me li vedo a fare disc dog. ma immaginate un papillon o un chihuahua… non sarebbero molto più felici di correre dietro a un frisbee (delle loro misure, ovviamente) che accompgnare la padrona al centro commerciale nella nuova borsetta rosa? poi non so ho solo 13 anni e magari sto dicendo una cavolata… ditemi voi se non è così.

  17. Articolo bellissimo,sono d’accordo,ma avrei 2 domandine.

    1) Hai citato il dobermann che fa agility. Quindi mi chiedevo se anche loro non siano in “voga” in ud e simili, cioè a me sembrano comunque cani molto reattivi,atletici,obbedienti quindi pensavo che gareggiassero alla pari con malin e pt. Non è così?

    2) Ho un mezzo bracco ungherese-segugetto regalatoci da un amico perchè 4 anni fa avevo 11 anni e non vivevo più se non avevo un cane^^”
    Allora anche se ho la scuola ecc il tempo libero che dedico a lui durante il giorno tento di sfruttarlo al massimo. Passeggiate, corse e anche addestramento sotto forma di trick, a volte sembra un border che fa dog dance. Ora avevo in mente di fargli fare uno sport e essendo un meticcio e avendo un problemino alla zampa destra mi hanno consigliato rally-o che mi è subito piaciuta e credo gliela farò fare. Però secondo il tuo discorso dovrei anche portarlo a caccia…bhè io odio la caccia però abito in campagna e ogni tanto quando lo lascio per campi si diverte a correre e a far volar via di paura qualche fagiano. Mi chiedevo se gli può bastare come “sfogo delle sue doti”,magari migliorando ancora un pò il richiamo queste uscite gliele potrei fare con più regolarità di ora,ma vorrei sapere se lo potrebbe appagare (sapendo anche che tu hai avuto un breton che non andava a caccia).
    Grazie e ciao =)

  18. rispondo così!!! e vi dirò di più all agility mi ci ha portato solo e unicamente lei la mia splendida Leya!!! Lei che quando andavamo al parchetto (prima di cominciare con l agility) saltava via le panchine per conto suo si arrampicava sugli alberi ecc… con lei abbiamo cominciato con gli attachi naturalmente come ti viene naturale fare avendo un boxer e ammetto che era davero mooolto brava e se devo essere onesta soggettivamente vedevo molta più capacità nelle femmine piuttosto che nei maschi! Ma il suo sguardo era semre indirizzato verso il campo di agility così una volta abbiamo detto proviamo!!! Eh beh se è vero che devi renderti conto di che tipo di cane hai preso ti devi anche renderti conto di quello che ama fare il tuo cane, io non ho preso un boxer per fare agility perchè sinceramente non era nemmeno nei miei pensieri più reconditi inizialmente ma non significa non sia fattibile inoltre essendo lei un soggetto iper leggero (supera appena di 25 kg) riesce ad avere quel misto di agilità e velocità essenziale in questa disciplina…. quindi non date per scontato che prendendo un certo tipo di cane si debba per forza percorrere un unica strada perchè potrebbe capitavi come è successo a me che il destino vi riservi sorprese inaspettate!!! 😉

  19. Il post sarà vecchiotto ma comunque attuale, e mi lascia alcune perplessità.
    Tu, giustamente e sottolineo giustamente, dici che un cane dovrebbe fare il lavoro per cui è stato selezionato nei secoli. C’è solo un piccolo problema.
    Io ora ho un Border Collie che è un cane che adoro soprattutto per il carattere che ha. Non lo vorrei diversamente da quello che è anche se a volte (spesso) fa impazzire (è troppo furbo). Stiamo facendo un corso base e poi, a età corretta raggiunta, probabilmente si farà un po’ di agility (non agonistica). Mi piacerebbe molto portarlo a fare anche sheepdog, ma di greggi (o centri con greggi) dalle mie parti non ce ne sono. E cosa faccio? Rinuncio al mio Logan (così si chiama il Border). Avrei dovuto lasciarlo dov’era? Oltretutto a breve, con molta probabilità arriverà un Mastino dei Pirenei che da quanto ho letto è ottimo in famiglia (figli compresi) ed è un buon guardiano. Ma anche qui, pecore nisba e sai meglio di me che il Mastino dei Pirenei è un guardiano del gregge. Che faccio, prendo un chiwawa come guardiano di casa? O magari un cane specifico per la guardia ma con i relativi problemi caratteriali che possono sorgere, soprattutto in presenza di figli piccoli, che va bene, vanno educati ma sempre piccoli sono e qualche cavolata la possono sempre fare.
    Un cane specifico per difesa va bene, quella è sempre utile (ora più che mai), ma visto che certe attività non ci sono quasi più che si fa? Lasciamo scomparire la razza specifica?
    Che poi non sia molto corretto prendere un Pinscher nano per fare soccorso in acqua e trainare gommoni carichi mi sta bene, ma farlo nuotare un po’, perché no?.
    Nel caso del Border, mi sembra una buona alternativa l’agility visto che di pecore neanche l’ombra. Di certo non mi posso sparare 200 km o più a settimana per andare a raggiungere il gregge più vicino.

    O no?!?!?!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.