PREMESSA: come  i nostri più fedeli lettori già sanno, oltre ai nuovi articoli (che ormai sono quasi tutti “veri Standard” e “Quelli che…”, vista l’ overdose di richieste! Ma va benissimo, dopotutto si può fare cinofilia anche sorridendo…), sto rimettendo online tutti gli articoli che componevano la prima versione di “Ti presento il cane”, scartando ovviamente tutti quelli che allora erano “di attualità” e che oggi, al massimo, sarebbero “storici”, o quasi. In questa opera di “rimessa online” sono arrivata a novembre 2004, ed oggi ho dato una scorsa veloce a questo articolo pensando di cestinarlo, visto che era appunto nella categoria “attualità”. Invece, leggendolo, sono rimasta basita: perché sembra scritto ieri sera. Infatti, proprio in questi giorni, sono venuta a conoscenza di un episodio che sembra proprio uno di quelli descritti nell’articolo. Ovviamente non si tratta né della stessa razza, né degli stessi cani: ma i fatti sono quasi identici…nonostante siano passati sette anni!
E allora credo proprio di poter pubblicare questo pezzo: perché tutto è, meno che datato.
PURTROPPO
.

ARTICOLO PUBBLICATO SU “TI PRESENTO IL CANE” – novembre 2004

“ATTENTATO! Si tratta di attentato!”…solo che questo non è uno sketch di Beppe Braida.
Questa è la vita, anzi la cinofilia reale (ma possiamo ancora usare questo termine senza vergognarci?): e a gridare “ATTENTATO!” sono gli intoccabili, i nuovi baroni, quelli che, se solo ti azzardi a parlare di un loro cane, hanno l’avvocato pronto in tasca, con le carte bollate in mano.
Se poi parli di un’intera società specializzata, e osi criticare il suo operato, apriti cielo!
Personalmente ho in corso una causa – di cui non posso ancora parlare diffusamente; ma lo farò quando si sarà conclusa – proprio per il reato di… “leso Club”*!
Infatti ho scritto su un libro che la spaccatura tra allevatori, nella razza X, ha portato alla nascita di due diverse Società specializzate, che invece di pensare ai cani hanno impiegato tutto il loro tempo a litigare su Internet (tutto vero, documentato e documentabile: gli scanni tra Presidenti sono tuttora online e visibili a tutti), portando la razza sull’orlo della rovina (vero, documentato e documentabile: la razza è allo sbando, ci sono almeno dieci tipi diversi per taglia, peso, conformazione; i cani sani si contano sulle dita di una mano; la displasia impera e i problemi di carattere dilagano).
L’intento era quello di dare una costruttiva svegliata ai Presidenti in questione, invitandoli a fare qualcosa di utile per i cani anziché cercare di distruggersi a vicenda: ho rimediato una denuncia per diffamazione (penale, eh? Mica baubaumiciomicio) da uno dei due personaggi…e mi sembrava già una cosa di quelle “da toccarsi per vedere se siamo veri”.
Invece era ancora niente!

Sullo scorso numero ho scritto dei pericoli del “lavare i panni sporchi in famiglia”, e di quanto male faccia questa abitudine alla cinofilia.
In particolare ho riportato questi due esempi di come si tenda a voler tacitare qualsiasi critica a un soggetto, a una linea di sangue o alla salute di una razza:
1) ho affermato su un Forum che un border collie (di cui non ho neppure fatto il nome!) aveva un problema di attitudine al lavoro, ed è venuto fuori un caso nazionale, con tanto di minacce di querela (aridaje).
2) una mia amica ha scritto che una linea di sangue, in una certa razza, portava displasia (dato certo, confermato e stastisticamente provato)…ed è saltato fuori addirittura il Club di razza a metterle il bavaglio.”

Bene…anche se può sembrare incredibile, non avevamo ancora toccato il fondo!
Perché fin qui si parlava “solo” di cinotecnia e di problemi di salute di intere razze: ed è già grave che qualcuno pensi di denunciare chi osa dire “nella razza X c’è un aumento della displasia”, anziché preoccuparsi di andare scoprire dov’è il problema e correre ai rimedi.
Ma evidentemente si riesce ad andare ben oltre…perché quello di denunciare i cinofili preoccupati (o quantomeno minacciare di farlo), anziché rimediare ai disastri commessi in allevamento, sembra diventato lo sport nazionale.
Una segnalazione in particolare mi ha lasciato a bocca aperta: perché stavolta sì, che si è toccato il fondo (o almeno spero)!
Stavolta pare che si sia arrivati a sventolare le consuete carte bollate in faccia ad un cliente che, dopo aver acquistato un cucciolo dal signor X, ha OSATO chiedere su un forum pubblico quali precauzioni potesse prendere e quali esami potesse fare per capire se il suo cane era o non era displasico.
Pare che questa persona si sia spinta (oh, temeraria!) fino al punto di dire: “il cucciolo mi preoccupa un po’, non mi sembra che cammini bene. Cosa mi consigliate di fare?”
Ora, la risposta di qualsiasi allevatore normale (e SERIO!) a questa domanda avrebbe dovuto essere la seguente: “Fai una lastra, vediamo i risultati: se è tutto a posto siamo tutti felici e contenti, se c’è un problema ne parliamo, perché la displasia è genetica, e se il tuo cane ce l’ha è – almeno in parte – una mia responsabilità”.
Punto e basta.
Ma vi sembra che a questo mondo ci si possa preoccupare della salute del proprio cucciolo?
Assolutamente NO!
Si tratta di ATTENTATOOOOO!
Attentato alla credibilità dell’allevatore, ovviamente: il quale ha minacciato azioni legali e ha costretto il malcapitato cliente a scrivere una lettera di scuse ufficiali che ancora campeggia nel forum in questione.
E tutto questo perché?
PERCHE’ SI E’ PREOCCUPATO DI SAPERE SE IL SUO CANE ERA SANO!

Signore e signori…vi presento la fantacinofilia!
Perché NON PUO’ ESISTERE, nel mondo reale, un allevatore che minacci chi si chiede se il suo cane può (condizionale, dubitativo, ipotetico) avere un problema alle anche.
La displasia esiste, è difficilissima da controllare, è una patologia che arriva a tradimento “anche nelle migliori famiglie”, visto che da genitori assolutamente esenti possono nascere figli assolutamente “marci”.
L’unico modo per tenerla sotto controllo è monitorare, lastrare, esaminare a tutto spiano.
Quindi un VERO Allevatore con la A maiuscola (avete presente? Quei personaggi di fantasia che pensano prima ai cani e POI agli interessi personali…) dovrebbe, semmai, minacciare di calcioni nel sedere chi si azzardasse a NON far lastrare il suo cucciolo:
– primo, perché nelle razze di media taglia (come quella in questione) la displasia è diffusissima ed è più che lecito preoccuparsene;
– secondo, perché ne va della salute del cane, visto che una diagnosi e un eventuale intervento precoce sono gli unici mezzi per garantirgli una vita esente da dolori e problemi;
– terzo, perché lastrare i cani è l’unico modo per controllare l’andamento della displasia nel proprio allevamento. Quindi, se un cliente manifesta il timore che un cucciolo ne sia affetto, il preciso DOVERE di un allevatore serio è quello di incoraggiare l’immediata lastratura e l’ufficializzazione del responso.

E INVECE NO.
I cani possono soffrire e crepare, chi se ne impippa. L’unica cosa che conta è il “buon nome dell’allevamento”.
E’ nato un cane malato? SILENZIOOOOO!!!!
Non si può dire che, cavoli, succede a tutti! E che nessun allevatore al mondo può dire di non aver mai avuto ciambelle senza buco (se non mentendo spudoratamente).
NOOOO…per l’amordiddio, non facciamolo sapere in giro!
E se non siamo neppure sicuri che un cane sia malato, ma abbiamo solo un vago sospetto…per carità, NON parliamone, perché si potrebbe offendere l’allevatore!
Non informiamo, non facciamo capire a chi legge forum, NG e altre bacheche pubbliche che esiste una cosa chiamata displasia, e che bisogna far lastrare i cani per sapere se c’è o meno.
E soprattutto NON FACCIAMO SAPERE che lastrando i cani si potrebbe evitare di diffonderla ulteriormente, eliminando dalla rproduzione i portatori.
Non diciamole mica, queste cose! Ahò! Qui c’è il rischio di vendere un cucciolo in meno!
Chissenefrega della salute della razza in generale, e dei singoli soggetti in particolare: l’unico soggetto che conta davvero è il proprio portafoglio.
Quando sta bene lui, stiamo bene tutti.

E CHE SCHIFO, PERO’!

Nella cinofilia del terzo millennio, la parola l’ordine è diventata: omertà (altrimenti ti denuncio)?
Cari signori X, Y e Z (mi guardo bene dal fare nomi, eh…altrimenti partirebbe ovviamente una selva di querele!), il vostro modo di intendere l’allevamento è assolutamente vergognoso.
Vergognoso e presuntuoso, perché pretendere che non si accosti mai il vostro nome a quello di una patologia significa voler far credere al mondo che a voi non capiti MAI alcun problema…e siccome questo è praticamente impossibile, significa che volete tenere gli scheletri ben nascosti nell’armadio.
In altre parole, significa che avete una coda di paglia lunga da qui a Timbuctu.
E questo modo di agire è davvero un attentato: un attentato alla cinofilia seria!

E se voi continuate a comportarvi così, a ragionare così ed anche ad allevare cani, significa che non siete allevatori, ma cagnari di serie B.
Denunciare chi si preoccupa della salute del proprio cane?
MA SARESTE DA DENUNCIARE VOI, solo per averlo pensato!
Ed è un vero peccato che non ci sia ancora una legge capace di condannare – insieme ai maltrattatori – anche i pessimi allevatori; quelli che, pur di parare i propri interessi, sono disposti a passare sul cadavere della cinofilia.
Però esiste un Ente deputato a tutelarla, questa cinofila: un Ente che, per quanto spesso sonnacchioso e distratto, ha dato recentemente qualche segnale di interesse per la tutela della salute dei cani, con inviti abbastanza chiari alla trasparenza nel campo della patologie ereditarie.
Chissà come vedrebbe, questo Ente, la posizione di un allevatore che minaccia di querela chi OSI ventilare l’ipotesi di indagini tese ad identificare precocemente una patologia, e quindi a curare meglio possibile il proprio cane?
Se io fossi la sciagurata cliente di un allevatore di questo genere, sarei particolarmente curiosa di sapere cosa ne pensa l’ENCI: quindi, con ogni probabilità, glielo chiederei.
E magari mi rivolgerei direttamente alla commissione disciplinare…perché un allevatore che si comporta in questo modo, a mio avviso, è indegno di possedere un affisso.
Anzi, è indegno di possedere dei CANI.

 

*Poiché sono appunto passati sette anni, la causa è stata chiusa e quindi ne posso tranquillamente parlare:  la sottoscritta è stata sollevata da ogni responsabilità e così la casa editrice che aveva pubblicato il libro (e che era stata coinvolta nella denuncia). Il verdetto del Giudice, in realtà, è stato il seguente: “Non riesco a capire come mai una causa come questa sia arrivata fino a me e non sia stata archiviata immediatamente”.
La razza in questione era il Cane Corso.

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6 Commenti

  1. Uhuhuhuh…quante coscienze dovrebbero tremare, di fronte a questo articolo. Ma quante coscienze sono latitanti se non del tutto assenti, scomparse, evaporate? Mi sembri ancora notevolmente ottimista quando pensi che l’Enci possa e voglia far qualcosa…

    Al di là delle coscienze che si tacitano penso anche che molti abbiano tirato un sospirone di sollievo, detergendosi le goccioline di sudore dalla fronte con la tua ultima frase: “La razza in questione era il Cane Corso”… 😉

    • @Donatella: io non sono affatto ottimista nei confronti dell’ENCI, ma l’ENCI è un’associazione di allevatori: e se fossero LORO a chiedere a gran voce che questi atteggiamenti venissero stigmatizzati, l’ENCI non potrebbe che prendere atto.
      E’ un po’ come dire “piove, governo ladro”… ma il governo lo eleggiamo noi!

  2. Meglio non entrare nel merito ENCI… se la conosci la eviti.
    Concordo con quanto scritto da Valeria che può essere tranquillamente spalmato a varie razze e non solo al Corso.

  3. alle prime due righe in cui parlavi della querela avevo già capito,ahimè,che si trattava del cane corso,forse perchè ne ho due,e a volte ho pure la triste idea di frequentare esposizioni e parlare sui forum…in sette anni le cose sono addirittura peggiorate…in giro ci sono solo omertà,soldi,leccaculo vari e una razza al tramonto…tristezza…

  4. parlando sempre di quelli che attentati come dici,dobbiamo chiamare in causa anche gli ortopedici che lastrano il cane che potrebbere facilmente mettersi daccordo con l’allevatore e lastrare il cane molto ma molto prima del regolare anno di età e spedire il tutto alla centrale di lettura quando il cane avrà compiuto l’anno di età.Come si fà ad impedire questo??

  5. Ci sto proprio prendendo gusto a questo sito. Non tutti gli autori e non tutte le pubblicità, sottolineo. Non voglio divagare. Non sono un’allevatrice a tempo pieno, ma ho scoperto quanto è meravigliosa l’esperienza della cucciolata e ogni tanto, mi permetto di farne una. (6 in 19 anni, anzi, 7, ma una non l’ho fatta da me). Le prime 3 con la mia favolosa Rott. Tre maschi diversi per diversi disastri: della prima cucciolata, poche settimane fa, uno degli acquirenti si è rivolto a me per un consiglio su dove prendere un altro Rott, perché nonostante il cucciolo che aveva preso fosse stato displasico, evidentemente era rimasto contento dalla mia sincerità. Il cane è vissuto 11 anni ed è morto più di 3 anni fa. Nella cucciolata successiva, ho avuto un maschio favoloso (davvero oggettivamente molto molto bello). HD: D! Assolutamente spedita per l’ufficiale. Nella terza cucciolata ci sono stati 2 “pelosoni”. Erano dei bernesi senza il bianco! Ho fatto coprire una delle femmine, non con il pelo lungo, e è nata tutta una cucciolata di bernesini nero-focati! Non ne ho chiesto il pedigree. Ovviamente ho perso completamente la linea di quella meravigliosa femmina che aveva sì un carattere da manuale, ma purtroppo non trasmetteva geni particolarmente “di razza”. Con tutti e tre i maschi adoperati, non c’è mai stata un’uniformità nella cucciolata in nessun senso. Anzi, una similarità c’era tra le tre cucciolate: le femmine erano sempre piccole (mentre lei era, morfologicamente, sul medio-grande, non particolarmente bella, ma sicuramente tipica) e con caratteri terribili (diffidenti quando non paurose).
    Invece con la Labradorina ho fatto nascere la prima cucciolata su richiesta, accoppiamento e ritiro di tutti i cuccioli da parte dell’allevatrice da cui l’avevo presa, per cui non ho notizie precise dei cuccioli a parte quello che ho visto nei loro primi 2 mesi: colori e pesi abbastanza diversi tra loro. Invece le ultime due cucciolate fatte con un maschio cercato e “studiato” da me mi hanno dato, finalmente, grandissime soddisfazioni: grande omogeneità nel colore e nel tipo, i cuccioli finora controllati a posto (A e 0!!!!) e se avessi trovato questo maschio quando la mia cagnetta aveva 3 anni, avrei fatto almeno 4 cucciolate sempre con lui. Indubbiamente è un maschio sano che passa bene le sue caratteristiche (e andrebbe pubblicizzato moltissimo in questo senso), ma sicuramente anche l’accoppiamento in sé era azzeccato. Gli allevatori nascondono le verità dell’allevare. Dimenticano spesso la passione che all’inizio li ha portati dove sono. Rimane solo la facciata e il voler far credere che i loro cani sono i più belli e i più sani. Ma la genetica non è così matematica, purtroppo. E la cosa migliore per l’allevamento sarebbe non parlarsi alle spalle dicendo male dei cani altrui e nascondendo la “sporcizia” sotto il tappeto..
    E non parliamo di risultati sfalsati, sia nel bene che nel male, in expo come in risultati di lastre ufficiali…
    Grazie per tutti gli articoli, seri e non (dal mio punto di vista, anche i “non” lo sono altrettanto), anche se, purtroppo, la gente, se non diventa veramente appassionata, non impara e non capisce.
    Adriana

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.