Il mantello ancestrale del cane può variare per lunghezza e consistenza, a seconda dell’adattamento ambientale.
Le razze primitive nate dall’adattamento a climi più caldi hanno pelo raso o molto corto: quelle autoctone dei climi freddi hanno il pelo lungo e folto.
Il pelo, però, si presenta sempre corto sul muso, sulla fronte e sulla parte anteriore degli arti.
La domesticazione ha poi portato anche nuove mutazioni genetiche.
Tra queste vi è quella che fa sì che il pelo cresca uniformemente su tutto il corpo, cadendo sugli occhi, a volte coprendoli completamente o quasi, e formando barba, baffi e zampe da mammut .
A seconda della consistenza e dell’abbondanza del mantello di base su cui questa mutazione agisce, possiamo avere mantelli morbidi e abbondanti, come quello del bobtail, o setosi e lunghissimi, come nello yorkshire e nel maltese, o, ancora, duri e ispidi come nello schnauzer.
I meticci, a causa del continuo rimescolamento dei geni, hanno raramente caratteristiche estreme.
Quando questa mutazione compare in un meticcio, si evidenzia il più delle volte con un mantello di media lunghezza, morbido o ruvido o più spesso una via di mezzo: morbido nelle frange sugli arti e sotto la pancia e ruvido sul dorso.
Questi simpatici baffoni sono chiamati comunemente “spinoncini”, malgrado l’incrocio con lo spinone sia, nella maggior parte dei casi, quanto meno improbabile.
I soggetti di taglia maggiore possono aver ereditato questo tipo di mantello dal segugio italiano a pelo forte (molto più diffuso dello spinone), o anche dal bobtail, dal pastore bergamasco o da altre razze ancora.
I soggetti piccoli e medio-piccoli, il più delle volte, hanno in realtà ereditato questo tipo di mantello dallo yorkshire terrier, che nello scorso decennio ha avuto una notevole diffusione.
Gli incroci con lo yorkie, però, raramente gli somigliano.

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Le caratteristiche estreme come appunto la lunghezza eccezionale del pelo e la taglia molto ridotta, sono ben presto ridimensionate.
In poche generazioni di incroci con cani diversi, i nipoti degli yorkshire si trasformano ben presto in simpatici spinoncini di taglia medio-piccola (anche più di 10kg), dal pelo ispido e medio lungo e con i colori più svariati.
Anche il carattere, generazione dopo generazione, finisce col discostarsi da quello del progenitore di riferimento, man mano che subentrano nuove attitudini apportate da cani di altro tipo.
Del resto, gli spinoncini fantasia assomigliano allo spinone solo nella mente di chi ha appioppato loro questo nome, divenuto ormai abituale.
In comune tra di loro, infatti, hanno solo il pelo un po’ arruffato.
Alcuni sono di tipo lupoide e hanno orecchi eretti e muso appuntito. Altri sono di tipo nettamente braccoide con grandi orecchie da segugio. Ce ne sono a zampa lunga e a zampa corta.
Lunghi, corti, con la coda arrotolata, col muso all’ingiù o all’insù. E quante differenze anche nella taglia e nel colore!
Un tratto caratteriale molto comune, che quindi potrebbe essere in qualche modo associato a questo tipo di mantello, è una certa dose di riflessività.
I cani baffuti sono cani pensanti, molto meno impulsivi dei loro fratelli a muso liscio.
Questo lo si riscontra anche nei cani di razza che ammettono più varietà.

Campioni di simpatia
Gli spinoncini ispirano simpatia a tutti.
I baffi e le sopracciglia conferiscono loro un’espressione quasi umana.
A volte hanno la faccia da burberi, a volte sembrano dei teneri peluche. I peli ispidi, che contornano le zampe, le fanno sembrare molto più grandi e richiamano alla mente le zampottone tipiche dei cuccioli.
Tra i cani non di razza, gli spinoncini sono quelli maggiormente utilizzati nelle pubblicità e nei film.
Ricordate il cane di Mary Poppins con quel simpatico impermeabilino scozzese? Anche il “Vagabondo” del film di Walt Disney fa parte di questo macrogruppo.
Chi sceglie questo tipo di cane è solitamente una persona attratta dalla personalità quasi umana del proprio animale e ama portarlo con sé ovunque. Gli spinoncini si incontrano spesso nei luoghi più affollati, nelle vie trafficate del centro, sui mezzi pubblici.
Ai proprietari, in genere, fa piacere che il proprio cane sia apprezzato daipassanti. E questo succede regolarmente.
Lo spinoncino di città è un tipo che fa colpo.
Fa colpo per quanto è simpatico, per come è educato, per il suo … look! Frequenti gli accessori estrosi o qualche piccola stravaganza che non manca di intenerire tutti i passanti.
Oltre all’impermeabile scozzese per emulare il sopraccitato supereroe, gettonatissime sono le bandane colorate (che donano molto a questi cani), le medagliette smaltate e gli accessori abbinati con l’abbigliamento dell’umano. E che dire di tutti quei piccoli spinoncini che accompagnano il proprio padrone in bicicletta, trotterellando al fianco o dentro al cestino?
Insomma, se a volte c’è chi insinua che bulletti e spacconi amano farsi accompagnare da grandi cani da difesa dall’aspetto marziale, per sentirsi dire: “ammazza quanto è grosso/cattivo, quel cane: che paura!”, si può allo stesso modo insinuare che lo scopo principale dei proprietari di spinoncini sia proprio quello di sentirsi dire: “ma guarda che simpatico quel cane: che carino!”.

La (Mup)pet therapy
Ovviamente non è da auspicare che un cane venga scelto solo per motivi di immagine.
La scelta di un cane è una cosa seria, che comporta molte responsabilità.
Mai e poi mai un cane dovrebbe essere considerato alla stregua di un accessorio di moda o uno status symbol da esibire né per fare i bulli, ma nemmeno per apparire simpatici.
Il cane per “spacconi” è, a mio avviso, da scongiurarsi in ogni caso: ci sono pericoli per le persone e per il cane stesso.
Si pensi a quanti cani appartenenti a razze ingiustamente definite aggressive ne pagano le conseguenze!
Il cane per “mattacchioni”, invece… può avere qualche attenuante.
Un cane simpatico che si fa notare da tutti può essere una vera benedizione per molte persone che hanno problemi di integrazione.
Chi soffre di depressione, chi ha qualche handicap o semplicemente chi ha difficoltà a relazionare con le persone può trovare un notevole miglioramento nei rapporti con gli altri, proprio grazie al cane.
E’ statisticamente provato che uscendo col cane si hanno molte più occasioni di scambiare due parole con qualcuno.
Non manca mai chi si avvicina per fare una carezza o un complimento.
Ci sarà chi ci ferma per domandare quanti anni ha il nostro amico, se è di razza, se è maschio o se è femmina, se è stato “ammaestrato” o è così buono di natura e altre mille domande talvolta molto originali e fantasiose.
E poi c’è sempre …quello che aveva un cane uguale uguale uguale, però di un altro colore e un po’ più piccolo/grosso, che si ferma a raccontarci del suo cane.
Si incontrano persone nuove, persone che ci saluteranno la prossima volte che le incontreremo. E questo capita sempre più raramente nelle città moderne dove si vive tutti ammassati senza che nessuno conosca il proprio vicino.
Indipendentemente dal nostro reale bisogno di socialità, fa comunque piacere uscire col cane e avere l’impressione che il mondo intero ci sorrida. Mette di buon umore. E il buon umore fa bene a tutti, non solo ai depressi.

Cane baffuto, sempre il benvenuto (perde il vizio, ma non il pelo)
La carta vincente di questi simpatici baffoni è quella di non lasciare peli in giro per casa. E nemmeno nei posti pubblici, ovviamente.
Nella maggior parte di questi cani il pelo non è in grado di mutare normalmente senza l’ausilio umano.
Il pelo ruvido, per poter rimanere in condizioni ottime, necessita di essere strippato.
Il pelo morto infatti, non si stacca da solo, come avviene per esempio nei lupi o nei cani a pelo corto, ma deve essere rimosso manualmente o, ancor meglio, con l’aiuto di un apposito coltellino.
E’ ovvio che se non si compie quest’operazione il cane finisce, in un modo o nell’altro per perdere comunque il pelo in eccesso. Magari a furia di grattarsi o strappandoselo con i denti.
Ma questo non è certo un bene! Non di rado, infatti, i cani più anziani che troviamo nei canili, dopo una vita di toelettature inadeguate (specialmente se arrivano al canile dopo mesi di vagabondaggio), tendono a sviluppare cisti cutanee, noduli e piccoli tumori.
Nella vita domestica, invece, questo tipo di mantello porta con sé molti vantaggi.
Gli spinoncini toelettati correttamente non hanno nessun problema fisico, hanno pelle bellissima, non puzzano e… non lasciano peli in giro. Lo stripping si effettua due volte all’anno, in corrispondenza con i periodi in cui il cane dovrebbe mutare il pelo naturalmente (primavera, autunno).
In pratica, si toglie il pelo morto tutto in una volta. E poi per sei mesi non ci si pensa più.
Comodo no?
In realtà, a qualcosina bisogna pur sempre pensare.
Ma la cura di questo tipo di mantello è veramente semplice. Molto più semplice di quanto si possa credere.
Basta dare una pettinata alle frange, controllare il muso e tenerlo pulito dai residui di cibo, magari un’accorciatina periodica al pelo intorno ai genitali, specialmente nei maschi che rischiano di spruzzarsi le frange facendo pipì.
E poi un bagno ogni tanto, non spessissimo.
Spesso può bastare uno shampoo secco profumato o una semplice lavata di zampe (sono quelle che si sporcano di più) se il cane ha camminato sul bagnato o nella polvere.
Si tratta insomma di piccoli interventi tanto veloci quanto necessari. Veramente un prezzo da pagare molto basso, se si pensa che il contrappeso è l’assenza di muta.
Inoltre, bisogna anche pensare che, solitamente, chi decide di tenere il cane in casa e vuole viverci a stretto contatto è ovviamente molto attento alla pulizia.
Ben venga che si debbano lavare le zampe a un cane che salta sul divano!

Se barba e baffi (e ovviamente il resto del mantello) sono di pelo morbido, invece, non si effettua lo stripping.
In questo caso, la toelettatura più conveniente è la tosatura.
Ovviamente non è che si debba rapare il cane come una pecora.
I toelettatori più competenti, generalmente, riescono a trovare soluzioni molto pratiche e allo stesso tempo esteticamente piacevoli.
La toelettatura praticata più di frequente è detta “puppy clip” e consiste in un accorciamento del pelo a mezza lunghezza, uniformemente su tutto il corpo. Il cane prende l’aspetto di un orsacchiotto di peluche.
Il vantaggio della tosatura è analogo a quello dello stripping.
Il pelo tosato (in particolar modo se il mantello è sprovvisto di sottopelo) ha una crescita continua come i capelli degli umani.
Perciò, tosando regolarmente ogni due/tre mesi, si evita il fenomeno della muta.
In caso di sottopelo abbondante, invece, sarà opportuno lasciare il pelo di copertura leggermente più lungo (in modo che riesca a trattenere la lanuggine sottostante), rimuovendo periodicamente il sottopelo morto con un cardatore o con un pettine a denti larghi.
Il pelo morbido è sicuramente più impegnativo rispetto al pelo duro.
Tenerlo in ordine richiede qualche attenzione in più perché è più soggetto a trattenere sporcizia e corpi estranei (spighe, fango, erba secca ecc.) e va lavato più spesso.

Spinoncini ricchi e spinoncini poveri
Il pelo degli spinoncini, come abbiamo fatto notare in precedenza è una conseguenza della domesticazione.
Non esiste niente di simile in natura.
Un lupo o un cane rinselvatichito che avesse un mantello simile sarebbe molto svantaggiato, in quanto si tratta di un tipo di pelo che non è in grado di fare una muta spontanea senza l’intervento del toelettatore.
Uno spinoncino lasciato a se stesso in poco tempo inizia a mostrare parecchi inestetismi.
Il pelo lanoso si infeltrisce, il pelo caprino si spezza irregolarmente.
I piedi si infangano, si bagnano e diventano rossastri.
Le frange trattengono lo sporco, i baffi trattengono residui di cibo. In un ambiente ristretto e sovraffollato, i cani col mantello più abbondante possono sporcarsi con i propri escrementi più facilmente rispetto agli altri. Assumono perciò un aspetto sgradevole e puzzano.
I rifugi per cani abbandonati purtroppo spesso devono fare i conti con un certo sovraffollamento.
Solitamente, anche nei rifugi meglio gestiti, non c’è troppo tempo per curare l’aspetto estetico dei cani. Ci sono ben altre priorità!
Per tenere in ordine gli spinoncini, il più delle volte si fa ricorso a una drastica tosatura.
Ovviamente non si hanno nemmeno i soldi per rivolgersi a un toelettatore professionista. Il lavoro è generalmente fatto da volontari che rapano completamente a macchinetta o sforbiciano le zone dove il pelo è maggiormente compromesso.
In entrambi i casi si ottiene un cane orribile!
Non c’è niente di più brutto di uno spinoncino rapato a zero.
Ma se non si tosano… forse è ancor peggio. Non c’è niente di più ripugnante di uno spinoncino… infangato (fango è un eufemismo).
Per questi motivi gli spinoncini hanno vita dura in canile. Purtroppo la sorte è doppiamente crudele con loro.
Crudele per l’abbandono in sé, che è sempre ingiusto.
Crudele per il fatto che uno spinoncino che finisce in canile ha molte meno possibilità di uscirne rispetto a un altro tipo di cane.
Ci sono anche tanti pregiudizi! Molti, vedendoli conciati in quel modo, pensano a una maggior predisposizione ai parassiti (“ah, è per questo che li hanno tosati!”).
C’è chi pensa che puzzino, chi è convinto che non sopportino il caldo o (paradossalmente!) che perdano troppo pelo.
Insomma, se gli spinoncini “ricchi” bandanati che vediamo a spasso per la città sono tra i cani che riscuotono maggior interesse da parte del grande pubblico, quelli dei canili sono gli ultimi a essere presi in considerazione.
E’ un peccato, perché si tratta comunque dello stesso identico cane.
Ma chi visita il rifugio per scegliere il proprio compagno si ferma a valutare ciò che vede. Non tutti riescono a immaginare che nel giro di pochi mesi quei piccoli mostriciattoli spelacchiati potrebbero diventare come il cane della pubblicità.

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4 Commenti

  1. Quanta verità!
    La mia Moka è uno spinoncino da canile (“griffoncina”, mi è stato detto, ma il concetto è quello). Le foto di lei in canile, appena tosata, mostravano un cane sinceramente brutto: vedendola col pelo ricresciuto è davvero simpatica, coi suoi ciuffetti sopra gli occhi.
    Dopo un bel bagno e una spazzolata non ha perso affatto pelo in casa, al contrario dei cani a pelo raso che avevo prima, e ha un’aria così simpatica che in molti si fermano per salutarla. Sembra un articolo scritto pensando a lei 🙂

  2. Io ho un cane “tipo spinone”, meticcio nato da meticci.
    E’ vero che quando siamo a spasso attira spesso l’attenzione dei passanti che vengono a chiedermi informazioni su questo simpatico cagnone coi sopracciglioni e la barbetta!
    Il suo pelo è molto morbido, per tenerlo in ordine basta lavarlo e spazzolarlo con frequenza, al massimo quando piove ed è proprio fangoso gli lavo solo le zampe…se non fosse che Cacao è bianco e il suo passatempo preferito è tuffarsi nelle pozzanghere!!!

  3. Guardando la foto del primo cane mi è venuto subito un sorriso, è identico al mio, con l’unica differenza che il mio ha il naso marrone e gli occhi sul verdognolo. Ormai ho perso il conto di quante volte mi è stato chiesto “è uno spinone?” e io “signora, il mio pesa 8 kg, ha idea di quanto sia grosso uno spinone?”, la più bella risposta è stata “eh vabbè, magari è uno spinone toy!” . Il famosissimo spinone toy, come non conoscerlo. In quanto a me, che l’ho trovato per strada quando avevo 15 anni e lui l’aspetto di un topolino spelacchiato (non era ancora svezzato), ho capito subito la parentela con uno yorkshire. Innanzitutto per il colore, sebbene avesse il naso marrone e non nero, è nato con un bel color fegato che è diventato biondo con la crescita, come gli yorky nascono neri e sbiondiscono nel tempo, e poi, il carattere. Un terrier a tutti gli effetti, con pregi e difetti. Sta di fatto che ormai ho una passione per tutti i cani col pelo ruvido, spinoni o terrier che siano 🙂

  4. Io ho preso il mio Febo da una cucciolata. È nato da due incroci di York mi aspettavo un cagnolino di 3 kg circa e invece è diventato uno spinoncino bellissimo… adesso ha 6 mesi e pesa 8 kg ha le zampe lunghe muso da lupoide pelo ruvido fulvo-dorato. Tutti mi fanno i complimenti vedendolo. Credo che si farà crescendo sui 12 kg quindi taglia media.

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