Nelle prove di lavoro in acqua l’attrezzatura prevista per il cane è l’imbragatura.
Ne esistono di vari tipi, la più comune solitamente pesa meno di un kg ed è composta da due anelli che avvolgono il cane uno intorno al collo e l’altro intorno al torace. Grazie ad una fibbia regolabile l’imbragatura viene fissata sul cane. Alcune hanno anche comodi maniglioni che permettono ai figuranti di attaccarsi, oppure – in sostituzione – all’altezza delle scapole del cane hanno due anelli. Lo scopo dell’imbragatura è multiplo: serve al conduttore per gestire il cane, come una sorta di guinzaglio, serve al figurante per attaccarsi durante lo svolgimento del lavoro, è molto utile per issare il cane sul gommone e per molti cani indossare l’imbrago è il segnale che si inizia a lavorare.
L’imbragatura non galleggia, per cui il cane non trae nessun vantaggio nel nuoto.
Da qualche anno molti gruppi di lavoro hanno introdotto un imbrago detto “a tartaruga”.
Questo imbrago, molto, ma moltooo bello a vedersi, avvolge il cane per almeno il 50% del corpo (a spanne). La parte che sta  sul dorso del cane va dalla groppa alla coda  ed è totalmente galleggiante.
Il mio bimbo, che ha 4 anni, la prima volta che vide un cane con quell’ imbrago mi disse:  “Guarda, papi, una boa che cammina…”.
Effettivamente da lontano una certa assonanza c’è…
Scanso il campo dai dubbi: sono a favore dell’uso dell’imbragatura a tartaruga per tutti quei cani che pattugliano le spiagge, sia da riva che dai gommoni: salvaguardare il cane prima di tutto!
Anche l’eventuale figurante ne trae sicuramente giovamento.  Anche  i cani in rieducazione dopo un incidente oppure che hanno problemi di deambulazione DEVONO metterla.
Sono stato chiaro???
Però credo che durante il percorso di formazione  (dal primo al terzo grado operativo) sia pazzesco che questi cani utilizzino la tartaruga.

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Detto dei benefici, mi permetto di far presente anche alcune negatività.
Ogni cane ha un proprio assetto di nuoto, l’asse tra le zampe anteriori e posteriori è diverso tra cane a cane. Alcuni cani tendono a tenere il posteriore basso mentre altri, soprattutto quelli ben allenati, tengono il dorso a pelo dell’acqua. Altri cani, ad esempio il boxer, utilizzano molto la coda come timone e nel momento in cui girano – per esempio dopo aver preso un oggetto – abbassano il posteriore ed effettuano la virata.
Questi movimenti “naturali” del cane sono snaturati dalla tartaruga, che “obbliga” il cane ad adattarsi alla linea di galleggiamento dell’ imbrago.

Questo, se da una parte favorisce come detto il galleggiamento, va ad inficiare la postura dell’animale. Provate a fare dieci vasche a nuoto con un giubbotto di salvataggio: non riuscendo a mantenere la vostra solita postura farete moltissima fatica. Eppure il giubbotto vi tiene a galla!  Alcuni cani utilizzando molto la tartaruga e perdendo la capacità di galleggiamento “disimparano” a nuotare.
E poi, dai… siamo seri.  Come fa un giudice di lavoro in acqua a valutare le reali potenzialità di un cane che utilizza questa attrezzatura?
Le prove di nuoto sono chiaramente falsate.  Un conto è nuotare “nudi e crudi”, vedere e valutare la forza del cane, il suo assetto, la sua respirazione, la sua resistenza, la sua capacità di recupero tra un esercizio ed un altro: un altro è vederlo “remare” con la tutina addosso. Anche durante gli esercizi in acqua è diverso tirare un gommone, trainare una persona, portare una cima, recuperare per il polso una persona restando sempre e comunque in assetto “positivo”!
La mia proposta è molto semplice:  i conduttori che vogliono portare il proprio cane all’operatività e che vogliono prestare servizio sulle spiagge devono sostenere le prove di brevetto con la sola imbragatura di sostegno. Dimostrino durante le prove di abilitazione (come parlo bene oggi) di saper lavorare al massimo senza aiuto e poi, una volta dimostrato il proprio valore, supportiamo al massimo con qualsiasi cosa quando sono chiamati ad operare.
Chiaro che mi pare altrettanto ridicolo che il conduttore possa indossare una muta ed avere il tempo di mettersi le pinne (ma avremo occasione di parlarne…).

Non accetto invece che la tartaruga sia ammessa nelle gare sportive. Lo sport è sport, la tartaruga è “doping tecnico”.
Le gare sportive sono divise per gradi, come l’operativo.
A fine gare viene redatta una classifica in base ai punteggi. C’e’ un vincitore, c sono i classificati e chi non arriva ad un minimo di punteggio viene eliminato. Essendo gare sportive, tutti devono partire alla pari.
Vi immaginate la Pellegrini che ai blocchi di partenza dei 100 stile si ritrova le sue concorrenti con le pinne?
Oppure Ivan Basso che ad una tappa del Tour si vede di fianco Valentino Rossi con la Ducati (sì, è vero… forse adesso vincerebbe ancora Basso…)?
Eppure, anche nelle gare sportive, accade di vedere la tartaruga.
Fortunatamente alcuni gruppi hanno iniziato a modificare i regolamenti, e stanno inserendo penalizzazioni per chi  la usa.