giovedì 1 Ottobre 2020

Lo Standard…del “cuggino”

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

Dopo la Sciuramaria, non poteva mancare suo cugino: anzi, “suocuggino”, tutto attaccato e con due “g”, come quello di Elio e le Storie tese.
Che non è solo “cuggino” della Sciuramaria, ma di tutti noi.
Qualcuno ancora confonde le due figure, che invece sono nettamente distinte: la Sciuramaria (o il Sciurmario) è infatti il  proprietario di cane medio, quello alla prima esperienza o poco più, quello che non ha mai letto il libro del Guru e pensa che il “campo di lavoro col cane” sia un parchetto in cui i cani giocano tra loro mentre le loro umane lavorano a maglia (questa non l’ho sentita personalmente, però l’ho letta da qualche parte).
Insomma, la Sciuramaria è un’ingenua, ignorante proprio nel senso che ignora, ma anche capace, in molti casi, di liberarsi dalla propria condizione facendosi un po’ di cultura cinofila (in fondo tutti noi, alle nostre prime esperienze, siamo stati un po’ sciuremarie, perché “nessuno nasce imparato”).
La Sciuramaria più tipica è quella che resta nella sua beata ignoranza, ma che comunque fa pochi danni (o meglio, ne può fare al proprio cane: ma di solito bilancia l’incompetenza con tali e tante overdose d’amore che Zucchero, se ne avesse conosciuto una, l’omonima canzone gliel’avrebbe sicuramente dedicata).
Il cuggino è tutt’altra cosa. E’ anche lui ignorante come una scarpa, ma non lo sa: anzi, si sente il Massimo Esperto Cinofilo del mondo, perché a sua volta ha avuto un “cuggino” (o più di uno) che gli spiegato tutto quello che c’era da sapere sui cani  (il che, quasi sempre, si traduceva in: “dagli due calci in culo, così capisce chi è il padrone”).
Oltre ad essere ignorante, dunque, il “cuggino” è arrogante e presuntuoso: guai a mettere in dubbio le sue perle di saggezza, guai a contraddirlo, guai ad invitarlo a leggere un libro (lui vorrebbe scriverli, semmai: non leggerli) o a frequentare un corso (a che servono? Sa già tutto!).
Infine, il cuggino insegna. Anzi,  docet: è talmente presuntuoso che pensa a se stesso in latino.
Il “cuggino” è la macchietta di tutti gli ambienti cinofili, ma purtroppo è anche il classico “guru da giardinetti” a cui si rivolgono con trepida ammirazione le Sciuremarie.

AVVERTENZA: per quanto grafomane io sia (e lo sono abbondantemente), non riuscirò MAI a descrivere in modo compiuto il cuggino. Servirebbero non un libro, ma una dozzina di libri…e qualche “cugginata” resterebbe comunque fuori.
Vi invito quindi: a) a perdonare la forzata incompletezza di questo articolo; b) ad arricchirlo voi stessi, se volete, con altri esempi ed aneddoti…che, ne sono certa, non vi mancheranno. Perché almeno un paio di cuggini – solo un paio, se siamo fortunati: altrimenti molti di più – li conosciamo tutti).

ASPETTO GENERALE: anche il cuggino può essere di qualsiasi sesso, estrazione sociale, età. Però, a differenza della Sciuramaria che non hai modo di identificare a prima vista, lui si distingue: a) dall’espressione, precisa uguale a quella di Clark Kent  un attimo prima di entrare nella cabina telefonica per diventare Superman (quando apre bocca, invece, è già diventato Superman: gli manca solo la calzamaglia, ma ne ha una mentale che gli vedi chiaramente dipinta negli occhi); b) dalla mimica facciale (v. OCCHI e  BOCCA).

VARIETA’ RICONOSCIUTE:

a) cuggino cane-munito
Questo è il meno pericoloso dal punto di vista educativo, perché di solito la sua prosopopea si smonta leggermente di fronte alla palese anarchia che regna tra i suoi quattrozampe.
Può far danni, invece, dal punto di vista sanitario, perché se ha avuto il grandissimo culo di avere uno o più cani sani nonostante le sue cure, le Sciuremarie penseranno che i cani siano invece così belli, vispi e in forma grazie alle sue cure.
Questo equivoco porta il cuggino a dispensare perle di saggezza micidiali  (come in: “Ma no, quel bulldog lì non ha troppo caldo, perché ha il naso umido e quindi sta benone…ma no, non bagnategli la testa che è sudato e gli fa male…ma lasciatelo riposare, che è solo un po’ stanco!”), sulle quali non gli sorge MAI il minimo dubbio (come in: “Toh, è morto? Eh, poveretto, si vede che ha avuto un rictus“);

b) cuggino SENZA cane
Il più diffuso in assoluto: parlerà sempre e solo dei cani che ha avuto in passato (e se non erano i suoi, erano quelli di suo cuggino: la famiglia è praticamente infinita, anche perché la madre dei cuggini – proprio come quell’altra più famosa – è sempre incinta).
I cani del cuggino, e ancor più quelli dei cuggini del cuggino (in quanto più difficilmente controllabili) erano tutti:
a – di razza purissima, bellissimi e richiesti come stalloni da mezzo mondo cinofilo (come in: “Davvero? Come si chiamava il suo cane, e di chi era figlio? Magari ne ho sentito parlare… ”
“Ah, l’avrà sentito nominare di sicuro! Si chiamava Bill ed era figlio del cane lupo di mia zia, che è scappato – eheheh…che gran lenza! – e ha coperto la settera (femminile di setter, NdR) del vicino: ma il sangue del mio era più forte, eh! Perché sono venuti tutti cani lupi purissimi. A parte uno, che sembrava un po’  un cane da caccia”).
b – alti così  (l’altezza dei cani, il cuggino ce l’ha in comune con la Sciuramaria).
Se poi  il cuggino non è proprio un watusso, il suo cane era “quasi alto come me” (si spera quando si alzava sulle zampe posteriori: altrimenti verrebbe da chiedergli se per caso il suo cane nitrisse);
c – intelligentissimi. Geni a quattro zampe.
Gli mancava solo la parola
, però sopperivano immancabilmente con doti mirabilanti, sia fisiche che psichiche. I cani del cuggino erano tutti acrobati capaci di saltar già da muri di sei metri di altezza (minimo), di tenere in bocca un uovo senza romperlo (im-man-ca-bi-le) e naturalmente di mettere in fuga intere bande di malviventi.
Naturalmente erano anche “fedelissimi” e “coraggiosissimi”.

Molto spesso il cane del cuggino era “un ex-cane poliziotto” (stando ai cuggini, gli ex cani poliziotto in Italia sono molto più numerosi dei poliziotti stessi).
Un tempo erano assai diffusi anche gli “ex cani da circo”, ora quasi completamente passati di moda: e meno male, perché quei cani sapevano fare tali e tante cose che dopo un po’ perfino la Sciuramaria pensava “ma vattene…”.
I cani del cuggino, ex-poliziotti o meno, avevano tutti una mostruosa attitudine per il riporto. Nel corso della loro lunga vita hanno riportato l’inimmaginabile: dalla bambina persa nel bosco alla valigia dimenticata alla stazione, dal mitico uovo intatto al gatto di casa recuperato sull’albero (dal cane, sia ben chiaro) prima che arrivassero i pompieri.
Ovviamente i pompieri, arrivati in ritardo,  si sono poi complimentati e hanno chiesto al cuggino di vendergli quel cane così speciale, ma il cuggino ha detto di no perché il suo cane non aveva prezzo (e se non gliel’hanno chiesto i pompieri, gliel’ha chiesto la polizia locale.  Oppure un allevatore, o un giudice. Sempre con lo stesso risultato, perché il rifiuto della vendita – ovviamente al prezzo di una villa con piscina e yacht allegato – è un’altra conditio sine qua non).
Tornando alla longevità dei loro cani, i cuggini si dividono in due categorie: quelli che pensano ancora che la vita media canina sia di 10-12 anni, e quindi pensano di spararla grossissima quando dicono di aver avuto un ruttvailer che è arrivato a quindici, e quelli che la sparano DAVVERO grossa parlando di cani ultratrentenni.

Purtroppo qui devo confessare che a volte mi sento cuggina anch’io, avendo ereditato la cagna della mia ex suocera,”volpina nostrana” figlia di due fratelli di cucciolata e pure epilettica (la cagna, non la suocera), che è morta sulla soglia dei 29 anni.
Non credevo nench’io all’età che mi raccontarono, quando conobbi il mio ex-marito: ma a comprovarlo c’erano foto che ritraevano la Buffy vicino alla sua culla, quando era neonato.
I casi sono due: o la suocera mi ha sempre preso per il culo spacciandomi due cani successivi come se fosse stato uno solo (ma mi suona strano: un po’ perché non ne capirei il motivo,  un po’ perché lei  era una donnina di campagna, semplice e molto all’antica, che certamente non brillava per  ironia e senso dell’umorismo, e un po’ perché non è mica così semplice replicare tipo clone un meticcetto di campagna), oppure ho avuto l’onore di possedere un soggetto da guinness dei primati.
Ritengo comunque che la cosa non sia poi così frequente (in caso contrario, avrei avuto una gran sfiga con TUTTI gli altri cani della mia vita): e invece, tra i cuggini, gli over trenta si sprecano.
Mai che se ne possa toccare uno con mano, eh? Però almeno un cane da guinness della longevità, in passato, l’hanno avuto tutti: così come hanno avuto tutti il cane più alto, più piccolo, più feroce (con i cattivi: ma buonissimo con i bambini), più intelligente e miglior riportatore del mondo.

c) cuggino acculturato: il più pericoloso in assoluto. E’ quello che il corso di cinofilia (durata: un week end) l’ha fatto, ovviamente NON perché qualcuno gliel’abbia consigliato (figuriamoci) e tantomeno perché ne sentisse il bisogno (ahah! Stiamo scherzando?), ma perché pensava di andar là ad insegnare LUI qualcosa ai docenti.
Una volta seguito il corso, però, il cuggino riceve una sorta di illuminazione sulla via di Damasco: si rende conto di “essere stato” (leggerissimamente) cuggino fino al giorno prima… mentre adesso SA davvero tutto quello che c’era da sapere sui cani. Con la drammatica aggravante di avere pure l’attestato di frequenza a confermarlo.
Dei risultati di questa illuminazione parleremo ancora più avanti (v. TESTA).

CARATTERE ED ATTITUDINI: per quanto riguarda il carattere…dipende.
Per quanto possa sembrare strano, avendolo definito “ignorante, arrogante e presuntuoso”, il cuggino riesce a nascondere benissimo questi lati della sua personalità.
A molti sembra un simpaticone, oltre ad un prezioso dispensatore di consigli: per esempio quando tiene lezioni di cinofilia alle Sciuremarie che lo guardano adoranti (mentre i loro cani, ascoltandolo, fanno la faccia che vedete nella foto a sinistra).
In molti casi è un vero affabulatore, dotato di grande carisma, quindi di Sciuremarie ne raccoglie veri e propri stuoli.
La stronzaggine insita nel cuggino si rivela solo quando (e se) qualcuno osa mettere in dubbio le sue parole: a quel punto si mette la calzamaglia mentale, sale in cattedra, ti guarda come se fossi TU il prototipo di quellochenoncapisceuncazzodicani e ti rintrona con un tale bombardamento di “cugginate” che alla fine ti convince a fuggire a gambe levate. E se non scappi, ti gufa.

Come in: “Cooooosa?!? Lei non sa che i dobberman c’hanno la scatola cranica troppo stretta e che il cervello continua a crescere e a sette anni (in punto) resta schiacciato e il cane impazzisce? Guardi che il cane di miocuggino è stato buonissimo fino a sei anni e mezzo, ma a sette anni (sempre in punto) l’hanno dovuto sopprimere, perché aveva fatto uno sbrego così sul braccio di sua moglie!” (gli sbreghi fatti dai cani nominati dal cuggino – MAI dai suoi, a meno che le vittime non fossero ladri/rapinatori/serial killer – sono paragonabili alla lunghezza dei pesci dichiarata dai pescatori fanfaroni).
E se, di fronte a cotanta tracotanza, tu provi ad accennare un “Guardi che questa è una leggenda metropolitana…è scientificamente provato che…”, lui ti interrompe con la Frase Storica: “Creda un po’ a quello che vuole: me lo verrà a dire quando il suo cane avrà mandato qualcuno all’ospedale… (pausa piena di suspence)…o peggio“.
E in quel “peggio” ci mette una tale carica di gufismo che, se non sei maschio e non hai la possibilità di aggrapparti rapidissimamente ai maroni tuoi, ti viene spontaneo attaccarti a quelli del primo che passa, facendo bruttissime figure.

Eppure vale la pena di fare qualsiasi cosa per scongiurare le gufate, perché il cuggino porta sfiga.
E’ un dato di fatto.
Ho sentito racconti raccapriccianti, come: “Ecco, il mio cane ha preso il raffreddore! Eppure il panettiere (che di cani se ne capisce) me l’aveva detto che se lo lavavo più di una volta all’anno si ammalava!”
– Signora, guardi che io i miei cani li lavo ogni settimana e stanno tutti benissimo: ma soprattutto,  i cani non prendono il raffredd…”
E il cane della Sciuramaria: “ETCIU’!”
(Poi, vabbe’, in realtà aveva un forasacco nel naso: ma anche dopo che è stato visitato e curato dal veterinario, nessuno ha tolto dalla testa della Sciuramaria che la colpa fosse dei lavaggi troppo frequenti).
Altro esempio: “Ma lo sa che la Fuffina ha morsicato Pucci? Tutto perché le ho dato la carne cruda! Me l’aveva detto il lattaio (che di cani se ne capisce) che se le davo la carne cruda poi perdeva la testa perché prendeva gusto al sangue!”
– Signora, la Fuffina ha morsicato Pucci dopo due ore che Pucci tentava di montarla. Forse si era leggerissimamente rotta le scatole, visto che non è in calore…
“No, no, lo so che è stata la carne cruda! Non gliela do mai più!”

In ogni caso, le gufate del cuggino attaccano: credetemi sulla parola e non contradditelo mai (tanto è inutile), se volete evitare il suo nefasto influsso sui vostri cani e su tutta la loro discendenza.

TESTA: di cazzo, mi pare inutile specificarlo.
Aggiungerei: emerita testa di cazzo, che mai e per nessuno motivo al mondo (tanto meno davanti all’evidenza) sposterà di una virgola le proprie convinzioni…a meno che non si tratti del cuggino acculturato (v.), che invece le proprie convinzioni è disposto a rivoluzionarle completamente da un giorno all’altro.

Infatti, pur essendosi iscritto al corso “Diventa educatore cinofilo in un week end” con l’intenzione di mortificare i docenti con la sua sapienza, come dicevamo, trovandosi di fronte qualcuno più carismatico di lui (e che magari gli spiega anche come ottenere, per la prima volta in vita sua, che il suo cane obbedisca ad un  “seduto”), ne diventa seduta stante un adepto.
Ma non un adepto normale, eh? Un talebano fatto e finito, disposto ad uccidere o morire (e soprattutto a sputtanare) per la sua Nuova Causa.
L’ex calciatoreinculo diventa un clickerista sfrenato, capace di strappare con le nude mani il collarino dal cane della Sciuramaria, urlando “ARGHHHHHHHHHHH!!! Cosa fa con questo collare a strozzooooo!!! Vuole impiccarloooo?”
A dire il vero, no (tenta di obiettare la Sciuramaria): il cane non tira, il collare non si stringe, se ne sta lì morbido tipo catenina… ma non importa. E’ lo Strumento del Demonio, che il cuggino illuminato amerebbe gettare su una pira accesa nella pubblica piazza: purtroppo il collare è di metallo e non brucia, quindi il cuggino si limita ad insultare a sangue la Sciuramaria e a spedirla a comprare una pettorina SUBBITO (anche a calci in culo, se è il caso: con i cani è diventato gentilista, ma con gli umani è stronzo il doppio di prima).
Altra faccia della medaglia: l’ex gentilista clickeratore, che essendo un incapace non aveva mai cavato un ragno dal buco con il suo cane perché dopo centododici lezioni non aveva ancora capito quando doveva clickare, segue il corso tenuto dall’addestratore coercitivo-carogna e il giorno dopo corre a comprarsi fruste, collari con le borchie e collari a punte in quantità industriale.
La moglie, quando gli vede aprire i pacchi sul tavolo di casa, ha un leggero mancamento: poi realizza che sono per il cane, e dopo aver tirato il lecito sospiro di sollievo fa quasi sempre un cazziatone tremendo al marito, minacciando di sbatterlo fuori di casa se mai si azzarderà a mettere quella robaccia addosso a Lord.
Così il cuggino viene fortunatamente riportato a più miti consigli…  quasi sempre, ma non sempre. Conosco, ahimé, persone che piuttosto che cambiare (di nuovo)  idea si sono separate dalla moglie (mentre al cane non è stato concesso, purtroppo, di separarsi da loro).

OCCHI:  l’occhio non è particolarmente indicativo. Quello che conta è il sopracciglio.
Ne alzerà, infatti, UNO – singolo – ogni volta che sentirà due persone che parlano di cani (l’alzata di sopracciglio singolo precede la sua metaforica entrata nella cabina telefonica per indossare la calzamaglia mentale: dopodiché irromperà nella conversazione anche se nessuno l’ha mai  invitato nè cagato di striscio).

BOCCA: è la parte più espressiva del cuggino, che ha un repertorio di smorfie difficilissime da descrivere a parole, ma facilissime da riconoscere “dal vivo”.
Tenterò di farvi comunque alcuni esempi:
boccuccia di rosa: è quella che fa quando vede un cane piccolo, un attimo prima di scaraventarglisi addosso al grido di “checcariiiinooooo!” e di prenderlo in braccio alzandolo per i gomiti.
Se il cane (sacrosantemente) tenta di morderlo, indossa la calzamaglia e comincia a spiegarvi come avreste dovuto educarlo “perché non fosse così aggressivo” (l’idea di essere stato LUI l’aggressivo-maleducato, ovviamente, non lo sfiora);
bocca storta da una parte: è quella che fa, accompagnata dall’alzata di sopracciglio, quando sente qualcuno che parla di cani. Non sa ancora di preciso di cosa stiano parlando, ma è già scettico a prescindere e si prepara a indossare la calzamaglia;
bocca a linea retta sottilissima: è quella che fa quando qualcuno osa contraddirlo. Occhio, perché subito dopo vi gufa;
bocca a forma di O (nel senso di: “ohhhh, che bello”): è quella che fa quando vede un cane grosso, che non sarà magari “alto così” come il suo ex-poliziotto, ma ci picchia vicino. Il cane grosso piace sempre moltissimo al cuggino perché gli ricorda almeno uno dei suoi soggetti passati, o di quelli della sua immensa famiglia.
Come in (riportato fedelmente dalle parole di chi l’ha vissuto): “Bello…bellissimo…và che roba!!! E’ di razza???”
– Si, è un  Leonberger…
“Ah, ecco! Bellissimo! Ma lo sa che anche miocuggino ne aveva uno uguale preciso tanti anni fa? Era proprio uguale, solo che era un poco più piccolo (e con la mano indica un’altezza tipo setter, circa),  aveva la coda arricciata sulla schiena e le orecchie dritte, ma pelosissimo come il suo, e  poi lo  stesso colore… identico ! (beh… almeno quello!). Era figlio della  cagna di miocuggino, una lupa, che era in calore, e il cocker del vicino di casa ha saltato la siepe (sua) e il recinto (della lupa). Non sono venuti cuccioli  così grossi come il suo, ma quello che si è tenuto era veramente  U-G-U-A-L-E!”
– Sì… immagino…
“Si si…ma le dirò, tutti i cani son belli: anche questi incroci strani come il suo sono veramente bellissimi e poi sono dolci, affettuosi… beh, arrivederci e complimenti! Ciao bel cagnone!”

ARTI: posteriori in costante movimento lungo vie cittadine, parchetti, aree cani, alla ricerca di qualsiasi umano cane-munito da poter indottrinare.
Anteriori costantemente protesi verso la testa di tutti cani che incontra, ma specialmente di quelli grossi: così, se tirano a morderlo – sempre sacrosantemente, perché le manate in testa ai cani sconosciuti NON si danno – può cominciare il pistolotto sull’educazione.
Se non lo mordono, invece, si stupisce: “Come mai è così bravo? Miocuggino c’ha un prinzbull alto così, che se uno che non conosce lo accarezza in testa gli fa uno sbrego da mezzo metro!”
(Ma allora  perché accarezzi in testa il mio?)

In ogni caso, non c’è scampo: il cane piccolo o è semplicemente un grazioso ammennicolo (e comunque suocuggino ne aveva uno più piccolo ancora), o è un esserino molto maleducato: e mo’ ti spiega lui come educarlo.
Il cane grosso, se è buono, è un povero scemo. Se ringhia o tenta di mordere, ti spiega lui come dovrebbe essere educato per diventare buono.
Se evita il contatto con lui e si tira indietro: “E’ un po’ fifone, eh?”.

Se dopo cinque minuti che lui gli parla fa la faccia della foto a sinistra: “Cos’ha? Non sta mica bene, questo cane, eh? Cosa gli dà da mangiare?” (perché il cuggino, sa va sans dire,  è anche il più esperto alimentarista del pianeta).
Non c’è salvezza, non c’è modo di fargli andar bene un cane che non sia il suo o quello dei suoi cuggini.
Concludo con questo aneddoto, vissuto in prima persona, che penso sia abbastanza esemplificativo:
“Bello ‘sto cane lupo, la sa dare la zampa?”
– No, non gliel’ho mai insegnato…
“Ah (sopracciglio su): quindi  non sa fare niente?
–  Be’…a dire il vero, ha tre brevetti di lavoro…
“Ah, ecco. Però io una volta c’avevo un cane lupo alto così che non dovevo neanche chiederglielo, eh! Allungavo la mano e lui mi dava la zampa. Gli mancava solo la parola…ah, ma di cani intelligenti così non ne fanno mica più. Sarà il mangime di oggi, lei usa il mangime, scommetto…”
– Effettivamente…
“Ecco, immaginavo…Be’, arrivederci…”
E se ne andò.
Compatendomi.

VOCABOLARIO DEL CUGGINO:

Abbaio = cosa che il cane non deve assolutamente fare, e se lo fa bisogna comprargli quei collari che gli spruzzano la citrosodina in faccia (giuro, è vera anche questa: lo so che sembra che me le inventi, ma sono tutte vere).

Addestramento = due bei calci nel culo quando è ancora cucciolo, così capisce subito chi è che comanda.

Addestratore = figura inutile.

Alimentazione ( vista dal cuggino normale) =  due bei pezzi di pane duro che così si pulisce i denti (in alternativa un osso), un bel po’ di riso, un manciata di trippa e gli avanzi della tavola… e poi vedrai che pelo che gli viene!  (sì, dritto dal raccapriccio).
Alimentazione (vista dal cuggino acculturato)
=  sempre, solo e rigorosamente il mangime sponsor del corso “Diventa educatore cinofilo in un week end”.

Ah, ecco = non ho capito un cazzo.

Alto così = misura cinometrica equivalente a un metro e venti circa.

Attacca! = ordine sentendo il quale il suo ex-cane poliziotto partiva a trecentoventi all’ora e inchiodava chiunque contro il muro.

BARF = verso che fa il cane quando tira troppo al guinzaglio e si strozza.

Bisbol = razza purissima e molto rara della mia cagna (meticcia DOC, ndr) descritta da un cuggino al figlioletto, per strada.

Cane da pulci = tutti, esclusi i suoi e quelli dei suoicuggini.

Clicker = bellissimo, comodissimo, funziona così: tu dici al cane, tipo, “Seduto!”, poi gli fai CLICK con questo coso e lui si siede!

Collier = la razza di Lassie

Dobberman = cane che a sette anni impazzisce. Che vi piaccia o meno.

Doppler = droga che si dà ai cani poliziotto per provocare in loro assuefazione, così poi la cercano negli aeroporti (come nella battutona: “Se ai cani da droga gli facessero l’antidoppler, poi li dovrebbero arrestare tutti! Ahahah!”)

Educazione cinofila  (vista dal cuggino normale) = ah, ecco.
Educazione cinofila (vista dal cuggino acculturato):
il suo lavoro, dal lunedì successivo al week end di corso.

Fanculo = quello che pensano tutti i cinofili,  appena il cuggino apre bocca.

Filàvia = malattia portata dalle zanzare. Con l’accento spostato (filavìa) = altra cosa che pensano tutti i cinofili quando il cuggino apre bocca.

Garretto = parte anatomica che serve a misurare l’altezza del cane (come in: “miocuggino c’aveva un canelupo di 65 chili e alto 70 centimetri  al garretto, misurato proprio  col citofono“).

Gatto (di casa) = animale che viene salvato dal cane del cuggino in mille occasioni una più eroica dell’altra.
Gatto (non di casa) = unità di misura dell’istinto venatorio del cane da caccia. Come in (detto orgogliosamente) “Eh, lo sapevo che sarebbe diventato un campione! Già da cucciolo ha fatto fuori tutti i gatti del vicinato!”

Gentile (metodo) = ah, ecco. Qui non si fanno distinzioni, a parte questa: per il cuggino normale è “ah, ecco” perché non l’ha mai sentito nominare. Per il cuggino acculturato è “ah, ecco” perché ne ha sentito parlare per un intero week end, ma non ci ha capito un cazzo lo stesso.

Idrocarburi = pasta, riso e tutto quello che, messo nel pappone, dà energia al cane (ecco perché poi di un cane stanco si dice che “ha finito la benzina…”)

Ladro = personaggio che ha visitato casa sua innunerevoli volte (tipo una cinquantina), venendo messo in fuga ogni volta dai suoi cani;

Leptospirale = malattia portata dai topi

Mondiocasa = disciplina sportiva cinofila (laddove, al termine delle gare, probabilmente ti vendono delle pentole).

Pappagorgi = insetti pericolosi perché fanno venire le mestruazioni (GIURO).

Pappone = alimentazione ideale.

Pastore maremmano =  allevatore di ovini toscano dalla bestemmia facile

Prezzo (del cucciolo) =  EHHHH? Ma lei è pazzo! Cosa vende, cani d’oro?

Prinzbull =  cane che ogni cuggino sogna di avere, ma che ha il sacro terrore di comprarsi davvero (in compenso suocuggino ne ha sempre almeno uno).

 Utilità-difesa = cose che tutti i suoi cani hanno sempre saputo fare benissimo senza bisogno di insegnargli niente.

 

 

 

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116 Commenti

  1. Stavo leggendo l’articolo quando mi viene sete e vado a prendermi una birra in frigo, la stappo, torno al pc, bevo e ricomincio a leggere….
    “Abbaio = cosa che il cane non deve assolutamente fare, e se lo fa bisogna comprargli quei collari che gli spruzzano la citrosodina in faccia”
    Risultato: BIRRA OVUNQUE! Tastiera, Monitor, mobile del computer… grazie Valeria!!! 😀 😀 😀

  2. Coppia di amici, un cucciolo di Collie accuratamente scelto in allevamento, pedigree come si deve, tutto perfetto, tranne che è il loro primo cane e non sapendo bene dove mettere le mani chiamano per aiutarli nella educazione del cucciolo un tipico “cuggino”, un vero imbecille. Solo uno aneddoto per rendere la idea, eravamo in salotto tutti quanti, il cane doveva avere già quasi un anno e parlavamo un po’ del più e del meno e salta fuori il lavoro che sta facendo questo con il cane, per dimostrare la sua bravura, chiama il cane e gli indica il divano e gli dice di salire, il cane sembra un po’ perplesso, questo personaggio lo prende per il collare e insiste: Sali. Il cane salta sul divano e prima ancora che si metta comodo questo imbecille gli urla dietro: Non devi salire sul divano! Scendi subito! Il cane ovviamente è saltato giù come se avesse le ali e si è messo a cuccia. Non ero a casa mia, non era il mio cane, non pagavo di tasca mia quel tizio… e solo per questi motivi ho represso la voglia di prenderlo a calci nelle gengive e ho chiesto, dalla voce sentivo di essere infastidita, qual’era lo scopo di quella cosa, oltre a ovviamente solo confondere il cane e far pensare che gli umani siano schizofrenici. Lui si è gonfiato tutto e ha detto, che non capivo queste cose e quell’esercizio serviva a dimostrare che il cane deve obbedire sempre al padrone, anche se gli dice di fare qualcosa che non deve fare, anche buttarsi da un crepaccio. Meno male che ormai che era ora di andare perché non riuscivo nemmeno più a guardarlo in faccia quello.

    Concludo spiegando che il cane è venuto su che è una “meraviglia”: gioca in modo ossessivo con la palla, solo nel suo primo anno i proprietari hanno avuto più volte lamentele dei vicini perché abbaiava giorno e notte, alla fine il cane è presso i genitori di uno dei due perché abitano in una zona dove un cane abbaione da meno fastidio. Happy End proprio.

  3. Oggi per la prima volta ho portato Balrog a camminare al centro di Civitavecchia (visto che noi viviamo in un quartiere residenziale un po fuori citta). E immancabile e’ arrivato l’ incontro con il cuggino di turno…
    Cuggino che inicialmente non ho nemmeno riconosciuto come tale.
    Io ero seduto su una panchina con mia moglie e Balrog era sdraiato sul marciapiede davanti a noi quando si presenta una coppia con labrador al seguito. I due pasando fanno i complimenti a Balrog (bel cane, che grosso, guarda che testa…) e io ringrazio; ma a quel punto il tizio ci s avvicina e inizia a farmi domande, e quando dico che Balrog nonostante la mole ha appena 18 mesi e quindi e’ probabile che debba crescere ancora un po mi responde che e’ evidente. Facendomi supporre di avere davanti uno che di molossoidi giganti ne capisce. Ma la delusione non ha tardato.
    Infatti súbito dopo il tizio anuncia di capirne perche lui ha una femmina; e li iniziano i miei dubbi visto che di mastini spagnoli in Italia ce ne sono pochi (poco piu di 100 registrati negli ultimi 10 anni, quindi una media di 5 a regione e di femmine giovani ce ne saranno appena una ventina in tutta Italia). Ma visto che ci sono potrei aver incontrato il proprietaro di uno dei pochi esemplari esistenti. Invece no…
    Perche súbito dopo mi dice che la sua femmina e’ un cane corso; al che io gli dico che Balrog non e’ un corso ma un mastino spagnolo (omettendo di dire che e’ registrato nel RSR messicano ma limitandomi alla razza). E qui inizia la feria delle cugginate.
    C: Eppure io avrei giurato che fosse un corso
    I: E’ un mastino spagnolo, che somigli un po al corso e’ ovvio essendo entrambi molossoidi di taglia grande
    C: Allora debe derivare dal corso…
    I: Diciamo che hanno antenati in comune cosi come tutti i grandi molossoidi europei; tutti derivano dai molossi romani… (stavo per aggiungere quelli dell’ Epiro ma non ho potuto finiré la frase)
    C: Quindi deriva dal cane corso; il molosso romano e’ il cane corso!
    I: (non ci sente, cambio strategia) Poi e’ chiaro che il mio non puo essere un corso… anche perche e’ troppo grosso; e lo standard del corso…
    C: Ma che troppo grosso! Qui a Civitavecchia c’e’ uno che ha un corso tigrato piu grosso del tuo. E ho pure cercato di farlo accoppiare con la mia… pero’ non ci siamo riusciti perche troppo pesante…
    A quel punto ho cambiato discorso iniciando a parlare di collari (pronto a passarse alla metereologia se fosse servito). Ma dentro di me mi chiedevo quale deficiente sceglierebbe come stallone un esemplare esageratamente fuori standard (Balrog e’ 76 cm al garrese per 72 chili, quindi un esemplare di corso evidentemente piu grande di Balrog dovrebbe essere almeno 80 al garrese; mentre il limite massimo permesso per il corso e’ di 68 cm con una tolleranza di due cm in piu. Poi lo standard prevede un peso compreso tra 45 e 50 kg, quindi altro che normali pesi di oltre 70 chili…)
    Insomma il cuggino dice di avere una femmina di corso ma non e’ in grado di riconoscere se un cane e’ o no della stessa specie della sua, non ne conosce lo standard (ne gli interessa) e ha cercato di farla accoppiare con un esemplare esageratamente fuori standard (almeno 10 cm e 25 chili oltre il limite) per ottenere che lo sa solo lui… ma si e’ fermato sul lungomare di Civitavecchia cercando di convincermi che Balrog sembra un corso e che e’ difficile capire che non lo e’ (giusto per uno che non sa riconoscere un chihuahua da un alano)
    Poi mia moglie (che di standard, ecc… non se ne intende molto) mi domanda perche non ho chiesto al tizio se potevo far giocare qualche volta Balrog con la sua femmina (non essendo facile trovare molossoidi giganti a Civitavecchia)… e io le ho dovuto spiegare che un cuggino del genere se ha fatto (o cercato di fare) cazzate del genere riguardo all’ accoppiamento chissa che altre cazzate puo aver fatto riguardo a socializzazione ed educazione.

  4. Giovedi al parco, sono arrivato presto e ancora non c’era nessuno che io conoscessi quindi io e Balrog abbiamo iniziato a passeggiare per far passare il tempo. Passeggiando abbiamo incontrato una coppia con un bambino e un pitbull femmina. Dopo le presentazioni di rito, “il tuo di che razza e’?”, “Di che eta e’?” e simili, Balrog ha iniziato a giocare con la pitbull e mentre giocavano ha accennato una monta di dominanza (o come si dice). non lo avesse mai fatto! Il tizio ha iniziato a parlare di sessualita precoce di Balrog (di fronte ad un accenno di monta di dominanza da parte di un cucciolo di sei mesi e mezzo verso una femmina di pitbull adulta non in calore) e ha concluso la sua analisi sul comportamento del mio cucciolone consigliandomi di farlo accoppiare prima che compia l’ anno di eta per fare in modo che si calmi. Per fortuna in quel momento e’ apparso in lontananza un cane conosciuto quindi io e Balog siamo andati a raggiungerlo lasciando il tizio con le sue idee sull accoppiamento dei molossoidi maschi a 9-10 mesi di eta

  5. E quando entra un ragazzo che conosco a casa mia,mio marito gli mostra la nostra bull dog americana,e lui prontamente “che bello,è un boxer!” al che mio marito”no è un bull dog”. E dopo qualche minuto,parlando dei nostri due rotuailer(con parenti pluricampioni) dice “sai cosa puoi fare?fai accoppiare Pallina(il bulldog) col rotualier,che questi incroci vanno forte di questi tempi..sai,rotualer e pizbull,rotualer e boxer”…È UN CAZZO DI BULLDOGGGGGGG!!!!!urlava una vocina dentro il mio cranio(e anche dentro quello di mio marito suppongo xD com’è che non sia svenuto ancora non lo so)

  6. Ho uno shiba inu: vi lascio immaginare quante sciocchezze abbia sentito negli ultimi 7 anni. Dal “mitico cane volpe giapponese” al “è un puma”, “un ciao ciao” o “uno spritz”. Quasi tutti chiedono se è una volte, mentre i più colti capiscono ovviamente che appartiene alla razza haciko. Ovviamente, nonostante l’aspetto coccoloso è molto cattivo perché non apprezza le manate sulla testa e addirittura ringhia se quelle brave persone insistono per 5 minuti a tentare di accarezzarlo, quindi devo mandarlo da un educatore cinofilo o un cuggino 🙂

  7. Anche a me ne sono successe diverse (ridicole o preoccupanti, in effetti) con Gotham, il mio Schnauzer gigante…
    1. Quando era più piccolo (adesso ha quasi 8 mesi) mi hanno chiesto se fosse uno Spinone (questo succede ancora), un Terranova, un Barbone, un Pastore Bergamasco… Ok, non è una razza molto diffusa, ma insomma!
    2. Tempo fa stavo parlando con una conoscente che ha due Greyhound bianchi e neri, si ferma una signora anziana con lo sguardo della cuggina e chiede a me se il mio è uno Spinone, e a lei se i suoi sono Alani (prima) o Dobermann bianchi… XD Vi lascio immaginare le risate quando se n’è andata!
    3. Tizio che esce dall’edicola mentre aspetto che ne esca mia madre, cane seduto tranquillo al piede: “Ah, ma che bello, che razza è?” “uno Schnauzer gigante” “Beh, non mi sembra tanto grande” “Signore, ha 5 mesi…” “Ah, ecco. Fatti accarezzare, dai!” Mano che arriva dall’alto (cioè, proprio dall’alto, sopra la testa del cuggino) e, arrivata all’altezza giusta, viene ovviamente raggiunta dal cane che cerca di leccarla. Il cuggino si ritrae e mi dice “Ma voleva mordermi!” “No, signore, se lei mette la mano così in alto lui pensa che voglia giocare… La avvicini dal basso, provi” E ovviamente il cane si fa accarezzare e scodinzola come un pazzo “Beh, ti saluto, comunque attenta che voleva mordermi! Questi sono cani aggressivi!” Ma se nemmeno sapevi che razza è… -.-“

  8. Fresca di stamattina, dal meccanico: deve fare un intervento di una ventina di minuti quindi carico le cagnone in auto e andiamo tutti insieme.
    Due signore e un uomo passano di lì e lui appena vede i cani punta dritto verso di me come un missile teleguidato -.-
    La bernese come sempre è socievole e buona ma un po’ timida (solo per i primi 5 minuti) invece la rott è tutta scodinzoloni e feste e slinguazzamenti vari. Accetta con noncuranza anche le manate che il tipo le assesta sul testone, con gli umani è assolutamente equilibrata, neanche lo guarda storto.
    Dopo una decina di minuti lui mi dice: ‘Bella la cucciolotta, ma quand’è che le viene il pelo lungo come alla mamma?’ O.o
    In quel momento lui ha in mano mezzo metro di lingua rosa perchè stava giusto giusto elogiando quanto fosse buona anche mettendole una mano tra le fauci, io gli dico che sono razze diverse e con grande pazienza gli spiego che ha ficcato allegramente una mano in bocca ad un rottweiler adulto.
    Non ha fatto un infarto… ma credo che andrà in giro a cugginare dicendo di aver incontrato un rottweiler alto così eccetera eccetera

  9. Non posso esimermi dal presentare le cugginate più clamorose di cui sono stata più o meno vittima:

    – passeggio per strada e due tipi davanti a me discutono di cani, uno dice ‘io allevo i bernesi e ti assicuro che sono cani buoni, ma non potranno mai E DICO MAI andare d’accordo con i rottweiler. Mi esibisco in un colpetto di tosse tipo clicker e i due si girano a comando, e mi vedono a passeggio con i miei due cani: un bovaro del bernese e un rottweiler

    – rottweiler cucciola, circa 4 mesi, la porto a spasso in paese al lungo fiume. Svariati cuggini in svariate occasioni sfoggiano la loro cinofilità con le damigelle di turno indicando il mio cane e affermando ‘vedi, quello è un bastardino’ e io tra i denti ‘tu e chi ti ha concepito…’

    – ho un giardino attrezzato con cuccia, mangiatoia coperta e vasca da 400 litri in modo che d’estate i cani possano rinfrescarsi a piacimento. I miei vicini: ma se hai il giardino perchè porti fuori i cani tutti i giorni? Io: è per la loro salute, devono camminare, conoscere persone e cani e uscendo dal giardino non si annoiano, gli fa bene. Vicino alla moglie, sottovoce: poveri cani…

    • Fresca fresca di ieri: al pet shop, con i cani, due signore e una famiglia si avvicinano attratte dalla bernese, bella, vistosa, ma timida con gli sconosciuti. Si fa avanti l’altra cagnona, esuberante e coccolona. Tutti la strapazzano, i bambini le mettono le mani in bocca, la abbracciano e via dicendo. Alla fine mi chiedono: ma che buona, che razza è? E’ una rottweiler. Piccolo sobbalzo, occhi sgranati e mandibole disarticolate, dopodichè sciorino il solito minestrone sulla socializzazione, educazione, presenza e contatto fisico e tutti vanno via dandole ancora qualche carezza 🙂 magari avranno capito qualcosa di quello che ho detto… finchè il cuggino di turno non farà loro il lavaggio del cervello -.-

  10. io potrei aggiungere alcune perle..lo zio del mio compagno è IL cugino per antonomasia..lui sa tutto!!! e mica solo di cani..dal metodo migliore per coltivare la papaya agli ultimi esperimenti nel campo della microbioingegneria…lui sa TUTTO!!…o almeno lo crede…ovviamente si va dal “il cucciolo bisogna picchiarlo da subito, io il mio l’ho picchiato con la pala da neve” al più generico “gli animali esistono per essere mangiati”…ora non mi rivolge più la parola dal giorno in cui l’ho cazziato (non sia mai) dopo che si era permesso di prendere a calci il mio cane (di 3 mesi e mezzo all’epoca) che ritrovandosi chiuso da solo nel loro giardino aveva grattato la porta..in compenso c’è sua moglie che continua con la sua saggezza: “cosa stai tutto il giorno li col cane, non lo sai che se stai troppo coi cani poi si abituano alla tua presenza?” (no comment) “i cani non vanno accarezzati mai sennò poi diventano gelosi e mordono i bambini” (no comment parte seconda…

  11. A Mariachiara: la razza piu’ diffusa qui in Cile si chiama “quiltro”, ossia termine locale per definire qualunque incrocio, di qualunque razza.
    E’ molto difficile trovare cani con pedigree, e anche quando ce l’hanno sono dell AKC, non Europei, e la selezione e’……be’ discutibile. Il nostro malamute e’ stato rubato qui a Santiago e mai piu’ restituito (malamute italiano con microchip ed tutto), inorridisco a pensare che razza diventera’.

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