“Me lo fa apposta!”
“Lo fa per farmi dispetto!”
Queste frasi non mancano MAI nel repertorio dell’umano che racconta dei guai combinati dal suo cane. In alcuni casi vengono i brividi sentendo parlare di questi presunti “dispetti” che evidentemente nascondono disagi gravi e a volte anche patologie (come l’ansia da separazione): in altri casi  l’umano – spesso dopo aver dichiarato che il suo cane “è scemo” – ne parla come se fosse capace di tali e tanti  processi mentali  che anche il più convinto cognitivista non può far altro che sorridere.
Chiariamo subito una cosa: il cane non è letteralmente in grado di “fare dispetti”, perché il concetto di “dispetto” è un’astrazione assolutamente NON alla portata della sua mente. Non è questione di essere “buoni” o “cattivi”, ma semplicemente di non essere capaci di concepire un pensiero come “faccio questa cosa per causargli un dispiacere”, o “per vendicarmi di un torto subito”.
Il cane ragiona, lo sappiamo e lo accettiamo ormai tutti senza difficoltà: ma ragiona “da cane”: il che comporta l’incapacità di legare un’azione o un comportamento a qualcosa che “sarà”.
Il cane vive nel presente: è in grado di ricordare il passato, questo sì (in caso contrario non potrebbe imparare dagli errori commessi e non potrebbe neppure sopravvivere), ma non ha cognizione del futuro. Quindi non è letteralmente in grado di concepire una “vendetta”, tanto meno spostata in avanti nel tempo.

Perché, dunque, è così diffusa l’idea del cane che “fa i dispetti?”
Perché se ne sente parlare praticamente da TUTTI i proprietari di cani combinaguai?
La risposta sta soprattutto negli atteggiamenti “colpevoli” che il cane assume dopo aver combinato il guaio (specie al ritorno degli umani, se l’ha combinato in loro assenza): “si vergogna”, “fa la faccia colpevole”, “sa benissimo di averlo fatto” sono, infatti, le spiegazioni classiche degli umani a cui cerchi di spiegare che il “dispetto” , per il cane, non esiste.
I casi più classici sono quelli dello sporcare in casa e dei comportamenti distruttivi: è sicuramente vero che il cane, al nostro rientro, “fa la faccia colpevole”, e non c’è bisogno di essere esperti psicologi per capirlo… ma il punto è che non si vergogna affatto. In realtà fa quella faccia lì perché ha paura di noi, che in passato, di fronte allo stesso tipo di comportamento, l’abbiamo punito.
Se torniamo NOI indietro nel tempo, e pensiamo alla prima volta in cui abbiamo trovato – per esempio – il laghetto di pipì in casa, dovremo anche ricordare che il cane ci è venuto incontro scodinzolando felice come sempre: solo che noi, trovando il misfatto, abbiamo piantato su un casino. L’abbiamo sgridato, o picchiato, o magari – se siamo particolarmente cuggini – gli abbiamo piantato il muso nella pipì.
Di tutto questo lui si ricorda benissimo: e questo è il solo motivo per cui, vedendoci rincasare la seconda volta in cui ha fatto la pipì in casa, è in grado di abbinare questa circostanza con la nostra furia e di pensare qualcosa come “oddio, adesso diventa di nuovo una belva”.
Da qui la faccia impaurita e preoccupata che noi interpretiamo come “faccia colpevole di chi sa di averla fatta grossa”.
Ma non è proprio così: quella, in realtà, è la faccia di chi si aspetta che NOI la facciamo grossa, ovvero che abbiamo manifestazioni di rabbia e reazioni inconsulte.
La pipì in casa, al contrario, lui non l’ha fatta di certo per “far dispetto a noi”: o l’ha fatta perché gli scappava e non siamo stati presenti per portarlo fuori, o l’ha fatta perché era stressato  (magari proprio a causa della nostra assenza, come avviene nei casi di ansia da separazione).
In nessun caso il cane la fa “per punirci”: la fa perché orinare è una classica reazione allo stress (e non solo nei cani: avete mai pronunciato la frase “me la sono fatta addosso dalla paura”?), così come lo è il comportamento distruttivo (che può andare dal rosicchiare allo “sbranare” oggetti).

Ovviamente, reagendo in modo punitivo a un comportamento di stress, non è proprio che aiutiamo il nostro cane a superarlo: anzi, lo peggioriamo. Poniamo il caso che il cane soffra davvero di ansia da separazione: appena usciamo lui si stressa perché senza di noi si sente insicuro e in balia di sconosciuti pericoli, e per questo orina. In più, quando rientriamo, si sente in balia di un altro pericolo, stavolta conosciutissimo: le nostre ire funeste e le nostre reazioni inconsulte, tipo quella di ficcargli il muso nello sporco.
Abbiamo così un cane infelice sia quando ce ne andiamo che quando torniamo: un gran bel risultato, che sicuramente non ci aiuterà molto a superare il problema.
Dimentichiamo, e alla svelta, anche, l’idea che il cane “voglia punirci” perché l’abbiamo lasciato solo, e sostituiamola con quella, più corretta, del cane che si impaurisce e va in crisi perché è rimasto solo: in questo modo riusciremo ad affrontare la cosa dalla giusta prospettiva, e potremo aiutarlo (magari con l’aiuto di un professionista) a superare lo stress da abbandono (perché è così che lui lo vive) o altri tipi di stress che lo inducono a comportamenti indesiderati.
Attenzione: indesiderati per noi, non “sbagliati” in assoluto, perché per il cane un altro concetto che proprio non esiste è quello di “giusto” e “sbagliato”.
Il cane, non mi stancherò mai di ripeterlo, NON ha un senso morale: il che non significa che sia un “amorale”, ma che non ha e non segue regole culturali che gli facciano pensare  “questo è giusto (ovvero, eticamente-moralmente corretto) e questo no”.
E guardate che in realtà non li abbiamo neanche noi, quei concetti lì, finché qualcuno non ce li inculca: perché un neonato, ancora non soggetto a regole culturali, si comporta esattamente come un cane, facendo pipì quando e come capita, facendo a pezzi qualsiasi cosa gli sembri divertente fare a pezzi, dicendo qualsiasi cosa gli passi per la testa (quando ha imparato a parlare) senza badare alle conseguenze e così via.
Se non avessimo genitori che ci spiegano in continuazione che “così non si fa”, che “questa parola non si dice perché non sta bene” e così via, anche noi umani cresceremmo obbedendo semplicemente ai nostri istinti e a quarant’anni pisceremmo allegramente in mezzo alla strada e ci esprimeremmo senza alcuna forma di ritegno senza neppure bisogno di aver mangiato le apposite caramelline.
A differenza del cucciolo, però, noi siamo in grado di “fare i dispetti”, una volta cresciuti: perché c’è una precisa area del nostro cervello deputata proprio alla malignità, all’intenzione di ferire o di infastidire. Quest”area, però, nel cane è atrofizzata. Non funziona proprio.
Quindi il cane, come il bambino, impara che è “giusto” ciò che è bene accetto dai suoi umani e che è “sbagliato” ciò che è sgradito ai suoi umani (così come, per il bambino, diventa giusto o sbagliato ciò è che bene accetto o sgradito alla società): ma NON farà mai il “salto di qualità” mentale che gli permette di fare una cosa sbagliata sapendo che è sbagliata, con l’intenzione di rompere le scatole a qualcuno.
Non gli è letteralmente possibile: il cane ha tante possibilità di  fare un dispetto quante e ha di poter risolvere un’equazione quantistica.
Togliamoci quindi questa idea dalla testa, perché ci porterebbe solo a far danni nell’educazione e nel rapporto con il nostro cane.

Ultima considerazione: alcune persone reagiscono sdegnati alla mia dichiarazione che il cane “fa la faccia colpevole perché ha paura di loro” dichiarando che “non è possibile”, perché loro “non hanno mai picchiato il loro cane!” (e di solito mi guardano come se li avessi accusati di essere dei mostri di Lochness).
Può succedere. Anzi, è frequentissimo.
Noi NON ci rendiamo conto di aver “punito” il cane, solo perché non gli abbiamo mai messo le mani addosso: ma dimentichiamo che il cane è un animale sensibilissimo e che sa leggere perfettamente il linguaggio del corpo! Quindi, per lui, può essere già una “punizione” il “vederci” arrabbiati, o anche solo rattristati, anche se non gli abbiamo detto una sola parola di rimprovero: e scagli la prima pietra chi, trovandosi un disastro in casa, non si è mai messo le mani nei capelli e non ha almeno tirato una sequela di parolacce, anche se non si rivolgeva direttamente al cane.
Per lui questo basta e avanza: lui, da quel momento, saprà che di fronte allo “spettacolo” X  (pozza di pipì, spazzatura rovesciata, divano rosicchiato) noi reagiremo con manifestazioni di disappunto-tristezza-disperazione… e quindi si dispone nello stesso stato d’animo, facendo “facce” conseguenti perché ci ama ed è empatico con noi. Ma il fatto di essere stato proprio lui la causa di questo nostro dispiacere non gli passa neppure per la testa!
Insomma, quella del “cane che fa i dispetti” è una “cugginata” in piena regola, e prima ce ne libereremo meglio sarà per tutti: cani e umani.

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38 Commenti

  1. ANCORA UNA VOLTA,ALMENO PER QUANTO MI PERMETTE LA MIA ESPERIENZA, NON POSSO FARE A MENO DI CONDIVIDERE IN PIENO L’ARTICOLO.MI RESTA PERO’ UN PICCOLO DUBBIO SUL FATTO CHE A VOLTE DAI NS AMICI NON ARRIVI QUALCHE PICCOLA PUNIZIONE. MI SPIEGO, A CASA MIA CI SONO 4 SETTER INGLESI CHE VENGONO PORTATI A CACCIA O AD ALLENAMENTO A VOLTE IN COMITIVA A VOLTE NO: EBBENE TUTTE LE VOLTE CHE IO O IL BABBO ABBIAMO OSATO LASCIARE A CASA BIRBA – LA CAPOSTIPITE DI 12 ANNI ORMAI AVVIATA VERSO UNA MERITATA PENSIONE – NON SOLO AL NS RITORNO SIAMO STATI ACCOLTI IN MANIERA PIUTTOSTO FREDDA, MA SOPRATTUTTO ALLA PRIMA USCITA SUCCESSIVA IN CUI ERA PRESENTE PER IL PRIMO QUARTO D’ORA LEI (SOLITAMENTE ULTRA FESTOSA)CI HA SEMPRE SISTEMATICAMENTE IGNORATO FACENDO FINTA DI NON VEDERCI SALVO POI SENTIRCELA SALTARE ADDOSSO DA DIETRO E A QUEL PUNTO VENIRE RICOPERTI DI BACI.DATO CHE QUESTO COMPORTAMENTO – CHE IN EFFETTI NON ABBIAMO MAI RISCONTRATO NEGLI ALTRI NS CANI – SI E’ RIPETUTO COSTANTEMENTE NEGLI ANNI MI HA SEMPRE DATO L’IMPRESSIONE DI UNA LEZIONE IMPARTITACI DALLA SIGNORA BIRBA.TU CHE NE PENSI? SALUTI IACOPO

    • Iacopo, quella che ti arriva dalla setter non è una “punizione”, ma una manifestazione di disagio. Lei la esprime come sa (semplificando e “umanizzando” al massimo: non ti fa le feste non perché voglia punirti, ma perché è triste e non ha voglia di farti le feste: poi la gioia di rivederti ha la meglio sulla tristezza, e allora viene a fartele), tu la interpreti in modo umano (e cioè la vedi come una “punizione” nei tuoi confronti).
      P.S. posso chiederti la gentilezza di non scrivere tutto maiuscolo? Mi vanno insieme gli occhi :-)!

      • Non lo so,mi sembrerebbe esatto se il tutto si riferisse alla stessa mattina oppure giornata,invece il quarto d’ora famoso si verifica solo durante la prima uscita in campagna successiva “all’offesa da lei subita” mentre nei giorni che possono intercorrere tra le due occasioni e’ sempre la stessa Birba supercoccolona e affettuosa.Solo per questo mi e’ sempre sembrato un comportamento un pochino anomalo, tanto piu’ che anch’io se pur da sempre considero dei veri amici i miei 4zampe lo faccio tenendo ben presente che non sono umani – o umanizzabili – e che il loro modo di vedere/sentire il mondo che li circonda e’ diverso dal nostro anche se c’e’ chi si ostina a sostenere il contrario.

  2. e visto che non la becchiamo mai in flagrante, la nostra cagnolona ci viene sempre incontro scodinzolando….poi quando riusciamo a superare il suo turbine di feste e ci accorgiamo che ha scavato in tutti i vasi della terrazza non ci resta che cominciare a pulire 🙂

  3. quindi non dovrei più fare il CAZZIATONE al mio Vercingetorige (Toger per gli amici, uno spitz di quasi 5 mesi) dopo che ha fatto la pipì al centro del tinello invece della traversina?
    il fatto è che lui sa perfettamente che “pipì sulla traversina = biscottino e carezza” e si accerta che io lo stia vedendo tutte le volte che lo fa nel posto giusto.
    ma quando non gliela do vinta su un qualcosa (chiedere insistentemente cibo mentre preparo soprattutto) si allontana e “la molla”, poi appena me ne accorgo abbassa la coda e comincia a scappare …
    per questo ero convinto che sapesse di averne combinata una.
    grazie

  4. Domanda: ma se è vero che il cane non ha la capacità di associare azione->conseguenza se tra l’una e l’altra è trascorso del tempo maggiore di X (dove X dovrebbero essere una manciata di secondi), come fa il cane ad essere intimorito dalla potenziale reazione del padrone che rientra dopo per esempio 1 ora dalla sua azione negativa, ovvero ad associare la rabbia del padrone con l’aver spisciolato? Non dovrebbe invece pensare: “è rientrato incazzato, ma non so perchè?” e quindi essere intimorito solo per il fatto che il padrone rincasa?

  5. Sì, d’accordo, il cane non fa i dispetti perchè non ne capisce il concetto, perchè non ha “senso del futuro”. Eppure… eppure io da brava cuggina ho dei dubbi.
    Qualche esempio:
    1- truzzotamarro vuole attenzioni. Non gliele concedo perchè in quel momento non posso/voglio. 9 volte su 10 si svaccherà sul tappeto/divano/cuccia sbuffando ma 1 volta…1 volta andrà in salotto a rubacchiare qualcosa e masticarlo… e io lo so perchè improvvisamente le unghie del cane saranno diventate di gomma e non sentirò i suoi passi, non sentirò alcun movimento…all’improvviso un “crunch”…”cucciolo… porta qua” E lo vedi comparire con qualcosa che non dovrebbe stare tra le sue fauci… E l’aria colpevole. Perchè l’aria colpevole LA FA!! Quindi, non mi dite che non lo fa apposta…e che non ha idea di quello che sta facendo. Sa benissimo che provocherà una reazione di disappunto, ma lo fa lo stesso. E non mentre sono assente, sono nell’altra stanza. E se per caso non mi fossi accorta del crunch, viene sulla porta con in bocca la preda, incrocia il mio sguardo e scappa.
    2- Truzzotamarro ha lo “squaraus”… povera bestia, ci chiama di notte quando deve uscire, di giorno gli lascio i tappeti igienici e lui va lì. Ammmore… ma truzzotamarro è un cane pulito e quando gli scappa di nuovo si accorge che il tappetino è già sporco… quindi (sono convinta) prova a trattenersi perchè non si sporca dove si vive, ma proprio non ce la fa e allora la molla sul tappeto persiano, un pò sotto il tavolo… Torno a casa, truzzotamarro non è festoso, sembra mogio, ma non ci faccio caso, so che ha la bua al pancino, gli faccio due coccole mentre mi segue in cucina. Truzzotamarro mi guarda, mi tocca col naso e va verso il salotto girandosi verso di me, capisco e lo seguo. Mi porta verso il “corpo del reato” e me lo indica col muso… Gli occhi mi dicono un mondo di cose tra cui “guarda cos’ho fatto…” (giuro). Lo abbraccio e lo bacio e lo accarezzo. Gli dico mille “bravo” duemila “non ti preoccupare, non è successo niente”. Ho rinforzato l’idea che fare la pupù sul tappeto rende felice mammina? No, perchè non c’è mai stata una seconda volta.
    3- Tra cani quando ci si mette le zampe sul collo è dominanza… non è che sia proprio una roba che faccia piacere… Ma mammina e papino e fratellino ogni tanto pigliano truzzotamarro, lo abbracciano e se lo stringono… truzzotamarro non si spreca in calming signals, truzzotamarro attacca la seduta di grooming… “Ma sì, coccoliamoci!” Truzzotamarro si ribalta, sottomissione spontanea? Forse, però prova a non fargli il grattino sul petto mentre è così, ti guarderà con il fumetto “Beh? Io sono pronto… la facciamo ‘sta seduta di massaggio o no? Ti rendi utile pleeeaase?” Se non capisci subito, un “bau” e una sbattuta di denti in perfetto stile malinois (due o tre gocce di malin nel suo sangue ci sono sicuro…) ti riportano alla realtà…”allora? Gratti o no? ”
    Sarà che umanizzo, sarà che mi faccio i film… (ma l’episodio dello squaraus giuro che mi ha lasciata basita)o sarà che le migliaia di anni del cane a contatto con l’uomo che il “canese” non l’ha mai imparato hanno fatto imparare un poco di “umanese” ai cani per permetterci di interagire con loro?

    • Stracondivido!!!
      L’avevo già scritto in un altro articolo (non ricordo quale)….ma i cani i dispetti li fanno eccome!! la concenzione del futuro non gli serve…anzi la loro una banalissima azione-reazione.

      Mi lasci a casa da solo? e io te magno il tappeto….

      altro esempio….cane con pallina in bocca.,..giochiamo? dai giochiamo…dai ti rpego…no cucciolo, non ora…
      bene lui molla la pallina e va a rubare una scarpa un calzino o un altra cosa che sa perfettamente che non deve fare…si più che un dispetto è un modo di attirare l’attenzione, ma la differenza è minima.

      A volte ho come l’impressione che gli addestratori (in generale) non vivano realmente il cane…ma che molte volte siano un pò troppo immersi in quella miriade di regole e regolette che valgono per tuuti come se i cani fossero fatti con lo stampo….

      • Anche il mio cane fa i “dispetti” in questo senso! Mi spiego: molto spesso, sempre nello stesso momento (quando la famiglia si riunisce a tavola per mangiare), questo comincia a girare per l’isola della cucina alla ricerca delle presine. A volte sale proprio con le zampe a guardare dove sono e se sono lontane si impegna proprio per avvicinarle a sé. Una volta prese, si avvicina al tavolo dove siamo seduti scodinzolando e scuotendole. Se lo ignoriamo dopo un po’ smette, se gli diamo corda (e lo facciamo, perché è divertente) comincia a correre per tutta la stanza sculettando. In realtà non corre (non vuole scappare realmente), ma va ad una velocità tale che sembra proprio una presa per i fondelli.
        Sì, lo fa per attirare l’attenzione, è vero. Ma non è proprio questo lo scopo di un dispetto?

      • La mia aki di 4 mesi sa benissimo che deve fare i bisogni fuori. È con noi da 1 mese e ha imparato a tenersela anche fino a 8 ore se necessario, ha imparato a tempi di record, tanto che pensavo fosse una specie di cino- einstein. Quando ha avuto male al pancino per una diarrea al mio rientro da lavoro ho trovato chiazze ovunque, ovviamente non mi sono arrabbiata anzi mi è dispiaciuto vederla così con l’aria colpevole sapendo benissimo che non lo aveva fatto apposta. Questa premessa per introdurre il mio problema. Da due giorni siamo entrati in un circolo vizioso di arrabbiature e dispetti ( si perché di dispetti si tratta e ne sono certa) da cui non so come uscire. Abbiamo cominciato a causa del fatto che sono rientrata più tardi dal lavoro rispetto al solito e lei mi ha fatto trovare un sorpresone:oltre alla pupù sul tappeto ho trovato la cucina devastata. Sgridata e messa in castigo per un paio d’ore. Facciamo pace ma poi mi sono dovuta mettere a preparare la cena, quindi non potevo giocare con lei o darle attenzioni. Quindi me la fa sul tappeto, proprio sotto al naso nonostante l’avessi portata fuori un ora prima. Altro castigo, pace dopo cena e poi nanna. Oggi arrivo puntuale alla solita ora da lavoro e cosa mi trovo? La cucina devastata di nuovo. Mi arrabbio e la metto in castigo. Dopo un po pace ma poi mi sono dovuta mettere a fare alcune faccende domestiche. Ancora una volta vedendosi ignorata me l’ha fatta sul tappeto, pur avendola fatta fuori 2 ore prima. Ora è di nuovo in castigo. Cosa devo fare?

  6. in questi giorni gira un video dei cosi detti cani “colpevoli”
    i cani lanciano dei segnali di pacificazione? calmanti?
    come ad esempio se guardi l’ultimo video ,una specie di sorriso,una smorfia
    La cosa che non comprendo ,che la maggior parte dei proprietari al ritorno ,non comunicano con toni coercitivi,ma interrogativi.Ecco perché molti forse sospettano la colpevolezza.
    Ora questi cani ,l’avranno puniti,ma in che modo?
    Nel primo momento alterandosi e poi “rimproverandoli” come si fa con i bambini piccoli:hai visto che cosa hai fatto…? etc etc.
    Per dire che se il proprietario in qualsiasi altro contesto utilizza la stessa tonalità di voce interrogativa,risulterà per il cane una punizione

    • Sì, i cani mandano tuuuuutta la compilation dei segnali di calma. Socchiudere gli occhi, guardare altrove, leccarsi le labbra, andarsene, immobilizzarsi…ci sono proprio tutti, compreso il “sorriso”, che è proprio un tentativo di imitare il sorriso umano e che i cani utilizzano solo verso l’uomo, mai con gli altri cani.
      E’ vero, i proprietari parlano ai cani come se fossero bambini: abitudine diffusissima, peraltro. E di sicuro quel tono verrà associato al concetto di sgridata: ma in effetti “è” il tono della sgridata. Poi i cani sicuramente hanno già imparato anche le relative frasi (“cos’hai fatto?”…e addirittura “guardami in faccia!”: e il bello è che il cane lo guarda davvero! 🙂 )

      • in che senso quel tono associato al concetto di sgridata?
        quando aveva compiuto una malefatta la prima volta,il proprietario l’aveva sgridato nel vero senso della parola. utilizzando un tono di voce punitivo o almeno spero e poi questo è stato associato ad una diversa comunicazione paraverbale .
        Non so io utilizzo ad esempio questa forma di comunicazione interrogativa(?) per rinforzare un attesa positiva.Creo un aspettativa positiva nel cane ,mettendolo in attenzione su qualcosa che realmente poco dopo succederà.Ad esempio l’arrivo di un membro della famiglia

        • Jack, ma che ne sai?!? Eri in casa di tutti ‘sti signori americani quando sgridavano il cane per la prima volta? O____O

          • forse mi sono espresso male o…
            ho detto che i proprietari hanno utilizzato all’inizio un tono punitivo.
            Mentre tu dicevi che quel tono da interrogatorio il cane lo vedeva come una sgridata 🙂

          • Uhm…mi sa che non ci capiamo 🙂
            Io ho pensato che quei proprietari utilizzino sempre quel tipo di sgridata (“cos’hai fatto?” “Guardami quando ti parlo!” “L’hai fatto tu questo?”), che quindi i loro cani ormai associano automaticamente alla “punizione”, nel senso che hanno capito che i loro umani, quando parlano così, sono incazzati. Non è il tono interrogativo e basta, sono proprio le frasi, gli atteggiamenti, le facce… il cane “legge” tutto contemporaneamente, mica si ferma al punto interrogativo. Con ogni probabilità quegli umani useranno anche frasi come “chi c’è?” “vuoi la pappa?” “andiamo?”, e i cani saranno tutti felici e scodinzolanti perché riconosceranno il tono e le mimiche allegre…anche se ci sono i punti interrogativi!

          • quello che volevo dire 🙂
            che la punizione è ritenuta tale dal cane se è condizionata da una forma di coercizione:
            fisica,picchiandolo
            verbale con toni alti
            o con posture o mimiche facciali minacciose.
            Se utilizziamo un tono giocoso ,ma una postura minacciosa,non so come potrebbe interpretarlo il cane.Quello che è successo a questi proprietari.
            Lo manda in confusione

  7. Ho uno Springer Spaniel di circa 5 anni questo cane io lho preso essenzialmente per la caccia e il riporto, cosa che in realtà lui non ha mai fatto, è ubbidientissimo in tutto e per tutto ma non per il riporto, le prime prede che riusciva a prendere le mangiava direttamente, nel tempo, con qualche “patta” e molti rimproveri ha smesso di mangiarle, adesso una volta riuscito a trovare la preda abbattuta l’abbocca la morde e l’abbandona sul posto, poi secondo me forse per paura non si avvicina più a me ma se ne stà a 10/15 metri da me ed evita di avvicinarsi, credo per paura di una mia reazione, si limita a guardarmi, se si acorge che anchio guardo lui, gira di scatto la testa e inizia a guardare da un altra parte, io sinceramnte non so più che pesci prenendere….se qualcuno ha qualche consiglio è bene accetto.
    PS ho provato a dargli dal formaggio al salame per invogliarlo a portami il tordo o qualunque altro animale da me abbattuto senza purtoppo avere nessu risultato.
    Alessandro

  8. Salve, ho un setter di sette mesi e ogni volta che lo lasciamo solo ci distrugge casa, pipi, cacca ecc… (il divano) , lo facciamo uscire tre – quattro volte al giorno , ma niente , abbiamo provato a punirlo e ad essere indifferenti, stiamo pensando seriamente di darlo via (purtroppo) . Aiutatemi . Noemi

    • Sembrerebbe un caso di ansia da separazione, che va affrontato con una terapia comportamentale e con l’aiuto di un esperto. Non serve a niente l’indifferenza, peggio che mai le punizioni (il cane va in ansia perché ha paura di restare solo, e se voi lo punite assommerà solo due ansie). Questo cane sta chiedendo aiuto: cercate di darglielo.

  9. Ciao, io ho un Yorkshire di quasi 5 anni e da qualche anno che fa la pipi a casa, sempre di notte verso l’una mezza/2 quando ci sono tutti a casa che dormono. All’inizio la faceva sul tappeto di mio fratellino poi vicino alle sue ciotole di crocchette ora la fa spesso in corridoio e quando noi ci alziamo x pulire (perché sentiamo odore) lui scappa sotto il letto. Prima lo punivamo dandogli schiaffi sul culetto ma tanto non cambiava nulla la faceva lo stesso. Ogni tanto anche se usciva con me fino alle 2 di notte la faceva lo stesso nonostante fosse stato sotto a fare i bisogni neanche 2 minuti prima. Non sappiamo più cosa fare. Aiuto!

  10. Buongiorno, abbiamo preso un cucciolo di segugio italiano. Portato a casa sabato 23 agosto (oggi ha 90 giorni). Devo dire che è stato molo bravo fino ad ora. Di notte dorme. La mattina l’abbiamo lasciato a casa 4 ore senza disastri (all’interno del recinto). Un po’ di problemi sono nati con i bisogni. Quando esce è bravo: durante la passeggiata fa entrambi i bisogni senza problemi. In casa abbiamo messo delle traversine sul terrazzo. Non fa mai la pipì all’interno del recinto dove ha la cuccia. Ha fatto pipì per lo più sulle traverse ma negli ultimi due giorni abbiamo fatto enormi passi indietro. Per es. stamattina Llo abbiamo interrotto mentre faceva la cacca e l’abbiamo portato fuori: ha ricominciato e l’abbiam premiato. Rincasati per pranzo, lo abbiamo fatto uscire, ha annusato le traverse (lasciate appositamente sporche) ed è entrato a farla in soggiorno. Ho letto di chi proprio non riesce a fargliela fare sulle traverse, di chi si lamenta che il cucciolo sporca in cuccia. Il nostro la mattina e la sera la fa giusta, in giro pure, poi a volte pare ribellarsi e farla sempre nello stesso punto del soggiorno. Gli ho detto no, l’ho sgridato. Lui si è spaventato (molto). Dopo sembrava cercasse la nostra attenzione ma l’abbiamo ignorato. Però mi rendo conto di star sbagliando qualcosa. Cosa devo fare?

  11. Salvee complimenti per l’articolo. noi in casa abbiamo una bellissima volpina di pomerania di 8 mesi. quando entrambi siamo al lavoro rimane da sola in casa anche per 7 ore e devo dire che si comporta veramente molto bene ossia al nostro rientro non troviamo alcun regalo,ma la sera capita che si esca e anche solo per una mezz’ora da sola al nostro rientro troviamo una catastrofe, come se lei riesca a capire quando ci si reca per lavoro e quando invece per svago personale. Ovviamente non possiamo sempre portarla con noi, come posso aiutarla a superare questo ultimo ostacolo?

  12. Sono d’accordo con tutto cio che hai scritto, ma come spiegheresti che la spitz dei miei (mooolto gelosa e possessiva verso mia madre, pure un po bambinizzata), quando era ancora cucciola e aveva appena smesso di fare la pipi in casa, vedendo i miei che si baciavano in piedi in sala e quindi non la calcolavano di striscio ha fatto immediatamente la pipi in mezzo alla sala? Solo un modo per attirare l’attenzione? Comunque é successo solo una volta…

  13. Perché allora quando usciamo per andare al lavoro tutte le mattine sta bravo e se esco al sabato per fare la spesa abbaia, piange e se può fa qualche marachella?

  14. Buongiorno, io e la mia compagna abbiamo una splendida shiba inu, di 4 mesi, di cui non ci possiamo quasi per niente lamentare, se non qualche bravata da cane che ogni tanto può sicuramente succedere. Premessa importante: lei è con noi praticamente 24 ore su 24, a casa, a lavoro, la notte dorme accanto al nostro letto, insomma, si contano sulle dita le volte in cui è lasciata sola. Io sono un po più “cuggino” forse, ogni tanto quando ne combina qualcuna io la sgrido, e talvolta lo scappellotto sul sedere scappa anche. La mia compagna è il classico “poliziotto buono”. Premesso questo, due casi sono successi. Il primo: in cucina abbiamo un tappetino che lei vede, ci va su, si accovaccia insieme alla mia compagna quando lei lava i piatti. Insomma, il tappeto è lì e lei ci convive benissimo. Un giorno, poco dopo essere stata lavata e asciugata (con grande disappunto, non digerisce shampoo in spuma e phon), la prima cosa che fa è andare sul tappetino della cucina, e regalarci una bella pipì (che lei fa SEMPRE fuori al balcone, che è sempre aperto. È un cucciolo molto pulito, non gradisce fare i bisogni in casa, non abbiamo avuto granché bisogno di abituarla a questo). Come interpretare questo? Secondo episodio: è mattina e la mia compagna si alza, gioca un po con la cucciola sul divano (dove lei riposa insieme a noi), dopo va a prepararle le crocchette. Appena si allontana, lei elegge il divano a nuovo gabinetto e bum…. Pipì sul divano di pelle…. Ora questi comportamenti, cosa possono significare?
    Saluti
    Attilio

  15. Concordo anche io sul fatto che, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, il cane non stia facendo “dispetti”, ma che sia solo una manifestazione di un disagio interiore.
    Però il fatto che non abbia la percezione del futuro, non la capisco. Da dove è saltata fuori? C’è qualche studio serio a riguardo? Lo leggerei con massimo interesse.
    Ovviamente non avrà la nostra stessa percezione del tempo, né sarà in grado di concettualizzare il futuro, ma il semplice aspettarsi qualcosa “che dovrà accadere”, anche solo tra qualche secondo, non è forse già futuro esso stesso? La concezione dei tre momenti temporali (passato-presente-futuro) mi sembra una chiave basilare necessaria alla sopravvivenza stessa, e non capisco perché debba essere associata ad una mente superiore.
    Poi esempio molto pratico: quando la mia cagnolina aveva sui 6-7 mesi, abitavamo in una località marittima e ogni mattina alle 7 ci svegliavamo per andare a correre sulla spiaggia. Inutile dire che lei adorasse correre.
    Era mia madre a dare il via alle attività, e dormiva in una stanza diversa da quella in cui dormivamo io e la cagnolina. Allora entrò in gioco un buffo meccanismo: qualche minuto prima delle 7, talvolta anche qualche decina di minuti prima, la cagnolina si svegliava e cominciava ad agitarsi, emozionata, pregustando quello che sarebbe avvenuto e con tutto il suo essere esprimendo impazienza. Alle 7 meno 1 minuto infine, poco prima che suonasse la sveglia, correva alla porta di mia madre e cominciava a grattarla uggiolando, come per dire “finalmente è ora, dai alzati!”
    Non è questo un chiaro esempio di percezione del tempo, futuro compreso? Ma già il fatto in se che sapesse, che il giorno dopo si sarebbe di nuovo andati a correre, non è percezione del futuro già questo?

    • Hai ragione, Anastasia, ho semplificato troppo: non intendevo dire che il cane “non sa che esista un futuro”, ma che non è in grado di fare qualcosa aspettandosi che questa cosa “incida” sul futuro. L’avevo specificato sopra e quindi in quella frase ho tagliato corto… ma forse troppo corto, e la frase risulta fraintendibile se staccata dal contesto. Spero di aver chiarito qua 🙂

  16. Buonasera a tutti!
    Quindi ad esempio: c’è stato un periodo che la mia cucciola di 4 mesi incrocio di Labrador, rovesciava la ciotola del cibo, mordeva le pareti della cuccia, non è dispetto? Perché comunque non gli faccio mancare niente oltre i suoi giochi e il tempo di quasi 24 ore di tanto in tanto appena mi è possibile.

  17. E quindi visto che lo porto giù spesso, ma sono costretta anche a lasciarlo solo, come faccio a risolvere il problema di non fargli fare i bisogni in casa in mia assenza? come posso fargli passare questo stress o paura dell’abbandono?

  18. quindi cosa fare se il cane ad esempio continua a distruggere le piante in giardino o a mordere in casa oggetti che non dovrebbe??

  19. Appena lascio da solo il mio cucciolo di tre mesi razza yorkshire tiys anche per mezz’ora, perde tutto ciò che ha imparato sui bisogni. Non fa più la pipì sulle traverse e la fa dappertutto nella sua cuccia e addirittura sul divano . Cosa ppsso fare per ridurgli questo stress?

  20. Solo , abbandonato si sente frustato dalla reazione , ma allora perché solo di notte mi fa pipì e cacca se si dorme tutti insieme?

  21. io non sono d’accordo ..magari loro non percepiscono il dispetto,ma comunque e’ un modo di attirare l’attenzione….le mie i dispetti li fanno e anche tanti e anche se in quella situazione io non li ho mai puniti ,loro gia’ da soli mi fanno capire che hanno fatto qualcosa.Quindi quello che dite non vale x tutti i cani.Parlo x esperienze visto ‘che ho sempre avuto cani da quando sono nata e di varie razze…e i cani piu’ piccoli sono quelli piu’ sporchi e dispettosi mentre i cani grossi educati allo stesso modo sono molto piu puliti.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.