di VALERIA ROSSI – Praticamente è dal primo giorno in cui ho riaperto “Ti presento il cane” che penso di scrivere qualcosa sulla “cugginata” più classica e forse più diffusa della storia, e cioè quella del dobermann che a sette anni impazzirebbe perché il suo cervello continua a crescere mentre la scatola cranica resta uguale e quindi lo schiaccia (questa, almeno, è la versione più classica: poi ci sono quelle in cui la scatola cranica si restringe, quelle in cui il cervello cresce E la scatola cranica si restringe, e così via).
E’ una cugginata che mi sta particolarmente sulle scatole, come i miei lettori più affezionati già sanno, perché è costata la vita  a un mio cane, avvelenato proprio al compimento del settimo anno di età: ma non è solo per quello che fino ad oggi non avevo scritto nulla.
Non avevo scritto perché speravo proprio che questa leggenda metropolitana fosse ormai passata in cavalleria, visto soprattutto che il dobermann (anzi, il “dobbermann”: quello dei cuggini ha due “b”) ormai non è più il kanekattivo per eccellenza, ma è stato soppiantato dai vari “rozzweiler”, “pizzbull” and company.
Sì, è vero, ogni tanto ‘sta panzana la sento ancora pure io: ma di solito arriva da Sciuremarie e Sciurmarii di una certa età e di una certa estrazione sociale: non propriamente i tipi che ti aspetti leggano una rivista cinofila online.
Per questo avevo pensato di desistere e di considerare il dobermann che impazzisce alla stessa stregua del verme sotto la lingua che causerebbe il cimurro o della telegonia (ovvero quell’altra fantasiosa teoria secondo cui la cagna che viene coperta una volta da un bastardino poi continua a fare bastardini per tutta la vita) : leggende dei tempi passati, insomma.
Poi mi arriva un messaggio su FB da un’amica che dice testualmente così: “Aiuto! Sulla pagina di XXX (ometto i dati per pietà) è arrivato il classico tizio che chiede se è vero che il doby impazzisce a due anni… ha anticipato di cinque anni il rincoglionimento! Manchi tu a fare il cazziatone sonoro!” … e mi cascano le braccia.
Ne parlo un po’ con l’amica – che ha due dobermann – le dico che pensavo proprio che questa storia fosse ormai morta e sepolta… e lei mi risponde: “Purtroppo il tema della “pazzia” del doby è sempre attuale! Io con loro faccio vacanze, passeggiate (anche cittadine), e non c’è uscita senza il poveretto ( …anche più di uno) che se ne esce con la frase:” eh, certo è un gran bel cane, però ha quella “cosa” del cervello che lo fa impazzire vero?“.

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E allora okay, forse è il caso di parlarne. Specie se la leggenda, invece di regredire, peggiora accorciando pure l’età canonica: pazienza i sette anni, ma DUE sono davvero un po’ pochi! Se lasciamo che i cuggini diffondano pure questa, tra un po’ il dobermann impazzirà direttamente in utero…
Devo dire, però, che è difficile parlare di una teoria che non sta né in cielo né in terra: è un po’ come mettersi a spiegare perché la terra non è piatta, o perché due più due non fa cinque.
E’ così, punto! Che la terra è rotonda lo sappiamo dai tempi di Colombo (e un po’ più di recente l’hanno proprio vista “dal vivo” gli astronauti in orbita): l’evidenza ci dovrebbe bastare.
E nello stesso modo dovrebbero bastare le centinaia di migliaia di dobermann “over seven” che giocano, saltano, lavorano e prendono coccole senza dare alcun segno di squilibrio.
Invece no: la diceria continua a restare viva.
Allora proviamo a dare una spiegazione pressoché “scientifica”, dicendo, tanto per cominciare, che il cervello – nel cane come nell’uomo – con la vecchiaia si riduce, e non aumenta di volume. Nell’uomo, dopo i 55 anni, inizia una riduzione volumetrica che col tempo arriva al  7-8% del volume massimo raggiunto in età adulta (quindi io son già del gatto…): nel cane non ho trovato dati altrettanto precisi, ma è un dato di fatto che il volume, anche per loro, diminuisce e non aumenta.
La scatola cranica, al contrario, non diminuisce di volume: diventa più fragile, come tutte le altre ossa (specie nelle donne dopo la menopausa), ma lo “spazio” interno rimane com’è e quindi, semmai, nel cane anziano ci sarà PIU’ spazio tra cervello e scatola cranica, e non MENO  spazio.

Altre argomentazioni possibili  (ci credete? Mi sento un po’ deficiente a parlare di “argomentazioni” su questo argomento: ma se può servire a qualcuno, andiamo avanti!) sono, per esempio, quelle che riguardano altre razze con la scatola cranica simile a quella del dobermann, anzi ancora più piatta e stretta.
Un esempio per tutti: il collie.
Ma l’avete mai guardato bene, il cranio di un collie? Sembra quasi difficile che il cervello ci stia dentro così com’è, senza bisogno che qualcosa si allarghi e qualcos’altro si restringa!
Eppure nessuno si è mai sognato di mettere in giro la voce che il collie impazzirebbe a una certa età: perché, che caspita, il collie è Lassie! E invece il dobermann è quello della “gang” dei film!
Ma SOLO questo ci può essere solo alla differente opinione che i cuggini si sono fatti delle due razze… perché la scatola cranica, ripeto, è decisamente “meno spaziosa” nel collie che nel dobermann.

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Qualcuno, a questo punto, dirà: “Sì, vabbe’, ma le dicerie non nascono mai del tutto a caso: una motivazione ci sarà pur stata”.
E allora proviamo a dare una spiegazione anche a questa obiezione.
Guarda caso, la diceria sul dobermann che impazzisce è nata “davvero” negli anni ’70, ovvero negli anni in cui erano i voga i film sulla “Gang dei dobermann”: ma è anche vero nel film NON si vede alcun cane impazzire a sette anni.
E’ vero, invece, che negli anni ’70 non solo la cultura, ma anche la semplice informazione cinofila era veramente agli albori: sui cani si sapeva pochissimo, e solo pochi eletti si rendevano conto che un cane anziano (come era allora un cane di sette anni, che oggi è diventato invece “di mezza età”) comincia a perdere qualche colpo. Ci vede meno e soprattutto ci sente meno, specie se nessuno si è mai premurato di fargli fare visite veterinarie regolari e di contrastare per tempo gli acciacchi dell’età.
Poiché il dobermann (e qui sì, molto più del collie!) è un cane piuttosto nevrile, con reazioni rapide e a volte impulsive (grandissimi pregi per un cane da lavoro, sia chiaro!), non è escluso che alcune persone, in diverse parti del mondo, si siano trovate di fronte a reazioni di difesa di cani che magari non li hanno sentiti arrivare (perché cominciavano a diventare un po’ sordi) e hanno abbaiato o addirittura ringhiato ai loro proprietari. Ovviamente, se un doby ti mostra il suo “sorrisone” per esteso, la sua bella impressione la fa: uniamo qualcuno di questi presumibili fatti alla fama di kanekiller portata dai film…et voilà, la leggenda metropolitana è servita.

Ciò che sembra più assurdo è il protrarsi infinito di questa leggenda,  talmente bizzarra e scientificamente inconsistente che avrebbe dovuto svanire nel nulla nel giro di pochi mesi: ma così non è stato.  Un’ulteriore motivazione – che potrebbe essere stata alla base di questo perdurare, oltre a contribuire alla nascita della leggenda –  si potrebbe ricercare nell’aggressività idiopatica e nella distimia, patologie che portano il cane a manifestare comportamenti aggressivi apparentemente immotivati (ma “apparentemente” è la parola chiave: l’aggressività idiopatica è di origine sconosciuta e sembra del tutto assente negli animali selvatici, quindi è presumibilmente legata alla domesticazione… ma potrebbe anche derivare da comportamenti degli umani che portano il cane a reagire in un certo modo, ma che poi non vengono riferiti. E’ il classico caso del cane che sui giornali ci descrivono come “improvvisamente impazzito”, perché il padrone ha detto che aveva aggredito “senza motivo”… e poi, parlando con i vicini di casa, si scopre che veniva regolarmente preso a calci e botte).
Sta di fatto, comunque, che la distimia ha quasi sicuramente una componente genetica: ed è vero che nei dobermann di qualche decennio fa ci sono state linee di sangue in cui si è manifestata con una certa frequenza.
La distimia è presente in tutte le razze canine, nessuna esclusa (e anche nei meticci) e oggi è perfettamente controllabile con una terapia comportamentale (nei casi più lievi) o farmacologica (nei casi più seri): ma negli anni ’70 non c’erano cure adeguate e la maggior parte dei cani che la manifestavano veniva soppressa.
E’ vero, dunque, che ci sono state in passato (ma ormai sono completamente scomparse) linee di sangue che hanno portato alcuni dobermann a manifestare questa patologia: è però altrettanto vero, per correttezza e completezza dell’informazione:
a) che l’aggressività idiopatica e la distimia sono comunque eventi rari: TROPPO rari, a mio avviso, per aver potuto dare origine a una leggenda metropolitana. Che c’era nel dobermann lo sapevano gli addetti ai lavori, ma difficilmente una leggenda parte da lì;
b) che l’aggressività idiopatica si manifesta quasi sempre entro il secondo anno di vita: il che porterebbe a dar ragione al “cuggino” apparso su FB  in questi giorni… se non fosse che dal dobermann, appunto, è quasi completamente scomparsa da decenni, grazie all’ottimo lavoro di selezione degli allevatori seri. E comunque non spiega per quale strano motivo si parli da sempre (almeno fino ad oggi!) dei famosi SETTE anni come età canonica per la manifestazione della presunta pazzia.

Concludendo, personalmente continuo a restare dell’idea che le spiegazioni  lascino il tempo che trovano, e che alla base di questa CAZZATA GALATTICA (diamo il loro nome alle cose, va’…) sia da ricercarsi esclusivamente nella cattiva fama che il dobermann si è fatto grazie a quei film. E, ovviamente, al fatto che il “cuggino” medio è un po’ come il giornalista medio: più una cosa fa sensazione e meglio è.
Questa storia raccapricciante di cervelli che si espandevano e scatole craniche che si restringevano era abbastanza horror e abbastanza splatter da far presa sull’immaginario collettivo: per questo si è diffusa a macchia d’olio, fino a diventare “vox populi”… dopodiché, si sa, la vox populi viene presa ciecamente per buona da tutti, e diventa davvero “vox dei”. Difficilissima da scalzare.
Resta il fatto che siamo nel 2011, che la scienza (e anche la cinofilia) hanno fatto grandi passi avanti e che di cazzate ne sentiamo già troppe, ogni giorno, per doverci sorbire pure quelle “vintage”: quindi ORA ANCHE BASTA, grazie.
A meno di non pensare che questa sia una leggenda nuova di zecca, come in:  “Credo proprio che sia una delle tante bufale girate su internet per qualche oscura ragione“.
Firmato Stefania, su Yahoo Answer, pagina che sono andata a sbirciare per capire se davvero c’era ancora qualcuno che si ponesse il problema del doby che impazzisce.
Non solo c’era la domanda, ma c’erano anche le risposte: tra cui questa, che mi ha fatto sorridere di cuore.
Ma sicuramente Stefania, nei prestorici anni ’70, addirittura PRIMA che Internet esistesse, non era ancora nata: e di tempi come quelli non concepisce neppure l’idea che siano esistiti… se non come un’immagine da libri di storia, un po’ come per noi l’epoca degli egiziani o degli antichi romani…e dopotutto, chi di noi non getta qualche pizzico di sale dietro le spalle, se gli succede di rovesciarlo, perché altrimenti porta sfortuna?
Bene: pare che questa diceria sia nata dal fatto che all’Ultima cena Giuda rovesciò il sale con il gomito, prima di chinarsi a parlare all’orecchio di Gesù. E se questa storia è ancora in giro dopo duemila anni…dopotutto, quella del dobermann è davvero una leggenda “nuova”: ma non per questo è meno cretina!

Il disegno in apertura è di Jessica Marino, che ringraziamo per aver autorizzato la pubblicazione.

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42 Commenti

  1. E quando a dirtelo è una signora piena di gioielli, rifatta di trucco e parrucco, griffata anche nel letto, insomma una che tiene il cane in giardino e non si accorge neppure che le zecche se lo stanno mangiando vivo??
    Non si può più sentire, sta cosa!

  2. Bellissimo articolo!!!io adoro i Dobermann e sarebbe ora che la gente smettesse di guardarli con occhio accusatore e in preda al terrore che da un momento all’altro vengano sbranati!!!non ci spero molto, ma spero che finisca presto questa ignoranza!!!ciaooooo 🙂

  3. A me, quand’ero piccola, non ricordo chi, aveva spiegato che il problema era stato riscontrato nei primi esperimenti perchè era una razza relativamente nuova selezionata dai tedeschi. Quindi se vuoi puoi aggiungere anche questa alla vox populi! 😉 Per il sale invece mi aveva spiegato un mio professore al liceo che essendo che era usato, al tempo dei romani, per conservare i cibi era un elemento di vitale importanza e quindi sprecarlo era un atto deprecabile, da qui il fatto che rovesciare il sale porta male (secondo il mio prof. ed effettivamente ci può stare)
    Pam

    • Cara Jessica, scusami ma io il disegno l’ho trovato su google immagini, scontornato e senza riferimenti. Se è tuo e mi autorizzi a pubblicarlo, aggiungo subito il ringraziamento di dovere…e ti ringrazio anche qui per la cortesia usata: a volte succede che si rubi un’opera d’autore senza saperlo, ma di solito la reazione (nonostante il disclaimer con cui mi scuso in anticipo) è molto più “ringhiosa” di così! Complimenti a te…sia per la mano felicissima che per la gentilezza.

      • Avevo immaginato che l’aveste trovata in giro per internet, purtroppo il pericolo di postare immagini sul web è proprio questo…
        Vi ringrazio per la comprensione, buona serata! 🙂

  4. Tempo fa mi è capitato di parlare (e vabbè discutere) con una, a suo parere, abbastanza ben informata persona, che mi disse: “Nono è stato scientificamente provato che il dobermann impazzisce”. E’ una delle tante cugginate sentite da persone che conosco… Come: “Bisogna far fare i cuccioli almeno una volta prima di sterilizzare una cagna” e altre perle di saggezza, ma la cosa che più mi fa arrabbiare (ma arrabbiare di brutto, perchè alla fine non puoi biasimare i poveri cuggini che lo diventano anche grazie a queste belle persone) è che i VETERINARI per primi le diffondano! E non sai quante ne ho sentite, tipo: “Al coniglio e alla cavia fa BENE dare ogni tanto del pane” (che invece fa malissimo), “Il maschio va in calore e per questo scappa di casa” e ovviamente la perla sulla sterilizzazione. Non ci si può fidare nemmeno di loro?????

    • Dusia, il veterinario è un medico. Per la precisione, appena si laurea è un medico generico: poi, come i medici umani, può seguire alcune specializzazioni… oppure no.
      Secondo te i medici generici umani quanto sanno di psichiatria, o di ostetricia, o di scienza dell’alimentazione? Probabilmente hanno dato un esame o due per materia, ma da qui a diventare “esperti” ce ne passa! No, io non mi fido del vet “generico” quando affronta un problema specialistico, così come non mi fido del medico umano generico.
      O meglio: non è che dia per scontato che sia un cretino, per carità…ma se posso sento anche il parere dello specialista. Dobbiamo anche smettere un po’ di pensare al veterinario di famiglia come a un “tuttologo”: non lo è e neppure può esserlo, perché è umanamente impossibile. A volte poi lo investiamo addirittura di compiti che non gli competono neanche di striscio, come quello di stabilire se un cane è di razza o no… e verrebbe da chiedere se vogliamo anche la celeberrima fettina di c… con un po’ di limone.
      Certo, se un vet si mette a dire che i dobermann impazziscono, allora è LUI da ricoverare: ma a me finora non è mai capitato di sentire che ‘sta cugginata fosse stata pronunciata da un vet (e spero di non sentirlo mai!!!)

      • Si ma quando curi un animale (per curare i conigli, ad esempio, come gli altri roditori, bisogna essere specializzati in animali esotici. Quindi qualcosa hai studiato) io non pretendo che tu sappia l’altezza al garrese del cane pincopallino, ma puoi essere convinto delle cugginate (e non cugginate dotte, ma di quelle più cretine!). Se io vado dal mio medico e gli dico che ho il ciclo non mi dice di non toccare le piante perchè sennò muoiono…

        • Il giorno in cui dovessi sentirla dire a un vet, accendo il registratore sul telefono, gli chiedo di ripeterla (“scusi non ho capito bene, ma è sicuro?”) e poi lo deferisco all’ordine dei medici veterinari O_o

  5. hai perfettamente colto nel segno, i miei 3 dobi se ne sono andati dopo i sette anni e nessuno ha dato mai segno di pazzia, anzi diventavano sempre più forzatamente tranquilli..

    • C’erano, c’erano! Anche perché mettere il sale sciolto a tavola è un po’ un casino :-). Saranno state ciotoline e non saliere moderne, presumo…però c’erano!
      Ho letto che la storia della gomitata di Giuda dovrebbe comparire anche nell’ultima cena di Leonardo, solo che non si vede più il sale rovesciato per via del degrado della tela. Questa però prendila come “sentito dire”, perché l’ho – appunto -soltanto letta in giro.

  6. grazie Valeria.
    io ho una doby di 4 anni, devo cominciare a preoccuparmi? UHAHAHAHAHAHA!!!!

    io mi son sentita chiedere se la mia era un dobermann gigante, ho risposto che era un dobermann e basta, al che mi è stato detto che in Germania esistono i d. giganti… cosa potevo rispondere se non “…. assìììì???? la mamma degli “esperti da perchetto” è sempre incinta!!!!

    • Ma come, non lo sai? Ci sono i dobbermann giganti, i dobbberman nani (questi hanno addirittura TRE b!)…e se abbiamo un po’ di pazienza arriveranno anche i dobbbberman toy (i rottweiler li hanno già fatti)!

      • Beh… io ne ho sentito uno che affermava con l’assoluta certezza dell’esperto da parchetto che esistono “il boxer nano, quello normale e quello gigante”…

    • Carino, direi anche in sintonia col mio (d’altronde le cose da dire più o meno sono quelle… a meno di non limitarsi a una pernacchia gigante, che forse sarebbe la risposta migliore anche se non è molto giornalistica :-)). Ho letto, però, che a te risultavano impazzire dai 4 ai 6 anni: io, fino ad oggi, avevo sentito sempre 7 (e oggi 2… vabbe’, se facciamo la media ci siamo).
      Ottima la chiusura del tuo pezzo: una leggenda ripetuta cento volte diventa verità: forse, alla fin fine, il motivo per cui si parla ancora di questa cazzata va ricercato solo lì.

  7. premetto che sono contenta che gira ancora questa storia sui dobermann perchè così le persone quando mi vedono scappano ed io posso rimanere sola con i miei Amici pelosetti!!!
    premesso ciò vi voglio raccontare un’altra storia sui dobermann che penso che nessuno ancora sappia…
    “il dobermann … anzi il doBBerman … sulla testa ha un osso sporgente che se viene premuto il cane attacca!!!!”
    scommetto che nessuno di voi conosceva l’utilità dei quell’ossetto!!!…. comunque vi tranquillizzo, l’ho provato su diversi dobermann ed ho scoperto che non funziona: o i miei sono fallati (ma ho già passato i 2 anni di garazia e non posso darli indietro!) oppure gli allevatori l’hanno disattivato!!!

    • Hai ragione: questa ancora mi mancava! Ma è bellissimo, il pulsante per far attaccare il cane!!! E pure comodo! Peccato che i tuoi non ce l’abbiano…anche se è scaduta la garanzia, io una lettera di protesta agli allevatori la scriverei! Ahahahahahahah!!! I cuggini non finiranno MAI di stupirmiiiiiii!!! 😀

    • no, no..è che hanno la “sicura” innestata: se levi la sicura vedrai che attaccano…. ;-P

      comunque pure il mio cane è “difettoso”: è un pitbull (anzi un pizzpull come dice mia nonna) però se va in presa mica rimane li bloccata…lascia a comando… Forse è perchè quando l’hanno creata in provetta hanno messo troppo pochi geni di coccodrillo mutante…

      :-((

      …io comunque ho scoperto la “dorme-coccola” su vari cani (a dir la verità 3 cani imparentati…farò ulteriori esperimenti con il meticcio di mia madre quando vado a trovarla): se li accarezzo attorno alla zona fra guancia e collo in un minuto al massimo si abbioccano.. :-))

  8. allora, chiudiamo questo discorso una volta x tutte, e x chiuderlo basta parlare con un medico ke vi spiegherà ke un cervello ke viene a contatto con un corpo estraneo (scatola cranica)provoca problemi nn solo a livello di ragionamento o di comunicazione ma anke problemi motori di equilibrio e disorientamento, quindi, qualcuno di voi ha un over 7 ke nn sa abbaiare nn si regge in piedi o sbatte contro i muri?? spero di aver chiarito una volta x tutte

  9. Mitica, cara! Fa sempre molto piacere leggere i tuoi “pane al pane e vino al vino”… la Littizzetto della cinofilia. Quando voglio rilassarmi, lo faccio con i tuoi articoli. Sono colti e allo stesso tempo “bevibili agli ignoranti”. Brava! E grazie!

  10. eh, si , è vero si sente ancora dire molto questa cugginata, come altre, come quelle che la cagna deve fare i cuccioli almeno una volta, che la cagna se fa i cuccioli con un meticcio, o con un cane di un’altra razza poi è rovinata per sempre e non produrrà mai più cani di razza… ecc ecc… allora poi. ma basta un po’ di logica. ad es su quella della cagna col meticcio, chiedo, ma se uno si risposa con una donna che ha già un figlio, e insieme ne fanno un altro, il figlio che nasce di chi è del nuovo marito o del vecchio? ma se io copro una cagna col super stallone X e la volt adopo col megastallonegalattico Y, di chi sono i cuccioli la seconda volta di X o di Y, e che senso ha allora, se sono di X andare da Y ma più che altro, a che serve, se restasse traccia del vile seme dentro di lei si autofeconderebbe facendoci risparmiare tempo e soldi.cioè voglio dire, basta un minimo di logico e una minimo ma minima minima conoscienza di scienze che chi ha fatto la terza media e guarda csi ha… per capire che sono stronzate eppure la gente le riporta con naturalezza come fossero cose assodate e incontestabili che si sa è così…

  11. Bellissimo articolo! concordo!
    Aggiungo solo altre piccole informazioni in merito che ho colto nei miei studi.
    Alcuni comportamentalisti (come Dodman e Fogle), in base alla loro esperienza, citano alcune razze predisposte a tale aggressività idiopatica tra i quali troviamo il Cocker spaniel fulvo,lo Springer Spaniel, il Bull Terrier, il San Bernardo, il Rott e il Pastore tedesco. Ma la statisca non è ovviamente così precisa non essendoci casistiche così vaste! (grazie al cielo!). Alcuni autori però (e qui vengo al dunque)hanno ipotizzato, con prove sperimentali, che tale aggressività abbia radici in disordine di tipo epilettico. Altri invece enunciano una forma di aggressività estrema da dominanza per il fatto che inizia a manifestarsi tra il primo e il terzo anni di vita. Infatti ia comportamentalista americana Karen L. Overall ha evidenziato che tale periodo è sempre critico sia nello sviluppo comportamentale che neurologico. E gli studi di tale aggressività non sono facilitati a laboratorio poichè non è possibile riprodurre le condizioni che l hanno determinata, come lo può essere, invece, un aggressività da paura. Quindi tutte le informazioni del caso vengono riportate dai proprietari stessi.
    concludendo, in qualità di educatore cinofilo, posso affermare che il recupero comportamentale, educazione, rieducazione (o che dir si voglia) su tali soggetti è a dir poco una “mission impossible”! 🙂

  12. anni fa abbiamo avuto una Dobermann fantastica!!! Valeria, era, la mia kim, proprio come quella che è raffigurata sulla copertina del tuo libro “l’addestramento del cane da difesa e utilità”. Ebbene pazza non la è mai stata anzi era fiera, coccolona, affettuosa e amica degli umani. L’amica che risulta sempre fedele, assennata. Si dice, credo si parli di un cane equilibrato, no? eppure anche a noi, da amici, parenti ecc… è capitato di ascoltare la cugginata della pazzia… gente che se ne va sull’altro marciapiede, gente che non ti viene più a trovare. la mia casa in quel periodo era piena di persone che venivano e trovarmi e dopo aver superato il momento di iniziale, atavica paura, subentrava l’orgoglio di aver accarezzato un dobermann!

  13. Il Dobermann…quanti ricordi….Avevamo 6 anni io e la mia migliore amica e vicina di casa.Lei aveva ricevuto in regalo Iris una fantastica Dobermann ed io il mio cocker Gipsy.Iris è stata la nostra guida e la nostra protezione per 13 anni.L’ amavo da vero.Coda ed orecchie intere( 30 anni fa)una faccia dolcissima e sempre pronta a coprirci le spalle quando facevamo delle marachelle!Una brava compagna di giochi per il mio cocker e fantastica con tutti cani!Poi ci ha lasciato( purtroppo il tempo passa diversamente per loro)E nella vita della mia amica e entrata Xena.Un altra doby, sempre speciale, sempre dolce sempre fantastica come i Dobermann sanno essere! Anche Xena è morta a 11 anni…quindi hanno superato la soglia del 7 anno…Xena era una cagna salvata da una ” brava persona” che faceva combattimenti con cani.Io NON HO MAI MAI MAI VISTO Xena ringhiare o attaccare qualcuno!Io mio cocker( il 2 )era il suo migliore amico.Mi ricordo che dormivamo tutti 4 insieme nello stesso letto.Mi ricordo Xena dormire sul divano e sorridere alla vista degli ospiti!!Sono cani che ” lasciano il segno!!”

  14. Ho letto l’articolo e mi trovo sostanzialmente molto d’accordo.
    Però vorrei fare una puntualizzazione per cercare di capire come mai ancora oggi può essere plausibile avere questa “voce di popolo”
    Molte volte i dobermann vengono lasciati alla catena o in solitudine “perchè devono far la guardia”. Queste situazioni di totale assenza del capobranco su razze più forti caratterialmente come il pastore tedesco o il rotwailler non creano alcun problema, mentre invece il dobermann può ritrovarsi ad affrontare delle paure eccessive andare in stress e pertanto può mordere per semplice autodifesa. Motivo per cui esiste ancora l’ignoranza non è colpa del “padrone” che ha lasciato il cane senza guida, ma la colpa è del cane che è impazzito, perchè per l’uomo è sempre difficile far fronte alle proprie colpe.

  15. ho avuto uno splendido doby, Horn, vissuto in perfetta salute per 15 anni! e posso garantire che in 15 anni non l’ho mai sentito ringhiare, figuriamoci mordere!!! cane fantastico mi ha dato 15 anni di amore e di soddisfazioni!

  16. Sei semplicemente stupenda!
    Adoro i dobermann, ho un adorabile maschio di 4 anni…ho deciso che la prossima volta che qualche ignorante mi pone la solita, noiosa, stupida domanda…lascio rispondere lui, il mio Zeus!

  17. ho 3 Dobermann. Almeno una volta a settimana devo spiegare che sono immense cacchiate.
    Più spesso di quanto pensassi, mi succede allo sgambatoio!
    Un proprietario su 10 me lo chiede. O.O

  18. A voi succede con i dobermann,a me è successo di sentirlo dire sul pastore maremmano abruzzese.
    Pare infatti,che l’animale raggiunta una certa età (non essendo definita rende quindi impossibile essere preparati) impazzisca sterminando ogni membro della famiglia,ma nel suo caso il piano è ancora più maledettamente geniale,in quanto il cervello esploderebbe autodistruggendosi.
    A simile teoria,ho risposto al signore in questione che probabilmente,viste le antichissime presunte origini asiatiche della razza,la diffusione
    del pma a ovest,non è altro che un piano della CINA COMUNISTA,di sterminarci dall’interno utilizzando questi spietati killer kamikaze sotto copertura.
    Se tra qualche anno sentirete questa teoria saprete chi ringraziare.

  19. Porca miseria… mia mamma mi ha appena detto questa cugginata e sono arrabbiatissima, perchè l’ha estesa pure al “mio” cane, il rottweiler, solo perchè hanno lo stesso colore di pelo. E quando le ho detto che era una balla, una castroneria galattica senza fondamento scientifico, lei mi ha risposto “Seeee… credici”. Roba da spedirla a calci sul sole perchè queste cose qui sui cani, mia madre, da brava cuggina (infatti le racconta davvero ai suoi cugini) le va dicendo in giro, alimentando il marasma cinofobo. Come faccio a correggerla? Come glielo spiego che è una pura follia?

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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