sabato 4 Luglio 2020

Giornata mondiale per il cuore: cane aiuta uomo, ancora una volta

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La Giornata Mondiale per il Cuore viene  celebrata in questa settimana di settembre; nel nostro paese la organizza da oltre dieci anni la Fondazione Italiana per il Cuore, in collaborazione con Conacuore e la Federazione Italiana di Cardiologia (FIC), contemporaneamente ad  evento unico ed irripetibile: infatti, durante l’Assemblea delle Nazioni Unite a New York di questi giorni, dal 20 al 22 Settembre 2011, sarà discussa l’importanza e l’urgenza sanitaria, politica ed economica di dare priorità all’emergenza cardiovascolare nell’ambito della comune lotta alle malattie croniche non comunicabili (NCD).

Nella lotta alle malattie cardiovascolari (MCV) la prevenzione è fondamentale ed efficace, e questo concetto deve entrare nel vissuto di ogni persona. Tanto è stato fatto ma tanto ancora rimane da fare. E’ per questo che il focus della Giornata Mondiale per il Cuore 2011 è “One World One Home One Heart – Il nostro cuore sempre”.
L’attenzione è rivolta non solo alla singola persona, ma anche alla propria famiglia, alla propria casa, intesa come centro focale nella vita di ciascun individuo, il luogo insostituibile dove apprendere fin dalla giovane età l’importanza di un corretto stile di vita. E allora come non far rientrare nella nostra “famiglia” anche il nostro amico a quattro zampe? Con il suo aiuto possiamo stare meglio, noi e lui (o loro, per chi ha la fortuna di avere più cani).

In un individuo adulto e senza controindicazioni mediche le linee guida per la prevenzione cardiovascolare tracciano alcune considerazioni in merito allo stile di vita, il più possibile corretto per evitare e/o prevenire eventi ischemici, anginosi o dismetabolici anche in soggetti famigliarmente predisposti o con più fattori di rischio. Si consigliano almeno 30 minuti di esercizio fisico aerobico di moderata intensità  possibilmente tutti i giorni e comunque non meno di 4/5 volte la settimana (cammino a passo svelto, ciclismo in piano o bici da camera, ginnastica, nuoto, ballo o giardinaggio).
Avere un cane può essere un “dolce impegno” che potrebbe aiutare anche i più pigri a mettersi in moto.
Quando nell’anamnesi viene chiesto di quantificare l’esercizio fisico svolto quotidianamente, anche a soggetti non più giovanissimi, si nota (quasi sempre) se vi è un cane in famiglia e se l’individuo ne ha cura direttamente:  “esco tre volte al giorno, mi muovo, sa, faccio una passeggiatina con Fido e torno a casa”.
Risulta così essere per il medico un ottimo parametro indiretto della effettiva attività motoria svolta.
Quindi, trascurando l’ormai stra-noto effetto terapeutico pscicologico-ormonale e anche di tipo cardiovascolare (agendo sul sistema adrenergico), avere un cane ci obbliga, per così dire, a fare un po’ di moto e questo ci fa bene!
E’ quanto afferma anche  una ricerca dell’Università di San Diego (USA), diretta dalla dottoressa Katherine Hoerster e pubblicata su “Preventive Medicine”.
Gli studiosi hanno lavorato con circa 1000 volontari, tutti proprietari di cani, sottoponendoli ad un questionario su quanto e come si occupassero dell’amico a quattro zampe.
In base alle risposte, circa il 70% portava fuori l’animale domestico a passeggiare. Di questi, il 64% otteneva (anche ad insaputa) i livelli di attività fisica che le associazioni come l’American College of Sports Medicine e l’American Heart Association ritengono utili per prevenire malattie e disturbi di cuore, così come abbiamo citato nelle linee guida.
Come preannunciato, i volontari praticanti di dog walking (come lo chiamano gli americani) superano facilmente la soglia camminando in media più di tre ore la settimana.

Situazione totalmente diversa (e peggiore) per chi non possedeva un cane o delegava ad altri il dog walking: di loro: circa il 50% si muoveva il minimo per stare in buona salute.
La dottoressa Katherine Hoerster è una psicologa specializzata nella tutela della salute pubblica: “Sa per esperienza professionale come sia difficile invogliare il soggetto ad abbandonare stili di vita non corretti, ma piacevoli, come la sedentarietà. Allora, ben venga un cane, anche se agisce da…cavallo di Troia. Rispetto ad altre modalità di promozione dell’attività fisica in cui la persona non intravede alcun obiettivo e prima o poi abbandona il programma consigliato, l’avere un cane ha il vantaggio di fornire una motivazione precisa e inderogabile, da mantenere necessariamente a tempo indeterminato”.
Per i più allenati ed agonisti si consiglia anche qualche corsetta, la renderà più divertente ad entrambi!

FONTE: Katherine D. Hoerster, Joni A. Mayer, James F. Sallis, Nicole Pizzi, Sandra Talley, Latrice C. Pichon, Dalila A. Butler, “Dog walking: Its association with physical activity guideline adherence and its correlates”, Preventive Medicine, Volume 52, Issue 1, January 2011, Pages 33-38, doi:10.1016/j.ypmed.2010.10.011

ATTENZIONE: i contenuti di questa rubrica hanno scopo puramente divulgativo e non possono in alcun modo sostituirsi alle valutazioni di un medico o del veterinario. I contenuti non sono da intendersi come riferimenti, linee guida o come inviti all’esecuzione o all’omissione di atti medici e non medici di qualsiasi tipo e/o all’esecuzione o all’omissione di trattamenti di qualsiasi tipo e/o all’assunzione di comportamenti di qualsiasi tipo.

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