sabato 11 Luglio 2020

Cani straordinari

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

Quasi un contraltare all’altro articolo messo online stamattina: se da un lato si uccidono impunemente cani che non hanno fatto male a nessuno, dall’altro esistono persone che hanno scoperto l’immenso potenziale di queste creature, sicuramente la parte migliore del nostro pianeta, e che ogni giorno lavorano per valorizzarlo in modo da poterle rendere sempre più utili all’uomo, ma rispettandone l’essenza, la diversità, l’animalità. In questo modo si creano meravigliosi binomi che vivono in simbiosi e che si amano senza riserve: esattamente quello che uomo e cane hanno pensato bene di fare 15.000 (o forse 100.000, secondo le più recenti scoperte) anni fa.
“Cani straordinari” è un libro – edito da Edizioni Cinque, Biella – che appena aperto sembra il classico “libro sui cani per Sciuremarie”: una breve introduzione un po’ scontata e  un filino retorica, una descrizione dei cinque sensi del cane e delle razze canine abbastanza scolastica…e se ci si fermasse qui, all’addetto ai lavori sembrerebbe di non poter scoprire nulla di nuovo né di interessante. Verrebbe da recensire con un “carino, adatto ai neofiti”, e fine della storia.
Andando avanti, però, si comincia a parlare dei vari “cani straordinari” che sono stati protagonisti delle trasmissioni di Animal Planet (da cui è stato tratto il libro)…e la musica cambia completamente, perché anche il cinofilo esperto resta affascinato scoprendo storie di cui magari non era ancora a conoscenza: per esempio, io non sapevo della yorkie che “diagnostica” e – dopo opportuno addestramento – ha imparato a segnalare con precisione le crisi ipoglicemiche della sua umana diabetica, prima che queste avvengano. E non avevo neppure mai sentito parlare di Diesel, lo staffordshire bull terrier addestrato a riconoscere le deiezioni fecali del ghepardo (dette “scat”), che permette così ad un gruppo di ricercatori di tracciare i movimenti di questi grandi felini, che stanno tentando di salvare dall’estinzione.
Ma  questi sono soltanto due esempi dei moltissimi “cani straordinari”, uno più tenero e commovente dell’altro, descritti brevemente (non vi aspettate un trattato di addestramento per ogni disciplina) ma in modo chiaro e coinvolgente, tanto da poter dare davvero una bella panoramica sul “dog planet” e da interessare davvero tutti, dal cinofilo più “scafato” a quello che si avvicina per la prima volta al mondo animale…e anche a quello che crede ancora che un cane  sia “solo un cane”.
Belle foto e impaginazione gradevole, pur non essendo la cosa più importante dal mio punto di vista, collaborano comunque a fare di questo libro un’opera gradevole, che non può mancare nella libreria di chiunque ami i cani… ma che dovrebbe essere presente soprattutto in quella di chi ancora NON li ama, perché penso che una simile lettura possa far aprire (almeno un po’!) anche la mente più cinofoba del mondo.
Se avete amici o parenti che non hanno ancora capito un tubo sui cani, o che magari ne hanno paura, tenetelo presente come regalo di Natale: ma prima prendetene una copia per voi, perché ne vale la pena.
Non è il libro di un “guru”, non è un trattato di educazione-addestramento nè un saggio di cinofilosofia, non vi spiegherà come risolvere il problema X o Y: è un libro che, semplicemente, racconta tante storie: ma sono storie che fa un gran piacere scoprire (o riscoprire) e che sapranno sicuramente entusiasmarvi e commuovervi.

Unici nei: la traduzione dall’inglese, per quanto corretta, non è sempre scorrevolissima e in alcuni tratti il linguaggio appare un po’ troppo “da tema scolastico”, quindi perde un po’ di pathos.
La dicitura in copertina (“storie vere e ragioni scientifiche che ci spiegano le sorprendenti abilità del migliore amico dell’uomo”) è un po’ troppo ottimista, perché le “ragioni scientifiche” non sono particolarmente approfondite: queste sì, sono per neofiti.
Infine, come ho già detto, la parte iniziale è un po’ troppo leggera e potrebbe far pensare che non sia il caso di andare oltre… mentre vale decisamente la pena di farlo.

 

 

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4 Commenti

  1. da chimico mi sono recuperata gli articoli originali sui cani che vengono addestrati al riconoscimento delle patologie attraverso l’olfazione di escreti, urine, campionature dell’espirazione dei pazienti: quello che più mi ha colpito è un articolo (McCulloch, 2006) sull’addestramento al riconoscimento del tumore al polmone – fare una biopsia al polmone è un delirio ma loro, snif, capiscono al volo che cosa c’è che non va, con un’accuratezza diagnostica eccezionale… è proprio il caso di dire: nasone bellissimo della mamma!

  2. concordo, la trasmissione era molto bella. Mi colpì la storia della signora con crisi epilettiche refrattarie alle cure, la cui Labrador era stata addestrata ad avvertirla per tempo della loro insorgenza.

  3. Lo comprerò sicuramente, grazie per la segnalazione. Sono alla ricerca di libri sui cani che non siano nè troppo tecnici, nè la solita storia romanzata di un cane di famiglia che immancabilmente muore lasciando nello sconforto i suoi umani…non ce la potrei fare 🙁

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