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Un’altra cagnina dolcissima condannata a morte dalle mani di plastica

Posted By Valeria Rossi On 28 settembre 2011 @ 02:51 In Appelli,News | 50 Comments

Mi hanno linkato il video che potete vedere in calce a questo articolo.
Questa cagna, una cucciolona di pit bull affettuosissima e scondinzolantissima, è stata giudicata potenzialmente pericolosa dopo quello che hanno avuto il coraggio di chiamare “test comportamentale”e quindi condannata all’eutanasia.
Anche per questa cagna c’è una petizione online, a questo link: ma non è che adesso, ogni giorno, “Ti presento il cane” intenda lanciare appelli per tentare di salvare la vita di questo o quel cane, per quanto palesemente innocenti siano le vittime e per quanto mal di stomaco faccia venire a qualsiasi cinofilo il pensiero che debbano essere uccise senza colpa.
Il problema non è questo e l’intento di questo sito non è quello di raccattare firme, così come non è quello di piazzare e accasare il cagnolino sfigato che sta nel canile X o nel rifugio Y: ci sono persone che si dedicano a questo genere di cose e che hanno tutto il nostro rispetto, ma il nostro scopo è solo quello di fare cultura cinofila, ritenendo che questa sia l’unica via per non avere più randagi, né canili strapieni, né canicidi insensati.

Perché , allora, un altro articolo di questo genere, dopo quello messo online pochi giorni fa?
Semplicemente perché dobbiamo stare in campana. TUTTI.
Perché  in Italia abbiamo la sciagurata mania di copiare tutto quello che fanno all’estero e di dargli credito come se fosse la Bibbia.
Anche – anzi, soprattutto! – quando “l’estero” sono gli Stati Uniti, che hanno mille anni di storia in meno di noi e che sono praticamente nostri “figli” (o “figliastri”, e comunque figli della nostra parte peggiore: quella che – non dimentichiamolo – appena ha scoperto un nuovo mondo ha visto bene di inaugurarlo sterminando chi lo abitava).
Non so, in tutta sincerità, se in qualche canile italiano siano già apparse le dannate “mani di plastica”: oggetti che oltrepassano la semplice ignoranza e che finirebbero dritti nel ridicolo, se le conseguenze del loro uso non fossero tragiche.
E’ evidente anche a un bambino di cinque anni che neppure il cane più rincoglionito della terra scambierà mai uno di quegli stupidi aggeggi per una vera mano umana, ma la vedrà sempre per ciò che è, e cioè un bastone che gli viene sbatacchiato addosso:  sono STRAsicura, però, che se non sono già arrivate, le mani finte arriveranno presto anche da noi.
Così come so per certo, avendone ricevuto testimonianza diretta, che di test idioti come quello che si vede nel video – e con gli stessi risultati, ovvero con sentenze di morte – in Italia se ne effettuano già, con o senza manine fasulle.

Allora, l’unica cosa che vorrei dire è questa: va bene firmare le petizioni, va benissimo indignarsi per la fine che potranno fare Lennox e la cagnina del video, va stra-bene farsi venire il magone o il mal di stomaco… ma la cosa principale è rendersi conto che ci sono in giro (in America come in Inghilterra come in Spagna e come in Italia) dei sedicenti “esperti” che meriterebbero di essere mandati dritti in galera, per il vergognoso misto di incompetenza e pura e semplice crudeltà che dimostrano.
Ci sono persone evidentemente cinofobe fino all’osso, che hanno paura di toccare con le loro manine sante una cagnetta che muore dalla voglia di giocare e di prendere coccole e che evidentemente hanno deciso di farla fuori solo perché è un pit bull, visto che  di atteggiamenti aggressivi non c’è la minima traccia, che hanno potere di vita o di morte su cani che non hanno fatto del male a nessuno.
Un po’ come se le condanne a morte per gli esseri umani fossero lasciate all’inventiva di un singolo giudice che può decidere in base al fatto che gli piaccia o meno la faccia dell’imputato, o che gli stia più o meno simpatico.  Come se non fosse neppure necessario aver commesso un delitto, ma se bastasse  somigliare a qualcuno che l’ha commesso. Come se i processi, le giurie, l’analisi dei fatti e delle prove diventassero dei semplici optional.

Sia ben chiaro a tutti: quello che già sta accadendo in molti Paesi del mondo è BARBARIE allo stato puro…e noi, in mille campi diversi,  prendiamo esempio da questi barbari. Li imitiamo, li seguiamo anziché fare un casino intergalattico per far sbattere fuori da qualsiasi incarico una perfetta incapace come quella che si vede nel video e per far eliminare dalla faccia della terra dei “test” che in effetti consistono in una continua provocazione del cane: una vera e propria aggressione alla quale, nel caso specifico, la povera cagnina reagisce giocherellando, un po’ intimorita (ettecredo) ma anche un po’ contenta, nonostante tutto, di ricevere attenzioni.
Ma anche se il cane avesse spaccato in due con un morso quel dannato bastone con la mano di plastica, avrebbe avuto tutte le ragioni del mondo, perché la legittima difesa è riconosciuta dalle leggi di tutto il mondo, e in questi test il cane viene aggredito.
Questo non è un test: è una condanna a prescindere.

Pertanto, stiamo tutti in guardia: non solo dall’apparire delle mani di plastica, ma anche dal fatto che una singola persona, per quanto sedicente “esperta”, possa prendere la decisione di sopprimere un animale dopo cinque minuti di osservazione.
Ripeto: SUCCEDE GIA’ anche in Italia.
Quindi: se succede in un canile, prego i volontari di NON starsene di quello che ha detto il singolo “esperto”di turno, chiunque esso sia, ma di sentire almeno altri due o tre pareri prima di condannare a morte un cane (fosse anche veramente aggressivo).
Quando invece si tratta di privati, li sconsiglio vivissimamente dal far effettuare “test” di questo tipo (ovvero, cinque minuti di osservazione e due fregnacce ritualizzate) da chicchessia, fosse anche il padreterno della cinofilia e fosse anche uno degli ormai celeberrimi “guru” del gentilismo, che come è stato già detto in altri articoli sono talora degli ammazzacani di prima qualità: tanto più se provengono da culture straniere in cui la vita di un cane è sempre considerata “sacrificabile”.

Se un cane ha un problema, ci si lavora sopra: con l’aiuto di un esperto, sì, ma non di un boia.
Se si comporta da boia, quell’esperto è, nove volte su dieci, una persona incapace di risolvere il vostro problema, ma sprovvisto dell’umiltà necessaria ad ammetterlo.
Quindi, per favore,  NON fidatevi mai di un solo parere, se quel parere equivale a una condanna a morte: perché il vostro cane è un essere vivente,  senziente, raziocinante, esattamente come un bambino.
Pensate che ci sono bambini che vanno malissimo a scuola, o che si comportano come veri delinquentelli,  magari perché quel particolare insegnante è inadatto a loro, e che cambiando semplicemente scuola risolvono d’un colpo tutti i loro problemi. Lo stesso avviene spesso per i cani… con la sola differenza che l’insegnante incapace di capire il bambino dirà che è distratto, iperattivo, penserà che è colpa vostra e che lui non ha alcuna responsabilità (perché a nessuno piace ammettere un fallimento), ma non vi consiglierà di sopprimerlo.
Invece l’”esperto cinofilo” potrà farlo. Bene,  l’importante è che lo prendiate sul serio esattamente come avreste preso l’insegnante se avesse prospettato la stessa soluzione per vostro figlio.

Ricordatelo sempre: i “cani pericolosi” per razza, per stazza, per indole, per DNA NON ESISTONO.
Esistono cani che hanno problemi di salute, cani che hanno avuto/hanno problemi di gestione, cani che non vengono capiti, cani che manifestano comportamenti aggressivi perché si sentono a loro volta minacciati e così via: ma nelle mani giuste, con le persone giuste, il 99,9% di questi animali è assolutamente recuperabile.
Quindi  sentite altri pareri, cambiate educatori, cambiate veterinari: ma prima di sopprimere, per favore, ricordatevi che quella che avete tra le mani è una VITA e che dovete fare l’impossibile per tutelarla e salvarla.
Quanto alle mani di plastica… se qualcuno avesse sentore dell’esistenza di questi graziosi ammenicoli in qualche struttura italiana è pregato di avvisarmi: perché giuro che parto personalmente per qualsiasi destinazione e vado personalmente ad infilare quella mano nell’unico luogo in cui ritengo che sia giusto infilarla.


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