Elisabetta e Stefania sono due toelettatrici professioniste che curano per noi questa nuova rubrica sulla toelettatura vista non solo come “scultura”, ma anche e soprattutto come momento di rapporto con il cane.
Partiamo dal dato certo che la toelettatura per il cane è contro natura.
Perché? Perché i cani tra loro non si toccano, non usano tagliarsi le unghie a vicenda e nemmeno essere immersi in una vasca piena di acqua e di qualcosa-di-estremamente-puzzolente.
I cani entrano spontaneamente nell’acqua per rinfrescarsi, non per pulirsi. Però, vivendo nel nostro mondo, nelle nostre case e sui nostri divani, la toelettatura diventa necessaria.
Come fare? Intanto va detto che non è solo una questione di igiene o bellezza, ma un’esperienza utile a costruire una buona relazione con il nostro cane, ottimo osservatore che prende nota sul suo blocchetto (sempre a portata di zampa!) di TUTTI i nostri comportamenti, e impara… impara… impara.
È necessario abituare il cane, fin da cucciolo, al contatto fisico, che deve essere vissuto come un gioco piacevole: perché non bisogna stupirsi poi se, dopo mesi che il cane vive con noi, prendiamo in mano la spazzola, lo immobilizziamo… e quasi ci troviamo un morso!
Perché mai dovrebbe essere felice di essere immobilizzato e di sentirsi passare su tutto il suo corpo uno strano aggeggio che manco ha avuto modo di annusare e scoprire?
Ci sono alcune parti del corpo del cane, come zampe, sedere e orecchie, che hanno anche un’importanza per la comunicazione: perciò non si può pretendere di alzare la coda e pulire il sedere di un cane così, come se niente fosse.
Insegnando al cane ad accettare il nostro contatto fisico, gli si insegna ad accettare il nostro modo di esprimerci come esseri umani, primati così lontani dai canidi… e non è cosa da poco!
In questo modo la toelettatura può diventare un momento molto piacevole per entrambi. Inoltre un cane abituato ad essere maneggiato da noi non avrà problemi se un giorno ci troveremo a doverlo salvare magari da un forasacco o da un vetro da estrarre da una zampa…
Per quanto riguarda la toelettatura come “luogo”, bisogna tenere presente che – per quanto si faccia il possibile per renderla attraente, colorata e piacevole all’occhio umano – per il cane resterà sempre un posto pieno di odori e rumori molto fastidiosi: quindi l’ideale è iniziare a portarcelo fin da cucciolo, anche se non verrà ancora toelettato, vivendolo come “momento di socializzazione” nei confronti di un ambiente “ostile” che dovrà far parte della sua vita futura.
Nessun toelettatore professionista rifiuterà mai una visita “a vuoto” ; anzi, se è un vero professionista, sarà il primo che si presterà a far giocare il cucciolo con sé e con gli oggetti che un giorno serviranno all’atto pratico, perché in questo modo anche il suo lavoro sarà semplificato.
Come un po’ in tutta la cinofilia, anche in questo settore c’è un gran caos e una totale mancanza di regole: purtroppo ogni uno si può “improvvisare” toelettatore imparando l’arte, le linee, l’armonia del cane… ma non basta!
Troppo spesso vedo toelettatori (anche molto bravi dal punto di vista tecnico) trattare il cane al pari di un pezzo di gesso inanimato dal quale tirar fuori quella che vedono come una splendida scultura… dimenticando però che quel “coso” pieno di peli arruffati è un INDIVIDUO che pensa, che prova emozioni, che prova dolore fisico e che può avere qualche acciacco.
Troppo spesso vedo toelettatori che si preoccupano di vincere gare o migliorare la loro abilità manuale, ma totalmente ignari di “chi è” un cane; troppo spesso li vedo urlare per ottenere un cane immobile (eh certo, perché terrorizzato!) sul quale lavorare senza problemi; strattonate, schiaffi, spinte, cani agitati che presi dal panico cadono dal tavolo legati alla catena restando impiccati per qualche secondo e il toelettatore che guardando senza fare nulla per evitare la caduta, “almeno impara a stare fermo!”.
Troppo spesso sento ancora affermare che “al cane bisogna dimostrare chi comanda”…
Purtroppo mancano regole, manca l’obbligo di requisiti professionali tali da imporre una formazione etologica oltre che pratica.
E di fronte a tutti questi episodi, mi chiedo sempre: cosa può significare tutto questo per il cane?
Dato per scontato che non può sapere cos’è una toelettatura, questa resta un’esperienza di vita importante per lui, che vive in un piccolo mondo fatto di cose semplici: ma cosa impara e cosa gli resta urlata dopo urlata, strattone dopo strattone?
Il cane non è un lenzuolo sporco che si molla in lavanderia…e tutte le Sciuremarie (e non) dovrebbero avere cura di controllare a chi affidano il proprio cane per essere toelettato: un bravo toelettatore non rifiuta mai la presenza del proprietario, e conoscendo molto bene la comunicazione del cane, sarà capace di guidare il proprietario nell’avere un comportamento corretto in quella situazione.
E’ risaputo (o forse no…anzi no) che i cani, a differenza dei gatti, amano essere sporchi, puzzolenti e pieni di schifezze. Insomma, al cane di essere pulito e profumato non importa un bel niente.
Loro si rotolano felicemente nelle carogne, nelle cacche e in tutto quello che ci fa tanto schifo. Ultimamente mi è capitato un cane che si è strusciato in una scatola di gamberi marci: non posso allegarvi l’odore, ma fatevi un’idea!
Le case sono sempre più piccole e i cani in appartamento sono tanti: spesso dividono con noi il divano, il letto il tavolo… insomma, condividiamo tutto e a volte “troppo”: quindi la pulizia diventa per noi una questione di igiene di base, mentre il povero cane deve sottostare a trattamenti dei quali farebbe volentieri a meno.
Da molti la toelettatura è ancora vista come mero centro di bellezza, dove entrano solo cani super premiati e super fighetti… per fortuna non è proprio così.
Tacendo dei centri di toelettatura improvvisati, gestiti da persone che pensano che sia un modo facile di fare soldi (illusi!!) e parlando solo di professionisti seri e di centri come Dog comanda, ci sono, a mio avviso due categorie di cani che hanno bisogno assoluto di una visita regolare in toeletta:
a) quella che ho citato prima, cioè quella dei cani che dividono il letto con noi.
b) cani a “rischio feltro”.
Parliamo della prima.
“Signora, Fufilda era piena di pulci, abbiamo dovuto farle un bagno antiparassitario, ha un’otite da far paura e le unghie erano talmente lunghe e ritorte che le abbiamo dovute estrarre dai polpastrelli.”
Signora :”Ma non è possibile, non esce mai ci casa, fa tutti i bisogni sulle traverse (molto compiaciuta di questo), dorme con noi nel letto e divide con noi anche tutti i pasti! Comunque…le avete messo il fiocchetto? E’ così carina con le codette, le mie bambine ne vanno matte.”
Toelettatrice triste (nella sua testa): “Si, signora, capisco che Fufilda dorma con voi, è molto bello, ma sappia che se non protegge il cane, nel letto sarete in tanti: lei, Fufilda e una bella mandria di pulci. Che gioia! Magari se mettesse i piedini in terra ogni tanto si consumerebbe le unghie e non ci sarebbero inutili spargimenti di sangue. E poi…magari…l’alimentazione adatta ad un cane?”
La povera toelettatrice, che deve pure campare, rassicurerà la signora sul corretto posizionamento dei fiocchetti e cercherà in maniera soft di spiegarle gli altri argomenti sopracitati dotandola di antiparassitario, di crocchette di buona qualità e di un invito a visite più frequenti, almeno per il taglio unghie.
Seconda categoria: i cani feltro.
I barboncini, i maltesi, alcuni simil Yorky e tutti quei cani, di razza e non, che sono a rischio feltro NON devono essere lavati in casa.
Perché?
Perché ci sono i nodi e i feltri.
Il nodo, nel cane a pelo lungo, non è così tragico: nella maggior parte dei casi si può asportare facilmente anche a casa, anche se rischi di rovinare un po’ la linea.
I feltri, invece, sono quel cappottini di lana che si formano nel sottopelo del cane. Il cane infeltrito soffre, se lo lavi in casa peggiori la situazione e non lo lavi comunque perché il detergente non arriva alla pelle. La cute si irrita, vi si annida di tutto (una volta abbiamo trovato una allegra famiglia di scarafaggi in mezzo al pelo…), dai parassiti alle decorazioni natalizie, dai forasacchi agli spaghetti (ho le prove fotografiche di tutto).
Quando si decide di prendere un cane a rischio feltro, bisogna mettersi in testa che si dovrà spendere una cifra tot, regolarmente, per far trattare il cane da un professionista: non sarebbe male comunque che il proprietario di questi cani si prendesse cura del pelo in maniera costante, tra una visita in toeletta e l’altra.
La cosa migliore sarebbe che fin da piccolo il cane fosse abituato ad essere manipolato, spazzolato e curato.
“Ma non si fa toccare!!! Mi morde!”
Troppo spesso capitano cani di otto/nove anni, vissuti in giardino tutta la vita, con pochissime frequentazioni umane e canine, che vengono sbattuti in negozio per un bagnetto: “Sa, deve venire mia figlia con il mio nipotino in vacanza!”
A tal proposito mi viene in mente un husky che non ha nemmeno varcato la soglia: ha cercato di mordere noi e ha morso malamente il padrone che oltretutto non è più riuscito ad infilarlo in macchina e ha dovuto tornare a casa a piedi.
Detto ciò, si può fare in modo che tutto questo diventi una esperienza, se non proprio piacevole, almeno tranquilla e senza troppo stress.
Se hai un cane e intendi metterlo in mano ad una toeletta in maniera regolare, inizia subito, fin da piccolo a portarcelo.
Fatti accompagnare anche se devi solo comprare del cibo, entra in toeletta in tutta tranquillità, senza stati d’ansia e frasi del tipo “Tranquillo tesoro, papà viene a prenderti presto, mi raccomando, amore di casa, fai il bravo e poi ti riporto da Laura. Laura? Dov’è Laura?”
Premia il tuo cane dopo il trattamento (deve associare il bagno a qualcosa di piacevole), ma non alimentare la sua foga nel momento in cui ti rivede (“Hiiiii! Ammmmmore, come sei bello! Hiii! Ora andiamo a casa, ci vuoi andare a casa? Tesoro ti sono mancato????” Il cane a quel punto salterà come un grillo, sarà super eccitato e registrerà la cosa come..”Finalmente mi hanno liberato da questo posto infame, lo so che anche tu non eri contento di sapermi qui, e se sei preoccupato tu…lo devo essere anche io”).
Se eviterai questi ed altri errori, il tuo cane vivrà meglio il momento del bagnetto, la toelettatrice avrà ancora l’uso degli arti e tutti saremo più felici e contenti.
E tu, mamma di maltesino, ricorda che il tuo cane è già nato sfigato perché ha un pelo impossibile da trattare in casa: quindi abitualo da piccolo, maneggialo e non permettergli di decidere quando e in che punti gradisce o no farsi spazzolare… per il suo bene.
E poi rivolgiti a professionisti seri, che cercheranno di calmare il tuo cane quando non è ancora abituato.
Una passeggiata prima del bagno, un po’ di t-touch, un atteggiamento calmo ma deciso faranno capire al tuo cane che forse il bagno non è il momento più piacevole del mondo, ma che nessuno gli farà del male e che poi avrà un bel biscotto-premio e qualche coccola extra.