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Quei cani lavati con acqua e aceto (o non lavati affatto!)

Posted By Elisabetta Diba On 25 ottobre 2011 @ 10:20 In Cugginate,Igiene bellezza toelettatura | 64 Comments

Parchetti e aree cani sono una vera miniera di leggende metropolitane: moltissime Sciuremarie, con molta convinzione, istruiscono i nuovi arrivati (soprattutto se al primo cane), con dei veri e dei propri “libretti di istruzione del cane”.
Una delle cose che più mi fa sorridere è l’igiene del cane, dove la fantasia non ha limiti: parti intime lavate accuratamente ad ogni singolo bisognino, zampette a bagnomaria al ritorno da ogni passeggiata… e il famosissimo lavaggio con acqua e aceto.
“Ehhh? Aceto???”, dico io.
“Si, ma mi raccomando che sia aceto di mele!”
E’ talmente diffusa questa convinzione che sono diventata curiosa ed ho  passato giorni interi a fare ricerche per capire come può essere successo che qualcuno abbia avuto una buona ragione per attribuire all’aceto proprietà detergenti.
Nulla. Non ho trovato nulla.
E mi tengo la mia curiosità… però vorrei fare un po di chiarezza.
L’aceto ha davvero molte proprietà: è un digestivo, rafforza il sistema immunitario, brucia le calorie, abbassa il colesterolo, è un ottimo anticalcare… ma non è un detergente!
Il cane che viene pulito con acqua e aceto avrà un buon profumo per chi piace (a me ricorda solo l’insalata), ma è un cane sporco.
Vorrei invitare tutte le Sciuremarie e non a fare questa prova: da oggi tutti quanti ci passiamo i capelli con acqua e aceto (ma di mele, eh!) per una settimana, poi (finalmente…) ce li laviamo. Secondo voi di che colore sarà l’acqua?
Io scommetto che sarà almeno grigia… ma al minimo sindacale!

Quando compriamo detergenti per uso umano, per i nostri bambini o per noi stessi, spesso siamo attratti da quelle confezioni che indicano “ph neutro” perché, anche se non sappiamo bene cosa voglia dire, “sa di buono”. E abbiamo ragione. Un buon detergente deve pulire senza aggredire e il ph compatibile con quello della nostra pelle indica che il prodotto è delicato: perciò non ci provocherà arrossamenti, pruriti o altri disagi.
E il nostro compagno peloso? Anche lui ha un ph, ebbene si: circa 5 il ph umano (acido),  7 quello del cane (neutro).
E noi cosa facciamo? Sui nostri cani usiamo l’aceto. Che ha un ph pari a…2!
Quindi non solo il cane resta comunque sporco, ma viene utilizzato un prodotto con un ph opposto al suo.

Questa pratica è dovuta in parte ad un’altra leggenda metropolitana: “il cane va lavato il meno possibile per non togliergli la  sua protezione naturale.
Immediatamente mi viene da chiedere “e qual è questa famosa protezione?”.  Le risposte sono svariate, ma la più carina e fantasiosa è  “il pelo idrorepellente!”.
La verità è che anche il cane ha il sebo, cioè quello strato di grasso sulla pelle prodotto dalle ghiandole sebacee: come succede anche a noi, non è peccare in igiene che ci fa morire, nè che distrugge il sebo.
Piuttosto l’uso di prodotti scadenti, troppo aggressivi o con un PH DIVERSO,  può originare dermatiti, prurito, forfora e altri fastidi.
È vero che nel cane appena lavato  il sebo diminuisce, ma il tempo necessario a ricostruire il giusto equilibrio è 2 giorni!
Questo è il motivo per cui sulle indicazioni degli antiparassitari viene scritto di utilizzarli 2 giorni prima o dopo il bagnetto.

Un’altra curiosità è:  “non bisogna lavare il cane prima che abbia concluso il ciclo dei primi vaccini”.
Dunque… ma i vaccini non proteggono da malattie virali? E quale sarebbe il nesso tra bagnetto e virus???

C’è però qualcosa di vero in questa bizzarra affermazione, che non ha nulla a che vedere con virus, vaccini e compagnia bella, ma con l’età del cane: se non ha ancora fatto i primi vaccini è un piccolissimo bebè e come tale va trattato, con cura, attenzione e scrupolo.
Il vero pericolo sta negli sbalzi di temperatura, come per i nostri neonati: perciò in questa situazione, e per la felicità di tutte le cino-mamme, ci possiamo permettere di “umanizzare” un po’ il nostro cucciolo e trattarlo come se fosse un neonato: bagnetto con acqua calda, asciugatura PERFETTA avendo cura di controllare e ricontrollare (perché il famoso “pelo idrorepellente” del cane fa si che al momento sembri asciutto, ma poi ricominci a “buttare fuori acqua”), controllo orecchie (che non devono essere umide per evitare i rischi di otite) e aspettare almeno una mezz’oretta prima di far uscire il cucciolo all’esterno.
Non mi stancherò mai di dire che la toelettatura, che si tratti solo del bagnetto o di tutte le altre pratiche specifiche per le varie razze, per il cane è contro natura: perciò osserviamo il nostro peloso e cerchiamo di stressarlo il meno possible prendendoci tutto il tempo necessario perché sia un’esperienza piacevole e affettuosa… in fondo i cani, pur non lavandosi tra loro, per dimostrarsi affetto si prendono cura gli uni degli altri pulendosi gli occhi, le orecchie, i genitali, attraverso quella che viene chiamata “attività di grooming”, che letteralmente significa “attività di toelettatura”!


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