venerdì , 17 novembre 2017
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Quelli che… fanno le Expo – parte 2

PREMESSA: nel primo articolo su “Quelli che…fanno le expo” ero arrivata clamorosamente lunga (strano, non mi succede mai!) e quindi ero stata costretta a tralasciare alcuni dettagli.
Quindi mi è stato chiesto, da più parti, di fare una “seconda puntata”…ed io accontento i lettori, ampliando un po’ le parti già viste dello “Standard” dell’espositore-tipo (inteso come espositore esperto) ed aggiungendo quelle che non ero riuscita a citare nel primo articolo (e siccome mi hanno detto che lì ero stata troppo gentile, stavolta sarò pure un po’ più carogna).
Forse sarò un po’ ripetitiva rispetto al primo articolo: perdonatemi. Siccome non volevo auto-influenzarmi, non l’ho riletto.

ASPETTO GENERALE: uno qualsiasi.
Quello che fa le expo si può nascondere sotto le sembianze della casalinga di Voghera come sotto quelle del peggior truzzo tamarro.
Può sembrare una maestrina o una donna in carriera,  un manager rampante o un idraulico in vacanza.
E’ come nell'”Invasione degli ultracorpi”, non sai mai chi si nasconda sotto le parvenze di un qualsiasi umano cane-munito che puoi incontrare al parchetto o nella sala d’attesa di un vet.
L’unico modo per identificarlo è pronunciare le parole magiche “esposizione canina”.  Anzi, di solito basta un pezzetto della prima parola.
Come in: “Uuuh, ma che bello che è il suo cane,  immagino che lo porterà anche in esp…”
“MA CERRRRRRTOOOO! Ha solo 23 mesi ma ha già fatto due CAC e un BOB, e domenica andiamo all’internazionale di Piripacchio di Sotto e faremo sicuramente il CACIB (e qui l’interlocutore, a meno che non sia a sua volta un espositore, ha già gli occhi a palla, perché non ha capito una parola): mica come a Pincopallo di Sopra che c’era quel coglione di Tizio, che è un all rounder e questa razza non l’ha mai vista neanche in fotografia e mi ha dato un MB, ma si rende conto? Un MB a questo cane qui! Ma si può? (l’interlocutore continua a non capire una mazza, ma lo vede infervorato-indignato e quindi scuote sdegnosamente la testa: eh no, assolutamente non si può! ).
Invece domenica c’è Caio che l’ha già visto all’expo di Santapupazza, in giovani, e gli ha dato l’ECC primo, che ne aveva già altri tre e se non fosse stato per Tizio avremmo anche fatto la GPE, ma chissenefrega, tanto per quel che vale la GPE in Italia, meglio fare il campionato, no? (e mo’ che cazzo sarà ‘sto GPE? Il GPS per ritrovare i cani?). Ovviamente  dipenderà tutto dalla Speciale (Eh! OVVIAMENTE!), dove giudica Sempronio, che è straniero ed è la prima volta che vede il cane, ma un cane così non può mica non piacergli, NO?” (domanda retorica, posta con occhio assassino).
A questo punto l’interlocutore se ne esce con un commento prettamente tecnico, tipo: “Eh, sì sì, è proprio bello…come si chiama?”…e quello che fa le expo risponde qualcosa come: “Carlomagno Secondo della Corte dei Monasteri  Segreti”.
Al che l’interlocutore spera solo che si apra rapidamente la porta del vet.  Se invece è al parchetto, guarda l’orologio e scopre che si è fatto tardissimo.

CARATTERE ED ATTITUDINI: quello che fa le expo non ha MAI ambizioni di vittoria. Se solo provate ad insinuarlo, si incazza a morte.
In realtà quelli che fanno le expo ci vanno o per far divertire il cane (solitamente i privati) o perché ci tengono al giudizio dell’ Esperto Giudice (tutti gli allevatori): giudizio che serve loro esclusivamente per motivi zootecnici e che accetteranno sempre con somma sportività, perché della coppetta (indicata sempre e solo col diminutivo, in segno di sommo spregio) nun gliene po’ frega’ de meno.
A loro interessa solo la qualifica: la classifica è un optional pressoché inutile.
E ovviamente gli interessa solo il ring di razza.
Raggruppamenti, best in show e affini sono stupidi e inutili momenti di show che però “tocca sopportare, perché sono per il pubblico”, inteso come mandria di poveri ignoranti a cui bisogna pur dare il contentino, facendogli credere che un bassotto possa essere paragonato a un bovaro delle Fiandre (ahahah!!! Che significato zootecnico può mai avere, una classifica tra razze diverse? E’ solo scena, solo show per gli spettatori!).

E INFATTI… se il Giudice di razza trova un difetto al suo cane, per quanto minimo, esso viene immediatamente declassato a Inesperto Giudice (probabilmente per la prima volta alle prese con questa razza).
Se il difetto è più grave, si passa direttamente a Coglione Che Non Capisce Un Cazzo di Cani (esperto o inesperto che sia, si trova lì perché è ovviamente un raccomandato e non certo uno bravo: seguono motivazioni, quasi sempre a sfondo sessuale, della raccomandazione. O si tromba la segretaria dell’organizzazione, o si tromba la moglie del presidente del Club, o ha fatto trovare la celeberrima coperta in albergo al presidente del Club quando l’ha invitato a giudicare all’expo che organizzava lui).
Se il Giudice del Raggruppamento sbatte fuori il suo cane al primo giro, è un Idiota.
Se lo tiene dentro ma non lo mette fra i primi tre, è invece uno che Qualcosa Capisce, Ma Purtroppo E’  Un Venduto.
Idem se lo piazza anche fra i primi tre, ma non al primo posto: in questo caso si specificherà anche a chi è venduto, e perché. Torneranno le motivazioni sessuali, mescolate però a motivazioni cinofile, come in “Eh, per forza! Quello lì (il giudice) ha usato quel cane di merda (il vincitore del raggruppamento) che si sa benissimo che non dà niente di buono, ma se lo usi ti ammanichi il proprietario che giudicherà alla mondiale, e allora lui  (sempre il giudice) ha preso ‘sta monta, ma gli è venuta fuori una cucciolata di ciofeche che non sarebbe riuscito a dar via neanche regalandola, se quell’altro (l’allevatore che ha vinto) non glieli avessi piazzati tutti”.

La somma sportività di quello che fa le expo, ovviamente, non si limita ai giudici ma si estende anche agli altri espositori, tutti definiti “suoi grandi amici”.
Anzi, se è un privato, oltre che “per far divertire il cane” (che infatti si diverte un casino, basta vedere la sua faccia dopo un’ora passata sul tavolo da toelettatura) va in expo anche “per passare una giornata con gli amici”.

E INFATTI
… lo vedi sulla sua seggiolina da campeggio, davanti alla gabbia del suo cane, oppure mentre dà gli ultimi ritocchi in attesa del giudizio, che chiacchiera amabilmente con l’amico A, mentre al termine dei giudizi, magari, si sposta e va a scambiare qualche opinione al bar con l’amico B.
A vederlo, effettivamente, sembra sempre allegro e conviviale e dà  proprio l’impressione di divertirsi.
L’impressione è corretta: infatti, con l’amico A, si diverte moltissimo a sputtanare il cane di  B, mentre con l’amico B si diverte un sacco a sputtanare il cane di A. Se sentisse A e B che, qualche ora dopo, si divertono (ovviamente) da matti a sputtanare il cane suo, forse gli toglierebbe il saluto: ma i meccanismi perversi delle esposizioni permettono tranquillamente di sparlare alle spalle senza rischi: basta attendere che lo sputtanando di turno sia sul ring (e dare magari un’occhiata in giro per evitare di farsi sentire dal suo clan, quando si tratta di allevatori: mentre i privati il clan non ce l’hanno e quindi vanno sul sicuro).

TESTA: assolutamente matta e pure un filino paranoica.  Se non ce l’hai ancora alla prima esposizione, quando arrivi  tutto bello ingenuo e convinto che quello sia davvero “un ambiente in cui ci si diverte con i cani”, la paranoia ti viene sicuramente alla seconda, massimo alla terza expo. Quanto alla testa matta… se non ce l’hai di natura, per te non ci sarà mai una “seconda” expo. Se dopo la prima continui, è perché sano di mente NON sei.

ARTI ANTERIORI: quello che fa le expo, quando sta toelettando il cane prima di entrare sul ring, di braccia ne ha almeno sei.
Tipo dea Kalì.
Per questo riesce contemporaneamente a spazzolare, pettinare, cotonare, imborotalcare, limare l’unghietta sporgente, tagliare il ciuffetto che fuoriesce dalla coda, dare (inavvertitamente, sia chiaro!) una botta con la spazzola sulla mano della Sciuramaria Visitatrice che vorrebbe accarezzare il cane mentre lui lo sta preparando.
Quando salgono sul ring, quelli che fanno le expo si dividono in due categorie:
a) Egoisti, che pensano solo al proprio cane. Questi, sul ring,  rinfoderano quattro dei sei arti anteriori da dea Kali e ne usano solo due: uno per reggere il guinzaglio e l’altro per mostrare il bocconcino al cane (che finalmente comincia a divertirsi davvero);
b) Altruisti, così carini e gentili che pensano a TUTTI i cani e non soltanto al proprio. Questi ultimi – già citati anche nel primo articolo – rinfoderano solo tre dei sei arti anteriori: dopodiché ne usano uno per tenere il guinzaglio, uno per mostrare il bocconcino al loro cane e uno per pasturare i cani altrui lasciando cadere bocconcini a terra, specie durante il giudizio in movimento. Siccome quello delle expo è un mondo strano ed anomalo, i tipi b) vengono spesso definiti Bastardi Inside dagli altri espositori, evidentemente incapaci di apprezzare cotanto altruismo. ‘Sti grezzi senza cuore.

ARTI POSTERIORI: quello che fa le expo ne ha due, come  un umano qualsiasi: però più allenati di quelli di Usain Bolt.
L’allenamento gli serve per andare a prendere il concorrente che gli sta davanti e spingergli il culo, trattenendo contemporaneamente il cane col guinzaglio con gesti esageratamente plateali e guardando il giudice senza profferir verbo, ma con un chiaro fumetto che dice: “Insomma, come posso stare dietro a questa lumaca di cane? Il mio va più forte, non vede che va troppo più forte? Si decide a farmi passare davanti?”.
In realtà, di solito, quello che va più forte è LUI: però, a volte, il giudice ci casca pure. Altre volte non se lo fila di striscio, e allora quello che fa le expo rallenta – sempre in modo vistoso e plateale – rompendo le palle a quello che gli sta dietro.

MOVIMENTO: da fluido, elegante, quasi a passo di danza (handler professionista) a grossolano (privato), arrogante con occhiate di sfida lanciate al giudice (allevatore), caracollante e sfiatato nel disperato tentativo di tenere il passo del cane (io, quando presentavo i pastori tedeschi. Dopo un paio di giri, anche con gli husky).
NOTA: il movimento fa distinguere al primo colpo  Quello che fa le expo per la prima volta, categoria a parte che forse illustrerò in un articolo a parte, perché merita attenzioni particolari.
Infatti lui i  movimenti non li coordina, anche perché non capisce mai quando deve partire, dove deve andare, in quale senso deve girare e da che parte deve tenere il cane.
Puoi vederlo schizzare in senso contrario a tutti gli altri e poi ravvedersi con un brusco dietrofront che lo manda a stamparsi contro il cane che lo segue (talora con rissa canina incorporata); puoi vederlo mentre tiene orgogliosamente il  guinzaglio a destra, in modo che il giudice possa apprezzare solo le sue gambe, visto che sul ring si gira in senso antiorario (se la handler è femmina, indossa una gonna e le gambe sono di pregevole fattura, il giudice sarà pure contento: ma non avrà ugualmente la più pallida idea di come si muova il cane); ma soprattutto puoi vederlo che inchioda di colpo e diventa rosso come un peperone, mentre il suo cane si esibisce nella celeberrima Cagata Sul Ring, performance tipica del neofita perché tutti gli altri hanno fatto sporcare i cani prima del loro turno.

CODA: vivaddio, non ce l’ha. A meno che non si voglia considerare tale la scia di bocconcini che gli Altruisti (vedi sopra)  lasciano sul ring.

MANTELLO (ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI): quello che fa le expo, a casa sua, vive in tuta-perennemente-decorata-da zampate-fangose, salopette da contadino degli anni ’40 e scarpdetennis (anfibi d’inverno): anche perché, di solito, è un allevatore, o quantomeno un cinofilo che possiede più cani.
Ha la casa tapezzata di pelo, le suole delle scarpe rivestite da un sottile ma ormai inamovibile strato di merda secca, tracce di bava sulla faccia tipo pittura di guerra dei Sioux. E non parliamo della sua macchina.
Se sei uscito di casa a piedi, si è messo a piovere, non hai l’ombrello, incontri per caso quello che fa le expo e gli chiedi un passaggio, lui ti risponde: “Uhm…aspetta, vediamo…non lo so se ci stai”. E tu pensi che sia uscito con la moglie, i tre figli e la nonna.
Invece no: è da solo.
Però deve scavarti un minimo di spazio vitale, perché tutto lo spazio posteriore, dal portellone ai sedili davanti (quelli dietro sono stati estirpati fin dalla notte dei tempi) è occupato dalle due gabbie per i cani grossi, mentre sul sedile anteriore ci sono: a) vari kennel per il cane piccolo (quello che fa le expo può anche allevare rottweiler o mastini napoletani, ma ha SEMPRE un cane piccolo accessorio:  bassotto, bolognese,  yorkshire o jack russell, comprato con la scusa di avere “un cane da compagnia” per la moglie o per i figli, ma in realtà col bieco scopo di esporre anche lui); b) tre ciotole; c) otto marsupi; d) due tappetoni arrotolati; e) un sacco di mangime; f) una ventina tra collari e guinzagli misti.
Tu sbirci speranzoso nello spazio tra gabbie e sedili anteriori (forse potresti infilarti lì), ma c’è incastrato un tavolo da toelettatura con tutte le ruote attaccate.
Alla fine, scava che riscava e spostaroba che ti rispostaroba (che viene lanciata tutta nelle gabbie), un microposto – sempre che tu sia magrissimo – salta fuori.
Tu ringrazi, entri in macchina, ti siedi  e senti uno SGNEC molliccio, perché ti sei seduto su un pezzo di fegato bollito.
Appena partiti, anche se piove ed è gennaio, allunghi la manina sperando di non essere visto e abbassi almeno un filo di finestrino, perché c’è una puzza di cane che fa svenire. Quello che fa le expo non sembra sentirla, e dopo qualche istante capisci il perché: puzza di cane pure lui, quasi come la macchina.

BENE!
Questo stesso personaggio, se è femmina, sul ring la vedrai in minigonna, scarpetta bassa griffata, toppino da cui fuoriescono appetibili rotondità, messa in piega fresca di parrucchiere, trucco da serata di gala, leggera traccia di Chanel numero 5. Una specie di  Barbie Handler (che stranamente non esiste ancora, bisognerebbe avvisare la Mattel).
Gli uomini in teoria dovrebbero vestirsi da Ken, ma se espongono cani di piccola taglia spesso si vestono anche loro da Barbie Handler (basti guardare le loro giacche): se il cane è più grandicello, invece, sono perfetti Ken da occasione mondana, in giacca-cravatta-calzoni BIANCHI (!) senza un pelo e con piega impeccabile.  Ed emanano un vago profumo di colonia raffinatissima.
A qualcuno potrebbe venir da chiedersi perché mai questi signori non si mettano in tiro nella vita di tutti i giorni e non si concino da homeless puzzolenti quando vanno in expo, dove – vivaddio – si passa una giornata in mezzo ai CANI.
Se te lo stai chiedendo, evidentemente non sei uno quelli che fanno le expo.
Quindi scordati di capire.


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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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