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Le spese veterinarie nel nuovo redditometro? IMBECILLI!

Posted By Valeria Rossi On 27 ottobre 2011 @ 10:45 In Il cane e la legge,News | 22 Comments

Cani e gatti nel redditometro: ebbene sì, è questa l’ultima trovata dell’Agenzia delle Entrate italiana, che vorrebbe inserire le spese veterinarie tra gli “indicatori di ricchezza” del nuovo redditometro sperimentale.
Ovvero: non andiamo a controllare come mai gente che dichiara di guadagnare mille euro al mese abbia lo yacht e la Ferrari in garage, ma andiamo a tartassare la vecchietta che faticosamente, con la sua pensione minima, riesce a dar da mangiare anche alla Lilli che ha adottato in canile, e quando sta male trova pure i soldini per curarla (magari mangiando patate per una settimana, perché tutto non si può fare).
La notizia è sulla Zampa.it  (ovvero sulla pagina dedicata agli animali da “La Stampa”), seguita da un commento furibondo di Marco Melosi, Presidente dell’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari) che vi invito a leggere direttamente alla fonte.
Qui riporto solo una parte del suo incipit, perfettamente condivisibile: “Siamo al surrealismo fiscale (omissis): il Governo italiano continua a lucrare sugli animali da compagnia, a considerare il cavallo un indicatore nel reddito, a ridurre le detrazioni sulle spese veterinarie per cani e gatti, ad aumentare le tasse portando l’Iva ai massimi livelli storici (21%) sul loro cibo e sulle cure mediche degli animali da compagnia, inclusi furetti, conigli e criceti che sempre più numerosi popolano le case degli italiani. Per via XX Settembre, gli animali sono davvero ‘”un tesoro”. Ma evidentemente, per lo Stato italiano, la capacità senziente degli animali è stata interpretata come capacità tributaria e di patire la peggiore vessazione fiscale di tutta Europa“.

Ovviamente questa “peggiore vessazione fiscale” invita all’abbandono (non tutti sono dei santi come la vecchietta del mio esempio precedente chi non ce la fa più a mangiare e a far mangiare anche il cane, spesso è costretto a portarlo al canile): ma soprattutto invita alla non-adozione. Poi lamentiamoci se abbiamo i canili pieni, mi raccomando.
Potrei andare avanti per due ore a indignarmi e a scrivere cose tutto sommato scontate: ma l’unica cosa che mi sorge proprio spontanea dal cuore è quella che ho messo nel titolo.
IMBECILLI.
Non c’è molto altro da aggiungere.
C’è solo da ribellarsi con veemenza a questo ennesimo gioco al massacro sulla pelle dei più deboli, che si spera venga attaccato politicamente (per quanto non mi risulta che l’attuale politica si sia mai schierata con tanto impegno a favore dei meno abbienti…).
C’è da sperare che, ancora una volta, prendano posizione i cacciatori, che SONO una forza politica tenuta in grande considerazione (come bacino di voti), a differenza di altri cinofili, animalisti e veterinari che sono quasi sempre voci nel deserto.
Una cosa è certa: se da un lato c’è chi propone di far entrare il cane nello stato di famiglia, per garantirgli maggiore tutela contro abbandoni, maltrattamenti e affini, dall’altro c’è chi palesemente invita a non denunciare neppure più il possesso di un animale e soprattutto a NON curarlo quando e se ne avrà bisogno.
Ennesima prova che NON siamo un Paese civile e che tutto il mondo fa assolutamente bene a riderci in faccia.


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