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Taglio orecchie e coda: dal 1° Novembre NON SI PUO’ PIU’, piaccia o meno al ministro Fazio

Posted By Redazione On 29 ottobre 2011 @ 10:56 In Il cane e la legge,News | 78 Comments

Negli ultimi giorni è circolata più volte, in rete, copia della sentenza del TAR che accoglieva la domanda di sospensione dell’Ordinanza Martini, quella che vietava il taglio di orecchie e code per finalità estetiche, con una motivazione quantomeno incomprensibile (suona più o meno come “la sospendiamo perché ci hanno chiesto di sospenderla”: per leggere il documento del TAR cliccate qui).
Ma perché, proprio adesso, tutti si scapicollano a ricordare questa sospensiva?
Il motivo è molto semplice: il primo novembre entra in vigore la Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre 1987 (sì, sono stati velocissimi a metterla in pratica…) e pienamente accolta anche dall’Italia, che, all’art.10, recita così:

1. Gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi debbono essere vietati, in particolare:
a) il taglio della coda;
b) il taglio delle orecchie;
c) la recisione delle corde vocali;
d) l’esportazione delle unghie e dei denti.

2. Saranno autorizzate eccezioni a tale divieto solamente:
a) se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale;
b) per impedire la riproduzione.

3. a) gli interventi nel corso dei quali l’animale proverà o sarà suscettibile di provare forti dolori debbono essere effettuati solamente in anestesia e da un veterinario o sotto il suo controllo;
b) gli interventi che non richiedono anestesia possono essere praticati da una persona competente in conformità con la legislazione nazionale.

Quindi c’è poco spazio per le interpretazioni fantasiose: dal primo novembre sarà finalmente VIETATO tagliare orecchie e code, a tutti gli effetti, e chi contravverrà a questa regola incorrerà nel reato di maltrattamento di animali, punito dall’articolo 544-ter del Codice penale con la reclusione da tre a diciotto mesi o con la multa da 5.000 a 30.000 euro (che è ancora pochissimo, ma sempre meglio di niente).
Appare quantomeno patetico il tentativo del Clan dei  Tagliatori – quasi tutti cacciatori, capitanati dal ministro Fazio – di sbandierare la sospensiva del TAR, come se essa potesse annullare la Convenzione europea.
In realtà è esattamente il contrario.
Tra le motivazioni che hanno portato alla sospensiva vi è infatti quella secondo cui il provvedimento ministeriale “incide su una materia che appare disciplinata dalla Convenzione di Strasburgo“.
In altre parole, il TAR ha detto: “Va bene, visto che ce lo chiedete sospendiamo… intanto il 1° novembre 2011 entra in vigore la Convenzione e tutto il resto viene automaticamente a decadere”.

La verità è che tutto il boicottaggio che il ministro Fazio ha messo in atto contro l’ordinanza Martini passerà in secondo piano di fronte alla decisione unanime dell’Europa. E meno male, visto che al ministro ben poco sembra importare del benessere degli animali, mentre moltissimo gli importa dei consensi politici che gli vengono dalle lobby venatorie e dallo stesso ENCI, nato da cacciatori e sempre e solo schierato a favore dei cacciatori.
Lo dimostra il fatto che il Centro di Referenza Nazionale per il Benessere Animale, un organo dello stesso ministro, avesse prodotto il parere che potete leggere cliccando qui, e che porta diverse evidenze scientifiche del fatto che il taglio della coda è doloroso (certo, ci voleva chissà che studio…comunque gli studi sono stati fatti e hanno dimostrato che i cuccioli soffrono). Dello stesso identico parere si era detta la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari Italiani.
Il ministro Fazio, invece (sollecitato dagli amici cacciatori) ha presentato un pronunciamento della IV sezione del Consiglio Superiore di Sanità (formato da tre medici, un giornalista e  due veterinari), a favore del taglio della coda.
Curiosamente, ma MOLTO curiosamente, uno di questi due veterinari è il prof. Massimo Castagnaro, che – come si legge sul sito della LAV
meno di un anno e mezzo prima del citato pronunciamento come relatore scriveva allo stesso Ministero della Salute che “numerose evidenze scientifiche indicano che la caudotomia preventiva è una pratica che porta dolore e stress negli animali in giovane età e la possibilità di ulteriori problemi sanitari in età più avanzata. A fronte di ciò, non sono sostanziate da evidenze scientifiche le argomentazioni che sostengono l’efficacia preventiva della caudotomia effettuta in giovane età in specifiche razze canine”.

Chissà dove sono finite tutte queste le evidenze scientifiche, quando il professore ha firmato il pronunciamento pro-taglio…
Appare evidente, per l’ennesima volta, che la nostra classe politica non ha la più pallida idea di quello che fa e che si limita a prendere sempre per buono l’ultimo che parla, anche se parla in modo diametralmente opposto alle sue stesse dichiarazioni di poco tempo prima: d’altronde Berlusconi ci ha abituati all’idea che cambiare idea come banderuole sia normale (vedi le sue dichiarazioni di ieri sull’EURO, che si è già rimangiato da cima a fondo), quindi ormai dire “tutto e il contrario di tutto” è diventata la norma, non certo l’eccezione.
Ma soprattutto è chiaro che alla nostra politica non importa assolutamente NIENTE di ciò che provano gli animali, ma solo di quanto l’argomento può fruttare loro politicamente ed economicamente.
Ormai, comunque, non è più il caso di fare disquisizioni scientifiche pro o contro: non è più l’ora di andare a fare le pulci su quanto i cuccioli soffrano, sulla possibilità o meno che certe razze, con la coda integra, possano “non piacere più”  (tesi già ampiamente smontata dall’evidenza nelle razze tedesche, i cui Standard sono cambiati ormai da molti anni prevedendo l’integrità degli animali senza che ci fosse alcuna flessione nelle vendite) o sul fatto che certe razze da caccia possano ferirsi la coda cacciando su certi terreni: c’è una convenzione europea che detta le regole, quindi non resta che rispettarle, piacciano o meno. A Fazio, ai cacciatori, agli allevatori (soprattutto di cani da caccia e di dobermann) che dovranno fare la gran fatica di selezionare code corrette (certo, tagliarle era più comodo…) e a chiunque altro.
Neanch’io sono entusiasta del fatto di dovermi mettere le cinture ogni volta che faccio dieci metri in macchina: però me le metto, perché è obbligatorio e perché, se si vive in una società civile, le regole vanno rispettate.

A fronte di tutto questo, qualsiasi buon cittadino civile non potrà che:
a) rispettare la normativa vigente, che dal primo novembre sarà il DIVIETO ASSOLUTO DI TAGLIARE  CODE E ORECCHIE;
b)  denunciare immediatamente qualsiasi taglio non necessario di cui venga a conoscenza, poiché rientra nel reato di maltrattamento di animali.

Non resta che augurarsi che gli stessi Giudici ENCI, ma anche quei cacciatori che si definiscono veri cinofili –  e cioè amanti dei CANI, in senso letterale – non soltanto si attengano strettamente alla convenzione europea, ma siano i primi a denunciarne le violazioni.
In caso contrario saranno complici del maltrattamento, perché chiunque non denunci un reato di cui viene a conoscenza non è “uno che si fa i fatti suoi”: è un omertoso e – come tale - complice di quel reato.


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