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La Sciuramaria va alla mostra (ovvero: la prima volta in esposizione)

Posted By Valeria Rossi On 31 ottobre 2011 @ 07:50 In Expo, sport, attività,Umorismo | 35 Comments

A “quelli che…fanno le expo” abbiamo già dedicato ben due articoli: lasciando, però, poco spazio ai neofiti. Che non sono più numerosi come un tempo, bisogna dirlo: c’è la crisi e  le expo sono diventate un lusso che non tutti possono (o vogliono) permettersi.
Ovviamente l’allevatore è “costretto” a presentare i suoi cani: ma la Sciuramaria no.
Lei va “alla mostra canina” (che si chiamino “esposizioni” o “expo” lo imparerà solo dopo qualche tempo) per divertirsi, per vedere com’è, per passare una giornata diversa: tutte cose che, in fondo, non le ha ordinato il dottore.
Qualcuno dirà: magari ci va anche per capire se il suo cane è un potenziale campione o una ciofechina, il che sarebbe molto opportuno in vista di un eventuale uso in riproduzione!
Eh… forse a Puffolandia, ci vanno con quello scopo lì.
Ma in Italia no.
Le nostre Sciuremarie sanno tutte di avere Il Più Bel Cane del Mondo, senza alcun bisogno di conferme.
Quanto al fatto di usarlo in riproduzione, danno assolutamente per scontato che una cucciolata, se femmina (perché “altrimenti soffre, poverina”) o una monta, se è maschio (perché i maschi “hanno bisogno di sesso, poverini”) il loro cane dovrà farla per forza.
Visto che il “bisogno di sesso” maschile pensa di azzerarlo in una seduta singola, mi chiedo come si regoli la Sciuramaria con suo marito (poverino): ma l’esposizione canina, se proprio deve avere un significato in termini di riproduzione, per lei ha quello di trovare un bel parco-pretendenti per Fufi, al quale presenterà tutte le femmine della stessa razza con frasi come: “Amore della mamma, cosa ne dici? Ti piacerebbe questa cagnolina come mogliettina? Ci vogliamo fidanzare?” (e l’espositore che tiene la presunta pretendente al guinzaglio pensa frasi come “Ma fidanzalo con tu’ nonna, quel gran cesso del tu’ cane!”).

Anche se sono più rari di un tempo, comunque, i debutti in expo continuano… e ovviamente ognuno ha vissuto il suo: da quello per cui la prima expo è stata anche l’ultima a quello che, dopo anni ed anni di frequentazioni, si presenta in segreteria con l’aria così annoiata che ti aspetti quasi che dica “abbonato…”, come sul tram.
Quindi questo articolo prenderà in giro proprio tutti, sottoscritta compresa (anzi, in alcuni punti descriverò proprio la MIA prima expo. Ma non chiedetemi in quali punti, tanto non ve lo dirò mai).

L’ISCRIZIONE
Le Sciuremarie debuttanti si dividono in due categorie: quelle che aspettano l’expo più vicina possibile a  casa e quelle che ne scelgono una  lontanissima  (così, in caso di giudizio che copra Fufi di vergogna & ignominia, non lo saprà mai nessuno).
Poiché la Sciuramaria non ha la minima idea dei diversi tipi di esposizione canina esistenti, può capitare – random – che iscriva il cane alla mostra paesana come all’internazionale con speciale di razza: tanto per lei sono la stessa cosa.
Qualche piccolo problema può insorgere quando, avendo sentito il racconto dell’amica (la Sciuragina) che ha portato il cane alla mostra paesana e l’ha iscritto sul campo la mattina stessa, pretende di fare la stessa cosa all’internazionale.
Oggi sono casi abbastanza rari, perché un minimo di informazioni ormai si trovano ovunque, anche in rete: un tempo, invece, si vedevano pregevolissime risse in segreteria quando le Sciuremarie scoprivano che il cane avrebbero dovuto iscriverlo il mese prima e che non le avrebbero neppure fatte entrare.

IL GIORNO PRIMA
Il giorno prima dell’esposizione, anzi la SERA prima (così resta meno tempo per sporcarsi), la Sciuramaria LAVA il suo cane.
E più il pelo è lungo, più tardi lo lava.
In alcuni casi è pure capace di alzarsi alle quattro del mattino per lavarlo la mattina stessa dell’expo, ma di solito, per il Gran Debutto, si rivolge a un professionista: e siccome il professionista col cavolo che lavora di domenica (tantomeno alle quattro del mattino), mediamente il cane esce dalla toelettatura verso le 19 del sabato, più o meno alla stessa ora in cui lei  uscirebbe dal parrucchiere se il giorno dopo dovesse andare a un matrimonio.
Peccato che il capello umano, lavato e messo in piega la sera prima, sia ancora identico la mattina dopo.
Invece il pelo canino, lavato la sera prima, il mattino dopo fa OPLAAAAA’!!!… e si gonfia a dismisura in una bella nuvolona di peli sparati e morbidissimi (specie quando lo Standard richiede un bel pelo ruvido): se  poi per caso il cane si avvicina alla muta, la nuvola sarà anche guarniti da ciuffi e ciuffetti capricciosi che spuntano qua e là tipo Jack in the box, facendoti cucù. L’esempio della foto è ovviamente fasullo, ma solo perché una foto vera non l’ho trovata: in compenso di cani veri conciati più o meno così ne ho visti a bizzeffe.
(NOTA: il cane va lavato almeno tre giorni prima dell’expo).
Un’altra cosa che non ci si dovrebbe sognare di fare a ridosso della manifestazione, ovviamente, è strippare i peli duri: e qui, quasi sempre, ci arriva anche la Sciuramaria, se ha già avuto occasione di vedere il suo cane subito dopo lo stripping.
Qualche pregevole esibizione di bassotto o di schnauzer vestito da cane nudo del Messico, però, la si può vedere in classe Giovani, quando la prima esposizione va a coincidere, ahinoi, con il primo stripping.
Qui, se lo spelamento è particolarmente drammatico, la Sciuramaria capisce l’antifona e rinuncia a salire sul ring: ma alcune sono capaci di presentarsi ugualmente (perché l’iscrizione l’hanno pagata!), col cane pelato ad orrende chiazze  e il collare Svarowsky.

L’ABBIGLIAMENTO
La Sciuramaria, la mattina dell’expo, perde cinque minuti per pettinare il cane (tanto è stato appena lavato…) e tre ore per mettersi in tiro LEI con minigonna, microtop con tetta alla “ti-vedo-non-ti-vedo”, collanona lunga fino a metà pancia e tacco supersexy.
La Sciuramaria, infatti, non ha la più pallida idea di doversi CHINARE sul cane per piazzarlo, specie se è di taglia medio-piccola.
Non sa che la minigonna, quando si ci deve mettere a novanta gradi, è ad altissimo rischio (specie quando non sei esattamente una silfide); non sa che la tetta alla ti-vedo-non-ti-vedo può diventare una tetta alla ti-vedo-decisamente-troppo;  non sa che la collanona rischierà di  impiccare il cane, agganciandolo per il collo.
E non sapendo neppure di dover correre lungo il ring, non immagina cosa significhi provare a farlo con i tacchi alti.

La Sciuramaria pensa di essersi semplicemente “vestita bene”: e quando entra in expo, accorgendosi che altri espositori la indicano e  si scambiano gomitatine, si illude che stiano parlando del suo cane, che ha già abbagliato tutti con la sua strepitosa bellezza.
Non immagina, la tapina, che le gomitatine significhino:  “Guarda quella com’è vestita! Cerchiamo di scoprire subito su che ring espone, e se non siamo  in contemporanea andiamo a guardarci lo spettacolo!”

IL CORREDO
Il corredo-tipo con cui si debutta in expo è formato da una serie infinita di cose inutili: pettorina con strass (vietatissima), tre o quattro guinzagli diversi (presumendo di scegliere quello da usare guardando gli altri, che però avranno tutti un tipo di guinzaglio che la Sciuramaria non solo non possiede, ma di cui non hai immaginato l’esistenza), cuscinone da quattro metri per tre, tanicona d’acqua da dieci litri, saccone di mangime formato canile…eccetera, eccetera, eccetera.
Le sole cose che la Sciuramaria NON si è portata sono: un aiutante umano – due sedie pieghevoli – una gabbia  – un marsupio con i bocconcini – un tavolino da toelettatura.
Ovvero, le sole cose che servono.
A discolpa della Sciuramaria bisogna dire che le expo, finora, lei ha viste solo in televisione – dove in realtà ci mostrano esclusivamente cose tipo “Stelle a Quattro Zampe”, che vere expo NON sono – e quindi si aspetta di dover sfilare su un immenso ring moquettato e contornato da vasi di fiori, dopo aver atteso il proprio turno in uno spazio riservato col suo nome sopra, dotato di tavolino, seggiolina e hostess.
Ovviamente si aspetta anche di venire chiamata al microfono da uno speaker quando tocca a lei.
Resta dunque un filino spiazzata quando scopre che il suo ring è un quadrato di cemento di due metri per due, attorno al quale si sono GIA’ assiepati millemila espositori, che quando arriva lei  sono tutti impegnati da mezz’ora buona a toelettare i loro cani.
Se l’expo è all’aperto, la Sciuramaria pensa “che sfiga, proprio stamattina doveva esserci la nebbia?”. Se l’expo è al coperto, se la fa sotto perché teme che abbia preso fuoco il padiglione.
Invece non è nebbia, né fumo: è borotalco.

La Sciuramaria, a questo punto, vorrebbe stendere a terra il cuscinone di quattro metri per tre per Fufi, ma riesce (faticosamente, chiedendo dodicimila volte “permesso?” “Scusi?” “Mi lascerebbe infilare in quella fessura lì, per gentilezza?”) a recuperare uno spazio di quattro centimetri per tre, nel quale comprimersi col cane in braccio e dal quale osservare, spaesata e terrorizzata, le evoluzioni toelettatorie altrui, mentre lei si è portata solo un pettinino e non ha neppure la possibilità di usarlo, perché non ha spazio sufficiente per muovere le braccia.
(NOTA: se non è rimasta choccata dalla prima esperienza e ha deciso di continuare, un paio di mesi dopo vedrai  la Sciuramaria che avanza coma un panzer verso il proprio ring trainando il tavolino su ruote – che fa pure il rumore di un panzer – con sopra la gabbia, dentro la gabbia il cane, sopra la gabbia le sedie e la valigiona con gli attrezzi da toelettatura, prendendo a gomitate chiunque osi porsi sul suo cammino e ringhiando cose come: “Sposti un po’ sto cazzo di tavolo, che sta occupando dodici spazi!”. Dopodiché, se l’altro non si sposta, fa un fischio e appare un aiutante formato Hulk,  che  comincia a menare intanto che lei apre il tavolo, ci piazza sopra il cane e comincia a  far volare borotalco).

IN ATTESA DEL GIUDIZIO
La Sciuramaria entra alla sua prima expo alle otto in punto e pensa “Uh, quanto tempo abbiamo!  I giudizi iniziano solo alle dieci, ci si annoierà nell’attesa!”: dopodiché, prima di aver trovato (chiedendo disperatamente a destra e a manca) a) la segreteria, b) il controllo veterinario, c) il ring su cui verrà giudicata la sua razza, d) un minimo di spazio vitale per piazzare se stessa e il cane, si accorge che sono arrivate le dieci e mezza.
Per fortuna, prima della razza di Fufi, su quello stesso ring ne verranno giudicate altre sei: quindi avrebbe, in teoria, tutto il tempo di annoiarsi a morte. Però non si annoia perché, praticamente ad ogni cane che passa, si chiede (e soprattutto chiede a tutti quelli che vede):  “Tocca mica a noi?”.
E sta per tutto il tempo col batticuore temendo di perdere il turno, perché ha scoperto che lo speaker col microfono non c’è.

IL GIUDIZIO
E’ l’ora X!
La Sciuramaria, che finalmente aveva ottenuto un discreto spazio vitale (perché tutti gli altri si sono allontanati sperando di non sentirsi più chiedere “tocca mica a noi?”), entra sul ring.
O meglio, viene travolta e spintonata sul ring dagli altri concorrenti, perché lei non era proprio ben sicura che toccasse a lei (non avendo più nessuno a cui chiederlo) e quindi si era fermata titubante, esattamente sull’ingresso.
A questo punto Fufi, che fino a quel momento era rimasto immobile e pure un po’ impaurito dall’insolita marea di cani e umani che gli frullava intorno, si riscuote improvvisamente e pensa: a) “Ma guarda quanti altri maschi! Aleee!!! Si litiga!”
Quindi si avventa sul cane più vicino, ma la Sciuramaria (che dopotutto Fufi lo conosce) è pronta alla manovra aggiratoria e lo tira via di peso  trascinandolo al centro del ring, laddove  Fufi pensa: b) “Mi scappa la cacca”.
Giudizi bloccati prima ancora di iniziare, perché deve arrivare (solitamente dalla Patagonia, a giudicare dal tempo che ci mette)  l’inserviente con paletta e segatura, mentre la Sciuramaria distribuisce circolarmente sorrisetti imbarazzati, pensando “Vabbe’, ma sono tutti proprietari di cani, capiranno…”
Invece gli altri, essendosi tutti premurati di far sporcare i cani prima di salire sul ring, le lanciano occhiate che vorrebbero tanto incenerirla sul posto (e le va bene che Charlie, l’Incendiaria di Stephen King,  non ci risulta aver mai fatto expo).
Eliminate le deiezioni fufesche, la Sciuramaria comincia a guardare cosa fanno gli altri, con l’idea di imitarli: ed è qui che scopre che i cani non basta tenerli attaccati al guinzaglio, ma che vanno messi in posizione o piazzandoli con le mani, o facendo balenare loro il miraggio di un bocconcino (che lei non ha).
Fufi, ovviamente, non è mai stato piazzato in vita sua: quindi, non appena lei prova a  mettergli una mano su una zampa, pensa: “Ehilà, si gioca!” e comincia a saltarle in testa o a capottare felice a pancia all’aria (se poi è proprio sfigata, Fufi le sgagna anche il vestitino figo, con il drammatico risultato della foto sopra a sinistra).

La Sciuramaria gli tira allora un urlaccio, e Fufi fa immediatamente la faccia da cane ENPA abbandonato dopo anni di maltrattamenti, con le orecchie a sottogola, le zampe piegate ad angolo retto e la coda che fa il giro sotto la pancia, proprio nel momento in cui il Giudice gli passa davanti per il primo esame globale della classe.
Oppure si svacca indegnamente al suolo.
In alternativa, si lascia piazzare ma fa le boccacce al Giudice.
Ma non c’è neppure il tempo di disperarsi, perché la Sciura deve presentarsi al giudizio individuale: per il quale, se tocca a lei per prima, viene chiamata tre volte e alla fine presa per un braccio dal commissario di ring e trainata davanti al Giudice, non sapendo che esistesse un giudizio individuale.
Se invece ci sono altri numeri prima del suo, ci va da sola perché ha capito perfettamente tutto quello che si deve fare.
Infatti arriva davanti al Giudice e dice a Fufi: “Su, tesoro della mamma, mettiti in posa!”.
Dopodiché può succedere di tutto.
Qui citerò, in ordine sparso, una serie di aneddoti, tutti realmente accaduti sotto i miei occhi:

a) alla richiesta “mi faccia vedere i denti”, la Sciuramaria mostra – lei -  i denti al Giudice, dicendo pure “cheeseeeeeeeeeee!”;
b) alla stessa richiesta, la Sciuramaria dice alla cagna: “Amore, fai un bel sorriso al Giudice!”;
c) alla richiesta “mi tenga la testa, per favore” (per controllare i testicoli di un maschio), la Sciuramaria sostiene la testa del Giudice con una mano, come si fa con gli amici sbronzi che stanno vomitando fuori dalla discoteca;
d) alla stessa richiesta, la Sciuramaria esegue e tiene la testa del cane, ma la molla subito inorridita strillando al Giudice, a millemila decibel: “Ma cosa fa?!? Gli tocca le palle???”, cosicché Fufi si gira e tenta di staccare un mano al Giudice;
e) alla dichiarazione del Giudice: “Mi dispiace, questo cane è monorchide”, la Sciuramaria risponde in tono feroce: “E ALLORA?”;
e) alla richiesta “Avanti e indietro, grazie”, la Sciuramaria parte con Fufi  facendo un passo e un dietro-front, un passo e un dietro-front e così via;
f) alla richiesta: “Mi faccia un giro”, la Sciuramaria piroetta graziosamente su se stessa restando ferma sul posto, mentre Fufi abbaia tutto felice;
g) al termine del giudizio, quando il Giudice dice:  “Grazie, si accomodi”, la Sciuramaria, anziché tornare al suo posto nel gruppo, esce proprio dal ring. Inseguita dal commissario,  quando viene raggiunta strilla, quasi in lacrime: “Come sarebbe, devo restare? Mi ha mandato via, quello stronzo!” (inspiegabilmente, quella Sciuramaria non ha vinto la classe: peccato, perché aveva un bel cane);

E così su due piedi non me ne vengono in mente altri, ma non dubito che i lettori potranno ampliare il panorama con le proprie esperienze.
Il giudizio in movimento ve lo risparmio, che è meglio: tanto dura poco, perché dopo il primo giro il Giudice chiede alla Sciuramaria di fermarsi (così forse riuscirà a vedere gli altri cani).

L’INTERPRETAZIONE DEL GIUDIZIO
La Sciuramaria, nove volte su dieci, non capisce una parola di ciò che il Giudice dice al commissario di ring: un po’ perché molti giudici bisbigliano come cospiratori, un po’ perché molti sono stranieri, un po’ perché non conosce proprio i termini tecnici, e quando il giudice dice “stop scorretto” pensa di essersi fermata troppo indietro e fa un passo verso di lui.
Se per caso, però, il Giudice pronuncia una frase comprensibile, tipo “bella testa”, la Sciuramaria se la stampa nel cervello a lettere di fuoco e non sente nient’altro: quindi se il giudizio finale è “bella testa, ma tronco troppo lungo, groppa corta, coda attaccata troppo alta, movimento scorretto“, lei è ugualmente convinta che Fufi stia per vincere la classe (sempre ammesso che sappia che sta concorrendo in una classe, e non direttamente per il Best in Show).
Se la qualifica finale è di “Buono”,anche se non ha vinto,  la Sciuramaria sarà felice perché intende la cosa alla lettera (nessuno le ha spiegato che “buono”, in cinofilia, significa “poco più di un cesso”: ed io resto convinta che l’ENCI dovrebbe essere più sincero nelle qualifiche): quindi, una volta recuperato il libretto delle qualifiche, tornerà a cercare tutte le ipotetiche fidanzate che aveva agganciato prima, sbandierando il giudizio sotto il naso dei proprietari: “Visto? Fufi ha preso BUONO! Adesso la facciamo, vero, questa cucciolata?”

Se la prima esposizione della Sciuramaria è anche l’ultima, qualsiasi cosa sia successa e per quante scuse abbiano inventato i proprietari delle cagnette per liberarsene (ne ho sentito uno dire con aria contrita, della sua pluricampionessa: “Mi dispiace, è sterilizzata!“. Tanto la  Sciuramaria ignora che una cagna sterizzata non può andare in esposizione), lei conserverà sempre un bel ricordo di questa esperienza. Non sa se ha vinto o ha perso, non ha capito la qualifica e tanto meno la classifica: però sa che il suo cane è BUONO e tanto le basta per andarne fiera nei secoli a venire.
Se invece ci torna, avrà di fronte una lunga serie di chiarimenti e soprattutto disillusioni… ma avrà anche fatto il Grande Salto, da Sciuramaria ad Espositrice Smaliziata. In altre parole, avrà preso il dannato virus delle expo, dal quale non si guarisce più: e qualche mese dopo la vedrai che sgomita con l’amica in coda alla segreteria, dicendole “Guarda quella com’è vestita. Dai, cerca di scoprire su che ring va!”.

 


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