Le corse di levrieri? Ma poverini! Che pena mi fanno quei cani sfruttati per scommetterci sopra, poi abbandonati a se stessi e in certi Paesi anche uccisi quando non servono più!

SCOPRI IL NOSTRO PET SHOP


Alt, alt: fermi tutti!
Qui non si parla affatto di questo!
E’ vero, purtroppo, che alcune corse di cani (non tutte!) sono strumentalizzate a fini economici e che i cani sono considerati “oggetti” usa-e-getta: ma questo accade solo nei cinodromi, ovvero riguarda solo le corse su pista, e non potrà mai succedere in Italia, dove tutte le corse – anche quelle in cinodromo – sono amatoriali e dove le scommesse sono vietate.

Inoltre oggi non parliamo di pista, ma di coursing, ovvero di una «simulazione di caccia» in cui i levrieri corrono su terreni naturali, a coppie, inseguendo una lepre rigorosamente finta (uno straccetto o un altro simulacro trainato da una puleggia meccanica) e divertendosi come pazzi a fare semplicemente il “mestiere” per cui sono nati.
Nessuna scommessa e nessun interesse,  se non quello di testare l’attitudine al lavoro dei propri cani e di divertirsi tutti insieme, appunto, facendo il tifo più che ai mondiali (anche perché i cani se lo meritano di più!).
A questa disciplina possono partecipare i levrieri di qualsiasi razza: dal piccolo levriero italiano (e se a qualcuno è mai capitato di pensare che questi cani sembrano topolini tremanti e spelacchiati, gli consiglio vivamente di andarseli a vedere in un coursing!) al levriero afghano (che è uno spettacolo da vedere, quando corre con tutti i “capelli al vento”) all’Irish Wolfhound che sembra un buffo cavallone, ma ce la mette tutta anche lui, perché è quello che lo sembra di meno, ma è levriero inside come tutti gli altri.
La parte del leone la fanno sempre i whippet, numerosissimi; ma il coursing, oltre ad essere un’occasione per passare una bella giornata in campagna, è anche la miglior occasione per incontrare tutte (o quasi) le razze levriere…e per togliersi un po’ di pregiudizi sul loro conto.

GUARDA I NOSTRI WEBINAR

Agli animalisti più accaniti dico subito che no, i cani non si fanno male. Certo, qualche piccolo infortunio può accadere, come in qualsiasi sport del mondo e a qualsiasi atleta del mondo: ma si prendono tutte le precauzioni possibili per ridurre i rischi al minimo.
Vengono scelti ampi spazi aperti con terreni assolutamente lisci, privi di buche, sassi e di quant’altro possa rappresentare un pericolo per i cani in corsa.
Il regolamento è molto puntiglioso in materia: sul terreno possono esserci cespugli e anche alberi, ma solo se la trazione della lepre passa ben lontana da questi, in modo che nessun cane possa rischiare di sbatterci contro.
Gli ostacoli, che fanno parte del percorso di gara (non sono obbligatori, ma “molto raccomandati” secondo il regolamento) devono essere ben visibili dal cane almeno a 30 metri di distanza.
In particolare i fossati devono essere visibili dall’ottica del cane, e non solo da quella umana. Il terreno non deve essere scivoloso, l’erba deve essere fitta e ben rasata.
I cani, inoltre, sono veri atleti, ben allenati e preparati…ma sempre nell’assoluto rispetto della loro naturalità.
Infine, ribadiamo che questa è una disciplina assolutamente amatoriale in cui non esiste (e mai esisterà) alcun tipo di doping (per il quale si fanno comunque dei controlli), né altre porcherie del genere.

Il cane, per poter partecipare a un coursing, deve essere sufficientemente sviluppato (l’età minima è di 15 mesi per le razze più piccole, whippet e piccolo levriero italiano, e di 18 mesi per quelle più grandi) e in possesso di licenza di coursing o di CQN (certificato di qualità naturali).
C’è anche un limite massimo di età, ovvero 8 anni: limite abbastanza contestato sia dai proprietari che…dai cani, visto che molti di essi, entusiasti come sono di partecipare a queste gare, si avviliscono da morire quando non gli viene più concesso di correre.
Per questo il limite di età, mutuato da quello in uso per i cani da cinodromo, risulta un po’ troppo limitativo e forse la regola meriterebbe una revisione.
Dopotutto, anche nello sport umano, nessun professionista continua a correre dopo una certa età: ma nelle gare amatoriale si vedono anche i settantenni impegnarsi al massimo e divertirsi (oltre a mantenersi molto più in forma dei loro coetanei sedentari)!

Un’altra regola che non entusiasma troppo i proprietari è quella che prevede l’uso della museruola (tranne che per PLI, irish e deerhound).
La museruola in realtà è a maglie larghissime, non dà alcun fastidio e non impedisce in alcun modo al cane di respirare a bocca aperta (come si vede nelle foto): in realtà i cani si abituano molto presto a portarla e non ne sono affatto disturbati…ma…c’è un “ma”.
A cosa serve, infatti, la museruola?
In corsa, assolutamente a niente. I cani sono talmente presi dall’inseguimento della “lepre” che non badano affatto all’avversario (o compagno di caccia che dir si voglia).
Durante le prime gare quasi non si accorgono neppure di avere un compagno-avversario: poi, man mano che capiscono il concetto di “gara” (e lo capiscono benissimo!) e che diventano più smaliziati, cominciano anche a tener d’occhio l’altro cane e a cercare di fregarlo arrivando prima di lui, magari “tagliando” prima – o meglio – una curva.
A nessuno, però, verrebbe mai in mente di liberarsi dell’avversario a morsi: primo, perché inseguire la “lepre” è immensamente più interessante e divertente che litigare; secondo, perché un cane aggressivo in corsa non sarebbe un vero levriero e non otterrebbe mai la licenza né il CQN.
La museruola, dunque, serve solo a fine corsa, quando può effettivamente succedere che qualche cane, arrivato per primo sulla “preda”, vada in possessività e la difenda contro il secondo arrivato.Qui può scapparci il morso…ma in realtà anche questo è un pessimo segno per quanto riguarda le attitudini naturali che si vogliono testare, perché un “vero levriero DOC” non dovrebbe mai, per nessun motivo al mondo, perdere l’interesse per la sua preda.
Una volta afferratola, dovrebbe al massimo dividerla con il cane che arriva dietro di lui, condividendo il momento dell'”uccisione”: quindi i cani che si mostrano aggressivi all’arrivo, molto semplicemente, non dovrebbero correre o dovrebbero essere squalificati.

Tolte queste piccole critiche (peraltro assolutamente veniali), il coursing è una disciplina fantastica e uno spettacolo tutto da godere: e, come dicevamo all’inizio, è forse il modo migliore per capire davvero l’essenza del levriero che a molti sembra un cane-bella-statuina, tanto elegante quanto…scialbo. In realtà i levrieri sono cani che “vivono in attesa di correre”. La corsa è tutta la loro vita, è l’unica cosa che conta: per questo, quando non corrono, hanno quell’aria un po’ distaccata e annoiata (e pure un po’ snob, diciamolo), come se guardassero il mondo dall’alto in basso.
Oltre alla corsa, l’unico loro interesse è il padrone: a lui, infatti, riservano tutta la comunicazione e tutte le dimostrazioni di indubbia intelligenza che ai comuni mortali levriero-privi vengono tenute nascoste. Ho sentito dire migliaia di volte che i levrieri sono “cani stupidi”…ma sempre da gente che il levriero non ce l’ha.
Purtroppo il fatto di vederli così disinteressati a tutto (padrone escluso, ripeto!), così apparentemente “inutili”, pur nella loro indubbia eleganza, non fa venire molta voglia di prendersene uno: ed è per questo, probabilmente, che i levrieri sono così poco diffusi, pur essendo tra le razze più comode da gestire e più adatte alla vita in appartamento (ebbene sì!).
Per vedere “l’altra faccia del levriero”, per capire come sono davvero questi cani, bisogna per forza andarsi a vedere un coursing.
Allora si cancellerà completamente qualsiasi idea di “cane apatico” o “stupido”, perché si vedranno cani con lo sguardo acceso, i muscoli frementi, le code piene di allegria e di desiderio.
Si vedranno anche dei gesti atletici veramente incredibili, come il cosiddetto brassok, owero la “capriola” effettuata quando si agguanta la lepre in pieno slancio; e si vedranno veri “colpi di genio” nel trovare le traiettorie più corrette in base al percorso che sta seguendo lo zimbello.

Perché la finta “lepre”, abilmente guidata dall’operatore, effettua bruschi cambi di direzione, proprio come farebbe una lepre vera: e non è facile prevederli e tantomeno anticiparli, come fanno i cani più abili che sembrano avere un collegamento…telepatico con l’operatore.
Vi garantisco che vedere i levrieri correre fa passare all’istante ogni pregiudizio sui “cani stupidi”: e a proposito, toglietevi anche dalla testa che i cani siano scemi perché “credono” che lo zimbello sia una lepre vera.
Non gli passa neanche per l’anticamera del cervello!
I cani sanno benissimo che si tratta di uno straccetto: il loro istinto predatorio scatta comunque, così come scatta quando qualsiasi cane del mondo insegue una pallina o un bastone…ma i cani sono perfettamente in grado di distinguere il gioco dalla realtà.

E allora perché arrivano a mordere l’avversario per difendere la “preda”? direte voi.
E io vi rispondo: per lo stesso motivo per cui i calciatori danno gomitate in faccia agli avversari per difendere una sfera di cuoio.
L’agonismo non ha nulla a che vedere con la stupidità: oh, be, a volte sì, d’accordo…ma più nel caso umano che in quello canino.
Sta di fatto che i cani sanno benissimo a cosa corrono dietro: ma non gli interessa, perché sanno altrettanto bene che la pappa la troveranno pronta in ciotola alla sera. Quello che conta, al momento, è correre a perdifiato e possibilmente vincere la gara; ma…giusto a proposito di scemenza, non ho mai visto un cane perdente mettersi a dare in escandescenze, né insultare gli avversari, né prendersela con l’arbitro!
E’ innegabile che, all’arrivo, il cane vincente abbia l’aria più soddisfatta e realizzata di quello che arriva secondo…ma la delusione dura giusto lo spazio di un secondo, dopodiché il perdente torna allegro e felice come prima, in attesa di rifarsi alla prossima manche.
E questo significa che il coursing è un ottimo modo: a) per passare una giornata divertente in mezzo alla natura; b) per imparare a capire meglio i levrieri; c) per scoprire il vero significato della parola “sportività”…che quasi sempre (anche se non proprio sempre, visto che umani siamo e -ahimé – umani rimaniamo) si trasmette anche ai proprietari di cani.
In pochissimi sport cinofili si vedono i padroni accettare tanto serenamente le sconfitte: quindi penso che il merito sia proprio dei levrieri, sommi interpreti dello spirito decoubertiano.
A loro importa davvero partecipare: di vincere gliene frega pochino.
Se capita, tanto meglio; ma se si arriva secondi va bene lo stesso, perché si è avuto comunque modo di correre.
E correre, per un levriero, è tutto.

Ricordiamo comunque che il punteggio del coursing non premia solo chi arriva primo: le valutazioni vengono basate su cinque criteri, ognuno dei quali può dare un massimo di 20 punti.
Questi criteri sono:
– velocità (non assoluta, perché non c’è cronometro, ma relativa a quella dell’altro concorrente);
2 – ardore;
3 – intelligenza (rapportata soprattutto alla capacità di valutare la migliore traiettoria)
4 – destrezza (valutata in rapporto ai cambi di direzione, al superamento degli ostacoli, all’abilità nell’eseguire il brassok)
5 – resistenza (valutata in base alle condizioni del cane all’arrivo).
In pratica, per chi alleva queste razze, il coursing è un prezioso metro di valutazione di tutte le qualità naturali, fisiche e caratteriali che distinguono un vero “levriero DOC”; quindi è un eccellente banco di prova per i riproduttori.
Ma per tutti gli altri (proprietari privati, pubblico e soprattutto cani) il coursing è divertimento allo stato puro.
Assolutamente da non perdere!

Per scaricare il regolamento completo del Coursing, cliccare qui


Si ringrazia la dottoressa Marina Del Priore per la preziosa collaborazione. Marina Del Priore è anche l’autrice di tutte le foto del servizio.

Articolo precedenteBellezza, lavoro…e mafia
Articolo successivoMa poverino, vuole solo giocare! (disse, entrando al Pronto Soccorso)

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

20 Commenti

  1. Tutto verissimo, abbiamo fatto fare il primo allenamento alla nostra whippet qualche settimana fa e devo ammettere che e’ stato strabiliante! Da ex atleta poi, mi ha impressionato rilevare i tempi di recupero di questi cani, dopo 5 minuti, respirazione tornata normale, battiti cardiaci idem….

  2. Grazie Valeria, articolo interessantissimo,come tutti del resto!
    Come ho avuto occasione di dire, quando hai scritto l’articolo sul Whippet, sono il mio sogno (…un po’ più di TUTTI gli altri!!) e chissà che presto o tardi non si realizzi.
    Nel frattempo imparare a conoscerli meglio, attraverso le tue parole, non fa che rendermi ancora più “impaziente”!!
    Sabato sono andata a trovare un amico, anche per vedere la sua splendida whippet, il quale mi ha detto di averla ceduta ad una coppia di amici pensionati ed appassionati della razza, che la fanno giocare ed allenare per partecipare a queste gare regolarmente.
    Devo ammettere che anch’io avevo non pochi dubbi in merito all’argomento “corse”, ma, dopo aver risposto alle mie mille domande, mi ha detto che la cagnetta si è trasformata sia caratterialmente che fisicamente, il tutto in meglio.
    Quale aspettativa di vita migliore avrebbe potuto desiderare la piccolina??…di giorno si gioca e si fa quello che è più gratificante al mondo e poi tutti a casa, magari sul divano con mamma e papà, magari dormire al calduccio infilata sotto una calda copertina e sognare di correre…ancora e ancora!
    Purtroppo la tremenda sorte di tanti (troppi) levrieri ci è tristemente nota e, come in tutte le cose, quando c’è del marcio, è perchè ci sono UOMINI MARCI e non certo l’amore per gli animali!

  3. Quanto mi sono divertita e quanto si sono sempre divertiti SOPRATTUTTO i miei whippet a fare coursing !!
    Dennis poi è stato sempre veramente fantastico, vederlo fare le curve a 90 gradi senza rallentare… ogni tanto qualche incidente e sempre senza conseguenze tipo una volta che entrambi i due whippet guardavano la lepre e hanno pensato uno di andare verso dx e l’altro verso sx scontrandosi brutalmente NEL MEZZO e cappottando diverse volte. Si sono rialzati entrambi e hanno tranquillamente proseguito !!

    Qui un video di una corsa di Dennis, una in cui non era particolarmente in forma e quindi non ha fatto la solita prestazione vincente, ma questo video mi è caro per quanto dimostra, caparbietà, iniziativa dopo un errore. La siepe IN SALITA era più alta sul metro e 60 e larga più del mio braccio…

    • ma perchè non puoi fare coursing? a quanto ne so e ho visto.. ne ho fatti tanti con la mia whippet.. l’importante è che siano microchippati e con antirabica valida…

      • I coursing sono gare ufficiali con campionati. I cani sterilizzati non possono partecipare, oltre che non fare i documenti.
        Ma esistono gli allenamenti dove possono andare tutti.

  4. ..vederli correre è assolutamente splendido, ma occorre sapere che per partecipare a due manches di mezzo minuto i cani stanno qualcosa come otto ore in un kennel ad aspettare il proprio turno, oppure attaccati al guinzaglio di padroni tutto il giorno. Aggiungendo le ore di viaggio per arrivare al luogo della gara e quelle necessarie per tornare a casa, ho i miei seri dubbi che i cani, tolta quella manciata di secondi in cui corrono all’impazzata, si godano la giornata…il coursing è una cosa inventata dall’uomo che soddisfa il divertimento dell’uomo sfruttando l’attitudine naturale del cane.

    • Ma dove hai visto cani chiusi per otto ore nei kennel?!? A parte il fatto che un coursing non dura otto ore, io ho sempre visto i cani al guinzaglio (ovviamente… ma dov’è che li vedi liberi per tutta la giornata?), ma allegri, saltellanti, che non vedono l’ora di correre o che, dopo aver corso, si fanno il pisolino in braccio ai proprietari.
      Se ti schifano tutte le discipline sportive cinofile, è un conto… ma il coursing, tra le mille, è forse uno di quelli in cui ho visto i cani divertirsi di più ed essere meno “costretti” in assoluto.
      Scusami, ma l’alternativa secondo te qual è? Queste otto ore, dove le vogliamo passa’?
      Ad annoiarci sul divano? A passeggiare in città, sempre al guinzaglio perché alternative ce ne sono ben poche? I cani vivono con noi, nella nostra società: hanno dei vantaggi, ma in cambio devono rinunciare a qualcosa… come in tutte le simbiosi!

      • Li ho visti alle gare di coursing, e anche parecchi….alcuni è vero che stanno in braccio ai padroni oppure sonnecchiano beati, ma tanti sono rinchiusi e se una manche è al mattino e l’altra al pomeriggio, con due cani soli per volta che corrono ovviamente le ore di attesa sono davvero tante…e sarò strana io, ma una giornata in cui si va a correre nel bosco e poi si gironzola in casa scegliendo il divano sul quale spalmarsi belli lunghi e tirati mi sembra una gran bella alternativa…:-)leggere che fa niente se stanno nel kennel, tanto queste otto ore dove le vogliamo passà mi stranisce un po’, come mi stranisce leggere che i cani, siccome vivono con noi a qualcosa devono pur rinunciare, dato che il cane non sceglie, anzi non ha proprio scelta. Per come la penso io sta a noi agire in modo da rispettare i suoi bisogni, quindi mi permetto di dire che il coursing, nel momento stesso dei trenta secondi di gara per il cane è bellissimo, ma nelle manifestazioni che ho visto io il cane pagava parecchio per quei trenta secondi di gioia pura…

          • io invece ho visto, all’ultima edizione dell’Euro Coursing in Italia, Levrieri di ogni razza farsi male ed addirittura un levriero è morto. Non ci vedo tutto questo divertimento…

  5. grazie valeria! confermo il divertimento dal micro al macro! La ns IW – mai sforzata a correre e noi non siamo tipi agonistici…. – adora farlo, per natura. la prima volta che ha visto lo zimbello si è illuminata, giuro. e vederla correre- come vederlo fare a tutti i levrieri – ti mette in pace con il mondo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

Potrebbero interessarti anche...