Si chiama Giancarlo Carocci.
Ex leghista, è oggi figura di riferimento (si fa per dire) di  Umbria Tricolore, un partitucolo di estrema destra con quattro gatti di simpatizzanti.
E’ uno di quei folcloristici personaggi poveri di spirito e di cultura che, non si sa bene come né perché, periodicamente raccattano un migliaio di voti in qualche provincia o regione e “fanno politica”, solitamente scomparendo nel giro di un mandato, perché quasi sempre si rivelano degli ottimi dispensatori di aria fritta e nulla più.
Sono sempre esistiti e sempre esisteranno: la sciaguratezza di questo governo ne ha fatto assurgere qualcuno a ruoli ben più elevati di quelli che meriterebbe, ma la figura di “quello che fa politica perché non sa cos’altro fare nella vita” non tramonterà probabilmente mai (specie finché c’è gente che continua a votarla, o per amicizia personale o perché suona tanto “contestatorio” nei confronti della politica tradizionale).
Di solito, però, c’è da dire che questi personaggi sono innocui: una volta agguantata la poltroncina di turno, si godono i loro privilegi e non rompono più di tanto le scatole a nessuno, ben consci di non avere né la preparazione, né le doti politiche per affrontare temi di qualche rilievo.
Stavolta, invece, il signor Carocci – consigliere provinciale – si è lanciato: ha trovato la Risposta alla crisi, quella con la R maiuscola: sopprimiamo i cani nei canili, che costano una pacca di soldi. Ma facciamo anche di più: rendiamo “legale” la soppressione di qualsiasi cane che, per un qualsiasi motivo, sia diventato un peso o una rottura di scatole per il suo proprietario.
In uno slancio sommamente combattivo (specialmente nei confronti della grammatica), nell’intervista che potete seguire nel video qui sotto, sempre che ne abbiate lo stomaco, è arrivato a dire che “Se uno cambia casa, e a in una casa più piccola…o gli aumentano i figli… cosa fa? Il cane lo abbandona (normalissimo, secondo lui: NdR)…il cane soffre, e può anche fare i danni! Uno che ha un allevamento di cani, che se ne fa?” (?!?!?) Quindi “se si DASSE  la possibilità di andare dal veterinario e con una spesa minima, 40-50 euro, di fargli una puntura, penso che sarebbe la cosa migliore”.

Evidentemente la cosa è incommentabile: anzi, quasi secca parlarne, perché la povertà e la tristezza del personaggio, che annuncia serenamente di non conoscere la legge, suggeriscono che abbia fatto questa sparata solo per avere visibilità…e in questo modo gliela stiamo dando. Il Partito Animalista europeo intendere denunciare questo essere per istigazione a delinquere, ma sinceramente non so neppure se valga la pena di dargli tanta importanza.
Il fatto grave, infatti, non è che esistano dei buzzurri che ignorano ogni sentimento nei confronti degli animali. Il discorso è molto più ampio.
Oggi, purtroppo, ho letto le dichiarazioni di Cavallotto (leghista piemontese) sui campi nomadi (il concetto era più o meno questo: “Meno male che è arrivata l’alluvione a spazzarli via, perché se aspettavamo il sindaco…”); e poi, naturalmente, ci sono tutte le intelligentissime proposte dei vari politici, da quella di inserire le spese veterinarie nel redditometro (di cui abbiamo già parlato) all’ultima furbata dell’On. Lupi, che ha sostenuto che se la gente si levasse di torno gli animali domestici ogni famiglia risparmierebbe 350 euro al mese.
Già. E se ci levassimo di torno i pensionati governativi che prendono 3000 euro di pensione dopo aver lavorato un mese, o un giorno (come da ultima trasmissione di Report) si risparmierebbero 150 milioni di euro all’anno: però di quelli non parliamo, che suona male.
Meglio prendersela con i proprietari di cani.

Ma a parte questo… le sparate di Carocci, Cavallotti e Lupi, a prima vista, potrebbero sembrare molto distanti l’una dall’altra: mentre in realtà c’è un substrato comune, e cioè la tendenza a voler eliminare il diverso (che abbia due o quattro zampe), soprattutto quando è anche debole, economicamente ininfluente ed impossibilitato a reagire ai soprusi.
Ed è di QUESTO, che dovremmo preoccuparci.
Di una deriva morale di stampo nazista che, incredibilmente, trova spazio costituzionale in un Paese la cui Costituzione – che mezzo mondo ci invidia, escluso Berlusconi che vorrebbe farne carta igienica – recita e promulga l’esatto opposto di ciò che questi signori vanno cianciando.
Non è, dunque, solo questione di cani o mica cani: il fatto è che stiamo perdendo sempre più il rispetto per l’altro, per il diverso da sé, per lo “scomodo” e, dulcis in fundo, per il “costoso”. Se qualcosa costa e non rende, quel qualcosa va eliminato: che si tratti di persone o di cani, poco cambia.
Stiamo attentini a questi personaggi che sbucano fuori un po’ ovunque ribadendo lo stesso concetto in salse diverse: perché non tutti sono impacciati e sgrammaticati come il buon Carocci.
Qualcuno, le stesse cose, le dice in modo magari meno diretto, le ventila, le butta là fra le righe, e pian piano le insinua nelle ex-coscienze degli italiani, sempre più preoccupati di come arrivare alla fine del mese e quindi sempre più deboli e sempre più disponibili ad accettare anche l’inaccettabile, pur di salvarsi il proprio orticello.
Stiamo attenti e facciamo buon uso di quello spirito critico che ancora dovremmo possedere, anche se obnubilato dalla paura: non lasciamoci tentare dal pensare “eh, però, dopotutto…”. Perché oggi sono i cani, domani gli zingari, dopodopomani gli omosessuali o magari gli anziani, o i disabili.
Un passetto alla volta, si sta andando in quella direzione: ma l’ha già presa un signore coi baffetti, qualche anno fa, e non è finita molto bene. Cerchiamo di ricordarcene.

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12 Commenti

  1. Non ho potuto fare a meno di aprire il video.
    Dopo aver ascoltato i deliranti sproloqui di questo “essere” ne ho dedotto quanto segue:
    Potrei arrivare a “capire” che al mondo possano esistere simili persone, del resto qualche retaggio della preistoria, ogni tanto deve manifestarsi, per rendere verosimile la teoria di Darwin, quello che non mi spiego e come un simile primate (con tutto il rispetto per i primati)possa venire eletto in un consiglio provinciale. Questo “signore” ha facoltà di portare simili argomenti in un consiglio..Poveri noi.

  2. Ma sì, cominciamo a levarci di torno sti personaggi inutili dove non dannosi. Siccome a sperderli possono fare i danni , si dasse alle famiglie la possibilità di falli fare una puntura a mooolto meno di 50 euri!
    Ma questo deficiente non ha una moglie, un foglio, un fratello? Cosa ne pensano, nessuno gli dice niente?
    Sul non dargli peso sono contraria, lo si diceva anche di un altro leghista, molto tempo fa anche di un certo austriaco coi baffetti, che ha tolto dal mondo 10 milioni di persone, perchè non gli piacevano, costavano e non erano come la razza perfetta…attenzione a queste schifezze che camminano tra noi, sono pericolosissimi.

  3. Ma e’ possibile che debba sempre, solo ed esclusivamente essere o tutto “cucciolino bello fatti fare le coccole da mammina” o tutto “leviamo di torno ‘ste bestie sporche e inutili”? E’ davvero così difficile capire che un cane non e’ ne un parassita che vive alle nostre spalle e ci sfrutta ne un idiota che deve sempre accettare i capricci, gli sbalzi di umore e i desideri di ‘mammina’?
    Un cane e’ un essere vivente. Sa dare tantissimo, sa rendere le persone un po’ migliori col suo atteggiamento altruista e fondamentalmente buono, sa insegnare la pazienza e l’amore disinteressato. E, ha delle esigenze; va compresa la sua natura di cane, rispettata e accettata; va compreso che ha emozioni e reazioni diverse dalle nostre rispetto a tutto ciò che accade, bisogna capire questo e aiutarlo a superare paure e imparare regole ‘cittadine’; un cane ha bisogno di correre e giocare coi suoi umani, in campagna, non può vivere solo al guinzaglio in centro; ha bisogno di fare qualcosa col padrone, sviluppare un legame collaborando, imparando cose nuove, senza passare la vita a annoiarsi o limitandosi a prendere una palla o tirare uno straccio. In pratica, un cane da’ molto più di una pelliccia morbida da coccolare, ma ci richiede anche qualcosa in più che due pasti al giorno e tre uscite per la pipi’. Non mi pare un concetto cosi’ arduo.

  4. Saggio articolo, solo che non siamo noi che dovremmo leggerlo che, vista la nostra sensibilità (se stiamo su questo sito almeno si presume…) queste cose le sappiamo bene, ma dovrebbe essere pubblicato su quotidiani a tiratura nazionale, ammesso e non concesso che chi si avvicina a certe idee li legga!

    • Paola, io ho smesso da secoli di cercare di stimolare la sensibilità di chi non la possiede: è tempo perso e fiato sprecato (o dita sprecate, se si scrive). Infatti pubblico notizie come questa solo quando si chiede ai cittadini di protestare, scrivendo o telefonando, perché l’unica cosa che può far cambiare idea a certe persone – anzi, cambiare idea magari no, ma scegliere la strada giusta per evitare ulteriori rotture di scatole, a volte sì – è la pubblicità negativa.
      Se ai politici non frega un accidenti dei cani, gliene frega invece dei voti, dell’immagine, dello sputtanamento. Far girare notizie come questa serve a far pensare loro che forse sia meglio impegnare quattro soldi per salvare i cani piuttosto che essere additati come cinici insensibili. Restano tali, ovviamente, ma salvano la faccia…e se contemporaneamente salvano anche i cani, a me va bene così!

  5. “solitamente scomparendo nel giro di un mandato”
    eh quanto ottimismo…
    Gentilini (votato quante volte si poteva a Treviso) ha tentato di vietare il centro storico ai cani.
    Tosi (votato e riconfermato) quest’anno per capodanno invece di vietare i botti in piazza ha diffidato la gente dal portarci i cani e gatti.

    se qualcuno si prende la briga per portare questi personaggi dal veterinario a fargli “la puntura” i 50€ li metto di tasca mia -___-

  6. questo articolo me l’ero perso….spero che nel frattempo questo “individuo” sia stato soppresso, in quanto fastidioso. magari la moglie ha cambiato casa e lui non c’entrava. spero.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.