Intanto che i cinofilosofi si scannano allegramente sui significati più reconditi di “educare”, “addestrare”, “istruire” e così via, sprecando tempo e fiato nell’attaccarsi l’un l’altro e facendo le pulci ai diversi termini, le Sciuremarie sono ancora convinte che il cane debba restare “bello selvaggio” fino all’anno di età.

Frase tipica: “Addestrarlo? ADESSO? Ma no, ha solo dieci mesi, è ancora un cucciol….ooooo!”
La “o” finale prolungata è dovuta al fatto che la Sciuramaria ha cominciato a pronunciare la frase a mezzo metro da me e l’ha finita a dieci metri di distanza circa, laddove l’ha letteralmente trainata il cucciolo in questione: cane corso di mesi dieci, quaranta chili abbondanti, che avendo deciso di far  pipì contro l’angolo del palazzo è semplicemente “andato” al suddetto angolo.
Punto.
Il fatto di avere un’umana appesa al guinzaglio, che svolazzava come foglia al vento, non l’ha minimamente scomposto: probabilmente non si è neppure accorto di averla.
Raggiunta la signora all’angolo in cui era stata trainata, riprendo il discorso: “Non stavo parlando proprio di addestramento, ma di educazione di base. Per esempio un po’ di condotta al guinzaglio, che le permetterebbe di… – altro spostamento dietro alla signora svolazzante, perché il cucciolo ha visto un altro cane e ha deciso di andarlo a salutare – …dicevo: le permetterebbe di essere lei a decidere dove andare e quando”.
“Ma davvero? Si può, già a questa età? lo avevo sempre sentito dire che fino a un armo i cani non si addestran…oooooo!

Ok…abbandoniamo la signora al suo destino, e continuiamo il discorso tra di noi: discorso che si basa tutto su un equivoco di base, e cioè sulla confusione tra i termini addestramento ed educazione.
E’ vero, verissimo che un addestramento specifico (a qualsiasi disciplina utitaristica o sportiva) non possa iniziare troppo presto, soprattutto per via dello sviluppo fisico che nei cani di taglia medio-grande non è ancora completato (i cani di taglia piccola e piccolissima si sviluppano molto più precocemente).
Ma l’addestramento equivale un po’ all'”università” del cane: e voi mandereste all’università un ragazzo che non ha mai fatto le elementari, le medie e così via? Ovviamente no!
Ecco: l’educazione di base è la versione cinofila delle scuole elementari e medie: e abbiamo anche l’asilo nido, sotto forma di corsi “puppy”, ovvero riservati ai cuccioli piccolissimi.
Anche se predico sempre di non antropomorfizzare, ovvero di non fare paragoni troppo stretti tra uomini e cani, in questo caso il paragone è lecito, perché aiuta molto meglio a capire le diverse fasi che andrebbero attraversate da ogni cane:

a) asilo nido, ovvero “corso puppy” (o “puppy class”)
Qui il cucciolo (come il bambino) non è costretto a “studiare” nulla, ma si limita a giocare e socializzare con i suoi simili. Ovviamente la presenza degli educatori (solo estranei, nel caso dei bambini: educatore estraneo e proprietario nel caso del cane) fa sì che il piccolo allievo impari anche qualcosa attraverso queste fasi ludiche; nella fattispecie, impara le regole di base della società in cui dovrà vivere. Inoltre, attraverso il gioco, potrà esprimere il suo temperamento e le sue potenzialità, dando modo a chi si occupa di lui di capirlo meglio e di “mirare” in qualche modo le successive attività realmente “educative”.
Il corso puppy, inoltre, ha un valore aggiunto preziosissimo rispetto all’asilo nido: poiché il proprietario del cane è presente a tutte le “lezioni”, anche lui viene preparato ad affrontare la vita con il suo cane ! Cosa che non succede negli asili umani perché si dà per scontato che un genitore sappia già come affrontare la vita con suo figlio (il che non è sempre vero, purtroppo…).
I bambini umani frequentano l’asilo nido dai tre ai cinque anni; il cucciolo può essere iscritto a un corso puppy dai due ai sei-sette mesi (anche otto-nove mesi, se si tratta di cani che maturano molto lentamente, come i grandi molossoidi);

b) scuole elementari e medie, ovvero corso di educazione di base e di educazione avanzata
Il bambino, alle elementari, impara a leggere a scrivere, studia un po’ di storia, geografia, matematica…iniziando così il suo percorso come “persona utile” nella società. Alle medie approfondisce questi temi e comincia a selezionare gli argomenti che maggiormente riscuotono il suo interesse.
Il cane impara a venire a comando, a sedersi, a mettersi a terra, a restare fermo all’ordine: si comincia quindi ad ottenere un cane gestibile nella vita di tutti i giorni, e cioè un cane ben inserito nella nostra società, che sappia rapportarsi con gli altri (animali o persone che siano), che sappia contenere e gestire i suoi istinti naturali plasmandoli alle necessità contingenti e ai desideri del suo umano.
Ovviamente, come la pre-frequenza di un asilo nido crea bambini molto più socievoli con i loro simili, anche la pre-frequenza del corso puppy, tutto improntato sulla socializzazione, aiuta a creare cani molto più amichevoli con gli altri cani.
Differenze: il bambino socializzato in tenera età rimane, in linea di massima, un umano estroverso e amichevole anche in età adulta.
Il cane, specie se maschio, una volta raggiunta la maturità sessuale entrerà in competizione naturale con gli altri cani dello stesso sesso.
Ci sono differenze davvero eclatanti tra una razza e l’altra, ma in linea di massima non ci si può aspettare che un cucciolo ben socializzato rimanga esente dal rischio di risse per tutta la vita.
Ci si può aspettare, invece, che non sia un attaccabrighe (un conto è difendersi se si viene attaccati, o litigare in presenza di una cagnetta in calore…un altro cercare di sbranare a prescindere tutti i cani che si vedono nel raggio di un chilometro!) e che sia in grado di ritualizzare: ovvero che riconosca (e sappia mettere in atto) i segnali di dominanza, sottomissione, pacificazione; che non infierisca mai su un avversario sottomesso; che, in caso di lotta, tenda a sopraffare l’avversario facendo più scena che danno.
Tutto questo fa la differenza tra una specie di killer a quattro zampe e un cane equilibrato e sereno, che fa vivere serenamente anche i suoi proprietari.
L’educazione di base ci consegna un cane gestibile, ben educato e piacevole da portare con sé ovunque; l’educazione avanzata approfondisce alcuni argomenti, inserisce esercizi un po’ più difficili e – se pensiamo a un futuro addestramento – getta le basi della disciplina a cui vorremo dedicarci con il nostro amico.
In questo periodo gli insegnamenti si differenziano: un futuro cane da soccorso, per esempio, comincerà a cercare il padrone in diversi nascondigli, mentre un futuro cane da difesa comincerà a prendere confidenza col salamotto e imparerà a mordere in modo efficace.
In tutti i casi si continuerà sempre a giocare con il cane e ad utilizzare rinforzi positivi per indurlo a ripetere i comportamenti desiderati.
Il bambino compie il percorso elementari-medie dai sei a tredici anni; il cucciolo completa il periodo educativo dai cinque-sei ai dieci-dodici mesi.
Ricordiamo anche che il bambino impiega sette anni completi, mentre al cane, solitamente, occorrono al massimo sei-sette mesi di scuola per arrivare al risultato voluto!

c) scuole superiori e università, ovvero addestramento di base e addestramento avanzato
A quattordici anni anni, il bambino inizia le scuole superiori: a dodici mesi circa, il cane può cominciare l’addestramento “vero”, e cioè gli esercizi relativi alla disciplina utilitaristica o sportiva che abbiamo scelto per lui.
Da qui in poi tutto dipenderà dalle nostre aspettative, dalle sue doti reali, dal tempo che abbiamo a disposizione e così via: ci saranno cani che si fermano a un livello medio basso e altri che arriveranno al top…così come ci sono umani che non finiscono neanche il liceo e altri che prendono due o tre lauree.
Niente di tutto questo, però, sarebbe possibile senza basi: asilo nido, elementari, scuole medie.
Per gli umanini questa è “scuola dell’obbligo”, ovvero ci devono andare per legge: purtroppo, per i cani, non c’è ancora nessuna legge che obblighi i proprietari alla frequenza di corsi.
E invece ci vorrebbe, perché un cane ineducato e “ignorante” è proprio come un uomo grezzo, privo di cultura e di basi sociali: entrambi rischiano di prendere brutte strade e di finire male.
Dove non arrivano le leggi, però, può arrivare il buon senso: quindi, a tutti i proprietari coscienziosi e responsabili, non possa che consigliare caldissimamente di percorrere l’intero percorso educativo.
Se ne avvantaggerà il cane (moltissimo), ma soprattutto se ne avvantaggeranno gli umani, perché vivere con un amico educato e civile è ben diverso dal vivere come la signora dell’esempio iniziale.
Un cane dev’essere amicizia, gioia, soddisfazione: non può e non deve diventare un incubo…tanto più se l’incubo nasce soltanto da un’idea sbagliata, una vera “cugginata” DOC come quella che invita a non occuparsi dell’educazione del cucciolo.
Ma se vi dicessero che i bambini non devono andare a scuola fino a vent’anni, voi ci credereste?

NOTA: come si diceva all’inizio, oggi esiste un incomprensibile conflitto tra “educatori” e “addestratori”, visto che i talebani del gentilismo non vogliono neppure più sentir parlare di “addestramento”, termine che per loro è diventato sinonimo di coercizione, maltrattamento & affini.
Ovviamente questo conflitto è sempre e solo teso a portar via clienti alla concorrenza con qualsiasi mezzo: non fossero bastati gli attacchi al cosiddetto “addestramento tradizionale”, ora si vuol far credere alla gente che qualsiasi “addestratore”, sotto sotto, sia un domatore di cani con la frusta dietro la schiena e magari il collare elettrico in tasca.
Questo è semplicemente ridicolo.
Certo, ci sono addestratori che maltrattano i cani: ma ci sono anche educatori che maltrattano i cani.
Scegliere un campo o un istruttore in base alle definizioni (“educatore”=buono, “addestratore”=cattivo) è una cugginata galattica, proprio come aspettare l’anno per avvicinarsi per la prima volta ad un centro cinofilo.
Si devono scegliere le PERSONE giuste, non le definizioni più accattivanti (o “di moda”)!

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11 Commenti

  1. Sacrosanto!! I nostri vicini hanno preso un cucciolo incrocio tra Labrador e Pt… il mio di cane è IMPAZZITO… adora i cuccioli e smania per starci assieme, per poi giocarci e quasi sottomettersi al piccolo (che ha un caratterino niente male!! E già da subito ho raccomandato ai vicini di portarlo ad educare appena finito il ciclo di vaccinazioni… spero solo, essendo due maschietti, che frequentandosi molto sin da ora possano almeno non litigare da grandi… siamo proprio confinanti di recinzione e sarebbe spiacevole!!

      • Peccato che qui, dalle mie parti, per i corsi di educazione di base non accettino cani di età inferiore ai 4 mesi.
        Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…
        Tra l’altro, sto impazzendo, ci sono molti più corsi per diventare educatore cinofilo che corsi di educazione per cani!!!! E’ una follia!

  2. a me è stato detto però che per la conduzione al guinzaglio è necessario che effettivamente il cane sia un pò più grandicello…è giusto?

  3. Il mio ultimo “bimbo” ha adesso 2 anni ma è “solo un cucciolo”….Non per questo maleducato…da me( a casa mia)l’addestramento ” inizia” con l’ arrivo del cane a casa…quindi dopo i 65 giorni…

  4. Dalle mie parti sotto i 6 mesi non lovogliono neanche guardare ma la cosa assurda è che ti chiedono cifre spropositate ma la loro professionalità è di fatto inesistente… grazie che poi i cani sono lasciati nell’ignoranza per farlo educare devi fare un mutuo!

  5. Ma stiamo scherzando? Dove vado io con il mio pastore maremmano abruzzese i cuccioli vengono accettati sin da subito (2 mesi d’età) e intanto li si fa giocare e socializzare con gli altri cani e con le persone

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.