giovedì , 31 luglio 2014
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Il cane ideale al rifugio…in sette mosse (per tre) – Prima parte: le considerazioni iniziali

Questo corposo dossier di Denis Ferretti, originariamente pubblicato su “Ti presento il cane” cartaceo, analizza in modo preciso ed estremamente approfondito tutte le domande, i dubbi, i problemi che si pongono a chi pensa di adottare un cane.
“Al rifugio”, ha specificato l’autore… ma sinceramente io consiglierei la lettura di questo articolo (che in questa nuova versione online ho diviso in tre parti, per renderne più agevole la lettura) a chiunque stia pensando di prendere “un cane”, visto che molte delle considerazioni fatte valgono anche in linea generale, e non soltanto per le adozioni in rifugio.

Quando decidiamo di prendere un cane dobbiamo superare tre livelli di decisioni. La prima decisione cruciale è appunto se prenderlo o no.
Spesso la voglia è tanta, magari sogniamo un cane da quando eravamo bambini. Ma spesso anche i dubbi e i possibili problemi sono tanti.
La casa, il lavoro, i parenti, le vacanze, gli imprevisti… molte persone non si sentono sicure di poter gestire un impegno così grande.
Prima di portare a casa un animale bisognerebbe almeno fare un piccolo esame di coscienza.
Un cane non è un giocattolo.
Se lo prendiamo cucciolo o molto giovane, vivrà con noi per un periodo piuttosto lungo, in cui potranno succedere molte cose, ma il cane dovrebbe essere ai primissimi posti tra le nostre priorità.
Si tratta di un essere vivente, nessuno ci obbliga a prenderlo, ma se lo facciamo, dobbiamo occuparci di lui per sempre e non tradirlo.
Lui non lo farebbe mai.
Ho riassunto le considerazioni più importanti, di cui dovremmo tener conto, in sette punti.

1) I familiari
Tutti sono d’accordo sull’arrivo del cane? Lo saranno sempre?
Dobbiamo avere il coraggio di non nasconderci la realtà dei fatti.
C’è forse qualche rischio che un domani nostra nonna ci imponga di allontanare il cane perché perde troppo pelo, o che nostro fratello si lamenti perché abbaia troppo?
C’è la possibilità che nostra nuora si scopra improvvisamente allergica?
Non è che poi finisce che ci fidanziamo o sposiamo con una persona che non sopporta i cani?
O, viceversa, se dovessimo divorziare e ci trovassimo a doverci occupare da soli del cane, senza poter più contare sull’aiuto di un’altra persona?
Non siamo ancora sposati e abbiamo intenzione di andare a vivere da soli? Insomma, siamo seriamente determinati sul fatto che, qualsiasi cosa succeda, il cane resterà comunque con noi e dovremo occuparci di lui?
Sono cose a cui pensare seriamente.
Comunemente chi antepone il cane ai propri familiari viene preso per pazzo. Ma è difficile perdonarsi di aver preferito un familiare al cane, se il cane è stato scelto con leggerezza.
E’ meglio pensarci prima!

2) Disponiamo di uno spazio adeguato al cane?
Il giardino non è obbligatorio, ma il cane deve pur muoversi. Anche cani grossi possono stare in appartamento, ma è necessario un certo impegno e spirito di sacrificio da parte nostra, per garantire tutte le uscite necessarie.
E ancora: abitiamo in una casa di proprietà o siamo in affitto?
Ovvero… siamo veramente sicuri che nei prossimi quindici anni abiteremo in una casa che abbia uno spazio adeguato a un cane?
Per un vero cinofilo, la necessità di trasferirsi in un’altra abitazione non è un motivo sufficiente per giustificare l’allontanamento del proprio cane. Di questo dobbiamo esserne più che convinti.
Un vero cinofilo, a costo di dormire sotto i ponti, resta con il proprio cane fino a che non avrà trovato una sistemazione che possa accogliere adeguatamente entrambi.

3) I vicini
Come sono i nostri rapporti con il vicinato? C’è pericolo che il cane possa arrecare disturbo (reale o presunto) a qualche vicino?
Siamo consapevoli che la situazione potrà cambiare, che i vicini potranno cambiare, che l’ambiente potrà cambiare con la costruzione di nuove case, nuove strade e nuove regole?
Se un domani non potessimo più liberare il cane nell’area in cui solitamente corre perché al suo posto ci sarà un nuovo centro commerciale? Se un domani al posto dell’inquilino che tollera il cane in cortile, abitasse qualcuno che ha paura dei cani? Avere ragione non sempre serve e spesso i cani pagano anche ingiustamente l’intolleranza altrui. Prima che il cane entri in casa nostra dobbiamo essere pronti a ogni tipo di “battaglia”.

4) Il lavoro
II cane non è un privilegio di pensionati, casalinghe e dei pochi benestanti che vivono di rendita, ma se nella nostra famiglia vi è qualcuno appartenente a queste categorie… beh, aiuta!
Se lavoriamo e siamo soli dobbiamo organizzarci molto bene, perché accudire un cane richiede tempo. Molto tempo. Se non abbiamo un lavoro part-time, ma trascorriamo lontano da casa più di sei ore, la condizione minima indispensabile per poter tenere un cane è la possibilità di poter rientrare almeno in pausa pranzo. E questa possibilità deve essere garantita per i classici canonici dieci/quindici anni…
Siamo ancora studenti?
Abbiamo ambizioni di carriera?
E se un domani ci offrissero un posto interessante che richiedesse il trasferimento o la necessità di viaggiare o un orario diverso e improwisamente ci accorgessimo che per noi è più importante il lavoro del cane?
Questo non deve succedere.
Un vero cinofilo piuttosto va a chiedere l’elemosina, ma non accetta un lavoro che lo obblighi a separarsi dal proprio cane.

5) Le vacanze
Le vacanze col cane sono possibili, ma non sempre.
Ci sono molti luoghi in cui il cane è bene accetto, ma in altri casi non lo è.
A volte potremmo essere noi a non volere l’intralcio di un cane, per essere più liberi di andare e venire da spiagge, frequentare discoteche e fare lunghi spostamenti. Se non abbiamo familiari che ci aiutino e ospitino il cane nel periodo in cui siamo lontani da casa, dobbiamo preoccuparci di trovare una pensione fidata (che a volte costa quasi quanto le nostre vacanze) o un dog sitter.
Siamo consapevoli di questo?
Siamo pronti a rinunciare alle vacanze se non troviamo una soluzione accettabile?

6) I costi
I cani costano. Costa il cibo, costano gli accessori, costano le vaccinazioni.
Questo lo sanno tutti… anzi, forse l’opinione popolare tende ad esagerare la spesa necessaria per il cane.
Soprattutto per quanto riguarda quelli di grande mole.
In realtà il mantenimento di un cane di grossa taglia non comporta esborsi proibitivi alla portata delle sole classi abbienti. Ci sono tanti hobby, diffusi anche tra i “poveri”, che costano di più.
Ci sono tanti “vizi” che costano di più. Una visita veterinaria comprensiva delle vaccinazioni di routine costa quanto il biglietto per un concerto o per una partita di calcio importarile.
Costa più fumare che mantenere un cane di 70 kg.
Non si tratta di affrontare sacrifici enormi, ma comunque una spesa minima, che dobbiamo essere disposti ad affrontare insindacabilmente, c’è e ci deve essere. Non ci si può perdonare di far ammalare il cane per non averlo nutrito adeguatamente.
Non ci si può perdonare, per esempio, di lasciar morire un cane di filariosi per aver lesinato sulla prevenzione di questa malattia.
Oltre alle spese prevedibili di routine, però, ci sono quelle impreviste… se il cane si dovesse ammalare, per gli animali non esiste la mutua. Siamo pronti a sacrificare ingenti somme di denaro in caso di necessità? Potremmo mai perdonarci di veder morire un cane e non poterci permettere di curarlo? Oltre certi limiti, spesso è una scelta obbligata per molti… ma io suggerirei di tenersi un margine adeguato perché è veramente brutto dover affrontare certe situazioni.

7) La gestione
Sappiamo come gestirlo? Abbiamo pensato a tutto? Le necessità fisiologiche, il movimento, la cura del mantello, gli insegnamenti di base…abbiamo pensato a come prevenire gravidanze indesiderate? Siamo pronti ad affrontare eventuali imprevisti? Se i cane dovesse manifestare di comportamenti sgraditi, siamo pronti ad affrontare il necessario per la sua rieducazione?
Se abbiamo trovato una risposta a tutti questi punti, e se, dopo aver a lungo meditato sulle argomentazioni proposte, siamo veramente determinati a prendere un cane, ecco che allora dovremo affrontare il passo successivo: dove prenderlo?
Ne parleremo nella seconda parte.

Le foto, in tutti e tre gli articoli, sono di Marco Leonardi


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