venerdì , 21 novembre 2014
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Il cane ideale al rifugio in sette mosse (per tre) – Terza parte: quale cane scegliere?

Quale cane adottare?
I cani non sono tutti uguali: quello perfetto per la famiglia X può essere molto impegnativo e inadeguato per la famiglia Y. Inoltre, è davvero difficile scegliere di fronte a tante differenze.
Molti si fanno guidare dalla “simpatia” (“sarà lui a scegliere te” – ci si sente spesso consigliare).
Alcuni basano le loro preferenze su fattori discutibili: il colore, gli occhi azzurri, la somiglianza al padrone nei tratti somatici. Io consiglierei un approccio più ragionato e propongo ancora una volta sette elementi per valutare una scelta più logica.

1) Meticcio o di razza?
I cani che si trovano nei canili sono in gran parte meticci.
L’abbandono di un cane di razza è meno consueto e la frequenza tende a diminuire in proporzione diretta con l’aumentare della qualità del cane.
I cani selezionati dai migliori allevatori hanno spesso un costo elevato che scoraggia l’acquisto a cuor leggero, almeno per quanto riguarda le persone con i redditi più bassi.
In secondo luogo vi è l’obbligo del microchip per l’ottenimento dei certificati d’origine, per cui è molto facile risalire al proprietario o all’allevatore.
I cani di razza che si trovano in canile sono in gran parte quelli comprati nei negozi e provenienti da allevamenti esteri, difficilmente raggiungibili, oppure prodotti da privati o da allevatori improvvisati.
Spesso hanno tutti i problemi che si riscontrano nei cani degli allevamenti intensivi. Spesso si tratta degli stessi cani… visti qualche anno dopo!
In questo caso però, sarebbero affidati gratuitamente.
La scelta del cane di razza è da prendere in considerazione soprattutto se non interessano risultati espositivi, non interessa allevare, si cerca soprattutto un cane per la famiglia che abbia “l’aspetto” della nostra razza preferita, in alternativa al cane acquistato in negozio o dal primo allevatore che ci pratica uno sconto di qualche centinaio di euro.
Il canile ci può offrire gratuitamente gli stessi identici cani, scartati il più delle volte per colpe e incapacità del proprietario, non certo del cane stesso.

Dal punto di vista etico la scelta del rifugio è sicuramente tra le migliori: aiuteremo un cane in difficoltà senza correre il rischio di foraggiare loschi traffici sulla pelle degli animali.
I cani meticci provengono invece più frequentemente da famiglie.
Non ci sono allevamenti intensivi di questi animali, che non hanno valore commerciale nemmeno da cuccioli.
E’ molto facile che i padroni che li hanno fatti nascere magari abbiano lesinato sui vaccini e sull’alimentazione. Può darsi che non siano stati dei provetti allevatori con competenze specifiche sulla socializzazione e sulla corretta gestione dei cuccioli, anzi, oserei dire che questo è molto probabile dal momento che al giorno d’oggi i migliori cinofili non lasciano che i propri cani si riproducano in modo incontrollato.
Ma non è detto che questo abbia creato pregiudizio alla loro salute.
A compensare la carenza di controlli sanitari, il più delle volte, c’è una spietata selezione naturale alla nascita e nella prima infanzia. I soggetti che sono diventati adulti sono solitamente molto forti. Ovviamente dobbiamo sempre guardare il singolo caso ma, in generale, possiamo dire che tra i cani abbandonati i meticci sono mediamente più sani e robusti rispetto ai colleghi di razza “pura”.
In ogni caso, è giusto far presente due cose: in primo luogo, dal punto di vista prettamente burocratico, tutti i cani presenti nei rifugi sono da considerarsi meticci, anche se sono molto aderenti allo standard di una razza riconosciuta. Sono comunque cani senza documenti, non possono partecipare ad esposizioni, non possono riprodursi e generare cuccioli di razza. Potrebbero, al limite, essere iscritti all’albo genealogico come capostipiti, se appartengono a una delle ormai poche razze in cui ciò è ancora permesso. In secondo luogo va detto che ancor più del fattore razza o non razza, è molto più importante “quale razza” (o quale tipo). Consiglio cioè di concentrarsi sulle caratteristiche fisiche e caratteriali che il nostro cane ideale dovrebbe possedere. Ci sono cani molto diversi, grandi e piccoli, a pelo lungo o a pelo corto, dinamici o tranquilli.
Si pensi prima a individuare un cane con le caratteristiche che si confanno alle nostre esigenze e ai nostri gusti.
L’appartenenza o meno a una razza riconosciuta ha una rilevanza minore.

2) Maschio o femmina?
Grazie alla politica di contenimento delle nascite delle principali associazioni animaliste e dei Comuni, ormai quasi tutti i canili cedono solo femmine sterilizzate.
I maschi, invece, sono quasi sempre interi e vengono sterilizzati solo occasionalmente per motivi di comportamento, di salute o per esplicita richiesta degli adottanti.
II rischio di cucciolate indesiderate o il problema del disagio del calore, quindi, non sussiste.
La scelta tra maschio e femmina va fatta solo in base alla preferenza dell’indole del primo o della seconda.
Il maschio, se non è sterilizzato o se è stato sterilizzato da adulto dopo aver già maturato esperienze, può dare maggiori problemi in termini di tendenza alle fughe, quando percepisce l’odore di femmine in calore nel vicinato.
Molti affermano che la femmina sia più obbediente, più dolce, più mansueta, più socievole con gli altri cani, più docile e in generale più “facile” per i neofiti.
In realtà, molte di queste affermazioni sono solo luoghi comuni “costruiti” per propagandare le femmine in tempi in cui nessuno le voleva, proprio a causa dell’inconveniente dei calori e delle possibili gravidanze indesiderate.
È vero che tra maschio e femmina possono esserci differenze caratteriali, ma il paragone ha senso solamente se si parla di cani selezionati della stessa razza. Soprattutto nei meticci, sono spesso molto più importanti le caratteristiche individuali. Ci possono essere maschi dolcissimi e femmine indocili, maschi mansueti e femmine litigiose.
Un motivo valido per preferire il cane di un sesso rispetto a un altro può essere la necessità di farlo convivere con altri esemplari della stessa specie.
Far convivere una coppia è di solito molto semplice, mentre esemplari dello stesso sesso litigano più facilmente.

3) Cucciolo o adulto?
Se ci si rivolge a un canile, è quasi sempre consigliabile un adulto.
Lo svezzamento del cucciolo da parte di una persona competente costituisce uno dei punti più importanti che differenziano l’allevamento di qualità dalla semplice produzione di cuccioli e il selezionatore cinofilo dal cagnaro.
Il periodo dello svezzamento è importantissimo perché eventuali errori o carenze in questo periodo hanno ripercussioni per tutta la vita del cane.
E’ molto rischioso che un cucciolo affronti un trauma come quello derivante dall’abbandono in tenera età.
Mentre gli adulti, pur soffrendone forse di più, ne escono sempre indenni o comunque recuperabili, i cani abbandonati da cuccioli sono molto vulnerabili ed è facilissimo che qualche spavento lasci tracce indelebili.
Anche dal punto di vista della salute, è molto più facile avere danni permanenti per una cattiva gestione nel periodo della crescita.
Personalmente ho visto cani arrivare al canile molto malridotti (malnutrizione, maltrattamenti, parassiti) e recuperare benissimo.
Abbiamo avuto un caso di un cane accoltellato (sventrato) per ritorsione contro il padrone, un altro trovato impiccato col filo spinato. Questi cani, dovutamente curati, hanno recuperato completamente la fiducia nell’uomo.
A fronte di questi episodi ho visto tanti altri cani con fobie preoccupanti (paura dei rumori forti, del temporale, del vento, degli uomini, delle donne, delle novità in generale) pur senza avere subito maltrattamenti particolari, ma solamente per non aver avuto un’infanzia serena e sufficientemente stimolante.

Se facciamo un censimento nei rifugi e cataloghiamo i cani più problematici, quelli che rifuggono l’uomo o che addirittura si mostrano aggressivi, quelli che non si mostrano molto equilibrati o che hanno problemi a relazionare con gli uomini e talvolta non comunicano correttamente nemmeno con i propri simili, scopriremo che nella maggior parte dei casi si tratta di cani che sono arrivati al rifugio da piccoli.
Il più grande vantaggio di prendere un cane adulto è appunto quello di avere una valutazione attendibile sul carattere definitivo (e anche sul suo aspetto fisico, ovviamente).
Se il cane effettivamente ha avuto gravi problemi di imprinting, se non si lascia toccare da nessuno, se è ipercinetico, aggressivo o timido, lo vedremo subito al primo incontro.
Se ha un carattere estroverso, dolce ed equilibrato sarà ugualmente palese.
Il cucciolo invece potrà presentare in seguito problemi non ancora evidenti al momento dell’adozione (si pensi alla mordacità o all’aggressività verso i conspecifici) dovuti alla gestione sbagliata di chi lo ha avuto prima di noi. E siamo ancora in tempo ad aggiungere altri errori.
Non sto dicendo che i cuccioli adottati al canile diventeranno tutti degli squilibrati; sto semplicemente dicendo che sono molto più a rischio e che quindi dovrebbero finire nelle mani di persone molto esperte.
Un altro svantaggio del cucciolo rispetto all’adulto è l’impossibilità di indovinare le caratteristiche – talvolta importanti, come taglia, tipo di mantello e aspetto fisico – che il cane assumerà da adulto, non conoscendone i genitori e, spesso, nemmeno l’età precisa.
Da sfatare completamente invece la credenza diffusa secondo la quale “gli adulti non imparano più niente”.
Con una corretta educazione tutti gli adulti sono in grado di apprendere l’educazione alla pulizia, di rispondere al richiamo e di affezionarsi ai nuovi padroni, né meglio né peggio dei cuccioli.
Uno dei pochi casi in cui mi sento di consigliare il cucciolo è quando vi sia l’esigenza di farlo convivere con altri cani (specialmente se sono più di uno e di sesso opposto) preesistenti.
I cuccioli sono meglio accettati dai cani adulti e non sono visti come una minaccia per il territorio.
I maschi in particolare sono spesso molto felici di accogliere un giovane discepolo (se di taglia adeguata), e assumono un atteggiamento da “vecchi saggi”, quasi sentissero la responsabilità di dare il buon esempio.
I cuccioli a loro volta traggono non poco giovamento dall’affiancamento ad un conspecifico equilibrato in una fase così delicata della loro vita.

4) Di taglia grande o piccola?
Un fattore che può letteralmente cambiarci la vita è la taglia del cane.
Gestire un cane piccolo o uno grosso possono essere due cose molto diverse. La maggior parte delle persone tende a escludere i cani di taglia grande se la sistemazione prevista è l’appartamento.
Per motivi di spazio, si pensa.
L’opinione più diffusa è quella per cui in appartamento sarebbero “sacrificati”.
Poi si scopre che chi li tiene fuori spesso li alloggia in recinti che, per quanto grandi, spesso non raggiungono nemmeno le dimensioni di una stanza normale. E di questo nessuno si scandalizza?
In realtà, comunque, la necessità di movimento non è sempre correlata alla mole del cane.
Sicuramente i cani più dinamici non sono quelli più grossi e anche i cani piccoli devono essere portati fuori, non solo per la passeggiata igienica.
Se c’è un motivo valido per preferire il cane piccolo in appartamento può essere appunto quello di assecondare le convinzioni radicate dei vicini: è molto più probabile che qualcuno abbia da ridire, si scandalizzi e ci crei problemi se teniamo in condominio un cane di cinquanta chili piuttosto che se lo stesso è grande quanto un gatto, indipendentemente dal disturbo reale che il cane può arrecare.
I cani piccoli, viceversa, sono più spesso vittime di dicerie riguardanti il loro carattere. Molte persone non li prendono sul serio, pensano siano meno intelligenti, isterici, abbaioni.
In realtà si vedono in giro molti cani con queste caratteristiche, ma è solo una questione di gestione.
Indubbiamente è vero che se un cane piccolo matura un brutto carattere molto spesso è ugualmente tollerato perché ha una mole tale da non destare preoccupazioni, mentre questo non avviene con i cani grandi; ma ciò non significa che tutti i cani piccoli debbano per forza avere un brutto carattere!
Il vantaggio principale della taglia ridotta è quello di poter portare il cane pressoché ovunque senza particolari difficoltà.
I cani sotto i dieci chili stanno facilmente in braccio e se viaggiano sui mezzi pubblici quasi nessuno si accorge di loro.
E’ più facile entrare nei negozi, ma anche all’aperto, nei parchi di città, sarà molto più difficile incontrare persone che hanno paura di loro.
I cani di grande taglia, inoltre, possono avere una notevole forza fisica. Per poter essere gestiti correttamente è necessario educarli molto bene. Se non si ha esperienza forse è meglio rivolgersi a una taglia contenuta, piuttosto che rischiare di essere trascinati al guinzaglio e non saperlo controllare.
I cani piccoli sono altresì indicati per ragazzini (non troppo piccoli) che possono accudirli da soli divenendo responsabili. Per i bambini più piccoli è invece meglio un cane di taglia media, che può giocare con loro senza avere paura dei giochi un po’ rudi.
I vantaggi della taglia più grande emergono invece nelle funzioni utilitaristiche.
I cani sopra i 25-30 chili possono svolgere il ruolo di guardiani, non solo come avvisatori, ma anche con il loro potere dissuasivo.
Sono spesso i migliori compagni degli sportivi che amano lunghe passeggiate, corse ed escursioni.
Questa maggiore atleticità diminuisce notevolmente però se la taglia aumenta oltre un certo limite. I cani giganti sono infatti piuttosto sedentari, ma sono comunque molto rari nei rifugi: i pochi esemplari presenti sono solitamente cani di razza, poiché il gigantismo è una delle caratteristiche più difficili da selezionare.

5) A pelo lungo o corto?
Innanzitutto è giusto dire che il pelo dei cani dipende da un numero ben maggiore di variabili. E la lunghezza non è la cosa più significativa.
Convinzioni sbagliate portano spesso a preferire cani a pelo corto per l’appartamento.
Se la nostra preoccupazione è quella di non trovarci pelo per casa, il tipo di pelo migliore è il pelo duro, da tolettare periodicamente con stripping e trimming.
Queste operazioni non sono però semplicissime, tant’è che molti preferiscono rivolgersi a toelettatori professionisti. Ogni medaglia ha il suo rovescio: è lo scotto da pagare per avere vestiti e casa sempre puliti e un cane sempre in ordine.
Un’altra alternativa può essere il pelo riccio o morbido, ma molto lungo. In questo caso si dovrà tosare periodicamente per ottenere un mantello a crescita continua che non muta mai.
Il cani a pelo corto e quelli a pelo lungo sono invece soggetti a mute stagionali, solitamente due all’anno.
In casa possono dare qualche noia per via del pelo morto che si stacca e si deposita su divani e vestiti.
Nella vita all’aria aperta invece sono avvantaggiati rispetto ai loro colleghi con frange e baffi, perché si sporcano meno.
Il pelo corto o raso richiede solo una passata con un guanto per essere sempre in ordine; per quello lungo servono spazzolate un po’ più energiche e frequenti che serviranno anche a tenerli puliti (spesso meglio di un bagno). Ma si tratta comunque di una toelettatura molto semplice. Il vantaggio principale del pelo corto rispetto a quello lungo è forse quello di una più rapida asciugatura. Altra componente da valutare è la presenza di sottopelo, che è indispensabile se il cane deve dormire all’aperto. La qualità del mantello influisce sulla adattabilità ai climi freddi o caldi, ma non è la variabile più influente. Molto più importanti sono la taglia (i cani piccoli sono notoriamente freddolosi) e la lunghezza della canna nasale (i cani col muso schiacciato soffrono il caldo).

6) Da guardia, da caccia, da…?
Anche se la funzione principale del cane per la famiglia è sicuramente la compagnia, è molto frequente il desiderio di un animale che sappia fare un po’ di guardia. In certi quartieri ci si sente indubbiamente più sicuri uscendo per l’ultima passeggiata serale, se al nostro fianco c’è un grosso cane lupo anziché un pavido segugetto.
Se abitiamo in una casa un po’ isolata potremmo trovare vantaggioso un cane che ci segnali l’avvicinarsi di intrusi, o che possa agire da deterrente con il suo aspetto e con il suo atteggiamento.
Il cane più richiesto indicato per queste situazioni è l’incrocio di tipo lupoide, di grande mole se desideriamo protezione o di piccola taglia se deve limitarsi ad abbaiare agli estranei. Vi sono però altre persone che, abitando in quartieri frequentati, avendo bambini o convivendo con persone che hanno paura dei cani, ricercano animali il più possibile silenziosi e pacifici con tutti, per scongiurare ogni possibilità di aggressione.
In questo caso, una buona soluzione può essere l’adozione di un cane da caccia, o di un incrocio dai tratti braccoidi. Questi cani sono generalmente dolci e inoffensivi.
Al di là dell’aspetto fisico, dovremmo comunque concentrarci soprattutto sulla valutazione del comportamento del cane che abbiamo di fronte, in quanto ormai il proliferare delle rézze più disparate molto diverse tra loro e provenienti da zone molto lontane frequentemente origina meticci che possono trarre in inganno.
Si pensi agli incroci con i cani nordici, notoriamente socievoli con chiunque, che però assomigliano ai lupi. Si pensi ancora agli incroci maremmani che assomigliano a golden retriever, o ai dobermann che si confondono con bracchi e segugi.
La propensione all’abbaio si può già valutare trattenendosi in canile per qualche minuto in più, il tempo sufficiente per valutare quali sono i cani che abbaiano e quelli che restano in silenzio.
Anche per quanto riguarda l’atteggiamento nei confronti degli estranei, possiamo cogliere qualche segnale.
Come si comporta il cane quando qualche sconosciuto si avvicina al suo recinto? In molti casi l’atteggiamento è inequivocabile.

7) Vivace o tranquillo?
Sempre nell’ambito del comportamento, un altro aspetto che consiglio di valutare è l’indole del cane intesa come propensione al movimento.
I cani giocherelloni e instancabili risultano molto simpatici alla maggior parte delle persone. Vederli correre e saltare nei prati, o giocare con gli oggetti più disparati mette allegria e buon umore.
La loro gestione però comporta qualche difficoltà in più e di questo dobbiamo essere consapevoli. Le persone più sedentarie, specie se anziane, farebbero forse meglio a ricercare i soggetti più tranquilli e coccoloni.
La valutazione di queste caratteristiche è quanto di più facile e intuitivo. Basta osservare i cani per qualche minuto e vedere che cosa fanno.
Corrono da un lato all’altro del recinto? Fanno salti altissimi davanti al cancello per sollecitarne l’apertura?
O, al contrario rimangono uggiolanti e scodinzolanti contro la rete, strusciandosi come gatti per sollecitare carezze e contatto fisico?
Qualche elemento in più potremmo ottenerlo da una valutazione al di fuori del recinto.
Ci sono cani che si mettono a correre all’impazzata e hanno soprattutto voglia di giocare. Altri, dopo una breve corsa di sfogo, si mettono subito alla ricerca di carezze.
Prima di decidere quale sia il cane più adatto a noi, cerchiamo di farci un’ immagine mentale del comportamento che il cane esibirà una volta giunto nella nuova sistemazione: siamo tipi da divano o da mountain bike?

Conclusioni

Molte persone sono tendenzialmente contrarie a valutazioni così freddamente razionali e sostengono che il cane si sceglie con il cuore e non con la mente.
Per alcune persone ricercare il proprio cane ideale in questo modo equivale a sottoporre la propria fidanzata a un test di abilità nello stiro, prima di decidere se innamorarsi di lei.
Va anche detto, però, che nel caso della fidanzata abbiamo più tempo per la conoscenza reciproca: mica ci rechiamo al “fidanzatile” e ne scegliamo una da un giorno all’altro.
E va anche detto che se siamo amanti dell’ordine, se siamo persone discrete e riservate, difficilmente ci innamoreremo di una persona trasandata o ridanciana.
Soprattutto…difficilmente rimarremmo innamorati a lungo di una persona con una caratteristica che detestiamo!
Insomma, come al solito, c’è sempre una via di mezzo.
In ogni caso, anche se dentro di noi già sappiamo che finiremo con l’innamorarci del musetto furbetto o degli occhioni languidi di turno indipendentemente dal mantello/sesso/taglia/carattere, consiglio ugualmente di fare questo piccolo test di valutazione, tanto per vedere quanto le ragioni del cervello coincidano con quelle del cuore. Non costa niente e ne trarremo in ogni caso spunti per riflettere.
Inoltre potremmo decidere di utilizzare i criteri di scelta qui esposti anche se ci trovassimo nell’ipotesi opposta: i cani abbandonati ci fanno tanta tenerezza che li porteremmo a casa tutti. Ma in un modo o nell’altro bisognerà pur scegliere!


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5 commenti

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  1. Articolo importante, come gli altri della serie. Da sottolineare per la mia esperienza il ruolo fondamentale dei volontari (in misura diversa a seconda che abbiano ovviamente competenze specifiche come educatori o siano manovalanza generica): la loro possibilità di osservare i cani quotidianamente in momenti delicati come il pasto, l’uscita, la convivenza con altri simili, malattie e in relazione a visitatori di diverse età dimensioni e caratteristiche (e il fatto di conoscere a volte i pregressi della storia del cane), li rende preziosi alleati nel delicato momento della scelta. A volte è anche importante che sappiano sconsigliare una adozione d’impulso che poi si tramuterebbe in un boomerang (nel senso che il cane torna indietro).


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  2. Grazie mille,l’articolo è molto utile e ben fatto


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  3. Trittico da far leggere a chi é in procinto di, ma non ha le idee chiare. Lo linkerò spesso


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  4. Ricordo ancora il mio incontro al canile con Bo…..era bello, un meraviglioso meticcione biondo che non si filava nessuno, non abbaiava, non scodinzolava, non veniva incontro ai volontari, fuori dalla gabbia camminava tutto rannicchiato e con la coda tra le zampe….nessuno mi seppe dire niente di lui….tranne che era inavvicinabile….nel senso che non si lasciava accarezzare. Prima riflessione:ma che ci fa ‘sto cane così bello al canile?Lo so, sciocca e banale ma la sua bellezza mi colpì! Solo col tempo alcuni volontari erano riusciti a fargli qualche coccola mista a succosi bocconcini. Io pensai di colpo:se non lo prendo io questo qua ci resta a vita. Dopo qualche giorno di meditazione ritornai al canile, provammo con il guinzaglio…un disastro…scappava e si rintanava in cuccia. Passano altri giorni, chiamai per dire:LO PORTO CON ME!Purtroppo mi dissero che era stato trasferito da poco in un altro canile….partimmo,con la pioggia e lo andammo a vedere:un’altro cane….peggiorato in ogni comportamento, ringhiava, si nascondeva nella cuccia ma, appena mi allontanavo dal suo box lui si affacciava e mi guardava. Ripensai:OGGI LO PORTO A CASA!SI MA COME?NON ERA AVVICINABILE,CONTINUAVA A RINGHIARE!Telefonai ad uno dei volontari del precedente canile che arrivò tutto bagnato dal diluvio e pian piano gli mise il guinzaglio,lo abbracciò e lo caricò nel trasportino. E’ fatta!L’unico mio pensiero era stato per tutto il tempo:TI PREGO NON LO MORDERE ALTRIMENTI LA MIA DOLCE META’NON TI PORTA A CASA CON NOI!E lui da bravo non lo fece!E’ stata dura, mooolto dura e per alcuni aspetti lo è tutt’ora!Ma che dire….all’inizio non avevo un cane che mi scodinzolava o che veniva a cercarsi le coccole al mio rientro, anzi per dirla tutta neanche voleva uscire di casa!Oggi, dopo taaaanto lavoro e taaaanta passione il mio Bo mi viene incontro, mi cerca per giocare ed è felice di uscire(adora persino la macchina)!Non si è mai mostrato aggressivo, mai ringhiato, mai tentato di rigirarsi e a detta degli esperti è anche ben socializzato. Riesco a lasciarlo libero e salvo che in presenza di qualche lepre o fagiano(credo sia una sua prerogativa dato che io non vado a caccia)è molto ubbidiente. Logicamente l’ho portato a scuola ed adora l’agility!Convive con un gatto che detta così sembra normale ma in realtà in non sapevo nulla delle sue abitudini e considerando che il micio è arrivato dopo me la sono rischiata con le dovute cautele. Insomma è un cane spettacolare che non ha mai fatto un danno e che in passeggiata è davvero un esempio di condotta al guinzaglio, non solo abbiamo fatto tre bellissime vacanze insieme e non ci hai mai dato problemi con gli albergatori. Sono sincera, occorre mettersi in discussione, fargli capire tutto da subito, farsi aiutare dagli esperti del settore perchè vi assicuro che un cane adulto e della sua mole e di cui non si conosce nulla…anzi conoscevo solo il suo ringhiare…non lascia sconti ed io non potevo permettermi e non lo voglio tutt’ora che lui potesse solo pensare di mordere un componente della mia famiglia!Ricordo con le lacrime agli occhi il suo primo incontro con il mio nipotino di 2 anni….dolci annusatine e piccole scodinzolate….poi le passeggiate e quella volta che il piccolo cadde e in un nanosecondo Bo era già li a consolarlo. Ringrazierò sempre la mia famiglia per la fiducia e le possibilità che gli hanno concesso!Ok, sarò stata fortunata ma quello che voglio dirvi è che a volte l’apparenza inganna e che l’impegno, la passione e la costanza fanno miracoli. Tu gli doni il tuo cuore, ma loro lo hanno già fatto.

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  5. Da qualche giorno mi sono appassionata a questo sito, particolarmente colpita dall’articolo sulla “fine della luna di miele”, tanto da commentarlo.
    Come già accennato sia io che il mio ragazzo intendiamo in futuro adottare un cane (non subito, ma non appena la nostra situazione sarà veramente stabile) . Prima ancora di leggerti eravamo già arrivati alla conclusione che per le nostre esigenze andava benissimo il canile, purché il cane avesse determinati tratti caratteriali, fisici (nulla di che, ma preferiamo i peli non troppo riccioluti) e di salute. Faccio questa premessa perché sono una di quelle che, se dovesse per un attimo dimenticarsi di fare una valutazione oggettiva, si porterebbe a casa il cane più sfigato di tutti, quello zoppo, disadattato, cieco, sordo e similia. Peccato che nessuno di noi due aspiranti padroni sarebbe in grado di gestirlo, un cane così, per tantissimi motivi, e i tuoi articoli mi aiutano molto a schematizzarla questa mia “valutazione oggettiva”.
    Non solo in questo vademecum, ma anche in altri scritti di tuo pugno, ho trovato degli ottimi consigli su cosa fare per “conoscere” e “riconoscere” un po’ meglio il proprio cane in mezzo a così tanti esemplari tutti diversi e tutti, fondamentalmente, con delle grosse incognite… e non solo! Grazie a te si può imparare a conoscere e riconoscere anche il tipo di personaggi con cui mi troverò a interagire, e questo non è poco!
    A volte mi è capitato di leggere tra i commenti ad alcuni tuoi post che si tratta di “consigli banali, scontati”: non è assolutamente vero!!! Magari, come nel nostro caso, c’è una vaga idea di come potrebbero stare le cose, ma è profondamente diverso dal vederle sintetizzate in maniera tanto chiara e soprattutto utilizzabile.
    Personalmente ho sempre qualche dubbio su chi proclama ai quattro venti amore e devozione sperticati (che sia verso gli animali, le persone o i più svariati ideali), non riesco a trovare credibili le argomentazioni troppo vaghe, per cui ancora una volta ti ringrazio: ormai ti considero una preziosa guida, e anche se a volte mi sfugge il tuo punto di vista da allevatrice si riesce comunque a capire perfettamente che ciò che ti muove è un profondo rispetto di questi animali, oltre che una conoscenza degli stessi.
    Guarda, quando trovo quello giusto ti invio una foto! ;)


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