Qualche giorno fa, in questo articolo, abbiamo esposto tutti i dubbi relativi all’acquisto di un cucciolo sotto le feste, rammentando però che la maggior parte delle obiezioni in realtà vale per tutti i giorni dell’anno.
Poichè sicuramente ci saranno (come ogni anno) moltissime persone che dei dubbi se ne infischieranno e regaleranno/riceveranno un cane per Natale, proverò a riassumere qui, anche un po’ a casaccio, un po’ di consigli utili relativi al “prima” e al “dopo”.

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PRIMA DELL’ACQUISTO

Hai deciso che Natale è proprio il momento giusto per prendere un cucciolo?  Bene: spero che almeno tu voglia prendere un cucciolo e non una bidonata terrificante, che rovinerebbe la feste a te e a tutta la tua famiglia.
Quindi, per carità del cielo:

1 – NON COMPRARE DA FONTI SCELTE “AD CAPOCCHIAM”
Ovvero:

a) NON ENTRARE NEL PRIMO NEGOZIO che espone cuccioli in vetrina.
b) NON andare a visitare “fiere del cucciolo” sperando di comprare un cagnolino sottobanco (si può solo sottobanco, perché la vendita è teoricamente vietata: in realtà i loschi figuri che organizzano queste manifestazioni vendono eccome…ma fuori dalla fiera, ad angoli di strada o autogrill…dopodiché il venditore scompare per sempre: e se il cucciolo ti muore dopo una settimana non saprai neppure a chi dire grazie.
c) se rispondi ad un annuncio su Internet, fai lo sforzo di effettuare una ricerca sui vari siti in cui si vendono animali: se il sedicente “privato con una cucciolata da vendere” appare su tre o quattro siti diversi, con annunci diversi (ma quasi sempre con lo stesso numero di cellulare) riferiti a razze diverse, quello è un privato come io sono Madame Curie;
d) NON rivolgerti a un sedicente “allevamento” che dichiari di vendere dieci, venti, cento razze. Anche quelli sono allevamenti come io sono Madame Curie.

Negozi, fiere/mostre del cucciolo, allevamenti multirazza e private altrettanto multirazza sono TUTTI, SEMPRE e SOLO rivenditori di cuccioli dell’Est (o provenienti da traffici similari).
C’è ancora bisogno di spiegare chi sono i cuccioli dell’Est? Non hai visto i servizi di Striscia, delle Iene, di millemila giornali?
O li hai visti e pensi che abbiano esagerato?
Ti assicuro che NON hanno esagerato: anzi, quasi sempre il problema viene sottovalutato, perché giornali e TV attaccano solo la parte illecita del traffico, mentre ignorano quella – purtroppo – lecita, o quantomeno in regola con la legge italiana, che su questo tema  fa pena.
I cucciol importati a prezzo bassissimo (sui quali i rivenditori speculano allegramente, caricandoci qualcosa come il 3-400%… per poi raccontare che sono gli allevatori ad essere troppo cari!) sono TUTTI, SEMPRE e SOLO cani allevati in condizioni igienico sanitarie pessime, nati da cagne sfruttate perché messe “in catena di montaggio” dal primo calore fino alla morte, svezzati troppo presto, alimentati con mangime di pessima qualità, imbarcati su furgoni e camion quasi sempre a loro volta inadeguati (quando poi cercano di importarli aggirando anche quelle poche regole che ci sono, le condizioni di viaggio diventano allucinanti: le foto di cuccioli stipati nei bauli delle macchine, senz’acqua e quasi senz’aria, spero li abbiate visti tutti).
E’ stato stimato (da fonti attendibili, come la Guardia di Finanza) che più del 30% dei cuccioli non sopravviva neppure al viaggio: gli altri vengono immediatamente riempiti di immunoglobuline e stimolanti per farli apparire belli vispi e quindi appetibili per i clienti… dopodiché l’effetto cessa e tutti i maltrattamenti ricevuti (che partono praticamente da prima della nascita) si manifestano appieno.
Un altro 30% di questi cuccioli si ammala e/o muore a pochi giorni dall’acquisto, e chi sopravvive avrà quasi immancabilmente problemi di salute e/o di carattere.

Quindi,
PER NESSUN MOTIVO AL MONDO bisogna acquistare un cane proveniente dall’estero e venduto da negozi, fiere e sedicenti allevamenti multirazza.

Neppure se sembra “un affarone”.
Neppure se il bambino si è innamorato perdutamente del musetto in vetrina.
Neppure con la scusa di “salvare quei poveri cuccioli”: l’unico modo per far cessare questo traffico immondo è non – com-pra-re – più-questi cani.
Se ne vedi qualcuno che mostra palesi segni di malessere, chiama la Guardia di Finanza e mandala a fare un controllo: ma NON comprare quel cucciolo, se non vuoi passare l’Epifania dal veterinario…o direttamente a piangere e a consolare i tuoi bambini perché il cucciolo sta morendo o è già morto.
Io sola, ogni santissimo gennaio, ricevo almeno cento email in cui mi si chiede come “avere giustizia” perché il cucciolo così e cosà, comprato nel negozio X o dal cagnaro Y, acquistato a Natale, non è arrivato all’Epifania (a volte neppure a Capodanno).
SONO STUFA di leggere queste email,
di dare numeri di telefono di avvocati, di ripetere sempre la stessa domanda: “Ma possibile che non foste al corrente del traffico di cuccioli?”  e di sentirmi rispondere “Sì, ma sembravano persone così gentili…e così per bene…ci sono anche venuti incontro, ce l’hanno portato al casello dell’autostrada…”
Ma santapupazza martire…ti sembra NORMALE?
Uno che si dice allevatore, o che racconta di essere un privato che ha fatto coprire la sua dolce cagnolina di casa…ti dà appuntamento in autostrada, anziché farti andare a casa sua?
Prende un suo cucciolo e lo sbatte in mano a gente mai vista e conosciuta, senza neppure scambiarci due parole, bersi un caffè insieme, dare due consigli?
Ma tu LO FARESTI, se avessi una cucciolata?
D’accordo che è Natale, d’accordo che la voglia di avere il cane è tanta…ma non è possibile che persone dotate di un minimo di cervello lo spengano così, di punto in bianco, senza riflettere neanche un secondo.
Quindi: NON FARTI FREGARE e non comprare cuccioli figli di chissà chi e nati chissà dove.
Ovunque acquisti  il cane, fatti rilasciare una ricevuta fiscale e una dichiarazione scritta che riporti tutti i dati del cane, il suo luogo esatto di nascita, nome cognome e indirizzo del venditore e un numero di telefono fisso. 
Se non vogliono rilasciarti questi documenti, hanno la coscienza sporca.  Scappa di corsa.

Non metterti in condizione di ritrovarti (come mille altri prima di te) con un cucciolo morente tra le braccia e un numero di cellulare a cui non risponde più nessuno.  Se hai bisogno di testimonianze scritte, con i racconti di tutti quelli che sono stati fregati, scrivimi pure:  posso mandartene un pacco alto così.

E comunque, in linea generale, a Natale e in ogni altro giorno dell’anno: ricordati che UN CUCCIOL O CHE COSTA POCO VALE POCO.
In cinofilia non esistono né “grandi affari”, nè “saldi”: allevare bene comporta spese notevoli, che giustificano il costo dei cuccioli.
Chi vende a prezzi fuori mercato, evidentemente, quelle spese non le sostiene: altrimenti andrebbe in rimessa (e se pensi che ci rimetta per la bella faccia tua, sei troppo ingenuo per essere vero).
Ma quelle spese sono, guarda caso, quelle che garantiscono il benessere e la salute dei cani.
Se vuoi risparmiare, vai al rifugio: ci sono cani di ogni tipo, sesso, età, forma e colore.
Alcuni anche di razza pura o quasi (tanto i cani dell’Est, non illuderti, non sono MAI degni esemplari della loro razza e i loro documenti sono quasi immancabilmente falsi).
E’ MOLTO più facile trovare un bel soggetto al canile piuttosto che comprarlo in negozio.

2 – NON FIRMARE CONTRATTI-CAPESTRO
Le regole sulla compravendita di animali sono regolate dalla legge italiana.
NON accettare mai di firmare contratti “in deroga”: di solito non sono neppure validi, ma non è il caso di andarsi a cercare le complicazioni col lanternino, non trovi?
Non si deve MAI firmare un contratto che preveda garanzie di quindici-venti giorni, né declinazioni di responsabilità da parte del venditore (e perché mai dovrebbe declinarle? Se ti vende un cucciolo con qualche problema, ne deve rispondere in pieno!), né clausole che obbligano – per esempio – a far visitare il cane solo da uno specifico veterinario (ogni cagnaro, importatore ecc. ha il proprio veterinario stipendiato e ovviamente complice) o a riportare il cucciolo alla fonte per una “sostituzione” in caso di malattia.
I cuccioli sono esseri viventi, non televisori o telefonini.

3 – NON CERCARE E NON COMPRARE CANI CHE NON ESISTONO
Yorkshire toy, barboni pocket, maltesi mignon, chihuahua tea-cup, bassotti micro e compagnia bella NON SONO RAZZE CANINE: sono invenzioni dei commercianti, specchietti per le allodole, balle giganti raccontate per far credere che “più piccolo di così non si trovi”.
Non ti cadrà l’ernia se, prima di acquistare un cane della razza X, farai un giretto in rete e ti leggerai un po’ di notizie che la riguardano.
Guarda i siti degli allevatori (quelli VERI,  specializzati soltanto in quella razza). Guarda le foto, leggi lo Standard, renditi conto di come dev’essere un cane di quella razza. Insomma, INFORMATI!
E al primo che ti propone toy, teacup e affini laddove queste varietà non esistono, fai un pernacchione lungo da qui a laggiù.

4 – NON CERCARE E NON COMPRARE UN CUCCIOLO TROPPO GIOVANE
Se non ha almeno 60 giorni, non prenderlo neppure in considerazione.
Se ha 60 giorni, ma ne ha passati metà viaggiando per il mondo, il problema ovviamente è identico.
Compra  SOLO cuccioli che fino a 60 giorni (almeno) sono vissuti nel loro ambiente di nascita, con la madre ed i fratellini.  Tutti gli altri sono cani destinati a mostrare, in futuro, problemi di carattere più o meno seri.
Per maggiori approfondimenti, puoi leggere questo articolo.

5 – NON ESSERE TU IL PRIMO A PENSARE AL CANE COME A UN OGGETTO
Ovvero:
a) non prendere in minima considerazione chi ti parla di “spedizioni in tutta Italia” (ma scherziamo? Un cucciolo spedito come un pacco postale? Ma ci vogliamo rendere conto del trauma che rappresenta per lui?).
b) non accettare MAI appuntamenti in autogrill, caselli e affini. Devi assolutamente andare a casa del venditore (allevatore o privato che sia) e vedere con i tuoi occhi non soltanto i cuccioli, ma anche la madre…che, nel caso di cuccioli importati, non ci sarà (ed è questo il motivo principale per cui questi signori “tanto gentili”  ti vengono incontro in autostrada “per tua comodità”).
Se la madre non è visibile, la cosa deve bastare e avanzare affinché alzi  la polvere fuggendo a gambe levate.
Se il venditore accampa scuse di qualsiasi tipo per tenerti lontano da casa sua (vecchia nonna malata, bambino col morbillo, operai in casa…), resta appunto lontano da casa  sua. E anche dai suoi cani.
c) non aspettarti che un chihuahua o un maltese debbano costare meno di un alano o di un Bovaro del Bernese.
Sono cani, non bistecche. Non si vendono tanto al chilo.
L’allevamento dei cani di piccola taglia è spesso più difficile e impegnativo (e costoso) di quello dei cani di taglia media o grande, perché i cuccioli sono più delicati e hanno bisogno di più cure.

C’è solo una riflessione che ti invito a fare pensando PROPRIO al cane come a un oggetto. E cioè questa: non sentiresti puzza di bruciato se qualcuno ti proponesse di comprare una Ferrari al prezzo di una Panda?
O un Rolex al prezzo di uno Swatch?
Se pensi che ti verrebbe almeno qualche dubbio sull’effettivo valore di quegli oggetti, allora chiediti per quale motivo dovresti pagare un cucciolo di razza ad un prezzo lontanissimo dal suo effettivo valore di mercato.
I Rolex venduti sulle bancarelle del mercato sono immancabilmente tarocchi: e LO SAI. Non sei così scemo da comprarne uno credendo che sia autentico. E perché  mai per i cani dovrebbe funzionare in modo diverso?

Hai deciso di darmi ascolto, ma ti sei accorto che se segui  questi consigli non ci sarà un cucciolo disponibile per te sotto Natale?
Ti prego, NON ripiegare sullo “speriamo in bene e andiamo ugualmente in negozio o dal cagnaro di turno”: puoi sperare finché ti pare, ma queste storie non finiscono MAI bene. Credimi.
E’ meglio andare in buon allevamento, prenotare un cucciolo come Dio comanda, aspettare che nasca, che cresca (allevato bene, con amore e con cura) e portarselo a casa magari con qualche mese di ritardo, ma con la certezza di avere un cane sano, bello ed equilibrato.
Sotto l’albero, al posto dello scatolone con il cucciolo vivo, potrai mettere un bel peluche con un biglietto al collo che dice: “Per stavolta dovete accontentarvi di me, ma presto arriverà un cucciolo vero”.
I bambini saranno ugualmente felici, perché una promessa per loro vale quasi come un desiderio avverato.
NON ESISTONO SCUSE per un acquisto affrettato, superficiale e ad altissimo rischio di disperazione di quegli stessi bambini che avremmo voluto fare felici.
Ti prego, ti supplico, ti scongiuro: non diventare uno di quelli che mi scriveranno a gennaio col cuore spezzato, infuriati e in cerca di giustizia, dicendo: “Sì, avevo pur letto qualcosa, ma non pensavo che…”.
PENSA CHE.
Pensa tutto il male possibile di cagnari, importatori, negozi, annunci poco chiari e vendite poco trasparenti. Pensa sempre e solo malissimo, sii cinico come non sei mai stato in vita tua.
Fatti giustizia da solo, nel modo più intelligente possibile: evitando di farti bidonare.

DOPO L’ACQUISTO

Tra  tutti i fattori negativi legati all’acquisto/adozione di un cane sotto Natale, ce n’è sicuramente uno MOLTO positivo:  e cioè la possibilità di portarlo a casa quando siamo tutti in ferie/vacanza e quindi possiamo dedicargli un tempo decisamente superiore al normale.
Questo tempo aggiuntivo potrebbe essere prezioso per insegnare le primissime regole di convivenza al cucciolo, mentre nel caso di un adulto preso al canile potrà servirti a stringere un primo e importantissimo legame con lui: attenzione, però, a non commettere errori che potresti pagar cari in seguito.
Alcune regolette sparse anche per il “dopo”, ovvero per quando il cane natalizio è già arrivato:

a) non abituarlo ad una presenza di umani troppo costante che, finite le feste, non potrebbe perdurare.
Questo brusco passaggio tra l’avere una famiglia tutta per sé 24 ore al giorno e il vederla scomparire al mattino per riapparire solo a tarda sera potrebbe causare un vero choc al cane.
In questi casi, anche se può sembrare strano, quelli che si stressano di più non sono i cuccioli, bensì i cani adottati al rifugio, che dopo essersi convinti di aver ritrovato finalmente una famiglia, quando se la vedono “sparire” sotto il naso, possono andare incontro a problemi di ansia da separazione.
Meglio far capire fin dai primissimi giorni al cane, piccolo o grande che sia, che “l’ambiente-casa” è un rifugio sicuro, costante e immutabile, mentre gli umani…vanno e vengono.
Insomma, non stargli troppo addosso, lascialo qualche ora da solo, non creare un legame busta-francobollo che dovreste lacerare appena passata la Befana.

b) sia il cucciolo che l’adulto preso al canile non sono “felici” di avervi incontrato: non i primi giorni, almeno. Lascia perdere la retorica disneyana e ricorda che i cani, per i primi tempi, sono spaventati, spaesati, preoccupatissimi: la cosa di cui hanno maggior bisogno è il senso di sicurezza.
Cerca di creare fin da subito delle routine, perché i cani sono terribilmente abitudinari: “tran tran” per loro significa serenità e tranquillità.
(Traduzione: prima di portare il nuovo cagnolino in visita da amici parenti e conoscenti, stile trofeo da sbandierare, aspetta qualche giorno. Dagli tempo di ambientarsi e di capire che quella è effettivamente la sua nuova famiglia e non un branco di pazzi da cui non si sa mai cosa aspettarsi).

c) per lo stesso motivo, tieni a freno i bambini (specie se stiamo parlando di un adulto): essere abbracciati, sbaciucchiati, ipercoccolati da umanini sconosciuti non è un’esperienza piacevole per il cane. E poi le dosi eccessive causano rapida assuefazione e – a meno che non si tratti di droga – anche un rapido calo di interesse: quindi i bambini potrebbero avere verso il cane la stessa reazione che hanno verso i giocattoli, con cui giocano fino allo sfinimento la mattina di Natale per poi scoprire, già nel pomeriggio, che sono più divertenti le scatole.
Non permettere ai bambini di considerare il cane come un gioco: responsabilizzali fin dal primo momento,  insegnagli il rispetto per un essere vivente e concediglielo a piccole dosi… il che sarà di grande sollievo per il cane, oltre che educativo per i bimbi.

d) se hai preso un cucciolo a Natale, SCORDATI DI FARE FOLLIE A CAPODANNO.
I cuccioli, a due mesi, sono in piena fase “della paura” (si chiama proprio così, in etologia), ovvero attraversano un periodo sensibile nel quale le esperienze negative vengono fissate per la vita: e non c’è alcun dubbio sul fatto che botti e casini vari di Capodanno siano un’esperienza negativa, a volte choccante.
Se gliela fai passare a tremare di paura da solo, mentre tu stai a fare il trenino alla festa aziendale stile Fantozzi, sei un irresponsabile e potresti aver rovinato il tuo cane per sempre. Potrebbe avere per sempre paura dei temporali, delle fucilate (pensa che bello, se magari hai comprato un cane da caccia), di qualsiasi rumore forte.
Un umano responsabile, se ha comprato un cucciolo a Natale, la notte di Capodanno la passa CON LUI, in una stanza il più possibile insonorizzata (basta abbassare le tapparelle, se non hai i doppi vetri), magari con la TV accesa o con un po’ di musica gradevole che copra il rumore dei botti. Non credere di perderti qualcosa: una serata passata in famiglia a giocare con un cucciolo vale millemila capodanni in ristorante-discoteca-pub e affini (e poi, andiamo: QUANTI ne hai passati, così? Non sei ancora stufo?  Stavolta regalati qualcosa di diverso!).
Se non sei disposto a rinunciare al capodanno caciarone, NON prendere un cucciolo a Natale.
Non te l’ha ordinato il dottore, dopotutto.
Puoi tranquillamente portarlo a casa dopo il 3 gennaio…a parte il fatto che… se non sei disposto a rinunciare neppure a una serata di festa per il tuo cane, sei DAVVERO sicuro di meritarne uno?

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28 Commenti

  1. Ti chiedo scusa per la lunghezza del mio commento.Io ho scritto tempo fa una nota su come scegliere l’ allevatore nella giungla di proposte!Mi piacerebbe condividerlo con voi, ma se pensi che io sia stata troppo lunga o troppo smielata non mi offendo se togli la mia risposta!
    Hai deciso di comprare un cane premiando cosi il lavoro di un allevatore??Allora fatti dire qualche cosa non sulle razze o colori di cani, ne su campioni o impegni..ma su chi ALLEVA!! Nel bene e nel male!

    Hai scelto l’ allevamento che vuoi?? ….Bene..Adesso segui i “movimenti” di questo per qualche mese( x non dirti di più) vedi se c’ è qualcosa di strano!!

    Diffida di chi fa le pulizie “etniche” , vedi se spariscono dei cani anche se in giovane età!Può succedere qualche disgrazia ma se sono troppe…allora c’ è una strana ” epidemia” nel allevamento!

    Diffida di chi rimpiazza i vecchi ” modelli” con quelli ” nuovi”e ti dice di allevare con amore!

    I cani non sono biscotti!!!Non sono MAI in svendita e non paghi uno per prendere 2 o 3!!

    Diffida di chi ha SEMPRE dei cuccioli pronti! Di tutte le età, di chi non ha una lista di attesa! Scegli l’ allevatore che rifiuta i clienti , che non vende a tutti!Anche se ti farà il 3°grado chiedendo in giro di chi sei , devi essere felice, vuol dire che sceglie una buona casa al suo piccolo!

    Diffida di chi si offende quando chiedi le certificazioni mediche dei cani( lastre delle anche e gomiti , BAER test..)

    Diffida di chi, una volta uscito dal cancello del kennel mette una crocetta sul nome del cane con la scritta venduto e per lui sei solo un numero ed una foto da far vedere sul suo sito!

    Diffida di chi non ha vecchietti da farti verde, di diverse età( i cani non muoiono tutti prima dei 10-12 anni), di chi non ti parla di loro con orgoglio e tenerezza come delle basi del suo allevamento!

    E se ti succede qualche brutta malattia ed il tuo allevatore non alza mai la cornetta del tel per sapere come stai tu ed il tuo amico sappi che c’ è del marcio sotto!!FIDATI solo di chi ha la pazienza di parlare per ore con te al telefono per sapere del cane e di come sta …anche se non ti ha venduto lui il cane…solo perché ama i cani e ti vuole dare una mano e non guadagnare niente!!Fidati solo di quello che ti chiama anche solo per sapere se stai bene tu e se ti serve una spalla per piangere il tuo dolore e le tua disperazione!E quando hai superato tutto e sei cosi felice da gridare al mondo intero la tua gioia perché pensavi di perdere il tuo amico e lo vedevi scorrere tra le tue ditta come la sabbia del mare….FIDATI solo di quel allevatore che farà salti di gioia con te…la vittoria deve essere di tutti2!!

    E se incontri dopo mesi l’ allevatore ed il tuo cucciolo avrà un bel ” sorriso” stampato sulla faccia e correrà incontro a lui e lo riconoscerà( magari non sa chi è ma ha un BUON odore che li ricorda CASA) saprai di aver fatto ” l’ affare della tua vita” ed hai preso un cucciolo da chi lo ha tirato su con amore , pazienza ed impegno….ed il tuo cane non ha mai avuto appiccicato sopra un cartellino con il….PREZZO……

    Tutto qui….

    .

  2. poichè non mi pareva realistico trovare un bel cucciolo fresco fresco di 70 gg proprio per il 28 gennaio (ma soprattutto per permettere a tutti di assorbire lo shock e preparare la logistica) il giorno del suo compleanno trascinai il mio ragazzo (che, da quando l’avevo conosciuto, non aveva mai fatto altro che blaterare di boxer) all’allevamento… a parte che rincoglionito di gioia cercò per un attimo di portarsi via una delle cagnine dell’allevatore (cioè: proprio le SUE),non si lamentò della simbolicità del dono… nè si lamentò del ritardo quando il suo sospirato cagnotto arrivò, a giugno 🙂

  3. bellissimo…. e cmq qst’anno, come tanti ormai, il Capodanno sarà in compagnia dei nostri pelosi e di tutti quelli del campo di addestramento.. mega cenone con cuccioloni al seguito! 😉

  4. Premesso che condivido in toto l’articolo, vorrei spezzare una lancia a favore dei negozi (presumo Valeria si riferisse ai pet shop). Se è verissimo che fiere/mostre del cucciolo, allevamenti multirazza e private altrettanto multirazza sono TUTTI, SEMPRE e SOLO cagnari o rivenditori di cuccioli dell’Est, i pet shop (in piccolissima percentuale) possono anche essere gestiti da persone serie. Nel mio paese ad esempio ce n’è soltanto uno: non espone cuccioli in vetrina e il suo lavoro consiste solo ed esclusivamente nel fare da tramite tra il privato la cui cagna ha partorito una cucciolata e il cliente. Il privato ha sempre un volto, un numero di telefono e quasi mai viene da fuori paese (quindi in ogni caso ci vorrebbe un minuto a risalire a lui). Io il cane lo prenderei comunque in allevamento (e se non avessi il denaro aspetterei: il cane non te lo ordina mica il medico!), dato che non punterei un euro sulla cultura cinofila dei miei compaesani, ma a queste condizioni, fatti i dovuti accorgimenti, il pet shop potrebbe anche andare bene. Ovvero, non è un bene (il bene in questi casi coincide sempre e solo con l’allevatore o con il privato dalla provata serietà e dall’indubbia cultura cinofila), ma di sicuro è il male minore.

    • Dario, ovviamente io mi riferivo ai pet shop che vendono cuccioli di qualsiasi razza su commissione (quasi tutti, purtroppo) e che li fanno arrivare dai grossisti (tutti, ormai senza esclusione alcuna, almeno che io sappia, importatori di cani dall’Est – o da altri Paesi poveri in cui i cuccioli vengono via tanto al chilo). Se un negoziante fa semplicemente da tramite tra privato e cliente, non ho nulla da recriminare…se non per il fatto che ovviamente prenderà una percentuale sulla vendita, e che a quel punto sarebbe più economico rivolgersi direttamente al privato!
      Però non c’è nulla di male…sempre che, appunto , si tratti di “veri” privati e non di importatori sotto mentite spoglie.

  5. I CANI NON SI COMPERANO!!!! SI ADOTTANO, DAI CANILI DAI RIFUGI DALLA STRADA…… CHI AMA UN CANE NON COMPERA MAI UN CANE!!!! SOLO CHI VUOLE IL PRESTIGIO DI SE STESSO, COMPERA UN CANE !!!!

    • Opinione rispettabile quanto opinabile, già affrontata in questo articolo
      Se ti va leggilo, e poi discutiamone… anche se ho idea che tu non abbia letto neanche quello che hai commentato, ma che abbia appiccicato lo slogan in calce senza neanche verificare i contenuti, visto che di adozioni si parla anche nell’articolo. Ma come scelta, non come obbligo.
      Perché un cane lo compra (in un buon allevamento) non chi vuole “il prestigio di se stesso” (che vor dì, poi?), ma chi vuole un cane selezionato, ovvero sano-tipico-equilibrato. E volerlo non mi sembra una colpa.

    • Se parli di comprare un cane in negozio, alle fiere, da un privato che fa accoppiare la cagna a caso per arrotondare lo stipendio, da un allevatore che parla dell’ amore per gli animali quando i suoi cani vivono in una specie di bidonville, su siti internet dove i cani sono venduti come accessori, da cagnari con 2000 razze e 2000 cani, da allevatori poco chiari che non capisci mai da che parte stanno e cosa diamine facciano con quei cani, ti do pienamente ragione. I cani non si comprano. Ma se parliamo di chi cani ha pochi cani tenuti come quelli di famiglia, ama moltissimo quella razza che pero’ ha alta incidenza di X malattia e Y problema di comportamento, e fa accoppiamenti mirati per minimizzare X e Y pur mantenendo le caratteristiche della razza, allora e’ ingiusto parlare di “compravendita di cani per prestigio personale”: significa attaccare chi si impegna non solo a far nascere cani sani che non soffriranno e cani equilibrati che non verranno “messi a dormire” perché sono troppo aggressivi, ma anche chi si impegna a trovare il padrone giusto per i suoi cuccioli, che non verranno abbandonati a 8 mesi perché ho dato un Labrador a un nonnetto che cammina a fatica, un husky a gente che non si fa obbedire nemmeno da un border collie, ecc. ecc.
      Ti do ragione sul prendere un cane al canile… Pero’ quando vai al canile, come e’ successo a me, ti viene dato il cane in base a sesso-taglia-eta’, e basta. E sono queste le cose importanti? E il carattere del cane? Secondo te io, che amo i cani molto vivaci e pieni di carattere e iniziativa, poco docili, potevo stare bene anche con un cane pigro e placido? Sicuramente no, e avrei avuto un sacco di problemi perché non si sarebbe mai adattato al mio stile di vita. Alla fine, per scegliere bene, sono dovuta andare iin cerca di un canile dove ti dicessero “ecco qua, scegli pure”. Ho trovato la cagnetta perfetta per me… Pero’ se ero alle prime armi e incapace valutare da sola il carattere di un cane? Forse prima di fare slogan bisogna considerare tutti gli aspetti e le sfumature della realtà.

    • @ Benedetto Fici: chi ama i cani vuole semplicemente che proliferino i cani sani, equilibrati e tipici, come ti ha già detto Valeria. Il concetto è: vuoi un cane di razza? prendilo in un serio allevamento o da un serio privato. Non sei disposto a spendere 800-1000 euro che un serio allevatore ti chiederà per un cucciolo? Scelta comprensibilissima, ma in questo caso va al canile o al rifugio: non tentare di fare “affaroni” comprando a 100 euro un cane “di razza”, perchè spesso di razza non è, nel senso che non è nè selezionato, nè cresciuto con tutti gli accorgimenti (che costano un botto, per questo un cucciolo comprato da un allevatore serio costa un botto).
      Ora passiamo alla questione di principio che “il cane non si compra”, ossia all’etica. UNA FALSA ETICA. Perchè falsa? Perchè una giusta etica deve essere associata al bene dell’animale, alla sua integrità psichica e fisica. E la compravendita (effettuata in un buon allevamento) non fa soffrire gli animali. Nè tanto meno li “umilia” (pensi che un cane cresca con problemi psicologici perchè è stato oggetto di una compravendita?). Dietro un buon allevatore che ha selezionato una cucciolata sana, tipica ed equilibrata ci saranno sempre dei cani felici, lontani dagli ambulatori veterinari (a patto ovviamente che l’allevatore oltre a selezionare i cani selezioni anche i clienti).
      A tal proposito, oltre a leggere con attenzione l’articolo di Valeria, dà un’occhiata anche a questo.
      http://www.tipresentoilcane.com/2011/11/02/fantacinofilia-cronache-dal-dopo-enci/

  6. Comprare, comprare, comprare. Questa parola compare troppe volte in questo articolo, mentre solo alla fine compare la parola “canile”.
    Gli animali sono esseri viventi, non oggetti e come tali dovrebbero essere adottati e mai comprati. Per altro con tutti i cani abbandonati che ci sono, chi ha un posticino per accoglierne uno e sceglie di comprarlo anzichè toglierlo da un box dove magari non uscirà mai più secondo me è senza cuore.
    Io ho adottato un cane che ho trovato per strada, era già adulto e l’amore che mi dà non si può spiegare…
    Detto ciò, vorrei poi spiegare a chi parla di cane “selezionato” che la selezione fatta dall’uomo non è certo migliore di quella fatta dalla natura…tutt’altro! I cani di razza non esistono in natura ma sono appunto selezionati dall’uomo secondo meri canoni estetici o caratteriali, col risultato che moltissime razze di cani sono facilmente soggetti a patologie genetiche (vedi displasia dell’anca del pastore tedesco, solo per citare la più diffusa).
    Ecco un articolo interessante, ma ne trovate moltissimi altri anche con fonti più autorevoli di questo http://www.waggingweb.com/firsvers/pages7/razzemalate.html

    • Giuliana, i “cercatori di cuccioli natalizi” in canile non ci vanno. Abbiamo un’intera serie di articoli sulle adozioni, quindi non direi proprio che abbiamo la fissa del “comprare, comprare, comprare”: però è inutile andare a raccontare la favola dell’adozione a chi vuole il cane cucciolo e di razza (o presunta tale), perché a Natale QUELLI si regalano.
      Chi va in canile non ha bisogno di articoli: ci arriva da solo a capire.
      Poi io non sono affatto d’accordo sul fatto che si debba “solo” andare in canile, sia chiaro: ci si va quando si cerca un cane come compagno e basta. Se serve un cane per scopi specifici, si va in un allevamento serio: e la menata dell’essere vivente che non si compra non ne posso più di sentirla, perché un cane selezionato BENE (che è selezionato MOLTO meglio di quanto non faccia la natura, visto che alla natura del singolo individuo non frega un accidenti, e all’allevatore invece sì) costa uno sproposito di soldi, e se vuoi cercare di tirar su cani sani, se vuoi fare tutte le indagini necessarie per essere sicuro che i tuoi cuccioli lo saranno, se vuoi evitare le malattie PRIMA anziché lasciar crepare i soggetti malati DOPO (come fa la natura, senza tanti complimenti), allora di queste spese, se non sei Paperon de’ Paperoni, in qualche modo devi rientrare.
      Se invece continueremo a “lasciar fare alla natura” continueremo ad avere cani malati, squilibrati, displasici (ebbene sì: ti informo che la displasia esiste, e alla grande, anche nei meticci. Molto più che nel pastore tedesco. Ed esiste perfino nei lupi, giusto per dimostrarti che se pensi che sia un risultato della selezione umana sei fuori strada alla grande: informati!) e così via, che ovviamente continueranno a riempire i canili, perché la gente i cani brutti, malati e schizzati non li vuole e se ne libera. Che ci piaccia o meno, il mondo è fatto da persone così almeno per il 70%.
      Che gli allevatori abbiano fatto anche dei casini, è indiscusso… ma non gli allevatori seri e competenti. Sono i cagnari, a fare casini: esattamente quelli da cui cerchiamo sempre di mettere in guardia, e che invece continuano a proliferare perché la gente, invece di andare a cercare il cane “con il cuore”, lo va a cercare col portafoglio sotto l’ascella, cercando di spendere meno che può. Ed è solo per questo che i cani dei cagnari continuano ad invadere il mondo prima, e i canili subito dopo.

    • Giuliana: le razze, mi dispiace, ma esistono anche in natura. Se vai nelle zone rurali di diversi paesi, noterai che i cani chiamati “meticci” sono in realtà una razza, seppur non riconosciuta, con una certa omogeneità caratteriale e fisica. A volte si formano anche più razze. Per esempio a dove vivo io, i meticci di campagna “da fattoria” sono per lo piu’ piccoli, a pelo lungo, socievoli con l’uomo ma tendono a “dare l’allarme” quando arriva qualcuno, vivaci e abbastanza docili. Se vai in Sicilia, dove sono spesso stata in vacanza, noti che i cani sono di solito di taglia medio grande, pelo corto, piuttosto indipendenti e in grado di arrangiarsi, riservati con l’uomo. Puoi andare avanti all’infinito, anche con altre specie animali (pensa al lupo siberiano e al lupo italiano, o alla volpe nordica e alla volpe del deserto!). Le razze sono un invenzione della natura per garantire migliore adattabilità. E l’incidenza di malattie nei cani di razza e’dovuta da disgraziati che allevano per soldi e fanno pasticci, non dalla razza in se! Infatti prendi cani come il Beauceron o l’Hovawart: hanno un incidenza di displasia dell’anca (ma anche di altre malattie) bassissima… Pur essendo razze, antiche, e addirittura il Beuceron odierno ha un patrimonio genetico ridotto rispetto a una volta, perché nella redazione dello standard dei diversi colori presenti sono stati accettati solo due, e quindi allevati cani solo di quel colore. Dall’altro estremo: spesso si dice che i cani di razza sono piu’ delicati e hanno allergie: bene, la mia cagna e’ meticcia… E e’ geneticamente predisposta a sviluppare dermatiti e congiuntiviti! La selezione umana permette di avere cani sani non uccidendo quelli malati, ma facendo nascere cuccioli solo da cani che non sono malati e non sono portatori di malattie; e ci permette di selezionare diversi caratteri: perché ognuno deve avere un cane che possa stare bene col suo stile di vita: dire “i cani bisogna solo non trattarli male” dando magari un cane pauroso a una famiglia con bambini casinisti, o un cane vivace a un tipo pigro, vuol dire far del male ai cani stessi.

    • Permettimi Giuliana… io ho perso un meticcio a 8 anni per una grave malattia genetica cardiaca, salvato dalla strada quando aveva solo 15gg… non venirmi a dire di lasciar fare tutto alla selezione naturale!

  7. ti dico solo che stamattina apro la bacheca di facebook e trovo un tizio che pubblica:
    “cercasi per natale(!!!!) cucciolo di jack russel oppure (!!!!!) bovaro del bernese!”
    o un pechinese o un alano, un bulldog o un levriero, credo sia indifferente…
    babbo natale mi ha regalato in anticipo un pò di raziocinio per trattenermi dall’insultarlo pesantemente…non c’era una cosa intelligente scritta là dentro!

  8. Prima di prendere la nostra Mary, che ora ha 8 anni, abbiamo aspettato che mia figlia fosse abbastanza grande da capirne il significato e organizzato i tempi da dedicare al cane. Minimo tre uscite al giorno. Se non si pianifica la vita prima dell’arrivo del nuovo “parente” si va incontro a disastri

  9. secondo me anche il punto di vista di benedetto e giuliana va preso in considerazione , ( anche se il modo lo trovo poco carino nel dire quello che e’ da dare e non fare), come verita’ assoluta; e noto che spesso ai volontari che gli viene inculcata sta cosa delle verita’ come ”ASSOLUTA” , poi gli stessi personaggi risultano essere i soggetti piu’ ineducati della situazione.
    secondo il mio punto di vista, la cosa da prendere in considerazione e una sola; ( avere le idee chiare)
    1) vuoi un cane da compagnia? vai al canile e adotto un cucciolo
    2) ti piace una determinata razza , il carattere,la struttura, la sintonia, fare le esposizioni ecc ecc? vai da un allevamento serio, e ti compri un cucciolo che abbia i requisiti che vai cercando, ( e siccome l’ allevatore occupa del tempo prezioso, e spende tanti soldini, e non va il sabato sera a ballare, quando una sua fattrice a partorito, e giusto che il suo lavoro abbia un compenso .

    poi per quello che mi riguarda personalmente, non e ke tutti i canili quando vai per adottare un cucciolo , sono interessati nell’effettivo interesse di fartelo adottare, aanzziiiiii…
    p.s
    ah un altra cosa, e credo che molti mi daranno contro,…. riguardo il fatto di adottare un cane ( ADULTO) non sarei molto d’accordo , sopratutto se non abbiamo una casa con una certa struttura, e sopratutto non sappiamo il passato del cane, anche’ perke’ poi se ci scappa il morso , la colpa e sempre dei cani, e mai delle persone che lo prendono adulto ( e magari di razza ) ( a gratis) e vorrebbero un cane devoto , ubbidiente e che si abitui presto al tenore della nuova famiglia.

    p.s del p.s
    io personalmente, sono molto legato al pensiero , che in tutte le opere che si fanno,( SOPRATUTTO IN ITALIA) ci siano degli interessi di marketing , ma non solo in campo cinofilo , ma in tutti i settori, e stata fatta una campagna spietata , anche dai media , sul discorso di sterilizzare le cagne, sopratutto i randagi, per evitare il problema ”randaggismo” ( iniziativa, nobile, seria , e giusta) , pero’ poi se trovo 2 cagne per strada , e le voglio sterilizzare, il veterinario mi fattura una spesa di circa 600 euro, … e che cazzoooooooo!!! devo far del bene , e devo pure far mangiare le case farmaceutiche , i veterinari, e compari simili!?,
    quindi mi sorge una domanda;
    perche’ non viene sensibilizzato il discorso che se trovo un cane, e lo voglio sterilizzare , la mia spesa massima sara’ di massimo 100 euro?? cosi’ tutti collaboriamo al bene di questi animali!!!,

    in fine quello che vorrei dire a mooolti volontari, non essendo io un moralista , e che , …..purtroppo non tutti siamo paperon dei paperoni , e sopratutto non tutti abbiamo le stesse idee.. per quello che riguarda , la speculazione sugli animali,e sulle vite dei nostri amici a 4 zampe, quindi l’unica differenza sta nel capire chi specula nel modo giusto, e chi lo fa perke’ e un cagnaro, poi ovviamente dobbiamo considerare il fatto che ogni professionista che lavora , lo fa per passione , ma anche’ per pagarsi le bollette ecc ecc… e se specula l’allevatore , significa che , anche veterinari , case farmaceutiche , canili ecc.. ecc.. lo fanno, ma siccome vogliamo rimanere in buona fede, a me piace pensare , che ognuno di noi , deve far il proprio lavoro nel migliore dei modi, e per farlo, ci sono delle uscite economiche , dove se nn esiste anche un riscontro, non puoi continuare ad occuparti di quella cosa. ciao scusate del poema, e auguro un buon natale a tutti, e viva i nostri compagni di vita a 4 zampe,
    p.s del p.s del p.s
    il mio punto di vista , e uscito fuori, non perke’ io abbia qualcosa contro le case farmaceutiche ,ma semplicemente perche’ ho scoperto di recente che la mia cagna ,e uscita positiva nel test della leishmaniosi , ma fortunatamente non e stata infettata , in quanto devo seguire ugualmente una terapia nonostante i suoi valori sono nella norma , e se nn seguo la terapia di rootine, oltre ogni 6 mesi tutti gli esami che bisogna fare, il rischio e quello che lei si infetti, si ammali, e potrei perdere la mia cagna,
    , onestamente, e giustamente . il veterinario si e pagato le visite e gli esami, poi il farmacista a voluto i soldi per le medicine, ecc ecc in ballo c’e’ la vita del mio cane, e faro’ di tutto per non farla infettare, pero’ che nessuno dica , che gli allevamenti speculano sulla vita degli animali, perche’ in questo caso dovrei pensare la stessa cosa degli altri professionisti, e so che nn e cosi’, magari e solo ke forse tutti , vogliamo portate l’acqua al proprio mulino. ( non sono un allevatore) auguri a tt

    • Se trovi un cane in giro e lo vuoi far sterilizzare, devi contattare i vigili e la sterilizzazione la fa l’ASL. I veterinari sono persone che come tutti pagano tasse, bollette e affitti, per cui non possono lavorare gratis per tutti ‘a fin di bene’, visto che oltretutto nelle nostre tasse è compreso anche il controllo al randagismo. Anche perché, onestamente, se il cane lo prendi tu, ma le spese se le accolla qualcun altro… troppo facile ‘fare del bene’ così!

      • ciao, non per essere polemico , ma in teoria la dovrebbe fare l’ASL, ma in pratica non e cosi’… poi sicuramente mi sono spiegato male io, infatti dico che e giustissimo che un professionista si faccia pagare, infatti chi specula non e il povero veterinario privato perke’ lui e il primo ad essere tassato, pero’ secondo me , chi fa una campagna del genere , solitamente non lo fa per il bene degli animali, ma per un discorso di marketing che funziona a catena, parte dal fattore di sensibilizzare le persone a fare cio’ che sarebbe giusto fare, inculcando anche giovani volontari che l’unica cosa giusta e quella di far cosi’, ma lo scopo primario e e quello di fare entrare soldi alle case farmaceutiche , fino ad arrivare all’ultimo tassello che e il veterinario, ( che in teoria si paga solo il suo lavoro).( dove a tutti i volontari non gli viene spiegata sta cosa ),poi non ho mai pensato che il cane che dovrei in teoria prendermi io, si dovrebbe accollate le spese qualcun altro , ma non e nemmeno giusto che , a volte si affaccia qualcuno e dice : i cani non vanno comprati, i cani si fanno sterilizzare, i cani vanno adottati ecc.. ecc.. ed alla fine poi ti accorgi che far sterilizzare un cane , e una grande spesa, e c’e’ chi ne ha 2 3 e non si puo’ permettere di farlo, poi parliamoci in maniera onesta , le medicine dei cani costano un botto, se vuoi bene al tuo cane , lo curi… chi non si puo’ permettere di fare terapie a vita, perde il cane, quindi rispondendo al discorso che vendere un animale SIGNIFICA speculare sulla vita di un essere vivente,… IO….. non capisco il perke’ vendere medicinali carissimi , e tutte le visite che occorrono , non dovrebbe essere speculazione sulla vita di esseri viventi ammalati. secondo me e giusto che ogni professionista possa pagarli le bollette e vivere in maniera dignitosa, ma non capisco il concetto che se a fare bene il suo lavoro e un allevamento di cani di razza… viene definito speculazione , e quindi i cani non dovrebbero essere comprati. ma se non mi posso permettere di comperare 4 tipi di pillole che costano 20 euro a pacco ogni 15 giorni, piu’ tutti gli esami ogni 3 6 mesi , allora se tutto costa cosi’ caro non e speculazione sulla vita degli animali…
        tutto questo lo vorrei spiegato da qualcuno … ciao e b natale

  10. Il mio cucciolo di alano è arrivato 13 giorni fa. Per cui regalo di Natale alle mie figlie. La mia schnauzerina nana è arrivata lo scorso anno sotto Natale. Regalo per le mie figlie. Ho cani da 36 anni e l’acquisto di questo cane è stato valutato attentamente. Così come l’acquisto di Mary Poppins. Durante la mia ricerca presso allevamenti del nord Italia mi son presentata a tutti gli allevatori al quale mi son rivolta, e un buon 90% mi hanno riso in faccia quando ho detto loro che il mio cane sarà (a tempo debito) castrato.
    Castrandolo io rovino il lavoro dell’allevatore. Notare..
    Ora, potremmo tranquillamente dire che è vero che al mondo ci son famiglie che si prendono il cane senza cognizione di causa. Senza essere minimamente preparati su quello a cui vanno incontro, ma se la vogliamo dire tutta, ci son anche allevatori (pure blasonati eh) che vendono il cane a CHIUNQUE, basta che paghi. Il lavoro dell’allevatore serio inizia con la selezione della razza e finisce selezionando le famiglie a cui dare un cane..la maggior parte degli allevamenti di cani non lo fa.
    Basta arrivare con un assegno e porti via quello che vuoi.
    Nella mia vita cinofila ho negli anni, avuto tanti cani, e tanti allevamenti contattati. Sai quanti allevamenti mi han detto :no sognora, in questo momento della sua vita un cane non è indicato? Due.
    Solo due. Perché tanto poi…ci sono i rescue…allora gli allevatori son autorizzati a tenere un comportamento superficiale.
    L’educazione cinofila alle persone la fanno gli allevatori. Anzi no.
    L’educazione cinofila alle persone DOVREBBERO farla gli allevatori.

    • sinceramente non vedo il motivo per castrare un cane maschio senza che lui abbia dei problemi, effettivamente siiii…. i 2 allevatori che non le anno riso in faccia.. temo proprio che rientravano tra quelli, che basta un assegno per vendere il cucciolo al primo che passa… 🙂

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.