In queste settimane prenatalizie sto scrivendo parecchi articoli sul tema “cucciolo in regalo”. Forse anche troppi. Forse sono un filino ossessiva-compulsiva. E mi è pure venuta la mania dei decaloghi.
Ma pazienza, eh.
Perché se questa overdose di articoli riuscirà a sventare almeno UN incauto acquisto, o ad evitare anche solo UN regalo di essere vivente fatto in modo superficiale ed incosciente, il mio regalo di Natale io l’avrò ricevuto e mi sentirò felice e soddisfatta.
Quindi sopportate, grazie (perché comunque a Natale siete tenuti, di default, ad essere più buoni: quindi dovrete volermi un po’ di bene anche se mediamente vi sto sulle palle): e se volete, diffondete anche questo piccolo elenco di argomenti assolutamente ovvi… che però, curiosamente, TROPPISSIME persone sembrano non avere ancora ben chiari.

1 – I CANI PISCIANO
Ebbene sì. Immagino che la cosa possa sconvolgerti, ma è la pura verità. I cani pisciano, esattamente come gli umani: solo che, a differenza degli umani, non possono farla nel water (anche se ci sono umani – intesi come umani maschi – che il water lo centrano peggio dei cani).
E da cuccioli non possono usare il vasino: se gliene dai uno, probabilmente se lo masticheranno tutti felici.
Quindi, i casi sono due: o lasci che il cane ti pisci ovunque in giro in casa, oppure lo porti fuori almeno 3-4 volte al giorno.
Se è cucciolo, anche otto volte al giorno.
Il cucciolo può anche pisciare sui giornali o sulle apposite  traversine, perché intanto ne fa poche gocce… ma prima o poi ti toccherà insegnargli a farla fuori, perché dalle poche gocce si passerà al lago di Garda. O magari a un laghetto di Misurina, se il cane è proprio piccino…ma averlo in casa, comunque, piacere non fa.
NOTA: i cani pisciano anche quando piove, nevica e tira vento.

2 – I CANI CAGANO
Ancora più sconvolgente, vero? Ma è così.
E non solo bisogna portarli fuori anche per espletare questa pratica (la merda di cane in casa non è propriamente contemplata tra gli oggetti di arredo più cool): le cacche vanno ANCHE raccolte, a meno che non si sia degli incivili bastardi che bramano dal desiderio di far odiare dal profondo del cuore tutti i cinofili a tutto il genere umano (e magari anche dal desiderio di prendere una multa, che prima o poi arriverà. E ben vi starà, parapunzipunzipà).
NOTA: non solo i cani cagano anche quando piove, nevica e tira vento… ma non è neppure detto che ti presentino sempre e solo una sorta di piccola sculturina marrone, bella rigida e facilmente asportabile con sacchetti e palette.
Al cane può venire anche il più classico dei diarreoni, quelli che comportano:
a) assoluta urgenza di uscire (e non sempre ci si fa); b) tanfo avvertibile a chilometri di distanza, anche senza avere l’olfatto sopraffino di un cane; c) necessità di ravanarci dentro con le mani (per quanto protette dall’apposito sacchetto) per cercare di tirarne su il più possibile anche se trattasi di liquame svicolante anziché di sculturina marmorea.
NOTA 2: al cane il cagotto mostruoso verrà sempre e solo: a) quando hai dimenticato i sacchetti; b) quando ci saranno appostati vigili e/o guardie zoofile col blocchetto delle multe pronto per l’uso, che ti stanno tampinando con l’aria da agenti della Digos dal momento in cui sei uscito dal portone di casa.

3 – I CANI ABBAIANO
Questo punto forse non dovrebbe essere sconvolgentissimo: è una cosa che si sa.
Cavoli, ce lo insegnano fin dall’asilo…”il gatto miagola, il cane abbaia…” (anche nella variante: il gatto fa MIAO, il cane fa BAU): bisognerebbe essere proprio gnucchi, per non averlo capito.
Eppure, inspiegabilmente, qualcuno si sconvolge lo stesso: magari non dal mero fatto che il cane faccia BAU, ma dal numero di BAU che riesce ad emettere.
Consiglio vivamente le maestre di asilo di modificare i programmi didattici e di cominciare a spiegare che il gatto, effettivamente,  fa MIAO, ma  il cane fa BAUBAUBAUBAUBAUBAUBAU… così magari cresceremo tutti più acculturati.
Resta, purtroppo, il fatto che anche quando non si sconvolge il proprietario del cane, si sconvolgono i vicini.
E se non si sconvolgono, si rompono ugualmente le palle di fronte ai BAUBAUBAUBAUBAUBAUBAU che proseguono incessantemente per tutto il giorno, e magari pure per tutta la notte.
Il che ci porta dritti al punto…

4 – I CANI VANNO EDUCATI
Noooooooo!!! Maddai? MADAVVEROOOOO?
Eh, sì. Non è che arrivati all’età X imparino automaticamente a sporcare fuori, all’età Y a non abbaiare, all’età Z a non rincorrere i motorini eccetera eccetera. Tocca insegnargli.
E questa, per qualcuno, è una Rivelazione con la R maiuscola.
Un giorno una Sciuramaria mi chiese, tutta allegra e pimpante: “Senta, lei che se ne intende di cani… ma a che età smettono di fare la pipì in casa?”
Quando le risposi: “A 15 anni circa, ovvero quando schiattano, se qualcuno non gli insegna prima”, mi guardò con due occhioni da bambina che fa OHHHHH e subito dopo fece un sorrisetto: “Mi prende in giro, vero? Ehehehehe…”
Ridi, ridi, Sciuramaria. Ridi e asciuga.
Il tragico è che qualcuno, diovolendo, l’ha capita che i cani smettono di pisciare in casa solo quando gli insegni che devono pisciare fuori: però non gli passa neanche per l’anticamera del cervello che i cani si debbano educare ANCHE a una convivenza civile con gli altri cani (“socializzache?!?”) e con le persone (“Ops, mi scusiiii…le pago io la tintoria, non si preoccupi…ma cosa vuole, è fatto così: fa la feste a tutti…”). Che lo sci da asfalto non sia una disciplina olimpica obbligatoria per chi possiede un cane, ma una seccatura evitabile con qualche lezione di educazione. Che i cani fuggiaschi e mandrilli, che si ingroppano tutte le cagnette del vicinato causando overdose di cuccioli indesiderati e destinati all’abbandono, non siano “un fatto naturale”  ma il risultato di un’assoluta mancanza di educazione di base, quella che comprende – per esempio – l’obbedienza al richiamo.

5 – I CORSI DI EDUCAZIONE COSTANO
O cazzarola. E come mai?
Per quale misterioso motivo tutta ‘sta gente che ha passato la vita a studiare i cani, a fare corsi, stage, patentini eccetera (sempre pagando fior di quattrini), a smazzarsi sui campi per imparare a gestire cani e umani (più difficile la seconda parte, senza dubbio) per poi aprirsi finalmente un campo suo, OSA chiedermi dei soldi? Il loro non  è un servizio sociale? Non dovrebbero essere tutti volontari?
Massì.
In fondo è verissimo. Però anche quello del medico è un servizio sociale. Anche quello dell’avvocato. E l’idraulico? Ne vogliamo parla’, dell’idraulico? Cosa c’è di più sociale dell’impedire che una casa si allaghi?
Eppure si fanno tutti pagare, mannaggia. Quindi, o mi spiegate perché gli educatori cinofili dovrebbero essere gli unici pirla, oppure pagate  loro come pagate (senza batter ciglio) tutti gli altri.

6 – I CUCCIOLI ROSICCHIANO
Specifichiamo meglio: rosicchiano TUTTO.
Non è che basti dargli l’ossetto di gomma, e abbiam risolto.
NO! Tu gli dai l’ossetto di gomma e lui decide che è moooolto più appetibile la scarpa di Gucci.
Tu gli lasci la scarpa di Gucci (dopo la scenata istetica del caso), tanto ormai è rovinata per sempre, e lui si mette a masticare l’ossetto di gomma (con conseguente scenata isterica numero due).
Tu pensi “vabbe’, deve cambiare i denti, crescendo la smetterà” e lui, quando cresce, ti fa fuori l’impianto elettrico della macchina al gran completo la prima volta che lo lasci 5 minuti da solo nel parcheggio del supermarket. E tutto questo succede semplicemente perché…

7 –  I CANI PENSANO
Che ci piaccia o meno.

8 – I CANI SONO ANIMALI SOCIALI, NON NANI DA GIARDINO
Eh? Cosa? Che vor di’?
Vor dì che il cane deve vivere all’interno del suo branco, ovvero della sua famiglia. Il giardino è utile, è comodo, lo si può usare per far sporcare il cane senza sobbarcarsi le uscite scomode di cui al punto 1 e anche per giocare con lui, per farlo correre e sfogare…insieme a noi, però. Il cane NON va mollato in giardino, né a “fare la guardia” (a cosa? Alle rose? Se vogliamo un cane che difenda davvero noi e i nostri averi dovremo tenerlo dove stiamo effettivamente noi e i nostri averi. E cioè dentro casa), né perché “così vive in modo naturale”.
Col cavolo: il modo naturale di vivere, per un animale sociale, è quello di stare appunto a stretto contatto con la sua società. Sempre.

9 – I CANI MORDONO
Ohhhhhhhhhhhh!!! Ma davvero?
No, dai… mica tutti! Mordono i kanikattivi, i kanikiller: i pizzbull, i rozzuailer, i dogghi argentini, a volte anche i canilupi ma solo quelli bastardi, i Rex quasi mai.
INVECE NO.
Mordono tutti, almeno potenzialmente.
Perché per il cane la bocca è l’unico mezzo di difesa, e se si trova in difficoltà la usa: per di più, se non viene educato (vedi punto 4) a capire che la pelle umana è più delicata di quella canina e che quindi un suo morso può mandarci all’ospedale, può mordere in perfetta buona fede, convinto di averci solo comunicato un disagio o uno stress. Così ci manda all’ospedale a sua insaputa, come Scajola.
Certo, ci sono cani più portati di altri ad usare il morso. E ci sono cani che, quando mordono, fanno più male di altri.
Però, se non avete mai preso una dentata in una caviglia da uno yorkshire (io sì, per questo posso parlare a ragion veduta), andateci piano prima di considerare certe razze “innocue” solo perché sono piccolette. In più, in diversi casi, il cane è piccolo ma i suoi denti non lo sanno (vedi bassotti, molti  terrier e così via) e crescono come crescerebbero in bocca a un cane molto più grande.

10 – I CANI MANGIANO
Tutti i giorni. Due volte al giorno.
E devono mangiare anche se sei stanco, se hai la febbre, se hai una riunione col boss.
Devono mangiare, bere E uscire per pisciare e cagare. Sempre, ogni giorno, in qualsiasi condizione di salute dell’umano, di tempo meteorologico, di giramento di palle.
Ma se portarli a pisciare & cagare è un’attività economicamente non influente, farli mangiare regolarmente ha un costo: costo che permane anche se ti hanno licenziato, se sei in cassa integrazione, se non sai più come arrivare a fine mese.
Lo stesso vale, ovviamente, per le spese veterinarie, nel caso il cane si ammali. Perché gli esseri viventi si ammalano. Tutti.

***

Potrei anche proseguire (a dire il vero, potrei arrivare più o meno al punto 182918192):  ma direi che per ora possiamo fermarci.
Perché almeno l’ABC l’abbiamo chiarito, e poi perché ho appunto la decalogomania e se andassi oltre non sarebbe più un decalogo.
Comunque, ora SAI che se regali un cane a qualcuno  gli regali un’immane rottura di coglioni che lo costringerà ad affrontare una lunga serie di impegni, discussioni, litigi, intemperie, spese.

Poi, d’accordo, siamo in milioni a pensare che questa rottura di coglioni sia una cosa meravigliosa e che non si possa vivere senza: però dev’essere una SCELTA, non una cosa che ti arriva inaspettata tra capo e collo.
Uno che riceve un cane a sorpresa può dirti “Grazieeee!!! Che meravigliaaaa! Come sono feliceeee!” solo se di cani, prima di allora, ha conosciuto solo Lilli e il Vagabondo, la Carica dei 101 e magari Pluto.
Se invece SA cosa significa avere un cane, magari ti ringrazierà lo stesso per educazione: ma appena giri le spalle maledirà caldamente te, i tuoi antenati e tutta la tua discendenza.
Perché qui non è questione di amare o meno gli animali: è questione di essere o meno pronti ad affrontare un impegno che durerà una quindicina d’anni e non avrà un solo momento di pausa.
Tutti amano i bambini (almeno si spera), ma non credo che ti presenteresti allegramente a casa di un tuo amico con un pupo infilato in una scatola con i buchi, impacchettato e infiocchettato.
Pensa – ti prego, PENSA – che un cane è un impegno solo un filino meno pressante. E se non hai l’abitudine di regalare bambini, evita anche di  regalare animali: a meno che il destinatario non abbia espresso il chiaro e lampante desiderio non solo di averne uno, ma di averne uno ADESSO.
Sì, lo so: un cane è una cosa meravigliosa, una fortuna, una benedizione dal cielo. Nessuno ne è più convinto di me.
Ma credimi:  se non è stato scelto responsabilmente, consapevolmente e al momento giusto… a volte, una bella pianta è meglio.

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15 Commenti

  1. Io ho regalato un cane alla mia ragazza per il suo compleanno. Ovviamente lei ha manifestato espressamente in passato la voglia di averlo (anzi: mi ha proprio rottamato le palle per un paio d’anni). Ma credo che glielo avrei regalato anche se non mi avesse manifestato un bel niente: il tipico regalo che fai alla compagna, ma in realtà fai a te stesso (un po come in quella puntata dei Simpson in cui Homer regala una palla da bowling con tanto di suo nome inciso a Marge 🙂 ).

  2. Da proprietario di due cani faccio parte di qual numero di persone che adorano questa “rottura” ma devo dire che è tutto assolutamente vero.
    Complimenti per il bellissimo articolo per i toni leggeri non “magistrali” che hai usato….

    Bruno

  3. valera tutto vero a parte una cosa. lo sai cosa dice il detto? tira più un PDF (e non parlo dello strumento informatico che ti permette di creare i documenti digitali) che un carro di buoi. il richiamo come rimedio contro gli inseminator folli lo vedo duro. o lo tieni chiuso/legato o se ha modo ci va… quando c’hanno quella cosa in testa hai voglia richiamarlo. qualcuno forse torna ma la maggiorparte se lei è nel momento buono… la vedo assai dura.

    • Notevole il pdf :-)!!! Ma non intendevo richiamare il cane quando già sta per zompare sulla cagna… intendevo richiamare il cane prima che se ne parta di casa per andare a zonzo!

      • eh… se cel’hai in casa. io quando stavo con i miei avevo un altro cane che ovviamente non c’è più. beh… lui non usciva mai dal giardino ma quando le cagne del vicino erano in calore (2 proprietà più in la) era capace di saltare 2 muri di più di 3 metri per andare a trovarle. per fortuna poi erano chiuse in box … stessa cosa leo anche lui non usciva mai dal giardino ma quando la cagnolina del vicino 3 proprietà più in la sta volta,era in calore… scappava e andafa a farle la serenta davanti al cancello. anche qui fortuna che hanno una recinzione bella alta e la cana era una specie di incrocio chiuaua anche volendo non ci sarebbe risucito. per il famoso PDF diventano anche scalatori incredibili, houdini da paura…se anche hanno degli acciacchi e fanno fatica a saltare passa tutto e tornano giovincelli! adesso sta in casa valà che così non ci va più…(e comunque la canina purtroppo non c’è più). diciamo che sono i proprietari delle femmine che non dovrebbero lasciarle in cortile da sole quando sono in calore… tanti “incidenti” capitano proprio per questo.allora poi.

  4. 11 – IL VETERINARIO COSTA
    Eccome se costa. In un anno la nostra Holly – golden retriever sanissima – fra vaccini, controlli periodici, visite specifiche, lastre e affini – è costata € 1681,00. Peccato non poterli dedurre tutti dal reddito 🙁

    • mi sembrano comunque tantini…sinceramente, senza “sfighe” particolari, di solo veterinario tutti quei soldi… non è che andate da uno un po’ “esoso”?o vi fa fare fin troppi controlli (oltre a quelli che è bene fare)?

      • @Lupi
        In quel totale c’è anche il costo della sterilizzazione, le lastre preventive e quelle definitive per il controllo della displasia dell’anca e la visita specialistica agli occhi per escludere le oculopatie, circa 1200!! Ti posso assicurare che prima di spendere mi sono documentata sui costi tramite altri proprietari 🙁

  5. Ciao Valeria,ti volevo ringraziare per questa splendida rivista on-line,centri sempre l’argomento e i tuoi articoli sono davvero piacevoli da leggere.
    Rappresenti davvero noi cinofili con i nostri pregi e difetti ma sempre in maniera simpatica.
    Il tuo modo di pensare è molto simile al mio e per questo mi rifletto in molti dei tuoi articoli e giudizi.
    Da persone come te c’è sempre da imparare e infatti credo che giorno dopo giorno questa rivista mi insegni sempre qualcosa di nuovo sul bellissimo mondo cinofilo e su come rapportarmi con il mio peloso!
    A volte, leggendo i tuoi articoli sorrido perchè mi ci riconosco, a volte traggo spunto, altre vedo confermato il mio lavoro e le mie idee o viceversa faccio un po di autocritica.
    Continua cosi e grazie ancora, di sicuro contribuisci a fare amare ancora di piu i nostri a amici pelosi e a cercare di migliorare la loro qualità di vita.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.