Eppure c’ero quasi arrivata, a convincere il tipo che non era il caso che si prendesse un cane, con lo stile di vita che aveva.
E meno che mai era il caso di regalare un cane alla morosa per Natale.
Uno che lavora a  Roma e ha la morosa a Bolzano, che fa l’ingegnere ed esce di casa alle otto e mezza di mattina e torna alle sei di sera, mentre la morosa ha orari un filo più morbidi (9-13/14.30-18), ma altrettanto incompatibili con l’arrivo di un cucciolo….
“MA LO PRENDIAMO PICCOLO! E POI MIA MAMMA (di lei) CI AIUTA!”
Prego?
“Sì sì…le volte che andremo via o in vacanza e non potremo portarcelo dietro, ce lo tiene mia mamma”.
A Firenze.
Ricapitolo: lui a Roma, lei a Bolzano, la “nonna” a  Firenze.
Non hanno ancora idea di andare a convivere, quindi il cane dovrà anche capire (prima o poi…o mai?!?) quale sarà la sua casa e in quale regione.
Come diceva Guccini in una sua famosa canzone:  “Tra la via Emilia e il West”
Già questo mi ha fatto insistere da subito: lassa perde!
Ma dopo pomeriggi interi  passati a fare previsioni degne della peggior Cassandra (anche calcando la mano,  ma cazzarola …non vado certo a incoraggiarli!)…lui  mi dice che si, ho ragione e ci penseranno molto bene,  perchè qui e perchè là…

Passa il tempo e ogni volta che vengono a salutarmi io rispondo alle loro millemila domande:  non ultima “DOVE LO PRENDEREI, SE ALLA FINE DECIDESSI DI PRENDERLO”. Per fortuna io allevo cani di taglia imcompatibile con le loro esigenze, quindi non posso rientrare tra i “papabili”: però ogni volta faccio una filippica delle solite:  no negozi, no multirazza, no cagnari. Mi raccomando la selezione, la serietà, vedere la mamma, i documenti ecc. ecc…

Perfetto.
Passa l’estate… e ieri ho saputoche ho sprecato fiato e tempo per mesi.
Ebbene, questi non solo andranno il 23 dicembre a prendersi il cucciolo (grazie a Dio, almeno non sarà una sorpresa inattesa e indesiderata), ma lo prenderanno in un “Grande Allevamento”, dove allevano ben 13 razze diverse, perchè è opinione comune che più razze hai e più serio/esperto sei.
Tredici razze, tutti microcani (a parte il Golden): Chihuahua, Maltesi, Bolognesi, Carlini eccetera. Tutta “roba” di piccola taglia, più smerciabile.
Con tanto di sito web che si gloria di avere 50 cuccioli SEMPRE IN ESPOSIZIONE e sempre disponibili.
Uno che, se non ti vuoi sbattere più di tanto, gli mandi i soldi e lui ti spedisce il cane.
Se poi tu lo tratterai come un figlio, oppure lo metterai in forno con le patate, poco importa.
TE LO MANDA COL CORRIERE, appena gli arriva il bonifico.

Seconda ciliegina : si prendono un terrier.
Mi sono incazzata come una iena e  ho detto….”Ah si?? Vuoi vedere che razza di coglione sei, in che casino ti sei cacciato e che fregatura che stai per prenderti?? Cioè, che GIA’ HAI PRESO? Bene, ora  li chiamo io  (col numero anonimo) e gli dico che voglio un Golden …ti metto in vivavoce e vediamo”.
Al telefono, questo “grande allevatore” dice che per ora non ha Golden disponibili, sono tutti esauriti, ma per gennaio ne ha, se voglio prenotare….
E io … “SI SI, CERTO CERTO!….ma volevo delle informazioni…”
Il tono si fa subito sospetto. “In che senso?”, fa.
E io: “Beh, nascono a gennaio oppure sono già ritirabili a gennaio?”
“Se lo viene a prendere a gennaio, vuol dire che io li ho per gennaio”.
“Ah, bene…quindi sono già nati?”
Silenzio…
E io implacabile: “Ma mi dica, sono cuccioli italiani vero?”
“Se io sto in Italia,  ovvio che sono italiani”.
“Bene bene….e mi dica…vaccini e microchip, tutto a posto vero?”
“Certo, tutto a posto”.
“Perfetto, quando arrivo a gennaio, mi consegna o mi fa vedere anche le copie dei documenti dei genitori, vero?”
“A cosa le interessano i documenti dei genitori?”
“Vorrei essere sicura che i genitori fossero controllati per displasia di anche e gomiti e testati con PRA oppure Optigen test…”
Ho percepito un dialettale, emilianissimo “MO VA A CAGHER”… e mi ha sbattuto il telefono in faccia.
Il tutto in vivavoce, quindi anche lui ha sentito tutto..

Ho urlato: “HAI VISTO? HAI VISTO? DEFICIENTE AL CUBO!!!”
Gliene  ho dette un pozzo, sua madre che era qui con noi gli ha detto il resto.
Reazione sua:  “Eh, ma ormai ho dato la caparra”…”

Così il giorno 23 andrà lo stesso da ‘sto dannato CAGNARO e pagherà il rimanente dei 950 euro pattuiti per un cane che Dio solo sa da dove arriva.
Un cane destinato a chissà che futuro, un terrier che probabilmente gli smonterà la casa nelle otto e più ore al giorno in cui sarà solo ad annoiarsi, che abbaierà e darà disturbo per tutto il condominio, che li farà impazzire con il caratterino che hanno tutti i terrier, che non verrà educato perchè nessuno dei due ha tempo.
Pregando il cielo che sia sano, cosa assolutamente non scontata. Anzi.

Uffa, non sapete come sono SATURA di ripetere sempre le stesse cose e di vedere gente che… gli entra da una parte e gli esce dall’altra.
Insomma, non sono una coppia di ventenni che si son lanciati sull’onda dell’entusiasmo: sono una coppia di quasi quarantenni che mi conoscono da anni, con cui spesso parliamo di “cani dell’est” e tutto il cucuzzaro che ci gira attorno.
Hanno sempre detto:  ” Un giorno avremo un cane, sicuramente”
E io ho iniziato i soliti discorsi di indottrinamento “anti-cagnaro”.
Quando ho sentito che avrebbero preso un  cane, e di che razza, gli ho dato almeno cinque o sei indirizzi di allevatori seri.
Gli ho spiegato BENE il discorso “cani dell’est”, gli ho fatto vedere foto di come sono tenuti, trasportati, gli  ho mandato articoli, links di siti web e tutto quel che serviva per tenersi alla larga da un certo tipo di venditori.
Li ho anche debitamente avvertiti che per quanto piccolini, i  terrier non sono farina da far ostie, come si dice qui da noi per definire una persona con un carattere non esattamente facilissimo.
Di cagnolini piccini c’è pieno ogni canile… ma se proprio lo vuoi di razza, orientati su qualcosa di più malleabile, come primo cane della tua vita, considerato che nessuno dei due ha mai avuto manco un  pesce rosso.
Mi hanno SENTITO, ma non mi hanno ASCOLTATO (che sono due concetti simili ma diversissimi per sostanza).
Ora attendo l’inevitabile disastro…..impotente e rabbiosa .
Perchè?
Perchè in primis dubito che reggeranno agli innumerevoli casini che questo cane gli procurerà, insomma, per me “‘sto cane non gli dura”.
Perchè sono sicura che verranno da me a chiedere consigli e piangere amare lacrime, che non possono più tenerlo, che non sanno come fare e che gli complica la vita ecc ecc.
Perchè per quanto li prenderei a calci nel culo (già da adesso), alla fine cercherò in ogni modo di aiutarli ugualmente.

NOTA: questo articolo è firmato come “Redazione” perché l’allevatrice ha chiesto ai suoi amici in questione di leggere “Ti presento il cane” e quindi non vuole né essere riconosciuta, né che vengano riconosciuti loro.
Per questo motivo sono stati cambiati tutti i riferimenti a città, lavori, razze canine ecc.

Le immagini inserite sono di annunci reali, che si possono trovare in rete (ovviamente anche qui sono stati eliminati i riferimenti): se incappate in uno di questi, sappiate che si tratta sempre e solo di cagnari, presumibilmente importatori di cuccioli dell’Est…ma soprattutto ricordate che nessun allevatore al mondo potrebbe tenere un numero così elevato di razze dando ad ogni cucciolo le cure e l’amore necessari. Chi alleva tante razze (comprese quelle inesistenti, come i “chihuahua mini” o i “chihuahua toy”, immancabilmente presenti in questo tipo di annunci) o importa, o alleva – più raramente –  lui stesso in “catena di montaggio”, senza la minima attenzione per il benessere dei cani. Se volete alimentare questo meschino traffico, accomodatevi pure: in caso contrario, andate da un allevatore SERIO.

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53 Commenti

  1. allora mi consolo! sprecato un pomeriggio a spiegare a miei clienti nonchè amici dove come quando perchè prendere il cucciolo. Volrvano un barbone nano. La cliente era una mia compagna di scuola alle elementari e avrebbe preso il cucciolo alla figlia piccola dopo tanto tempo che lo desiderava perchè avendo 12 anni lo avrebbe gestito lei con l’ aiuto della sorella maggiore di 16 che aveva il cavallo. Quindi responsabili ecc. In conclusione sono andati ad acquistarlo la vigilia di Natale da un multirazze. Il cane l’ho visitato il 27 dicembre (stava benino) ed è morto di gastroenterite virale il 4 gennaio. malgrado gli abbia fatto subito gammaglobuline ecc perchè non mi convinceva. Senza documenti, senza microchip. cane di massimo 4 settimane di vita. Quando proprietaria lo ha chiamato, la sua risposta è stata che lui aveva dato un cane sano, ma che loro avevano sbagliato a portarlo dal veterinario perchè si sa che dai veterinari prendono brutte malattie…..

    • Arghhhhhhhhh!!! Mi mancava ancora quella delle brutte malattie prese dal veterinario! E’ stupenda… come dire, evita di fare qualsiasi controllo medico perché potresti beccarti chissà che cosa. Una genialata, davvero… 🙁
      Non finisco mai di stupirmi…

    • Bene: mi dispiace per il cane che era innocente e e’ morto per l’incuria del cagnaro; NON mi dispiace per la madre che per mesi dovrà consolare sua figlia disperata e sentirsi in colpa per averle portato il cane tanto voluto, morto due settimane dopo: la prossima volta, invece di pensae di saperne una piu’ del diavolo (perché sicuramente avrà pensato “guarda che affare che ho trovato, cuccioli a 300€, son furba eh!), si sveglia fuori e si rende conto che, intanto, se uno e’ allevatore saprà come gira l’ambiente e poi, che i truffatori non girano con la mascherina della banda bassotti, ma si nascondono dietro la faccia gentile e la proposta dell’affarone,

      • eh… mica tanto si trovano a 300€! forse dai privati (che fanno accoppiamenti senza senso, senza modelli A e B, ma in qualche modo ALMENO alla salute del cane – salute, nn altro, perché te li danno pure a 30gg… -), ma quei siti, come è anche scritto nell’articolo, li vendono a 1000€!!

        e i negozi? ne vogliamo parlare? io PURTROPPO presi la mia prima jack al negozio.. ma non capivo nulla di cinofilia… però sono stato fortunato: è una bella cagnetta, in standard, con pedigree italiano.. MA ho visto negozi che vendono cani a 1200€… sono entrato ed ho chiesto

        “quanto viene quella jackina?”
        “1200€”
        “con il pedigree vero?”
        “NOOOO… con il pedigree viene moooolto di più, non li abbiamo!”
        “ma.. è italiana?”
        “sicuro al 100%!”

        ma va va…

  2. E com’è che non ha concluso col classico:-Il prossimo cane lo prendo da te-?
    La gente non impara, se non a spese di qualche povero animale.
    Eppure in quest’era di informatica, con le notizie che viaggiano al secondo, col web pieno di siti che spiegano…si perde ancora la testa davanti al primo cucciolo, non ci si porta il vet di fiducia per farlo controllare…si paga il prezzo pieno per non perdere 50€ di caparra?
    oh, va bene, tanto la gente non impara, neanche io, che sto ancora in affitto in un posto orribile, faccio la fame(io, i cani no), svermino e vaccino,microchippo e dò i cuccioli a 90 giorni con la fotocopia del mod.B timbrata e firmata all’ENCI, mi raccomando di farmi sapere come sta, come socializza, insomma, sti poveracci mi hanno tutta la vita alle calcagna e non mi sogno neppure di chiedere cifre simili.
    allora sono proprio scema, tanto sti canetti tutto sono, tranne che di razza, tranne che sani, solo carissimi.
    Eppure Costantino, che mi conosce da 15 anni, è stato edotto, pur se mai prenderà un cane, mi dice:-Sai quel negozio di animali vicino a casa mia? il proprietario ha comprato un terreno, ha fatto il canile, c’ha i cuccioli di tuuuute le razze, mica come te, che hai solo questi. Quello sì, è un vero allevatore!!-
    Questo è l’andazzo, la gente non impara mai.

  3. Conosco persone simili che hanno fatto di tutto per prendere un jack russel (così carino e dolce) e adesso si lamentano perché – in appartamento, chiuso per 10 ore al giorno – fa danni incredibili, distruggendo tutto ciò che trova! Ma loro, poverini non hanno il tempo di fargli fare il cane, portarlo a correre nei campi, ad annusare il mondo. Poverini, mica immaginavano che quel cagnetto così carino avesse così tante esigenze. Pentiti? Non so fino a che punto; almeno avessero il coraggio di darlo in adozione a una famiglia “migliore”. Ma per far questo bisogna proprio amarli, gli animali.

    • adesso tira il jack… tutti convinti casa piccola cane piccolo, peccato che darebbe MOLTI meno rpoblemi un alano… perchè il jack è un grande cane nel corpo di un cane piccolo…

    • purtroppo spesso accade tutto quello che hai descritto… quando ho fatto le due cucciolate con i miei jack ho tentato di selezionare il futuro proprietario con tutti i criteri possibili immaginabili.. mi è andata bene con tutti tranne uno… ed ora hanno un mostro in casa che distrugge qualsiasi cosa a tiro…

      mi dicono spesso “hai quattro jack?! COME FAI?!”… ci lavoro, li porto a spasso, ci gioco… sembra che tutti i jack debbano essere demoni…

      invece ho incontrato una persona che per varie vicissitudini, dopo aver preso il cane, si allontanava da casa per 10 ore.. il cane nn faceva grandi casini, ma era spento… e si sono decisi ad affidarlo ad una nuova famiglia…

  4. mamma mia che tristezza… io nn allevo ma ho ben presente i problemi… anche io ne parlo con amici / parenti / conoscenti per evitare queste cacchiate… ma puntualmente gli sforzi sono vani… cani con cocciti, nn si sa chi siano i genitori, pagati come un cane di razza quando alla fine il pedigree non ce l’hanno perché “tanto mica devo fare le mostre”.

    pensano che il pedigree sia un “di più” per fare le esposizioni mentre invece è una garanzia (oddio mica sempre :P) di un cane sano, con origini sicure etc etc…

    e ti guardano male se gli dici di andare da un allevatore come per dire “mica siamo stromboli come te che vuoi solo cani di razza! noi AMIAMO i cani e non serve un pezzo di carta per amarli”

    peccato che fanno esattamente l’opposto: CREDONO di amarli ma alla fine fanno solo il gioco dei cagnari, alimentando il mercato dell’est.

  5. Stiamo cercando con fatica di regigere una bozza per una legge che renda obbligatorio il patentino pre affido di qualunque tipologia di cani, ma abbiamo scoperchiato una pentola che non si doveva ora abbiamo una parte della cinofilia contro, capisco benissimo come allevatrice questo sfogo di una collega, condivido la rabbia e l’impotenza per questo speravo che un patentino preaffido obbligatorio fosse un modo per fare cultura cinofila e prevenire gli abbandoni, ma pare dia molto fastidio….

  6. che piaga infinita! la cosa che piu’ di ogni altra mi fa andare in bestia oltre allo sfruttamento dei soggetti in primis, e’ che con quella cifra, compri un cane selezionato, quindi non vedo per quale motivo devi ingrassare certi loschi individui senza scrupoli.
    mi associo alla rabbai della “redazione” con l’unico dubbio che, dopo quanto accaduto i due cuginastri di certo non le si rivolgeranno per farsi aiutare, perche’ saranno troppo presuntuosi, bensi’, cederanno al primo capitato il loro cane o andranno a portarlo in un rifugio. questa e’ la fine della maggior parte dei cani di razza incautamente acquistati, prima dell’estate vanno in canile..
    proprio ieri una persona mi ha raccontato di aver pagato ben 2000 euro un cucciolo di bulldog ( a lei sembravano una enormita’) e che l’allevatore ne voleva altri 500 per il Pedigree.. pero’ ha soggiunto, il passaporto lo aveva… eh! tutto regolare.
    (una stra [email protected]@@A regolare cosa??)

  7. Sono sconvolto. Cioè, l’unico motivo per cui la gente si rivolge a questi meschini cagnari è che cedono cani “di razza” a prezzi accessibili a tutti. Poco importa se “di razza” poi non sono, che sono allevati in condizioni pietose e che avranno un carattere di merda: il risparmio fa gola. Ma questi tizi, nonostante fossero informatissimi, hanno acquistato un cane di provenienza cagnara a prezzo da allevamento serio! 950 euro più caparra: con quel budget avrebbero tranquillamente potuto rivolgersi ad un VERO allevatore, e magari risparmiare anche un paio di centinaia di euro! DOPPIAMENTE CRETINI! E meno male che l’allevatrice ha passato due anni a dargli consigli! Senza quelle dritte cosa avrebbero fatto? Sarebbero andati a pigliare il cucciolo direttamente in Bulgaria, con il cordone ombelicale ancora attaccato?

  8. Questo sito è interessante, equilibrato e bello. Ma sono stanco di leggere ogni giorno di come dovrebbe essere un allevatore serio e bla bla bla…alla fine non si legge mai un nome dico uno. Io nella mia esperienza di cliente ho cercato per quasi 7 mesi un allevatore serio, uno di quelli che fa gli esami che è professionale…ma almeno per la razza che mi interessava, Cavalier, non l’ho trovato. Credo sarebbe utile per tutti fare i nomi invece di nascondersi dietro anonimati e frasi a metà. Sinceramente come cliente mi sento profondamente deluso dal mondo che ho trovato. La professionalità qui descritta e quella da me cercata purtroppo non l’ho trovata.
    Grazie per il bel sito. Non è una critica ma uno sfogo.

    • Gianluca, se questo sito indicasse i nomi degli allevatori di cui fidarsi (ovviamente secondo l’opinione dei redattori stessi), si scatenerebbe un tiro a bersaglio di accuse complottiste del tipo: “Hai nominato l’allevamento casa Vattelappesca? Quanto ti ha pagato, confessa!”; oppure: “Perchè l’allevamento Von Wurstel è menzionato e il mio no? Nel 1998 è nato un cucciolo con un orecchio storto al Von Wurstel, nel mio mai!! E’ così che volete il bene dei cani??? Bugiardi! Ruffiani! Paraculo!”; “Inseritelo nello spazio pubblicitario l’allevamento di Von Kartoffeln, così ci risparmiamo la presa in giro!”. Un sito serio non può far altro che fare CULTURA CINOFILA: ovvero creare consapevolezza nel lettore in modo che questi un giorno possa distinguere CON PROPRI MEZZI un buon allevamento da un pessimo cagnarificio. Può darsi che anch’io un giorno, quando avrò il denaro sufficiente per acquistare un cucciolo di razza, chiederò a Valeria di “fare i nomi” dei buoni allevatori… ma glielo chiederò per posta privata.

      • volevo dire la stessa cosa. se cerchi una razza e vuoi un nome… e ti fidi “della redazione” scrivi in privato. parlare così pubblicamente non si può… come ha ben specificato dario.

  9. :S che cretini…
    A quel punto se non si sono nemmeno informati sulla razza facevano prima a prendere un cagnolino dal canile,sicuramente sarà a “scatola chiusa” per carattere etc,ma almeno non spendevano 1000 € e facevano felice un povero derelitto…
    è possibile poi sapere come finirà questa storia? cioè se i proprietari si rivolgeranno all’allevatrice e quale sarà il destino del cagnetto?

  10. TI CAPISCO!!! QUANTO TI CAPISCO!!!!!
    io allevo chihuahua e il 90% di chi chiama
    MI CHIEDE UN CHIHUAHUA TOY…
    li fai tutta la spiegazione sui cagnari, sulle loro “invenzioni” per vendere cuccioli senza pedigree, che SPESSO E VOLENTIERI SONO PURE INCROCI (oltre a tutto quello che comporta prendere un cucciolo dell’est dal punto di vista salute psico-fisica)eppure li vendono a prezzi quasi uguali (se non a volte superiori!!) a un cucciolo di allevamento serio, spacciandoli come cuccioli “RARISSIMI E PREGIATISSIMI”
    Tutte le volte e la stessa storia, ma si vede che i cagnari sono tutti maestri del LAVAGGIO DEL CERVELLO perchè immancabilmente LE PERSONE CONTINUANO A AFFIDARSI A LORO!!!
    sembra che qualunque spiegazione sia inutile perchè spesso neanche quelle persone che hanno preso in negozio o da un cagnaro un cucciolo che poi li è morto dopo un paio di giorni per le solite motivazioni pur di risparmiare 100-200 euro continuano a rivolgersi allo stesso commerciante!!!

    • sono appena stata 45 minuti al telefono con uno che cercava un cucciolo che io al momento non ho, per cercare comunque di informarlo… e pagavo pure io la chiamata.spero che quantomeno qualcosa abbia recepito… sembra una persona per bene ma fra sentiti dire luoghi comuni ecc…anche lui non ha ancora bene le idee chiare… io ci provo… chissà.

    • Paola, vedo spesso dei cartelli con vendita Chihuahua vicino ai carelli della spesa nei super mercati, nei bar, vicino alle scuole…ho i brividi perché sono tutti cani ” fatti in casa!” non si parla di esami, di pedigree ma solo di PREZZO e quello non scende MAI sotto i 900 euro….ma con quale coraggio chiedi 900 euro per un cucciolo senza niente di sicuro !! e poi parlano di AMORE e di come cercano casa ai piccioli!! Ma qualle casa, basta pagare! Credo che i veri allevatori deve tirare fuori i denti!

  11. scusate io allevo UNA RAZZA SOLA, e ho un paio di cucciolate l’anno negli anni più prolifici. Ho un sito Web che SPIEGA che il mio non è un allevamento commerciale. I riproduttori sono testati e molti anche titolati. L’ultima visita che ho ricevuto per un cucciolo (diversi mesi fa, ma non è che ci sia gente che fa la fila davanti a casa perché vuole un cane, eh) è stata di una coppia di sposini che aveva preso contatto su internet. Lui medico, lei neo mamma. Ceto medio alto (arrivati con un Suv di quelli grossi). Conoscenza media della razza (lei ha già un cocker che vive con i genitori). Per e-mail ho già detto prezzo, condizioni, tutto. Gli offro la scelta tra due fratelli di colore diverso, di tre mesi, entrambi socializzati. Faccio vedere la cucciolata completa, i genitori e perfino due dei nonni. Gli esami medici, i pedigree e anche i titoli conseguiti dai suddetti nonni e genitori. I cani piccoli e grandi si comportano egregiamente, la neo mamma si mette a giocare con loro per terra tutta felice. Mi fanno perdere qualcosa come un’ora e mezza, mio marito è a disagio perché vorrebbe offrire un caffè ma io in questi casi gli vieto di farlo perché so già come va a finire. Infatti. Mentre la neo mamma gioca con i cani il marito in un soffio mi dice: “senta, questi cani qui sono proprio belli. Però noi ne cerchiamo uno più economico, anche senza i documenti… sa com’è, è solo per compagnia…”. A questo punto con grande educazione li metto alla porta. FANNO TUTTI COSÌ. Lo fanno anche con altri allevatori. E da indagini tra allevatori sembra che più arrivano sulle macchine grosse e meno vogliono spendere. NON C’È NIENTE DA FARE… è brutto ma è così.

    • è verissimo. Sperimentato anch’io… però… però a te non piacerebbe riuscire a offrire a una famiglia di ceto medio elevato, studi superiori, suv e tutto il resto, un cane allevato con tutto l’amore e la passione con cui lo stai allevando veramente a un prezzo piu’ economico come loro si aspettano, magari avendo alle spalle un’associazione che *veramente* ha come primo obiettivo la tutela del cane (e non il lucro), case farmaceutiche che facessero capo ad associazioni aventi come primo obiettivo la salute dei cani (e non il lucro), *colleghi* allevatori che avessero come primo obiettivo la tutela della razza allevata e non il soffiare il cliente alla *concorrenza*?
      Gli allevatori appassionati come te spesso sono visti dai clienti come biechi speculatori in virtu’ dei prezzi elevati che sono costretti ad applicare perché sono anch’essi vittime di un sistema costoso e iniquo. A partire dalle esposizioni e prove che hanno costi sempre piu’ elevati in un sistema che ti costringe a tantissime inutili verifiche (inutili perché tutte uguali… e neanche tanto significative dal punto di vista zooetcnico). Monte pagate carissime. Cari i controlli sanitari… che molto spesso rispondono piu’ ad esigenze di far confluire denaro a certe lobby che non a quelle di reali ragioni di salute. Gli ultimi controlli resi obbligatori per molte razze con l’istituzione della riproduzione selezionata, per dire sono messi a volte un po’ “a caso”. Ci sono per esempio esami oculistici che in alcune razze li passano tutti…. mai sentito uno che fa l’esame e non passa. Tanto far girare un po’ di soldi.
      Ci sono tante spese per burocrazia… per non parlare degli adeguamenti alle norme asl sul “benessere animale” (rotfl)…. ispirate ai grandi allevamenti di animali da reddito, che costringono l’amatore medio che ha sette cocker ad avere locali specifici, metrature, impianti idraulici ecc. ecc. ecc. uguali a quelli di un allevamento di maiali.

      Il normale acquirente benestante col SUV però… dal suo punto di vista non ha tutti i torti. Perché… effettivamente molti di loro cercano un cane… “normale”. Non richiedono tutte queste spese e sanno dell’esistenza di tantissimi cani “normali” che non hanno alle spalle una selezione una cura come quella che dai tu, ma che comunque fanno sempliemente “i cani”, fanno felici i loro prorietari, riportano la palla, “chi c’è fufi, dov’è il gatto?”… e non sono *tutti* moriboni, psicopatici e pieni di problemi come talvolta li si vuol far passare.
      Qui sopra e in altre sedi in cui parlano i Cinofili con la C maiuscola, si calca spesso la mano sui rischi di prendere cani da allevatori che non abbiano tutte le carte in regola a volte esagerando un po’… e quindi perdendo di credibilità. E’ vero ce i rischi sono tanti, anzi tantissimi, le persone truffate sono tante, anzi tantissime… e capisco che quando l’intento è quello di “se li spaventiamo tantissimo, se raccontiamo tutte le testimonianze di quelli che hanno avuto problemi, hanno perso il cane, ne hanno passato di cotte e di crude… forse la gente ci pensa due volte e qualcuno lo dissuadiamo.
      E’ gestita un po’ come la campagna antifumo mi sembra. Condivido, l’intento, ma non mi piace troppo il metodo.
      Io conosco anche tante persone che hanno preso cani da allevamenti che non rispettavano tutti i crismi, pagati poco (perché figli di cani che non hanno mai visto un’expo, controlli al minimo sindacale… forse anche “economia di scala”… di cui ora i proprietari sono felicissimi.
      Caso emblematico i genitori di un compagno di asilo (ora di scuola) di mio figlio. Volevano un bernese, poi hanno dirottato sul golden.. Anche loro *decisamente* benestanti. Benestanti è poco. Gli ho scritto pagine di informazioni sulle caratteristiche dell’allevamento, messi in guardia sulle truffe, sugli allevamenti multirazza, sui cani dell’est. ecc. Proposto cani testati che conosco di persona al canile (certo né bernesi, né golden… bastardoni, ma per me adatti alle loro esigenze. Ma adulti). Consigliato (non lo faccio mai) allevmento presso cui anch’io avrei preso un cane. Alla fine hanno preso un cane da un allevatore a due chilometri perché non potevano andare fino in romagna a prendere un golden… (figurati se non c’è nessuno piu’ vicino!), non volevano spendere “tutti quei soldi” e… non volevano necessariamente il “campione del mondo”. Bastava che fosse bello… che piacesse a loro. E fortunatamente hanno avuto quello che cercavano. Il cane che hanno preso, un Pluto qualunque senza affisso senza nome, senza campioni, senza test… è cresiuto, sta bene, corre, gioca.. non mi sembra abbia problemi. E’ anche molto bello secondo me…. e soprattutto secondo la gente. Poi, chissà… magar in expo un giudice che lo tocca che guarda i denti (che io non ho visto) che lo vede in un contesto con altri cani, decide che gli manca un premolare, che ha l’orecchio troppo lungo, che è poco angolato dietro che è un centimetro piu’ alto del limite massimo e che quindi fa schifo e gli dà buono e i prorietari sono un po’ delusi perché speravano di prendere almeno distinto.
      O forse gli darebbero davvero eccellente… e potrebbe essere da quello che vedo solo a passeggio. E’ un caso particolarmente fortunato, ma non è l’unico. Quando mi vedono mi guardano con un sorrisetto del tipo “visto? tu che volevi farmi spendere mille euro?”. Perché essere ricchi non è sinonimo di non avere il senso del denaro. Non è che a un ricco puoi vendere un computer a tremila euro se sa che ne può prendere uno a seicento che è in grado di fare quello che fa anche il suo.
      Questo descritto è stato il caso piu’ eclatante ma non è l’unico. Chi l’ha preso dall’amico che aveva la femmina (di undici mesi!!) a cui aveva fatto fare la cucciolata. Chi l’ha preso veramente dall’importatore.. cane con pedigree ungherese. Ma l’allevantore non è un cagnaro… pensa che è un veterinario? (vuoi sapere piu’ tu di un veterinario). Chi in negozio, chi da allevatori cosi’ cosi’… bene o male la gente fa le proprie valutazioni. E le nostre ragioni fanno fatica a imporsi è anche perché… ci sono tanti esempi di casi in cui non va tutto cosi’ male.
      E detto questo, aggiungo che io non giustificherò comunque mai l’acquisto di un cane a discapito della salute del benessere di “tutti” i cani dell’allevamento.
      Penso però che sarebbe corretto far presnte che rivolgersi a un certo tipo di persone è soprattutto una questione di “etica”.
      E non aver paura di dire che è possibilissimo trovare anche cani che non hanno nessun tipo di problema, che a volte diventano cani normalissimi anche se questo troppo spesso implica che ce ne siano altrettanti meno fortunati che vengono eliminati dalla selezione… ambientale. Che chi alleva su larga scala gioca spesso sul fatto che su tanti, i migliori sono comunque belli e i piu’ forti… in fondo è selezione naturale. Ma gli invenduti quasi sempre fanno una brutta fine. Che ci sono madri seppur mettendo al mondo cani sani e carini, sono costrette a fare una cucciolata dopo l’altra per anni e anni senza mai uscire dal recinto. Che se anche il nostro cane si salva perchè è il piu’ forte, ha colleghi meno fortunati che sono morti nel viaggio dal luogo in cui sono nati a quello in cui sono stati venduti… se vi va bene accettare tutto questo, per avere il cane piu’ economico anche senza documenti…. Sarebbe questo il discorso schietto da fare a quei clienti.
      Probabilmente molti di loro…. ugualmente non ti comprerebbero il cane :DD
      Ma magari lo prenderebbero in canile… non andrebbero ad alimentare certi mercati poco etici.
      Purtroppo finché abbiamo questa organizzazione alle spalle penso che il cane ben allevato e ben selezionato è destinato a rimanere una cosa per pochi eletti… con buona pace dei nostri cani cosi’ ben accuditi che dovranno rinunciare alla famiglia benestante e acculturata con suv e villetta.

      • caro @denis, certo che sarebbe bello quello che scrivi, però guarda che i prezzi che faccio non sono tanto diversi da quelli dei pet shop. Qui in Cile un cucciolo di cocker in negozio lo paghi tra i mille e i mille trecento dollari (a seconda della zona in cui lo cerchi). Io un cucciolo lo vendo a mille e cinquecento dollari. Il cucciolo in negozio te lo vendono a dire tanto due mesi e non socializzato, è figlio di signori nessuno che il cliente nemmeno vede, senza alcun test di salute e con vaccinazioni minime. I miei cuccioli fino ai tre mesi non si muovono da casa, sono socializzati con cani e persone, i genitori sono testati e visibili, i vaccini hanno tutti timbro e firma di veterinario vero e consultabile. Ogni cane a casa mia, cucciolo o adulto, SA come si chiama, e questo chiunque capisce che è un segno importante perché significa che questa non è una catena di montaggio ma un luogo in cui vivono esseri a due e a quattro zampe che comunicano. Il prezzo è comunque basso perché io parto dal presupposto che con l’allevamento non ci guadagno, che è un hobby, quindi una fonte di spesa, non di reddito. Ho iniziato nel 2008, ho avuto cinque cucciolate. Tutte le volte che qualcuno si interessa per i miei cani lo invito a vederli e non ho mai lesinato tempo e informazioni. Sai quanti cuccioli ho venduto qui in Cile? NESSUNO 😀

      • Denis, condivido il tuo commento su alcuni aspetti. E capisco anche che di cani “normali”, come li definisci, ce ne sono stati tanti e continuano ad essercene. Il cocker nato in casa del cacciatore, il pastore tedesco che tempo fa (e ancora oggi dalle foto che alcuni esibiscono orgogliosi) capivi a prima vista che era nato da una cucciolata “casalinga”…oggi invece vedi più labrador e golden dalla struttura e carattere un po’ incerti, le mode son cambiate. Certo, fanno i cani e non sono tutti disastrati. Però, cosa vuol dire “fanno i cani”? che giocano con la pallina? scodinzolano ai membri della famiglia? beh, certo, se la mettiamo così possiamo dire che fanno i cani. E che bisogno c’è di prendersi un labrador-insomma o un labrador-quasi? Purtroppo se ne vedono tanti. Che senso ha un golden che ha la struttura di un setter e il carattere non proprio tipico? andrebbe bene qualsiasi cane da pagliaio per fare il “cane normale”, ce ne sono di carini e belli e dal carattere meraviglioso. Piccolo inciso: a mio modo di vedere, anche il cane nato da Champion X e Champion Y, nipote di Champion Z, tutti controllati per diplasia dell’anca e del gomito, PRA, stenosi subaortica ecc. è un cane “normale”. Solo che è anche un cane di razza e deve avere certe caratteristiche tipiche per le quali non ci può essere tanta improvvisazione o varianti (al massimo “tipi” all’interno della razza). Non è che il cane con eccellenti angolazioni, dorso non insellato, appiombi corretti, mantello con sottopelo adeguato, carattere tipico, sia un super-cane da esibire come un Rolex (per chi li esibisce e basta 🙂 ci sono tante persone che hanno il Rolex e ne apprezzano la qualità). E’ assolutamente un cane normale, non un super-cane selezionato da nazisti che vogliono il cane-ariano. Fa il cane normale ma dovrebbe essere selezionato per avere certe caratteristiche da tramandare. Se poi il sig. Rossi non porta il suo labrador a fare i working test o i field trials, peccato. Ma quel cane deve avere le potenzialità per farlo. Sia fisiche che attitudinali. Altrimenti non è un labrador ma un bel cane che gli somiglia ed è tanto bravo e buono, nella migliore delle ipotesi. Aggiungo che se il labrador ben selezionato dell’esempio non farà il cane da caccia ma il soccorritore in acqua, le caratteristiche morfologiche e attitudinali gli torneranno utili lo stesso perché lo rendono versatile. Insomma, se parliamo del cane di razza, senza snobismi, non possiamo parlare del cane di razza-insomma che piace tanto alla vicina di casa che ogni giorno gli dà un pezzetto di pane…”ma guarda com’è intelligente, quando mi vede sulla porta mi viene incontro perché LO SA che gli do il bocconcino…ma com’è bello…che splendido cagnone, il migliore di tutti”. Sennò, come dice Benigni, si fa davvero schifo a’ lombrichi ‘gnudi! 🙂
        Poi, lo so, ci sono fior di allevatori che il cane molto promettente se lo tengono per se e ti vorrebbero dare sempre e comunque un cane che si presume non abbia un grande futuro in expo o nelle prove di lavoro (e questo secondo me è il cane “normale”, il cane cosiddetto da famiglia, all’interno di una razza). Per cui alcuni si chiedono per quale motivo devono spendere di più per avere il cane che faccia semplicemente il cane. Io la risposta la trovo nel fatto che cmq quel cane sarà un buon/ottimo rappresentante della razza cui appartiene e avrà tutti i possibili test sanitari…sempre che l’allevatore li faccia tutti e che non “bari”, ovvio…
        Anche a me fa rabbia vedere che ad es. alcuni allevatori inglesi di retrievers non testano per PRA ma fanno solo la visita oculistica, non fanno l’eco-cuore, non si preoccupano della tiroide (ho scritto inglesi, ma avrei potuto scrivere che anche alcuni allevatori italiani fanno i test al minimo)…però starei attento a non cadere dalla padella nella brace.
        Insomma, “razza” non è una parolaccia o un concetto nazista. E nemmeno un termine da paranoici, attenti solo a CAC CACIB BOB.

    • Hai ragione! Conosco molta gente NORMALE, come me, ce va al lavoro la mattina e non va in giro con il SUV che ha dei cani “pregiati”Siamo gente che amiamo i cani e capiamo il lavoro del vero allevatore.Non chiederò un sconto per un cucciolo, non è giusto!Se voglio un cane sano e di ” buona famiglia” ( come dice mia madre)lo compro mettendo i soldi da parte! Poi per amore dei nostri cani come per amore dei figli si fanno degli sforzi, si fanno straordinari sul lavoro, si lavora il festivo!

  12. @Dario io capisco che il sito non voglia fare marchette e comprendo che il suo compito sia quello di informare e rendere il cliente compratore più educato. Io e la mia compagna nel scegliere il venditore ci siamo informati leggendo, studiando e telefonando. Mi è chiaro quando ho di fronte un buon allevatore, un commerciante e un cagnaro dell’est. Ma la mia esperienza di acquisto è stata comunque pessima. L’ambiente odioso. Ho parlato per vario tempo con vari allevatori e non ce ne è stato uno che abbia parlato bene di un collega. Insomma mi pare che il cliente come si dice qui spesso sia fesso ma che anche gli allevatori spesso e volentieri ci marcino. Inoltre, il problema non è l’orecchio storto o altro ma è il post-vendita, la garanzia, il trattare il cane come un oggetto, è la mancanza di chiarezza e trasparenza. Se oggi dovessi ricomprare un cane ti giuro che non lo comprerei mai e poi mai in Italia. Questa è stata la mia esperienza per la razza di cui sopra. Ciò non toglie che ho telefonato ad una allevatrice di Westie Terrier (il cane che avevamo prima) e che si è presentata e mi è sembrata l’allevatrice perfetta. Quella che viene descritta qui. Io racconto quanto vissuto. In tutto per tutto, come cliente che ha fatto un percorso mi ritengo deluso e schifato dal mondo degli allevatori che ho incontrato nel mio percorso. Il mio era ed è uno sfogo come la lettera-sfogo dell’allevatrice o le sante parole di @mariachiara.
    Infine, credo che questo sia l’unico settore in cui i fornitori (allevatori) danno la colpa ai clienti della condizione del mercato. Se io voglio un cucciolo a 500€ e nessuno me lo vendesse sarei costretto a prendere l’auto ed andare in Romania oppure a prendere un meticcio oppure ad aspettare un anno. I pedigree ad minchiam non gli assegna il cliente ma l’ENCI. Le regole sugli esami non le decide il cliente ma le dovrebbe fissare qualcuno (l’ENCI?). Le cucciolate perenni con pedigree con 10-11 esemplari su Internet non se le inventa il cliente ma l’allevatore e le permette chi il pedigree ce l’ha.

    Parla un ragazzo di 30anni senza SUV che lavora in proprio (idem la mia compagna) e che aveva fissato come budget insieme alla compagna 2000€.

    Detto questo prendetelo come sfogo. Un grande grazie a questo sito, a Valeria e a tutti gli allevatori seri…il mio invito agli allevatori seri è di comunicare su internet il loro lavoro e la loro passione sempre di più.

    • Beh, Gianluca, parlare male della concorrenza è un tipico vizio italiota. Non accade solo nel mondo della cinofilia, ma in tutti i settori dell’economia in cui circola denaro: provi ad iscriverti in palestra e automaticamente la ragazzetta dietro il bancone ti dirà che se vai nella palestra accanto un colpo di frusta non te lo leva nessuno; provi a comprare un computer e il tizio alla cassa ti dirà che nel negozio informatico dietro l’angolo i computer stanno accesi in vetrina per mesi e di fatto ti stanno vendendo un usato al prezzo di un nuovo; vai a tagliarti i capelli e il parrucchiere ti dirà che nel salone di via Roma non hanno nemmeno un pettine etc. magari tu avrai beccato i tipici allevatori che se prima non gli mostri il libretto degli assegni non ti fanno nemmeno vedere un guinzaglio, e una volta staccato l’assegno e firmato il passaggio di proprietà non vogliono sapere più niente. D’altronde il cane acquistato per contratto rientra nella categoria dei beni mobili registrati, come le automobili, e da tale è trattato. Anzi peggio: magari quando compri una macchina il padrone dell’autosalone ti dirà “ci vediamo per il tagliando”. Per il cane nemmeno quello.
      Sul fatto che gli allevatori diano la colpa ai clienti non posso replicare perchè non ho prove tangibili nè esperienze dirette a riguardo, quindi mi fido della tua parola. Che il cliente medio pensa che non valga la pena spendere 1000 euro per un cane perchè quello di 400 comprato al pet shop ha quattro zampe, una coda e abbaia proprio come il cucciolo venduto a peso d’oro e innegabile, e da questo punto di vista gli allevatori non hanno torto. Però c’è il rovescio della medaglia: se non si attivano loro per far cultura cinofila (e magari anche l’ENCI) chi lo deve fare?

  13. Faccio parte dei potenziali acquirenti a cui interessa un cane “solo” normale (anche perché non credo proprio che saprei distinguere un campione…) e non ho intenzione di fare expo né di incorniciare il pedigree.
    Voglio però che il cane abbia avuto la mamma per tutto il tempo che ne aveva bisogno, che sia stato socializzato, esposto a stimoli diversi, testato, vaccinato e seguito, che sia cresciuto a contatto con i fratelli/sorelle in un ambiente che rispondesse alle sue esigenze. Per rispetto del cane e perché un cane cresciuto così è sereno ed equilibrato e quindi molto più facile da gestire. Certo, sta a me aprire gli occhi ed informarmi, ma quel pezzo di carta mi dà la certezza che la pallina di pelo che sto per portare a casa sia stata trattata nel migliore dei modi, che non mi morirà tra le mani dopo pochi giorni di gastroenterite o dopo pochi anni perché geneticamente disastrata. Io quel pezzo di carta, che finirà in un cassetto e che nel mio caso non avrà alcun impiego pratico, LO VOGLIO, porca paletta e ci mancherebbe! Mi risulta assolutamente incomprensibile la “pensata” di questa gente, che evidentemente fa più storie ed accertamenti per comperare un frigo che per un esere vivente.
    Le cure e l’impegno che ci mette l’allevatore portano me ad avere un cane sano ed equilibrato, a vivere dieci-quindici anni di gioia ed affetto con un essere meraviglioso. Non solo è giusto che questo si paghi, perché é un merito oltre che frutto di lavoro continuo e a volte anche estenuante, ma aggiungerei che è da pagare senza battere ciglio, perché non ha prezzo.

      • ovviamente sta anche a te, acquirente, non avere le fette di salame sugli occhi, ma ti assicuro che gli unici due allevamenti che io abbia mai visitato (uno a Lucerna ed uno a Zurigo)davano eccome queste certezze, e ti dirò di più, se tu non corrispondi ai loro standard non ti danno il cucciolo e anche se superi indenne il terzo grado ma quando ti consegnano il cucciolo a casa qualcosa non gli garba (perché hai parlato di enorme giardino e non c’è…per esempio)il cucciolo se lo riportano via…

        • eggià svizzeri sono che paragoni fai scusa… qui da noi non funziona sempre così.anche io per certi versi son ben felice che la mia femmina l’ho presa in svizzera e non in italia. purtroppo in italia pedigree non è sinonimo si qualità… anzi a volte è pure falso. devi conoscere l’ambiente e saper ea hci rivolgerti…comunque anche qui un allevatore serio ti fa il terzo grado e se non gli vai a genio non ti da il cane.

          • bhe allora io sono sguizzera dentro 😀 … e chi ha preso un cane da me lo sa bene, quando ha dovuto penare prima che gli dicessi: “si okkei, puoi andare ‘abbastanza’ bene per un mio cucciolo, ma dovrai migliorarti ancora molto prima di essere un buon proprietario”

        • l’allevatrice della mia femmina, svizzera appunto ha detot che da loro:
          è obbligatorio OBBLIGATORIO ripeto, per avere il pedigree dei cuccioli
          una severa verifica morfologica sui soggetti
          credo qualcosa in expo come risultati
          fare i test sulle malattie tipiche della razza,per il pastore svizzero almeno displasia anche e gomiti, spondilosi, MRD1 e Bear test
          poi ai cuccioli va fatto il controllo sul dna coni genitori per certificare che sono veramente figli loro, a tutti non solo a campione o se qualcuno lo richiede perchè ha dei dubbi (che poi sistematicamente finisce in niente…)
          svizzeri sono, ripeto…

          • Sono certa che questo rigore si trovi anche in Italia, chiaramente se già l’acquirente non vuole le carte e non controlla nulla, il gioco è facile per gli imbroglioni…ti dirò che mi sto interessando per un cavalier e l’allevatore mi ha fatto pervenire una mail in cui mi informa riguardo ai test: DNA per episodic falling, dry eye, curly coat(entrambi i genitori), RM per syringomelia e radiografia per displasia(padre), patella (entrambi i genitori), accertamenti cardiaci (entrambi i genitori, ecografia del cuore (3 generazioni, comprese sorelle e fratelli). Arabo totale per me, ma ho tutto il tempo per informarmi. L’allevatore mi ha scritto che posso passare quando voglio, senza appuntamento (buon segno), così facciamo una prima chiacchierata e ci conosciamo…

          • Simona, mo’ mi dici chi è questo allevatore! Che io ne conosco due che ritengo serissimi, e questi consiglio… ma se per caso questo fosse un terzo, mi farebbe piacere inserirlo tra i “consigliabili” (anche in pvt, se preferisci: anche se una pubblicità positiva credo non possa infastidire/danneggiare nessuno).

          • la differenza è che in italia… non sono obbligatori.se l’allevatore è serio lo fa, altrimenti… non è tenuto a farlo
            le malattie contro cui sono testati i genitori e che hai elencato, potrebbero avercele pure tutte e enci il pedigree lo rilascerebbe comunque…questo non significa che in italia non ci siano allevatori seri.ma solo che il pedigree non basta…p erchè per dartelo non ci sono regole restrittive come in svizzera. e comuqnue esiste sempre “barare”. alcuni baranoi sui risultati (falsi) perhcè sanno che la gente ormai sa a cosa deve stare attenta… purtroppo

          • gli allevatori seri così in Italia ci sono, il problema è che si contano sulla punta delle dita. ad esempio io la mia borderina l’ho presa da un allevamento (conosciuto in italia e all’estero) dove controllano su tutti i cani – riporto testualmente dal sito – displasia dell’anca, OCD e displasia del gomito, oculopatie ereditarie (DN testati per CEA/CH-Optigen), controllati per il PRA e per le patologie ereditarie (DNA testati per la CL-Neuronal Ceroid Lipofuscinosis e per il TNS).

            Al momento della consegna del cucciolo viene fornita tutta la documentazione di cui sopra, compresi i pedigree dei genitori e dei nonni, e nel mio caso anche la prova attitudinale del padre di sheepdog.

            In allevamento ho visto personalmente i genitori ed i nonni…

            alla faccia dei cagnari!!

      • Non paragonerei stati stranieri alla situazione italiana. Io il prox cane sicuramente non lo prenderò in Italia. L’acquirente non deve avere le fette sugli occhi sono d’accordo ma deve essere tutelato secondo me. E non possiamo pensare che tutto abbiano tempo da investire a leggersi esami obbligatori da fare e non. Il pedigree ha senso se e solo se certifica una qualità. Se come ora in Italia certifica solo che l’Enci ci ha guadagnato qualcosa allora credo che la colpa non sia solo dell’acquirente che non vuole il pezzo di carta ma di tutti quegli allevatori e dell’Enci che hanno tolto valore a quel pezzo di carta.

        Il mercato è fatto da sempre di due componenti offerta e domanda. Il cliente compra la pistola perché qualcuno produce la pistola. Il cliente compra il cane dal cagnaro perché qualcuno permetta che esista. La responsabilità del prodotto sta nel venditore non nel compratore. La definizione dei livelli di qualità sta nell’offerta non nella domanda. Se l’offerta si inquina con materiali di basso livello non è colpa del cliente. Quando vai a comprare un auto sai che se è nuova ha tutti i dispositivi di sicurezza e anti-inquinamento a norma. Non è che ti informi se ora siamo ad euro 9 o euro 61 e le differenze. Il mercato te lo assicura. Qui mi pare che gli allevatori bravi e seri si arrabbino con i clienti superficiali e ignoranti invece che con i cagnari. La battaglia di educazione ci sta. Ma la guerra dovrebbe essere con l’Enci (che da gli affissi oltre che i pedigree a caso) e con i cagnari.

        • insomma è colpa del cliente o non è colpa del cliente deciditi…
          comunque sia. il problema è che… spess o il cliente ignora e c’è chi ci marcia su… o se il cliente non ignora lo si cerca di raggirare. il succo di quel che ho detto è questo.

          • Caro Lupi per me la colpa è del cliente quando scambia un cane per una barbie o un vestito che si trova in offerta o in saldo. In tutto il resto dei casi è di chi i cani li vende. Non mi pare di essermi mai contraddetto anzi di averlo detto ripetutamente.

          • non era chiarissimo. il punto è che ci sono clienti che igornano e pensano che un cane valga l’altro l’importante è andare dall’allevatore e se uno fa 200 euro in meno dell’altro ci vanno perchè appunto ignorano non perchè lo fanno di proposito.quelli che prendono il cane come un oggetto alla moda no comment…

        • Ti sbagli, è esattamente il contrario: è la domanda che genera l’offerta.
          È inutile produrre se nessuno richiede il bene o il servizio.
          Chi chiede crea la domanda, chi produce risponde con l’offerta.
          Ergo, finché ci sarà chi compera esserini disperati, perché sono taaaaaaaaaaaaaaaanto cariiiiiiiini, senza attivare il cervello e sbattendosene delle condizioni di allevamento e di salute, ci saranno cagnari senza scrupoli chi li offrono…
          Qui hanno tolto dal mercato prodotti alimentari perché la gente, informata su come venivano prodotti, ha smesso di comperarli. Si ha un sacco di potere se ci si mette tutti d’accordo…:-)

          • Ok prima di citare la legge di Say mi ricorderei le ipotesi.
            Sei mai stata in un albergo non proprio carino in vita tua? Magari che ne so durante il Carnevale a Venezia oppure durante il Giubileo a Roma, o durante una conferenza a Londra? La tua domanda, e quella di molti altri, era di un post letto. E questa enorme domanda ha fatto sì che qualcuno offrisse una stamberga invece che un posto dignitoso. Eppure aveva tre stelle. Chi direbbe che la colpa è totalmente del cliente?

            Io credo che i clienti finiti in quelle stamberghe avessero un qualche bisogno da soddisfare (partecipare all’evento e non dormire per strada) e abbiano prenotato l’hotel dedicandoci il tempo e i soldi che potevano fidandosi delle stelle che l’hotel aveva in quanto sono un metro internazionale di misura.

            A me è successo di restare bloccato a Firenze una notte. Diluvio totale. Ore 1pm. Cerco un albergo vicino alla stazione, non so dove andare e non ho un budget illimitato diciamo 150€. Prendo un 3stelle. Era una bettola. La mia non era la domanda di una bettola ma avevo come bisogno quello di cercare un hotel e con iPhone scarico (no internet), nessuno in giro, poca conoscenza del mercato, mi sono fidato di un ente terzo che mette le stelle…e ho fatto male. La colpa è mia o dell’ente che mette le stelle?

            Non posso andare al supermercato e conoscere la storia di tutti gli alimenti. Così come non posso andare in cucina di tutti i ristoranti, se hanno l’abilitazione allora so che rispettano alcune norme minime di igiene. L’esperienza mi aiuta a distinguere inoltre.

            La domanda genera l’offerta, sono d’accordo. Ma la qualità dell’offerta dipende non solo e non tanto dall’educazione della domanda ma anche da come l’offerta si struttura. Se l’ente di settore certifica a caso la colpa non è del cliente ma di chi in quel settore ci opera. Nessuno chiede di dormire in hotel cari e brutti ma con tre stelle.

            Infine, altro esempio, la domanda grandissima a livello mondiale di iPad non sta generando un mercato parallelo di cloni che costano un decimo e non funzionano. O meglio vi sono ma non sono la stragrande maggioranza del mercato eppure non tutti quelli che hanno un iPad sanno dove è costruito, come è costruito e con cosa è costruito. Mentre la domanda mondiale molto elevata di cocker ha in passato generato l’invasione di pseudo-cocker malati e brutti sul mercato (e la colpa non è della Walt Disney 🙂 ).

            Un bagno di umiltà e una maggiore comprensione dei bisogni del cliente possono aiutare tutti a stare meglio.

            Detto questo cari amici chiudo. Auguro ai bravi allevatori tanta fortuna e a chi cerca un cucciolo altrettanta pazienza e fortuna.

    • ….e comunque, se si vuole un cane “normale” e non si possono spendere 1000 euro, esistono anche i canili! Noi volevamo un jack russel e avevamo preso contatti con diversi allevamenti…poi un giorno ci siamo detti “proviamo per curiosità a fare un giro al canile”… E ci siamo innamorati di un cane che con il jack non c entra proprio nulla! Poi certo, tra educatori e comportamentalisti abbiamo speso quanto per un jack…ma Teodora resta il nostro grande amore (anche ora che il jack è arrivato davvero!)

  14. Se non hai scelta, le leggi di mercato che stanno alla base della scelta del consumatore non possono funzionare, mi pare ovvio…. Altrimenti è sempre e solo la domanda che genera l’offerta. Se nessuno va dai cagnari, i cagnari scompaiono, punto.
    In Svizzera siamo dei rompiballe epocali, controlliamo, chiediamo garanzie, paghiamo senza fiatare ma guai a chi ci rifila una sola, perché citiamo in giudizio… ed i cagnari non hanno mercato, anche perché in quanto detentore di cane vieni controllato sia dalle autorità, che dal veterinario, il corso di educazione per il cane è obbligatorio con multe e quant’altro. Cagnari non ce ne sono, impossibile importare una robino mezzo morto, alla dogana ti fanno un xx così… e mi va benissimo, perché quello che vale per me vale per tutti e a me piace che sia così, che controllino pure…
    Detto questo, riguardo all’Ipad i prodotti paralleli ci sono, eccome, ma non hanno “l’aura” creata dalla pubblicità, che non a caso è l’anima del commercio, perché GENERA la domanada, esattamente come la Disney, che seppur involontariamente, “pubblicizzando” il cane ha generato una domanda sproporzionata. Ne sanno qualcosa anche i dalmata.

  15. Credo di aver capito a chi ci si riferisce nell’articolo. Dall’inflessione dialettale. Pensate che ha rifilato una cucciola di pincher ad una veterinaria. Alla mia EX veterinaria!

  16. Ma questi qua avevano due alternative validissime: a. Andare da un allevatore serio, spendere lo stesso prezzo e avere un cane favoloso b. Andare al canile, salvare un cane e non spendere un cavolo di centesimo. Qual’è il motivo di questa sciocchezza scema? Bah.

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