di SILVIA INVERNICI – Da quando sono nata, ho sempre avuto cani.
La prima, una volpina già anziana quando sono nata, non perdeva occasione di farmi capire che le avevo rubato il posto. Eppure non sono diventata cinofoba, nonostante il rude apprendistato.
A sedici anni è arrivata la Lulu (senza accento). Doveva fermarsi dolo un paio di settimane, “per vedere come andava”, ed è rimasta sedici anni.
La Lulu è nata già adulta. Quando è arrivata, a due mesi, si è adattata subito, non ha mia pianto, mai dato un problema, mai distrutto niente. Ma erano ancora i tempi, a casa mia, del “il cane è felice solo fuori”, “il cane non può stare in casa”.
Sono riuscita a ottenere che dormisse in casa, che potesse scegliere dove stare, che avesse il miglior posto fresco in estate e caldo in inverno. Quando è morta mia mamma, e io non riuscivo a dormire la notte, la soluzione migliore è parsa a tutti che lei dormisse con me, per qualche mese. E lì, di nascosto, veniva anche a dormire sul letto.
Ogni tanto, mentre studiavo, la facevo salire in camera e lei se ne stava buona a dormire vicino a me. Mio fratello (una famiglia di boicottatori) le ha insegnato la strada per salire al piano superiore ed entrare nella mia camera, dove spesso la trovavo sul tappeto a dormire.
Era coccolona, seria, saltava come un canguro, correva a perdifiato, mi aspettava quando tornavo dal lavoro, divideva la merenda con me, era il “mio” cane.
Non aveva occhi che per me.
Quando aveva undici anni mi sono trasferita in un’altra città e la veterinaria mi ha consigliato di lasciarla in famiglia, stava bene, era abituata, era una compagnia per mio papà e mia zia, anziani.
La vedevo spessissimo.
Intanto però mi mancava il contatto quotidiano con un cane. Mio marito non ha mai avuto cani e li desiderava. Però il cane doveva stare in giardino, non poteva entrare in casa, ecc. ecc. (oh, li trovo tutti io!).
Eravamo indecisi tra un golden e un bovaro… quando in un forum, scrivendo di questa indecisione, mi sono presa una ribaltata mica da ridere da non so chi, che mi sbraitava contro: “Bastaaaaaaaa con le solite razze, prendetevi un hovawart, piuttosto!”.
Hovawart?
Due minuti per leggere lo standard, mandare un sms a mio marito “Io prendo un hovawart, fai tu” e la domenica eravamo dall’allevatore a conoscerli.
Era il NOSTRO cane, nessun dubbio.
Abbiamo comunque aspettato perché non c’era il giardino (maritotestardocomeunmulo) e dovevamo cambiar casa.
Due anni dopo la casa con il giardino non c’era ancora, ma,  stremati dall’attesa, abbiamo deciso di prendere lo stesso il nostro primo, magnifico  hovawart. Nel frattempo, con un lavoro ai fianchi, il marito aveva accettato di tenere il cane in appartamento (deo gratias).
E’ arrivata Maya, una femmina bionda spettacolare.
Spettacolare perché è bellissima (cuore di mamma e papà), piena di energia, di entusiasmo, di allegria, di voglia di fare. E’ veloce, è competitiva, vuole lavorare, vuole imparare, ama la gente, ama stare in mezzo alla folla, ama sentirsi al centro dell’universo, è convinta che la gente che si incontra stia salutando lei, lancia fiori dal palcoscenico, è diva dentro ed è molto presenzialista, molto “faccio cose, vedo gente”.
Ma è stata dura, da piccola.
Dura perché era diversa dal cane che avevo in mente. Mi ha messo in discussione, ha fatto muro contro di me innumerevoli volte, era esagitata, incontenibile, non aveva paura di niente, si lanciava in qualsiasi avventura.
Diversa, diversissima dai cani seri, dignitosi, pacati che avevamo visto. Non la scalfiva niente, amava i cani, la vita, piena di energia, per niente coccolona, autosufficiente ed emotivamente indipendente.
Abbiamo faticato tanto, tantissimo, finchè non abbiamo trovato la chiave per incanalare la sua energia, la sua immensa voglia di fare, il suo entusiasmo per tutto, la sua tempra, il suo non arrendersi mai, non impaurirsi mai.
Le puoi chiedere di ripetere un esercizio cento volte e lo rifarà.
Pensa e ripensa a quello che le stai chiedendo e salta su se stessa dalla gioia quando capisce. Vuole sempre imparare qualcosa di più, ti chiede sempre qualcosa di più.
Rincorre la pallina come un fulmine, gioca a tira e molla come se ne andasse della sua vita.
Come tutti gli hovawart, è una collaboratrice nata: “Cosa stai facendo?”, “Ti aiuto?”, “Vengo con te, caso mai avessi bisogno”, “Secondo me non sei capace, faccio io”.
Il suo muso è con te quando cucini, quando cerchi qualcosa in un cassetto, sotto al divano.
Sta davanti alla porta del bagno quando fai la doccia, perché, si sa, il bagno è un posto pericoloso e tu potresti scappartene via da chissà che porta segreta.
Una volta siamo andati al lago in pieno gennaio e ha iniziato a correre ebbra di felicità lontano da noi:  peccato che, corri qui e corri là, si è lanciata sul parapetto, ha perso l’equilibro ed è piombata nel lago di sotto (altezza di tre metri). Piena di dignità ha nuotato verso la riva, fingendo, come un gatto, che fosse tutto voluto.
Come si poteva non farle fare qualcosa?
Da lì è nata la nostra “vita cinofila”, il nostro armadio si è riempito di vestiti tecnici e scarponi (e io che mettevo solo tacchi!!), abbiamo iniziato a fare Obedience con lei, una disciplina che ci piace moltissimo e ha fatto sì che si instaurasse un rapporto di intesa perfetta tra cane e conduttore (mio marito).
Maya ci mette davanti a tantissime sfide, per le quali leggiamo, chiediamo, analizziamo, ci mettiamo in discussione.
La strada perché si arrivasse a una perfetta fusione con lei è stata lunga, difficoltosa, piena di stop, di risalite, di cambiamenti di direzioni, ma ora ce l’abbiamo fatta. A quattro anni è il cane con cui ci si capisce con uno sguardo, che vive con noi e per noi, che sente qualsiasi mutamento di atmosfera.
Noi continuiamo a cercare sempre nuove strade per farla felice (e noi con lei).

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A ottobre, dopo aver finalmente cambiato casa, è arrivata la piccola Inca. Abbiamo un mini giardino, ma ovviamente, a un hovawart che gli frega? Vuole sempre e solo stare con te.
Molto più hovawart della sorella, più “guardiana”, attaccatissima a noi dal primo momento, avida di coccole, di baci, è soprannominata infatti “l’orsetto baciatore”.
E’ più posata, riflessiva, conciliante, malleabile. E’ anche più timida, più insicura e in tanti ci stanno aiutando a socializzarla, perché ha avuto paura della gente e questo ci ha fatto soffrire molto, per lei. Ed è un peccato, perché lei a casa è tanto, tanto solare. Ma ci stiamo lavorando molto, grazie all’aiuto del gruppo cinofilo che abbiamo frequentato già con Maya e della nostra cat-dog-pet sitter.
Tanto Maya era una pietra, tanto lei è l’acqua che scorre, adattabile, fresca, impossibile da sgridare, “poveroamore”.
Insomma, una strada meno evidente per fare comunque quello che vuole!
Maya la odia quasi sempre e la ama altrettanto spesso, ma quando non c’è si preoccupa e le manca.
Ha una pazienza infinita, perché se non la sta mordendo, la sta leccando, dorme sulle sue zampe, le tira la coda. Il gatto si mette le zampe tra i capelli, ma alla fine è troppo allegra per tenerle il “muso”.
Degli hovawart, si sa, vige il detto che fino a due (o tre o quattro) anni ci si chiede: ma chi me l’ha fatto fare, ma perché ho preso Attilailflagellodidio, ma cosa avevo in mente.
E poi, all’improvviso, capisci il perché.

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12 Commenti

  1. “il nostro armadio si è riempito di vestiti tecnici e scarponi (e io che mettevo solo tacchi!!)” io!!!!!! Bellissimo, si capisce proprio il perche’ e il com’è!

  2. Bellissima questa descrizione, mi sono quasi commossa per l’amore che trapela da ogni frase, la passione, l’entusiasmo, la simpatia! Sono queste le “descrizioni” che ti fanno pensare che cane meraviglioso, voglio conoscerlo! Davvero bellissimo questo articolo!!!

  3. grande Silvia hai fatto centro! Posso solo aggiungere che anche con i bambini è fantastico, l’hovawart è tutto e dà tutto, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo!

  4. Non avevo mai considerato l’Hovawart come cane di famiglia.Avevo l’idea del cane da lavoro, come ce l’ho per tutti i bovari ed i pastori, da quando un’allevatrice di Border Collies mi disse:- non hai pecore? oche? Nooo, non fa per te-.
    Mi sto ricredendo.

  5. complimenti bellissimo articolo! L’idea dell’Hovawart mi ronza nella testa da tempo…e chissà se un giorno capiterà tra i miei cani!

    • Ho anche io un Hovawart maschio di 3 anni. Caratterialmente è un cane fantastico, dolce, affettuoso anche troppo per i miei gusti,curiosissimo, dotato di un istinto predatorio molto marcato, giocherellone all’ennesima potenza ma allo stesso tempo un guardiano perfetto, sia per il tono della voce che per la mole. Difetti? Beh ovviamente ci sono anche quelli: non cresce mai, ha sempre voglia di giocare, testone quanto basta e come ne descriveva la razza una nota allevatrice, non fa mai niente senza la giusta motivazione. Se paragonato a altri cani da lavoro tipo il PT o il Malinois ne esce perdente, sono molto più reattivi e determinati anche se sul morso il mio ragazzo non teme rivali, ma nel complesso chi compra un hovawart cerca un cane caratterialmente affidabile per cui su questo aspetto un hovy garantisce il 100%.
      Lo consiglio a chi ha bambini per il suo equilibrio anche se a volte la loro esuberanza e il loro vizio di saltare come canguri può risultare poco simpatico a chi non ama i cani che ti abbracciano. Altro aspetto sono cani che devono scaricare molto, hanno un’energia senza fondo quindi necessitano di passeggiate belle lunghe perché non si stancano mai.

  6. Uh, si 🙂 quanto sono belli gli Hovawart <3 anche a casa mia vige la legge "il cane deve stare fuori" (e purtroppo solo la mia, visto che il westy dei miei è in casa…) ma vabbè, si è abituata… la mia hovy <3
    Poi che dire? Che dopo un ora di bici non è ancora stanca, che è dolcissima e che mi si è attaccata in stile cozza, e, come la tua piccina, è timorosa verso gli estranei… ma dopo qualche mese di lavoro (povera bimba, ha solo 9 mesi…) è parecchio migliorata e si lascia abbastanza comprare con il cibo…
    è una razza veramente da consigliare a tutti 🙂

  7. Ciao Silvia,
    ho visto Maya in 2 gare d’obedience, e l’ho vista giustamente trionfare aggiudicandosi premio ( onestamente meritatissimo) come miglior cane della giornata di gare, un vero trionfo ed é stata vera poesia vederla lavorare con tuo marito , un binomio veramente armonico . Complimenti! Un bacione alla tua cagnona.
    Omnbreta

  8. Questo spaccato della tua vita con Maya mi ha fatto morire dal ridere (“attilailflagellodidio”.. nn mi ripredevo piu ahahah ancora rido)e se non fosse che ho un appartamento, una cagnetta di quasi 15’anni e il parco abbastanza lontano da metterla ko a metà strada (anche se a detta del veterinario è ancora bella vispa e arzilla!!) avrei trovato il degno compagno della mia Pati, che con l’età ha deciso che a casa da sola non ci sta più! Quindi o noi o un altro amichetto a quattro zampe con lei!!! Ho trovato un privato che cede un incrocio di hovawart con il pastore ted. ma sn pieeena di dubbi! Cmq la cosa certà è che se mai riuscirò a coronare il mio sogno di trasferirmi fra le fantastiche dolomiti trentine, l’hovawart sarà mio <3

  9. quando un cane viene trattato meglio di tanti esseri umani e viene messo su un altare, è sintomo di qualcosa a livello psicologico che non gira bene. Tra l’altro un cane educato cosi’è il primo a darsela a gambe se il loro padrone dovesse subire una qualsiasi aggressione. Ho visto parecchi casi.

  10. Beh, 4 anni con “attilailflagellodidio ” e la guardia alla porta del bagno è in tutto identica alla mia Terranova! Poi si è calmata ed è diventata un cane di carattere ma dolcissimo (che sempre fa la guardia al bagno!). Rispetto a Pinco, posso dire che educare e lavorare con un cane non vuol dire solo trattarlo bene, ma anche imparare tante cose come il rispetto per gli esseri viventi in generale, la sensibilità per qualcuno che non parla la tua stessa lingua, tollerare chi è diverso da te (un cane non pensa mai come te), ecc ecc. In pratica non esclude avere un miglior rapporto con il genere umano e, perché no, con sè stessi.

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