di LUISA DI BIAGIO – Finalmente anche in Italia un programma sulla cinofilia! 
Arriva “Buddy”, su Italia 1, ed ha carta bianca sulla diffusione al grande pubblico…

…ma purtroppo questa è una pessima notizia.
Perché?
Perché dopo anni di impegno, di discussioni, di confronti e anche scontri , anche se alcune posizioni restano profondamente lontane le une dalle altre, le nozioni di base della corretta cinofilia sono a disposizione di tutti attraverso il web .
E’ vero, sono mischiate e tutte accalcate nel calderone insieme alle dicerie, ai luoghi comuni – purtroppo ancora vivi e vegeti – e ai falsi miti, ma è innegabile che in molti, moltissimi appassionati cinofili ci si impegna con serietà e passione a divulgare le informazioni corrette.
Per questo mi illudevo che un programma che parlasse di cani, su rete nazionale,  potesse farlo ormai nel modo corretto.

Le prime pubblicità mi hanno incuriosita: ma quelle più “lunghe”, che anticipavano i momenti salienti del programma, mi hanno fatto arrabbiare. Mi hanno indignata. Come cinofila , ma soprattutto come madre e come psicologa .
Il programma si apre con la storia di Lana, una cucciolona dalla genetica ignota che viene subito presentata in modo assolutamente grossolano come “incrocio di Pastore Abruzzese e Labrador”.
La cagna è ospite di un canile e, senza nessuna guida, sarà esposta all’interazione libera con due nuclei familiari. Lo scopo di queste interazioni non guidate è quello di fornire alla cagna alcuni elementi per poter poi “liberamente” scegliere in quale nucleo inserirsi. Uno dei due nuclei che si “scontrano” comprende dei bambini.
Inqualificabile l’utilizzo di bambini per un reality, intollerabile l’averli esposti a rischio di ferita emotiva. rischio che poi si è drammaticamente concretizzato. Già il concetto di far “scegliere” al cane è discutibilissimo, ma quella tra un leader e quattro (4!!!) bambini che pur impegnandosi non hanno guida e strumenti non è assolutamente una scelta .
Quattro bambini sono stati emotivamente abusati, quando gli studi di Ascione ed altri dimostrano ampiamente che non si scherza con l’emotività che coinvolge bambini e animali.
Inoltre la scelta e la gestione del cane devono essere carico dei caregivers e non certo addossate ai bambini generando aspettative insostenibili per loro. Terribile messaggio!
La relazione con il cane (scelto e gestito dal caregiver ) deve essere una conferma, una certezza emotiva e affettiva per il bambino: altrimenti meglio un cane di pezza.
Gli studi della Denver University hanno dimostrato, in questi ultimi dieci anni, che queste basi insicure stabilite con i cani sono un elemento determinante per le scelte affettive e relazionali degli adulti che hanno vissuto da bambini esperienze di questo tipo .
Il rifiuto affettivo, durante quella fascia di età, è diseducativo e frustrante. il ruolo del caregiver è quello di tutelare i bambini da questa frustrazione che potrebbe facilmente determinare strategie difensive quali rifiuto reattivo, negazione e altro.
La relazione con il cane (sempre controllata dal caregiver) deve assicurare certezze di riferimento e affettive nel bambino: se non è così il danno emotivo che ne deriva è potenzialmente rilevante. Gli studi di Ascione, presentati almeno agli ultimi due convegni mondiali IAHAIO sulla relazione uomo-animale, dimostrano come l’impostazione della relazione con l’animale domestico durante quella fascia di età determini poi il comportamento in famiglia e con i pari fino all’età adulta e soprattutto influenzi  lo sviluppo dell’autostima.
Chiedere a bambini dai due ai sette anni di impegnarsi emotivamente e fisicamente e di costruire aspettative emotive che verranno deluse è una cosa molto scorretta. I bambini non hanno gli strumenti per trarre beneficio evolutivo dall’esperienza , che sarà solo causa di una ferita emotiva profonda.
In particolare l’elemento “cane” ha un peso significativo in questa faccenda perchè scatena dinamiche emotive e affettive particolarissime , studiate e conosciute.
Non si tratta di opinioni.
Qui non parliamo di un cucciolo “promesso”: si tratta di un legame presentato e per il quale è stato richiesto un investimento  (i bambini hanno FATTO delle cose per arrivare a “meritare” la scelta del cane) si tratta di qualcosa di vissuto, di un legame stimolato, un nome , un volto, una relazione, un sogno che si concretizza , una richiesta di impegno al di sopra delle possibilità di un bambino, ad un prezzo troppo alto.
Le ferite della psiche non portano necessariamente al dramma teatrale: a volte sono dolori sordi. Ma molto seri.
Per non parlare del fatto che quella parte (la scelta e la gestione del cane) dovrebbe rigorosamente dipendere dal caregiver  e non dal bambino, men che meno dal cane.
Il bambino non deve percepire colpa o responsabilità se qualcosa non va come dovrebbe .. insomma , la faccenda , ridotta a mero “spettacolo”,  è invece molto seria.
Le faccette deluse dei bambini non possono e non devono essere oggetto di audience. Io questo lo rifiuto! Protesto contro questa spettacolarizzazione della sofferenza dei bambini , protesto con veemenza!
Dal punto di vista della teatralità questa triste faccenda sembra avere grande impatto.
Dal punto di vista cinofilo è sconvolgente il concetto di “scelta” da parte del cane, ancora di più lo è se la presunta scelta deve essere effettuata  tra una famiglia con bambini che non hanno nessuna nozione di interazione corretta con un cane e nessuna guida competente da parte di adulti  e un leader esperto di interazione con i cani .
Per motivi che ogni professionista cinofilo conosce più che bene, il cane non concepisce nemmeno l’idea di poter seguire la famiglia con bambini e seguirà, come detta il suo etogramma, il leader naturale.
Ma qual è il ruolo dell’Educatore Cinofilo, se non quello di guidare e sorreggere la relazione corretta tra cane e uomo? Eppure qui l’educatore non c’è.  L’interazione è allo sbaraglio.
O meglio, un educatore appare ad un certo punto per comunicare che l’incontro con un cane è quasi magnetico, chimico, e si basa su una comunicazione tra sguardi (in pratica la causa della maggior parte delle adozioni sbagliate): aspettative e proiezioni che la persona attribuisce all’idea che ha del cane, che stimola fantasie di legame e riconoscenza .
Che messaggi comunica questa tv ?
Non si parla di scelta ragionevole, non si parla di quali debbano essere i criteri e le caratteristiche che stabiliscano la compatibilità tra un determinato cane ed un a determinata situazione umana o famiglia o nucleo in cui inserirlo.
La combinazione del maggior numero di caratteristiche compatibili da ambo le parti garantisce la misura del successo dell’abbinamento uomo-cane. Vanno valutati fattori numerosissimi quali lo stile di vita, le aspettative, gli spazi, l’esperienza, la composizione del nucleo familiare, il tipo di abitazione la quantità e la qualità di tempo da poter dedicare al cane, le risorse economiche, la rete sociale di riferimento, e dall’altra parte la razza, la selezione, le dimensioni, la salute, l’indole individuale, l’addestrabilità, la tempra, il temperamento, la reattività, il timore,  il bagaglio genetico, l’imprinting, le esperienze, gli eventuali comportamenti indesiderati fissati.
In pratica: adottare un cane perché stimola le nostre fantasie e perché siamo convinti che “scatti qualcosa” nell’incontro è un metodo che garantisce un immenso margine di insuccesso.
Autori notevoli come Graeme Sims e Nicholas Dodman o Stanley Coren sottolineano l’importanza dei criteri di scelta come elemento fondamentale per il successo della relazione ed il vantaggio e beneficio reciproco.

Il programma continua con una serie di servizi uno peggiore dell’altro.
A partire della faccenda del presunto “Disperso in balìa dei lupi”.
Lupi che non solo non c’erano, ma che presumibilmente si sarebbero tenuti alla larga da un uomo smarrito appena nei pressi di un rifugio, con cane a seguito, riparatosi in un edificio e persino dotato di cellulare. Eppure i lupi fanno scena e quindi sono stati inseriti nel montaggio più volte. Immagini di repertorio, anche un poco vecchiotte, inserite ogni volta che la voce narrante con tono scenico insinuava l’idea di pericolo imminente.
Altra costruzione ad arte la scelta di narrazione della triste storia di Foxy, povera bestia abusata in modo brutale che ha riportato danni neurologici irreversibili e severi e che andava sbattendo ovunque contro ostacoli che ovviamene per sette anni non erano lungo quei percorsi e quindi messi lì per farcelo sbattere di proposito per stimolare pietismo e che ha persino subìto un vaccino in videoripresa e senza nemmeno un batuffolo di disinfettante, senza nemmeno un tavolaccio sul quale essere accomodato in una posizione stabile.
Un vaccino deve essere  evidentemente qualcosa che fa molta scena …

Tra gli altri servizi di questo programma, che non è stato altro che un lunghissimo spot commerciale di due ore e mezza, molte imprecisioni , anche storiche. Si mette in dubbio persino la razza di Pal, il cane attore che recitava la parte della celeberrima Lassie,  e si riesumano Fido e Rin Tin Tin senza nemmeno prendersi la briga di utilizzare filmati rimasterizzati.  Ma i messaggi scorretti o fuorvianti o incompleti non finiscono qui: la signora  Brescia si assicura il benvolere degli animalisti evidenziando l’importanza di consigliare di adottare cani da canile , peccato che lo faccia mentre coccola rigorosamente un cucciolo puro selezionato.
Che messaggio arriva, dunque?
Come sembrerebbe dal triste bilancio dei fatti il messaggio che arriva è che i cani di razza presi dai canili o basso costo o senza documenti sono, per l’opinione pubblica, un’ottima scelta… mentre sono la peggiore, sia per il bene delle persone che per il bene stesso dei cani . Eppure non ci sono accenni all’allevamento competente, alla scienza zootecnica, alle associazioni che tutelano il cane nella sua selezione per generare cani sani, equilibrati e sereni. E dire che in Italia abbiamo ottimi allevamenti , non solo “canari”.
Nessun accenno al  fatto che adottare da canile non sia uno scherzo e non sia faccenda per tutti, ma un atto di grande responsabilità che è solo l’inizio di una relazione molto probabilmente difficile, non certo un “lieto fine” che assicura felicità perché “si compie una buona azione”.

I vari servizi erano farciti da pillole di informazioni cinotecniche veloci come spot durante i mondiali, quindi incomplete e a volte discutibili . Personalmente avrei scelto consigli diversi o spiegazioni più fruibili, piuttosto che parlare del presunto “punto G” del cane o definire la percezione della madre da parte del cucciolo come un “distributore di latte” ( le povere scimmiette rhesus hanno dimostrato ampiamente, decenni fa, che non è così ).
Utilissima invece, ma purtroppo solo accennata, l’informazione sul trasporto in auto, troppo spesso sottovalutata e causa di danni alle persone durante incidenti e tamponamenti anche banali che si trasformano in tragedie per aver sottovalutato le regole di sicurezza.
Insomma, pillole  tecniche che però tralasciano di accennare all’importanza della cura della relazione e della flessibilità che ogni tecnica che si rispetti deve avere a seconda delle esigenze individuali di ogni singolo cane e anche di ogni situazione.
In sintesi: se queste sono le informazioni che riusciamo a trasmettere in tv sui cani, è meglio non trasmetterle affatto .

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88 Commenti

  1. E’ inutile aspettarsi qualcosa di meglio dalla tv, è da anni che questo media ha lasciato perdere qualsiasi minima pretesa educativa. Guardare la televisione oggi (tutta) non può essere inteso come qualcosa che ha a che fare con la realtà ma è qualcosa di totalmente diverso, puro spettacolo costruito sulle cose emotivamente più coinvolgenti (cioè le sfighe) della gente.
    Aspettiamoci quindi un programma costruito sulle cugginate più in voga perchè la massa incompetente sulla questione in gioco vuole immedesimarsi al livello di quanto, giusto o sbagliato che sia, conosce.
    Un programma di questo genere però sottolinea, a mio modo di vedere, l’aumentato interesse nei confronti dei cani in generale di questi ultimi anni.
    E ovviamente aspettiamoci un certo incremento della popolazione animale nei canili perchè saranno molti quelli che vorranno prendersene uno dopo aver visto, svogliatamente, questa trasmissione.

  2. Ho visto solo uno spot del programma e ci intuivo disastri. La tv ha alfabetizzato milioni di italiani all’inizio, poi li ha rincretiniti. Meglio Millan a sto punto, con le sue basi ferme, non scherzo, se da un lato vedi suoi emuli in strada strattonare e calcettare, da un altro lato manda messaggi giusti

  3. Il mondo dei cani fa sare soldi a palate ed è per questo che la tv ci si sta buttando a capofitto, ovviamente sono solo programmi per fare spettacolo e soldi o credete veramente che intendano educare la popolazione alla cinofilia o comunque sensibilizzare l’opinione pubblica?

    io non lo trovo ORAMAI scandaloso; fanno vedere cose molto peggiori, basta non guardarle…

  4. ho visto e mi sono inorridito, non bastava cesar milan ora anche questo così ai giardini pubblici esisteranno altri settemila pseudo addestratori e di conseguenza un motivo in più per dare ai politici la possibilità di creare liste di cani pericolosi..

  5. Non l’ho visto ma immaginavo che sarebbe stato solo un disastro, sono d’accordo in tutto su quanto scritto.
    Tv regrodata e disinformativa, da buttare

  6. Salve a tutti, premetto che sono una sciuramaria, leggo questa testata on line da pochi mesi, mi ci sono imbattuta per caso quando ho cominciato a pensare di adottare un cucciolo. Devo ammettere che se avessi visto il programma qualche mese fa le mie idee su quest’ultimo sarebbero state di gran lunga più benevole e forse sarei stata anche convinta di aver imparato qualcosa, adesso mi fanno un po’ rabbrividire e per questo ringrazio la redazione di tpc e Valeria Rossi. Una cosa è certa però, alle sciuremarie che non si interessano minimamente di cinofilia il messaggio che arriva è alquanto catastrofico! bisognerebbe spegnere la tv e accendere il cervello!

  7. Anch’io mi sono incuriosita dai primi trailer, salvo poi rifiutarmi a priori di vederlo quando ho visto quello che pubblicizzava la “scelta” di Lana!….io sarò ignorante in materia, ma il primo pensiero che mi ha attraversato la mente è stato:”ma povera!!!…già ha vissuto una vita grama e avrà bisogno come minimo di stabilità, e come diavolo pensano di dargliela mettendola nella condizione di conoscere e poi dover rinunciare a una famiglia?!?” non oso pensare a tutto il resto!…che schifezza… 🙁

  8. Non l’ho visto e non lo guardero’. Ma il nome di questa trasmissione mi a arrabbiare: io ho chiamato Buddy il mio cane perche’ significa ‘amico del cuore’ , loro avrebbero dovuto chiamare la loro trasmissione ‘greedy’ !

  9. Un articolo con cui sono in totale accordo: il programma è un misto di promozioni varie, cose preparare (casualmente la cagna da adottare va da chi le fa fare esercizi che evidentemente già conosceva), pillole di idiozia (come il punto G dei cani che L. Rossi favoleggia da diversi anni) e l’ignoranza cinofila della Brescia (esempio lampante: ‘Lassie era un border collie’).
    Un programma che se aveva l’intenzione di fornire informazioni più utili de ‘Uno psicologo da cani’ è invece riuscito a rendere la cinofilia rappresentata qualcosa di stupido e delirante. Se quella sera avessero fatto una puntata di Colorado almeno avremmo avuto un buon motivo per ridere…

  10. Complimenti, bellissimo articolo. E’ bello che veterinari comportamentalisti, cinofili e Psicologi siano d’accodo!
    Non ho visto la trasmissione per questione di tempo, ma conoscendo il cinofilo e il canale televisivo ero certa che puntasse sullo show e non sugli aspetti educativi!
    Mi permetto solo di aggiungere ad un articolo già bellissimo, l’importanza anche del vissuto del cane, che per molti aspetti si avvicina a ciò che hai scritto per i bambini. Sono in gioco la sua sensibilità, il timore di un nuovo abbandono, la ricerca di un punto di riferimento stabile ed equilibrato, di un rapposrto comprensibile e che sembri avere un futuro…e scegliere essendo sballottati da una parte al’altra non è certo privo di un nuovo senso di abbandono. GRazie per l’articolo, che ho condiviso!

  11. Avevo visto il primo spot e devo dire che un programma sui cani, anche ‘leggero’, non mi sarebbe dispiaciuto vederlo di tanto in tanto. Poi è uscito il secondo, quello con la scelta di Lana, e subito mi sono venuti grossi dubbi, tant’è che ho provato a cercare pareri e perplessità come le mie sul web, senza risultati (l’unica cosa che si trovava erano articoli di trepidante attesa del programma).
    Non ho visto la prima puntata, ma questo articolo ha potuto confermare i miei sospetti.
    Come si può mettere un cane abbandonato e finito in canile in mano a due famiglie completamente diverse, per un tempo così breve, e fargli poi scegliere con quale stare? Perché dovrebbe sperimentare quest’esperienza? A cosa serve ambientarlo in un gruppo sociale -destabilizzarlo ancora- e poi forzarlo in una scelta di questo tipo? ..Ovviamente per lo spettacolo, perché qui non mi pare si intendesse fare studi etologici. L’altra cosa che mi è subito saltata in mente è la reazione della famiglia non scelta. Mi sono immaginata la loro esperienza col cane, sicuramente gioiosa, piena di impegno per farlo star bene e renderlo “loro”. Essere poi “scartati” da quello che si era sperato diventasse il proprio animale dev’essere orribile (già è abbastanza frustrante non essere ascoltati dal nostro cane :D), e ora scopro che c’erano quattro bambini di mezzo. Personalmente mi sarei strappata i capelli odiando a morte l’altra famiglia, forse anche il cane.
    Insomma, mi basta questo per farmi un’idea generale del programma, e che poi ci siano delle “pillole” di curiosità interessanti non lo riabilita minimamente. Ma tanto, io il sabato sera ho di meglio da fare! 😀

  12. Un articolo che non so se condividere per due motivi principali:
    1) non l’ho visto, quindi non posso dare un parere;
    2) non giudicherei mai un cinofilo come Luca Rossi – che qualche cinofilosofo si permette di assurgere a “collega”, dimenticandosi di prendere in considerazione il fatto che almeno Luca con i cani ci lavora da un pezzo (che lo faccia bene o male, io mi tengo la mia opinione di un cinofilo estremamente preparato al di là di vicende che non mi riguardano affatto);
    All’inizio del tuo scritto evidenzi però una cosa NON vera, su cui dipani successivamente il tutto: “…ha carta bianca sulla diffusione al grande pubblico”.
    Qui hai fatto un grande errore, e da addetto ai lavori so quanto questo non sia affatto vero.
    Il cinofilo ha avuto sicuramente “carta”, ma non certo “bianca”: si E’ DOVUTO attenere scrupolosamente ai tempi, ai ritmi e ai contenuti dettati dagli autori, i quali con molta probabilità non hanno mai visto un cane in vita loro. E’ un fatto.
    Anche a me gli autori hanno obbligato in molte occasioni “figuracce mirate e volute” con uno dei cani più addestrati al mondo che è stato addirittura proposto dalla Swiss Film per la candidatura al Premio Oscar 2012 (a proposito: W l’Italia); e come lo hanno fatto con me lo hanno fatto con altri – quali (visto che parli di Lessie) con il collega Bob Weatherwax negli USA (certi modi non hanno nazionalità).
    I media non fanno informazione, ma danno in pasto al pubblico ciò che si vuole sentir dire; è molto diverso.
    Il fatto che lo edulcorino in vario modo, dando alcune pregevoli dritte qua e là non cambia l’aspetto generale della questione.
    La TV è intrattenimento, non informazione; e anche se non dovrebbe essere così bisogna prenderne atto.
    Anche in merito al fatto che possa essere stato un megaspot pubblicitario non ci trovo nulla di scandaloso, visto che è di questo che vive la TV italiana (di Stato e non).
    Questi sono i motivi che non mi permettono di dare opinioni sui programmi televisivi con animali (a meno che non ci sia del maltrattamento evidente stile Cesar Millan).
    Vorrete perdonare se lo ribadisco anche qui, visto che dopo la trasmissione di Luca mi erano arrivate tantissime mail a cui volutamente non ho dato seguito.
    Vorrei precisare – fra che ci sono – che non posso dare un parere nemmeno su altri personaggi italiani che parlano di cani in TV, sempre per i medesimi motivi.
    Il fatto che veda ridicoli certi approcci o moduli formativi di alcuni professionisti non mi autorizza di dare un parere obbiettivo sulla loro messa in onda, viziata appunto dai molteplici fattori sopraelencati che valgono per tutti.
    In merito alla questione dei lupi (e in questo caso mi hanno girato lo stralcio del filmato in podcast) la faccenda è diversa, ma fin troppo simile alle sparate giornalistiche quotidiane a cui ci siamo abituati (“200 lupi assaltano tre pecore e uccidono la figlia del pastore, il quale adesso gira armato e va a prendere l’altro figlio con il fucile alla fermata dello scuolabus”, etc. etc.).
    La disinformazione sul lupo produce abbattimenti ingiustificati e costanti, ma non potendo contrastare da soli le millemila bufale che vengono proposte dai mezzi stampa ogni giorno, abbiamo creato il progetto “Fattoria Wolf Friendly” da proporre alle Istituzioni preposte e che sta dando risultati ottimistici in merito ad una possibile mitigazione del conflitto con il comparto zootecnico.
    Abbiamo scelto da sempre questa strada proprio perché le sparate sul lupo sono talmente tante che impegneremmo troppo tempo a protestare senza averne a disposizione altro per produrre qualcosa di efficacie (protestare è facile, proporre alternative valide e fattibili un po’ meno).
    Relativamente ai contenuti di psicologia infantile espressi in questo articolo non mi pronuncio, non avendo alcuna competenza in merito.

    • Claudio, a parte il fatto che una persona di spettacolo deve (ed è giusto che sia così) giustificare ciò che il mondo dello spettacolo offre al pubblico…du’ cose non condivido del tuo post:
      a) il fatto che Luisa si riferisse a una “carta bianca” a disposizione di Luca Rossi. Sono assolutamente certa che si riferisse al fatto che il “programma” avesse carta bianca, non l’uno o l’altro protagonista;
      b) il fatto che si possa accettare la disinformazione in nome dello show. Per carità…anch’io ho accettato, a volte, di scrivere cose cretine perché “dovevo pur mangiare”. Ho scritto fotoromanzi per otto anni, eh…quindi, se non lo so io!
      Però un conto è la cazzata innocua, che magari non ti fa fare bella figura ma non fa neanche danni, un altro è la cazzata disinformativa e pericolosa.
      Non ho voluto scrivere io la recensione di “Buddy” perché non l’ho visto tutto: ma non l’ho visto tutto perché quel poco che ho visto mi era bastato e avanzato. Pubblicizzare gli spray per allontanare i cani dalla cagna in calore, quando sappiamo tutti benissimo che *non funzionano* nel modo più assoluto, è disinformativo e pericoloso.
      Parlare con tanta leggerezza di un’adozione “scelta dal cane” è disinformativo e pericoloso, e i motivi mi sembra siano stati spiegati a profusione nell’articolo. Io ho una sola speranza (a dire il vero quasi la “certezza”, conoscendo un pochino l’ambiente televisivo): che il tutto sia stato fasullo dalla A alla Z, e che quindi i bambini non abbiano subito alcun trauma perché stavano semplicemente recitando una parte. Però il messaggio che è passato al pubblico è quello del cane che si può “prendere in prova”, mettendo ALTRI bambini veri, e non attori, a rischio dei traumi psicologici che ha ben descritto Luisa…e a cui aggiungerei anche i traumi del cane.
      Se Luca Rossi o qualsiasi altro cinofilo hanno qualcosa a che fare con queste parti del programma, la mia stima nei loro confronti scende a precipizio. Se se le sono “ritrovate” a tradimento, mi auguro che si dissocino pubblicamente e platealmente da cotanta rumenta cinofila.
      Se si sa già che la TV è viziata da tutte le porcherie che sappiamo, la TV non si fa. Perlomeno, non “quella” TV.
      Specie quando si fa tutt’altro lavoro e non si è costretti ad accettare certi compromessi per vivere.
      Il tuo caso è diverso: è il tuo lavoro e presumo che tu debba per forza accettare quello che ti si chiede di fare (entro i limiti, presumo, della tua coscienza e del tuo amore per gli animali).Ma se un cinofilo che nella vita fa tutt’altro accetta di mettere la faccia in una trasmissione di questo livello, allora non è più un cinofilo, ma uno dei tanti a caccia di soldi & fama.

  13. Giovanni Padrone ma tu 6 informato sulla cinofilia e sul metodo educativo, clicker training, metodo gentile, ecc…? O la tua è solo ignoranza che va dietro ad altra ignoranza?

    • Erica, Giovanni Padrone fa l’educatore cinofilo ed è anche autore di un libro sul tema.
      E’ anche una persona con cui io non sono praticamente MAI riuscita a non litigare, ogni volta che ci ho scambiato du’ parole (per iscritto, perché non ci siamo mai visti e conosciuti)…ma quello che ha scritto in questo commento mi sembra assolutamente slegato da quello che invece gli stai chiedendo tu.
      Personalmente, stavolta concordo in pieno con Padrone (tranne che su una cosa: Colorado NON mi fa ridere neanche un po’): ma a parte questo, per definire ridicole cose come il punto G o “Lassie border collie” non credo ci sia bisogno di un’informazione cinofila di grande spessore.
      Quindi… scusami, ma che c’entrano metodi, clicker e quant’altro?

      • Valeria, ringrazio per la mia presentazione. Rifletto sul fatto che i miei interventi precedenti possano essere stati non ragionati e abbastanza prevenuti da parte mia; avendo a volte opinioni diverse non si possono condividere sempre gli stessi argomenti, ma questo non deve essere ragione di scontro, semmai di confronto. Cercherò di fare il possibile perché il mio comportamento d’ora in avanti sfugga ai miei attacchi di arteriosclerosi, per cui ti faccio le mie scuse e speriamo che col tempo tutto si possa ripianare.
        Riguardo Erica ed il suo intelligente intervento nei miei riguardi, il mio commento è il seguente.
        Sei un po’ fuori strada: il clicker, che io conosco molto bene (avendo fatto parte in passato della scuola di L. Rossi) non è un metodo EDUCATIVO, ma un metodo ADDESTRATIVO basato sui principi dell’apprendimento operante, uno dei metodi gentili di apprendimento che si contrappongono a quelli coercitivi basati sulla imposizione e sulla punizione.
        L’educazione del cane, ma amche del proprietario, fa leva sulla psicologia e sulla etologia del cane che nulla hanno a che fare col clicker o qualsiasi altro genere di addestramento.
        Vero è, come dicevo pocanzi, che io conosco bene Luca Rossi, avendo fatto parte in passato del CSDCI, dal quale mi sono subito distaccato perché il mio scopo era quello di imparare a lavorare con i cani problematici e non certo di fare attività agonistica che ai cani interessa molto meno che ai proprietari (i miei levrieri preferiscono andare a lepri).
        Prima di dare dell’ignorante alla gente, dovresti imparare a leggere bene ciò che scrivono gli altri: trovi nel mio commento precedente la parola ‘clicker’? Direi proprio di no. Quindi, chi dei due è ignorante? Io ho criticato i contenuti del programma che, a parte le storie commoventi, sono solo fumo e un cumulo di inesattezze; se poi arriviamo al ‘punto g dei cani’ (storia che già 6 anni fa Luca Rossi propinava ai suoi corsisti, me compreso) e a ‘Lassie border collie’ della Brescia, questa è la cultura cinofila di Buddy.
        Valeria, d’accordo con te su Colorado, ma avessi scritto Zelig o Le comiche di Stanlio e Ollio il senso del discorso era chiaro.
        Con stima…

        • Primo posso concordare la critica al programma ma quello che intendo è che non mi sembra il caso di criticare persone e motodi di insegnamento. Secondo se leggi bene quello che ho scritto ci sono virgole di mezzo quindi non ho detto che il clicker è un metodo educativo. Terzo sono Istruttore Cinofilo Centro Studi del Cane, con un mio centro dove educo i cani, quindi evita di dirmi quello che già conosco e fare la persona sapiente e trattare tutti da stupidi xchè x quello che ne sai le persone che trovi qui potrebbero essere le + colte in questo campo. Quarto non mi sono mai riferita alla gaff tremenda della Brescia xchè è palese che lessie non sia un border collie ma un collie!! e con questo chiudo.

        • Calumet della pace accettato.
          Valeria fuma calumet con Giovanni, puff puff… d’altronde arteriosclerosi a nostra età avanza e galoppa come mustang liberi e selvaggi su prato… puff puff (tanto prima o poi ci scanneremo di nuovo, ma una tregua fa sempre piacere 🙂 ).

          • Cercherò di fare in modo da tenere sotto controllo il mio ‘sangue romagnolo’ (mi sento un po’ Libro Cuore) ed usare meglio quei due neuroni che si cercano dentro la mia scatola cranica.
            Per il resto fumo anch’io il calumet della pace da buon indiano aPACE (come dicono a Roma 🙂 )

  14. Credo di aver visto 10 minuti di trasmissione, quando ho visto infilare il cappottino salva spine ad un cane da caccia, utilizzato per ritrovare un cane scomparso, mi è venuto da ridere, la motivazione era per proteggerlo dai rovi, e pensare che ci aveva già pensato madre natura a farlo munendolo di un bel manto fitto… comunque,… si tanti concetti buttati dentro ad una pentola, una bella girata di mestolo, il risultato una cinofilia spiccia, alla portata di tutti, totalmente gratis, e per giunta sotto il periodo di natale, così per invogliare di più all’acquisto di un cucciolo, che molto probabilmente ai primi problemi verrà o lasciato in giardino solo a se stesso, oppure ancor più triste abbandonato nei canili…
    Ma questo è il mondo della TV… tanto protagonismo e poca sostanza….
    Buona vita a tutti…
    Katia Sulleormedellupo

  15. Leggo con piacere l’articolo di Luisa Di Biagio e mi rattrista scoprire che quanto mi avevano suggerito le immagini pubblicitarie si è poi trasformato in realtà!
    Guarderò la prima puntata in rete per poter esprimere un mio parere più preciso in merito, ma non posso che esser d’accordo rispetto al contenuto e alle precise riflessioni che coinvolgono non solo i cani, ma anche i bambini. Due entità che non possono e non devono essere messe in secondo piano per le esigenze televisive e autoriali.
    A questo proposito mi permetto di rispondere al post di Claudio Mangini, senza alcuna velleità di aprire una polemica e col solo intento di riportare la mia esperienza di neo-dog trainer televisivo a cui ancora sto cercando di abituarmi, visto che preferisco di gran lunga sporcarmi gli scarponi al campo o in canile.
    Io conduco dal 2009 Missione Cuccioli, la prima trasmissione “made in Italy” che tratta il tema dell’adozione e della relazione con gli amici a 4 zampe e che ha per protagonisti non solo gli ospiti dei rifugi italiani, ma anche i bambini della famiglia che partecipa al programma.
    Dalla prima edizione sia la rete (DeaKids) che la produzione (Magnolia TV) hanno ascoltato ogni mia richiesta in merito ai contenuti e alle modalità di svolgimento delle registrazioni affinché venissero rispettati i tempi e le esigenze che esseri delicati come cani e bambini possiedono.
    Sin dalla prima stagione è stato svelato che i cani che propongo ai bimbi sono già stati mostrati ai genitori durante diversi incontri e hanno da questi ricevuto l’avallo ad esser mostrati ai loro figli.
    Sarei un bugiardo se non dicessi che anche nella mia trasmissione ci sono degli elementi di fiction televisiva e che non sempre tutto fila liscio ed è capitato diverse volte di finire qualche registrazione un po’ più tardi del previsto, perché magari si è dovuta ripetere una scena non venuta al meglio…ma il più delle volte questo è successo perché i protagonisti erano stanchi o non in grado di svolgere un’attività che avevamo previsto per loro.
    Dal mio punto di vista la bravura di un autore televisivo si valuta proprio in queste situazioni e si esplica al meglio se al suo fianco c’è un dog trainer che valuta il benessere dei cani (e dei bambini!) come fattore principale rispetto alla spettacolarizzazione e alla pressione emotiva che il binomio cane-bimbo è in grado di fornire al fruitore del programma.
    Il dog trainer è un professionista con precise responsabilità non una figura di spettacolo, lui dovrebbe dettare tempi e regole dell’utilizzo dei cani così come un regista dovrebbe farlo con gli attori.
    Questo, naturalmente, se il messaggio di una trasmissione vuole essere non solo positivo, ma anche educativo.
    E in quest’ottica uno dei più bei complimenti che ho ricevuto è stato: “la tua trasmissione è bella perché i cani sono sempre felici!”, opinione di un “profano” ma ampiamente condivisa da numerosi addetti ai lavori, fatto al quanto strano, ma altamente indicativo in un ambiente competitivo come quello della cinofilia italiana.
    In 3 anni non abbiamo mai mostrato qualcosa di cui vergognarci e abbiamo ricevuto tanti premi e riconoscimenti non solo dalle istituzioni, dagli addetti ai lavori e da numerose associazioni animaliste ma anche e soprattutto dai tanti, tantissimi spettatori che hanno colto in pieno il messaggio della nostra trasmissione: la scelta di un cane va fatta con criterio e con l’aiuto di un professionista, non sull’onda dell’emotività e, se mi è permesso, tantomeno sotto Natale!

  16. @Redazione:
    Allora non mi sono espresso bene; perdonami.
    Io non giustifico nulla, ma so come funziona e non posso dare la responsabilità a Luca per quanto è stato detto o fatto.
    Sono gli autori che fanno i programmi, non i cinofili.
    Detto questo so per certo che le informazioni cinotecniche in TV non passano; è un fatto.
    Passa la Sciuramaria che piange, il cane formato formato famiglia modello Mulino Bianco e non è colpa di Luca, ma del sistema.
    Se non lo avesse fatto lui, lo avrebbe fatto un altro; capisci cosa intendo?
    E poi – come ho scritto da subito – non ho visto il programma e quindi non posso dire nulla, ma anche se fosse, i vizi di forma che sussistono non permettono un’analisi cinofila della questione, ma solo mediatica/redazionale (il che è profondamente diverso ed ha a che vedere sempre con gli autori ed il produttore/i del programma stesso, i quali montano in postproduzione ogni frame alle spalle del cinofilo – un classico).
    Tra l’altro, se sono veri i dati auditel che mi sono arrivati, siamo di fronte ad un mezzo flop e quindi gli eventuali danni sono tutto sommato limitati.
    Il fatto che Luca non faccia – a quanto pare – una seconda puntata la dice lunga sulla questione, ma qui entriamo in un ginepraio che tengo per me o al massimo con chi fa il mio mestiere.
    Nel mio caso può essere diverso se ti riferisci al cinema, ma quando mi chiamano per le ospitate non hai solo gli autori che ti mettono in mano il copione da imparare a memoria, ma ce li hai anche dietro alle telecamere – nel caso di dirette – che controllano attentamente che tu non esca dal seminato o non prenda iniziative non concordate/autorizzate.
    @Simona Della Valle:
    io mi sono riferito al programma in questione prodotto da una rete che di certe porcherie si fa vanto da sempre; non della TV via cavo (ma se vuoi parliamo pure di Millan o del canale “Caccia e pesca” dove i cinofili non si distinguono certo per essere tali).
    SKY è tutta un’altra faccenda – visto che ci lavoro anche io – ed il tuo programma è degno di grande rispetto, ma gli autori dei network nazionali sono molto diversi dai tuoi.
    Qui si entrerebbe in un discorso lungo che tanto prima o poi sarai costretta a toccare con mano – ci passiamo tutti prima o poi e non sarai né la prima, né l’ultima – sempre che tu non decida di legarti ab libitum alla rete per cui lavori; cosa che ti auguro.
    I nicchia rispettano regole di nicchia, mentre i programmi nazionali rispecchiano la media nazionale: è un fatto su cui credo sarai d’accordo.
    A parte farti i complimenti per il programma – che apprezzo fin da quando è andato in onda la prima volta – sono felice di leggere la tua frase:-”Il dog trainer è un professionista con precise responsabilità non una figura di spettacolo, lui dovrebbe dettare tempi e regole dell’utilizzo dei cani così come un regista dovrebbe farlo con gli attori.”
    Bene: peccato che le regole valgano solo per noi, visto che fuori dal nostro ambiente (televisivo e cinematografico) al momento non se ne vedono affatto 🙁
    Però tutti parlano…ohhhhh se parlano e dettano condizioni 🙁

  17. guardato in streaming..mi sono sentito molto a disagio ed imbarazzato dal programma al punto di dover mandare avanti per non seguire tutte le vicende..
    hanno messo dentro reality, lacrime e sofferenza, gioia del cane ritrovato(senza spiegare come il cane sia fuggito,come eviatrlo etc..) e suspance dei lupi(non abbastanza decimati e perseguitati) poi ho spento tutto..mi spiace speravo in un servizio più interessante e invece è l’ennesimo tentativo maldestro di fare ascolti usando maldestramente i nostri amici animali.

  18. mi sembra importante chiarire : non intendo assolutamente addossare la responsabilità a Luca Rossi . Non credo sia lui il responsabile del programma . Questo mio parere sulla trasmissione intende criticare in modo deciso il programma nel suo insieme . Personalmente , come ho specificato , avrei fatto scelte diverse per le pillole di educazione a cura di Luca , ma non sono certo quelle il problema della trasmissione . credo anche che i tempi imposti dal programma abbiano penalizzato molto gli interventi .

    • infatti ho puntualizzato nel secondo post, evidenziando la responsabilità degli autori.
      Gli autori di Quark fanno informazione, così come i giornalisti di Report – per fare due esempi – ma la maggior parte degli autori italiani fanno spettacolo e mirano allo share; è un fatto.

  19. Mi è arrivata adesso questa, e la riporto integralmente:
    “Anche a me la trasmissione non è piaciuta e quindi non la farò più. So che è piaciuta a 1.950.000 Italiani. Ripartirà nuovamente La De Filippi con i suoi piagnistei umanoidi. La mia cinofilia continuerò a portarla avanti come faccio da anni nei Corsi, nelle Competizioni, negli Stage su http://www.lucarossi.com e lascerò gli Autori di Mediaset alle loro attività augurando a Tutti Buone Feste.
    Cordialità LR”
    Bene, credo che Luca abbia risposto da solo, e non si sia discostato molto da quanto ho espresso.
    Lo share era del 7.28% e i telespettatori erano 1.605.000 (dati ufficiali; molto basso per una prima serata sul nazionale) ed il programma era rivolto – udite udite – ai ragazzi (target).

  20. più che dire “è la TV” io direi.. è la Mediaset… perché su altri canali un programma del genere non sarebbe mai stato fatto.. ma dato il livello di Italia Uno… cos’altro aspettarci?? armi di distrazione di massa, come sempre.. uccidono il pensiero, l’intelligenza e le capacità critiche sotto tonnellate di buonismo, sentimentalismo e pietismo. troppi ismi per una tristezza immane.

  21. Ho letto tutto l’articolo e, sinceramente, mi pare che abbiate un po’ esagerato perchè mi pare che tutta la critica si basi solo sul fatto che non si sia data troppa importanza all’aspetto tecnico, lasciando trapelare solo sentimentalismo, fiction e lacrime. Questa era una trasmissione televisiva per le famiglie, non un documentario tecnico sulla cinofilia e/o psicologia canina per gli addetti del mestiere.
    Pur non condivendo il “reality” del cane che doveva scegliere la famiglia, non vedo cosa ci sia di così scandaloso nelle altre storie raccontate. E’ovvio che nel raccontare le storie i produttori abbiano voluto e dovuto arricchire il tutto con un po’ di “pathos” perchè è questo che si aspetta il telespettatore mentre guarda un programma di QUEL genere. E’la stessa identica cosa che fanno i giornalisti nello scrivere gli articoli o nel corredarli con foto ad effetto. E a tal proposito lo ha fatto anche chi ha ha scritto questo articolo. Perchè inserire la foto del terranova con il ciack? Quel cane neanche si è visto durante la trasmissione, ma la foto rendeva bene a corredo di quanto scritto giusto? E probabilmente quella foto è stata scaricata da facebook…
    Puntualizzo questo perchè quello è il mio terranova! E quello che tiene in mano il “ciak” sono io, in un momento di pausa delle riprese!!!
    Quindi vorrei concludere che prima di sparare a zero sul programma perchè secondo voi diseducativo, avrei fatto senz’altro un’analisi un po’ più generalizzata e non troppo di parte. Andrò controcorrente, ma secondo me, nell’insieme, è stato un buon programma.

    • La critica è proprio PERCHE’ era una trasmissione televisiva per famiglie…gli addetti del mestiere non hanno certo bisogno di una trasmissione tv per farsi un’infarinatura di cultura cinofila (si spera! :D), la critica è dovuta proprio al fatto che per una volta che si è avuta la possibilità di fare una trasmissione dedicata ai cani, in prima serata e su un canale seguito come italia 1, invece di approfittarne per dare dei consigli seri e utili, si è puntato su sentimentalismo, fiction e lacrime, non dando così di fatto quasi nessuna nozione utile al neofita di turno. Ora dimmi che la penosissima fiction recitata nel caso del salvataggio in mare era necessaria, dai, era alquanto ridicola (per forza di cose, essendo “recitata” dai protagonisti e in una giornata di mare piattissimo), invece di aggiungere qualcosa secondo me ha tolto un sacco, facendo passare una vita salvata grazie anche all’intervento dell’unità cinofila come una mezza barzelletta.
      E il salvataggio del cane disperso ? Il cane una volta ritrovato (secondo quanto dicevano…) dopo 60 e passa giorni, manco si filava di striscio la padrona ritrovata!
      Se questo è “aggiungere pathos”…mah

      • “la penosissima fiction recitata nel caso del salvataggio in mare era necessaria, dai, era alquanto ridicola (per forza di cose, essendo “recitata” dai protagonisti e in una giornata di mare piattissimo)”

        Dunque “penosissima” dipende dai punti di vista… e comunque il fatto che sia stata girata in un momento in cui il mare era calmo è stato un puro caso. Infatti la scena doveva essere girata 1 settimana prima, ma per problemi organizzativi è stata rimandata. Ecco, se fosse stata girata prima si sarebbe visto il mare mosso che magari preferivi.
        Mi chiedi se fosse stata necessaria. Ti rispondo di SI’, perchè sia tutte quelle persone il giorno del salvataggio se la sono vista davvero brutta, come se l’è vista brutta anche il golden che le ha riportate a riva. Ed è stata, secondo me, una bella impresa “cinofila” terminata con un lieto fine. Posso inoltre dirti che la produzione ha fatto il massimo per ricreare al meglio la narrazione dei fatti, poi sei libero di crederci e giudicare come vuoi, non me la prendo per questo.

        • Certo, dipende dai punti di vista, ma mi pare abbastanza oggettivo che una serie di persone che NON fa l’attore di mestiere non potesse offrire chissà che grande livello recitativo, e infatti…Ma mica è colpa loro, è assurda l’idea di “rifare” l’episodio in fiction! E non certo per il mare calmo, ma perché avevano non pochi altri modi di “riempire” il servizio.
          Sarebbe bastato raccontare l’episodio, si sarebbe capito benissimo, grazie anche alle interviste ai protagonisti. Che il bambino, i bagnini e il cane abbiano se la siano vista brutta non mi pare di averlo messo in dubbio, infatti quello che a me è dispiaciuto è proprio che con quella fiction l’impresa sia stata ridotta a una macchietta, perché finiva che vedendo sta semi-fiction con l’enorme avviso che a recitarla erano i protagonisti (e non so se fosse per giustificare la recitazione o per bullarsi della cosa…), scappavano veramente dei sorrisi…se lo scopo della fiction era “rendere allo spettatore l’idea del pericolo corso”, beh, secondo me non ci sono assolutamente riusciti, anzi…
          Vogliamo parlare poi della scena “conclusiva” con l’osso dato al cane sul vassoio ?!?
          Invece di fare quella scena, o di riempire il servizio con la fiction, potevano dedicare qualche minuto ad accennare a come si prepara un cane da soccorso in acqua, per dirne una…così invece lo spettatore si è visto la storiella a lieto fine ma sul soccorso in acqua ne sa quanto prima, anzi pensa magari che il cane sia utile solo come “aito” per i bagnini in difficoltà a uscire dall’acqua in caso di mare agitato 😐
          Io non dubito che la produzione abbia fatto il massimo per ricreare al meglio la narrazione dei fatti, posso dirti che SECONDO ME non solo non ci sono riusciti, ma hanno ottenuto l’effetto opposto. Magari sono l’unico a cui non è piaciuta eh 😀

          Comunque il caso del salvataggio in mare comunque non è certo stata la cosa che ho trovato peggiore eh, molti servizi mi sono sembrati in gran parte più in stile “real tv”, se non ho visto male addirittura è stato trasmesso un mini-servizio su un cane che ha salvato la vita al suo padrone guidando la polizia sul luogo dove c’era il pericolo…ma manco si è capito bene DA COSA avesse salvato il padrone in quell’occasione 😐

    • Alessandro, scusa ma mi era sfuggito il tuo commento, che è stato nascosto per colpa dei troppi voti negativi.
      A mio avviso invece hai ragione sul fatto della foto, e siccome l’ho inserita io (che impagino gli articoli) e non l’autrice, ti dico che l’ho pescata su Google immagini, come faccio sempre (vedi disclaimer a fondo sito) e che l’ho presa semplicemente perché c’era il ciak col nome della trasmissione…perchè hai ragione, immagini ne servono sempre (altrimenti il lettore si annoia e il telespettatore prende a pugni il televisore pensando che sia rotto).
      Però, vedi: il terranova col ciak e la scritta “Buddy il mio migliore amico” aveva evidentemente attinenza con quanto stava scritto nell’articolo, così come la famigliola che sbanattava in acqua aveva attinenza col salvataggio in mare… però la foto è bella e c’è una volta sola, mentre le immagini che corredavano la storia del golden erano grottesche, soprattutto perché troppo ripetitive.
      Il padre con le mani nei capelli, ‘sto bambino che annegava per venti minuti di fila…alla fine, invece di dare pathos, facevano sorridere ironicamente.
      Meglio sarebbe stato (appunto tecnico) usare un terzo di quelle immagini, e per il resto far vedere, che so, altri momenti della vita del cane, o altre scene marine generiche.
      Idem per la “fiction” del cane ritrovato: un cane perso per due giorni, quando finalmente si ritrova in braccio alla padrona, non dà il minimo segno di riconoscerla? Eddai. Se fosse davvero così, la tipa andrebbe indagata per sospetto abbandono del suo cane!
      Quella dei lupi me la sono persa, ma stando a quel che leggo anche qui si è sfiorato il ridicolo…per tacer del fatto che il mito del “lupo cattivo” mi sembra abbia già fatto abbastanza danni e che piazzarlo nel bel mezzo di un programma sui cani potrebbe suscitare reazioni sgradevoli verso i cani lupi cecoslovacchi, per esempio. Insomma, programma per famiglie o no, la TV non dico che abbia sempre e solo l’obbligo di informare e formare, ma almeno dovrebbe avere quello di non disinformare.
      Qui è stato fatto un lavoro – a mio avviso – troppo raffazzonato: mi è sembrato il classico programma tappabuchi a budget limitato, col quale “fai quel che puoi” e siamo d’accordo: ma credo che si potesse fare meglio di così, magari avvalendosi di una consulenza cinofila costante (non so se Rossi abbia collaborato a tutto il programma o si sia girato solo gli stacchetti suoi: se così fosse, forse avrebbe dovuto essere maggiormente coinvolto nel resto dei servizi. Non sono una sua grande fan, ma competente ritengo che lo sia: e credo che certi squallori avrebbe potuto evitarli (almeno Lassie “border collie”, dai! Quella, alla Brescia, gliela faceva rifare! 🙂 )

      • Ok, hai ragione quando dici che il servizio potevano farlo meno grottesco e meno ripetitivo, ma è così che hanno fatto il montaggio della storia. Così come avrebbero potuto verificare la boiata di Lassie “border collie”. Però ripeto che secondo me va visto il programma nel suo insieme che non mi pare meritasse così tante critiche negative.

        Posso farti un esempio. Ballando Con Le stelle è una trasmissione che da anni incolla tantissimi telespettatori che credono che quello che si vede in TV sia ballare… Tecnicamente parlando non è così(insegno danze caraibiche e tango argentino). Ma la gente vuole vedere quello! Per chi vuol vedere la tecnica, allora ci sono le competizioni nei palazzetti dello sport. E con Buddy hanno fatto più o meno la stessa cosa. Un programma televisivo sui cani per il pubblico medio. La RAI invece una programma televisivo sul ballo per il pubblico medio. E’ questo secondo me il punto di partenza di cui non si è tenuto conto, tutto qui.

        • Alessa’… io me ne guardo bene dal seguire “ballando con le stelle” :-).
          Però non trovo giusto il discorso “la gente vuol vedere quello, e allora diamogli quello”: la gente non è così idiota. Magari può divertirsi anche col fotoromanzo di Valeria Rossi (faccio sempre il mio esempio personale, così non offendo nessuno), ma se gli fai leggere un buon romanzo, la differenza la vede. Se invece gli metti davanti sempre e solo cazzate, quelle si deve sorbire e fa in modo di accontentarsi del meno peggio.
          Però, guarda caso, quando poi salta fuori una trasmissione di un certo spessore…fa il botto di audience. Chissà come mai?

        • con “la gente vuol vedere quello” sono anni che ci intasano i canali con culi, tette, finto giornalismo scandalistico, programmi in cui la gente si scanna.. ma siete sicuri che la gente vuol vedere quello? e se anche fosse. chi pensa un programma, se invece di pensare “facciamo quello che il popolo bue vuol vedere” pensasse “facciamo la cosa migliore che riesco a fare, più completa, esaustiva nei contenuti e divertente possibile” forse ci sarebbero ascolti in più anche per mediaset… che negli ultimi anni ne ha persi parecchi, soprattutto tra i giovani..ma poi cosa vuol dire programma per le famiglie? cosa son, cretine le famiglie, che vogliono vedere cose finte e non tecniche? bella considerazione…

    • La troupe ha avuto una gran fortuna a scampare alle orde di famelici lupi che infestano le alture dietro Rapallo che inseguivano l’intrepido esploratore che si è perso a mezz’ora dal rifugio, con sentieri segnalati e dotato di cellulare… ma daaaiiiiii

  22. Molte sono le critiche ma allora perchè non criticare Cesar Millan, il re del metodo coercitivo. In tv mica fanno vedere quando utilizza il collare elettrico sui cani, lo fanno vedere come un santo e c’è gente che guai se glielo tocchi!!! Ecco la vera critica dove andrebbe fatta! Questo a parer mio!

    • A parte che non è che siccome c’è Cesar Millan non si può criticare il resto, guarda che proprio su questo sito ci sono diverse critiche a Millan, sia nei commenti sia in alcuni articoli, un paio di mesi fa è stato anche fatto un sondaggio a riguardo…e non è certo solo su questo sito che viene criticato. Se volevi portare un esempio di “intoccabile che non viene mai criticato”, direi che hai scelto proprio male 😉

  23. Inutile che io faccia un copia e incolla del post che ho pubblicato sotto l’articolo della Dalla Chiesa, il concetto non cambia: IN TV NON C’è SPAZIO PER L’INFORMAZIONE, PERCHE’ L’INFORMAZIONE NON FA AUDIENCE! C’è spazio solo per il circo, i pagliacci e la leggerezza.
    Aggiungo solo che la colpa non va attribuita solo alla trasmissione in questione, ma vi è un concorso di colpa delle associazioni animaliste (non tutte, ma quelle talebane), sempre pronte col fucile puntato: vi immaginate cosa sarebbe successo se la Brescia avesse detto la verità? Ossia che spesso i canili sono pieni di esemplari con problemi caratteriali, e quindi se non siamo disposti ad assumerci una simile responsabilità, forse sarebbe meglio prendere un cane da un buon allevatore? L’indomani ci sarebbero stati sit-in davanti gli studi di Cologno Monzese, gruppi su Facebook intitolati “boicottiamo Buddy” e veleni su presunte pubblicità occulte a beneficio degli allevatori. Forse è meglio che gli animilasti “de noantri” prendano esempio da Greanpeace e comincino a preoccuparsi della salvaguardia delle specie in via di estinzione, e che per quanto riguarda gli animali domestici lascino la parola a chi se ne intende veramente, ne studia la psicologia e il comportamento.

  24. Condivido in pieno il contenuto dell’ articolo! Anche se non sono una che segue molto la televisione, posso dire di aver previsto quasi matematicamente cosa sarebbe venuto fuori da un programma del genere (di italia uno poi…che ultimamente manda in onda davvero solo cazzate!), e come cinofila, anche se non sono riscita a guardare la trasmissione per intero, mi sono sentita veramente tremare le mani dal nervoso. Poi ci meravigliamo se la mamma che lavora e abita in centro città in un appartamento con un bambino che deve andare a scuola a calcio a nuoto a lezione di piano e a ripetizione si prende un cucciolo, e non lo educa minimamente, si lamenta, e dopo qualche mese inizia a cercare una nuova sistemazione al cane!

  25. Ero tra i cinofili con il cane “addestrato” a fare la comparsa nel gruppo dei cagnoloni che dovevano stare fermi e buoni in gruppo vicnio alla Rossella Brescia e agli altri attori. Per chi conosce i cani è stato un bell’ impegno, tenere tanti cani insieme , che non si conoscevano, in terra in gruppo con tante distrazioni, telecamera che girava , conduttori a distanza che dovevamo farli spostare solo con comandi gestuali se no si sentiva. Luca Rossi è stato SUPER ad aiutarci e guidarci e i cani sono stati favolosi. Grandi aspettative da parte di tutti noi, che non solo avevamo voglia di vedere i nostri cani così seri e bravi in TV , ma che speravamo in un spettacolo cinofilo VERO , considerando la bravura tecnica di Luca. Appena iniziato il programma grandissima delusione; inguardabile la questione di Lana (e insopportabile vedere i bambini delusi), senza senso molti altri programmi. Alcuni servizi (come quello sui cani utilizzati in guerra o i cani dell 11 settembre) discreti, ma il resto ….. Ho resistito fino alla fine perchè volevo vedere il mio cane in TV e alla fine era nel gruppo finale e pochi secondi nella sigla. Ho pensato che la trasmissione l’ avessero vista solo noi “partecipanti” , i parenti e gli amici. Ho pensato di essere io troppo “critica” invece ho scoperto di non essere l’ unica ad essere stata delusa. E so che gli altri cinofili DOC come me, che pure hanno partecipato alle riprese sono rimasti male. Peccato una opportunità persa per fare una buona TV. Avevano contattato un serio professionista come il Rossi e avevano a disposizione tantissimi professionisti con cani preparati e seri e si sono giocati tutto. Si vede che la TV va bene solo con trasmissioni stile “grande fratello”….

  26. Condivido assolutamente tutto quello che hai scritto e soprattutto mi vergogno di non aver potuto impedire che Lana e quei poveri bimbi venissero coinvolti nella demenza umana. Io lavoro al Parco Canile di Milano e vedere Lana che cercava aiuto con lo sguardo mi ha fatto male. Che schifo davvero 🙁

  27. oh ragazzi ma siete matti? che è sto bailame… m’avete intasato la posta!e poi son logorroica io!
    … ovviamente prima che qualcuno se la prenda… scherzavo!

  28. ho guardato il programma perche incuriosita ,visto l’ amore che ho verso i cani,ma e stata una delusione.
    Nozioni di cinofilia lanciate qua e la che non servono a nulla,quel ragazzo che si perde nei boschi in balia dei lupi…i lupi hanno piu paura loro di noi che noi di loro,non attaccano!
    e poi quella pensione del pavese,di Robbio dove non sono cosi gentili…anzi fanno fatica a far vedere i cani che richiedono adozione,e molto spesso negano la visita.
    Se proprio vogliono fare un programma sui nostri amici a 4 zampe prima dovrebbero studiare.

  29. Rispetto tutti i commenti e tutte le opinioni, anche se condivido soprattutto quelle di Luca Mangini. Credo che, spesso, queste occasioni sono troppo ghiotte per sfogare i propri rancori e, qui la cinofilia non ci azzecca molto.
    Ma c’è una cosa che fatico a sopportare che descrive il fin troppo mitizzato “Punto G” di Luca Rossi, senza spiegare cose si intende.
    Ho rivisto la trasmissione su Web e Luca Rossi dice chiaramente: il punto G ovvero il punto di gratificazione del cane, cioè dove il cane deve aspettarsi il boccone: vicino al fianco sinistro del proprio conduttore. Come è stato scritto da più persone, soprattutto dall’autrice dell’articolo, sembra che Luca inciti al petting con il proprio cane. Diffido quindi della buona fede e dell’equilibrio di chi induce all’equivoco parlando di (dis)informazione.

  30. certo che è “distruttivo” , vuole esserlo ! Ripeto : nei confronti del programma . non credo sia possibile continuare a lamentarsi dei messaggi dei media , messaggi e infornazioni che nutrono le menti e il sentire della popolazione media degli ascoltatori senza fare nulla ! protestare , se qualcosa non va bene , è un diritto sacrosanto di ogni democrazia . Nel caso delle categorie che non hanno voce ( in questo caso bambini e cani ) è anche un dovere , non solo un diritto .
    Meglio chiarire anche un secondo punto , la faccenda del “Punto G” .
    La faccenda del punto G è la seguente : il termine è chiaramente mutuato dalla sessuologia umana e anche VOLUTAMENTE per una serie di dinamiche sociali umani molto note e studiate i cui pilastri sono l’attivazione dell’attenzione del pubblico su input sessuali e la “manovra” psicologica della gestione dell’argomento a sfondo erotico ( manovra anche questa molto nota che detrmina “imbarazzo” nell’ascoltatore e ruolo di “dominanza” – umana – per chi parla ) . Il Punto G ( ancora discusso o cmq non comune a tutte le donne ) è un luogo fisico alla base del clitoride che , se stimoto in determinate condizioni , scatena il riflesso orgasmico . Se preso letteralmente dunque è una analogia impropria : il “punto G” non dovrebbe essere fuori dal corpo del cane . Il punto di focalizzazione dell’attenzione ( esterno coscia del conduttore ) è fissato dal rinforzo . Emettendo il comportamento ( guardare la zona esterno coscia del conduttore ) il cane viene premiato e il premio lo gratifica .
    Mi incuriosisce , professionalmente , capire come ha potuto l’autore del commento elaborare la fantasia secondo la qale io avrei suggerito il petting con il cene .. ( è una curiosità professionale )

  31. meno male che qualcuno ha capito il punto G ! mi veniva da ridere perchè so che un nome buffo che Luca rossi dà al punto di gratificazione. nell’ addestramento col metodo di clicker training è basilare sapere DOVE mettere il punto di gratificazione. si tratta di applicare correttamente un metodo, e rossi lo applica, come lo applicano anche dei grandi tecnici internazionali. di recente ho seguito un corso di clicker training con attila szkukalek e anche lui utilizza il “famigerato punto G” ! solo che lui utilizza un altro nome e quando noi italiani gli abbiamo spiegato il “nostro” punto G lui sorridendo ha detto che è la stessa cosa che fa lui. Quindi chi ha seguito la scuola di luca Rossi lo sa, e chi ha seguito altre scuole basta che traduca nel termine generico per capire. Poi riguardo ad altrosu buddy. come ho già detto alcune cose mi sono piaciute altre no, però bisognerebbe essere anche più flessibili. magari se si svolgeranno altre puntate potrebbero essere meglio, proprio grazie a critiche costruttive. almeno io spero sia così. Poi per il resto c’ era anche Antoine che cantava “ti tirano le pietre”

    • Franca, quella del punto G a mio avviso è semplicemente una battuta (non di ottimo gusto, per i motivi che ha spiegato Luisa: i doppi sensi vanno bene a Zelig, la cinofilia forse può anche farne a meno…): per me non è sicuramente quello il motivo di critica per Buddy.
      E’ che io mi sono davvero sforzata di trovare, almeno in quello che ho visto (e non ho visto tutta la puntata, come ho già detto) qualcosa da salvare: ma proprio faccio fatica a trovarlo. Gli interventi di Rossi erano corretti, ma troppo sintetici: per me gli si doveva dare più spazio.
      Il resto andava dal vetusto (rin tin tin, lampo, fido… non so se per qualcuno potessero essere cose nuove, forse sì: da cinofili a volte è difficile immedesimarsi nelle Sciuremarie e si dà per scontato anche ciò che magari per loro non lo è. Però a me veniva continuamente da pensare “maddaiii…ancora ‘ste robe?”) al comico (la rappresentazione del salvataggio in acqua a me ha fatto ridere: forse anche per colpa del figlio cinico che continuava a fare battutacce sulla “drammatizzazione” decisamente non eccelsa).
      I lupi non li ho visti, ma mi pare che gli stia ridendo dietro tutto il web, quindi anche lì temo che la cosa sia un po’ sfuggita di mano.
      Per curiosità sono andata a vedere la pagina FB dedicata alla trasmissione: lì c’è anche tanta gente a cui è piaciuta… però la frase ricorrente è “che beeeello, ho pianto taaaanto!”. Ecco, se lo scopo era quello (commuovere, far vedere tanti bei cagnolini, insomma ravanare nell’emotività spicciola), allora l’hanno raggiunto: e per me non c’è problema…però è un’occasione sprecata.
      Se invece volevano informare, non solo non ci sono riusciti, ma hanno passato anche (non “solo”, ma “anche”) pessimi messaggi come quello del cane che si sceglie la famiglia.
      Forse devono decidere – ammesso che la serie prosegua – se fare una cosina leggera di intrattenimento e basta, oppure un programma con dei contenuti. La via di mezzo secondo me non è riuscita affatto.

  32. Non so. a me il “reality” (che è l’80% su cui l’articolo se la prende) non mi è sembrato così genuino. Due cose basilarissime.
    Ma da Piacenza si fan 70km per il canile con tutti quelli che ci son nel piacentino? Io sto a 15km da Piacenza e come con gli allevamenti, sto vedendo quali canili preferire in caso di addozione da rifugio. Nel piacentino non mancan certo canili seri e con cani numerosi.. Alcuni col veterinario “ti piace il cane a pelle? allora adottalo”. In taluni canili ci sono, e dando proprio l’aiuto all’accoppiata come si dice nell’articolo, e loro ne hanno a pochi km e finiscono fino a Milano per finire allo sbaraglio? mha, tutto può essere, però mi pare strano.
    Altra cosa, mi pare strano affidare il cane a chi ne ha altri.. senza verificarne la compatibilità.
    Se ad esempio il rott (ovviamente non per la razza in sè, ma perchè quello avevano) non la gradisse troppo o viceversa? A volte capita, ma verificarlo prima e togliersi il dubbio?
    Non so, anche la prova era piuttosto una stupidata.. Seriamente dubito sulla veridicità, poi bho, ma quando troppe cose suonan male, forse la musica non è così genuina.. Aggiungiamoci su che rete veniva trasmesso poi, ed i dubbi aumentano.
    Comunque pure io ci son rimasto male per il contenuto un po’ scadente, ma in fondo è la stessa rete che manda in onda quel guru della cinofili che è Rita Dalla Chiesa, se a lei fan dire che l’educazione è una cavolata, figuriamoci se potevan dare messaggi profondi. Cioè, il pubblico che era solito sentire baggianate, mai sarebbe stato pronto per sentirsi additato come cattivo padrone. Alla fine le tradizioni di mediaset si son fatte sentire ed han distrutto tutto quel che di buono si poteva dare. Abominevole poi l’idea di darsi credibilità sfruttando un nome conosciuto se tanto poi la regia voleva andare a finire nello squallido..

  33. Dott.ssa Di Biagio, ho aspettato qualche giorno a risponderle nei commenti del giornale perché ho avuto l’impressione che la “cosa” stesse montando troppo e ho preferito lasciare decantare. Partiamo subito dal mitico punto G, sul quale c è un equivoco fondamentale:

    Io ho scritto che “Come è stato scritto da più persone, soprattutto dall’autrice dell’articolo, sembra che Luca inciti al petting con il proprio cane.” Parlare del punto G DEL cane, senza specificare cosa, chi parlava intendesse dire, è fuorviante e lascia spazio ad altri (le più persone) che non capiscono o ne approfittano per alimentare la disinformazione.
    Mentre lei, nella sua risposta, scrive: elaborare la fantasia secondo la quale IO avrei suggerito il petting con il cane.
    La dicotomia sta nei soggetti: io scrivo che la situazione induce a pensare che Luca inciti al petting con il proprio cane; e ci aggiungo pure un“sembra”
    Chi non ha seguito tutta la trasmissione o chi l’ha seguita, ma in malafede se ne è approfittato per sparlare di Luca Rossi ( e tanto per non far nomi: Giovanni Padrone ), riprende il punto G e lo ripete un paio di volte nei propri interventi, spostando la critica dalla trasmissione a Luca Rossi.
    E affermo che è in malafede perché, per conoscere chi fosse il personaggio sono andato a “spiare” le sue pagine, pubbliche, su Facebook. E su quelle, con la convinzione della privacy, sparla molto più liberamente, senza sussurrare. Inoltre lui stesso afferma di aver partecipato ai corsi formativi di Luca Rossi: quindi conosce bene il significante del punto G DEL cane come è inteso da L. Rossi.
    Che poi sia una sua opinione, giustificata e in parte addirittura condivisibile, che Luca Rossi giochi sull’ambiguità del termine (ma spiegandone il significante), sia di cattivo gusto, è un altro discorso. Che per carità di patria non vorrei ancora riprendere ne ripetere.
    Per quanto riguarda la trasmissione, invece, sono convinto che Luca sia in buona fede… chi ha fatto la programmazione del palinsesto, un po’meno.
    E’ Natale, siamo tutti buoni… e se ti compri un cane o, ancor meglio, lo adotti da un canile, ti sentirai ancora più buono. Ti farà sentire migliore. Realizzi ili tuo sogno di bontà e amore verso i più deboli. Il doglover medio, per le aziende di MKTG ha un cane perché lo fa sentire più buono. E su quest’aspetto i media ci sguazzano. E se a parlarti di cani è uno dei massimi esperti nazionali… E’ garantita anche l’attendibilità della fonte emittente.

    LA trasmissione è un reality, cioè, contrariamente al significate anche in questo caso, è finta. Se si vuole condannare qualcuno, bisogna condannare i genitori che espongono i bambini alla gogna mediatica. Se quelli visti sono i genitori. Ai bambini in realtà piace moltissimo fare le piccole star. E senza una specifica autorizzazione i bambini non potrebbero apparire in video. Non c’è strumentalizzazione, sono pagati e lo fanno perché vogliono farlo.
    E se poi qualcuno pensa che per raccontare una storia dove un personaggio si perde in un bosco col pericolo dei lupi, bisogna paracadutare lo stesso in mezzo ad un bosco coi lupi per davvero, ha dei problemi, ma seri.
    Buddy non è una trasmissione d’informazione cinofila ed è più probabilmente fatta per far cassa: perché audience vuol dire pubblicità e, pubblicità vuol dire soldi.
    Ben venga la diffusione di TV di una cultura più attenta, ma non si può non considerare che sugli stessi canali TV nei giorni precedenti sono intervenuti:
    • una suora che sentenziava che con i soldi con cui si mantiene un cane si potrebbe sfamare un bambino (pagate l’IMU come tutti gli altri cittadini e se ne potrebbe sfamare un esercito di bambini)
    • Rita Dalla Chiesa che, nella sua trasmissione seguitissima dalle sciuremaria, criticava l’addestramento cinofilo;
    La cultura si diffonde giorno per giorno, provando e riprovando. Insistendo e continuando a far passare messaggi che lentamente, molto lentamente, si sovrappongono ad altri.
    E cominci a pensare che non è poi una gran rottura di palle uscire la mattina presto con il tuo cane. E poi cominci a pensare che fai delle passeggiate che non avresti fatto forse mai. Che non vedresti il bosco nelle diverse stagioni in diverse ore, che non andresti in vacanza in luoghi dove puoi andare col cane, ma che poi ci si sta meglio che nei villaggi vacanze… E poi pensi che sia bello far dei pisolini sul divano e poi, e poi e poi. … poi cominci a pensare che l’affermazione di una diversa cultura passa anche attraverso trasmissioni come Buddy.
    Se solo cento persone tra quelle che hanno visto la trasmissione (+/- 2 mln. circa l’8% di share) andranno ad un canile, proveranno l’adozione o compreranno un cane e cominceranno a pensare che “è un cane” con spirito diverso rispetto al significante dell’affermazione, io stapperei una bottiglia di champagne. Di quelle buone.

    • Giampaolo ho letto con attenzione ciò che hai scritto e mi sembra che tu abbia affrontato tutte le questioni con buon senso.
      Complimenti per l’ analisi e la chiarezza d’ esposizione.
      cari saluti

    • Egregio ‘Giampeco’, al di là del fatto che io non ho alcuna convizione di privacy su facebook in quanto le mie pagine sono ‘pubbliche’ e quindi visibili a tutti, io ho anche il coraggio di espormi nome e cognome sia qui, sia su fb, sia altrove, al contrario di Lei che si nasconde dietro un nickname.
      Nelle mie asserzioni non vi è alcuna malafede, proprio perché conosco il Rossi, semmai vi è la consapevolezza che nell’ambito di quel programma dare una certa definizione di un determinato ‘evento’ (il punto G) possa indurre la gente comune al disorientamento, il che genera disinformazione. E comunque, semmai è Lei in malafede, visto che l’argomento in questione è nell’ottica della disinformazione che il programma ha dato: poteva averlo detto anche Pinco Pallino che il senso del discorso non muta.
      Vada a leggere più indietro nei commenti dove alla Sua collega di Asti (certa Erica) ho ribadito più volte che il discorso è riferito alla totale disinformazione data dal programma; che poi, per caso, ci fosse in mezzo Luca Rossi (a cui non do alcuna imputazione per la gestione di Buddy visto che lui ha sicuramente dovuto sottostare alle leggi altrui) è un fattore secondario.
      Vada, per curiosità a leggere su fb i commenti di altri molto più pesanti dei miei e poi ne tragga le dovute conclusioni. E comunque non si preoccupi: per quanto mi riguarda Buddy non lo guarderò più per cui eviterò futuri commenti negativi.
      P.S. Me ne sono andato quasi subito dal CSDCI perché il mio modo di vedere la relazione coi miei cani è ben diversa dalla ‘filosofia’ dello stesso. Nel frattempo ho lavorato con oltre 600 cani collaborando spesso con un veterinario comportamentista della mia città, ho studiato, ho scritto un libro che un editore (Edizioni Cinque) mi ha chiesto di pubblicare perché ritenuto innovativo, collaboro con Cani Utili (ex Workdogs) e sto’ preparando un secondo libro. Nonostante molti non mi conoscano ancora (sono nella cinofilia solo da pochi anni), tanti altri invece hanno beneficiato dei miei consigli, spesso gratuitamente ed hanno risolto i problemi loro e dei propri cani. E, nonostante ormai io mi possa definire ‘esperto di problemi comportamentali’, non lo faccio, mentre altri sì. Nonostante questo, io mi ritengo ancora una persona che ha ancora molto da imparare dai cani. Per inciso, visto che io mi ritengo un ignorante e idelamente sono molto lontano da certi guru, il febbraio prossimo inizio a frequentare un corso da educatore cinofilo della durata di mesi 18 per avere maggior titolo per praticare la mia professione.

      • Caro Giovanni, mi inserisco nella discussione soprattutto per precisare che non è affatto vero che “poteva averlo detto anche Pinco Pallino” e il senso del discorso non muta.
        La fonte (Luca Rossi) ha una carriera che parla da sè. E’ sicuramente attendibile. I risultati che ha raggiunto parlano per lui. Posso poi concordare sul fatto che la trasmissione era (e doveva essere) calibrata per il grande pubblico, non per cinque superesperti. Mi spiego: un pò come quando Piero Angela spiega la “teoria dei quanti” a Quark. Certo non lo potrà fare come i professori di fisica della materia al Politecnico, dovendo raggiungere un pubblico diverso. Ma almeno dieci italiani in più, sanno cos’è “la teoria dei quanti” alla fine della trasmissione. E, allo stesso modo, almeno dieci italiani avranno scoperto che “vivere” con un cane ha degli aspetti inediti, che magari non conoscevano… E per cominciare a diffondere una cultura cinofila in un modo “non da cani” ,in questo momento così sociologicamente complicato, non mi pare cosa da poco. Buon Natale a tutti!

        • Cara Mariantonietta, non sono stata chiamata in causa nello scontro Padrone-Giampeco e quindi potrei star zitta, per una volta…ma ne sono costituzionalmente incapace e quindi metto becco, solo per dire che “i risultati” ottenuti in un campo non significano molto, quando si parla della partecipazione ad una trasmissione televisiva.
          Sia chiaro: NON sto parlando di Luca Rossi, che per me è un cinofilo competente e preparato (un po’ troppo interessato al business, per i miei gusti: ma comunque preparatissimo). Parlo in generale.
          E in generale dico che i risultati non significano NULLA.
          Un esempio eclatante: Umberto Veronesi è un oncologo di chiara fama, che presumo sappia fare il suo mestiere (non sono in grado di giudicarlo, ma mi pare che la sua carriera, anche in questo caso, parli per lui) e che dovrebbe essere una “garanzia di qualità” in qualsiasi trasmissione che lo veda come ospite. Eppure è andato a dire in TV che gli inceneritori non inquinano e hanno impatto zero sulla salute (mettendo anche le ditine in tondo, a far vedere lo ZERO), quando il resto del mondo scientifico ha ormai dimostrato, oltre ogni ragionevole dubbio, che gli inceneritori (chiamati “termovalorizzatori” per buttare fumo negli occhi) sono cancerogeni e causano vere e proprie STRAGI nelle popolazioni che risiedono nelle loro vicinanze.
          Tornando alla cinofilia, poi… Rossi ha vinto di tutto e di più in Obedience: ma se andiamo a vedere chi stravince in altre discipline possiamo trovare, per esempio, gente che usa il collare elettrico come noi usiamo i bocconcini.
          Vorremmo che questa gente andasse a fare cultura cinofila in TV? Eppure hanno vinto quanto e più di Luca Rossi.
          La differenza tra Veronesi e Rossi sta nel fatto che il primo era in clamorosa malafede (tra gli sponsor della sua Fondazione ci sono ben due ditte che costruiscono inceneritori), mentre il secondo credo sia stato semplicemente tenuto fuori dalle scelte relative ai servizi che non lo riguardavano.
          Purtroppo questi servizi sono stati veramente inguardabili, con una punta di particolare gravità nel caso della cagnetta che doveva “scegliersi” la famiglia. E se questi sono gli aspetti della cinofilia che gli italiani dovrebbero scoprire…be’, preferisco che continuino ad ignorarli.
          Visto anche ciò che ha scritto lo stesso Rossi dopo la trasmissione (che non è piaciuta neanche a lui!) mi auguro che, se Buddy dovesse continuare, gli venga dato più spazio e più potere decisionale. Altrimenti, spero per lui che preferisca rinunciare, perché la sua immagine non ne ottiene alcun beneficio (anzi).
          Però non confondiamo la professionalità di una persona con quello che si è visto a Buddy: perché gli si fa solo un grosso torto.

          • Ecco, Valeria ha colto nel segno: questo è esattamente ciò che io avrei voluto dire. Se le critiche altrui sono ‘malafede’, cari giampeco e mariantonietta, allora io, Valeria e tanti altri che abbiamo osato criticare Buddy siamo dei malfidenti. O magari abbiamo una capacità di osservazione migliore di chi non vede al di là del proprio naso.
            Per concludere Mariantonietta, meglio un Franciacorta o un Ferrari che lo champagne, tanto più che per renderlo un buon vino i francesi lo tagliano con del ‘volgare’ Trebbiano di Romagna… 😉

    • Trovo che le osservazioni siano pertinenti e sostenute con grande chiarezza espositiva. Per amor di battuta direi “non da cani”! Senza demogogia nè frasi ad effetto scritte per strappare l’applauso della claque e soprattutto analizzando i diversi aspetti della questione come una persona che vive nel mondo reale e non sulla luna. Credo, però, che dividerai ulteriormente la platea, che come sempre nel nostro Paese si divide tra colpevolisti ed innocentisti.
      Da Doglover “medio” ho apprezzato la trasmissione, al di là di qualche tecnicismo che non sono in grado di giudicare, proprio per le stesse ragioni con le quali concludi. La diffusione di una cultura diversa.
      Per lo champagne, mi permetto di consigliarti il Krug (ma anche una bottiglia di Bellavista può andar bene)

  34. Complimenti per lo spot pubblicitario, per le sue pubblicazioni passate e future, per la sua profonda esperienza in problemi comportamentali e per la generosa dispensazione di consigli anche gratuiti: mancavano solamente il numero di cellulare e gli orari nei quali riceve in privato o al campo di addestramento. Ma sicuramente gli interessati potranno trovarli sulle sue pagine, pubbliche, di Facebook.
    Nel suo percorso formativo non si faccia mancare qualche seminario di PNL – Programmazione Neuro Linguistica e di assertività.

    Per adesso gli unici consigli cinofili che ho dispensato, gratuitamente, sono rivolti alla mia amica Rita; il suo cane però da allora non abbaia più di notte e non fa pipì in casa.
    Mi permetta però un suggerimento, non è sufficiente scrivere pronomi e aggettivi in maiuscolo per essere considerati educati: è un mestiere che s’impara da piccoli, nella Puppy Class.

    Giampaolo Pecorari – Arluno (MI)

    P.S. La risposta è pronta da ieri ma non l’ho inviata subito perché mi dispiace darle un’altra possibilità di farsi un nuovo spot, cosa a cui immagino tenga moltissimo.
    PP. SS.
    Non so chi sia Erica da Asti, ma sicuramente in qualcosa siamo colleghi, lei invece ha ben poco da condividere con Valeria Rossi.

    • Egregio Giampaolo,
      Allora è Lei che ha una deformatio mentis in cui vede il male in tutto ciò che non Le garba.
      E dunque, per commentare Le sue illuminate disquisizioni e non per fomentare ulteriori inutili esaltanti discussioni, osservo che io non ho bisogno di alcuno spot pubblicitario: la mia presentazione era per precisare che non sono l’ultimo idiota della lista; magari il penultimo. In quanto all’educazione (e qui non parlo di educazione cinofila), credo sia meglio che Lei guardi prima al Suo stalletto e poi, eventualmente, a quello degli altri.
      Per finire non ho un campo, non mi serve: io educo proprietario e cane a casa propria ed in quanto al mio numero di cellulare, mail o quant’altro è tutto pubblico per cui chi vuole mi può trovare quando vuole. Riguardo la PNL, che non ha alcun fondamento scientifico (onde per cui alla larga) non me ne faccio nulla: non sono un venditore porta a porta, ma se questo è il Suo mestiere capisco molte cose. Si metta il cuore in pace, soprattutto perché siamo sotto Natale e la cattiveria gratuita alla Befana porta molto carbone. 😉

  35. Buona Befana a tutti. Oggi ne approfitto (si fa per dire) per guardare programmi infantili (non c’è niente di serio a quest’ora) durante una pausa dallo studio.
    In questo momento stanno trasmettendo Lassie e devo dire che Rossella Brescia aveva ragione: Lassie è proprio un border collie… travestito da Collie 🙂 🙂 🙂 .

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