di DOTT. CHIARA STILLO – In medicina comportamentale del cane si definiscono distimie le alterazioni dell’umore (timia) del soggetto, ovvero delle sue tendenze reattive, classificabili come unipolari o bipolari.
Nelle distimie unipolari il cane alterna momenti di estrema socievolezza e docilità a periodi durante i quali è fortemente agitato, dorme poco e può mostrare attimi di irritabilità: questi ultimi sono definiti “fasi produttive” della malattia e sono riconoscibili dalla dilatazione della pupilla (“midriasi”), che induce nell’animale uno sguardo torvo (da “pazzo”), e dal tipico comportamento anomalo del cane, che tende ad effettuare movimenti stereotipati e a reagire con aggressività verso rumori o movimenti particolari eseguiti dal proprietario.
Le distimie bipolari sono invece caratterizzate dall’alternanza tra fasi produttive della malattia e fasi deficitarie, durante le quali il cane mostra episodi di depressione acuta che successivamente tendono alla cronicizzazione ed il diametro pupillare rientra nella norma.
Gli studi condotti fino a questo momento sulla malattia hanno dimostrato come non si possa parlare di prevalenza nei soggetti di sesso maschile o femminile, sebbene nelle femmine intere, dopo 6-12 mesi dall’evoluzione della patologia, si notino variazioni sincrone al ciclo ovarico (in pratica, le fasi produttive sembrerebbero concentrarsi durante il proestro ed il metaestro del ciclo).
Sembrerebbe invece appurata l’esistenza di una predisposizione razziale della malattia in cani di razza Cocker Spaniel Inglese, Springer Spaniel, Pastore dei Pirenei, Bull Terrier, Dobermann, West Highland White Terrier e Bichon Frisè (nelle forme bipolari, tuttavia, sono state evidenziate tre linee di cani distimici per tre, quattro generazioni, facendo ritenere probabile una predisposizione familiare più che razziale alla base della patologia).

Oltre alla predisposizione familiare/razziale, si ritiene che possano essere considerati come fattori eziologici alla base della patologia la sindrome di Cushing (definita anche “iperadrenocorticismo” e caratterizzata da un aumento anomalo della produzione di ormoni corticosteroidei da parte delle ghiandole surrenali,con conseguente alterazione della timia del soggetto) e la persistenza di disturbi emotivi gravi non identificati o correttamente trattati.
La patologia viene diagnosticata sulla base del riscontro, nel cane affetto, di alterazioni brusche ed improvvise dello stato reattivo caratterizzate da ipervigilanza, ipereccitabilità ed iposonnia (il cane dorme meno di 6 ore al giorno), aggressività da irritazione (il cane non tollera manipolazioni o stimoli dolorifici di bassa intensità, reagendo in modo esageratamente aggressivo), ingestione rapida del cibo (spesso seguita da rigurgito e reingestione del cibo rigurgitato da parte del cane), fasi di “fissità” in direzione di un oggetto della durata di alcuni secondi o minuti.
I cani affetti da tali patologie devono essere sottoposti ad un trattamento farmacologico specifico che dovrà essere protratto per tutta la vita dell’animale, garantendone la stabilizzazione ai fini di una migliore qualità della vita, ed è pertanto consigliabile rivolgersi ad un medico veterinario comportamentalista nel caso in cui l’animale mostri un sintomo riferibile a tale malattia.

Secondo quanto ipotizzato, inoltre, da un veterinario comportamentalista francese (il Dott. Patrick Pageat) esisterebbe una particolare forma di distimia (definita anche con altri termini come “rage – syndrome” o “disturbo della rabbia intermittente”) che colpirebbe in modo specifico cani di razza Cocker Spaniel Inglese e, sebbene più raramente, di razza Springer Spaniel.
La presenza di tale patologia nei cani di questa razza sembrerebbe risalire a molti anni fa, tanto che l’autore del famoso romanzo “The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde” avrebbe tratto spunto per la storia dal comportamento anomalo del proprio Cocker Spaniel Inglese, descrivendolo in alcuni scritti come un “essere nel quale mostro ed angelo convivevano nella stessa anima”.
Nei cani di questa razza la patologia si manifesta in modo molto singolare, essendo caratterizzata dalla graduale evoluzione da un quadro clinico di distimia unipolare ad uno di distimia bipolare, nonché dal particolare svolgimento della fase produttiva, durante la quale il cane tende ad impadronirsi di un oggetto dal quale non si separa mai, fissandolo incessantemente anche per un’ora: ogni movimento percepito nelle vicinanze dell’oggetto o tentativo di appropriazione di quest’ultimo da parte del proprietario o di altre persone scatena nell’animale una reazione aggressiva particolarmente intensa, di breve durata, che può sfociare in un morso solo occasionalmente preceduto da alcuni ringhi.
Tale patologia è caratterizzata da eziologia e patogenesi ad oggi ancora sconosciute nonostante rappresenti l’oggetto di studio di numerosi veterinari comportamentalisti in Europa e nel mondo: Pageat ipotizza però che possa trattarsi di un’anomalia neurobiochimica geneticamente trasmissibile, in quanto è stata più volte riscontrata in diverse linee familiari di soggetti dal mantello fulvo o (sebbene più raramente) nero, facendo conseguentemente raccomandare l’esclusione dalla riproduzione di soggetti che manifestino tale quadro clinico.

E’dunque possibile ritenere che i numerosi episodi di aggressività e mordacità in Cocker Spaniel Inglesi dal mantello fulvo riportati negli anni ’70 siano dovuti a tale problematica che, complice la grande richiesta di cuccioli di tale razza (resa famosa dal film di Walt Disney “Lilly e il Vagabondo”), abbia favorito la presenza di soggetti distimici, frutto di accoppiamenti fatti eseguire senza alcun controllo sui riproduttori (cani di questo tipo avevano subito un forte calo quantitativo intorno agli anni ’80 ma ultimamente la frequenza con la quale si riscontrano sembra nuovamente tendente al rialzo).
Può essere inoltre interessante considerare come le distimie del Cocker Spaniel Inglese possano (sebbene non sempre) associarsi a delle sociopatie la cui comparsa nel cane è favorita da proprietari incapaci di instaurare con il proprio animale una relazione gerarchica adeguata: questi cani conquistano chiunque con il loro tipico aspetto morfologico (occhioni dolci, morbide e lunghe orecchie da accarezzare e spazzolare, aspetto a “cagnolino di pelouche”), ma ciò non giustifica la loro eccessiva antropomorfizzazione e l’attribuzione ad essi di prerogative abitualmente associate ad uno status di dominanza (sono sempre cani e dovrebbero essere trattati come membri subordinati del branco-famiglia!).

Per questo motivo, soggetti sociopatici di tale razza nei quali l’aggressività si manifesta in modo imprevedibile e senza struttura sequenziale, dovrebbero essere condotti dal veterinario comportamentalista per una visita specifica, durante la quale verrà eventualmente ricercata una distimia.
Nelle distimie vere e proprie vale quanto detto in precedenza per il trattamento farmacologico, unico modo per permettere al cane di vivere senza problemi a patto che la cura sia protratta a vita, mentre nel caso in cui sia contemporaneamente presente una sociopatia è anche necessario attuare una terapia comportamentale, avente lo scopo di riportare la figura del cane in famiglia ad uno status sociale più basso rispetto a quello del proprietario e dei membri familiari.
Ricordatevi sempre che un cane che comanda e che viene eccessivamente viziato in famiglia NON E’UN CANE FELICE. perché si assume la responsabilità di doversi preoccupare per la sorte dei membri familiari e questo non è socialmente corretto.
SIAMO NOI A DOVERCI OCCUPARE DEI NOSTRI CANI ed essi devono rimanere gerarchicamente inferiori per potersi sentire giustamente e tranquillamente parte del “branco”.

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2 Commenti

  1. Aiuto, vi prego, finalmente ho trovato questo articolo, e so cosa ha il mio Cocker dopo 9 anni!!!! HA esattamente questo ne sono sicuro. Vi prego sono disperato, come posso curarlo? Il mio comportamentalista, non è riuscito a curarlo alla perfezione, e non è a conoscenza di questa malattia. Vi prego aiutatemi.

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