PREMESSA: anche nel caso del Bulldog ero partita con l’idea di scrivere il “vero standard” (umoristico), ma poi mi sono fermata: perché credo che ci siano un po’ di cose da chiarire, prima di cominciare a scherzare.
Il “vero standard” arriverà (presto, promesso: lo dico per chi me l’ha chiesto e lo sta aspettando da un pezzo).
Prima, però, le cose serie: o “quasi” serie, perché il bulldog è un cane (uhm…cane? Io non lo considero del tutto tale!) talmente particolare che… o ne parli comunque in tono un po’ scherzoso, o anche se dici la verità ti prendono per pazza.
Però, sui pregiudizi, sarò serissima.
Magari opinabile e discutibile, cosa che vale per tutte le cose che scrivo (non faccio il Guru di professione, io…):  ma sicuramente seria.

ORIGINI, STORIA… E PREGIUDIZI –  Sappiamo tutti benissimo che “bulldog” significa “cane da toro”, ovvero cane che, nell’antichità, era selezionato per combattere contro i tori. Sappiamo che, vista la differenza di dimensioni e visto che il toro, povera bestia, non era proprio entusiasta all’idea di farsi ammazzare a morsi, si dovette selezionare un cane dal coraggio infinito e dall’aggressività altissima.

Sappiamo che, per poter rimanere attaccato al muso del toro fino a causarne la morte per dissanguamento, il cane doveva avere il muso corto, una presa ferrea e rughe che permettessero al sangue dello sventurato toro di scorrere lateralmente anziché finire per soffocare il cane.
E tutto questo per cosa? Per ottenere una carne più asciutta e saporita, come pare fosse quella dell’animale morto per dissanguamento e pieno di adrenalina.
Proprio carini, gli inglesi… che in tempi più recenti si sono conquistati la fama di grandi animalisti e cinofili, ma che fino al 1835 – anno in cui il bull baiting venne finalmente vietato – si divertivano ad assistere a questi spettacoli (d’altronde ancora oggi c’è chi si diverte a vedere un’altra barbarie come la corrida: evidentemente il toro è un animale nato sfigato) e a scommetterci sopra, spesso con  regnanti e nobili vari in prima fila a fare il tifo.

Morivano i tori, spesso morivano anche i cani: l’iconografia dell’epoca è piena di immagini come quella che vedete a sinistra (il dipinto è del 1820), quindi doveva essere abbastanza frequente che i cani finissero incornati: ma quelli – e parliamo di un periodo molto, ma molto lungo: pare che il bull baiting abbia avuto origine nel ‘200 – non eran tempi in cui si tenesse in alcuna considerazione la vita degli animali.
Tant’è che, una volta messa fine alla pratica dei combattimenti, si pensò bene anche di chiedere l’estinzione della razza che l’uomo aveva creato per i propri porci comodi (e più “porci” di così è davvero difficile trovarne) e della quale adesso non si sapeva più che fare, perché i cani erano brutti botolastri ringhiosi e aggressivi oltre ogni limite.
Per fortuna, in questo strano mondo, a bilanciare la deficienza e la crudeltà di alcuni umani arriva sempre l’intelligenza e la passione di qualche altro: così l’antico bulldog, definito “il peggior mascalzone della sua specie” da un cronista dell’epoca che ne chiedeva la scomparsa (vi ricorda qualcosa?), venne preso sotto l’ala protettrice di alcuni veri cinofili decisi a “rifargli un’immagine”.

C’è stato  (e c’è ancora, in alcuni Paesi) anche un terzo gruppo di cinofili che, in origine, avrebbero voluto mantenere il più possibile intatte le caratteristiche dell’Old English Bulldog, mentre oggi vorrebbero recuperarle, essendo la razza di fatto estinta: questi cinofili si potrebbero paragonare agli allevatori di american pit bull terrier che, rifiutandone la “deviazione”  in direzione dell’allevamento di cane da show  voluta dall’AKC, se ne distaccarono e fondarono l’ADBA, teso a mantenere le caratteristiche originali (ovvero le immense doti) dei cani da combattimento, indirizzandole però a scopi diversi (sportivi o di utilizzo sociale).
Se agli amanti del pit bull l’operazione riuscì, coloro che volevano tentarla con il bulldog si arresero invece alle forti opposizioni mediatico/politiche e quindi rinunciarono (e a mio avviso fu un gran peccato): quindi il lavoro, da quel momento in poi, fu tutto teso a creare un cane da compagnia e da show che venisse riabilitato completamente dal punto di vista caratteriale e che avesse anche un aspetto fisico accattivante.
C’era parecchio da lavorare in entrambi i campi, ovviamente, sia perché aggressività e tempra erano state davvero spinte ai massimi livelli (tanto che ancora oggi si parla di cani “insensibili al dolore”), sia perché i soggetti dell’epoca erano veramente bruttarelli.

Qualcuno dirà che se la prima parte del lavoro è riuscita benissimo,  non si può dire lo stesso della seconda, perché il bulldog di oggi è dolce e buono, ma è ancora un cane bruttissimo: okay, però andatelo a dire a qualcun altro, perché io lo trovo stupendo.
E non sto dicendo che è “simpatico”: dico proprio che è bello, perché sono stata educata a guardare la sola bellezza funzionale e questo è un cane dalla costruzione assolutamente perfetta per lo scopo a cui era adibito (e non importa se quello scopo ormai è lontano e dimenticato: la selezione va rispettata).
Gli unici bulldog che trovo “brutti” sono quelli ipertipici, che funzionali non sarebbero più: cani esageratamente prognati non possono avere una presa efficace, cani che non riescono neanche a respirare a causa dell’eccessiva brevità della canna nasale non potrebbero certamente restare per ore attaccati al muso di un toro, e così via.
Queste sono caricature di bulldog, brutte copie di bulldog: ma per molto tempo sono state quelle che vincevano in expo, perché gli umani non son contenti se non esagerano.
Però anche questa è storia passata, chiusa e finita, come quella dei combattimenti.
Ormai tutti gli allevatori seri hanno capito che la salute della razza, oltre a quella dei singoli soggetti, è strettamente legata al mantenimento di un corretto tipo, e non ipertipo: senza esagerazioni ed esasperazioni.
E’ assurdo, quindi, sentire ancora parlare di “scherzi di natura” (a parte il fatto che semmai si sarebbe dovuto parlare di “scherzi dell’uomo”), di “mostruosità” o di “maltrattamento genetico” quando si vedono migliaia di bulldog perfettamente sani,  che vivono vite forse non lunghissime (ma quanti molossi sono particolarmente longevi?), ma sicuramente felici.

Bulldog bene allevato e ben curato. Età: 12 anni

Ovviamente esistono anche bulldog malati e dalla vita breve e sofferente: ma credete davvero che accada solo in questa razza?
I cuccioli allevati male, prodotti “in catena di montaggio”, figli di genitori non selezionati con la necessaria cura saranno sempre cani con problemi di salute: e più una razza diventa di moda, più sono le cucciolate prodotte a casaccio e solo a scopo commerciale e maggiore diventa la percentuale di cani malati.
Per questo oggi è molto più facile trovare problemi sanitari nei labrador, nei golden e addirittura negli akita (razza primitiva, sanissima e robustissima…finché non è arrivato il film Hachiko!) piuttosto che in un bulldog allevato con passione e serietà.
Certo, il bulldog è un cane alla conformazione decisamente particolare, e come tale può avere più problemi di altre razze…ma sempre e solo se manca la giusta selezione.
Se ci mettiamo a giudicare la razza in base ai cani nati da accoppiamenti casuali, è ovvio che troveremo una compilation infinita di problemi: ma non è così che si approccia la cinofilia.
La razza va valutata e giudicata in base a ciò che viene prodotto negli allevamenti seri e competenti: allora si scopre che il bulldog è un cane con qualche limite, questo sì…ma tutt’altro che una “mostruosità” e tutt’altro che un cane costantemente malato e sofferente.
Se invece guardiamo ai cani male allevati…allora sì, troveremo cani che vivono malissimo: ma  non peggio di alani, pastori tedeschi, labrador o dalmata altrettanto male allevati.
Quindi, per favore, diamo un taglio ai pregiudizi e proviamo a considerare la razza per come è quando è selezionata con cura, e non per come diventa in mano ai cagnari.

CARATTERE ED ATTITUDINI – Se qualcuno si stesse chiedendo: “Okay, ma che bisogno c’è di continuare ad allevare una razza che ha comunque bisogno di cure particolari, che comunque non riesce più ad accoppiarsi e partorire naturalmente, che ha comunque una vita piuttosto breve?”… posso solo rispondegli che se avesse passato anche solo un’oretta con un bulldog, lo saprebbe.
Io posso scrivere fino a consumarmi le dita, ma il fatto è che questo è un cane da “provare per credere”. Altrimenti non si può capire.
Ovviamente non basta un’oretta con un bulldog “qualsiasi”: dev’essere il “tuo” bulldog.
Quello che ti ama, anzi ti adora; che vive non ai tuoi piedi ma “sui” tuoi piedi; quello che ti guarda da sotto in su col sorrisone stampato sulla faccia e ti fa passare all’istante qualsiasi giramento di scatole, perché guardarlo e diventare allegri è un tutt’uno.
Quello che, se sei avanti alla TV e cominci a brontolare perché senti che ci ammazzeranno di tasse, si mette al tuo fianco, segue anche lui il telegiornale e dice “grunf grunt burble grunf”, brontolando anche lui tutto convinto, finché a te scappa da ridere e non pensi più al TG, ma solo a quanto sei fortunato ad avere un cane che la pensa come te.

Definire il bulldog “cane da compagnia” è corretto nella forma, ma forse non nella sostanza: perché questo è sicuramente da compagnia…ma che sia proprio un cane è tutto da stabilire.
Lui è un membro della famiglia con la coda.
E non perché lo si consideri così (cosa che in molti facciamo, con qualsiasi razza e non-razza), ma perché è lui stesso a comportarsi come un umano, ad avere faccia ed espressioni umane, a ragionare in modo umano.
Per esempio: io dico sempre (e confermo!) che i cani amano lavorare e che non sognano mai di stare a pancia all’aria su una spiaggia.
Ecco, il bulldog  invece a pancia all’aria ci sta benissimo. Se proprio deve lavorare, vabbe’, può fare ‘sto sforzo (per farvi un favore): ma se può evitare, evita.
Esattamente come gli umani.
Spiegare il bulldog a chi non lo conosce è quasi impossibile, perché si tende a fare paragoni con gli altri cani e questi paragoni non possono reggere.

Il bulldog non è un cane dinamico, non è un cane sportivo, non è un cane “utile” nel senso più comune della parola: perde qualsiasi confronto con qualsiasi altra razza, non c’è alcun dubbio.
Può essere un ottimo cane da guardia…ma anche no. Dipende. Se arriva il ladro che gli sta simpatico, magari lo fa pure entrare  (non per niente è definito cane da “dissuasione”, e non da guardia: ovvero, se lo vedi, ci pensi su e non entri, ok.
Se entri, potrebbe morderti o farti le feste…ed è più facile la seconda).
E’ chiaro che un pastore del caucaso, come guardiano, funziona meglio.
Può essere un formidabile difensore (specialmente dei bambini) … ma anche no. Ci sono bulldog che proprio non concepiscono l’idea che qualcuno possa avere cattive intenzioni: quindi non afferrano neppure il concetto di “pericolo”.
Anche se uno arriva e gli tira un calcio, son capaci di pensare che stia solo giocando un po’ duro (cosa che peraltro gli piace un sacco).
SE capisce che il suo umano è in pericolo, allora il bulldog diventa un panzer inarrestabile e il malintenzionato farà bene a scappare alla svelta…ma non è detto che lo capisca sempre.
Quindi è chiaro che un malinois, come cane da difesa, funziona meglio.
Però provate a fare una discussione filosofica col pastore del Caucaso o col malinois, se ci riuscite.
Provate a leggergli Socrate o Jaspers. Oppure mettete un bel CD di musica classica, e ditemi quanto appaiono interessati.
Il bulldog, se gli leggi l’opera omnia di Platone, ti sta a sentire. Ti fissa interessatissimo e ogni tanto commenta pure.
Se gli metti Mozart, si spiaccica a pelle di leone al tuo fianco con la faccia ispirata e goduta.

Insomma, è inutile paragonarlo agli altri cani, perché lui non è un cane. O almeno, non del tutto.
Però non posso neppure definirlo  “persona”, perché altrimenti tanto varrebbe mettersi in casa un tizio qualsiasi… ma il fatto è che il tizio qualsiasi potrebbe rivelare i difetti tipici degli umani, mentre lui non li avrà mai.
Non è maligno, pettegolo, crudele, litigioso, avido, incazzoso, rompipalle.
Un bulldog è, in pratica, una “specie” di persona, ma con il cuore di cane.
Io penso (magari sarà anche un po’ blasfemo, ma pazienza) che se Dio aveva davvero in mente di farci ad immagine e somiglianza divina si dev’essere distratto un attimo,  perché non gli siamo riusciti esattamente come pensava.
Poi però ha rimediato, perchè ci ha insegnato a fare  il bulldog.

E’ UN CANE COSTOSISSIMO? 
Sì, lo è. E lo è perché, non avendolo fatto direttamente Dio, ma l’uomo (che è tendenzialmente casinaro), il bulldog può avere effettivamente problemi  legati alla sua particolare conformazione fisica.
Ma ho detto “può”‘: non “deve” avere problemi!
E infatti gli allevatori seri e bravi (quelli che hanno capito esattamente cosa voleva Dio, insomma) si danno però un gran daffare per evitare di far riprodurre i cani nei quali questi problemi sconfinano nella patologia: il che significa fare esami su esami, controlli su controlli, analisi su analisi.
In più, si sa, il bulldog non è un cane che può riprodursi naturalmente, se non in casi molto rari: le fecondazioni sono quasi sempre artificiali perché il maschio è troppo pesante e la femmina, quando lui cerca di montarla, crolla sotto il suo peso e si siede (dopodichè…sfido chiunque a fecondare una femmine seduta); i parti potrebbero essere anche naturali, ma visto che i cuccioli  hanno questi capoccioni immani è fin troppo frequente che qualcosa vada storto, quindi si programma praticamente sempre il cesareo, che per cagna e piccoli è decisamente meno stressante.
Tutto questo, ovviamente, ha costi altissimi: costi che per ovvi motivi si ripercuotono anche sul prezzo del cucciolo.
Di nuovo, a questo proposito, partono le critiche: “Baahhhh, un cane che non sa riprodursi naturalmente non è un cane!”
Ma infatti non lo è.
L’abbiamo già detto. Inutile discuterne ancora.
Se volete un cane naturale, avete una miriade di razze tra cui scegliere: però poi dovete anche spiegarmi cosa significa, per voi, “naturale”.
No, perché se volete il modello selvaggio dovete mettervi in casa un lupo, o al massimo un dingo. Altrimenti vi attaccate, perché i cani  domestici hanno smesso di essere “naturali” circa 14.000 anni fa.
Poi qualcuno è stato mantenuto ad immagine e somiglianza del modello selvaggio, ma qualcun altro no.

Cosaccia? Pessima scelta? Maltrattamento genetico?
Dipende.
Certamente, allevare bulldog come quelli attuali nell’ 800 sarebbe stata una pessima scelta: più che altro sarebbe stata una scelta suicida, visto che non ne sarebbe sopravvissuto uno.
Il fatto che oggi, invece, le nostre strade siano piene di bulldog sorridenti e sgrufugnanti (lo “sgrufugnese” è la lingua ufficiale del bulldog, per chi non lo sapesse) significa che ci sono i mezzi e le condizioni per farli vivere felici insieme a noi.
E allora, perché privarci di un compagno impareggiabile come questo?
Perché ci sono tanti altri cani più facili?
Sì, certo…ma quelli sono appunto  “cani”, mentre qui – ribadisco, se non si fosse ancora capito – abbiamo qualcosa di drasticamente diverso.
Perché allevarli bene è troppo costoso?
D’accordo, ma non è che ce l’abbia ordinato il medico di prendere un bulldog. Se vogliamo spendere meno, abbiamo altre 400 razze tra cui scegliere.
Perché il cesareo è un intervento chirurgico ed è bruttissimo allevare cani già sapendo che dovranno subire un intervento chirurgico?
Sì, vabbe’… però allora dovremmo smettere anche di allevare umani. Perché non solo anche loro nascono spesso col cesareo, ma di interventi, nel corso nella vita, ne subiscono quasi sempre più di quelli che subisce un (anzi, “una”) bulldog.
E poi, per esempio, anche la sterilizzazione è un intervento chirurgico: però quella siamo tutti lì a promuoverla caldamente, a partire dagli animalisti (gli stessi che gridano allo scandalo di fronte al cane di razza “troppo manipolato dall’uomo”).

E allora, dài, un po’ di coerenza: ammettiamo semplicemente che il cane naturale non esiste e che ci sono vari livelli di “innaturalità”ai quali, bene o male, dobbiamo far fronte dal giorno in cui il cane è entrato a far parte della nostra società.
L’importante è non uscire dai canoni del rispetto e dell’amore VERO per il cane (o “quasi cane” che sia).
Le cagnette non vanno sterilizzate perché ci fa comodo, ma perché è “innaturale” non farle partorire ad ogni calore (come succederebbe in natura): e gli estrogeni che non vengono mai impiegati per il loro reale scopo finiscono per causare una serie di patologie che compromettono la salute e la durata della vita. Purtroppo, se le facessimo davvero partorire tutte ad ogni calore, eviteremmo le patologie ma dovremmo suicidarci noi per far posto ai cani: e siccome non si  può fare, si cerca un compromesso accettabile nella sterilizzazione.
Allo stesso modo, le bulldog non partoriscono naturalmente perché a noi piacciono da morire quei capoccioni enormi e quelle facce da umani pelosi (no, dico: ma li avete visti i cuccioli? Li avete guardati bene? Mi dite COME SI FA a rinunciare a facce come queste?): allora si fanno i cesarei… e anche questo è un compromesso accettabile, perché un mondo senza bulldog sarebbe un mondo più povero (e non so se si possa dire lo stesso di un modo pieno di cani e svuotato di uomini: ma non andiamo troppo sul filosofico, perché il terreno diventerebbe pericoloso).
Il compromesso NON accettabile è quello di far nascere cuccioli sicuramente destinati a vivere poco e male, solo perché hanno “la faccia simpatica”: e questo è accaduto, purtroppo, quando è diventato di moda l’ipertipo. Ma visto che ormai si è corsi ai ripari, mi sembra inutile continuare a parlare degli errori passati.
L’importante, semmai, è non ricaderci.

NOTA:  abbiamo detto che il bulldog ha un prezzo alto perché il suo allevamento è costoso e difficile.
Però, prima di sparare certe cifre, l’allevatore deve aver sostenuto davvero le spese necessarie per allevare bene.
Insomma, non è il bulldog costi caro “perché si chiama bulldog”  e che quindi qualsiasi cagnaro che accoppia due musci schisci a caso poi possa sentirsi autorizzato a chiedere millemila euro per un cucciolo.
Anzi, chiariamo bene: se una cifra, poniamo, dai tre ai cinquemila euro può essere assolutamente giustificata da tutto l’impegno e dalle spese sostenute da un buon allevatore (che porterà anche i suoi cani in expo, ottenendo risultati prestigiosi che aumentano il valore dei cuccioli), per un bulldog non selezionato non è accettabile neppure la META’ di questo prezzo.
Perché se non hai fatto indagini sanitarie, non hai fatto esposizioni né titoli, non hai speso un euro per garantire la nascita di cuccioli sani e magari non hai fatto neanche il cesareo (e se la mamma si sfinisce nel parto, pazienza)… allora non è assolutamente corretto che tu faccia pagare i cuccioli millecinquecento o milleottocento euro.
E siccome questo è il prezzo che viene chiesto mediatamente per i bulldog dell’Est, quelli venduti in negozio o dai vari cainifici multirazza, trovo assolutamente RIDICOLO che qualcuno pensi di “aver fatto un affare” spendendo, in realtà, una cifra infinitamente superiore al valore del cane.
In breve: non può esistere un bulldog “a buon prezzo”.
In questa razza si può avere o tutto (cane sano, tipico, selezionato, al giusto prezzo) o niente (simil-bulldog, quindi cane atipico, oppure cane ad altissimo rischio di malattie e problemi vari, ad un prezzo che, qualsiasi sia, sarà sempre troppo elevato perché un cane del genere non ha praticamente alcun valore. Per di più quel prezzo verrà immancabilmente moltiplicato dalle spese veterinarie che seguiranno).

QUALI SONO I PROBLEMI DI SALUTE REALI?
Ancora una volta, sul bulldog ci sono alcuni pregiudizi che sembrano esulare da una reale conoscenza della razza.
Per esempio, accusa tipica: “Tutti i bulldog sono displasici!”
Verissimo. C’è, però, un “piccolo” particolare collaterale che andrebbe tenuto presente: praticamente nessun bulldog, neppure quelli con i gradi peggiori di  displasia dell’anca,  mostra alcun segno di dolorabilità o zoppia.
I motivi sono stati identificati in diversi fattori (il fatto che il cane carichi molto più peso sull’anteriore che non sul posteriore; il fatto che sia comunque un cane che fa poco movimento e che quindi non sovraccarica l’articolazione; un maggiore distacco dei capi articolari rispetto ad altre razze; il fatto che le masse muscolari vadano a “sostituire”, in un certo senso, il lavoro dell’articolazione coxofermorale, e così via): sta di fatto che in questa razza la displasia dell’anca, anche se spesso presente, non causa alcun problema. E se una patologia non dà problemi… non è più una patologia!
Poi ci sono i problemi cutanei: con una vera compilation di possibilità, che vanno dalla piodermite all’acne, dall’alopecia alle cisti interdigitali. In realtà basta un controllo costante ed una buona pulizia/disinfezione della cute (soprattutto delle pliche cutanee, ovvero delle rughe) affinché questi problemi non si presentino.
Altri problemi legati ai pregiudizi sono la sindrome del cucciolo nuotatore e l’anomalia dei piedi posteriori invertiti. Della prima, che si manifesta anche in altre razze, come il boxer, abbiamo parlato diffusamente in questo articolo.  Della seconda ho sentito parlare proprio soltanto in merito al bulldog inglese. Entrambe queste sindromi, di origine ancora ignota, hanno indotto per molto tempo gli allevatori a sopprimere i cuccioli che le manifestavano, ritenendo che si trattasse di casi senza speranza: in realtà, se il cucciolo viene lasciato vivere, entrambe le sindromi si risolvono spontaneamente nel giro di pochi mesi e il cane diventa un adulto normalissimo (molti ex “nuotatori” e molti cuccioli con il piede invertito sono diventati campioni ed hanno riprodotto diversi figli, nessuno dei quali ha manifestato lo stesso problema,  il che sembra escludere la componente genetica).

Le uniche vere, gravi patologie a cui può andare incontro il bulldog sono quelle respiratorie, legate alla brachicefalia.
Con un muso così corto naso, laringe e faringe sono praticamente “ammucchiati” in uno spazio assai ristretto, cosa che in condizioni normali provoca semplicemente una respirazione rumorosa (e il fatto che i cani russino come tromboni).
La cosa diventa patologica (con difficoltà di respirazione, cianosi e tendenza a collassare sotto sforzo) quasi esclusivamente nei cani ipertipici: quindi basta NON allevare e tantomeno acquistare cani ipertipici per evitare questi problemi.
Sono anche da tenere sotto controllo (in allevamento e anche nel singolo soggetto) le narici (se sono troppo piccole e chiuse possono dare difficoltà respiratorie: quindi non vanno utilizzati in riproduzione i cani con narici stenotiche. Se però ci fosse capitato un soggetto affetto da questo problema si può intervenire con una piccola operazione chirurgica per allargarle) e il palato molle, che nel bulldog (e in altri cani a muso molto corto) copre quasi completamente l’epiglottide e può arrivare ad ostruire la glottide. Anche questo è un problema che si presenta molto raramente nei cani ben selezionati, mentre è frequente (ma anche qui il chirurgo può risolvere la situazione) nei frutti di accoppiamenti casuali e non sufficientemente accurati.
L’unico problema di difficilissima risoluzione, nel bulldog, è l’ipoplasia della trachea, che va affrontata in allevamento evitando assolutamente di utilizzare in riproduzione i soggetti affetti, perché la prognosi per questa patologia è sempre riservata.

Tengo a ricordare, comunque (non perché mal comune sia mezzo gaudio, anzi… ma perché non è giusto additare sempre e SOLO il bulldog come portatore di tutti i problemi respiratori del mondo), che l’insieme dei problemi sopra elencati viene raggruppato sotto la siglia BAOS, da “Brachycephalic Airway Obstruction Syndrome”: letteralmente “sindrome da ostruzione delle vie respiratorie nei cani BRACHICEFALI”, e non “nel bulldog”!
Tutti i “musi schisci”, dal boxer al carlino, dal mastino napoletano al bouledogue, possono manifestare queste patologie, ma in realtà – in ognuna di queste razze – i casi che si vedono realmente sono quasi immancabilmente legati a cani acquistati da fonti ad alto rischio, ovvero negozi, privati (che non sono necessariamente in malafede, ma spesso semplicemente inesperti) e cagnari in genere.
Nei commenti agli articoli su “Ti presento il cane” si discute spesso dell’effettivo valore di un pedigree, o dell’effettiva necessità di acquistare i cuccioli in un buon allevamento: e devo confessare che spesso sono costretta (mio malgrado) a concordare – anche perché di fronte all’evidenza c’è poco da discutere – con chi dice che spesso il cagnolotto figlio di Fufi e Bubi, regalato dal vicino di casa, è più sano del cane “griffato”. Magari non è altrettanto bello, ma più sano sì.
Bene: questo ragionamento può essere valido (anche se sempre opinabile) per molte razze, ma MAI per brachicefali, cani di taglia molto piccola o molto grande, cani portatori di geni letali (come i merle o i cani nudi) e in generale per le razze che la selezione umana ha allontanato in modo vistoso dal famoso “modello selvaggio” di cui parlavamo all’inizio.
Ho detto – e confermo – che avendo oggi le conoscenze, i mezzi e le possibilità per far vivere questi cani in modo dignitoso, sereno  e sano non esiste, a mio avviso, alcun valido motivo per dare addosso a queste razze indubbiamente particolari, che ormai hanno ben poco a che vedere con il loro progenitore lupo: però le conoscenze, i mezzi e le possibilità bisogna anche acquisirle e saperle utilizzare.
Quando si improvvisa, si fanno danni pazzeschi…e non è certo colpa della razza, se poi nascono cuccioli disgraziati: è colpa di chi pensa che allevare cani equivalga a giocare con i Lego.
Non è MAI così, ma nelle razze più particolari è assolutamente indispensabile sapere quel che si fa, conoscere la genetica, conoscere le genealogie, conoscere vizie e virtù delle principali linee di sangue e dei singoli riproduttori: bisogna essere, insomma, dei veri esperti.
Solo così si metteranno al mondo cani sani e tipici… e per quanto mi riguarda anche “belli“, perché per me  “bullo è bello”.
Chi non concordasse, però, deve comunque rispettare il concetto di “tipo” e soprattutto imparare a distinguerlo dall’ipertipo, che è forse la piaga peggiore di tutta la cinofilia.

I PREGIUDIZI SUL CARATTERE
Come se non bastassero i detrattori della morfologia, che gridano al “mostro innaturale”, e quelli secondo cui il bulldog “è una razza fatta per arricchire i veterinari”, c’è pure chi pensa – a mo’ di ciliegina sulla torta – che il bulldog sia un cane pericoloso, aggressivo, mordace. Nella migliore delle ipotesi, un cane da prendere con le pinze, perché non sai mai cosa può giragli per la testa.
A queste persone vorrei dire, tout court, “ma che ve siete fumati?!?”… ma purtroppo non posso, perché qualche soggetto scorbutico e ringhioso (mordace è più raro) esiste davvero: ne conosco personalmente un paio.
Ma guarda caso, entrambi sono stati comprati in negozio.
Se avete notizia di bulldog col problemi di carattere, fate la domanda chiave ai loro proprietari: “Dove l’avete comprato?”.
Sono pronta a scommettere una pizza con ciascuno di voi sul fatto che le risposte saranno sempre le stesse: negozio, o “allevamento” inteso come “cuccioli di tutte le razze, spedizioni in tutta Italia isole comprese”. Ovvero, cagnaro e/o importatore.

Aggiungerei che questi bulldog, molto spesso, non sono bulldog neanche morfologicamente: spesso sono alti sugli arti, con musi non corti ma deformi (spessissimo hanno in prognatismo talmente esasperato che si vedono gli incisivi inferiori anche a bocca chiusa: anzi, questo difetto è talmente diffuso nei cani di dubbia origine che qualcuno pensa addirittura che sia TIPICO del bulldog! E invece è un difetto grave).
Il carattere, coma la morfologia e la salute genetica, va selezionato: non è una cosa che casca dal cielo e non basta neppure una “mano” buona, a volte, per rimediare ai problemi. La mano buona ovviamente riesce a limitarli e in qualche caso a farli sparire…ma difficilmente chi ha la mano buona – essendo quasi sempre un cinofilo esperto – va a farsi fregare in negozio e compra il bulldog dell’Est: quindi i botolo ringhiosi finiscono in mano a Sciuremarie incapaci di gestirli, e il disastro è completo.
Il lato triste sta nel fatto che invece un bulldog ben selezionato e ben allevato è proprio un ottimo cane da Sciuramaria: perché la parte difficile sta nell’allevamento…ma poi lui diventa un cane davvero “facile”, che chiunque può gestire con un minimo di buon senso e di informazione (che l’allevatore serio “consegna” sempre insieme al cane).
Dal punto di vista caratteriale ha ben poche esigenze (in pratica solo quella di vivere appiccicato al suo umano!), non ha bisogno di molto moto, è amichevole con tutti gli umani, ama i bambini, gli piacciono gli altri animali e di solito non è neppure attaccabrighe con i cani.
Non ha bisogno di alcun addestramento, ma solo di semplici regolette di vita familiare che chiunque può mettere in pratica.
Cane pericoloso e aggressivo? Ma mi facci il piacere, Fantozzi!
Quelli pericolosi e aggressivi NON sono veri bulldog: lo so che il profano non lo capisce, perché bene o male lo sembrano…ma sono solo “imitazioni”. Un vero bulldog è il cane più pacioso, tranquillo, sereno e coccolone del mondo.
Basterebbe informarsi un pochino per capire che non basta essere a pois per chiamarsi Dalmata, non basta avere il pelo lungo per essere un collie e non basta avere il muso schiscio per essere un bulldog: una razza pura è fatta di tante caratteristiche che si trovano tutte insieme in un documento chiamato “standard di razza”. Leggerlo SEMPRE prima di acquistare un cane, please (e se lo non capite proprio tutto, su “Ti presento il cane” stiamo pubblicando la serie “Lo standard spiegato alla Sciuramaria” che potrà esservi di aiuto).
Se tutti cominciassero a capire come dev’essere DAVVERO  il cane dei loro sogni, prima di tuffarsi a pesce sul primo annuncio e comprarsene uno a caso, ci sarebbero in giro meno pregiudizi, più cani sani e più umani felici.

FCI Standard N° 149 / 10.01.2011 BULLDOG
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010
UTILIZZAZIONE: Cane di dissuasione e da compagnia
CLASSIFICAZIONE F.C.I. Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi e cani bovari svizzeri Sezione 2.1 Molossoidi di tipo Mastino Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO – il Bulldog fu per la prima volta classificato come tale nel 1630, anche se vi sono precedenti accenni di tipi similari con riferimento a “bandogs” (o Pit bull), termine riservato oggi a un tipo di cani da combattimento. Usato originariamente per combattimenti contro i tori, il Bulldog si fece strada lottando nelle arene e dopo il 1835 cominciò ad evolvere nella versione, più tarchiata, dal muso più corto che conosciamo ora. Entrò nei ring delle esposizioni nel 1860, e gli anni seguenti videro cambiare la sua grande personalità. Un cane deliziosamente brutto con l’espressione da pugile, che maschera una natura amabile e affettuosa con la famiglia e gli amici. Una delle razze indigene più antiche, conosciuta come il Cane Nazionale della Gran Bretagna, e associato in tutto il mondo alla determinazione Britannica e il leggendario John Bull.

ASPETTO GENERALE – A pelo corto, relativamente tarchiato, piuttosto basso di statura, largo, potente e compatto. Testa piuttosto larga rispetto alla taglia, ma non eccessiva al punto di alterare la simmetria generale, o far sembrare il cane deforme, o interferire con la sua capacità di movimento. Faccia relativamente corta, muso ampio, tronco e rivolto leggermente all’insù, ma non in modo eccessivo. Cani che mostrano difficoltà respiratorie altamente indesiderabili. Corpo relativamente corto, ben costruito, arti forti; ben muscolosi e robusti senza alcuna tendenza all’obesità. Posteriori alti e forti Le femmine non sono grandi o tanto sviluppate come i maschi.

COMPORTAMENTO – CARATTERE Riunisce l’impressione di determinazione, forza e attività. Sveglio, audace, leale, ubbidiente, coraggioso, dall’aspetto fiero, ma di natura affettuosa.

TESTA – vista di lato, la testa sembra molto alta e moderatamente corta dal dietro alla punta del tartufo. Fronte piatta, con pelle sopra e attorno alla testa leggermente lassa e con rughe sottili, senza esagerazione, né sporgente né a strapiombo sul muso. La faccia dagli zigomi fino al naso, è relativamente corta , con la pelle che può essere leggermente rugosa. 1 La distanza dall’angolo interno dell’occhio (o dal centro dello stop fra gli occhi), alla punta estrema del tartufo non deve essere inferiore della distanza che intercorre fra la punta del tartufo e il bordo del labbro inferiore.
REGIONE DEL CRANIO – Cranio dalla circonferenza relativamente larga. Visto dal davanti appare alto dall’angolo della mascella inferiore all’apice del cranio; anche largo e quadrato. Dallo stop, un solco si estende fino alla metà del cranio ed è visibile fino al suo apice. Stop definito
REGIONE DEL MUSO – visti dal davanti, i diversi tratti del muso devono essere ugualmente bilanciati nei due lati di un’immaginaria linea che passa per il centro. Tartufo tartufo e narici larghi, ampi e neri, in nessun caso color fegato, rosso o marrone. Narici larghe ampie e aperte, con una linea verticale diritta ben definita fra loro. Muso corto, ampio, girato verso l’alto e molto profondo dall’angolo dell’occhio a quello della bocca. La ruga sul naso, se presente, intera o spezzata, non deve mai interferire in modo negativo o oscurare occhi o naso. Narici troppo strette e ruga pesante sopra il tartufo sono inaccettabili e dovrebbero essere pesantemente penalizzate. Labbra labbra superiori spesse, larghe, e discese, che ricoprono la mascella inferiore ai lati, ma sul davanti si congiungono con le inferiori. I denti non sono visibili.
Mascelle/Denti – mascelle ampie, forti e quadrate; sul davanti quella inferiore sporge leggermente rispetto alla superiore ed è rivolta moderatamente all’insù. Mascelle ampie e quadrate con sei piccoli incisivi fra i canini, disposti regolarmente. I canini sono ben distanziati. Denti larghi e forti, non visibili quando la bocca è chiusa.
Vista dal davanti, la mascella inferiore è direttamente sotto quella superiore e parallela. Guance ben arrotondate ed estese lateralmente oltre gli occhi.
Occhi visti dal davanti, sono situati bassi nel cranio, ben lontani dagli orecchi. Occhi e stop sulla stessa linea diritta, che forma un angolo retto con la sutura metopica. Sono distanziati, ma gli angoli esterni sono entro il contorno delle guance. Di forma rotonda, di media misura, né infossati né sporgenti, di colore molto scuro – quasi nero – non lasciano vedere il bianco quando il cane guarda direttamente in avanti. Esenti da evidenti problemi oculari.
Orecchi inseriti alti; cioè il bordo anteriore di ciascun orecchio (se visto dal davanti) si unisce alla linea del cranio al suo margine superiore, in modo che gli orecchi siano il più distante possibile fra di loro, il più in alto e più lontano possibile dagli occhi. Piccoli e sottili; corretto il portamento “a rosa” cioè gli orecchi si ripiegano verso l’interno nella loro parte posteriore, e il bordo superiore frontale s’incurva verso l’esterno e all’indietro, lasciando vedere parte del condotto dell’orecchio.

COLLO – di moderata lunghezza, molto spesso, profondo e forte. Ben arcuato nella parte superiore, con un po’di pelle lassa, spessa e a pieghe attorno alla gola, in modo da formare una leggera giogaia su ciascun lato.

CORPO – Linea superiore cade leggermente dietro le spalle (questa è la parte più bassa del cane) e poi risale verso il rene (punto più alto, superiore al garrese), incurvandosi poi di nuovo bruscamente verso la coda, formando così un leggero arco, che è una caratteristica distintiva della razza. Dorso corto, forte, ampio alle spalle Torace ampio, prominente e alto. Costole ben cerchiate verso il dietro. Sterno rotondo e molto disceso. Ben abbassato fra gli anteriori. Costole non piatte, ma ben arrotondate) Linea inferiore Ventre: ventre retratto e non cascante.

CODA – inserita bassa, si protende in fuori piuttosto diritta, per poi curvarsi all’ingiù. Rotonda, liscia e senza frange o pelo ruvido. Di moderata lunghezza – piuttosto corta che lunga – spessa alla radice, si assottiglia rapidamente in una punta fine. Portamento verso il basso (senza avere una decisa curva all’insù alla fine) e mai portata al di sopra del dorso. Mancanza di coda, code invertite o estremamente aderenti sono indesiderabili.

ARTI ANTERIORI – corti rispetto agli arti posteriori, ma non così corti da far apparire il dorso lungo, o interferire sul movimento del cane, Spalle ampie, oblique e profonde, molto potenti e muscolose; danno l’impressione di essere “inchiodate” al corpo. Gomiti bassi e ben distanziati dalle costole Avambraccio arti molto robusti e forti, ben sviluppati, distanziati, grossi, muscolosi e diritti, con le ossa larghe e diritte non storti o ricurvi Metacarpi corti, diritti e forti Piedi anteriori: diritti e girati molto leggermente verso l’esterno; di media misura e moderatamente rotondi. Dita compatte e grosse, ben divise, con giunture sporgenti e alte.
POSTERIORI Aspetto generale: larghi e muscolosi, leggermente più lunghi degli anteriori. Arti lunghi e muscolosi dal rene al garretto Ginocchio girato molto leggermente verso l’esterno. Garretto garretti leggermente angolati, ben discesi. Piedi posteriori rotondi e compatti. Dita compatte e grosse, ben divise, con giunture sporgenti e alte.

ANDATURA – si presenta con passi corti e veloci sulle punte dei piedi, con i piedi posteriori non troppo alzati che sembra sfiorino il suolo; il cane cammina con una spalla o l’altra piuttosto in avanti. La solidità del movimento è della massima importanza.

MANTELLO PELO – di tessitura fine, corto, fitto e liscio (la sensazione di durezza la si ha solo perché corto e fitto, non perché è ruvido) COLORE – monocolore o “smut” (cioè colore unico con maschera nera o muso nero) I soli colori uniformi ammessi (che dovrebbero essere brillanti e puri): i tigrati, i rossi con le varie tonalità, i fulvi, fulvi chiari etc., i bianchi screziati (ad esempio: combinazioni di bianco con una qualsiasi delle tinte ammesse). Il colore carne, il colore nero, e il nero-focato sono estremamente indesiderabili.

PESO – Maschi 25 kg.,  femmine 23 kg

DIFETTI – Ogni deviazione dalle caratteristiche citate deve essere considerata come difetto e la severità con cui il difetto va giudicato deve essere in proporzione alla sua gravità e sui suoi effetti sulla salute e il benessere del cane. I giudici sono pregati di aderire strettamente a questo standard e prendere in considerazione i seguenti difetti:

DIFETTI ELIMINATORI
– Cane aggressivo o eccessivamente timido
– Qualsiasi cane che mostri anormalità fisiche o di comportamento sarà squalificato.

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

Tutti i soggetti fotografati sono dell’allevamento Buck and Sons.

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48 Commenti

  1. neanche io che allevo da quasi due decenni, avrei potuto essere piu’ chiara ed esaustiva.L’articolo e’ proprio ben fatto, sembra che l’autrice abbia passato un sacco di tempo con questa razza perche’ ne ha spiegato l’essenza in maniera ineccepibile.Complimenti davvero!!!Luana Martinini

  2. Complimenti x il bellissimo articolo, finalmente divulgato in maniera semplice e schietta sulla razza e soprattutto chiarificatrice su alcuni degli aspetti che molti ignorano/ignoravano a difesa del Bulldog, grazie

  3. Cito dal testo:
    “dico proprio che è bello, perché sono stata educata a guardare la sola bellezza funzionale e questo è un cane dalla costruzione assolutamente perfetta per lo scopo a cui era adibito (e non importa se quello scopo ormai è lontano e dimenticato: la selezione va rispettata).”
    Trovo strano che a una presona precisa e intellettualmente onesta come la signora Valeria Rossi (di cui apprezzo moltissimo gli scritti e che ringrazio) sfugga una cosa del genere.
    Perchè è vero che il bulldog delle origini era un cane esteticamente funzionale quindi bello, ma il bulldog di oggi non ha quasi più nulla a che vedere, strutturalmente, con il bulldog di allora (basta vedere le immagini dei combattimenti presenti in questo articolo, i bulldog di oggi sono caricature dei bulldog ivi rappresentati).
    Il bulldog di oggi non dubito che possa piacere (fa simpatia anche a me)però purtroppo è funzionale per stare sul divano, se questa è bellezza funzionale…

  4. faccio subito outing e mi definisco una sciuramaria sulla strada della redenzione; ho avuto spesso a che fare con i bulldog di recente perchè ho realizzato per lavoro il sito web di un’allevamento (di quelli seri, non di quelli all’ingrosso), devo dire che la descrizione dell’articolo mi sembra perfetta! sono cani davvero da provare per credere, non mi sarei mai aspettata una coccolosità e una dolcezza tali anche con una sconosciuta!

  5. Ieri ho visto un Bulldog in una casa e, dopo avermi annusato la mano, ha fatto un rumore con la bocca che credevo mi stesse ringhiando, invece poi ho capito che probabilmente mi stava solo parlando 😀

  6. Possiedo 2 bully o meglio 2 bulle, non vorrei far pubblicità all’allevamento da cui la prima arriva, perchè penso che ciò non sia concesso(o sbaglio?) Ma la mia victoria,che ora ha 6 anni è bellissima!mai avuto problemi di alcun tipo…ha partorito1 sola volta e ha fatto con cesareo1 solo cucciolo, Sgruffoletta che ora ha 3 anni, son adorabili! Anche se devo dire, molto più irruenti dei francesi!(di solito, correndo, non guardano dove vanno, se per caso,sulla loro via trovan un piccolo esercito di francesi…Non c’è da preoccuparsi…li capottano e passan ugualmente!!!…

    • Anna, non siamo mica a Canale 5 :-)… se vuoi fare il nome di un allevamento, fallo tranquillamente! L’unica cosa che non posso permettere (un po’ per correttezza e un po’ perché ci denuncerebbero subito…) è di dire “questo allevatore è un cagnaro/un infame/un delinquente (ecc.ecc.)”: ma dire “il mio cane arriva da lì” non è certo proibito!!!
      Ci mancherebbe altro 🙂

  7. Adoro… e dopo questa presentazione, ancora di più!!

    Mi auguro, davvero, che l’allevamento di questa razza abbia cambiato rotta, ma soprattutto, che si possa rimediare ai danni fatti in un passato non troppo remoto!!

  8. Cara Valeria devo dire che il tuo articolo è perfetto!! Descrive proprio esattamente tutto su questa razza fantastica però purtroppo chi legge quest’articolo senza aver avuto a che fare con un Bulldog può solo farsi un’idea ma non può veramente capire cosa significhi vivere con questi animali. Quando sono andata a prendere il mio Botolo (nessun nome poteva essere più azzeccato) l’allevatore mi ha detto che chi arriva ad avere un bulldog sceglierà sempre un bulldog…io non ho dato troppa importanza alle sue parole ma adesso devo dargli completamente ragione, non cambierei il mio amico con nessuna cosa al mondo!! E’ un cane che da tanto e sul serio ha delle posture,delle smorfie e dei comportamenti da umano…ora come ora è steso sul divano a pelle di leone e con la lingua fuori…ovviamente il suo russare mi tiene compagnia!! Complimenti ancora per l’articolo!!

  9. GRANDE VALERIA !!!!!
    Quasi commossa dalla descrizione perfetta …. ho rivisto tutti gli atteggiamenti del mio Spangio
    Ci sarà un motivo se esiste il detto :
    ” il Bulldog non è un cane, è un Bulldog ” !!!! 🙂

  10. Bellissimo articolo!! Mi chiedevo una cosa, ma un bulldog adulto quanto può passeggiare? Tipo 3 passeggiate al giorno divise in 2 lunghe (mattina e pomeriggio 1 ora ciascuna) e una breve (la sera) per l’uscita igienica sono troppe? Grazie.

    • Stefy, dipende al bulldog. Ci sono bulldog adulti che possono camminare allegramente per ore ed ore, ed altri che dopo aver fatto dieci passi fanno già fatica a respirare. Se mi parli di un bulldog ben allevato, quindi sano… le passeggiate che hai indicato tu vanno benissimo (purché non sia ferragosto 🙂 ).

      • Grazie per la risposta, pensavo all’allevamento BuckandSons quindi penso siano molto ben allevati! Ovviamente mi sono letta tutti gli articoli sulla salute del bulldog proprio per esser informata al 101%, quindi d’estate dalle 11,30 alle 17 vietato uscire!
        Un ultima cosa, se possibile, avendo un jack russell di 3 anni avevo pensato anche ad uno zainetto per far riposare la piccola bulldog (tipo dopo una ventina di minuti la salgo un pò nello zaino e poi la riscendo) visto che fino al primo anno di età non devono fare molti sforzi, andrebbe bene? Grazie ancora! ^_^

        • Personalmente sono sempre abbastanza contraria ai “cani da zainetto”, non tanto per i problemi di stanchezza fisica (che ci stanno), quanto perché i cani tenuti troppo in braccio tendono immancabilmente a sviluppare problemini comportamentali di vario genere (iperprotettività, per esempio).
          In ogni caso, se ti rivolgi a un buon allevatore (e la tua scelta mi piace assai!), sarà lui stesso (o “lei”, in questo caso!) a dirti come gestire i primi mesi di vita anche dal punto di vista dell’esercizio fisico.

  11. buona sera a tutti,

    leggo spesso gli articoli presenti in questo sito, e mi piace parecchio anche leggere i commenti di chi, con questi splendidi animali, ci convive.

    avrei intenzione di prendere con me un bulldog inglese; sapreste indicarmi, anche in privato, un allevamento SERIO in sicilia?

    rispondetemi anche privatamente, la mia mail è: [email protected]

    grazie anticipatamente,

    Messineo Mauro

  12. Articolo bellissimo, ben fatto, concordo in tutto!
    Da possessore di un bellissimo bulldog, ti faccio i miei più sentiti complimenti !
    Antonio

  13. grazie Valeria , ho sempre pensato che non sono del tutto cani!!!,una volta che hai vissuto con loro non ne puoi piu’ fare a meno!!!
    noi ne abbiamo due..

  14. complimenti per l’articolo sia nella parte che colpisce piu l’emotività del lettore che nella parte tecnica,il mio Elvis è di la che russa,piu tardi salirà sul letto e si sdraierà attaccato a me…quando usciamo in auto non viene con me fino al parcheggio,ma aspetta al portone,passo gli apro la portiera senza scendere dall’auto e lui sale…ecco,questo è il bulldog.

  15. Così iniziò la mia love story con i l bulldog: in 3^ elementare nessun bambino voleva fare una “ricerca” ( all’epoca si chiamavano così) sul Bulldog perché ritenuto brutto. Invece mi sono offerta io, dapprima incuriosita, e poi appassionata a questo cane specialissimo. Mi ero ripromessa, una volta grande, di avere come amico un bulldog, ma purtroppo mio marito, come allora i miei genitori, non ama i cani e quindi, a più di 50 anni, devo aspettare ancora e…continuo a martellarlo nel tentativo tentare di convincerlo ! Del resto un animale in casa è una cosa davvero molto seria, perché è come accogliere un altro membro della famiglia a tutti gli effetti. Mi consolo leggendo libri e tutto ciò che trovo sul bulldog. Complimenti enormi alla Sig.ra Valeria, che coniuga competenza ed ironia, e che ha soprattutto tanto amore e rispetto dei cani!!!

  16. QUANTO COSTA, QUINDI?!
    Ho 17 anni e come primo cane mi piacerebbe tanto un bulldog inglese (anche se visto che ai miei non piace opterò per labrador/bovaro del bernese/pastore tedesco) e vorrei sapere, all’incirca, quanto posso pagarlo; nel testo hai scritto (ti do del tu, se va bene) che 1.800€ è il prezzo di un bulldog dell’est, però un signore della mia città con un bulldog lo ha pagato quel prezzo e non gli da problemi, anzi, lui stesso mi disse di aver avuto un bulldog dell’est anni prima (quest’altro con moltissimi problemi invee) pagato meno di 1.000€ quando gli dissi di aver visto annunci di bulldog a 800€.
    Invece da quello che leggo un buon bulldog si paga 3.000€…

    • Il “quanto costa” non è mai assoluto: un cane non è un televisore, che se di marca X costa sempre una cifra, se di marca Y un’altra e così via. Il prezzo di un cucciolo (allevato bene) dipende da una serie di fattori: nella stessa cucciolata può esserci il cucciolo superpromettente (che di solito ti tieni: ma se qualcuno vuole proprio quello, allora lo paga più del cucciolo “medio”) e può esserci quello col difettuccio che magari si vedrebbe solo in expo, ma che tu vendi con un po’ di sconto perché comunque il difetto esiste.
      Nel caso del bulldog, purtroppo, ci sono spese aggiuntive già in partenza: per esempio, inseminazione artificiale e cesareo sono costi praticamente fissi, che nelle altre razze si sostengono solo in casi eccezionali. Quindi un bulldog costa caro sempre: se poi è allevato con particolare cura, costa di più… e se è un cucciolo che promette particolarmente bene costa di più ancora.
      Diciamo che si può partire da 2500 euro e arrivare anche a 5000.
      1800 euro è un prezzo da privato (che ha solo le spese della cucciolata ma non deve mantenersi tot cani, pagare le tasse e così via)… oppure da cagnaro che importa il cucciolo dall’Est a 150 euro e poi ci mangia sopra alla grande.

      • Ew…mi sa che opterò per le altre razze elencate allora, anche se da quando ho giocato mezz’ora con un bulldog me ne sono follemente innamorato. Se il cagnaro lo paga 150€ e lo rivende a 1.800 penso di aver trovato il mestiere che farò fa grande (scherzo).

  17. Ho intenzione di comparare un bulldog al più presto e avendo una casa a tre piani mi é sorto il dubbio se il bulldog possa salire e scendere le scale! Sapete qualcosa?

  18. Cara Valeria,
    adoro i suoi articoli e i suoi libri!
    Posso approfittare della sua esperienza e della sua attività presso il gruppo Debú per avere un suggerimento su qualche nome di allevatori di bulldog seri/affidabili in Piemonte? (Se preferisce, può anche rispondermi via mail privatamente)
    Grazie mille!
    Laura

    • Come si fa a saperlo? Una cucciolata di bulldog a 900 euro è sicuramente “fuori mercato”: il prezzo è troppo basso. Nelle foto si vedono solo dei cuccioli, dei genitori non c’è traccia (a parte la mamma che allatta, in cui non si vede praticamente nulla). Non ti resta che telefonare, chiedere TUTTE le informazioni possibili… e poi, se ti sembra un annuncio serio, andare a vedere i cani. Certo, come padre potranno anche farti vedere “un bulldog a caso”… ma una fattrice che ha appena avuto i cuccioli è riconoscibilissima (se non altro dalle mammelle che toccano terra!), quindi è ben difficile spacciare per madre chi non lo è.
      Se non ti sogni di fare pazzie tipo quella di farti spedire il cucciolo, o di accettare consegne in autostrada… non sarà facile truffarti: vai, vedi i cuccioli, vedi i genitori, vedi gli umani e poi decidi.

  19. Scusate, metto la maschera da SciurMario (anche se temo non mi costi troppa fatica) per una bella domandona banalotta: ma è proprio impossibile selezionare anche la possibilità di accoppiamento e parto naturale? Giustamente il serio allevatore controlla e verifica, regolandosi di conseguenza, l’eventuale presenza di patologie che possano essere mortali/invalidanti/dolorose; mi chiedo quindi perché non sia possibile agire anche sulla selezione di una riproduzione “naturale”.
    Ovvio che costerebbe qualche rinuncia nella ricerca della tipicità (o forse solo dell’ipertipicità) ma forse non ne varrebbe la pena?

    mauro (alias SciurMario)

    • Posso dirti solo la mia opinione: no, non ne varrebbe la pena. Nel senso che far sì che un bulldog possa accoppiarsi e partorire naturalmente significherebbe non allevare più bulldog, ma qualcosa di completamente diverso. E sinceramente non penso che lo si possa proporre a chi ama questa razza così com’è: anche perché una monta assistita o un parto cesareo non sono “maltrattamenti” (fa molto più male il parto naturale… e quanto alla monta, se la vediamo in modo “canino” e non umano, capiremo che per loro è una roba che “prima si sbriga e meglio è”. Quindi dare una mano significa fargli un favore).
      Le patologie vanno combattute con ogni mezzo… ma la monta e il parto naturale a tutti i costi (a mio avviso, eh! Non pretendo che sia l’avviso di tutti) sono un falso ideologico.

  20. Carissima Valeria, complimenti per tutto cio’ che riesci a trasmettere. Ho deciso di allargare la famiglia e far posto a un buldog. Mi puoi aiutare indicandomi un allevamento affidabile e serio in Piemonte? Volevo anche farti una domanda da inesperta.. un cucciolo di buldog eventualmente non selezionato e non ben allevato a quale età può iniziare ad avere problemi? Grazie mille sei grande!!

    • Bulldog, con due “elle”! Di allevamenti seri in Piemonte personalmente non ne conosco: ti consiglio di consultare il sito del Club di razza (circolo italiano bulldog).
      Un cane male allevato può manifestare problemi respiratori anche a pochi mesi, se la situazione è proprio grave: di solito, però, i problemi si notano al raggiungimento dell’età adulta, a sviluppo completo.

  21. Buonasera,
    Intanto complimenti per i suoi articoli, sono davvero molto divertenti. Potrebbe consigliarmi un allevamento in zona Toscana? Grazie mille.

  22. Bellissimo articolo, veramente esaustivo e chiarificatore. Ha fugato i miei residui dubbi sulla possibilità di prendere un bulldog come compagno di vita! Dopo diverse settimane di letture e riflessioni mi sono finalmente deciso! Ora resta solo il “piccolissimo” problema del “Dove lo prendo??” In proposito, sarei molto grato se qualcuno (e la sig.ra Valeria Rossi in testa ovviamente, per riconosciuta competenza) potesse darmi qualche informazione su buoni allevamenti nel Lazio, o comunque nel centro Italia. Per vostra esperienza/conoscenza, ci si può fidare della classifica dei “Top Breeder” del Circolo Italiano Bulldog?
    Grazie mille a chiunque possa darmi consigli!!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.