Per evitare che il cane abbia paura dei botti di Capodanno ci sarebbe una soluzione intelligente e definitiva: evitare i botti di Capodanno.
I botti sono un’idiozia, sono inutili, sono pericolosi, ogni anno ci scappa almeno un morto  più uno sproposito di feriti (500 nel 2011)… perché si continua a spararli? Per tradizione, è la risposta più classica. Come se questo sistemasse tutto e potesse giustificare qualsiasi cosa.
Mai venuto il sospetto che esistano tradizioni incivili, cretine, abominevoli? Eppure la storia ne è piena, e molte di queste tradizioni sono state abolite: sarebbe ora che si facesse anche con i dannati botti, e infatti pare che qualcosa cominci a muoversi.
In rete avevo trovato una notizia che mi aveva fatto ben sperare: “830 comuni italiani vietano i botti”. Poi ho visto la fonte (Aidaa: leggere questo articolo per capire) e mi sono cadute le braccia. Infatti non è vero niente.
E’ vero, però, che un po’ di buon senso comincia a farsi strada e che le vendite di botti sembrano in diminuizione almeno al Nord e al Centro: il Sud, purtroppo, è ancora legatissimo a questa “tradizione” e quindi c’è poca speranza che le cose migliorino.
Che fare, dunque, per proteggere i nostri cani?
Innanzitutto bisognerebbe partire da lontano, ovvero dalla desensibilizzazione dei cuccioli ai rumori forti: il 27 dicembre è un po’ tardi per pensarci, ma se il problema per voi non esiste ancora, perché ancora non avete un cane ma state solo pensando di prenderlo… allora ricordatevi di provvedere quando sarà il momento.
Anzi, fate di più: accertatevi che l’allevatore da cui acquisterete il cucciolo abbia seguito il programma  Senso Puppy: è un ottimo mezzo per non ritrovarvi al prossimo capodanno con un cane fobico.

Se il cane invece l’avete già, e se magari è un “cucciolo natalizio” che si trova proprio adesso nel periodo dell'”impronta alla paura” (che va dall’ottava alla decima settimana di vita), premuratevi assolutamente di portarlo il più lontano possibile da qualsiasi botto, perché potrebbe restare traumatizzato per sempre.
Se non avete la possibilità di recarvi con lui in un posto tranquillo, passate il Capodanno a casa col cucciolo (non si deve per forza passare un Capodanno di clausura: invitate amici, fate baldoria a casa vostra…ma SENZA traccia di botti!) chiudendo bene tutte le finestre e tenendo il volume della TV o dello stereo abbastanza alto da coprire i rumori esterni (tanto è Capodanno e i vicini non avranno motivo di protestare).

E con un cane più grande, cucciolone o adulto?
La regola numero uno è TENERLO IN CASA, assolutamente, anche se di solito vive in giardino: non solo perché potrebbe fuggire terrorizzato dai botti (uno sproposito di animali ha fatto una brutta fine per questo motivo), ma anche perché non mancano mai i sub-umani, magari ubriachi o drogati, che si divertono a lanciare petardi & affini addosso agli animali,  se ne vedono qualcuno relegato in un giardino e impossibilitato a fuggire.
Inutile dire dove infilerei personalmente i petardi a questi loschi individui: ma al di là della rabbia che si prova quando si viene a sapere di questi atti di becera violenza, l’importante è prevenirli e fare in modo che la prossima vittima non debba essere il nostro cane.
Quindi, ri-go-ro-sa-men-te tutti in casa. Se il cane non c’è abituato (male!) e temete che possa far danni perché voi passerete la serata fuori, procuratevi un kennel (o fatevelo prestare da qualche amico), chiudeteci dentro il cane e poi fate le stesse cose suggerite sopra: porte e finestre sbarrate e TV a tutto volume.
Il cane non sarà certamente entusiasta di passare una notte in gabbia… ma sarà sempre meglio che passare una notte di terrore o finire in balia di qualche sub-umano.
Se poi vi dispiace tenerlo in kennel, restate a casa con lui (e prima di dire “Naaaahhh!!!Ma è Capodannoooo!”… chiedetevi qual è stata l’ultima volta che vi siete divertiti DAVVERO a Capodanno, andando in giro).
Se vi circonderete di amici cinofili, magari proprietari di cani amici del vostro, potrete invitare anche i quattrozampe e i cane potranno diventare l’anima del vostro Capodanno 2012: personalmente ho passato diversi Capodanni così e sono stati di gran lunga i migliori che io ricordi.

E se il cane, nonostante tutti gli accorgimenti, si mostra ugualmente spaventato o addirittura terrorizzato?
Il primo consiglio che troverete (un po’ ovunque) sarà sempre quello di “non rinforzare le sue paure coccolandolo”: giusto, giustissimo…purché la cosa non si prenda troppo alla lettera.
Quando un cane spaventato cerca rassicurazioni non bisogna, è vero, rifilargli un’overdose di coccole e di frasi tipo “ma no, amore, puccipucci della mamma, non fare così, non c’è niente di cui aver paura”, che il cane ovviamente non capisce e che non servono a un tubo: però non lo si deve neppure ignorare, lasciandolo nel suo brodo (di terrore).
Quello che si deve fare è trasmettere segnali corporei di calma olimpica, di totale rilassamento (che il cane percepisce e che almeno in parte cercherà di “copiare”), uniti a qualche momento di gioco (scegliendone uno particolarmente amato dal cane e capace di fargli sfogare lo stress: il tira-molla, per esempio, o il lancio della pallina).
Se tutto questo non basta e il cane continua a manifestare un comportamento fobico, la cosa migliore da fare è permettergli di “intanarsi” (nel suo kennel, se c’è abituato, o in altro luogo che lui ritenga una valida “tana”: per esempio sotto il letto) e restare nelle vicinanze, sempre emanando grandi ondate di calma e serenità. Ovviamente si farà sempre il possibile per limitare l’impatto acustico (solite porte e finestre chiuse, solita TV accesa eccetera)… ma se il cane è davvero terrorizzato, non si può sperare di risolvere il problema proprio la notte di Capodanno.  Per questa volta ci limiteremo a ridurre i danni… dopodiché, se ci rendiamo conto di essere davanti a una vera e propria fobia, inizieremo un programma di desensibilizzazione (intanto abbiamo un intero anno di tempo!), cosicché il prossimo Capodanno sia meno stressante per lui…e pure per noi, che se amiamo davvero il nostro cane non riusciremo a passare una festa serena vedendolo così traumatizzato.

I programmi di desensibilizzazione richiedono tempo e pazienza, ma sono molto semplici: consistono infatti nel far sentire al cane i rumori che lo spaventano (vale per fuochi d’artificio, spari, botti eccetera… un po’ meno per i temporali, nei quali ci sono anche variazioni dell’aria, del magnetismo eccetera impossibili da simulare), dapprima a grande distanza e poi, man mano che il cane smette di reagire con timore, a distanze gradualmente più ravvicinate.
Il suono temuto dovrà essere sempre associato a qualcosa di piacevole (suono e subito dopo pappa; suono e subito dopo gioco), fino ad ottenere che il cane non solo smetta di temerlo, ma manifesti gioiosa aspettativa ogni volta che lo sente. A questo punto si passerà allo step successivo, aumentando il volume e/o diminuendo la distanza, fino alla completa desensibilizzazione.
Questo programmino funziona quasi immancabilmente, con tempi diversi a seconda dei soggetti (alcuni cani si liberano della paura in poche settimane, per altri occorrono alcuni mesi): i risultati diventano più difficili da raggiungere proprio nei cani che, da cuccioli, sono stati traumatizzati dai suoni nel periodo dell’impronta alla paura.
Terrei a ricordare che uno dei classici “metodi cuggini” per valutare il carattere di un cucciolo – e cioè battergli le mani vicino alle orecchie, lanciargli pentole nelle vicinanze o addirittura sparare colpi di fucile – se effettuato quando il cucciolo ha dalle otto alle dieci settimane, è in realtà un metodo quasi SICURO per creare una fobia nei confronti dei rumori forti, che sarà poi difficilissima da recuperare.
Quindi, per favore, non soltanto evitate questi esperimenti cretini, ma prendete a calde e sentite parolacce chiunque si azzardi a metterli in pratica sul vostro o su qualsiasi altro cucciolo.

Ultima raccomandazione: Capodanno dura una sola notte, ma i botti no.
Il primo giorno dell’anno c’è ancora pieno di deficienti che li sparano, ma anche nella settimana successiva è abbastanza facile trovarne parecchi in terra, inesplosi ma potenzialmente ancora in grado di scoppiare.
Fate moltissima attenzione a dove il vostro cane mette il muso, quindi; e almeno per tutta la prima settimana dell’anno cercate di tenerlo il più possibile al guinzaglio nelle zone a rischio (soprattutto in città), liberandolo solo in luoghi assolutamente sicuri. Meglio prevenire, anche a costo di essere un pochino paranoici, che trovarsi a dover fronteggiare una tragedia solo per aver pensato che ormai il “rischio Capodanno” fosse finito.

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44 Commenti

    • Magari sì, ma preferisco non parlare di medicinali (specie quando si tratta di psicofarmaci): queste sono cose di cui devono parlare i veterinari.
      Nel caso delle fobie, poi, credo che se ne faccia troppo spesso uso anziché affrontare il nocciolo del problema…

      • Lascio il mio commento qui non a caso, Valé. Intanto anche questo articolo è da me condiviso in toto. Per quanto mi riguarda per evitare il patema dei botti con Dorys (whippet madre di Opalino, whippet lievitato muscolarmente) vicchietta di 15 anni che ne ha il terrore ho preferito il 31 dicembre stare presso l’agriturismo del mio allevatore dove gli scoppi si sentivano molto in lontananza (e perciò tutti i miei cani sono stati tranquilli, Dorys inclusa).
        In secondo luogo, riguardo gli psicofarmaci vorrei specificare che gli stessi dovrebbero essere prescritti solo da un veterinario
        comportament(al)ista e non tanto da un veterinario generico che non ne ha la competenza. Anzi mi è capitato diverse volte dover porre rimedio a siutazioni create da veterinari generici che prescrivevano questa tipologia di farmaci alla ‘cacchio’ (si capisce lo stesso?) e, soprattutto, nell’improvvisarsi comportamentisti sbagliavano la diagnosi (tutto era ansia da separazione, per poi accorgermi che i problemi, quando c’erano, erano ben diversi).
        Riguardo il modo di affrontare la fobia per gli scoppi ho lavorato con diversi cani aventi questo problema ed ho risolto usando la tecnica della desensibilizzazione di cui tu parli nell’articolo. La stessa consiste nel far scoppiare petardi a distanze via via sempre più vicine al cane, partendo da una posizione lontana (300/400 metri) ed avvicinandosi ogni volta che il cane non mostra alcuna reazione di paura. In quel caso va premiato enfatizzando le lodi ed accentuando il contatto sociale (carezze). Si prosegue fino ad una distanza accettabile (50 metri). Naturalmente, se ad un certo punto il cane ha reazioni di paura si torna ad una distanza superiore e da lì si riparte.
        Questa tecnica richiede diverse settimane (con un cane in particolare sono occorsi alcuni mesi), ma alla fine il cane arriva a tollerare il suono fragoroso dei petardi. Per la desensibilizzazione bisogna usare petardi che non abbiano uno scoppio esagerato: io solitamente ne uso un tipo che da noi viene chiamato “mini-ciccioli”, delle dimensioni di un grosso fiammifero. Il risultato è che anche per i botti di fine anno i cani non hanno più alcun timore.
        Discorso a parte per Dorys, madre di Opalino, che è con noi da soli 3 anni ed ha 15 anni ed ha anche paura per il tuono dei temporali. Con le fobie acquisite da una vita e l’età avanzata ho trovato un metodo alternativo che somiglia molto ad un’altra tecnica di riduzione degli stimoli fobogeni: il controcondizionamento. In pratica, ogni volta devo chiudere le finestre, alzare il volume della tv o dello stereo, (in modo da coprire abbastanza gli scoppi/tuoni) e confortarla giocando con lei. In questo modo riesco a distrarla e dopo qualche minuto si calma. Tuttavia vista l’avanzata età è una cosa che per scrupolo ripeto ogni volta che succede l’evento spiacevole.
        Per finire, sono d’accordissimo sul fatto che bisognerebbe vietare il commercio dei botti e credo che a tal scopo sarebbe utile che ognuno di noi nel proprio Comune di residenza si facesse promotore di una petizione.

    • In linea di massima sì, anche se nel gatto è assai meno frequente la vera e propria fobia: loro, di solito, se hanno paura si limitano a trovare da soli qualche posto che ritengono “sicuro” e ci restano finché il “pericolo” non è passato. Sicuramente vale la regola di non lasciarli fuori di casa a Capodanno, per nessun motivo al mondo!

    • sono semplicemente quelli che riconosciamo anche tra umani: nessuna tensione muscolare, spalle rilassate, non “premere” sul cane con la posizione del corpo eccetera. Giova anche la celeberrima “routine del buonumore” di Campbell: ridere, giocare, scherzare, sia tra umani che tra umani e cane. Se il cane ha un buon rapporto con noi, spesso viene “contagiato” da questa allegria generale e si rilassa.

      • soprattutto evitare di dire POVERINOOOO!!! brutti botti brutti! ti fanno paura vero? vieni dalla mamma che ti protegge lei… cercare invece di tenere un comportamento normale come se non succedesse nulla di strano. una volta ero ad una festa di paese. a mezzanotte han fatto i fuochi. solo una delle mie femmina ha un po’ accusato (del resto li sparavano a 100 mt) orecchie indietro si guardava in giro non fobica però un po’ preoccupata. ha visto che gli altri cani non si filavano di striscio i botti e s’è calmata anche lei… per cui evitiamo di focalizzare troppo sulla cosa

  1. Bell’ articolo. Una volta, mentre ero fuori con Yuki, ho visto una colonna di fumo alzarsi dal parco vicino a dov’ ero. Stavo per avvicinarmi, temendo che qualcosa stesse andando a fuoco, quando ad un tratto ho sentito un boato tremendo, che, con la sua onda d’ urto, fece pure partire qualche antifurto (giuro!). Ovviamente Yuki mi ha trainato fino a casa di corsa, e io non sono neanche riuscita a calmarla, anzi, sono arrivata su in lacrime dalla paura (anche perchè, ripeto, mi stavo pure avvicinando!), ma probabilmente sarei rimasta li imbambolata se non avessi avuto il cane. Il giorno dopo sono andata a vedere cos’ era successo: qualche emerito ragazzotto coglione (sorry, ma è la cosa meno volgare che mi viene in mente), che tra l’ altro dovevo anche conoscere, perchè il mio quartiere non è grande, aveva pensato che doveva essere una cosa fichissima e da machi buttare un petardo (ovviamente di quelli illegali che fanno tanto fico anche loro, classificati come esplosivi), dentro un cestino dell’ immondizia. Risultato? Il cestino, in METALLO, era completamente divelto, e a qualche metro da dov’ era il suo paletto di supporto.
    Ora io mi chiedo…al di la della questione animalista, che pure è sacrosanta, se io fossi veramente andata a vedere cosa succedeva? Se mi sporgevo dentro al cestino? Se si fosse avvicinata Yuki, o chi per essa? E’ veramente vergognoso che sti tosi idioti non sappiano pensare con la loro testa (e lo dico io che sono loro coetanea!), e che un genitore non si accorga che suo figlio compra merce di contrabbando che poi fa esplodere sotto casa! Almeno le canne te le puoi fumare in cantina, ma i petardi!!! Ecco la nostra società!

    • loro son cretini ma correre a casa in lacrime non aiuta di certo il cane a calmarsi.Anzi da come la racconti mi sa che il cane ha calmato te…voglio dire noi razionalizziamo di più. il botto improvviso fa sobbalzare chiunque, però poi si conta fino a 3 e si dice ma vaff…cretini ci si ricompone e via. magari aiuta di più anche il cane

      • Ma va? Lo so benissimo che ho sbagliato, ci arrivo anche io che di certo correre via non era la cosa migliore, infatti in genere, se sento un botto mentre sono fuori con Yuki, resto calma, e chiedo a chi è con me di fare lo stesso, di far finta di niente, parlare ridere, ma capisci che non è stato un “botto”! Era una minibomba che ha disfatto completamente un cestino di metallo, facendo partire anche qualche antifurto delle auto, a una decina di metri da me. Ho avuto paura non solo per il botto, che era tremendo, ma anche per quello che poteva succedere! Inoltre io non mi sono precipitata a casa urlando e piangendo, ma ho fatto “solo” una crisi isterica dopo essermi chiusa la porta di casa alle spalle. Il fatto che sia corsa su assecondando Yuki è stato a causa del trauma, che su di me avrebbe avuto un effetto paralizzante, mentre sul cane ha avuto, ovviamente, quello di farla scappare pancia a terra, trainando di peso la sottoscritta. Tieni conto che ero anche più piccola di adesso.

  2. Strano popolo quello italiano: si lascia alle spalle nobilissime tradizione come l’arte culinaria (le nuove generazioni non sanno cucinare nemmeno un uovo), ma non rinuncia alle bestialità che avrebbe dovuto archiviare come “brutti ricordi” già da un pezzo. I botti di Capodanno in primis.

    • ma in fondo sono divertenti. quando ero ragazzina mi divertivo anche io.poi vabbè con l’età ti rompi, e comunque dipende sempre come si fa. ovvio che tirarlo sui piedi della gente che non ha nemmeno visto che lo tiravi o cose simili è da imbecilli. se però lo si fa nei modi/posti adatti senza sparare bombe atomiche voglio dire… che male c’è. chiaro se so che un vicino ha un cane che ha paura non gli vado a tirare i petardi sotto la finestra eppure c’è chi si diverte a capodanno e nei gg sucessivi e tirare i petardi al parco mentre passano i cani. quelli non capiscono niente ma non è colpa dei botti …

      • Sì sì, anch’io qualche petardetto da piccolo lo lanciavo, ma come hai ben detto tu… poi si cresce! Qui c’è gente che a Capodanno si mette alla finestra con la calibro 38!!! O quarantenni che finiscono al Pronto Soccorso con qualche dito in meno! Per questa gente l’interdizione giudiziale sarebbe il minimo.

        • quella delle nuove generazioni che non sanno cucinare però scusate è una cazzata grossa come un condominio. so che non c’entra ma da nuova generazione quale sono io non potevo tacere.

  3. A parte che io un posto dove mettere i petardi a quei deficenti ce l’avei, ma sorvoliamo…
    Lo scorso anno dei ragazzini hanno tirato a due metri dalla mia cagnona un petardo col risultato che ogni volta che ne sente uno e siamo fuori ci trascina a casa, se siamo in casa si va a nascondere tremando dentro allo sgabuzzino.
    avevo comprato anche il killitam ma viste le troppe controindicazioni ho lasciato perdere e abbiamo fatto capodanno con la lavatrice in centrifuga, la televisione a tutto volume, porte e finestre serrate, il cotone nelle orecchie del cane e lei infilata nel box doccia.Non ha voluto saperne di uscire per un giorno e riuscivamo a farle fare i bisogni solo portandola in auto fuori dal centro cittadino. Quest’anno ho visto online la maglietta antituono direttamente dagli usa e l’ho presa.Per adesso sembra funzionare , non penso le tolga la paura ma di sicuro è meno drammatica del solito.

    • La maglietta effettivamente sembra funzionare con molti soggetti: è un po’ lo stesso principio delle fasciature che si utilizzano nel t-touch.
      Non l’ho citata nell’articolo perché ho preferito affrontare il problema solo dal punto di vista caratteriale, senza menzionare strumenti che spesso sono visti come “soluzione finale” quando in realtà dovrebbero essere usati solo come “supporti” per la terapia comportamentale (è un po’ lo stesso discorso dei farmaci, in fondo…): però, con molti cani, effettivamente ha dato dei benefici. Con altri no, ma se il problema è molto grave vale la pena di tentare. L’importante è che però si affianchi anche la terapia comportamentale…altrimenti si cura il sintomo ignorando la malattia, e questa prima o poi si ripresenta.

  4. La mia cagnolina, adottata a cinque anni al canile, è molto spaventata da botti, spari, fuochi d’artificio e affini. Inizia ad abbaiare e non c’è modo di farla smettere…ho provato di tutto: radio e tv accesa (sente lo stesso, abito vicino al centro), mandare segnali di calma zen, provare a farla giocare e distrarla…non so più che fare, avete qualche consiglio?

    • Ehm… sì, ma i consigli li ho già inseriti nell’articolo!
      Comunque, ripeto qua: passato il capodanno, iniziate un bel programma di desensibilizzazione, con tanta pazienza e tanta calma. I risultati arriveranno, anche se non saranno velocissimi.
      Per “questo” capodanno, la bacchetta magica non ce l’ho…però può essere di aiuto il “gilet antistress” di cui si parlava nel commento precedente, così come in alcuni soggetti sono utili i fiori di Bach o alcuni medicinali, omeopatici e non…per i quali, però, la invito a chiedere consiglio al suo veterinario.

  5. Grazie per la risposta,avevo letto i consigli nell’articolo, ma avendoli già provati tutti mi chiedevo se mi fosse sfuggito qualcosa! Scusami! mi informerò sul gilet antistress, e più avanti sul programma di desensibilizzazione, non ne conoscevo l’esistenza, ho chiesto consiglio anche al veterinario ma non me ne ha mai parlato. Grazie per i vostri articoli, sono molto utili e interessanti e “i veri standard” divertentissimi!

  6. non lo trovo sto gillet antistress, poi sono assalito da un dubbio: sto cambiando casa in fretta e furia perchè vado dove immagino si sentano meno botti (da città a paese, e doppi vetri), ma siccome è sicuro che li sentirà lo stesso, e sarà in una casa che non si sente sua ma che sarà sua, la conosce già, conosce anche i dintorni, ma se inaugura l’abitarci proprio con i botti due giorni dopo, anche se attenuati rispetto a dove sta ora…. non sarà che prende la casa male? booh

        • penso proprio di si. Miracoli nessuno li fa, ma di certo una compressione potrebbe calmare l’animale. Che non vuol dire fargli passare la paura, ovviamente.
          Io non ho cani, ma ho un gatto epilettico e posso dirti che ogni volta che ha una crisi parziale (quando cioè gira ossessivamente su se stesso o attua altri comportamenti stereotipati) riesco a calmarlo proprio applicandogli una modesta pressione sul corpo (uso due cuscinetti) senza ricorrere al valium d’emergenza. In genere il mio micio si calma quasi all’istante e in pochi minuti si addormenta.
          Prima di questo articolo non conoscevo la thundershirt, mi son dovuta cercare anche io informazioni, ma mi pare plausibile che possa funzionare. 🙂

  7. per il discorso cuggini che testano la paura nei cuccioli… eh…il mio ex si divertiva con i cuccioli poco meno di 2 mesi ancora tutti da dar via a sparare a salve per casa… se poi dovessi contare quante volte (non volutamente) mi cadono ciotole o cose in metallo che cadendo fanno un gran rumore, dovrei avere cani iperfobici, per fortuna si vede un po’ dna un po’ “buonsenso” puppy… ma non è successo nulla e non hanno paura assolutamente dei botti. con “”buonsenso” puppy intendo che non ho fatto il corso in questione ma li manipolo tutti i giorni lascio acceso il surround a manetta quando esco così sentono 3000 rumori di tutti i tipi e a volte batto le ciotole apposta mentre mangiano il che fa passare una cosa che dovrebbe essere brutta in un momento bello, quindi in secondo piano… certo sono sicura che un po’ è anche dna dato che il padre è nato in campagna e dicerto nessuno ha fatto tutto questo ma non ha mai avuto paura di botti tuoni temporali o quantaltro ma se si lavora bene sui cuccioli come dice anche l’articolo il problema è molto difficile che si verifichi… ovvio se sparano 200 botti forti a raffica magari un po’ fastidio gli viene ma non siamo nei casi in cui loooontaaaanissssimo si sente un “Puff” appena accennato e il cane sclera. perchè ahime cani così ne ho visti un tot invece.

  8. Concordo sul “programma” di desensibilizzazione, ma ritengo che un “aiutino” farmacologico sia essenziale. Quel che mi chiedo però è: qianto dura l’effetto del Killitam? L’altro giorno l’ho provato su Snoopy (setter di due anni) al minimo dosaggio (1 goccia/kg) ed ha avuto un’effetto devastante. Il cane non riusciva a reggersi in piedi, poi dopo 30′ si è addormantato per poi svegliarsi pieno di vita nemmeno 70 min dopo. La reazione ai botti, mentre ancora era sveglio, non è cambiata affatto!!

    • io l’ho usato due ultimi dell’anno (prescritto dal veterinario), e sulla durata non so, sul mio è durato ore, ma per esperienza posso dire che non importa una gran dose che si rincoglionisce e basta, basta pochissimo. Tanto in ogni caso la paura non gli passa del tutto. Ed è scritto chiaramente che più sono grandi i cani e più lo sentono

  9. Voto per i Capodanni passati in casa con gli amici e, soprattutto, con i nostri cani. Quest’anno siamo nove umani e tredici cani. Non male vero?

  10. quest’anno ho tre cucciolotte che non conoscono i botti.
    non ho vicinio cretini, ma la zona è circondata da locali notturni, quindi mi aspetto un sound da zona di guerra.
    Fortunatamente gli adulti sono abituati…con qualche preoccupazione per le epilettiche.
    Thundershirt?, me ne servirebbero tre! speriamo bene…

  11. I miei due pelosi hanno reazioni completamente diverse.
    A Tobia (gordon sette) dei “botti” non glie ne può fregare di meno… riesce a dormire anche sotto attacco e se sveglio gira in giro per cercare qualche complice per giocare…
    Gea (bovaro del bernese) al contrario è terrorizzata, riesce a rifutarsi di uscire anche per 24h se spaventata e se per avventura sente un botto durante il passeggio, vira verso casa e non ci sono santi (avete mai provato a tattenere un trattore di 50 kg. spaventato e con quattro zampe motrici…?)
    Negli ultimi anni ho fatto e farò il capodanno in montagna a casa con mia moglie ed i “ragazzi” (Gea e Tobia), in una zona abbastanza tranquilla ma ci sono vicini dinamitardi…
    Sono stato costretto e lo sarò nuovamente a “dopare” (sotto e con prescrizione veterinaria) Gea con una piccola quantità di farmaco tanto da tranquillizzarla e conciliarle il sonno.
    In passato non ho avuto alcun effetto negativo.
    Mi informerò sul tundershirt potrebbe essere un valido contributo.
    Auguro un silente capodanno ed un sereno 2012 a tutti, umani e pelosi.

  12. Di padre, in figlio…in cane…Un marito appassionato di botti che ha naturalmente trasmesso questa malsana (per me) passione al suo adorato primogenito…partiamo da sempre per le vacanze in Val D’aosta con una polveriera in macchina…che se facciamo un “botto” sai che botti! esplodiamo e ci illuminiamo tutti! Gli adorabili uomini del mio branco sparano botti in giardino, appena scesi dall’auto…Luca dai 4 anni era armato da “miniciccioli” che buttava felice per terra esplodendo e facendomi spaventare a morte! Insomma due deficienti! I miei cani? Adorano i botti! Certo! Nana bisognava legarla perché se lanciati, li rincorreva e cercava di acchiapparli al volo! Si eccitano come pazzi, saltano felici con gli altri due che guardano e sembrano dire….”dai sparane un altro, dai!” se me li vietate mi fate un favore, ma solo a me!

  13. Il mio Michi di 6 anni aveva 13 mesi quando ha passato il suo primo capodanno con noi, suppongo che non sia stato traumatizzato nel suo primo, aveva un mese e mezzo e non era ancora con noi. Anche a casa nostra si facevano i botti, ma roba piccola e per qualche minuto, per cui a parte la faccia da “cosa mi tocca subire”, identica alla mia, non faceva.
    Una volta però ha invitato la cagnetta di mia cognata sotto il letto di mio figlio e sono usciti solo dopo che era finito tutto.
    Quest’anno ho la cucciola di 6 mesi: spero che venga contagiata dalla calma di Michi.

  14. Ciao a tutti, vorrei sapere perche il mio can chee non ha mai avuto paura dei botti, tant’e che mezzanotte si affacciava al balcone per vederli o voleva uscire in giardino x vedere, quest’anno , che ha compiuto 5 anni, invece comincio a vedere che quando ne sente uno ha paura.premetto che ho sempre passato i capodanni con loro non li ho mai coccolati dicendo poverinetc… E quando uscivano in giardino sono sempre stata con loro e non c e stato mai un epiisodio che gli avesse potuto scatenare la paura…

  15. Non ho potuto far uscire in giardino il cucciolo di 3 mesi e lui ha cacato in sala da pranzo. Quegli escrementi glieli farei mangiare a quella maledetta che mi vive a lato e a tutti quei subumani che ha messo al mondo. Peccato che non ci sia una legge che obblighi a sterilizzare certi individui. Sarebbe meglio far sterilizzare tutti questi bastardi su due zampe piuttosto che i cani meticci. I botti che hanno fatto scoppiare glieli dovrebbero infilare a loro… pero’ accesi.
    Anche perche certi subumani non sono neanche in grado di maneggiarli in sicurezza

  16. e come faccio ad avere calma zen se anch’io ho paura dei botti/tuoni/fuochi d’arificio????? sono destinata a non tenere cani????

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