di VALERIA ROSSI – Leggo su un gruppo di Facebook un’interessante discussione, partita da un fatto che sembrerebbe piuttosto grave.
Un handler (per i pochi che non lo sapessero, l’handler è colui che, per professione o per hobby – ma ormai sono quasi tutti professionisti – prepara e presenta i cani da show), contattato da un’espositrice, avrebbe rifiutato di presentarle il cane accampando la seguente scusa: “No, in quella esposizione non posso. Già mi devono accontentare con Pinco e con  Pallino, se presentassi un terzo cane non avrei speranza!”
Sono fioccati i commenti più disparati, da quelli che difendevano l’handler, di cui non è stato fatto il nome (“Embe’? Ha detto solo la verità, che c’è di male?”, o “Magari il cane non gli piaceva e ha raccontato questa storia per non offendere la proprietaria”) a quelli che stigmatizzavano il fatto che una risposta così non si dovesse dare “alla prima privata che passava, mai vista e conosciuta”.
Quasi del tutto assente, invece, l’indignazione riferita al fatto che un handler, prima ancora dell’esposizione, sappia già di vincere una o più classi (e a volte anche raggruppamenti e Best in Show…): forse perché questo, ormai, si dà per scontato.

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Se si parla di queste cose a qualcuno che non frequenta l’ambiente ENCI/FCI sono tutti pronti ad infervorarsi e si fa un gran parlare di mafie, di inciuci, di un mondo inverosimibilmente sporco (solitamente con questa conclusione: “Ecco perché io in expo non ci andrò mai!”. La traduzione più realistica, di solito, è: “Non ci vado perché ho un cane che se arriva al Molto Buono è già tanto”).
Ovviamente in parte è vero che il mondo della cinofilia ufficiale non è un esempio eclatanete di correttezza… ma ci sono alcune considerazioni da fare a monte.
Proviamoci.

Se davvero conta solo l’handler, il valore cinotecnico del cane diventa fuffa?
In teoria no, perché  l’handler dovrebbe essere il primo giudice del cane. Dando per scontato che abbia alle spalle una solida preparazione cinotecnica (altrimenti meglio farebbe a cambiare mestiere), dovrebbe essere in grado di capire al primo sguardo, o quasi, se il cane che gli offrono è potenzialmente vincente: e se accetta di presentare il soggetto X, dovrebbe significare che in quel soggetto ci crede.
Insomma, un handler professionista non dovrebbe mai salire sul ring con una ciofeca, anche perché la cosa è fortemente autosputtanante.
I condizionali li ho usati perché la realtà dei fatti NON è sempre questa: però diciamo che nella maggior parte dei casi sì, lo è.
Rovescio della medaglia: a parte qualche privato di belle speranze, che magari arriva tutto orgoglioso col suo cane da negozio, si presume che neanche gli altri espositori – specie se allevatori – presentino dei cani di merda.
Infatti il compito dell’Esperto Giudice dovrebbe essere quello di stabilire qual è il cane migliore in un gruppo di soggetti che sono tutti di elevatissimo valore cinotecnico (gli eventuali cani mediocri vengono gentilmente salutati alla prima scrematura).

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Sicuramente il compito del Giudice NON è quello di guardare chi regge il guinzaglio: su questo non ci piove.
Però… c’è un però, che esprimerò con le parole di un Giudice che non è più tra noi, ma che è stato molto stimato.
Quando mi capitò di parlare con lui di questo problema, lui mi rispose molto serenamente che molto spesso, dopo un paio di scremature, rimangono in gara almeno 2-3 cani che si equivalgono quasi totalmente per livello cinotecnico.
A quel punto, di solito, il Giudice non decide più in base allo Standard (perché quei cani lo rispettano tutti in eguale misura), ma in base al gusto personale – che, attenzione, è lecito utilizzare, quando si tratta di lettura lasciata all’interpretazione di un singolo – oltre che, ovviamente, alla preparazione del cane e alla presentazione.
“Quando mi trovo davanti a una scelta che ormai non ha più nulla di cinotecnico, perché la parte tecnica si è già conclusa scegliendo i cani migliori e più aderenti allo Standard – mi disse quel Giudice – non trovo che sia poi così “mafioso” accontentare un handler: in fondo quello è il suo lavoro, deve viverci… e non mi sembra sbagliato, quando si può, dargli una mano.
Diverso sarebbe se l’handler presentasse un cane che non mi piace: in quel caso no, non lo farei mai vincere. Ma se mi piace esattamente quanto gli altri due o tre che ho tenuto per la fase finale, che differenza c’è tra il premiare il lavoro dell’handler e – magari – preferire un cane all’altro per il colore, o perché ha il muso più simpatico? Di cinotecnico non ci sarebbe comunque nulla: e una classifica bisogna pur farla!”.

Sinceramente non riesco a trovare granché di sbagliato (né tantomeno di “mafioso”) in questo ragionamento, che parte però da un presupposto tanto banale, quanto spesso taciuto, o negato: e cioè che il giudizio umano ha dei limiti.
Soprattutto in expo.
Ebbene sì.
Perché è vero che i giudici conoscono lo Standard a menadito; è vero che hanno superato un esame difficile e fatto un lungo tirocinio; è vero, insomma, che sono “Esperti” come dice il loro titolo. Ma non sono neanche Superman, Batman e Wonder Woman.
Se ci pensiamo un attimo… in expo il giudice ha un paio di minuti per osservare il cane da fermo (manipolato, piazzato e corretto dall’handler, che quando è davvero bravo è capace di far sparire – o quasi – anche difetti abbastanza seri) e un altro minutino per osservarlo singolarmente in movimento: poi fa muovere tutti i cani insieme ed ha un’altra possibilità di verificare ciò che eventualmente potesse essergli sfuggito prima. Ma si tratta sempre di “minuti”, si tratta sempre di cani presentati “artificiosamente” e si tratta sempre di cani che trottano (anche quando sono galoppatori, oppure molossoni che nella loro vita di tutti i giorni alternano il passo allo svacco, e niente più).
Vero è che si osservano al trotto anche i trottatori: ma la misura dei ring è quasi sempre troppo limitata per poter valutare davvero il movimento del cane (e infatti i pastori tedeschi, trottatori estremi, in expo non ci vanno praticamente mai e frequentano solo i Raduni, che si tengono all’aperto, su ring grandi quanto un aeroporto).
Dulcis in fundo, anche il movimento del cane al guinzaglio è sempre “manovrato” dall’handler al punto che, vedendo lo stesso cane trottare liberamente, si faticherebbe a riconoscerlo.
E del carattere, ne vogliamo parlare?
Qualcuno mi spiega come diavolo potrebbe, un pover’uomo (o una povera donna), valutare il carattere di un cane appeso al guinzaglio e rintronato di bocconcini?
L’unica cosa importante, sul ring, è che il cane non stacchi una mano al Giudice e non si metta a rissare con gli altri cani: e a volte questo è già fuorviante, perché esistono anche razze il cui Standard prevederebbe che fossero diffidenti e addirittura aggressivi verso gli estranei… mentre noi pretendiamo che stiano buoni e tranquilli mentre un perfetto sconosciuto gli pianta le mani in bocca o gli si aggrappa alle palle.
La preparazione per le expo, in certi casi, il carattere dei cani lo snatura letteralmente: perché un rottweiler o un pastore del Caucaso che si lasciano palpare i testicoli da un estraneo senza dirgli “ba” non sono mica rappresentanti seri della loro razza.
Però a noi fanno comodo così (e ai giudici ancor di più), quindi vai di inibizioni e di condizionamenti – e in certi casi addirittura di farmaci  –  affinché il cane se ne stia tranquillo sul ring.
Ma cosa volete che si capisca, in queste condizioni?

Ammettiamolo, per una volta: le esposizioni hanno dei limiti intrinsechi (peraltro invalicabili, perché non vedo come si potrebbero svolgere in modo diverso) che dal punto di vista zootecnico le rendono sicuramente meno efficaci dell’osservazione dei propri cani che ogni allevatore – ma anche ogni privato minimamente competente – può fare ogni giorno, tranquillamente e a casa sua.
Anche perché a casa tua vedi il cane per quello che è, e non per quello che lo fa diventare l’handler: ne valuti il carattere, lo vedi muovere ad ogni andatura e in mille circostanze diverse. Non c’è proprio paragone!

Ma allora,  perché portiamo i cani in expo?
Per lo stesso motivo per cui le mamme mandano le figlie a Miss Italia e dintorni: per vincere.
E perché la vittoria – oltre alla gratificazione del momento – ti porta vari vantaggi: fa conoscere il tuo cane nel “giro” (il che si traduce in monte, se è maschio, e in richieste di cuccioli, se è femmina) e fa conoscere TE come “allevatore bravo” (senza che nessuno si ponga mai questo tragico quesito: “Ma se è tanto bravo, perché ha bisogno che qualcuno gli dica quanto è bello il suo cane? Non è in grado di capirlo da solo?”).
Ovviamente sì, siamo assolutamente in grado di capirlo: ma anche le mamme delle Miss sono capacissime di vedere che hanno una figlia strafiga (con un solo limite: sia per i cani che per le fanciulle vale l'”effetto scarrafone” e li vediamo tutti un po’  più belli di quanto non siano).
Il fatto è che finché lo vede la mamma, o finché lo vedono gli amici-parenti-conoscenti, nessuno offrirà mai alla fanciulla un posto in TV.
E per i cani è un po’ la stessa cosa, anche se i soldi in ballo sono un po’ meno (ma a seconda delle razze…non poi tanti di meno).

Dunque, le expo sono una pura e semplice passerella in cui il valore zootecnico – anche quando esiste, ovvero quando il Giudice fa davvero il possibile per stilare  qualifice e classifiche oneste e veritiere – è un surplus.
Un VERO valore zootecnico potrebbero averlo, forse, per le Sciuremarie: che infatti, un tempo, in expo ci andavano “per capire se avevano un bel cane oppure no”.
Ci andavano per avere consigli (“Cosa dice, signor giudice? Le faccio fare una cucciolata? Merita?”) e spesso li ricevevano anche, perché i cani non erano millemila come adesso: e il giudice, una volta finito il suo compito sul ring, poteva anche fermarsi a chiacchierare un po’ con la Sciuramaria o il Sciurmario e spiegargli se/come/perché aveva in mano un potenziale campione o un carciofo peloso.
Oggi tutto questo non esiste più: le Sciuremarie – ormai rarissime  – appaiono e scompaiono in un nanosecondo, dopo la prima scrematura: a volte scompaiono perché hanno effettivamente un carciofo al guinzaglio, altre volte perché hanno un cane potenzialmente molto valido, ma non sono capaci di presentarlo.
Ma anche qui…è colpa del giudice? Direi di no.
Se io mi trovo davanti dieci cani, nove dei quali vengono piazzati perfettamente mentre il decimo si sdraia per terra, gioca col guinzaglio e mi mostra il culo quando gli passo davanti, mi pare del tutto logico sbatterlo fuori al primo giro.
E’ un bel cane? Okay, speriamo che la prossima volta il suo proprietario mi dia modo di apprezzarlo: ma per stavolta va fuori.
E’ colpa dell’handler che presenta il cane in modo impeccabile? No di certo: l’handler fa semplicemente bene il suo lavoro, è la Sciuramaria che non sa fare il proprio.
Le Sciuremarie non possono neppure più parlare col Giudice al termine dei giudizi, perché normalmente il poveraccio ha altre millemila razze da affrontare e quando ha finito l’ultima deve scapicollarsi verso il ring d’onore che sta per iniziare.
Alle Sciuremarie resta il foglietto del giudizio, leggendo il quale forse un’idea potrebbero anche farsela…se non che, sempre perché si va di fretta, i giudizi spesso sono cose tipo: “M, 3 a., ecc tip, testa ecc, dent. cc, lin dor e app corr, MB mov, B man“.
E la Sciuramaria legge e fa: “EH?!?”. Ed è già grasso che cola se il giudice è italiano, perché in quel caso l’anima buona capace di tradurle il giudizio magari la trova: se invece il giudice è straniero, i cavoli diventano sommamente amari.

Un po’ per questo, un po’ perché le iscrizioni si fanno sempre più care, un po’ perché c’è la crisi, un po’ perché non solo gli animalisti ce l’hanno con la cinofilia ufficiale, ma adesso anche i cinofilosofi (che hanno il fiuto di un bloodhound quando si tratta di cavalcare le correnti di moda), in expo ormai le Sciuremarie sono più rare del podengo ibicenco e pelo duro.
Restano, quindi, gli allevatori e alcuni privati che hanno per le mani un vero cane da show: solo che c’è un limite al numero di cani che un allevatore riesce a presentare, mentre il privato solitamente non è abbastanza bravo.

Ed ecco che arrivano gli handler a salvare la baracca.

Preziosi, preziosissimi, perché se non altro danno modo a tutti di giocare ad armi pari: non necessariamente inciuciando, ma preparando (prima) e presentando (dopo) i cani con somma professionalità.
E se andiamo a vedere, tra handler e allevatori noti (quelli ancora ignoti si dovranno fare la loro bella gavetta e diventare noti: ci siamo passati tutti, eh!), le armi sono effettivamente pari: i cani sono più o meno dello stesso livello, le presentazioni pure.
Non gridiamo troppo allo scandalo se l’handler dice “devo già vincere due classi, la terza non me la daranno mai”… perché intanto anche le altre classi sono già “assegnate” in partenza, o quasi: qualcuna all’allevatore, qualcuna agli altri handler (il problema, ormai, è riuscire ad accontentarli tutti, visto quanti sono!)… ma il gioco, ormai, è diventato solo quello di spartire le vittorie in modo che tutte le fanciulle in gara possano avere almeno la loro particina in un programma TV.
Poi ci sarà quella che farà la velina e quella che si dovrà accontentare della televendita…ma nessuna resterà a bocca completamente asciutta.


E’ una mafia? E’ uno schifo?

Mah… sì e no.
A parte il fatto che, in linea di massima, è mafia quando vince un altro, mentre è tutto regolarissimo quando vinci tu…la verità è che di solito i cani vincenti, gira che ti rigira, alla fin fine SONO davvero i migliori rappresentanti che quella razza offre.
La giostra gira, un po’ vince uno e un po’ vince l’altro, ma di campioni veramente carciofi, personalmente, ne ho visti davvero pochi.

No, non ho detto “nessuno”.
Purtroppo non posso proprio dirlo, questo. Così come vorrei tanto dire che non ho mai visto vincere cani già notoriamente portatori di malattie ereditarie… ma non posso dire neanche questo.
Certo, in questo caso non è colpa del giudice né dell’handler (che non sono tenuti a sapere vita, morte e miracoli di tutti i cani del mondo), ma solo dell’allevatore scorretto, anzi assolutamente bastardo, che continua a presentare i soggetti dubbi (e in certi casi anche quelli che portano sicuramente problemi).
Quando vince il carciofo, invece… allora c’è decisamente qualcosa di stonato.
E per quanto si tratti di casi tutto sommato rari, non fanno certo il bene della cinofilia: anche perché può succedere (ed è successo, altroché se è successo!) che il cane vincente (ma carciofo) “faccia tendenza” e che gli altri allevatori si sforzino di imitarlo.
O che prendano un sacco di monte direttamente da lui, così, se si tratta di un maschio che “passa” molto di sé, i cloni si moltiplicano rapidamente.
Sì, ogni tanto capita di veder vincere un carciofo, o quasi…perlomeno, un cane che non è malaccio, ma che è ben lontano dall’idea che si dovrebbe avere di “eccellenza”.
Ma perché succede?
La risposta la copincollo, perché è parte di un commento scritto proprio da un Giudice – che come tale evidentemente conosce bene il problema – nella discussione su FB di cui parlavo all’inizio:

“Quanti handler cercano di stabilire un contatto con gli Esperti Giudici, promettendo servizi, favori, o proponendo inviti a esposizioni, dove loro ovviamente saranno presenti con i loro cani , o raccontando i successi di questo e quel cane, o di un Allevatore rispetto a un altro? Quanti promettono ai Comitati Organizzatori la loro presenza in massa, solo se sarà presente un particolare Esperto Giudice? E infine, quanti handler oltre a preparare e presentare il cane, si fanno carico di altre competenze, come quelle della pensione, dell’alimentazione, dei controlli sanitari, ecc. pur non avendo personalmente le strutture adeguate e non essendo in grado di offrire personalmente le garanzie necessarie al benessere del cane?”

A queste domande, però, a me verrebbe da rispondere con un’altra domanda, e cioè: quanti sono i Giudici o gli organizzatori che accettano questi ricattini? Perchè non basta mica provare a corrompere qualcuno: bisogna anche che quel qualcuno ci stia.
Quindi i casi sono due: o la cinofilia è tutta sporca, inciuciata e mafiosa… oppure si tratta di casi sporadici che andrebbero identificati, denunciati e isolati.
Dopodiché, però…cambierebbe davvero qualcosa?

Per rispondere a questa domanda devo forzatamente autoincensarmi, dichiarando che non ho MAI, in vita mia, provato non solo a corrompere, ma neanche ad influenzare un Giudice. Non gli ho mai mandato né una cassetta di vino, né la foto del cane che avevo magari acquistato all’estero.
Ovviamente la stessa cosa ve la diranno tutti gli espositori, tutti gli allevatori e tutti gli handler del mondo, quindi non siete tenuti a credermi: però è la verità, forse con un’eccezione… perché una volta ho vinto una Speciale e in seguito si è scoperto che la Giudice, una specialista americana, era una carissima amica dell’allevatore (a sua volta americano) che mi aveva venduto il cane.
Tutti gridarono all’inciucio e a me è sempre rimasto il sospetto che ci sia effettivamente stato… però, se c’è stato, è avvenuto tutto oltreoceano: io non ne sapevo nulla (e voglio continuare a non saperlo. Preferisco credere che il cane le sia piaciuto davvero).
Sta di fatto che, non inciuciando, non comprando nessuno e non andando a letto con nessuno:
a) sono stata accusata di aver fatto tutte e tre le cose (come peraltro tutti gli altri allevatori ed handler conosciuti);
b) qualche vittoria e qualche campionatino me lo sono pur fatta, il che significa che se hai cani buoni forse ci metterai un po’ di più, ma alla fine i risultati arriveranno.

Posso ancora aggiungere che, essendo io decrepita, ho cominciato ad esporre quando gli handler non si sapeva neppure che cosa fossero: anzi, posso dire che “io c’ero!” quando l’uomo mise piede sulla luna, quando si suicidò Marylin Monroe e quando arrivò in Italia il primissimo handler della nostra storia cinofila.
Anzi, proprio “nostra” no, visto che era (ed è) americano: è il signore che vedete nella foto a destra. Oggi ha i capelli bianchi, allora era un ragazzino…e quando si sparse la voce che “era arrivato un handler”, la domanda più frequente tra gli allevatori fu: “E’ arrivato un COSA?”.
Tanto per farvi capire che tempi erano.
Bene, cosa pensate che succedesse, a quei tempi, in expo?
Semplice: si diceva che l’allevatore Tizio andava a letto con la giudice Caia, mentre l’allevatore Caio si faceva la moglie dell’organizzatore Sempronio. Che il giudice Pinco avrebbe sicuramente fatto vincere il cane Pallino perché il suo proprietario gli aveva piazzato un’intera cucciolata che gli era rimasta sul groppone, mentre il giudice Pippo avrebbe fatto vincere il cane Pluto perché oltre a fare il giudice vendeva mangime e il proprietario di Pluto gliene comprava bancali.

Quanto c’era di vero allora? E quanto c’è di vero oggi, nei presunti inciuci degli handler?
Sinceramente non lo so.
Quello che so è che la storia del mangime si è ripetuta in tempi recenti (penso che la conoscano tutti gli espositori italiani, anche perché il Giudice interessato non è precisamente uno sconosciuto…), e pare che ci fosse parecchio di vero: però la certezza matematica non ce l’ho.
C’è sicuramente del vero anche in certe storie di favori sessuali o di viaggi (talvolta CON favori sessuali incorporati) offerti al Giudice X o Y, e  in alcuni casi ho prove decisamente concrete che queste storiacce siano accadute… però non è che sia mai stata nella camera d’albergo del giudice X o Y a vedere con i miei occhi cosa succedeva.
Insomma, se i dubbi ci sono, le certezze quasi sempre mancano: se la cinofilia equivale alla media degli altri ambienti umani (e non vedo perché non dovrebbe) penso di poter sostenere senza andarci troppo lontano che in tutto ciò che si racconta c’è un 30% di verità, un 20% di storie gonfiate e un 50% di pure invenzioni legate a invidie, ripicche e a tutti questi pregevolissimi sentimenti che i cani non conoscono neppure, ma che sono il pane quotidiano di chi sta dall’altra parte del guinzaglio.
Certo, un 30% di veri inciuci e di vere storiacce è già troppo.
Però, signori miei… non possiamo neppure aspettarci che il mondo della cinofilia sia un’oasi felice che si eleva al di sopra delle umane brutture: corruttori e corrotti ci sono, ahimé, ovunque (basta fare un’occhiata alla politica, o all’imprenditoria…) e non basta amare i cani per diventare automaticamente dei santi.
Bisognerebbe, questo sì, che qualcuno sorvegliasse con più attenzione: che l’ENCI tenesse gli occhi aperti e che intervenisse con forza quando succede qualche fattaccio.
Purtroppo, però, anche qui vale la regola generale del mondo umano: più in alto vai e meno gente pulita trovi.

Detto tutto questo…gli handler sono davvero la rovina della cinofilia? Sono davvero i principali autori di inciuci e i principali “padrini” delle varie mafie e mafiette?
Per quanto ne so io, proprio NO. Anzi, credo in molti casi siano soprattutto dei comodi capri espiatori.

I problemi che riguardano gli handler, a mio avviso, sono BEN ALTRI che non i presunti inciuci: sono gli improvvisatori, per esempio, che handler si “inventano” da un giorno all’altro senza avere né la cultura cinofila, né la preparazione, né la competenza per svolgere in modo corretto questo lavoro… e che sono poi gli stessi che si mettono a fare pure i veterinari e magari gli educatori, come sosteneva il giudice nel commento qui sopra.
A questo si potrebbe ovviare creando una professionalità che oggi – come in TUTTI i dannatissimi campi della cinofilia – non ha alcun riconoscimento ufficiale. Ci vorrebbe un Albo, un registro, un qualcosa che permettesse di capire chi è un handler davvero qualificato e chi, invece, si è svegliato una mattina e si è messo a presentare cani giusto perché non sapeva che altro fare della vita sua.
Ho sentito dire che c’è la volontà di costituire un’Associazione che possa procedere verso la creazione di un albo professionale: ben venga. Sarebbe fortemente auspicabile che lo stesso avvenisse anche per educatori, addestratori e per molte altre figure della cinofilia che oggi non si sa bene come inquadrare.
Sarebbe opportuno che gli handler avessero un prezziario da rispettare, e ovviamente che pagassero le tasse come tutti. Restiamo in attesa.

Problema serio numero due: ci sono handler che amano davvero i cani, che si dedicano a loro con grande passione e che, se devono tenerli presso le proprie strutture, li trattano come se fossero cani loro…e ce ne sono altri per i quali i cani sono semplicemente uno strumento per far soldi. Che li tengono con scarse attenzioni e poca cura. Che li trasportano in condizioni non proprio di maltrattamento, magari, ma sicuramente di disagio. Che li costringono a passare giornate intere chiusi in un kennel.
Ecco, tutto questo dovrebbe essere impedito: ma ad impedirlo dovrebbero essere soprattutto i proprietari dei cani stessi, che invece, a volte, fingono di non vedere e di non sapere, perché comunque l’handler (specie quando è famoso) “serve” per il risultato.
E anche qui, le colpe sono duplici: gli handler che trattano i cani come oggetti sono sicuramente colpevoli, ma i proprietari dei cani lo sono forse di più, visto che avrebbero il preciso dovere di controllarne il benessere. Troppo comodo affidarli all’handler e aspettare il risultato, senza neppure chiedersi come sia stato ottenuto e come sia stato gestito il cane in quel periodo: perché se si fa così, significa che i propri cani non si amano neanche un po’. Ed è troppo comodo, alla fine, scaricare le responsabilità su altri.

Un GRAZIE a Roberta Semenzato per le foto degli Handler sui ring italiani.


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37 Commenti

  1. Aggiungo solo questo:ci sono Allevatori (non solo Handler quindi) che preferiscono presentare solo uno al massimo due cani della stessa razza e il resto affidarli ad amici,ovviamente competenti,perchè alcuni Giudici tendono ad accontentare un pò tutti e a distribuire le vittorie a più presentatori.Un pò ingarbugliato ma spero di essermi spiegata 🙂

  2. Ossia:se io ho tre cani della stessa razza che partecipano in classi diverse,tutti ugualmente meritevoli,un giudice difficilmente mi farà vincere tutte le classi e tenderà ad accntentare anche altri allevatori

  3. Commento da sciuramaria e prendetelo per quello che e’: alle locali (organizzate in maniera seria) ci siamo sempre divertiti come matti e il giudice (a volte un po’ inesperto su qualche razza) ha speso sempre dieci minuti a chiaccherare con noi siuremarie e mieicuggini e tutti i cani ricevevano un premio simbolico, mentre i premi per i vincitori erano sempre molto gustosi. All’unica regionale che abbiamo fatto ci siamo rotti e le cose sono andate piu’ o meno come tu descrivi. Andremo a una expo importante solo perche’ la fanno a 1 km da casa mia, e senza nessuna velleita’ (ps ovunque sia andata il mio bibone si e’ sempre classificato per il bis)

  4. Come hai scritto in questo stesso articolo, il problema delle classifiche falsate perché subentrano aspetti diversi che nulla hanno a che fare con la zootecnia esisteva anche prima che arrivassero gli handler.
    Il problema è che le expo non sono delle organizzazioni organizzate da *puri* appassionati che mettono insieme le loro forze e i loro mezzi per avere un confronto costruttivo, per diffondere cultura, per far conoscere al mondo la loro passione. In un mondo dove tutto ruota intorno al denaro e nella nostra cultura in cui qualità significa professionalità intesa come professione (ergo, se sei bravo ti fai pagare, se ti fai pagare sei bravo, piu’ sei bravo piu’ ti fai pagare, piu’ ti fai pagare piu’ sei bravo), anche le expo sono un’attività economica. E in quanto tale, l’obiettivo principale, prima ancora di essere quello cinotecnico è quello di massimizzare le entrate, quindi avere tante iscrizioni, avere sponsor, persone disposte a pagare per avere il loro negozietto, per mettere il cartellone pubblicitario, pubblico ecc…. Quindi nel fare la classifica il giudice è invitato a non tener conto solamente del valore cinotecnico dei cani, ma deve trovare quella classifica che piu’ di ogni altra ha l’effetto di portare piu’ soldi e garantire affluenza e interesse nelle manifestazioni successive. E si va dal rendere irrinunciabile ai fini della vittoria anche per le razze piu’ rustiche, un training specifico, una toelettatura specializzata, l’uso di cosmetici, attrezzature varie e sempre piu’ cose che devi “comprare” se vuoi vincere (e adesso ci mettiamo dentro anche l’handler) semplicemente perché bisogna far girare il mercato. E dal lato delle classifiche tutto deve essere *anche* in funzione di garantire un afflusso costante, voglia di partecipare… assiduità. E allora entrano in gioco anche discorsi del tipo: se un allevatore o handler ha effettivamente tutti i cani migliori in tutte le classi e vince tutto…. gli altri concorrenti nel giro di tre settimane si stufano e non presentano piu’ i cani. Tanto si sa già chi vince. Se un cane di un privato è veramente il migliore e arriva sempre primo in sei expo’ è campione…. fine. Non torna piu’ perché il privato non ne ha altri. E magari ha perso l’entusiasmo vincendo sempre…. Se invece lo faccio vincere una volta si’ e due no… me lo iscrive per diciotto volte per essere campione. Anzi….. quando gli manca solo un titolo posso tirarla piu’ per le lunghe. Se invece la stessa cosa riguarda un allevatore, posso farlo finire in sei expo. Per lui è una cosa da vantare, vende cuccioli a persone che fanno expo, e tanto dopo di questo campione ce n’è un altro. Se un cane non è niente di che e alle prime due expo lo seghi con molto buono… il proprietario al grido di “giudici di merda” non lo iscrive piu’. Se gli dai un paio di eccellenti di incoraggiamento può andare avanti a iscriverlo per un paio di annetti prima di rassegnarsi. E quando si rassegna arriva un altro pollo. Se invece lo stesso cane te lo presenta una sciuramaria che lo iscrive all’expo solo perché è sotto casa, puoi dare pure buono o squalificarlo. Farà sentire molto piu’ importante l’eccellente dato agli altri e la sciuramaria tanto all’expo a quaranta chilometri da casa non ce lo avrebbe portato. Con quel che costa la benzina… e poi il marito deve andare allo stadio e bisogna vedere se la sua squadra gioca in trasferta oppure no. E’ un dato di fatto che i giudici guardano anche la faccia che c’è all’altro capo del guinzaglio, senza tirare in ballo corruzione, bustarelle e favori sessuali. Che pur ci sono. In piccolissima parte.
    Per quanto riguarda la figura dell’handler nello specifico… ne conosco di onestissimi, simpaticissimi, ottime persone con cui sarei felicissimo di trascorrere una giornata insieme, andare a pranzo, chiacchierare, divertirsi con i cani e averli come amici. Ciononostante dal punto di vista professionale….. l’handler per me è una figura a cui non trovo giustificazione. Non perché facciano qualcosa di male (si’ c’è chi nel kennel e via… ma è una cosa che dipende dalla persona non dalla professione) … in fondo se c’è qualcuno che condanno piu’ dell’handler è il proprietario che lo affida. Io un mio cane non lo manderei mai in mano a un estraneo via da casa per mesi, a girare per l’italia o a fare il campionato estero. Come non lo venderei da adulto, come non lo terrei in box con uscita a turno nello “sgambamento”, come non farei tante altre cose che fanno tanti allevatori e proprietari. Non perché l’handler lo tenga male….. i cani hanno peraltro altri parametri di valutazione, non stanno a vedere se il recinto è bello rettangolare verniciato a fresco. Tra un kennel molto professionale bianco tirato a lucido con cuscino a quadrettini e una cassa da frutta con una coperta bucata che puzza di sudore in una capanna di lamieroni, probabilmente sceglierebbero la seconda soluzione se il sudore fosse quello del padrone e magari se questi fosse li’ con loro.
    Per il resto, niente di personale contro gli handler, solo che nel mio mondo ideale… non ci sarebbero. O almeno non sarebbero cosi’….

    In un ottica di non lasciare nessuno “disoccupato” potrei al massimo riciclarli come figure strettamente legate all’organizzazione dell’expo che si occupano di portare in ring (esclusivamente in ring, non a casa loro) il cane che l’organizzazione gli assegna, magari con sorteggio, cosi’ che il giudice vede un vero professionista e un cane anonimo che è davvero solo un numero, non cosi’ facilmente riconducibile a un proprietario o a un allevatore o a un handler che ha una sua clientela personale. Sarebbe un modo per mettere veramente tutti alla pari (o quasi) e dal punto di vista zootecnico, riuscire a individuare anche i cani molto validi che in mano alle sciuremarie zompano, saltano, si sdraiano e mostrano il sedere e contrastare il problema dei giudici venditori di mangimi che con un handler sorteggiato non saprebbero piu’ con certezza se il rottweiler che hanno davanti è quello di Rossi o quello di Bianchi.

    Nemmeno io ho mai visto ciofeche totali diventare campioni. Alla lunga tutti i nodi vengono al pettine… e poi è proprio questo lo scopo del sistema: tirare le cose alla lunga. Ho visto però invece tanti cani “validi” di qualità non tanto lontana da quella dei campioni abbandonare dopo essere stati palesemente segati in base a logiche di “mercato” e finire di fatto per essere assimilati a quelli che sono veramente mediocri. Cioè entrambi con niente in mano. Mentre il campione va avanti e si presenta con titoli su titoli risultando all’apparenza infinitamente migliori di cani che magari, qualche volta li hanno battuti. Discorso difficile e non è il caso di dilungarsi… ma un sistema che premia i primi ha finito di fatto col portare alla selezione un numero limitatissimo di soggetti. Pochissimi maschi che si riproducono a dismisura generando una quantità impressionantemente innaturale di figli (pericolosissimo dal punto di vista genetico) e femmine che come le dive sacrificate alla carriera si riproducono fin troppo poco. E poi c’è la giungla della “non selezione”, dove appunto ci sono soggetti validi ritirati perché non vincenti che si mescolano a soggetti mediocri… a volte decisamente mediocri, al limite della tipicità. Paradossalmente un soggetto con un curriculum di terzi e quarti e molto buoni viene sempre percepito come peggiore rispetto a uno mai presentato. Come un HD (C) è mediamente percepito come peggiore rispetto a un cane non testato.
    E pensare che anche dal punto di vista prettamente economico sarebbe senz’altro piu’ redditizio se tutti i cani facessero almeno una verifica morfologica, anziché averne uno che ne fa quaranta e quattrocento che non ne fanno nessuna. Come al solito ho sconfinato nel fuori tema… perfortuna nessuno arriverà a leggere fin qui.

  5. Ho da fare un appunto sul fatto del carattere. Potrei sbagliarmi,perchè non sono del campo,ma da quello che so il carattere non può e non deve essere valutato in expo,dove invece si valuta l’attinenza morfologica,perchè a quello ci pensano le prove di lavoro,dove bisogna avere determinate caratteristiche comportamentali per poter superare la prova.

    • Senza polemiche, però sbagli, perché in expo l’esperto giudice valuta l’aderenza allo standard della razza che include anche una definizione del tipo caratteriale. Per esempio il cocker americano deve essere un cane allegro, dall’aria curiosa, mentre da un pechinese ci si aspetta una certa flemma riflessiva (parlo di due delle poche razze che conosco davvero). Un cocker ‘riflessivo’ andrebbe penalizzato, così come un pechinese esuberante… anche se purtroppo spesso questi importanti aspetti passano in secondo piano perché a molti giudici interessa di più che il cane si mostri in maniera ‘spettacolare’. Purtroppo ho visto pechinesi assolutamente atipici come carattere vincere addirittura il gruppo!

      • E proprio come dici tu. In teoria. In pratica invece oggi non sempre. Nel senso che da quando la condizione e la conduzione sono divenute piu’ importanti della morfologia nell’attribuzione dei giudizi, capita sempre piu’ spesso che tutte le razze siano valutate caratterialmente in base all’ “unico” standard della conduzione perfetta: se non ci sono altre cose da considerare (vedi articolo che stiamo commentando), si tende a privilegiare il cane che cammina ordinatamente a testa alta, che si piazza fissando la mano del conduttore, che sta fermo in posizione statuaria e si lascia toccare imperturbabile indipendentemente dal fatto che lo standard lo voglia allegro o calmo, socievole o diffidente…. anzi oggi i cani diffidenti non sono piu’ previsti. Pensa che dopo il polverone sul maltrattamento genetico a seguito del documentario shock sulla BBC di qualche anno fa, tra gli standard modificati dalla FCI per far vedere che “si stava facendo qualche cosa”, c’è finito di mezzo persino il povero Bolognese che ora non può piu’ essere “diffidente verso gli estranei” (cancellato e trak, di colpo non lo è piu’).
        Comunque al di là del rispetto dello standard, sul lato del carattere se non altro c’è l’aspetto relativo all’equilibrio. Il oltre a non poter mordere il giudice o altri non deve mostarsi spaventato, timido o insicuro. Sull’aggressività verso gli altri cani invece qui da noi si tende un po’ a sorvolare. Tant’è che non è richiesto che il cane si lasci avvicinare da un conspecifico senza reagire e in alcune razze i giudici invitano a far entrare uno alla volta i maschi adulti in ring troppo piccoli, consapevoli del fatto che i cani se postessero si sbranerebbero e i proprietari non hanno sufficientemente controllo da impedirlo.

      • Scusate l’enorme ritardo della risposta,avendo la memoria corta se non ci sono “notifiche alla FB” non controllo mai niente 😉
        Io comunque nel regolamento ENCI ho trovato questo:

        <>
        Nella prima parte si evince che i cani vengano giudicati in base alla loro attinenza morfologica,poi però parlano di valore assoluto,ma a questo punto mi chiedo perchè la prima frase presenti solo le parole “bellezza e conformazione esteriore”.
        Redazione,sinceramente non so come facciano gli altri cani ad avere un giudizio in campo caratteriale,ma pare che l’ENCI non se ne preoccupi…

      • Niente..non ce la faccio a copiare!!….
        Art. 2
        Per manifestazione cinotecnica si intende una riunione di cani aventi lo scopo di valutare le
        qualità estetiche o la capacità sul lavoro dei concorrenti, dal confronto fra i quali derivano
        classifiche e qualifiche che servono ad indicare il loro valore relativo ed assoluto.
        Le manifestazioni cinotecniche, a secondo delle finalità che intendono conseguire, si dividono in:
        a) Esposizioni: che hanno per oggetto la valutazione morfologica del cane rispetto allo standard
        di razza;
        b) Prove cinotecniche: quando servono a controllare la capacità, il rendimento e lo stile di lavoro
        dei concorrenti;
        c) Corse: quando hanno lo scopo di porre in evidenza la velocità dei soggetti che vi
        partecipano.

  6. è tutto tanto, tanto vero… e in questo credo che sia corretto il proverbio ‘tutto il mondo è paese’, perché io dal Sud America potrei sottoscrivere tutto ciò che Valeria ha detto sull’Europa (non a caso le foto che illustrano l’articolo sono anche americane). Mi permetto solo di aggiungere un’osservazione: gli handler, intesi come espositori, non andrebbero solo controllati sotto il profilo professionale. Purtroppo il maltrattamento di animali non è un reato assente alle expo e dintorni. E anche se ho più volte manifestato questa idea insisto sul fatto che è illogico che in cinofilia non si facciano controlli anti doping quando tutti sappiamo che un cane da show è a suo modo un atleta… e TUTTI gli atleti professionisti vengono controllati, compresi i cavalli.

  7. Posso raccontare la mia esperienza come spettatrice? sarò breve: nel 178…
    nel 2000 mi trovai all’internazionale canina di Napoli e gironzolavo da un ring all’altro, cercando i miei amici espositori.
    Mi fermai al ring dei siberian Huskies ed in dicai un soggetto chiaro, presentato da un gigante tanto largo quanto alto, a fianco del quale c’era una signorina che definire vestita succintamente è poco, Cintura al posto della gonna, e scollatura ombelicale. Si chinava come se dovesse presentare un chiuahuah
    indicai il gigante e sentenziai:- quel cane va al ring d’onore.
    Non avevo mai visto huskies in expo, ma posso dire che non tiro ad indovinare, ci azzecco sempre. ho l’occhio istintivo.
    Il mio amico si fa una risata e dice:- ma sei pazza? la vedi quella Z…..a? lei vince!
    Io:-non è possibile! mica guarda l’handler, guarda il cane!
    quel giorno ho avuto ragione e il ruggito con salto e ricaduta del gigante me lo hanno confermato.
    Stessa storia al ring dei bull terrier miniature.
    Il mio amico non mi dà più della pazza
    non ho mai pensato male della signorina in minigonna, ma certo un abbigliamento più sobrio, poteva anche trovarlo, se non altro per praticità
    Quei giudici guardarono solo i cani.
    Lo stesso successe con Nob il mio Tchiorny Terrier. il mio handler fu trattenuto e non potè presentarsi sul ring e acchiappai al volo un conoscente, perchè spingesse la carrozzina mentre io tenevo il cane e andammo allo sbaraglio!
    chiesi scusa al giudice, un signore spagnolo, il quale mi disse che a lui interessava solo il cane, se poteva toccarlo e se mordeva.
    Il mio primo ring, il primo ring di Nob(Bob della settima musa). il cane , preparato solo da me,non solo fece un I ECC, ma il giudice mi disse che in classe giovani non poteva dare il CACIB!
    Non mi ha lasciata troppo presto e non ho più avuto tchiorny, ma l’occhio ce l’ho sempre…
    magari vado a fare il giudice…sono corruttibile , vi aspetto tutti!! 😀

  8. se il cane è bello arriva sempre alla fine, un privato può metterci di più ma se il suo cane vale alla fine di tutti i giochi e inciuci il suo campionato lo chiude, il problema nasce quando cani non troppo “eccellenti” passano per spinte più o meno lecite… cmq tutto il mondo è paese basta prenderla con filosofia una volta a te una volta a me e pace vissero tutti felici e contenti

  9. Ma basta buttare tempo e energie con queste cose!
    Togliamo dalla cinofilia il giro di soldi delle esposizioni, delle competizioni e delle gare e vedi come si cambia e si rinnova e si basa sui valori più seri il rapporto tra cani persone e società!

  10. io sono contro l’ “affitto” di hendler per portare un cane nel ring. penso k il cane va portato nel ring dal suo proprietario e lo dico per esperienza personale. solo con il proprietario il cane si sente sicuro e da il meglio di se. in questo articolo si è parlato di tutto tranne del RAPPORTO TRA CANE E PADRONE. secondo me è una cosa importantissima…ricordiamoci che un cane da expo è comunque un cane. e prima delle expo e di tutto il resto viene la salute mentale e fisica del cane. portare un cane TERRORIZZATO dagli altri cani ad un expo penso sia solo una tortura (parlo di cani ormai adulti e non recuperabili ovviamente). e tutti quelli k sdegnano le expo amatoriali non hanno capito il vero senso delle expo. quelle enci/fci a volte ospitano degli ambienti molto ostili, mentre le amatoriali (dove se ne vedono di tutti i colori) sono una buona scuola di vita per il cane e anche una buona scuola per un aspirante Hendler.

  11. Mi viene da pensare ad alcune cose, ma per velocità ne metterei 3…

    1) “non trovo che sia poi così “mafioso” accontentare un handler: in fondo quello è il suo lavoro, deve viverci… e non mi sembra sbagliato, quando si può, dargli una mano.” quindi se ci son 3 handler vincono tutti e 3? Un allevatore che in quel modo arriverebbe secondo non ci lavora? A me pare la solita scusa per accettare favori e far facciata.. Gli altri non pagano di meno per esporre o non fan meno lavoro, eppure se ne favorisce proprio uno in particolare.

    2)”preferire un cane all’altro per il colore, o perché ha il muso più simpatico? Di cinotecnico non ci sarebbe comunque nulla: e una classifica bisogna pur farla!” Questo sarebbe vero, finchè il muso più simpatico non è abnorme, il cane più simpatico non è quello rugoso (ormai è una piaga.. e vedere mastini e Basset Hound più rugosi di un cucciolo di shar pei è tutto fuorchè simpatico e cinotecnico.. ma passan loro, chissà perchè)o che altro allora non va bene.

    3) all’ultima che ho visto nei bracchi (non so la categoria precisa, ricordo solo che ci entravano) la scelta del campione sarebbe ricaduta tra 2 allevatori, scelta presa fuori dal ring senza manco vedere gli avversari. questo è scegliere in base ai propri gusti tra cani di pari livello cinotecnico? Senza manco averli visti si sà già che vincerà uno di quelli? (ed indoviniamo chi erano primo e secondo).

    E questo tutto normale e sarebbe tenere alto il valore cinotecnico? Sarà.. Handler che avevan passione e rispettavano/amavano il cane ci sono, machissà com’è conta più chi piazza la cucciolata del giudice (il suo cane sì che è simpatico, a prescindere) che un cane con un buon rapporto col padrone (e se ne vedono anche nei 5 minuti di ring di rapporti sani col cane). Per me se proprio dovrebbe fare differenza l’handler, dovrebbe contare il buon rapporto col cane e svavorire quelli troppo freddi e distaccati (ma che portan marchette).

  12. purtroppo e ‘ tutto molto vero….c e gente che vuole vincere pure col carciofo…prende un handler conosciuto e il gioco e’ fatto….nn ci sono altri discorsi da fare…nn ne cerchiamo altri…e’ cosi e basta…alla faccia degli standard e di tutto il resto

  13. articolo intelligente e veritiero. L’esperienza permette le belle considerazioni espresse. Cara Valeria, sei una simpatica esperta storica della cinofilia italiana. Gazie!

  14. ok ok vanno tutti bene gli articoli..il 2 il 3….ma se ne fregano tutti….sono piu di 20 anni che giro con i cani in expo’…ormai il giochino lo conosco..Secondo me…se un handler presenta un buon cane…magri con piccoli difetti…(tutti i cani ne hanno…piu o meno..ndr) e cerca di presentare il cane al top..ci puo pure stare…ma quando ci sono handler che prendono su tutto…cani che nn se reggono, con gravi problemi di standard e vincono lo stesso ..allora e’ li che scatta l incazzatura…perche magari li portano mirati solo ad alcuni giudici ..i quali ..garantiscono la vittoria perche..conoscenti o amici…o mazzette..nn so..vedo che succede di tutto…questo e’ il marcio della cinofilia..ma sapete…gli handler sfruttano solo la situazione…loro devono guadagnare….sono i giudici che purtroppo..acconsentono…

  15. Vengo giusto dalla mia prima expo internazionale col cucciolotto per la prima volta sul ring. Ahimè…. in ossequio al responso del “esperto giudice” (che ho compreso solo dopo aver letto i post precedenti) prendo atto di avere un carciofo perché si è beccato un molto buono e per giunta in classe giovani!!
    Il senso di frustrazione (condito da un guizzo di autoironia) è per non aver capito di avere un catorcio a quattro zampe (e quindi per non aver risparmiato 100 euro di benzina + 50 di autostrada + 10 di parcheggio + 40 di iscrizione ecc ecc. che di questi tempi….!).
    L’amaro non è per il giudizio al mio compagno a 4 zampotte – che da perfetto neofita avevo preso benissimo in quanto il giudice ha fatto un esame obiettivo sul quale, in realtà, concordo perfettamente – ma per l’aver scoperto dopo, quando sono riuscito a vedere i piazzamenti degli altri cani (presentati dal medesimo allevatore) i quali si sono spartiti un sequel di eccellente (chi primo chi secondo e via discorrendo) in tutte le classi, e dopo essermi accorto di essere in compagnia di un solo altro cagnolotto/carciofotto presentato anch’esso da un privato/sfigato come me 
    Ora…chiaro che gli occhi ce li ho anch’io e, pur essendo un perfetto neofita, lo standard della razza del mio bambolotto lo conosco a memoria (ho passato più tempo a consultare pagine, in tutte le lingue, di allevatori, di veterinari e di studiosi di quanto ne passo per altre cose); chiaro che c’erano dei bellissimi esemplari ma ne ho visti anche altri che, sinceramente, tutto questo eccellente “stra galattico” non lo meritavano. Certo….su X cani scoprire che gli unici 2 carciofetti sono quelli dei due privati sfigatini e silenziosi (peraltro tutt’e due con un comportamento impeccabile sul ring) è tutto un dire….! Stride anche sulla legge delle probabilità: non tanto per il 10% di mediocri ma per il 90% di superfighi !!
    Questo per sottolineare quanto ebbe giustamente a dire “DENIIS” circa i “molto buono” dato ai neofiti. Per logica conseguenza il mio compagno a 4 zampotte non lo iscriverò mai più ad un’esposizione perché m’è bastata una sola fetta per capire di che polenta si parla 🙂
    Le expo le lascio volentieri agli allevatori…tanto si spartiscono tutto loro (così se la cantano e se la suonano) spero solo che nelle prove di lavoro non ci siano gli stessi metodi da “figli e figliastri”!!
    Detto questo….mi consola aver passato 8 ore in piedi a fianco del mio pelosotto che s’è beccato più foto e coccole di quante ne potessi immaginare.
    Un saluto a tutti

  16. Brava Valeria! Articolo pieno di saggezza e competenza, Leggerlo e’ stato un piacere. L’esperto giudice non e’ infallibile,l’handler ci sa fare, i concorrenti debbono saper giostrare nel modo giusto. L’handler vince se e’ bravo ed ha un cane meritevole, contrariamente perde come tutti gli altri. Anzi, il giudice da lui pretende il massimo e guarda tutti i concorrenti con la stessa severita’. Da escludere che gli handler inviino particolari doni ai giudici: sono cosi’ numerosi i giudici! Come potrebbero far fronte a tale esborso certamente assai oneroso? Inoltre tutti i giudici possono affermare che gli handler hanno, in ring e fuori ring, un comportamento leale e sportivo Non mi risultano richieste di favori inoltrate da questi seri professionisti del ring.Forse sono pochi corretti certi allevatori, non gli handler che hanno sempre un comportamento veramente corretto. E,in questo caso, sta al giudice sapersi comportare …in modo leale e sportivo. In cinofilia non tutto e’ corrotto. Io, da tanti anni in cinofilia, ne ho viste e sentite di cotte e di crude, pero’ ho conosciuto anche tante persone oneste e tra queste proprio gli handler, non quelli improvvisati ma quelli veri. Cordialita’, ada bo

  17. P.S. un molto buono in classe giovani e’ OK! E’ un eccellente con una sfumatura nella presentaqzio o un piccolo difetto. Coraggio! Dal MB e’ facile salire all’eccellente!

  18. nn sono d accordo..vero perdono pure gli handler-ma di rado….si scelgono i giudici dv portare i cani….nn sono fessi e nn hanno tempo da perdere…poi vittoria e ‘ uguale a incassi….per cui non portano i cani dove
    credono di non fare risultato…poi ori…tra qlc anno….le expo saranno solo degli handler..vedrete

  19. No cara Ada, un “molto buono” in classe giovani ci sta perfettamente ed è pure logico, quello che non ci sta è che altri 10 cani (di cui 6 in classe giovani) tutti appartenenti ad un solo allevatore (peraltro persona simpaticissima e vero amante dei cani) si siano tutti presi l’eccellente e, quelli in classe libera, pure cacib cac, bacio accademico, dignità di stampa e inchino galattico. Io e un altro concorrente privato….. tapini…. un mb quasi a voler dare un senso a 10 eccellenti dati a cuor leggero. Poi…. i nostri due cani fantozziani (ed il mio in particolare) sono stati gli unici tenuti 15 minuti sotto esame (e i denti, e la coda, e le focature e, e, e) gli altri 10 hanno fatto un giro (e ribadisco UN GIRO) di ring (tempo 30 secondi) e sono stati classificati. Ora, ditemi tutto quello che volete, ma non che si danno 10 eccellenti, un cacib, una riserva cacib, un cac, un migliore di razza in trenta secondi e senza nemmeno guardare la dentatura (o come si chiama l’esame dei denti). L’unica soluzione per immaginare un giudizio un po’ più obiettivo e andare all’estero dove si spera ci sia gente un po’ più equilibrata e soprattutto nessun giudice italiano; non che non facciano tramacci magari anche i foresti, ma forse danno giudizi con più parsimonia ed oggettività e non “ad libitum”…. capisciammè 😉

  20. caro Marco, della tua esperienza e’ autore il/la giudice, La descrizione della tua giornata espositiva e’ chiara: non devi piu’portare il tuo cane a quel/la giudice. Hai fatto un’amara esperienza. Non ricaderci!!!!!

    • Si Ada, hai ragione ed è esattamente la conclusione a cui sono arrivato anch’io. E pensa: fino a quando non ho avuto contezza degli altri giudizi, ero pure orgogliso perchè come hai giustamente detto, un MB ad un “giovane” può sempre migliorare. E’ la logica che è venuta a mancare; come se una classe di una scuola facesse un compito scritto e su 20 alunni 18 prendono 10 e lode e due un 6+ ! Non si è mai visto! a meno che 1 sia un genio e riesca a far copiare 17 alunni su 20 e che la professoressa sia una perfetta stupida! C’è sempre un campione rappresentativo di tutte le categorie: ci saranno x 10 e lode; y 9; z 8 e via discorrendo e questo vale anche se fai un concorso riservato a soli “geni”. Comunque la prossima sarà sicuramente all’estero e prima di muovermi guarderò che non ci siano giudici italiani 🙂 Un salutone

  21. un MB non è la fine di un cane…..
    se dopo diverse expo’ si continua con i MB bisogna cominciare a porsi qualche domanda, del tipo:”Ma siamo sicuri che il mio cane abbia i presupposti per gareggiare in questo tipo di manifestazioni?” il mio primo cane l’ho sempre esposto da solo pur ricevendo sempre eccellente e pur avendo fatto qualche bel risultato con il tempo e dopo svariati giudizi ho capito che pur essendo come mi disse un noto giudice di cui non faccio il nome “un cane nell’eccellenza” ha i suoi limiti i suoi pregi e i suoi difetti, all’inizio suona strano e si tende a dare la colpa a chissà quali complotti poi si capisce che magari il cane è si un bel cagnone ma non cosi bello da meritarsi un Titolo (il tutto riferito allo standard)) rimangono due vie o si continua e si prende tutto come un gioco si va in expo si presenta il cane e vada come vada si sfancula contro quello o quell’altro e si torna a casa oppure ci si ferma e si smette di presentare quel determinato cane, dopo questa gravosa scelta si apre una terza via…
    si sceglie un altro cane con occhio diverso (come ho fatto) (partro dal presupposto che dopo svariate expo si sia capito cosa sia un bel cane) e si riparte certo sarà dura ma poi i risultati non tarderanno ad arrivare se anche dopo la scelta del nuovo cane i risultati non arrivano be…. ricominciate a leggere il commento:)

    • più che altro un cane non si cambia in base al giudizio di un giudice. I miei appunti di viaggio alla expo sono un po’ lo specchio della società italiana, come lo sono i politici corrotti, il clientelismo ecc ecc. Non è il mb che stride ma la correttezza delle persone nelle cui mani ti affidi, come nella vita insomma. Vorrei chiedere una cosa a voi ragazzi che siete molto più preparati di me: esiste un sito ove si possano trovare tutte le classifiche dei cani presentati alle varie gare? Intendo non i soliti primi tre sul podio ma un diario di tutti i giudizi? Se si, me lo indicate gentilmente? Un saluto a tutti.

      • catalogo alla mano, inserisci i dati sul sito dell’enci sul libro genealogico on line e vedi parte dei risultati ottenuti e titoli vinti dal cane, comunque non voglio essere cattivo ma se il cane merita alla fine vince magari ci si impiega più tempo ma se il soggetto è un bel soggetto alla fine dei conti le vittorie arrivano, domanda stupida ma quante volte hai esposto il tuo cane e con quanti giudici diversi? 1 mb su 10 expo non vuol dire nulla 5 mb su 10 expo è già un discorso differente, poi ci sono expò e EXPO’…. esempio stupido ma che forse rende l’idea la nazionale di Albarella non puoi paragonarla all’internazionale di Milano sia per cani iscritti sia per la qualità dei soggetti presentati è molto più difficile spiccare (senza nulla togliere alla nazionale di Albarella alla quale ho partecipato e in cui mi sono divertito moltissimo ed era ben organizzata) io non mi soffermerei troppo sul giudice ma guarderei il cane il tuo cane merita eccellente? oppure ha dei difetti… è stato presentato bene oppure è stato presentato “all’acqua di rose” sai son tante le cose da prendere in considerazione prima di parlare di corruzione e correttezza! Ognuno deve prima di tutto essere il giudice del proprio soggetto se tu conosci bene il tuo cane i suoi pregi e i suoi difetti saprai se quello che ha scritto quel determinato giudice corrisponde più o meno al giudizio che ti aspettavi, esempio hai un cane con la chiusura al limite se il giudice lo scarta per quel motivo non puoi gridare allo scandalo ma se tu non lo sai perchè non ci hai mai fatto caso oppure nessuno te lo ha fatto mai notare sarai indotto a pensare che sia solo un pretesto per eliminarti…. poi ogni giudice predilige determinati tipi di cani se sai che Lui in quella determinata razza ama i maschi grossi e ben piazzati è inutile presentargli il tuo maschio magari leggermente più piccolo, oppure sai che quella giudice ama le presentazioni ben fatte e tu non sei in grado di fare quel tipo di presentazione lascia stare e cambia giudice, ogni persona all’interno di uno standard ha comunque delle preferenze anche il solo colore del mantello ti può penalizzare…. ma queste cose come hanno scritto si imparano solo frequentando le expo nel massimo rispetto dell’amico peloso

        • Si Chicco, quello che affermi è correttissimo, è che non hai letto il senso di quello che ho scritto in precedenza e sei un po’ partito (come fanno molti, e talvolta a ragione) pensando che fosse la solita solfa “…giudice carognetta, che ce l’ha con me…ogni scarrafone è bello a mamma sua…oppure “lei non sa chi sono io”. Non è così. Non mi sono lamentato del giudizio che, fin dal mio primo commento, ribadisco essere più che giusto in quanto i difetti segnalati dal giudice ci sono tutti. Anzi, mentre tornavo a casa pensavo tra me e me “però, bravo ‘sto giudice, scrupoloso e pignolino, s’è guadagnato la giornata”. E questa è la parte A. Poi c’è la parte B: arrivato a casa leggo sul sito dell’allevatore di razza i risultati dei suoi altri 9/10 cani presentati (in tutte le categorie) e mi rendo conto che tutti i suoi cani si sono spartiti tutti i premi, tutti gli eccellente e tutti i cacib, cac e riserve varie. Ora, lo ripeto l’ennesima volta: non è il giudizio al mio pelosotto che è sbagliato, è la stranezza di 10 strafighi a 2 carciofetti. Un giudizio più equlibrato forse avrebbe dovuto prevedere, almeno nella classe giovani, che ne so: magari un paio di eccellenti e qualche molto buono, e questa mi sembra logica dei grandi numeri e logica di rispetto anche al fattore “de gustibus” che racchiude proprio quegli elementi aleatori che tu, caro Chicco, citavi. Se tu andassi ad un concorso pubblico, magari ben preparato, e scoprissi che su 12 concorrenti 10 prendono il posto col massimo punteggio e tu ed un altro vi beccate la sufficienza risicata e niente posto, cosa ti domandi in tutta onestà? Credo ti domanderai non tanto perchè tu hai preso la sola sufficienza ma come hanno fatto tutti gli altri, all’UNISONO, a prendere il massimo punteggio senza il minimo errore?!
          Ada (che ringrazio per l’analisi), di contro, ha una visione più oggettiva e ha capito al volo il problema senza presumere che un’osservazione fatta al “sistema” sia sempre preconcetta e sbagliata.
          Per la verifica della classifica il sito dell’ENCI dice poco o niente, e va considerato solo al momento dell’aggiornamento che non credo sia proprio così veloce. Sarebbe molto più corretto, anche per vedere come si comporta un giudice, avere una banca dati che riporta tutte le gare e tutti i giudizi dati dai vari giudici a tutti i concorrenti e non solo i primi tre! Forse così si rileva meglio l'”obiettività” dei giudici e la presenza di carciofoni 🙂

          • Giusto ieri un amico mi ha detto “non siamo qui per combattere contro i cani degli altri ma ci dobbiamo confrontare con il nostro standard per vedere come stiamo lavorando”
            questa frase racchiude in se tutto quello che dovrebbe essere una esposizione cinofila, tutto il resto come in una famosa canzone è NOIA……
            per rispondere al tuo dubbio sarei dovuto essere li in quel momento per assistere al giudizio, non dico che la tua analisi sia poco veritiera, anzi ho visto molto peggio e vissuto in prima persona scene di questo tipo,personalmente a te dovrebbe interessare solo la parte A, la parte B del tuo discorso è solo gossip, tu pensa che in un raduno classe libera maschi il giudice ha dato 25 molto buono e l’eccellente è stato dato solo ai 5 cani selezionati, (naturalmente ero tra i 25 MB), tu pensa che un allevatore molto spesso porta in expo solo i suoi soggetti migliori ed ha una rosa di soggetti tra cui scegliere, non porta quello che capita, idem per l’handler che se è serio presenta solo cani di un certo livello, il privato invece solitamente è costretto a presentare quello che ha sia che si abbia un ottimo soggetto oppure un cane mediocre (sempre di standard si parla), qui la legge dei grandi numeri e le percentuali non centrano nulla, se in un concorso pubblico si presentano in 10 8 studiano e lo passano 2 lo fanno solo perchè vogliono provarci e non si preparano non ci vedo nulla di strano se due vengono respinti e 8 passano!, poi si pubblicano solo i bei risultati mica si pubblicano le sconfitte:) chiedi ad un giocatore di carte e ti racconterà solo le partite in cui a vinto mica ti racconterà di come ha perso la casa:) ada ti ha detto quello che ho detto io in maniera più stringata, per quanto riguarda le expo amatoriali sono belle ma poco veritiere, se trovi quello che ti giudica ma non conosce la razza magari pensi di aver un buon cane poi vai in enci e prendi bastonate, poi nelle amatoriali non credere che non ci siano inciuci anzi…. della tua esperienza hai detto praticamente tutto tranne la razza e il nome del giudice:) magari qualche utente lo conosce è potra dirti di più, se per motivi tuoi non vui dire il nome e la razza almeno sapere a quale expo hai partecipato di che gruppo facevi parte potrebbe aiutare ad inquadrare la situazione sempre se vuoi sia chiaro

  22. Tutti i frequentatori delle expo’ si sono temprati con esperienze analoghe a quella di Marco. Chi vuol resistere, impara a sue spese a presentare bene, ad evitare certi giudici. a non confidarsi con i concorrenti. E’ tutta questione di esperienza. Esperienza sulla propria pelle; ma. fatta l’esperienza. si riesce anche a vincere, e a vincere bene. E’ un gioco un poco sadico e molto costoso, Per cio’ molti frequentano le expo’ amatoriali, che permettono di passare una giornata tra amici. Alcune si avvalgono anche di giudici enci!!!! Tutte hanno dei premi assai ambiti. Non ci resta che scegliere. Tenendo sempre presente che il nostro cane non va mai tradito. Lui ci ama e noi dobbiamo amarlo. Sempre.

  23. Non vorrei monopolizzare il blog per cui rispondo un ultima volta poi diventa monotona la discussione.
    Andiamo per citazioni Chicco:
    “”…a te dovrebbe interessare solo la parte A, la parte B del tuo discorso è solo gossip…”
    Quindi se a te l’agenzia delle entrate ti rettifica la dichiarazione perché hai un cane di razza e dichiari meno di tot non interessa se la stessa agenzia se ne fotte di verificare se qualcun’altro gira in ferrari con l’esenzione del ticket sanitario perché è gossip?!
    “””…se in un concorso pubblico si presentano in 10 8 studiano e lo passano 2 lo fanno solo perché vogliono provarci e non si preparano non ci vedo nulla di strano se due vengono respinti e 8 passano!…”””
    Non è quello che ho detto io, non esistono in natura 10 omologhi per capacità, bellezza, empatia, portamento, conoscenza, colore e chi più ne ha più ne metta. E’ più verosimile che esistano 10 belle ragazze e una “eccezionale” che vinca miss Italia, che 10 miss Italia “ex-aequo” e una brutta che si presenta al concorso.
    “””…poi si pubblicano solo i bei risultati mica si pubblicano le sconfitte:) …”””
    Se un giudizio si accetta ed è inappellabile, giustizia e correttezza vuole che sia reso noto. O tu preferisci fare un esame pubblico (o aperto al pubblico come sono le esposizioni) e poi pretendi che nessuno sappia che voti hai preso tu e quali gli altri?! Se un giudice (o un’associazione) non ha nulla da nascondere perché non rendere pubblici i dati? Tu faresti un esame senza aver contezza dei risultati degli altri? Non credo.
    E qui finisce (per quel che mi riguarda) il mio post.
    Il giudice e l’esposizione non è opportuno citarli per rispetto alla reputazione del giudice e dell’allevatore (peraltro persona molto cordiale e meravigliosa con gli animali).
    Il resto del tuo commento, Chicco, è condiviso totalmente. Un salutone e grazie delle risposte.

    • controbatto per l’ultima volta…
      8 cani eccellenti e 2 molto buoni non ci vedo nulla di strano, otto cani senza difetti o con difetti minimi e due cani con difetti che non li fanno arrivare all’eccellenza.
      sul proprio sito solitamente a meno che uno non sia un cog…. ci mette solo i risultati positivi (chiamasi pubblicità)
      poi se vuoi sentirti dire che ok il giudice ha sacrificato i due cani dei privati per dar luce all’allevatore ok nessun problema, a me solitamente interessa il giudizio del mio cane raramente mi interesso del giudizio dato a altri cani, non li allevo io ne tantomeno li presento, io vedo e giudico o meglio esprimo un mio parere solo se conosco la razza della quale sto parlando, non ho difficoltà ad accettare una sconfitta contro un bel cane, mi brucia molto di più vedermi passare davanti con cani che non reputo dei soggetti migliori del mio ma ho imparato anche ad accettare queste spiacevoli situazioni, solo due consigli prova fare qualche expo con più giudici, e non continuare a fare paragoni che poco centrano con le expo, le expo sono mostre cinofile un concorso pubblico è una cosa miss italia e l’agenzia delle entrate sono altre ancora… riguardo la parte A e la parte B te lo scrivo in italiano cosi magari risulta più comprensibile il discorso:
      la parte più importante della mostra cinofila è quella del giudizio della mattina dove vengono assegnati i CAC,CACIB punti per GPE ecc ecc, nel pomeriggio COPPIE GRUPPI RAGGRUPPAMENTI BIS GIOVANI VETERANI e chi più ne ha più ne metta sono solo spettacolo e basta certo fa piacere veder trionfare il proprio cane ma il tutto si riduce solo al puro spettacolo, ripeto la parte “importante” si svolge la mattina conosco gente che pur facendo la razza nemmeno ci va al gruppo perchè tanto lo ritiene solo una perdità di tempo in un B.I.S finale con quale criterio metti a confronto un bassotto e un alano è semplicemente spettacolo ragazzi rilassiamoci e godiamoci lo spettacolo che The show must go on ciao:)

  24. perdonatemi! Desidero concludere con una ridicola verita’. Nel tempo lontano fui chiamata in giuria per l’elezione di una miss “vattelapesca”: Le ragazze erano tutte positivamente carine, si distingueva dalla massa una poverina, piuttosto vicina alla squalifica….Ogni giurato aveva due voti a disposizione e tutti dimostrarono buon cuore. Votarono una bella e pietosamente dettero un voto alla poverina. Risultato: le belle si divisero i voti e la poverina vinse col massimo dei voti. Sorvolo sui fischi, ma non dimentichero’ mai tale esperienza.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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