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Sussurra al tuo cane

| 12 gennaio 2012 | 13 Commenti | Stampa articolo Stampa articolo

RECENSIONE LIBRARIA – Premetto che, la prima volta che mi è stato proposto dalla casa editrice di recensire questo libro, ho rifiutato di farlo: avendo litigato piuttosto duramente con l’Autore, temevo che la recensione potesse essere inficiata da pregiudizi. Il fatto che adesso lo stia recensendo significa che con l’Autore è arrivato un chiarimento: addirittura Giovanni Padrone è diventato lettore e assiduo commentatore di “Ti presento il cane”, il che potrebbe inficiare la recensione in senso contrario. Potrei parlarne bene perché mi è diventato simpatico.
Invece no: ne parlo bene perché è un buon libro, anche se qualcosa non mi è piaciuto (e tra poco specificherò che cosa).
Non c’è nulla di rivoluzionario, in questo testo, almeno per chi mastica un po’ di cinologia e di etologia: però c’è un ottimo connubio tra gli studi più recenti e l’esperienza diretta (quella che a me piace tanto, come è noto a chi mi legge), tra i proclami scientifici e la vita vissuta.
Insomma, l’Autore ha cinque cani, lavora con i cani…e si vede!
Perché questo gli permette di leggere e interpretare la teoria (di cui mostra un’ottima e approfondita conoscenza) attraverso l’osservazione pratica di cani “veri” e non di modelli sperimentali: e per quanto Padrone chieda scusa in anticipo per eventuali parti scientifiche “che potessero annoiare il lettore”, in realtà di noioso non c’è proprio nulla.
Ci sono parti più tecniche, questo sì, ma raccontate in modo gradevole e senza le supercazzole filosofiche che temevo di incontrare leggendo titolo e sottotitolo.
Infatti titolo e sottotitolo sono proprio due tra le cose che non mi sono piaciute: il primo – molto semplicemente – perchè richiama Cesar Millan (“The dog whisperer”, ovvero “colui che sussurra  ai cani” è proprio il titolo del suo programma… ma tranquillizzo subito tutti: in questo libro, grazie al cielo – e nonostante la facile battuta sul cognome dell’Autore – non c’è traccia di “millanate”!); il secondo perché la definizione di “etopsicocinologia” data dall’Autore al suo approccio relazionale con il cane sembra uno delle tante fantasiose definizioni che i moderni educatori si autoappiccicano per apparire “diversi e più avanzati” degli altri…e che spesso si trasformano in una caterva di blaterate più o meno filosofiche senza capo né coda (quelle che io chiamo appunto supercazzole, citando il celeberrimo “Amici miei”).
Per fortuna, però, non ce n’è traccia nei contenuti dell’opera, che sono divisi in tre parti: la prima inizia dalle origini del cane e tocca poi argomenti quali i rapporti sociali (con una eccellente sezione dedicata ai calming signal nella quale, finalmente, si trova una buona definizione di “calmante” e “pacificante”e delle relative distinzioni), la comunicazione inter e intra-specifica, l’aggressività e così via.
C’è anche un capitolo sulla dominanza e le gerarchie con il quale, però, mi trovo in clamoroso disaccordo solo perché l’Autore dichiara che “la dominanza non è mai esistita tra i cani né tra i lupi”: dopodiché, per tutto il resto del libro, insegna ad assumere un ruolo dominante sul cane. Come sempre, è solo questioni di termini: per Padrone (che descrive se stesso come un ex “primate isterico” poi convertito alla calma e alla ricerca di collaborazione dai propri cani) “dominanza” significa coercizione e imposizione con l’uso della forza. Il punto è che nessun cane e nessun lupo l’ha mai intesa così. Un “primate isterico” (ma anche un lupo isterico) che tentino di sopraffare gli altri menando o urlando non arriverebbero MAI ad un ruolo gerarchico dominante, né in un branco né in una famiglia.
Purtroppo la confusione sui termini è ormai dilagante, quindi non c’è da meravigliarsi se ogni Autore cerca scappatoie diverse per far capire che “dominare” non significa essere “padri-padroni”: a mio avviso il modo più semplice sarebbe quello di spiegare cos’è davvero la dominanza e cosa sono davvero le gerarchie… ma è anche vero che personalmente ci provo da quarant’anni senza riuscirci. Quindi forse hanno ragione quelli che vogliono cambiare i termini, anche se a mio avviso la confusione così aumenta anziché diminuire.
A parte questa diversa visione della terminologia, comunque, Padrone dà una valida descrizione dei ruoli e di come questi si possono ottenere-mantenere-gestire.
La seconda parte del libro affronta il tema della psicologia e delle anomalie del comportamento, mentre la terza si occupa di apprendimento e tecniche comportamentali, con numerosissimi esempi pratici e con numerosi esercizi descritti anche fotograficamente, il che avrebbe potuto essere un vero punto di forza dell’opera…se non fosse per l’ultima cosa che proprio non ho apprezzato, e cioè il fatto che le foto siano dei francobolli. Non sono piccole: DI PIU’!
Tanto che in alcuni casi diventa difficile anche capire cosa ritraggano esattamente…ed è un doppio peccato, perché in molti casi le foto sono (o sarebbero state, se avessimo potuto vederle senza microscopio…) veramente BELLE.  Presumo si sia trattato di una scelta editoriale dovuta all’esigenza (che ben conosciamo, ahimé) di far coincidere un numero di pagine limitato – che conseguentemente limita i mostruosi costi di carta e stampa – con l’esigenza di metterci tanti contenuti. Però così si perde tutta la bellezza del libro: l’impaginazione ricorda le costrizioni iconografiche che si trovano online, quelle che spesso fanno pensare “bello, però su carta farebbe tutto un altro effetto”. Ecco, qui siamo su carta, ma l’effetto migliorativo manca completamente.
Detto questo, è evidente che i contenuti sono più importanti della “confezione”: e i contenuti sono di ottimo livello.
Non mi trovano sempre d’accordo, anche perché sarebbe stato quasi impossibile: l’Autore è un gentilista e utilizza il clicker training, entrambi metodi/strumenti che non amo in modo particolare. Inoltre si sente un certo influsso del Pageat, Autore che tende a risolvere un po’ tutto con la farmacologia, altro approccio dal quale dissento.
Però c’è da dire che il tutto è spiegato in modo assolutamente corretto, riflettendo una preparazione completa ed approfondita: in due parole, Padrone sa quello che fa e scrive quello che sa, il che lo pone almeno un gradino sopra a tutti coloro che scrivono per sentito dire (o per “letto/studiato da qualche parte”) senza aver mai visto un cane o quasi.
E pazienza se poi il concetto di “ti insegno come diventare dominante agli occhi del tuo cane”, o di “come evitare che il cane ti metta le zampe in testa” viene descritto come RSG (Regressione sociale guidata), che fa più scena ed è di gran moda:  l’importante è che si facciano le cose giuste (che sono poi le vetuste regolette come “passare per primi dalla porte” e “non consentire a un cane dominante di dormire sul letto”, però dette con parole diverse…) e che i risultati, alla fine, arrivino.
Quando leggo un libro come questo, che può essere davvero utile a chi si avvicina per la prima volta al cane e/o a chi ha già qualche base cinofila, ma vuole migliorare le proprie conoscenze, divento molto più tollerante verso i termini a volte fin troppo forbiti che si utilizzano ultimamente per “riciclare” cose note.
Perché le cose, qui, sono comunque dette nel modo giusto e soprattutto senza supercazzole: sono comprensibili a tutti, anche a chi non ha dodici lauree alle spalle, quindi possono essere veramente utili.
E di cose utili ce ne sono davvero tante, alla faccia delle (o forse “grazie alle”) microfoto.
Concludendo: voto alla grafica 5 – , ma voto ai contenuti…un bell’ 8 pieno.

Sussurra al tuo cane – di Giovanni Padrone
Edizioni Cinque
168 pagg – € 19,90


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Categoria: Libri - Video

Informazioni sull'autore ()

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni e addestrato cani da utilità per 16. E' autrice di oltre 60 libri cinofili.

Commenti (13)

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  1. Quando ho letto il tuo messaggio su fb (Nel bene e nel male…recensione online!) ho pensato: ‘Ecco che mi ha mazziato’. Quando poi sono venuto a leggere la recensione sono rimasto molto soddisfatto, perché da tecnica della cinofilia hai toccato i punti giusti che io volevo trasmettere a chi avesse avuto la bontà di acquistare e leggere il mio libro.
    Essendo il mio primo scritto, naturalmente sapevo che qualcosa avrei dovuto raddrizzare per cui accetto volentieri le tue critiche. Come tu hai già capito le dimensioni delle foto sono state decise dall’editore, mentre nell’e-book originale (che è stato online dall’aprile 2010 al giugno 2011, mese in cui il libro è stato pubblicato da Edizioni Cinque) le foto erano di una dimensione ben visibile, tant’è che le pagine erano circa 300 e non 169 come il libro stampato. Purtroppo questo (come tu stessa hai intuito) ha tolto la bellezza delle foto fatte da una fotografa professionista con una certa sensibilità per i cani: mia moglie Tania.
    Certamente io vengo dalla scuola ‘Pageatiana’ con cui inizialmente mi sono formato (includendo in questa anche i libri di Beata, Dehasse ed altri) per cui alcune tecniche della stessa, come la RGS, sono state indicate più per dovere di cronaca che per la loro effettiva utilità (l’RGS al cane non interessa, ma è un modo per insegnare al proprietario un minimo di gestione del proprio cane) e da quando il libro è stato concepito due anni e mezzo fa (prima in versione e-book e poi stampato) ad ora alcune di queste le ho mantenute perché effettivamente utili, mentre altre sono state definitivamente abbandonate e sostituite da metodi più idonei (tant’è che l’RGS è da oltre un anno e mezzo che da me non viene insegnata).
    Sono d’accordo sul titolo del libro che ricorda il Millan(tatore) made in USA, ma poiché il titolo era di riferimento al mio sito, avrei dovuto avere un’idea diversa nel titolare lo stesso (e di conseguenza sarebbe stato diverso anche il titolo del libro). Vabbè… Ormai non si può tornare indietro, ma vedrò di stare più attento per i miei prossimi scritti.
    Riguardo al termine ‘etopsicocinologico’, in realtà era un mio modo di personalizzare ciò che io nel tempo stavo recependo per comprendere il cane da un punto di vista della sua storia evolutiva, etologia e psicologia più che per farne un business (tant’è che a soldi stiamo a punto e a capo ;) ). La mia opinione è un po’ la stessa di chi ha concepito il sistema operativo Linux: quello che impari deve essere trasmesso agli altri senza specularci sopra. Ogni educatore si deve ricordare che prima di tutto DEVE offrire un servizio alla gente che deve farsi una cultura cinofila corretta e non certo quella degli show televisivi di Millan o Buddy.
    Riguardo a dominanza, certo che io intendo una imposizione psicofisica sul cane. Se tu, invece, intendi che comunque il cane deve trovare nel suo partner umano un punto di riferimento con cui coesistere e cooperare, allora questo è anche il mio punto di vista, ma io non lo chiamo dominanza per motivi etimologici del termine. Come dice l’amico Claudio Mangini, ‘io sono uno di loro’, riferito ai miei cani. :)
    Per il resto, ripeto, sono molto onorato della tua recensione e il fatto che tu dica che ciò del mio libro che è scritto in modo chiaro e corretto e che io so il fatto mio, è molto più che soddisfacente. Vuol dire che anche a te ho trasmetto gli input giusti.
    Insomma Valeria, grazie mille.


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  2. Lupi scrive:

    valeria però c’è un altro signore che sussurra ai cani oltre a giovanni e il millan…


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    • Lupi, dimentica il titolo :) . Io non mi ritengo un sussurratore ma solo una persona che cerca di capire i cani, studiando e lavorandoci insieme. Poi, parlando di sussurrattori (volutamente con due T) c’è una sussurratrice (Jean Fennell), poi c’è quello che sussurra ai cavalli (Monty Roberts), quello che sussurra ai coccodrilli, l’altro che sussurra ai leoni, ecc.
      Io me ne sto zitto, non fiato nemmeno, mi limito a guardare quello che fanno i miei cani che di solito quando usciamo e sono fra loro se ne stanno zitti pure loro, annusano, cercano, osservano e se giocano abbaiano.
      Più che sussurratore sono il muto che guarda i cani. ;)


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      • Lupi scrive:

        ecco la fennel. un’altra che non mi piace per niente o per lo meno che dice anche delle cose giuste un po’ come tutti ma che per tante cose proprio non mi piace.Giovanni, ci conosciamo già…scrivevamo su uno stesso forum… dove adesso non scrivo più. non so se hai capito chi sono…


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  3. Redazione scrive:

    Lo so, c’è Sims, ma quello mi infastidisce meno di Millan!


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    • Lupi scrive:

      che non mi piace più di tot neanche lui… almeno il libro che ho letto ecco.è razzista e ha delle teorie strampalate tutte sue…


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  4. luc scrive:

    E mannaggia il diavoletto che ce ha fatto litigà, pace pace e libertà ….
    Lieto che sia tornato il sereno, stimando entrambi mi dispiaceva.


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  5. elisa scrive:

    hahaha, luc ho capito chi è, ma… lupi?!?!?


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  6. McZook scrive:

    Sono contento di non essere l’unico “ex-primate” isterico … ringrazio ogni giorno i miei cani che mi hanno aiutato nella metamorfosi e mi hanno sopportato quano ero ancora allo stadio larvale. :-)


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