di CLAUDIO CAZZANIGA – Da qualche tempo a questa parte alcune associazioni legate al  C.O.N.I. stanno aprendo le porte alle attività cinofile, tra cui il lavoro in  acqua. A dir la verità alcuni di questi enti si stanno già dividendo… ma i  cinofili non fanno, o non dovrebbero fare,  riferimento all’ENCI…???
Dichiaro subito, anche se non interessa a nessuno, che personalmente ho scelto  la via di riconoscimento dell’ENCI. Dico anche che il fenomeno non mi crea problemi, che non sono schierato nè pro e nè a favore.
Di più. Lavoro per una  multinazionale che si occupa di gelato… per cui credetemi, il mio vuole essere un semplice esercizio mentale per capire il fenomeno

La prima cosa che ho fatto è stata quella di fare una telefonata al C.O.N.I. e  fare una bella chiacchierata con una responsabile delle relazioni esterne.  Omertosa sulle sue generalità, ma molto illuminante.
Intanto in C.O.N.I. è (copia-incolla dal loro sito) “emanazione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), è autorità di disciplina regolazione e gestione delle attività sportive nazionali. Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Ente pubblico cui è demandata l’organizzazione e il potenziamento dello sport nazionale, promuove la massima diffusione della pratica sportiva”.

Il C.O.N.I. riconosce ad oggi 14 Enti di promozione. Tra questi lo CSEN, LIBERTAS, CSI, UISP ecc. Queste associazioni hanno come fine statutario la promozione e l’organizzazione di attività fisico-sportive con finalità ludiche, ricreative e formative. In particolare si occupano dell’organizzazione di attività sportive a carattere amatoriale, anche se spesso di tipo agonistico, di formazione e di avviamento alla pratica sportiva, corsi per tecnici ed arbitri, di diffusione della pratica sportiva attraverso eventi e pubblicazioni.
E direi che fino a qui, come direbbero i Francesi… “chapeau”.
Ma si parla sempre di persone…

Parla, parla, parla…. la gentile signorina mi dice che ci sono delle ferree regole per essere riconosciuti. A caso: uno statuto in regola (chiaro), costituire un’associazione (…ci mancherebbe), un numero di società o associazioni sportive affiliate non inferiore a mille e un  numero di iscritti impegnati con qualsiasi ruolo in attività sportive superiore a 100.000 (‘sti cazzi…), la presenza con la propria organizzazione in almeno 15 regioni (mica poche…).
La presenza di un’organizzazione richiede l’esistenza di un comitato regionale dell’Ente e di almeno tre società sportive affiliate in almeno la metà delle province facenti parte della regione stessa (chi se ne frega tanto le province pare che le aboliscano…); insomma, per  essere riconosciuto Ente bisogna sottostare a un preciso regolamento.
Chiariti questi punti, mi informo sui vantaggi che queste associazioni traggono dall’essere riconosciuti CONI.
Due su tutti: una certa elasticità fiscale e la possibilità di affiancare al proprio logo quello del CONI. Ma anche, dimenticavo, la possibilità di avere un contributo economico armonizzato (non so cosa significhi, ma mi ha detto così…) al numero di iscritti.

Anche qui, nulla di strano… ma perchè mi chiedo e le chiedo, perchè inserire la cinofilia?? Tutti quelli che mi conoscono sanno che il mio DNA cinofilo è prettamente sportivo, sono contento se la cinofilia sportiva riesce a far breccia a qualsiasi livello, ma ho un pò di timore che iscrivere cinofili a questi Enti sia soprattutto di aiuto alle loro casse: e chi si iscrive cerca poi di farsi bello con loghi riconosciuti a livello nazionale.

La signorina è stata molto gentile con me… ma qui sorvola, la ringrazio e la saluto.
Proseguiamo. Cosa bisogna fare per affiliarsi a questi enti??
Qualche corso interno, superare qualche esame… non so, penso ad esempio per i per i gruppi cinofili… un certo numero di cani in una determinata disciplina; per i Centri cinofili, un certo numero di campi… invento… non so..
No, nulla di tutto ciò.
Basta compilare una domanda, allegare un bonifico (molto modesto), inviare i nomi dei tesserati con la propria quota (molto, molto modesta) e nell’arco di pochi giorni siete riconosciuti dall’Ente. Nel giro di un anno vi arriverà a casa un attestato di riconoscenza da parte del CONI.

Insomma… con tutto il rispetto, un pò come aderire ad una bocciofila… e si è inseriti in una specie di matriosca: io cinofilo sono riconosciuto dal mio  gruppo, che è riconosciuto dall’ente, che è riconosciuto dal CONI, che è riconosciuto dal CIO… per cui io ed il CIO siamo parenti.
Ed a me un pò il dubbio rimane…
Ma dico la verità: quei moduli di adesione li ho stampati anche io: credo almeno 10 volte. Solo per futili motivi di tempo o pigrizia non li ho mai  spediti.
Comunque, sono proliferati i corsi riconosciuti da questi Enti ed anche lì credo che avere sul proprio volantino il logo del CONI sia più un farsi  bello che dare un valore aggiuntivo all’evento: la vedo più come una bella mossa di marketing.
Anche gli istruttori legati a queste sigle sono spuntati ovunque. Bisogna però dire che all’interno delle sezioni cinofile di ALCUNI di  questi Enti operano fior di professionisti della cinofilia che hanno creato dei corsi di formazione interessanti e seri. Altri, invece – e parlo soprattutto per ciò che riguarda il lavoro in acqua, che è quello di cui mi occupo e che conosco – a mio avviso lasciano molto a desiderare.
Per cui, se decidete di affiliarvi o di seguire un percorso cinofilo con questi Enti… andate a vedere almeno da chi sono formati i comitati tecnici.
E che Dio ve la mandi buona.

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22 Commenti

  1. Per come la vedo io (e il mio commercialista), le associazioni sportive dilettantistiche (Coni o non CONI) non a scopo di lucro hanno poco o niente a che vedere coi centri cinofili (tralasciando i club che svolgono per es. agility o che promuovono esclusivamente le discipline sportive nel fine settimana). Offrire corsi di educazione cinofila dietro compenso significa svolgere una prestazione professionale, che, in quanto tale, deve essere tassata. Corsi per cuccioli, consulenze comportamentali etc SONO attività a scopo di lucro (svolgo il mio lavoro con passione, ma per me è un lavoro con tutte le conseguenti considerazioni etiche) . Mi domando per quale motivo poi educatori dilettanti si fregino di essere professionisti aprendo un’asd. O sei dilettante o sei professionista. O svolgi una professione o ti ci dedichi per hobby. Aprire un’Asd vuol dire avere agevolazioni fiscali e pagare praticamente zero tasse. Comodo. Ma secondo voi è corretto che un’asd si faccia pagare 40 euro all’ora esentasse per consulenze comportamentali? Ma voi paghereste 40 euro all’ora un dilettante? Come mai il 99% dei centri cinofili offre corsi di tutti i tipi, ma nei siti non compare mai un prezziario (nè orari delle attività)?
    Puo’ un’associazione sportiva dilettantistica non a scopo di lucro offrire corsi di FORMAZIONE PROFESSIONALE facendosi pagare migliaia di euro?
    Io sono educatore professionista, cio’ significa che, oltre ad avere una preparazione effettiva teorica e pratica (le affiliazioni non aggiungono credibilità al mio centro) e di questo ci vivo e pago le tasse come libero professionista, prima di tutto per onestà nei confronti del cliente.
    Sicuramente questi discorsi sono scomodi e tanti dicono che dell’educazione cinofila non ci si può vivere (forse bisogna provarci investendo in una formazione credibile e dimostrando una reale volontà di professionalizzarsi). Se dell’educazione cinofila non possiamo viverci per tanti motivi, allora per favore non facciamo pagare per consulenze e corsi come se fossimo professionisti e non atteggiamoci a tali.
    Cio’ che dico non è, purtroppo, un’opinione personale da cui scaturire chissà che polemica, ma è purtroppo una condizione dettata dalle leggi fiscali.
    Potete visionare tutto
    http://www.pogas.it/cms-upload/fisco-e-sport-per-sito.pdf

    Tra l’altro, piaccia o meno, i servizi per animali da compagnia saranno soggetti a studi di settore (a quanto pare per quei 2 o 3 educatori italiani che sono professionisti e non dilettanti 😉 )
    http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/wcm/connect/1e1ad30049c7aea6b8c3be7261567127/Provv_revisione_studi_12_02_2012.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=1e1ad30049c7aea6b8c3be7261567127

    Mi piacerebbe sentire l’opinione di un commercialista. Puo’ essere che io sia stata raggirata e che come una stupida a pagare una marea di tasse in un momento di crisi in cui , a quanto pare, esser furbi è l’unica possibilità di sopravvivere. Son pronta a farmi illuminare (da chi ha effettive competenze in ambito fiscale ovviamente).

  2. E da poco nata anche la FICSS, sempre CONI e giusto oggi stavo vedendo un pò di gente che in un batter d’occhio è diventata tecnica di 3-4 specialità e può perfino formare altri binomi a sua volta. Mi sembra che il trend sia quello di sventolare diplomi, curriculum, affiliazioni…con troppo poco fango sui pantaloni però!
    Poi non capisco una cosa, uno è educatore X,tecnico X e via dicendo di una data associazione fino a che ne paga l’affiliazione, se non paga più decade la sua qualifica…non pagando decadono anche le capacità?
    Caro Claudio, il lavoro in acqua lo conosco poco, ma posso dirti che sono preoccupata per il settore ricerca al quale tengo molto e sul quale ritengo non si possa giocare come si sta facendo da più parti. Ormai il soccorso è come l’agility, tutti lo vogliono fare e viene data la possibilità a troppi di farlo, troppe organizzazioni che hanno visto anche in questo settore i numeri, troppi tecnici e istruttori di lavori così seri (perchè non sono sport, sono la massima espressione del lavoro)che non sanno nulla più della ricerca che insegnare al cane a giocare con un figurante 🙁

    • Fammi capire Caterina: vorresti pagare una tessera “una tantum” che ti da la possibilità di fare un percorso ed ottenere una qualifica, dopodichè “Grazie ed arrivederci?”……

  3. Vorrei capire da quali dati o informazioni proviene l’affermazione “che questi enti si stanno già dividendo….”; non mi risulta nulla di tutto ciò, anche perchè la gentile Signorina del CONI mi pare abbia risposto sia pur parzialmente su come funziona il discorso del riconoscimento al CONI. Non capisco ancora perchè i “cinofili dovrebbero fare riferimento all’ENCI…”.
    Mi sembra che si stia facendo un pò di confusione sull’argomento, riconducendo tutto a portare “acqua al suo mulino”, ovvero alla sua Associazione di riferimento. Cosa legittima e sacrosanta. Proprio per questo, non si scandalizzi se ogni Associazione, in tutta libertà ed autonomia, fa il suo Marketing e/o fa le sue proposte ed offerte e si promuove in maniera trasparente e chiara. Sul lavoro in acqua ci sarebbe da dire tanto; troppo spesso si fanno affermazioni sacrosante e di principio tutte valide e condivisibili, prime fra tutte, il desiderio di “mettersi attorno al tavolo tutti insieme”, ricerca di comuni intenti ecc. ecc. Nei fatti assistiamo a comportamenti posti all’esatto contrario e talvolta di comodo; allora non valgono più i principi di solidarietà, serietà, professionalità ecc. ecc. Talvolta torna comodo cavalcare certe iniziative, fino a che non si scopre che erano “bufale”. Tanto per fare un esempio mi riferisco a quanto venne pubblicato nel suo sito in merito a certi “brevetti” più o meno “indicati” come brevetti di Protezione Civile. Pagine web pubblicate e dopo qualche giorno rimosse (perchè rimosse se tanto ispirati da sani principi?). Per tali motivi, mi pare inopportuno il tono ed il senso critico che viene fatto a certe Associazioni riconosciute dal CONI ed indirettamente al CONI stesso.
    Le Associazioni affiliate al CONI, nel settore cinofilia promuovono ed organizzano corsi per educatori/istruttori cinofili di alta qualità. Consiglio la visione del programma sui siti di riferimento ivi compresa la consultazione dei docenti. Pertanto, che piaccia o no, quando un’Associazione affiliata rilascia un attestato tecnico lo fa a giusto e soprattutto serio titolo.
    Nel “nostro mondo”, caro sig. Cazzaniga cosa avviene? Ben sa che la quasi totalità degli Istruttori/acqua lo è per nomina diretta. Quali corsi hanno fatto? Quali esami hanno sostenuto? Che attestati (più validi di CSEN LIBERTAS o altro) hanno ottenuto?.
    Faccia un “giretto su Internet”, sig. Cazzaniga vedrà dei filmati “allucinanti” sull’addestramento e la conduzione dei cani da parte di questi istruttori.

  4. Alessandro forse hai letto solo quello che hai voluto dello scritto. Comunque volevo dire che uno che è stato qualificato lo dovrebbe essere e basta, ha superato un esame che, in teoria, ne certifica le capacità, che non dovrebbero scadere assieme alla tessera. Ma questa è una sparata tutta mia, che non ha molto a che vedere con l’articolo. Il CONI tirta acqua al suo mulino come fanno tutti, tutti dicono di avere i docenti più seri, tutti dicono di essere davvero l’alta qualità sul territorio,e tutti contro l’ENCI…sempre le solite cose insomma. Ma poi vai bene a vedere anche nel CONI come in altre associazioni ci sono istruttori che non si capisce davvero come hanno fatto a diventarlo. Le cose allucinanti ci sono per tutti, qualificati o meno, CONI o ENCI….
    E a parer mio in settori molto delicati quali protezione civile e acqua preferisco uno che non ha attestati ma tanta tanta esperienza e lavoro alle spalle che un laureato in possesso di qualsivoglia diploma. Ma appunto parere mio, che sono qui per confrontare idee e vedere punti di vista diversi.

  5. Concordo in pieno sul fatto che tutti, ovviamente, nell’ambito delle proprie realtà tendono a promuoversi e mettono in evidenza la migliore qualità della propria Associazione rispetto alle altre; ci mancherebbe altro che non fosse così!!! Non concordo sul fatto che “tutti contro l’ENCI”. Anche io sono un tesserato ENCI, seguo le iniziative con attenzione, ma in tutta libertà mi sono anche affiliato ad altri Enti che perseguono, a mio avviso, degnamente le stesse finalità. Non denigro l’ENCI ma, per libera scelta ho deciso, come tanti altri, di prendere altre strade. Per quanto riguarda la qualità dei servizi forniti, mi rimetto semplicemente al programma dei corsi offerti da CSEN riconosciuto CONI e relativo elenco dei Docenti; mi pare che sia programmi che docenti rivestano doti di eccellenza. Mi pare che a livello di CSEN, i rappresentanti del Settore Cinofilia siano persone di altro spessore professionale, che si muovono in un contesto generale di circa 17.000 Associazioni affiliate con 1.400.000 Soci. Non mi sembra roba da poco. Da notare purtroppo che vi sono tante Associazioni che, talvolta, spacciando il marchio di una Associazione riconosciuta dal CONI, propongono corsi ed attività con lo scopo di fare cassa a prezzi stracciati ed in poco tempo. Da li, forse, nascono gli “istruttori” che non si capisce come hanno fatto a diventarlo. Che dire poi del riconoscimento della qualifica? sono del parere che se prendi un percorso formativo con un Ente o Associazione che ti da la possibilità di qualificarti, dovresti contribuire costantemente alla vita dell’organizzazione stessa, rinnovando annualmente l’iscrizione. Non discuto sulle capacità acquisite (fuori di dubbio) ma semplicemente di “obbligo morale ed etico”.
    Ok per l’esperienza di chi lavora da anni rispetto al laureato di prima nomina. Proprio per il discorso esperienza, si dovrebbe considerare però il fatto che oggi i metodi di educazione ed istruzione cinofila sono profondamente mutati rispetto ai metodi che definisco “coercitivi” molto in voga nei primi anni 2000. Forse qualche “istruttore di esperienza” non si è mai voluto mettere in discussione rimanendo ai vecchi sistemi. Come tu hai fatto notare di qualche istruttore che non si sa ben come lo sia diventato, ti posso citare tanti altri “istruttori di esperienza” che, nonostante risultati, medaglie e coppe non sanno nemmeno riconoscere i segnali di stress in un cane che, secondo me è la base dell’approccio a qualsiasi tipo di cane. Poi anche qui, ognuno la pensa legittimamente come vuole. Per farti un esempio, è un pò come il dentista meccanico, bravo preparato di esperienza ecc. ecc. ma che non dovrebbe mettere “le mani in bocca al paziente” per certe operazioni che sono invece deputate al Dentista laureato e qualificato. Anche questo è etica.

  6. Salve a tutti,vorrei veramente capire,in ambito lavorativo che cosa comporta affilarsi ad un associazione piuttosto che ad un altra o a piy di una?è solo una questione di nome che attira piu o meno clienti o ognuna mi offre dei benefici o servizi diverse dalle altre(assicurazioni,benefici fiscali ecc)?

    • In ambito lavorativo nessuna associazione, al momento, è in grado di rilasciare qualifiche che “significhino qualcosa”. Sono tutte associazioni/enti privati che fanno i loro corsi e rilasciano un attestato di partecipazione (qualcuno lo chiama “diploma”, ma un dilpoma dovrebbe essere rilasciato da un’autorità pubblica). Come sicuramente saprai, l’ENCI è l’unico Ente riconosciuto dal Ministero: ciononostante, anche nel suo caso si tratta di ente privato e quindi i suoi “diplomi” valgono all’incirca quanto gli altri. Assicurazioni e simili possono variare da una sigla all’altra: i benefici fiscali… ehm…ma in che film? 😀

      • Non so in quale film l ho visto ahahah 🙁
        Io chiedevo per capire meglio perche vedo in giro commenti pro enci contro enci e pro apnec o csen ecc e non riuscivo a capire.
        Quindi in fin dei conti una vale l altra giusto? O conviene non associarsi a nessuno?

        • Penso che la redazione abbia ben inquadrato l’argomento. Tutti gli attestati/diplomi rilasciati hanno una certa “validità”, ma lasciano al tempo stesso il tempo che trovano!!! Contraddizione? No certamente, siamo in Italia!!!
          Da qui la legittima concorrenza, anche sleale, che questi Enti si fanno l’un l’altro. Tutti contro tutti per accaparrarsi il maggior numero di aspiranti ai vari corsi, seminari, stage ecc. organizzati.
          Va detto che alcune manifestazioni vengono organizzate in maniera SERIA e PROFESSIONALE; si vedono in giro “corsi di formazione” per conduttori in Pet therapy di poco più di undici ore o giù di li, mentre se ne osservano altri che durano più di un anno ed hanno un percorso articolato e complesso, ove tra l’altro intervengono docenti di tutta fama, professionalità, e rispetto.
          Così dicasi per tutto il resto…..
          Basta guardarsi intorno e “ponderare” la QUALITA’ DELLA PRESTAZIONE EROGATA in rapporto al Prezzo richiesto….che sia ENCI, CSEN, APNEC, e chi più ne ha più ne metta.
          Così sarà in relazione a quanto detto soprà, la validità dell’eventuale attestato/diploma ricevuto.

  7. Lavoro nel Settore Sport della Pubblica Amministrazione. Ho letto i commenti recenti sui vari Siti e ricevuto una contestazione da parte di una ASD cinofila che ha dichiarato di essere riconosciuta dal CONI in quanto affiliata a Ente riconosciuto e anche alla neo Federazione Italiana. Il sito della neo Federazione non riporta il logo del CONI perchè non riconosciuta (come molte Federazioni delle Arti Marziali). Nel Sito CONI la cinofilia non è nella lista delle discipline riconosciute, non è nella lista delle discipline associate, non ha alcuna Federazione riconosciuta. I Registri CONI pubblicano TUTTE le forme associative che RINNOVANO l’affiliazione agli Enti o Federazioni riconosciuti, senza però filtrare le discipline. Nei Registri Nazionali e Provinciali sono infatti anche pubblicate forme associative, gruppi, club che dichiarano di praticare es. yoga e danza classica che si professano culturali. La mia conclusione è che essere registrati al Coni, tramite gli Enti riconosciuti, non significa avere la disciplina riconosciuta e tra quelle riconosciute solo alcune sono Olimpiche. Attendo commenti e porgo Distinti saluti a tutti.

    • Non racconti nulla di nuovo e la cosa è risaputa da tempo. Tutto ciò però non vieta l’affiliazione ad un Ente di promozione sportiva riconosciuto dal C.O.N.I che, al suo interno, promuove il settore Cinofilia pur non essendo riconosciuta la disciplina. Non a caso, il C.O.N.I mi risulta stia invitando tutte le Associazioni della specie, affiliate ad Enti riconosciuti (C.S.E.N – Libertas – A.I.C.S ecc.) a togliere il “marchio” C.O.N.I da ogni evidenza, in particolar modo pubblicitaristica. Facciamo ammenda e stiamo provvedendo ad “esibire” solo un logo che sembra una coppa stilizzata senza la scritta C.O.N.I.
      Ci vuole un pò di tempo a ritirare e rifare materiale già stampato…..
      L’importante alla fine è essere consapevoli e non raccontare “balle” in giro come qualcuno fa tentando di copiare, imitare, promuovere iniziative e manifestazioni con l’intento di dare fastidio a chi cerca di fare le cose più regolari e trasparenti possibile (fatti salvi errori in buona fede); in questo caso si esibiscono perfino i cerchi olimpici….. Ciao

      • Ciao Alessandro. Grazie di avermi risposto. Premetto che amo tantissimo gli animali in particolare i cani e il Sito mi è piaciuto oltre che incuriosita. Ho letto tutti i commenti per cercare di saperne di più e in modo più corretto possibile. Dovevo inviare una notifica ufficiale di esclusione dall’Albo Ass. Sportive Comunale ad una ASD cinofila, furbona, che due anni fa aveva richiesto on line l’iscrizione all’Albo con l’inganno: aveva dichiarato danza sportiva e orientamento (discipline umane!). Qualche giorno fa si è tradita da sola dichiarando SOLO cinofilia. Dovevo inviare notifica di esclusione per false dichiarazioni all’Amministrazione Pubblica. L’associazione, per salvare l’iscrizione, ci ha poi dichiarato che c’erano trattative in corso con il CONI. Oltre a leggere il Sito CONI volevo informazioni e aggiornamenti dalla controparte cinofila italiana navigando sui Siti Internet specializzati. Io non discuto che ci siano bravi addestratori o che abbiano più esperienza di altri. I cani sono bravissimi nella ricerca delle persone. Qualcuno confonde poi le DOG Olimpiadi con le Olimpiadi del CONI. Per fortuna l’Associazione in questione è rinomata nella mia Provincia. L’ammissione all’Albo Associazioni Sportive Comunale e l’iscrizione (e non solo la registrazione!) al CONI, diretta o indiretta, serve proprio alla trasparenza amministrativa e fiscale, alla visibilità pur proteggento la privacy. Molte si dichiarano ASD e non lo sono. Spesso sono solo Club a scopo di lucro…e non pubblicano mai prezzi o un recapito. Sarebbe come ammettere all’Albo delle Ass. Sportive le associazioni di danza classica che si professano esclusivamente Culturali e offendono la danza sportiva che invece è disciplina riconosciuta dal CONI. Iscriversi all’Albo Comunale con i requisiti richiesti è una libera scelta. L’iscrizione viene premiata con particolari agevolazioni e priorità nell’assegnazione degli impianti sportivi. Come dici tu l’importante è non raccontare balle per scavalcare sopratutto chi ha i requisiti riconosciuti. Il mio commento era rivolto a chi ancora si chiede che differenza c’è tra riconoscimento CONI/non riconoscimento, ASD/SSD o Club, Gruppo sportivo etc. In breve: trasparenza amministrativa e fiscale a favore della Cittadinanza e dilettantismo cioè “non professionismo a scopo di lucro” (lucro in senso buono cioè guadagno). Da notare come alcune associazioni non pubblicano i prezzi dei Corsi o delle iscrizioni… Anche questa è una libera scelta. Forse non hai letto i commenti di qualche anno fa… che non hanno ricevuto risposta. Ho messo a disposizione parte della mia esperienza amministrativa per chi ha ancora le idee confuse (o finge di averle…).Vi inserisco nei Siti preferiti per tenermi aggiornata in materia. Cordialità.

        • Monica, intanto io ti ringrazio perché con i tuoi interventi ci stai aiutando a fare sempre più chiarezza. Quindi, GRAZIE!

  8. Buongiorno,
    per quanto concordo con molti di voi…rimane un unico fattore fondamentale che Redazione ha tirato in ballo…l’Enci è l’unico ente riconosciuto dal ministero (anche se privato), quindi sono portato a dire che l’unica qualifica valida riconosciuta è proprio la loro.
    Questo non vuole togliere nulla alle altre associazioni ed ai vari validi docenti…che potrebbero anche saperne molto di più degli stessi in Enci per esperienza e conoscenza…ma come si suol dire carta canta.
    Chiaramente poi dipende tutto da quale sia la strada che ognuno vuole percorrere, ad esempio molte associazioni ti permettono di aprire nuove strutture usando il loro nome (ulteriore pubblicità).

  9. Buonasera Manuel,
    se fossi in te mi andrei a vedere quanti riconoscimenti Ministeriali ha anche per esempio lo CSEN……quanti associati ha, specialmente nel campo della Cinofilia; da ciò potresti dedurre che anche CSEN potrebbe essere l’unico al quale vadano riconosciute certe qualifiche.
    Ma il punto non è questo: occorre scegliere nella vasta gamma di offerte che offre il mercato, anche se alla fin fine tutto è riconosciuto, poiché, paradossalmente, nulla viene riconosciuto dalla Legge, in termini di attestati e qualifiche. Siamo in Italia…..

  10. Buonasera Alessandro,
    grazie della risposta, sono a conoscenza di quello che dici e non dico che non sia vero o svaluto le altre strutture altamente qualificate.La mia affermazione era rivolta al fatto, che proprio perchè siamo in italia per essere un “professionista”, passami il termine, ed essere riconosciuto (non riferito in termini di bravura o capacità) devi essere iscritto ad un ALBO, in questo caso ALBO ISTRUTTORI CINOFILI e ad oggi da ciò che so l’unica associazione a possedere questo Albo riconosciuto è proprio ENCI.
    Chiaramente come giustamente scrivi bisogna scegliere una strada e valutare poi le offerte che offre il mercato (non in base a il numero di iscrizioni od altro) il tutto in base alle attitudini del nostro compagno.

  11. Buongiorno Manuel,
    ancora una volta permettimi di contraddirti…. l’ALBO a cui fai riferimento esiste sia per ENCI che per lo CSEN (http://89.97.62.208/csen.it/web/albo_istruttori/albo3.aspx poi scegli la disciplina e ti si apre un “mondo” di Albi suddivisi per categoria)come per la Libertas, Aics ecc. ecc.
    Quindi TUTTI gli albi “sono validi” perché ogni realtà e comunque più o meno riconosciuta dai “Ministeri”, ma al tempo stesso nessuno è riconosciuto; tant’è vero che se io e te ci mettiamo a costituire un’Associazione e domani organizziamo un Corso Istruttori o peggio ancora ci autonominiamo Istruttori, anche i nostri attestati e autonomine saranno “validi”. E’ il concetto del riconoscimento che viene erroneamente interpretato. ENCI è una struttura indubbiamente valida e seria che ha iniziato la storia della cinofilia; ma è un Ente, che piaccia o no, con le solite caratteristiche e peculiarità di altri, ad eccezione della gestione delle razze (gestione del pedigree). E’ il meccanismo contorto della Legge Italiana che ha cominciato ora a stabilire norme precise per la tutela degli animali, ma sulle dolenti note di chi o dovrebbe essere individuato in maniera chiara e precisa come ADDESTRATORE, non c’è nulla in proposito. Troppi sono gli interessi in ballo ed è difficile sedere TUTTI ad un tavolo ove TUTTI al tempo stesso vogliono fare i “capitavola”. Allora il problema viene risolto all’Italiana: tutti insieme appassionatamente con ognuno il proprio “pezzo di carta”!!! Rimane solo di cercare di lavorare con coscienza, serietà, umiltà (ed in cinofilia ce ne è molto poca!!!) e valutare chi ti offre pacchetti tipo “Istruttore in 7 giorni” e quant’altro piuttosto chi propone offerte e percorsi formativi trasparenti e seri abbinati a personaggi conosciuti di fama conosciuta.
    Al momento, non vedo altre strade…..
    Ciao

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