Avvelenamenti a Gessopalena: nessuno toglie il veleno dalla piazza
Riceviamo e (con molta preoccupazione) pubblichiamo questa email della lettrice Laura Belardi, che denuncia una situazione davvero incredibile. Ci scrive, infatti:
“Vorrei segnalare un caso di avvelenamento cani avvenuto a Gessopalena, un piccolo paesino abruzzese in provincia di Chieti, il 24 Dicembre 2011. Da anni in questo paese si assiste a fenomeni di avvelenamento dovuti al randagismo: abitanti dei paesi limitrofi abbandonano qui i loro cani che puntualmente vengono avvelenati dagli abitanti gessani. Il sindaco è a conoscenza di questi episodi ma il risultato del suo interesse e del suo operato finora sono stati pari a zero.
La popolazione non è sensibilizzata contro il maltrattamenti degli animali e ignora anche le leggi del codice penale a riguardo.
L’apice di questi episodi è avvenuto quest’inverno durante le vacanze di Natale quando ignoti hanno buttato del veleno per lumache, destinato ai cani randagi, in mezzo alla piazza principale, nelle aiuole pubbliche anche vicino al parco giochi del paese. Il veleno era accessibile a tutti, pericolosissimo quindi non solo per gli animali ma anche per i bambini.
Si hanno testimonianze oculari certe che un cane randagio sia morto in preda alle convulsioni e che il veleno non sia stato rimosso immediatamente dopo questo primo incidente avvenuto la vigilia di Natale, poichè un paio di giorni più tardi anche il cane di proprietà del sign. Giuseppe Rubino, sebbene munito di guinzaglio, ne ha ingerito una grande quantità ed essendo di taglia piccola non è stato possibile salvarlo! Dopo il primo caso di morte animale nessun membro delle autorità locali ha effettuato un controllo e ha provveduto a rimuovere le “eventuali tracce” di veleno rimasto che sono state per due giorni o forse più a libero accesso di chiunque”.
Si resta decisamente sconcertati di fronte a questa email: la Regione Abruzzo è infatti dotata di un buon regolamento sulla prevenzione del randagismo e risulterebbe aver impiegato notevoli risorse umane ed economiche per migliorare la situazione degli animali da affezione, come risulta dalla delibera dell’aprile 2010.
Sembra pertanto incredibile che si debbano ancora leggere testimonianze come questa, che sembrano riportare ad anni bui e ad atteggiamenti quantomeno medioevali (e forse anche peggio) nei confronti degli animali, per non parlare del rischio concreto che ci vada di mezzo qualche bambino. Ci auguriamo che il sindaco di Gessopalena intenda prendere provvedimenti – e dare spiegazioni – al più presto.
Nel frattempo invitiamo alla massima prudenza tutti i proprietari di cani che dovessero visitare la cittadina abruzzese, che al momento forse conviene non inserire in evetuali itinerari turistici.
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Salve, abito in un paese vicino Gesssopalena (Civitella Messer Raimondo), i due paesi sono confinanti e divisi da un lago.
Anche a Civitella Messer Raimodno c’è stato un acaso analogo.
A settembre 2011 il mio cane è stato avvelenato (salvato per miracolo dal veterinario) da veleno per lumache, un cane è sparito, uno è morto, morto il gatto di mia madre e almeno altri 7-8 gatti. Ho chiamato la Guardia Forstale preoccupata anche dal fatto che il veleno è stato posto in zona rurale nei pressi del Parco Nazionale della Maiella e che quindi un’alto numero di animali selvatici poteva aver avuto la stessa sorte. Nella zona in cui abitano i miei genitori stragi di questo genere sono periodichem (almeno 1 l’anno) e periodicamente spariscono dei cani. La Guardia Forestale non mi pare abbia fatto nulla per risolvere il problema.
Anni fà un’altro dei nostri cani era rimasto avvelenato nello stesso modo e lo trovammo morto, vi assicuro che vedere l’altra tra la vita e la morte per 1 giorno e mezzo mi ha fatto capire quanto aveva sofferto il primo.
Parte del territorio di Civitella insiste sul parco, anche l’area di Gessopalena è dal punto di vista naturalistico molto bella, se c’è gente che fà una strage di questo tipo per un randagio, mi chiedo cosa accadrà nel caso si avvicinino dei lupi, cosa peraltro già successa a Lama dei Peligni (altro paese confinante con Civitella).
Bisogna aspettare la strage di lupi perchè la guardia forestale si muova?
Daniela
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