di SILVIA INVERNICI – Si dice sempre che il più è prendere il primo cane, che ti cambia la vita, le abitudini: ma che poi, da uno a due, non cambia nulla e che dove mangia uno, mangiano (e giocano e corrono e saltano e ti abbracciano) in due.
Noi abbiamo avuto prima Maya, hovawart, un cane vivacissimo e che ci ha chiesto tanto.
E’ stata cresciuta in modo fermo, con pochissime concessioni e vizi. Dopo quattro anni, con un meraviglioso cane perfetto, eravamo pronti per un altro cucciolo, perchè tanto eravamo capaci, perchè tanto non poteva essere peggio di come ci era andata, tanto Maya ci aiuterà a tenerla a bada, blablabla.
E’ arrivata Inca e siamo diventati tutti improvvisamente rimbambiti.
Così abbiamo capito che due cani non sono la somma di un cane più un cane.
Al mattino siamo riusciti a convincerle che alzarsi all’alba per i bisogni e per mangiare NON significa iniziare immediatamente a vivere gioiosamente, quindi si torna a letto/tappeto ancora un po’.
Loro mi concedono magnanimamente questo enorme privilegio, fremendo per alzarsi e  vivere un’altra eccitante giornata. Con i miei bioritmi, non è facile condividere tutto questo entusiasmo.
Appena si accorgono, annusandomi il naso, che sono sveglia (emettendo io evidentemente dei segnali chimici), ecco che parte il proiettile Inca, felicissima di vedermi di nuovo dopo tanto tempo, baci, abbracci, zampe in faccia, vede sua sorella, entusiasmo incontenibile, ringhiate da parte di Maya, nel suo ruolo di Madre Badessa: “in questa casa ci si comporta dignitosamente, si parla a bassa voce e si incrociano educatamente le zampe”.
Ecco il gatto, ciao gattooo, schiaffoni e soffiate da parte del gatto.  Ma Inca è un cuore generoso, viene presa a mazzate metaforiche (a volte non solo metaforiche) da parte di tutti gli altri animali, ma non è permalosa.

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La giornata segue sempre lo stesso copione
Inca: ti prego mamma giochiamo, ti prego usciamo, sììì si esceeeee, buongiorno mondo, buongiorno persone (questo recentemente), buongiorno cani, Maya giochiamo, ti prego giochiamo, ti prego fammi mordere le orecchie, ti lecco le zampe, ti tolgo i peli di troppo. Oh scusa se ti ho fatto cadere mordendoti le caviglie, scusascusascusa. Oh gatto, eccoti qui, dai giochiamo, dai posso darti le musate in faccia? Posso rincorrerti? Perchè miagoli così arrabbiato? Perchè ti nascondi sotto il letto?
Io passo il tempo a fare l’arbitro, a evitare che il gatto diventi una preda, a privilegiare Maya, a difendere il suo ruolo, il suo tempo libero e le sue zampe!

Poi dicono: ehhh i cuccioli passano il loro tempo a dormire. In questa casa, la cucciola passa invece il tempo a perfezionare strategie di guerra.
Quando finalmente si placa, recupera energie o mordicchia il provvidenziale pollettoquasisenzatesta, e io posso finalmente PENSARE di poter fare altro e tornare a una vita da essere umano, ecco che Maya, nella sua regalità, decide che è il momento di giocare un po’ con sua sorella (!). E, con le sue delicatissime maniere da scaricatrice di porto, le si avventa, la morde, le prende in bocca tutta la testa, finge di decapitarla, la fa cadere, la inchioda a terra, mentre Inca si ritrasforma in cuccioloduracell e partecipa entusiasticamente (ricordiamoci che “entusiasmo” è la parola chiave) agli eventi, che la vedono a pancia in su per tutto il tempo.
A ogni uscita, rigorosamente separate, per evitare di cadere nella tentazione di legarle a un palo lontano e andarsene, si ripete il solito teatrino: Maya ci aspetta esattamente dietro la porta, Inca non può fare un passo dentro e sfiorarla che Maya si erge in tutta la sua indignazione canina: come ti permetti, tu, figlia di Attila, di OSARE sfiorarmi?
E via di sgridate, abbaiate, ringhiate che si trasformano in gioco dopo tre secondi.
E via di nuovo a tentare di avere un po’ di pace.

Dicono che i cani siano in grado di capire i tuoi stati d’animo e di starti vicino, loro due invece sono molto concentrate sui LORO sentimenti e, quando ti vedono triste, abbattuta, quasi morta, ti guardano con molta partecipazione: “Mamma, questo significa che oggi non si esce? Non facciamo le solite duemila ore di interessantissime annusate? Mamma, tu ci fai soffrire, tu spezzi i nostri cuori, noi TI FACCIAMO GLI OCCHI”.
E agli occhi non si resiste.
Come non si resiste a una coda che scodinzola impazzita, ai salti su se stesse per la gioia, all’entusiasmo per un nuovo gioco, ai sorrisoni che sbucano in ogni momento, ai musi appoggiati (“ti prego accarezza questo povero cane abbandonato”), ai baci sul naso, alla concentrazione davanti a una nuova sfida.
Vivere con due cani è impegnativo, ti mantiene in forma, ti impone di trovare soluzioni diverse per gli stessi comportamenti, perchè loro hanno personalità diverse.
E la sera, quando siamo tutti e cinque nella parte più corta di divano, con i cani acciambellati in un microspazio per stare con noi, con il gatto che fa le fusa più rumorose del mondo, capiamo che fuori può capitare di tutto, ma noi siamo in pace con la vita.

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16 Commenti

  1. Siiiiiiiiiii….. tutto esilarante, coinvolgente, entusiasmante e …. stramaledettamente vero!!!! Io vivo con 3 cani, 1 gatta, 4 pappagallini, 1 figlia di 6 anni e 1 marito…. e , come direbbe Vasco “… e tutto il mondo fuooooriiiiiiii”. Mi piace fino alla commozione il tuo finale: ” fuori può capitare di tutto, ma noi siamo in pace con la vita” !!! 🙂

  2. XD quando poi i cani -esclusi quelli al lavoro- sono 4 apriti cielo! c’è di buono che i miei a parte qualche minuto di gioco sfrenato sono decisamente tranquille. però credo di esser la sola ad avere il gatto che va APPOSTA a cercare i cani per suonarli come tamburi XD

  3. Mi sembra di vedere la mia famiglia!!! tale e quale!!! senza il gatto però…come al solito Valeria sai esprimere in modo egregio tutti i sentimenti canini e umani!! grazie per farci divertire !! Stefania

  4. Cosi di certo non ci si annoia mai.. Io però aggiungo 2 figli di 4 e 2 anni due gatti e i due cani ,uno ha 9 mesi e pesa gia 40 chili… Ci si diverte..

  5. tre rotteweiller due femmine madre e figlia e un maschio, dovrebbe essere il capo….. invece è la vittima delle due ….donne…. che lo seviziano lo maltrattano non lo lasciano mai in pace e quando hanno finito con lui se la prendono con l’altro capo branco cioè io….. specialmente quando sono in ritardo e ben vestito….. PERO’ noi li adoriamo

  6. Due cani e due umani, la mia famiglia. L’articolo potrei averlo scritto io tanto mi riconosco, con la variante che i miei due pelosi sono un maschio, Tobia, e una femmina, Gea che è la leader e alla sera dopo l’ultima uscita “fuori può capitare di tutto ma noi siamo in pace con la vita”

  7. bel racconto emozionante..!

    io ho fatto la stessa cosa: siamo partiti con una jack russell, poi sono diventati due, poi tre (che fai non ti tieni il figlio della tua prima cucciolata?!) e poi quattro.. fino a pochi mesi fa.. ora sono 5! si è aggiunta una border tutta pepe 😀

  8. ciao Silvia, siamo Paolo e Cristina (con Annalia, Margherita e Emma) tuoi cugini, e il caso vuole (o forse il destino) che fra 15 giorni un bellissimo cucciolo di Hovawart maschio verrà ad incrementare la nostra famiglia….vorremmo contattarti e confrontarci con te, sei su facebook? Oppure hai una mail? Ti aspettiamo…..bau bau….

  9. Stupendo articolo… ho i lacrimoni di commozione!!! 😀 io ho due gatti e spero di poter prendere un cane al più presto… soprattutto dopo aver visto la mia gatta che, al cospetto di un altro gatto, ha reagito molto bene… però due cani e due gatti… non so se ce la farei a seguirli tutti!!!

  10. Oggi mentre ci riposavamo un attimo sul crininale della montagna,
    ho guardano 2 dei ns 4 cani che erano lì con noi.
    Erano fangosi, un po’stanchi e felici.
    Annusavano il vento, lo sguardo perso nei boschi infiniti che circondavano.
    Ho detto alla Paola:
    -che animali meravigliosi i cani, ma come fanno quelli che non ne hanno?-
    Ho affondato le dita nel pelo di uno dei due, ma lei non si è quasi accorta di me,
    nei suoi occhi potevo vedere i daini, i caprioli, i cervi, i cinghiali che vivevano lassù.

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